Costruzioni

La tregua in Iran fa correre i titoli delle costruzioni. A Milano vola Buzzi

A dare sollievo al settore, secondo gli operatori, sono le prospettive della realizzazione di nuove opere in Medio Oriente e la ripresa di quelle interrotte con la guerra

di Giorgia Colucci

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(Il Sole 24 Ore Radiocor)- La tregua tra Usa e Iran e le speranze di ricostruzione in Medio Oriente mettono le ali ai titoli del comparto Construction & Material (sottoindice europeo +5,77%). Così, a Francoforte Heidelberg Cement viaggia in solido rialzo; bene anche Holcim Ag a Zurigo e a Milano Buzzi Unicem guida i rialzi su un FTSE MIB quasi completamente in positivo e si riporta vicino ai livelli di prima dell'inizio del conflitto.

A dare sollievo al settore, secondo gli operatori, sono le prospettive della realizzazione di nuove opere in Medio Oriente e la ripresa di quelle interrotte con la guerra. Da una parte, l'Iran, grazie alla tregua, potrebbe avviare il processo di ricostruzione degli edifici danneggiati dai bombardamenti israeliani e americani. Dall'altra, l'interruzione delle ostilità potrebbe rendere più agevole la ripresa dei lavori nei faraonici cantieri dei Paesi del Golfo. In più, scrivono gli analisti di Teikoku Databank, la ripresa della navigazione nello Stretto di Hormuz e l'allentamento della tensione sui mercati energetici (con il crollo odierno del petrolio) offre sollievo alle aziende che «hanno visto l'impennata dei prezzi di un'ampia gamma di articoli», come i materiali da costruzione.

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Insomma, il quadro generale per il settore Constructions appare positivo e nel 2026 può sostenere le performance di Buzzi. Infatti, sebbene la società «preveda un calo marginale dell'Ebitda su base annua», dovrebbe continuare ad avere «una redditività solida» scrive Citi. Per gli analisti - che hanno abbassato il target price sul titolo da 55 a 50 euro, mantenendo il rating "neutral" - il mercato Usa potrebbe presentare delle criticità, "con volumi in calo e una limitata flessibilità dei prezzi (Texas)". Parallelamente però «l’Italia dovrebbe mantenere la performance del 2025, sostenuta dai finanziamenti europei per le infrastrutture». Citi vede «una graduale ripresa» anche in Germania, «trainata dai programmi federali infrastrutturali e dal miglioramento dei prezzi partendo da una base bassa», mentre «l'Europa orientale (Polonia e Repubblica Ceca) è destinata a mantenere il suo slancio positivo». Fuori dal Vecchio Continente l'allentamento della politica monetaria, «che sbloccherà i progetti di costruzione rinviati», dovrebbe alimentare la traiettoria positiva di Buzzi in Brasile. Infine negli Emirati Arabi Uniti, nonostante i conflitti regionali abbiano finora «bloccato i consumi di cemento», le prospettive potrebbero migliorare dopo la tregua. In più, secondo gli esperti, la società ha "iniziative interne" mirate a «preservare l'Ebitda» nell'area.

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