I vigili del fuoco e i soccorritori cercano le vittime sul luogo di un attacco aereo israeliano nel centro di Beirut, in Libano, mercoledì 8 aprile 2026. (AP Photo/Hussein Malla)      Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna APN

08 aprile 2026

Guerra in Iran, ultime notizie - Iran blocca Hormuz dopo raid Israele in Libano. Macron: tregua deve includerlo

Tregua in extremis Usa-Iran allo scadere dell’ultimatum lanciato da Trump, ma Israele sfida l’accordo e devasta il Libano. Il cessate il fuoco di due settimane annunciato nella notte dal tycoon grazie alla mediazione del Pakistan fa crollare i prezzi di petrolio e gas ma non ferma Netanyahu che lancia l’operazione ’oscurità eterna’ contro Hezbollah. Centinaia di morti e feriti nell’ondata di raid a Beirut e in altre parti del Paese.

English Version

8 aprile 2026

Macron sente Trump e Pezeshkian: tregua deve includere il Libano

Il cessate il fuoco in Medio Oriente deve includere il Libano per essere ’’credibile e duraturo’’: è il monito lanciato dal presidente francese, Emmanuel Macron, nel corso di due distinti colloqui telefonici con il presidente Usa, Donald Trump e con il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian.

8 aprile 2026

Wsj: Trump vuole ritirare truppe da Paesi Nato poco collaborativi sull’Iran

L’amministrazione Trump sta valutando un piano per sanzionare alcuni Paesi della Nato che, a suo giudizio, si sono dimostrati poco collaborativi nei confronti degli Stati Uniti e di Israele durante la guerra contro l’Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, citando funzionari americani. La proposta prevederebbe il ritiro delle truppe statunitensi dai Paesi Nato ritenuti poco utili allo sforzo bellico contro l’Iran, per poi ridislocarle in nazioni che hanno offerto un sostegno più convinto alla campagna militare americana.

8 aprile 2026

Vance: «Sta all’Iran decidere se far saltare la tregua per il Libano»

Sta all’Iran decidere “se far saltare” la tregua a causa del Libano. Il vicepresidente americano JD Vance ha detto a Teheran di “fare il passo successivo” verso la pace, altrimenti gli Stati Uniti valuteranno “molte opzioni” per tornare in guerra. “Credo che il presidente Trump abbia ottenuto un buon accordo per il popolo americano. Ma fondamentalmente, gli iraniani devono fare il passo successivo, altrimenti il presidente ha a disposizione molte opzioni per tornare in guerra”, ha aggiunto Vance.

8 aprile 2026

Casa Bianca: idea Trump su pedaggi Hormuz sarà discussa con Teheran

L’idea del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di un piano di pedaggio congiunto per lo Stretto di Hormuz sarà discussa con l’Iran. Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt nel corso di un briefing con la stampa. In precedenza, Abc News aveva riportato che Trump stava valutando l’idea di una joint venture con l’Iran per imporre pedaggi alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. “È un’idea che il presidente ha proposto, come sapete, e sarà oggetto di discussione nelle prossime due settimane”, ha dichiarato Leavitt, aggiungendo, tuttavia, che la priorità immediata di Trump è la riapertura dello Stretto senza alcuna limitazione.

8 aprile 2026

Ghalibaf, “violato l’accordo, così tregua e colloqui irragionevoli”

Tre dei dieci punti proposti da Teheran per un accordo di tregua con gli Usa e definiti da Donald Trump come “una buona base di negoziazione” sono stati “apertamente e chiaramente violati”: lo sottolinea in una nota il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, capo negoziatore degli ayatollah, avvertendo che “in questa situazione una tregue bilaterale e i colloqui sono irragionevoli”. Nella nota, Ghalibaf punta il dito, tra l’altro, sulla “violazione” del punto che “includeva anche il Libano” nella tregua.

8 aprile 2026

Israele: “Da domani riaprono i luoghi santi di Gerusalemme”

La polizia israeliana ha annunciato che i luoghi santi di Gerusalemme, chiusi a causa delle misure di sicurezza adottate durante la guerra con l’Iran, riapriranno giovedì. “In seguito alle linee guida aggiornate del Comando del Fronte Interno, a partire da domani mattina, giovedì 9 aprile 2026, i luoghi santi della città di Gerusalemme riapriranno ai visitatori e per la preghiera”, ha annunciato la polizia.

8 aprile 2026

Gli Emirati chiedono che l’Iran risarcisca i danni della guerra

Gli Emirati Arabi Uniti ritengono che l’Iran debba risarcire i danni causati dagli attacchi nel Golfo Persico, chiedendo al contempo chiarimenti a Washington sui termini della tregua. Gli Emirati Arabi Uniti “chiedono ulteriori chiarimenti sulle disposizioni dell’accordo per garantire il pieno impegno dell’Iran a una cessazione immediata di tutte le ostilità nella regione e alla riapertura completa e incondizionata dello Stretto di Hormuz”, ha dichiarato il ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti in un comunicato. Gli attacchi iraniani “richiedono una posizione ferma, in particolare per garantire che l’Iran sia ritenuto responsabile e pienamente tenuto al risarcimento dei danni”, ha aggiunto.

8 aprile 2026

Libano: «Sale ancora il bilancio delle vittime, 254 morti e 1.165 feriti»

Il totale delle vittime degli ultimi attacchi israeliani sul Libano è salito a 254 morti e 1.165 feriti. Lo rende noto la direzione generale della Protezione Civile del Libano in una dichiarazione diffusa sui sociale, in base ai dati disponibili presso i suoi centri sul territorio libanese. In particolare, solo a Beirut risultano 92 morti e 742 feriti e nei sobborghi meridionali della capitale 61 morti e 200 feriti.

8 aprile 2026

Trump: «Gli alleati della Nato sono stati messi alla prova e hanno fallito»

«Gli alleati della Nato sono stati messi alla prova e hanno fallito». Lo ha detto Donald Trump in una nota letta dalla portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Il presidente americano incontrerà oggi il segretario generale dell’Alleanza Mark Rutte. «Sarà un colloquio schietto e onesto», ha detto la funzionaria. Donald Trump sta ancora pensando al ritiro degli Stati Uniti dall’Alleanza Atlantica, ha confermato la portavoce della Casa Bianca, precisando che il presidente ne parlerà con il segretario dell’Alleanza Mark Rutte.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante un incontro bilaterale con il segretario generale della NATO Mark Rutte al Forum economico mondiale (WEF) di Davos, in Svizzera, il 21 gennaio 2026. REUTERS/Jonathan Ernst/Foto d'archivio

8 aprile 2026

Araghchi: «Usa scelgano, cessate il fuoco o guerra, non possono avere entrambi»

“I termini del cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti sono chiari ed espliciti: gli Stati Uniti devono scegliere, cessate il fuoco o continuare la guerra tramite Israele. Non possono avere entrambe le cose”. Lo scrive in un post su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo cui “il mondo vede i massacri in Libano: la palla è nel campo degli Stati Uniti, e il mondo sta osservando se agiranno in base ai loro impegni”.

8 aprile 2026

Casa Bianca, nuova chiusura Hormuz è completamente inaccettabile

«Ci aspettiamo che lo Stretto di Hormuz venga riaperto immediatamente». Lo ha detto Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca. «Gli Stati Uniti non vogliono alcuna limitazione su Hormuz, compresi i pedaggi. Non abbiamo assolutamente accettato che l’Iran riscuota un pedaggio» per ogni nave che passa lo Stretto, ha detto. La Casa Bianca ha poi reso noto che il vicepresidente JD Vance guiderà la delegazione statunitense a Islamabad, in Pakistan, per i colloqui con l’Iran, alla quale prenderanno parte Steve Witkoff e Jared Kushner; il primo round di negoziati si terrà sabato.

8 aprile 2026

Netanyahu: il nostro dito è sul grilletto

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato in conferenza stampa che ci sono ancora obiettivi da raggiungere per Israele e che potrà raggiungerli o attraverso un accordo o riprendendo il conflitto. “Fino a questo momento, e desidero sottolinearlo, abbiamo ancora alcuni obiettivi da raggiungere e li raggiungeremo, sia attraverso un accordo e il consenso, sia tramite la ripresa della guerra, perché siamo pronti a farlo ogni volta che sarà necessario: siamo pronti a premere il grilletto. Il nostro dito è sul grilletto”, ha rimarcato il leader israeliano.

8 aprile 2026

Meloni, condanna attacco a colonna italiana Unifil in Libano, Israele chiarisca

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “esprime la sua ferma condanna per quanto accaduto oggi nel sud del Libano dove un convoglio italiano appartenente a Unifil, e chiaramente individuabile come tale, è stato fatto oggetto di colpi di avvertimento da parte dell’esercito israeliano”. Lo rende noto Palazzo Chigi, rimarcando che “i militari italiani sono presenti in Libano sulla base di un mandato ricevuto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e agiscono nell’interesse del mantenimento della pace. È quindi del tutto inaccettabile che il personale che agisce sotto la bandiera dell’Onu sia messo a rischio con azioni irresponsabili come quelle odierne, che sono in palese violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite.

Il presidente del consiglio Giorgia Meloni alla camera dei deputati, durante la replica dopo la discussione generale, Roma, 17 dicembre 2025. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Israele dovrà chiarire quanto accaduto e, in questo quadro, il presidente Meloni attende gli esiti della convocazione odierna alla Farnesina dell’Ambasciatore d’Israele a Roma su iniziativa del vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Il cessate il fuoco concordato questa notte tra Iran, Stati Uniti ed Israele - viene sottolineato dalla Presidenza del Consiglio - è un’opportunità da cogliere per porre fine anche alla guerra in Libano. La decisione di Hezbollah di trascinare la Nazione in questo conflitto è stata irresponsabile ma i continui attacchi israeliani in Libano, che hanno già provocato troppi morti e un’inaccettabile numero di sfollati, devono cessare immediatamente.

L’Italia ribadisce ancora una volta con fermezza la necessità di garantire la sicurezza dei soldati italiani e dell’intero contingente Unifil”.

8 aprile 2026

Israele, “nulla è ancora finito, posizione Usa e Iran ancora lontane”

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha dichiarato mercoledì che “nulla è ancora finito” dopo l’accordo di cessate il fuoco tra Washington e Teheran, giudicando le loro posizioni ancora molto distanti. “Non vedo come sia possibile avvicinare le posizioni degli Stati Uniti e dell’Iran”, ha detto alla tv israeliana Canale 11.

8 aprile 2026

Pezeshkian: sicurezza Hormuz dipende da fine attacchi all’Iran

La sicurezza dello Stretto di Hormuz dipende dalla completa cessazione delle aggressioni contro l’Iran: lo ha affermato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un colloquio con il premier pachistano Shahbaz Sharif. “L’insicurezza nello Stretto di Hormuz e nel Golfo Persico è una diretta conseguenza dell’aggressione militare statunitense e israeliana. Garantire la sicurezza di questa vitale via navigabile dipende dalla completa cessazione degli attacchi”, ha concluso.

8 aprile 2026

Teheran: “Navi che passano a Hormuz senza ok saranno colpite e distrutte”

“Qualsiasi nave che cercherà” di passare attraverso lo Stretto di Hormuz senza l’autorizzazione dei Pasdaran sarà “colpita e distrutta”. E’ il messaggio che la Marina dei Guardiani della rivoluzione sta facendo circolare per avvertire le imbarcazioni che si trovano nella zona e dopo aver fatto sapere che lo Stretto è chiuso in reazione alle violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele. “Attenzione a tutte le imbarcazioni nel Golfo Persico e nel Mar d’Oman. Questa è la stazione navale della Marina dei Guardiani della rivoluzione - recita il messaggio - Il transito nello Stretto di Hormuz rimane chiuso e avete bisogno del permesso dei Pasdaran prima di navigare attraverso lo stretto. Qualsiasi imbarcazione che tenti di viaggiare in mare sarà presa di mira e distrutta”.

8 aprile 2026

L’Onu condanna gli attacchi di Israele al Libano

L’Onu “condanna in modo fermo gli attacchi israeliani in tutto il Libano” che hanno provocato numerose vittime. Lo ha detto viceportavoce del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. “L’Onu condanna fermamente la perdita di vite civili”, ha aggiunto, esortando le parti a cogliere “l’opportunità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran” per prevenire ulteriori decessi.

8 aprile 2026

India, la banca centrale abbassa le stime sul Pil

Marco Masciagadal nostro corrispondente Marco Masciaga

Alcuni passanti davanti all'edificio della Borsa di Bombay (BSE) a Mumbai, in India, l'8 aprile 2026. L'indice Sensex della BSE balza di 3.000 punti dopo l'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.  EPA/DIVYAKANT SOLANKI EPA

NEW DELHI - I dubbi residui sul prezzo che New Delhi dovrà pagare per l’aggressione israelo-americana nei confronti dell’Iran sono stati fugati dalla Reserve Bank of India (Rbi): il Monetary Policy Committee ha deciso la seconda pausa consecutiva nella sua politica di riduzione dei tassi d’interesse, mentre gli economisti della banca centrale – nel fare le loro prime previsioni su crescita e inflazione dallo scoppio della guerra – hanno ridimensionato le prime e alzato le seconde.

Secondo le stime dell’Rbi, nell’anno fiscale iniziato il 1° aprile la crescita del Pil rallenterà al 6,9% rispetto al +7,6% stimato per l’esercizio 2025-26. Nel dettaglio la banca centrale si aspetta un 6,8% nei prossimi tre mesi, un 6,7% tra luglio e settembre, un 7% nel terzo trimestre e un 7,2% nei primi tre mesi del 2027.

8 aprile 2026

Wsj, «Iran, partecipazione a negoziati dipende da cessate il fuoco in Libano»

L’Iran mette in guardia: la partecipazione di Teheran ai colloqui di venerdì di Islamabad dipende da un cessate il fuoco in Libano. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando anche che potrebbe revocare l’apertura dello Stretto di Hormuz.

8 aprile 2026

Starmer avverte, «ancora molto lavoro da fare per riaprire Hormuz»

“C’è ancora molto lavoro da fare” per riaprire lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il premier britannico Keir Starmer dopo il suo arrivo in Arabia Saudita nella prima tappa di una missione nei Paesi del Golfo. Il primo ministro ha aggiunto di avvertire “un vero senso di sollievo” dopo l’accordo sulla tregua nel conflitto con l’Iran raggiunto nella notte ma ha sottolineato che è “ancora presto” per parlare di una soluzione definitiva.

8 aprile 2026

Trump, «ciarlatani dietro presunti accordi, accettabile solo un gruppo di punti»

“Numerosi accordi, elenchi e lettere vengono diffusi da persone che non hanno assolutamente nulla a che vedere con i negoziati tra Stati Uniti e Iran. In molti casi si tratta di veri e propri truffatori, ciarlatani e anche peggio. Verranno smascherati rapidamente una volta completata la nostra indagine federale”. Lo ha scritto in un post su Truth Social il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riferendosi ai colloqui con gli iraniani previsti ancora per venerdì a Islamabad. “C’è solo un gruppo di ’punti’ significativi che sono accettabili per gli Stati Uniti, e ne discuteremo a porte chiuse durante questi negoziati. Questi sono i punti su cui ci siamo accordati per un cessate il fuoco”, ha aggiunto Trump, che ha ribadito l’accusa alla Cnn di diffondere “fake news” per aver “messo in primo piano una ’fonte’ che non aveva alcun potere o autorità”.

In un’intervista esclusiva a Pbs, il presidente Usa Donald Trump ha confermato che il Libano “non era incluso nell’accordo” per la tregua stabilita con l’Iran “a causa di Hezbollah”. Interrogato sulla sua posizione in merito agli attacchi israeliani su Beirut, Trump ha detto che “fanno parte dell’accordo, lo sanno tutti”, definendoli “una scaramuccia a parte di cui ci occuperemo”. “Va tutto bene”, ha concluso.

8 aprile 2026

Casa Bianca: il Libano non fa parte dell’accordo per il cessate il fuoco

Il Libano non fa parte dell’accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, ha riferito Axios, citando la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.

8 aprile 2026

Iran, Trump: molto presto colloqui di persona, senza Vance per motivi sicurezza

“Molto presto” si terranno colloqui di persona tra funzionari americani e iraniani in Pakistan dopo l’accordo raggiunto su un cessate il fuoco di due settimane. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump nel corso di una intervista telefonica con il New York Post, precisando che il vice presidente JD Vance non vi parteciperà per motivi di sicurezza. “Ci saranno Steve Witkoff, Jared Kushner, JD... forse JD, non lo so’’, “c’è una questione di sicurezza”, ha detto Trump.

8 aprile 2026

Iran: interrotto transito da Hormuz dopo raid Israele in Libano

“Il transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è stato interrotto in seguito agli attacchi israeliani contro il Libano”. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Fars in un post su X.

8 aprile 2026

Crosetto: chiedo alle Nazioni Unite di intervenire

Chiedo alle Nazioni Unite di intervenire presso le Autorità Israeliane con la massima urgenza per chiarire l’accaduto, adottare tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza del contingente italiano e di tutto il personale Unifil e ribadire con fermezza il rispetto del mandato e della protezione dovuta ai caschi blu”. Così su X il ministro della Difesa Guido Crosetto in merito ai colpi esplosi contro un mezzo Unifil. “L’Italia continuerà a sostenere la missione di pace, ma pretende il pieno rispetto del ruolo di Unifil e la tutela dei propri militari - aggiunge - Episodi come questo sono intollerabili e non devono ripetersi”.

8 aprile 2026

Araghchi parla con capo Esercito Pakistan su violazioni cessate il fuoco

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il capo dell’Esercito pachistano, Asim Munir, impegnato nella mediazione per la tregua con gli Stati Uniti, per discutere “delle violazioni del cessate il fuoco” da parte di Israele “in Iran e Libano”. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Teheran.

8 aprile 2026

Teheran: Usa non controllano Netanyahu, colpiremo Israele per raid Libano

“In seguito alla violazione, da parte di Israele, del cessate il fuoco in Libano e contro Hezbollah, l’Iran si sta preparando a condurre operazioni contro le posizioni militari in Israele”. Lo ha dichiarato una fonte della sicurezza iraniana citata dall’agenzia di stampa Fars. La fonte ha aggiunto che “a Teheran si sta diffondendo la convinzione che i continui attacchi, nonostante l’accordo, siano un segno dell’incapacità degli Stati Uniti di controllare Netanyahu o che Israele abbia ottenuto libertà d’azione dal Comando Centrale degli Stati Uniti”.

8 aprile 2026

Iran, media: Merz ha avuto un colloquio telefonico con Trump

In seguito al cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha avuto un colloquio telefonico con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump questo pomeriggio. A darne notizia è la Bild, che cita fonti governative tedesche.

Leggi anche: Germania: il “freno” di Stato e l’illusione della spesa

8 aprile 2026

Libano, Tajani: Israele ha colpito veicolo italiano Unifil. Chiederò spiegazioni immediate

“Purtroppo l’appello lanciato dal presidente del Consiglio italiano e da altri leader internazionali non ha avuto risposta positiva per quanto riguarda il Libano. Vi leggo una notizia che mi è appena giunta: c’è stato il più violento bombardamento israeliano dalla ripresa della guerra, si parla di 150 aerei impegnati su tutto il Libano. In particolare a Beirut, Sidone e Tiro si contano decine di vittime fra i civili. Una colonna italiana dell’Unifil che portava elementi a Beirut per il rimpatrio è stata bloccata all’Idf: i colpi di avvertimento israeliani hanno danneggiato un nostro veicolo. Per fortuna nessun ferito, ma la colonna è dovuta rientrare e appena uscito da quest’aula chiederò alla Ministero degli Esteri di chiedere informazioni immediate all’ambasciatore di Israele in Italia su ciò che è accaduto e che ha portato al danneggiamento di un mezzo militare italiano”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, nel corso del Question Time alla Camera, a un’interrogazione di Fdi sulle iniziative per scongiurare un maggiore coinvolgimento del Libano nel conflitto in corso in Medio Oriente.

“Appena uscito da quest’aula chiederò al ministero degli Esteri di chiedere informazioni immediate all’ambasciatore di Israele in Italia su ciò che è accaduto e che ha portato al danneggiamento di un mezzo militare italiano” in Libano. “Per ribadire, i soldati italiani in Libano non si toccano. Le forze armate israeliane non hanno alcuna autorità per toccare i militari italiani”.

8 aprile 2026

Iran, colpito l’oleodotto est-ovest in Arabia Saudita, si valutano i danni

L’oleodotto est-ovest dell’Arabia Saudita è stato colpito in un attacco iraniano malgrado il cessate il fuoco concordato tra le parti e attualmente è in corso una verifica dei danni. A riferirne è una fonte dell’apparato industriale citata da Reuters, secono quanto riporta il Times of Israel. Anche altri siti sono stati colpiti, ha aggiunto la stessa fonte. L’oleodotto rappresenta l’unico sbocco per le esportazioni di greggio saudita dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran.

8 aprile 2026

Libano, Katz: raid contro centinaia di operativi Hezbollah, arriverà anche turno Qassem

“Centinaia di operativi di Hezbollah sono stati presi di mira in attacchi a sorpresa contro quartier generali in tutto il Libano, nel più grande colpo concentrato che Hezbollah abbia subito dall’operazione cercapersone” nel settembre del 2024. Lo ha rivendicato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, parlando dei raid di oggi in Libano, e aggiungendo: il leader del gruppo filoiraniano Naim Qassem era stato avvertito che “Hezbollah avrebbe pagato un prezzo molto alto per aver attaccato Israele per conto dell’Iran, e che arriverà anche il suo turno”.

8 aprile 2026

Iran: Israele si fermi in Libano altrimenti ci saranno conseguenze

L’ambasciatore e rappresentante permanente dell’Iran presso le Nazioni Unite a Ginevra Ali Bahreini ha affermato che Israele deve rispettare il cessate il fuoco in Libano e che qualsiasi ulteriore attacco complicherebbe la situazione e avrebbe delle conseguenze. Lo riporta il quotidiano libanese L’Orient Le Jour.

8 aprile 2026

Oms, ospedali libanesi a rischio esaurimento forniture mediche

Il fumo si alza da un edificio colpito da un raid aereo israeliano nella zona di Jnah, appena fuori dalla periferia sud di Beirut e in prossimità dell'ambasciata iraniana - Italy Photo Press - Guerra Israele-Libano-Hezbollah 16878

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato che Hezbollah sta cercando un cessate il fuoco e ha dichiarato che i raid israeliani hanno ucciso più di 200 militanti in Libano nelle ultime 24 ore, portando il totale a oltre 1.400 dall’inizio degli scontri. Katz ha affermato che Israele è pronto a rispondere con forza se l’Iran lancerà attacchi e continuerà a colpire obiettivi in tutto il Libano, compresa l’area del Litani.

8 aprile 2026

Libano, media: il leader di Hezbollah Qassem tra obiettivi raid Israele

Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, era incluso nella lista degli obiettivi dei raid israeliani condotti a decine contemporaneamente sul Libano in queste ore. Lo ha riferito la tv israeliana Channel 12, secondo cui “è possibile che non si trovasse nel luogo preso di mira, un ’quartier generale di emergenza’ del partito”.

8 aprile 2026

Croce Rossa: oltre 300 morti e feriti a Beirut per i raid israeliani

Gli attacchi israeliani hanno causato oltre 300 morti e feriti a Beirut e nella sua periferia meridionale Dahiyeh, roccaforte di Hezbollah. Lo riferisce ad Al Arabi il capo della Croce Rossa libanese, come riporta Haaretz. Molte persone sono ancora intrappolate sotto le macerie, mentre gli ospedali della zona sono sotto forte pressione. Il ministero libanese parla di decine di morti e centinaia di feriti.

8 aprile 2026

Hegseth: controlliamo loro destino, ora è possibile pace vera

“Siamo noi che controlliamo il loro destino e non viceversa, ecco perché si sono seduti al tavolo dei negoziati. E ora, dopo l’accordo di un cessate il fuoco di due settimane, “c’è la possibilità di una pace vera e di un accordo reale’’. Lo ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth nel corso di una conferenza stampa congiunta con il Capo degli Stati maggiori riuniti Dan Caine, dopo l’accordo di un cessate il fuoco di due settimane raggiunto tra Stati Uniti e Iran. Parlando dell’abbattimento, da parte dell’Iran, di un caccia americano con a bordo due piloti, Hegseth ha affermato che l’Iran “è stato fortunato una volta in 40 giorni”, la durata del conflitto.

Per approfondire: Tregua in Iran: ecco i punti irrisolti dell’accordo

8 aprile 2026

Fonte Teheran: potremmo riaprire Hormuz domani o venerdì

Un alto funzionario iraniano coinvolto nei colloqui con gli Stati Uniti ha dichiarato: “Potremmo riaprire lo Stretto di Hormuz in modo limitato e controllato” domani o venerdì. Lo scrive Ynet News, citando Reuters. Il funzionario ha aggiunto che “se raggiungeremo un’intesa su un quadro per i colloqui, lo Stretto potrebbe essere aperto sotto il controllo iraniano. Il cessate il fuoco è fragile, preferiamo una pace a lungo termine ma non temiamo di tornare alla guerra”.

8 aprile 2026

Trump: pedaggi Teheran su Hormuz? Penso a una joint venture

La creazione di una “joint venture” con l’Iran per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz è stata ipotizzata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, all’indomani dell’annuncio di un cessate il fuoco di due settimane. “Stiamo pensando di farlo come una joint venture. È un modo per metterlo in sicurezza, anche da molti altri attori”, ha dichiarato Trump in un’intervista ad Abc News, rispondendo a una domanda sulla possibilità che Teheran possa imporre pedaggi sulle navi in transito. “È una cosa bellissima”, ha aggiunto. Trump ha inoltre ribadito che non consentirà all’Iran di mantenere capacità di arricchimento dell’uranio. “Non ci sarà alcun arricchimento”, ha garantito, indicando infine che le forze americane resteranno nella regione con l’obiettivo di far rispettare eventuali futuri accordi.

Leggi anche: Russia sfrutta la crisi di Hormuz per rilanciare le esportazioni energetiche verso l’Asia

8 aprile 2026

Rmeich, il villaggio libanese assediato dalla guerra degli altri

Roberto Bongiornidal nostro inviato Roberto Bongiorni - Rmeich (Libano)

I soldati e i carrarmati israeliani controllano l’area di confine con il Libano per contrastare gli attacchi di Hezbollah REUTERS

Non devono entrare, mai più. Questa volta sarebbe la fine. La notte, squadre di giovani girano in auto lungo il perimetro del villaggio, lambendo i campi di tabacco. Altri perlustrano a piedi le stradine del centro. Sanno cosa devono fare: impedire a Hezbollah di infiltrare i suoi uomini e di nascondere le armi.

Finora le ronde sono state efficaci. Solo pochissime volte i miliziani del Partito di Dio ci hanno provato. E quando lo hanno fatto sono stati respinti. Padre Toni, il parroco del villaggio, se lo ricorda ancora bene quel giorno, quando due uomini di Hezbollah comparvero sul crinale della collina per piazzare due lanciarazzi. Fu avvertito dai volontari, «i nostri angeli», come lui li chiama. Si precipitò di persona a cacciarli via dal villaggio. «Ho messo davanti il mio corpo. Dovevo difendere la mia comunità, i miei figli. Li abbiamo inseguiti più volte. Ci sono le colline libere. Non lanciate i razzi da qui».

8 aprile 2026

Meloni e leader Europa e Canada: cessate fuoco anche in Libano

“Esortiamo tutte le parti ad attuare il cessate il fuoco, anche in Libano”. È quanto si legge in uno dei passaggi della dichiarazione sottoscritta dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dal presidente francese Emanuel Macron, dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, dal primo ministro inglese Keir Starmer, dal primo ministro canadese Mark Carney, dalla prima ministra danese Mette Frederiksen, dal primo ministro dei Paesi bassi Rob Jetten, dal primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e dal presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa.

Per approfondire: Lo slalom gigante di Meloni tra Iran, Trump, conti e alleati

8 aprile 2026

Beirut travolta dai raid, vittime per le strade e panico

Una massiccia ondata di attacchi israeliani ha colpito Beirut nell’arco di pochi minuti, investendo simultaneamente diversi quartieri della capitale libanese, dal centro al lungomare fino alla periferia sud. Lo riferiscono fonti locali e testimoni oculari. Le esplosioni hanno interessato aree densamente popolate, provocando panico tra i residenti. Diverse testimonianze parlano di “scene apocalittiche”, con edifici danneggiati o distrutti e colonne di fumo visibili in più punti della città. Fonti mediche riferiscono della presenza di numerosi cadaveri nelle strade e di un alto numero di feriti, con gli ospedali sotto pressione.

8 aprile 2026

Iran: Hegseth, Trump ha fatto la Storia, Teheran ha implorato per cessate il fuoco

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, “ha fatto la storia. Nessun altro presidente ha mostrato la sua determinazione. Lo ha detto il capo del Pentagono, Pete Hegseth, sottolineando che l’operazione Epic Fury ha ”decimato” l’Iran. “In 38 giorni abbiamo smantellato” l’Iran, “rendendolo incapace di difendere la sua popolazione. Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi”, ha aggiunto Hegseth. L’Iran “ha implorato” per avere un cessate il fuoco, ha aggiunto. “Gli Stati Uniti hanno raggiunto una vittoria militare fondamentale”: il programma missilistico iraniano è stato distrutto, ha detto, e il cessate il fuoco significa che l’Iran “non avrà mai un’arma nucleare”.

8 aprile 2026

Leader europei e Canada, contribuiremo a garantire libertà di navigazione a Hormuz

“I nostri governi contribuiranno a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”. Lo affermano in una nota congiunta i leader Emmanuel Macron, Giorgia Meloni, Friederich Merz, Keir Starmer, Mette Frederiksen, Jens Jetten, Pedro Sanchez e la presidente della commissione europea von der Leyen, il presidente del consiglio europeo Costa e il primo ministro canadese Carney.

8 aprile 2026

Meloni e i leader europei, «bene tregua, ora negoziare fine rapida del conflitto»

“Accogliamo con favore il cessate il fuoco di due settimane concordato oggi tra gli Usa e l’Iran. Ringraziamo il Pakistan e tutti i partner coinvolti per aver facilitato questo importante accordo. L’obiettivo deve ora essere quello di negoziare una fine rapida e duratura della guerra nei prossimi giorni. Ciò può essere realizzato solo con mezzi diplomatici”. Lo affermano i leader Emmanuel Macron, Giorgia Meloni, Friederich Merz, Keir Starmer, Mette Frederiksen, Jens Jetten, Pedro Sanchez e la presidente della commissione europea von der Leyen, il presidente del consiglio europeo Costa e il primo ministro canadese Carney.

8 aprile 2026

Idf, «completata la più grossa ondata di raid su Hezbollah da inizio guerra»

- Le forze armate israeliane hanno dichiarato di aver completato la più grande ondata di attacchi aerei contro Hezbollah in Libano dall’inizio dei combattimenti, colpendo 100 obiettivi in 10 minuti. Secondo quanto riferito dall’Idf, tra gli obiettivi colpiti a Beirut, nella valle della Beqaa e nel Libano meridionale c’erano il quartier generale e gli uffici dei servizi segreti utilizzati dall’organizzazione terroristica per pianificare attacchi contro le truppe e i civili israeliani. Prese di mira anche le infrastrutture delle unità missilistiche e navali di Hezbollah, oltre alle risorse della forza d’élite Radwan.

8 aprile 2026

Iran: Trump, «lavoreremo con Teheran per rimuovere polvere nucleare» sepolta dopo raid giugno

Non ci sarà “alcun arricchimento dell’uranio” in Iran e gli Stati Uniti “lavoreranno” con Teheran per estrarre la “’polvere’ nucleare sepolta ”in profondità“, in seguito agli attacchi e americani e israeliani contro le centrali nel giugno scorso. Lo ha scritto Donald Trump in un post su Truth social: ”Non ci sarà alcun arricchimento dell’uranio e gli Stati Uniti, in collaborazione con l’Iran, dissotterreranno e rimuoveranno tutta la “polvere” nucleare (dei bombardieri B-2) sepolta in profondità. Questa è, ed è stata, sotto stretta sorveglianza satellitare (Space Force!). Nulla è stato toccato dalla data dell’attacco”.

8 aprile 2026

Ft: Teheran chiederà pedaggio per passaggio Hormuz

L’Iran richiederà alle compagnie di navigazione il pagamento di pedaggi in criptovaluta per le petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz, nel tentativo di mantenere il controllo sul passaggio durante il cessate il fuoco di due settimane.

Lo riferisce il quotidiano britannico Financial Times riportando le parole di Hamid Hosseini, portavoce dell’Unione degli esportatori iraniani di petrolio, gas e prodotti petrolchimici.

“L’Iran deve monitorare ciò che entra ed esce dallo Stretto per garantire che queste due settimane non vengano utilizzate per il trasferimento di armi”, ha affermato Hosseini, la cui associazione di categoria collabora strettamente con lo Stato.

“Tutto può passare, ma la procedura richiederà tempo per ogni nave e l’Iran non ha fretta”, ha aggiunto Hosseini.

8 aprile 2026

Iran: Trump, dazi Usa al 50% a chi fornirà armi a Teheran, nessuna eccezione

“A qualsiasi Paese che fornisca armi militari all’Iran verrà immediatamente applicata una tariffa del 50% su tutte le merci vendute agli Stati Uniti d’America, con effetto immediato. Non ci saranno eccezioni né esenzioni! Presidente DJT”. Lo scrive sul social Truth il Presidente americano Donald Trump.

8 aprile 2026

Trump, «parliamo con Iran su sanzioni, molti dei 15 punti già concordati»

“Stiamo, e continueremo a discutere con l’Iran di una riduzione delle tariffe e delle sanzioni. Molti dei 15 punti sono già stati concordati. Grazie per l’attenzione che ci avete dedicato”. Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

8 aprile 2026

Iran: Trump si arrabbia per la nota di Teheran, «è falsa e Cnn abbocca»

Donald Trump annuncia la tregua di due settimane con l’Iran e poi si arrabbia subito. Il presidente degli Stati Uniti dice sì all’accordo che congela la guerra e riapre lo Stretto di Hormuz: per la Casa Bianca, come dice la portavoce Karoline Leavitt, è un successo per gli Usa. La Cnn e il New York Times, però, danno ampio risalto ad una nota del Supremo Consiglio della Sicurezza Nazionale, il principale organismo collegiale che si occupa della tutela degli interessi dell’Iran in ambito di sicurezza nazionale. “Il nemico, nella sua guerra ingiusta, illegale e criminale contro la nazione iraniana, ha subito una sconfitta innegabile, storica e schiacciante. Le nostre mani restano sul grilletto e, al minimo errore da parte del nemico, risponderemo con tutta la nostra forza. Ci congratuliamo con il popolo iraniano per questa vittoria e ribadiamo che, fino a quando non saranno definiti i dettagli finali della vittoria stessa, funzionari e popolo devono rimanere uniti e determinati”, il contenuto del comunicato che celebra la tregua come una vittoria ottenuta da Teheran contro un nemico sconfitto sul campo. Per Trump è un affronto totale. Il presidente degli Stati Uniti si affretta a condividere la nota del ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, che usa toni più sfumati e riconosce il ruolo del presidente americano nel dialogo. “La presunta dichiarazione diffusa da Cnn World News è una frode, come Cnn ben sa. La falsa dichiarazione è stata collegata a un sito di fake news (della Nigeria) e, ovviamente, è stata immediatamente ripresa da Cnn e diffusa come titolo ’legittimo’”, scrive Trump in un post di fuoco. “La dichiarazione ufficiale dell’Iran è stata appena rilasciata e pubblicata su Truth”, dice evidenziando la nota di Araghchi. “Le autorità stanno cercando di stabilire se sia stato commesso un reato con la pubblicazione della falsa dichiarazione di Cnn World, o se si tratti di un individuo senza scrupoli. Cnn ha ricevuto l’ordine di ritirare immediatamente questa dichiarazione e di scusarsi per la sua, come al solito, pessima ’informazione’. I risultati dell’indagine saranno annunciati a breve”, aggiunge Trump.

8 aprile 2026

Ue, Séjourné: gas russo non è una soluzione ma un’altra dipendenza

“La guerra in Ucraina perdura e oggi non vedo un consenso europeo in merito ad una eventuale ripresa dell’approvvigionamento di gas dalla Russia. E poi sostituire una dipendenza con un’altra non è mai stata la soluzione”. Lo ha detto il vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la prosperità e la strategia industriale, Stéphane Séjourné, nel corso di un’audizione in Parlamento rispondendo ad una domanda sul possibile uso di gas russo per coprire gli ammanchi dai fornitori del Golfo.

“Non ho mandato” - ha continuato Séjourné - per parlare di eventuali deroghe o meno al patto di stabilità “ma il messaggio di fondo che posso trasmettere qui e che ho potuto trasmettere alla stampa italiana è che la Commissione europea non lascia sprofondare le proprie imprese, la propria industria, abbiamo sempre dimostrato che c’è un margine di flessibilità che si può dare in caso di crisi sistemiche”.

“Partendo dal Covid, passando per l’Ucraina fino all’Iran, - altra considerazione di Séjourné - gli insegnamenti da trarre sono più o meno gli stessi. Abbiamo una dipendenza dal fossile che noi non produciamo in Europa e che per definizione ci rende vulnerabili”. Quindi “il nostro obiettivo di diversificazione non è solo un obiettivo per l’ambiente, ma è anzitutto un obiettivo economico visto che diversi paesi meno dipendenti dal gas e dal petrolio resistono meglio oggi alle crisi energetiche” ha aggiunto sottolineando però che “c’è un paradosso: la Commissione europea non è competente per intero sulla materia dell’energia e sul mix energetico che è di competenza nazionale”. Nonostante questi “si mette pressione sulla Commissione per trovare la bacchetta magica, per avere una soluzione a tutto. E questo è un punto paradossale perché la soluzione è collettiva”.

“Non posso entrare nella politica nazionale che ovviamente in seno alla sovranità del parlamento italiano per capire cosa vuole fare l’Italia del suo settore energetico nei prossimi 10 15 o 20 anni” ha proseguito Séjourné ricordando poi che “la Commissione ha fatto una scommessa: quella di guardare di più al nucleare nel mix energetico”.

8 aprile 2026

Iran: Berlino, contatti con partner e alleati per sicurezza Stretto Hormuz

La Germania è in contatto continuo con partner europei e internazionali per garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz e valutare possibili iniziative congiunte. Lo hanno riferito i portavoce del governo tedesco, Sebastian Hille, in conferenza stampa. Secondo il portavoce, i colloqui coinvolgono “tutti i partner rilevanti”, in particolare i Paesi dell’Unione europea, il formato E3+ e gli Stati Uniti, oltre ad altri attori interessati nella regione. “I contatti proseguiranno anche nelle prossime settimane alla ricerca di una soluzione condivisa”, ha aggiunto. Il portavoce del ministero degli Esteri ha sottolineato che la crisi ha “conseguenze globali, con possibili ripercussioni su forniture energetiche, carburanti per l’aviazione e fertilizzanti”. Tra i Paesi più colpiti, ha ricordato il portavoce, figurano anche diverse economie asiatiche, con cui il governot edesco ha già avviato consultazioni, tra cui l’India. Particolare attenzione è riservata ai Paesi del Golfo, “direttamente coinvolti e dipendenti dalla libertà della navigazione nello Stretto”. Il ministro degli Esteri tedesco “mantiene contatti quotidiani con tutti i Paesi interessati e c’è un intenso scambio di informazioni su come possiamo collaborare per garantire la riapertura di questa rotta marittima per l’Europa, per i Paesi confinanti e, in definitiva, per il resto del mondo”.

8 aprile 2026

La de-escalation mette le ali alle compagnie aeree. Titoli in rialzo

Laura Bonadiesdi Laura Bonadies

 IMAGOECONOMICA

(Il Sole 24 Ore Radiocor)- La tregua tra Stati Uniti e Iran mette le ali ai titoli delle compagnie europee dopo i forti cali delle scorse settimane con il conflitto che aveva spinto alle stelle i prezzi del petrolio e chiusi diversi spazi aerei riducendo in modo sensibile il raggio d’azione delle compagnie. Così a Francoforte viaggia tonica Deutsche Lufthansa; stesso copione per Air France-Klm a Parigi, per Easyjet a Londra mentre e a Milano per Aeroporto Guglielmo Marconi Di Bologna . Anche Ryanair viaggia in rialzo nel pre market a Wall Street segnando un +9,32%. Sulla borsa di Instanbul acquisti anche su Turkish Airlines.

L’annuncio della tregua e della riapertura dello Stretto di Hormuz ha portato una sensibile riduzione dei prezzi del petrolio con il Brent e il Wti ampiamente sotto i 100 dollari al barile.

8 aprile 2026

Oman, non applicheremo tariffe per il transito a Hormuz

Il ministro dei Trasporti dell’Oman, Said al-Maawali, ha dichiarato che il Paese non applicherà tariffe per il transito attraverso lo Stretto di Hormuz. “La posizione dell’Oman riguardo allo stretto è chiara: ha firmato tutti i pertinenti accordi internazionali sul trasporto marittimo e, in base a tali accordi, non possono essere imposte tariffe”. Secondo il ministro, molti Paesi non hanno firmato questi accordi, tra cui l’Iran, creando così un “vuoto giuridico”. Il ministero degli Esteri è attualmente impegnato in discussioni sulla questione e “spera in un esito positivo”.

8 aprile 2026

Marine Traffic, primi attraversamenti dello Stretto di Hormuz

MarineTraffic segnala i primi attraversamenti dello Stretto di Ormuz dopo l’accordo di cessate il fuoco tra Usa e Iran.

8 aprile 2026

Iran, nel Golfo Persico 175 mln barili tra greggio e raffinati (FT)

Fari puntati sulle petroliere nel Golfo, in attesa che la tregua e il contestuale impegno a sbloccare il transito nello stretto di Hormuz porti a risultati concreti. Secondo il Financial Times nell’area sono ammassati 175 milioni di barili tra greggio e prodotti raffinati. Secondo gli analisti ora si cercherà di capire se i convogli saranno in grado di transitare effettivamente nello stretto, posto che una ripresa dei traffici verso la normalità richiederà tempo.

8 aprile 2026

Iran, nel Golfo Persico 175 mln barili tra greggio e raffinati (FT)

Fari puntati sulle petroliere nel Golfo, in attesa che la tregua e il contestuale impegno a sbloccare il transito nello stretto di Hormuz porti a risultati concreti. Secondo il Financial Times nell’area sono ammassati 175 milioni di barili tra greggio e prodotti raffinati. Secondo gli analisti ora si cercherà di capire se i convogli saranno in grado di transitare effettivamente nello stretto, posto che una ripresa dei traffici verso la normalità richiederà tempo.

8 aprile 2026

Libano: «forze Israele a abitanti periferia sud di Beirut, ’via da 7 aree»

- Un nuovo “avviso urgente” arriva dalle forze israeliane (Idf) per sette aree della periferia sud di Beirut, tradizionale roccaforte di Hezbollah, dopo la conferma che “continuano operazioni di terra mirate in Libano” contro il movimento, storicamente sostenuto dall’Iran, mentre “nel rispetto delle direttive a livello politico” è stato “interrotto il fuoco nelle operazioni contro l’Iran”. In un post su X il portavoce delle Idf Avychay Adraee si rivolge “in particolare” agli abitanti di sette aree - Haret Hreik, Ghobeiry, Laylaki, Hadath, Bourj el-Brajneh, Tahouitat el-Ghadir e Shiyyah - ’invitati’ ad allontanarsi dalle zone indicate.

8 aprile 2026

Macron, 15 Paesi mobilitati per la ripresa del traffico a Hormuz

“Circa 15 Paesi sono attualmente mobilitati e partecipano alla pianificazione, sotto la guida della Francia, per consentire l’attuazione di questa missione strettamente difensiva in coordinamento con l’Iran per facilitare la ripresa del traffico”. Così il presidente francese Emmanuel Macron parlando dei progetti per lo Stretto di Hormuz durante un incontro con i suoi consiglieri e i membri del suo governo. Lo riporta Reuters sul sito.

8 aprile 2026

Il Papa, accolgo con soddisfazione l’annuncio della tregua

“Accolgo con soddisfazione l’annuncio di un tregua immediata di due settimane”. Lo ha detto il Papa all’udienza generale parlando dell’intesa raggiunta tra Usa e Iran.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 8 aprile

Photogallery8 foto

8 aprile 2026

Agenzia Onu, si trovi meccanismo collettivo di sicurezza per Hormuz

L’agenzia marittima dell’Onu (Imo) accoglie positivamente l’annuncio di Usa e Iran su un cessate il fuoco e invoca ora un meccanismo di collettivo internazionale per “garantire la sicurezza della navigazione” commerciale nello Stretto di Hormuz: vitale passaggio per i transiti globali di petrolio, gas e altri prodotti chiuso a circa il 90% del traffico ordinario di navi da Teheran negli ultimi 40 giorni di guerra in risposta agli attacchi di Stati Uniti e Israele. Lo si legge in una dichiarazione diffusa a Londra, sede dell’organizzazione.

8 aprile 2026

Mosca, «sconfitto l’approccio dell’attacco militare all’Iran»

L’approccio degli Usa e Israele di un “attacco non provocato” contro l’Iran ha subito una “schiacciante sconfitta”. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. In un’intervista a Radio Sputnik ripresa dalla Tass, la portavoce ha sottolineato che la Russia “fin dall’inizio ha affermato che questa aggressione doveva essere subito fermata”, che “non c’è una soluzione militare” in Medio Oriente e che è invece necessario perseguire una “soluzione politica e diplomatica” basata su un processo negoziale.

8 aprile 2026

Idf: cessate le operazioni contro Iran, proseguono in Libano

Dopo l’annuncio del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, l’esercito israeliano ha fatto sapere di aver cessato le operazioni contro l’Iran, mentre proseguiranno quelle in Libano. “Come da direttive dei vertici politici, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno cessato il fuoco nell’operazione contro l’Iran e sono pienamente preparate a rispondere in modo difensivo a qualsiasi violazione - si legge in un comunicato - contemporaneamente, in Libano, le Idf continuano a condurre operazioni di terra mirate contro l’organizzazione terroristica Hezbollah”. Secondo il premier israeliano Benjamin Netanyahu l’accordo di cessate il fuoco “non include il Libano”, mentre il premier pachistano, Shehbaz Sharif, che ha mediato tra Stati Uniti e Iran, ha precisato che l’accordo si applica “ovunque, compreso il Libano”.

8 aprile 2026

Iran, media: Ghalibaf e Vance guideranno delegazioni a Islamabad

Secondo l’agenzia di stampa iraniana Isna, sarà il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, a guidare la delegazione iraniana nei colloqui a Islamabad con gli Stati Uniti, al via venerdì prossimo. Secondo Axios, la delegazione americana sarà probabilmente guidata dal vice presidente americano JD Vance. Un alto funzionario americano ha detto ad Axios che Vance ha instaurato un buon rapporto con il feldmaresciallo pachistano Asim Munir, che ha guidato i negoziati che hanno portato al cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran.

8 aprile 2026

Iran, Gb: Starmer nel Golfo per discutere sforzi a sostegno tregua

Il premier britannico Keir Starmer sarà oggi nel Golfo per incontrare i leader della regione e discutere degli sforzi diplomatici a sostegno del cessate-il- fuoco concordato tra Stati Uniti e Iran. La visita dell’inquilino di Downing Street, sottolinea il Guardian, arriva poche ore dopo che ieri sera è stato raggiunto un accordo per un cessate-il-fuoco di due settimane, annullando l’ultimatum lanciato dal presidente americano Donald Trump, secondo il quale l’Iran avrebbe dovuto arrendersi o affrontare una distruzione diffusa. “Accolgo con favore l’accordo di cessate il fuoco raggiunto durante la notte, che porterà un momento di sollievo alla regione e al mondo”, ha dichiarato Starmer, “Insieme ai nostri partner dobbiamo fare tutto il possibile per sostenere e mantenere questo cessate-il-fuoco, trasformarlo in un accordo duraturo e riaprire lo stretto di Hormuz”.

8 aprile 2026

Iran: Trump, per Usa vittoria totale, se accordo non è buono torniamo in guerra

Gli Stati Uniti in Iran hanno raggiunto “tutto ciò che volevamo ottenere sul piano militare” e si è trattato di “una vittoria totale da quel punto di vista e da ogni altro punto di vista”. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, parlando con l’emittente britannica Sky News, secondo quanto riporta la stessa emittente. Trump ha aggiunto che ritiene che l’accordo “sia buono”, ma ha aggiunto che se così non fosse gli Usa torneranno in guerra. In quel caso “ci torniamo immediatamente, molto facilmente”, ha affermato.

8 aprile 2026

Macron, «si lasci spazio nelle prossime settimane ai negoziati con gli Usa, tregua sia estesa anche al Libano»

“Ci aspettiamo che nei prossimi giorni e nelle prossime settimane la tregua sarà pienamente rispettata in tutta la regione e che si faccia in modo che si svolgano i negoziati”, ha dichiarato il Presidente francese, Emmanuel Macron, accogliendo l’accordo per il cessate il fuoco fra Iran e Stati Uniti come “uno sviluppo molto positivo”. Macron ha anche detto di auspicare che il cessate il fuoco includa il Libano.

8 aprile 2026

Stati Uniti e Francia: il cessate il fuoco deve includere il Libano

Gli Stati Uniti hanno dichiarato che l’accordo di cessate il fuoco appena stipulato, di due settimane, deve includere anche il Libano. Anche il presidente francese Emmanuel Macron desidera che il Libano sia “pienamente” incluso nella tregua, sottolineando che la situazione resta “critica”

.

8 aprile 2026

Kiev, adesso Usa riportino attenzione sulla guerra in Ucraina

L’Ucraina esorta adesso gli stati Uniti, dopo il cessate il fuoco con l’Iran, a riportare l’attenzione sulla guerra in Ucraina. “Accogliamo con favore l’accordo tra il presidente Trump e il regime iraniano per sbloccare lo stretto di Hormuz e cessare il fuoco, così come gli sforzi di mediazione del Pakistan. La risolutezza americana funziona. Riteniamo che sia giunto il momento di una risolutezza sufficiente a costringere Mosca a cessare il fuoco e a porre fine alla guerra contro l’Ucraina”, ha scritto su X il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiga.

8 aprile 2026

Media: «Raid Idf nel Libano meridionale, ordine evacuazione per Tiro»

L’esercito israeliano ha condotto diversi raid nel Libano meridionale, secondo l’Agenzia Nazionale di Informazione (Ani), dopo aver emesso un nuovo ordine di evacuazione per la regione di Tiro. Hezbollah, da parte sua, non ha più rivendicato attacchi contro Israele da ieri sera, mentre un cessate il fuoco di due settimane è entrato in vigore tra Stati Uniti e Iran. Israele ha affermato che la tregua non riguardava il Libano.

8 aprile 2026

Starmer nel Golfo per vedere leader regionali e «sostegno a cessate il fuoco»

Il primo ministro britannico Keir Starmer si reca oggi nel Golfo per incontrare i leader regionali e per “discutere gli sforzi diplomatici a sostegno del cessate il fuoco”. Lo fa sapere Downing Street.

8 aprile 2026

Iata: «Ci vorranno mesi prima che forniture per aerei si normalizzeranno»

Ci vorranno mesi prima che le forniture e i prezzi del carburante per aerei si normalizzino, anche se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere aperto, ha dichiarato oggi il direttore generale dell’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (Iata). “Ci vorranno comunque mesi per tornare ai livelli di fornitura necessari, viste le interruzioni alla capacità di raffinazione in Medio Oriente”, ha detto Willie Walsh ai giornalisti. “Non credo che accadrà in poche settimane.”

Per approfondire: Voli e caro carburante, il decalogo delle associazioni dei consumatori per tutelare i viaggiatori

8 aprile 2026

Gas: dopo la tregua il prezzo crolla del 16% e scende sotto i 45 euro

Crolla il prezzo del gas ad Amsterdam dopo l’accordo tra Usa e Iran per una tregua del conflitto di due settimane condizionato alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Così, oltre al crollo del prezzo del greggio che si porta ampiamente sotto la soglia dei 100 dollari al barile, crolla anche quello del gas che ad Amsterdam scendo sotto i 45 euro al Megawattora (44,37 euro) con un calo del 16,66%.

8 aprile 2026

Lapid contro Netanyahu: «Disastro politico, ha fallito’

In Israele il leader dell’opposizione, Yair Lapid, attacca il premier israeliano Benjamin Netanyahu dopo l’annuncio di Donald Trump di una tregua di due settimane con l’Iran, passato più di un mese da quando Israele e Usa diedero notizia dell’avvio di operazioni militari contro la Repubblica islamica. Per Lapid, “non c’è mai stato un disastro politico del genere nella nostra storia” e “Israele non era neanche al tavolo quando venivano prese decisioni che riguardano il cuore della nostra sicurezza nazionale”. E su X ha incalzato: “I militari hanno fatto qualsiasi cosa sia stato chiesto loro, la popolazione ha dimostrato una resilienza straordinaria, ma Netanyahu ha fallito a livello politico, strategico e non ha raggiunto nessuno degli obiettivi da lui stesso prefissati”. “Ci vorranno anni - ha accusato - per riparare il danno a livello politico e strategico provocato da Netanyahu”.

8 aprile 2026

Merz, bene cessate il fuoco, ora obiettivo pace duratura

“Il governo tedesco accoglie con favore il cessate il fuoco di due settimane concordato ieri sera tra Stati Uniti e Iran. Ringrazia il Pakistan per la mediazione che ha portato a questo importante accordo. L’obiettivo ora deve essere quello di negoziare nei prossimi giorni una fine duratura della guerra. Ciò può essere raggiunto solo attraverso la diplomazia”. Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in una nota. “Tali negoziati servono a proteggere la popolazione civile iraniana e la sicurezza nella regione; possono scongiurare una grave crisi energetica globale. Il governo tedesco sostiene questi sforzi diplomatici ed è in stretto contatto con gli Stati Uniti e altri partner”, ha affermato ancora Merz.

8 aprile 2026

Iran: in Iraq milizie filo-Teheran annunciano «stop operazioni per 2 settimane»

Le milizie filoiraniane della Resistenza islamica in Iraq hanno annunciato lo stop per due settimane alle azioni in territorio iracheno e in Medio Oriente dopo la tregua tra Stati Uniti e Iran. “La Resistenza islamica in Iraq annuncia la sospensione delle sue operazioni in Iraq e nella regione per due settimane”, hanno comunicato con un messaggio diffuso sui social.

8 aprile 2026

Iran: Trump, ritengo che la Cina abbia spinto Teheran ai negoziati

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato all’Afp di ritenere che la Cina abbia contribuito a portare l’Iran al tavolo dei negoziati per concludere un accordo di cessate il fuoco di due settimane. “È quello che sento dire”, ha risposto Trump durante un’intervista telefonica, interrogato sul possibile coinvolgimento di Pechino nel convincere Teheran, suo alleato, a negoziare una tregua.

8 aprile 2026

Iran: Trump, abbiamo ottenuto una vittoria totale e completa al 100%

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato all’Afp che gli Stati Uniti hanno ottenuto una “vittoria totale e completa” concludendo un accordo di cessate il fuoco di due settimane con l’Iran. “Una vittoria totale e completa. Al 100%. Non c’è alcun dubbio al riguardo”, ha detto il presidente Trump in una breve intervista dopo l’annuncio dell’accordo.

8 aprile 2026

Nyt, «Trump ha sentito Netanyahu e capo Esercito Pakistan prima di annuncio tregua»

Due telefonate per Donald Trump poco prima dell’annuncio della tregua di due settimane, passato più di un mese dall’avvio di operazioni militari di Usa e Israele contro l’Iran e dopo la discesa in campo del Pakistan come mediatore. A scriverne è il New York Times che cita due funzionari americani secondo cui il tycoon ha sentito il premier israeliano Benjamin Netanyahu e Asim Munir, potente numero uno dell’Esercito pakistano. Munir è noto per essere “il feldmaresciallo preferito di Trump”. E Trump, secondo il giornale, lo ha sentito e ha sentito Netanyahu dopo le 17 ora di Washintgton. “Sulla base delle conversazioni avute con il primo ministro del Pakistan Shehbaz Sharif e con il feldmaresciallo Asim Munir del Pakistan, in cui mi è stato chiesto di sospendere l’invio di forze distruttive in Iran previsto per questa sera, e a condizione che la Repubblica Islamica dell’Iran acconsenta all’apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz, acconsento a sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l’Iran per un periodo di due settimane”, aveva scritto Trump su Truth nella notte.

8 aprile 2026

In Bahrein suona l’allarme missili ore dopo l’accordo sul cessate il fuoco

In Bahrein sono scattate le sirene d’allarme missilistico, poche ore dopo che Stati Uniti e Iran avevano annunciato di aver raggiunto un cessate il fuoco di due settimane, secondo quanto riportato da Ap. Il Ministero dell’Interno del Bahrein ha diffuso l’allarme. L’accordo di cessate il fuoco non specificava immediatamente quando sarebbero cessati i combattimenti. Dopo l’annuncio, l’Iran ha lanciato missili contro gli stati arabi del Golfo e Israele.

8 aprile 2026

Trump, potrebbe essere età dell’oro del Medioriente

“Questa potrebbe essere l’Età dell’Oro del Medioriente”. Lo scrive il presidente Usa, Donald Trump, in un post sul suo social Truth a seguito dell’annuncio di un cessate il fuoco di 2 settimane concordato da Washington e Iran, che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz.

8 aprile 2026

Kallas oggi in Arabia Saudita, esplora vie d’uscita diplomatiche

Oggi l’alto rappresentante Ue per gli affari esteri Kaja Kallas è in Arabia Saudita, dove incontrerà, tra gli altri, il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud, e il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, Jasem Al Budaiwi. “Questo è un momento pericoloso per la regione: il Golfo è coinvolto in un conflitto che non ha scelto, l’Iran ha lanciato centinaia di droni e missili balistici contro i suoi vicini”, nota un funzionario Ue. “Kallas discuterà delle modalità per porre fine ai combattimenti e delle possibili vie d’uscita diplomatiche, la diplomazia funziona meglio faccia a faccia”.

L’alto rappresentante Ue per gli affari esteri Kaja Kallas. REUTERS/Francis Kokoroko

8 aprile 2026

Manifestanti pro governo in strada a Teheran, «Morte a Usa e Israele»

Dopo l’annuncio del cessate il fuoco manifestanti filogovernativi sono scesi in strada nella capitale iraniana Teheran gridando “Morte all’America, morte a Israele, morte a chi scende a compromessi”. A un certo punto gli organizzatori hanno cercato di calmare i manifestanti, ma questi hanno continuato a scandire gli slogan. Hanno anche bruciato bandiere statunitensi e israeliane per strada. Ciò dimostra la rabbia persistente dei radicali, che si erano preparati a quella che molti ritenevano sarebbe stata una battaglia apocalittica con gli Stati Uniti.

8 aprile 2026

Iran: accordo prevede pedaggi a Teheran e Oman per Stretto Hormuz

Il piano di cessate il fuoco di due settimane concordato da Iran e Usa consente a Iran e Oman di applicare un pedaggio alle navi che transitano nello Stretto di Hormuz. È quanto riferisce un funzionario regionale che è stato direttamente coinvolto nei negoziati, secondo cui Teheran userà i fondi raccolti per la ricostruzione. Al momento non è chiaro a cosa l’Oman destinerà i propri introiti. Lo Stretto si trova nelle acque territoriali sia dell’Oman che dell’Iran. Il mondo aveva sempre considerato il passaggio come una via navigabile internazionale e non aveva mai pagato pedaggi in precedenza.

8 aprile 2026

Trump: ci impegneremo a ripristinare il traffico a Hormuz

Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti si impegneranno direttamente nel ripristinare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.

8 aprile 2026

Il premier pakistano smentisce Israele: l’accordo vale anche per il Libano

L’accordo di cessate il fuoco che Iran e Usa hanno concordato include anche il Libano. È quanto ha riferito il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, in un post su X. “Con la massima umiltà, sono lieto di annunciare che la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America, insieme ai loro alleati, hanno concordato un cessate il fuoco immediato ovunque, compreso il Libano e altrove”, ha scritto Sharif in un post su X, precisando che il cessate il fuoco ha “effetto immediato”. Il premier pakistano ha inoltre confermato di avere invitato le delegazioni a Islamabad per venerdì per negoziare un accordo definitivo: “Accolgo con grande favore questo gesto saggio ed esprimo la mia più profonda gratitudine ai leader di entrambi i Paesi, invitando le loro delegazioni a Islamabad venerdì 10 aprile 2026 per negoziare ulteriormente un accordo definitivo volto a risolvere tutte le controversie”, si legge ancora nel post. “Entrambe le parti hanno dato prova di notevole saggezza e comprensione e hanno continuato a impegnarsi in modo costruttivo per promuovere la causa della pace e della stabilità. Speriamo vivamente che i ’Colloqui di Islamabad’ riescano a raggiungere una pace sostenibile e desideriamo condividere altre buone notizie nei prossimi giorni!”, conclude.

8 aprile 2026

Israele: l’accordo non include il Libano

Nella notte, l’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha fatto sapere di appoggiare e riconoscere l’accordo di tregua di due settimane, ma sottolinea anche che questo non include il Libano. Inoltre, l’ufficio di Netanyahu ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno comunicato a Israele il loro impegno a raggiungere obiettivi condivisi nei prossimi negoziati.

Dopo l’annuncio del cessate il fuoco un funzionario militare israeliano ha riferito che Israele stava ancora attaccando l’Iran e anche l’Iran ha continuato a sparare contro Israele. Pochi istanti prima la Casa Bianca aveva affermato che Israele aveva accettato i termini dell’accordo di cessate il fuoco di due settimane fra Stati Uniti e Iran.

8 aprile 2026

Trump: accordo di cessate il fuoco di due settimane con l’Iran

Marco Valsaniadal nostro corrispondente Marco Valsania

Un bombardiere B-52 Stratofortress dell'Aeronautica Militare degli Stati Uniti (USAF), carico di munizioni, decolla dalla base aerea della RAF di Fairford, nel contesto del conflitto tra Stati Uniti e Israele con l'Iran, a Fairford, nel Gloucestershire (Regno Unito), il 7 aprile 2026. REUTERS/Toby Melville REUTERS

NEW YORK - Accordo in extremis di cessate il fuoco di due settimane per evitare una devastante escalation della guerra contro l’Iran. Donald Trump ha annunciato l’intesa un’ora e 28 minuti prima della scadenza del suo ultimatum, alle 8 di sera ora americana, con il quale aveva minacciato la distruzione di un’intera civiltà se Teheran non scendeva a patti. Rapida la reazione dei mercati all’annuncio del cessate il fuoco, con il petrolio sceso del 15 per cento.

Trump ha indicato di aver sospeso una nuova offensiva alla condizione di una immediata riapertura dello stretto di Hormuz. E ha citato il piano iraniano in dieci punti come una «base di lavoro sulla quale trattare»: secondo indiscrezioni prevede tra l’altro una fine permanente delle ostilità, garanzie di nessun futuro attacco da parte di Usa e Israele, la fine delle sanzioni contro Teheran e i suoi alleati, il controllo delle stretto di Hormuz, pedaggi pagati all’Iran per il passaggio di navi con cui finanziare una ricostruzione del Paese e condivisi con l’Oman. Teheran ha detto che nei dieci punti ha inserito anche un arricchimento dell’uranio.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti