Trump: accordo di cessate il fuoco di due settimane con l’Iran
Il presidente Usa sospende la minaccia di distruggere un’intera civiltà, mentre cresce la divisione politica interna. Dal Pakistan la mediazione decisiva. Hormuz aperto, tregua promessa anche in Libano
dal nostro corrispondente Marco Valsania
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NEW YORK - Accordo in extremis di cessate il fuoco di due settimane per evitare una devastante escalation della guerra contro l’Iran. Donald Trump ha annunciato l’intesa un’ora e 28 minuti prima della scadenza del suo ultimatum, alle 8 di sera ora americana, con il quale aveva minacciato la distruzione di un’intera civiltà se Teheran non scendeva a patti. Rapida la reazione dei mercati all’annuncio del cessate il fuoco, con il petrolio sceso del 15 per cento.
Trump ha indicato di aver sospeso una nuova offensiva alla condizione di una immediata riapertura dello stretto di Hormuz. E ha citato il piano iraniano in dieci punti come una «base di lavoro sulla quale trattare»: secondo indiscrezioni prevede tra l’altro una fine permanente delle ostilità, garanzie di nessun futuro attacco da parte di Usa e Israele, la fine delle sanzioni contro Teheran e i suoi alleati, il controllo delle stretto di Hormuz, pedaggi pagati all’Iran per il passaggio di navi con cui finanziare una ricostruzione del Paese e condivisi con l’Oman. Teheran ha detto che nei dieci punti ha inserito anche un arricchimento dell’uranio.
Trump ha affermato che «quasi tutti i vari punti in passato contesi sono stati concordati» e le due settimana di pausa permetteranno all’accordo di «essere finalizzato e realizzato».
Decisiva la mediazione del Pakistan, che ha fatto appello proprio ad una tregua di due settimane osservata da entrambe le parti mentre nel periodo stabilito la repubblica islamica consentirà il passaggio di navi per lo stretto di Hormuz che ora blocca. Il cessate il fuoco, se rispettato, potrebbe dar tempo alla ricerca di un’intesa più duratura per porre fine al conflitto. Trump ha riconosciuto il ruolo di Islamabad: «Sulla base delle conversazioni con il primo ministro Shebbaz Sharif e con il Field Marshall Asim Munir, che avevano richiesto che fermassi l’invio di una forza distruttiva nella notte contro l’Iran, e a condizione che la Repubblica islamica accetti una completa, immediata e sicura apertura dello stretto di Hormuz, ho accettato di sospendere il bombardamento e gli attacchi all’Iran per un periodo di due settimane».
L’Iran ha poi confermato che il passaggio navale nello stretto sarà permesso per due settimane, se gli attacchi saranno sospesi. Il Pakistan ha anche aggiunto che la tregua comprende il Libano.








