La folla assiste al corteo funebre di Pierre Moawad, esponente del partito cristiano delle Forze Libanesi, e di sua moglie Flavia, rimasti uccisi in un attacco israeliano contro un appartamento nella tarda serata di domenica a Yahchouch, in Libano, il 7 aprile 2026. REUTERS/Yara Nardi REUTERS

08 aprile 2026

La mediazione di successo del Pakistan

Alcuni civili hanno risposto all’invito delle autorità iraniane di formare «catene umane» a protezione delle infrastrutture. Il Pentagono sta ampliando l’elenco dei siti energetici iraniani che potrebbe colpire, includendovi strutture che forniscono energia e carburante sia ai civili sia alle forze armate, in quella che è ritenuta una via per aggirare eventuali accuse di crimini di guerra

A cura di Giulia Riva
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7 aprile 2026

Iran, Trump: impegnati in “trattative serrate” sul conflitto

In una breve intervista telefonica con Fox News, il presidente americano Donald Trump ha fatto sapere che gli Stati Uniti sono impegnati in “trattative serrate” sulla guerra con l’Iran, senza fornire ulteriori dettagli sui colloqui. Alla domanda su come stiano andando, Trump ha risposto: “Non posso dirvelo, perché in questo momento siamo impegnati in trattative serrate”.

7 aprile 2026

Media: l’Iran sta valutando positivamente la richiesta del Pakistan

Un alto funzionario iraniano sostiene che l’Iran sta valutando positivamente la richiesta del Pakistan di un cessate il fuoco di due settimane. Lo riporta Reuters sul suo sito.

7 aprile 2026

Iran, Casa Bianca: Trump informato su richiesta Pakistan, arriverà risposta

Il presidente americano Donald Trump è stato informato della richiesta da parte del premier pakistano, Shehbaz Sharif, di estendere di due settimane la scadenza per un accordo. Lo riferisce la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, citata dal New York Times, secondo cui “arriverà una risposta”.

7 aprile 2026

Trump: totalmente illegale appello Teheran per scudi umani attorno a centrali

In un breve colloquio telefonico con l’emittente Nbc, il presidente americano Donald Trump si è rifiutato di fornire aggiornamenti sullo stato dei negoziati in corso con l’Iran, ma ha criticato l’appello dell’Iran alla popolazione perchè faccia da scudo umano attorno alle centrali elettriche. “È totalmente illegale - ha dichiarato - non sono autorizzati a farlo”.

7 aprile 2026

Iran, P. Chigi: civili non possono pagare colpe del regime

“Il Governo italiano continua a seguire con estrema attenzione l’evolversi della crisi in Medio Oriente e il rischio di un’ulteriore escalation militare che potrebbe coinvolgere l’intero territorio iraniano, senza distinzione tra obiettivi strategici, militari e civili. L’Italia ribadisce la propria ferma e risoluta condanna nei confronti delle condotte destabilizzanti del regime di Teheran: dagli attacchi missilistici che minacciano la sicurezza delle nazioni del Golfo, alle reiterate intimidazioni volte a compromettere la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz - arteria vitale per l’economia globale - fino alla sistematica e brutale repressione interna del proprio popolo. Tuttavia, è fondamentale distinguere nettamente tra le responsabilità di un regime e il destino di milioni di cittadini comuni. La popolazione civile iraniana non può e non deve pagare il prezzo delle colpe dei propri governanti. Il Governo italiano condivide quanto già dichiarato dalle istituzioni dell’Unione europea sulla necessità di preservare l’integrità delle infrastrutture civili, oltre che l’incolumità della popolazione iraniana, e auspica che si possa presto giungere a una soluzione negoziale della crisi”. È quanto si legge in una nota diffusa da Palazzo Chigi.

Per approfondire: Lo slalom gigante di Meloni tra Iran, Trump, conti e alleati

7 aprile 2026

Fonte esercito Teheran: sorprese per Trump, impianti petroliferi tra target

“Abbiamo preparato delle belle sorprese per un’eventuale follia di Trump; una di queste è l’aggiunta degli impianti petroliferi di Aramco, degli impianti petroliferi di Yanbu e dell’oleodotto di Fujairah alla lista degli obiettivi dell’Iran. In caso di un crimine di Trump, l’Iran non esiterebbe a infliggere pesanti perdite agli Stati Uniti e ai loro alleati”. Lo ha detto una fonte militare iraniana secondo quanto riporta l’agenzia affiliata ai pasdaran Tasnim. “Ma se Trump volesse precipitare da un baratro all’altro con la sua follia, abbiamo preparato per lui un buco nero dal quale gli sarà impossibile uscire”.

7 aprile 2026

Pakistan: Trump proroghi scadenza di 2 settimane e Teheran riapra Hormuz

“Gli sforzi diplomatici per una soluzione pacifica della guerra in corso in Medioriente stanno procedendo con costanza, forza ed efficacia, con la possibilità di raggiungere risultati concreti nel prossimo futuro. Per consentire alla diplomazia di fare il suo corso, chiedo con urgenza al presidente Trump di prorogare la scadenza di due settimane. Il Pakistan, in tutta sincerità, chiede ai fratelli iraniani di aprire lo Stretto di Hormuz per un periodo corrispondente di due settimane, come gesto di buona volontà”. È l’appello lanciato su X dal premier pakistano, Shehbaz Sharif. “Esortiamo inoltre tutte le parti in conflitto a osservare un cessate il fuoco ovunque per due settimane, al fine di consentire alla diplomazia di raggiungere una conclusione definitiva della guerra, nell’interesse della pace e della stabilità a lungo termine nella regione”, ha aggiunto.

7 aprile 2026

Teheran: «Pronti a tutti gli scenari»

L’Iran è pronto a “tutti gli scenari” a poche ore dalla scadenza dell’ultimatum per un accordo stabilita dal presidente americano Donald Trimp. Lo ha dichiarato il primo vicepresidente iraniano Mohammad Reza Aref. “La sicurezza nazionale e la sostenibilità delle infrastrutture sono oggetto dei nostri calcoli precisi. Il governo ha finalizzato in dettaglio le misure necessarie per tutti gli scenari - ha scritto Aref su X - Nessuna minaccia è al di fuori della nostra preparazione e capacità di intelligence”.

7 aprile 2026

Il Papa: Minacce al popolo dell’Iran? Inaccettabili»

“Oggi, come tutti sappiamo, c’è stata questa minaccia contro tutto il popolo dell’Iran. Questo veramente non è accettabile, qui ci sono questioni certamente di diritto internazionale ma molto di più. E’ una questione morale per il bene del popolo intero. Vorrei invitare tutti a pensare nel cuore veramente di tanti innocenti, tanti bambini, tanti anziani, totalmente innocenti, che sarebbero anche loro vittime di questa escalation di una guerra che ha cominciato già dai giorni”. Lo ha detto il Papa a Castel Gandolfo.

7 aprile 2026

Da Ocasio-Cortez e Tlaib, 20 democratici chiedono la rimozione di Trump

Da Alexandria Ocasio-Cortez a Rashida Tlaib. Sono almeno 20 i deputati democratici che chiedono la rimozione di Donald Trump ricorrendo al 25mo emendamento, invocato anche da Marjorie Taylor Greene, l’ex fedelissima del presidente divenuta la sua più forte critica. “Il presidente deve essere rimosso. Se il Congresso è troppo codardo per farlo, dovrebbe farlo il suo gabinetto”, ha detto Eric Swalwell, il democratico candidato a governatore della California.

7 aprile 2026

L’ambasciatore dell’Iran: «Inviato dell’Onu per Hormuz in viaggio verso Teheran»

L’ambasciatore dell’Iran alle Nazioni Unite, Amid Saeid Iravani, ha detto che un funzionario dell’Onu, incaricato di risolvere la questione dello Stretto di Hormuz e di assistere i mediatori nel porre fine al conflitto, “è in viaggio verso Teheran proprio in questo momento”. L’Iran “è pronto a collaborare in modo costruttivo con ogni autentico sforzo diplomatico”, ha spiegato.

7 aprile 2026

Israele si coordina con Usa su scenari dopo scadenza ultimatum Trump

Israele si sta preparando a una serie di scenari in vista della scadenza delle 20 (ora di Washington, le 2 in Italia) per l’ultimatum del presidente statunitense Donald Trump all’Iran, che vanno da un cessate il fuoco o un accordo quadro provvisorio a una potenziale estensione degli attacchi oltre a quelli già effettuati da Israele e dagli Stati Uniti. Lo riferisce Channel 12 secondo cui alti funzionari descrivono le prossime ore come “drammatiche”, nel timore che Washington e Teheran possano raggiungere un accordo dell’ultimo minuto che non affronti pienamente le questioni chiave, in particolare il programma nucleare iraniano, e che potrebbe non tutelare tutti gli interessi israeliani. Allo stesso tempo, i funzionari hanno dichiarato che, se la scadenza fissata da Trump dovesse scadere senza un accordo, si aprirebbe una “straordinaria finestra di opportunità” per colpire le infrastrutture energetiche, elettriche e altre infrastrutture nazionali iraniane che non sono ancora state prese di mira. Secondo quanto riferito, Israele e gli Stati Uniti hanno già coordinato la divisione degli obiettivi. Nel frattempo, i mediatori, ovvero Qatar e Pakistan, starebbero continuando gli sforzi per raggiungere un compromesso che possa almeno impedire un’escalation.

7 aprile 2026

Pubblicate online prime immagini di donne e bambini attorno a centrali

Sono state pubblicate online le immagini di donne e bambini che formano scudi umani attorno ai siti energetici dopo che Donald Trump ha avvertito che «un’intera civiltà morirà stanotte” a meno che si arrivi a un accordo su Horumz. Le immagini sono state trasmesse da poco dai media iraniani.

7 aprile 2026

Teheran: «Minacce Trump di distruzione civiltà sono segno ignoranza»

La portavoce del governo iraniano, Fatemeh Mohajerani, ha definito la minaccia del presidente statunitense Donald Trump di «distruggere la civiltà iraniana» un «segno di ignoranza» che non favorisce l’apertura di un dialogo. Mohajerani - intervistata dall’agenzia ufficiale Irna - ha dichiarato che «mantenere la pace e la sicurezza dei cittadini è la priorità del governo, e le minacce non turberanno la calma pubblica». «La porta del dialogo si apre con il rispetto; il sentiero stretto delle minacce, della meschinità e dell’umiliazione non è una via d’accesso - ha aggiunto - Minacciare una “civiltà” è, più che altro, un segno di ignoranza verso la storia di una nazione che ha ripetutamente superato le crisi e continua a resistere».

7 aprile 2026

Appello presidente dei vescovi Usa a Trump: «Fermi la guerra»

L’arcivescovo Paul S. Coakley, presidente della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, ha invitato il presidente Donald Trump a non lanciare l’azione militare minacciata contro l’Iran. «La minaccia di distruggere un’intera civiltà e l’attacco mirato alle infrastrutture civili non possono essere moralmente giustificati», ha detto l’arcivescovo Coakley in comunicato, rivolgendosi quindi direttamente al presidente: «Invito il Presidente Trump a fare un passo indietro dal precipizio della guerra e a negoziare una soluzione giusta per il bene della pace e prima che vengano perse altre vite”».

7 aprile 2026

Dietrofront per il prezzo del petrolio, Brent in calo sotto 110 dollari

Dietrofront per il prezzo del petrolio mentre si rincorrono sui mercati e i media le voci di progressi e stop nei negoziati fra Usa e Iran. Il Brent del Mare del Nord è ora passato in calo, scendendo sotto la soglia dei 110 dollari (-0,07% a 109,6 dollari) mentre il Wti del Texas, dopo aver toccato un aumento del 5%, sta segnando un aumento dell’1,97% a 114,6 dollari.

7 aprile 2026

Rubio (Usa): Iran conduce «attività terroristiche» in Stretto di Hormuz

Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha accusato l’Iran di attività terroristiche nello Stretto di Hormuz. Parlando durante un incontro con la controparte neozelandese Winston Peter dal dipartimento di Stato, il capo della diplomazia Usa ha detto: «Sfortunatamente, il mondo intero è stato colpito perché l’Iran sta violando ogni legge conosciuta attaccando navi commerciali nello Stretto di Hormuz, ed è un grande problema per il mondo».

Rubio ha aggiunto: «Questo è un regime che non crede nelle leggi, nelle regole o in cose simili. È uno Stato sponsor del terrorismo, quindi non sorprende che ora stiano conducendo attività terroristiche contro navi commerciali».

7 aprile 2026

Pakistan «Incrollabile sostegno a Riad contro attacchi iraniani»

Il Pakistan ha condannato gli attacchi missilistici sferrati dall’Iran contro le infrastrutture energetiche dell’Arabia Saudita, definendo tali aggressioni una minaccia alla stabilità regionale. Le autorità saudite hanno infatti riferito che diversi proiettili sono stati intercettati, sebbene alcuni detriti siano caduti nei pressi di importanti impianti industriali, sollevando preoccupazioni riguardo alla sicurezza delle infrastrutture energetiche nel Golfo. In una dichiarazione ufficiale, il ministero degli Esteri pakistano ha espresso «profonda preoccupazione» per l’escalation e ha ribadito l’«incrollabile sostegno» e la propria solidarietà al popolo saudita. Il primo ministro Sharif, in una conversazione telefonica con il principe ereditario bin Salman, ha ribadito il fermo sostegno di Islamabad a Riyadh, sottolineando che il Pakistan sarebbe stato «fianco a fianco» con il Regno durante la crisi. Questi sviluppi si inseriscono nel contesto di un accordo strategico di difesa reciproca firmato dai due Paesi nel settembre 2025, che stabilisce che qualsiasi aggressione contro uno degli Stati sarà considerata un attacco contro entrambi.

7 aprile 2026

Nyt, Shelly Kittleson rilasciata in cambio di alcuni militanti Hezbollah

La giornalista americana Shelly Kittleson è stata rilasciata da una milizia irachena legata all’Iran che l’aveva rapita una settimana fa, in cambio della liberazione di alcuni prigionieri militanti. Lo scrive il New York Times. Citando due funzionari della sicurezza irachena e la stessa Kaitab Hezbollah, il Times ha affermato che Kittleson è stata liberata «in segno di apprezzamento per le posizioni patriottiche» del primo ministro iracheno. Kaitab Hezbollah ha dichiarato che Kittleson deve lasciare immediatamente l’Iraq. Secondo due funzionari iracheni, Kittleson è stata rilasciata in cambio della liberazione di alcuni prigionieri di Hezbollah.

7 aprile 2026

Axios, progressi in negoziati ma accordo improbabile entro scadenza ultimatum

Nelle ultime 24 ore si sono registrati progressi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, ma resta improbabile il raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco entro la scadenza fissata da Donald Trump (le 20 ora americana, le 2 di notte in Italia). Lo riferiscono ad Axios fonti americane e israeliane. Secondo un funzionario statunitense, l’approccio della Casa Bianca sarebbe cambiato nelle ultime ore: da «possiamo trovare un accordo» a «possiamo trovarlo entro le 20?». Fonti americane riferiscono inoltre che la controproposta presentata dall’Iran il giorno precedente, «pur non essendo quello che volevamo, era molto migliore di quanto ci aspettassimo». Da quel momento, aggiungono le stesse fonti, i mediatori hanno avviato un lavoro di revisione e correzione del documento insieme alla parte iraniana.

7 aprile 2026

Iran, Vance: «Se non cambia condotta abbiamo altri strumenti»

Nuovo avvertimento di Washington a Teheran alla vigilia della scadenza fissata da Donald Trump. In visita in Ungheria, il vicepresidente americano JD Vance ha detto che gli Stati Uniti hanno ancora «strumenti» che finora hanno scelto di non usare contro l’Iran.

7 aprile 2026

Trump a Fox News: ultimatum confermato, ma apre a posticipo

Il presidente americano ha confermato la tempistica dell’ultimatum dato all’Iran, ma ha anche segnalato un suo potenziale posticipo.

Durante un’intervista telefonica con Bret Baier di Fox News, che gli ha chiesto di fornire le probabilità di un accordo negoziato tra Washington e Teheran entro le due di notte italiane, Donald Trump non ha voluto fornire alcuna percentuale, ma ha detto che le «8 di sera» restano in vigore come scadenza, secondo l’orario nella capitale Usa.

Raccontando la conversazione con Trump, il giornalista ha spiegato che il leader Usa ha detto: «Se arriviamo a quel punto, ci sarà un attacco come non ne hanno mai visti». Il giornalista ha aggiunto che Trump «ha detto che se i negoziati avanzano oggi e c’è qualcosa di concreto, questo potrebbe cambiare». Stando a Baier, Trump non ha voluto fare previsioni «ma ha detto che si sta procedendo con i piani che abbiamo. È una cosa grossa».

7 aprile 2026

Ungheria, Vance da Orbán alla vigilia del voto: «Vincerà le elezioni»

Il vicepresidente degli Stati Uniti J. D. Vance stringe la mano al primo ministro ungherese Viktor Orbán durante il loro incontro a Budapest, in Ungheria, martedì 7 aprile 2026. (AP Photo/Denes Erdos)       APN

Il vicepresidente degli Stati Uniti, J. D. Vance, è andato in Ungheria per sostenere la campagna elettorale del primo ministro nazionalista Viktor Orbán. La visita arriva a pochi giorni dalle elezioni parlamentari, che si terranno domenica 12 aprile. Il voto, stando ad alcuni sondaggi indipendenti, potrebbe porre fine alla permanenza di Orbán, eletto per la prima volta nel 2010.

7 aprile 2026

La magistratura in Iran chiede di accelerare le condanne a morte

Il capo della magistratura iraniana ha esortato i tribunali ad accelerare le condanne a morte nei casi legati alla guerra contro gli Stati Uniti e Israele. «Dovete accelerare la pronuncia delle condanne a morte e la confisca dei beni», ha dichiarato Gholam Hossein Mohseni Ejei durante una riunione con alti funzionari giudiziari. «È necessario continuare a emettere verdetti giudiziari contro elementi e agenti del nemico aggressore con maggiore rapidità», applicando le leggi sullo spionaggio, ha aggiunto. Dall’inizio del conflitto, il 28 febbraio, scatenato dall’attacco congiunto israelo-americano contro l’Iran, sette persone sono state impiccate dopo essere state condannate in casi legati alle proteste antigovernative di gennaio, represse violentemente. Sei persone sono state giustiziate per appartenenza al gruppo di opposizione fuorilegge Mojahedin del Popolo Iraniano (Mek), e un cittadino iraniano-svedese è stato giustiziato per spionaggio a favore di Israele. Le organizzazioni per i diritti umani hanno avvertito che decine di altre persone rischiano di essere giustiziate in relazione alle proteste di gennaio o perché sospettate di aiutare i nemici del Paese nella guerra in corso.

7 aprile 2026

Iraq, Kataeb Hezbollah annuncia «Rilasceremo la giornalista Shelly Kittleson»

Kataeb Hezbollah, milizia filoiraniana integrata nell’esercito iracheno, ha annunciato che rilascerà la giornalista americana Shelly Kittleson, rapita il 31 marzo scorso a Baghadad, nei pressi dell’Hotel Palestine. Kittleson, 49 anni, collabora con vari media statunitensi e anche italiani.

Una foto dal profilo Instagram di Shelly Kittleson, la giornalista americana rapita stasera a Baghdad, 31 marzo 2026 INSTAGRAM / Shelly Kittleson

7 aprile 2026

Madrid, nessun indizio di ritorsioni da parte degli Usa

«Nulla indica» che gli Stati Uniti stiano mettendo in atto ritorsioni nei confronti della Spagna. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, in un’intervista all’emittente LaSexta. Il ministro ha sostenuto che «non avrebbe senso» mettere in atto rappresaglie «per una decisione sovrana di un Paese che avviene nel rispetto dei trattati», in riferimento alla decisione della Spagna di vietare agli Usa l’utilizzo delle basi condivise di Rota e Moron per supportare le operazioni militari contro l’Iran. Albares ha affermato che le basi funzionano nel rispetto degli accordi tra Spagna e Stati Uniti e ha ricordato che restano comunque sotto la sovranità spagnola. Il ministro ha precisato che il governo non ha in programma di rivedere l’Accordo tra il Regno di Spagna e gli Stati Uniti d’America sulla Cooperazione in Difesa che stabilisce le condizioni della presenza militare Usa in Spagna e l’utilizzo delle due basi.

7 aprile 2026

Il post con cui Trump minaccia la morte dell’Iran

In riferimento alla scadenza dell’ultimatum all’Iran, Donald Trump ha dichiarato su Truth che stanotte potrebbe morire un’intera civiltà, precisando di non volere che accada, ma ritenendo l’evento probabile.

7 aprile 2026

Casa Bianca: Trump è l’unico a sapere cosa farà in Iran

Donald Trump è «l’unico» che sa «cosa farà» in Iran. Lo ha detto la Casa Bianca.

7 aprile 2026

Crosetto: «Paura che Trump usi l’atomica? Nessuno deve usarla»

Il ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto alla Camera per un informativa sulla guerra in Iran e nel Golfo Persico.

7 aprile 2026

Teheran: «Potere civiltà prevarrà su logica della forza bruta»

«La forza della cultura, della logica e della fede nella propria giusta causa di una nazione ’civilizzata’ prevarrà senza dubbio sulla logica della forza bruta». Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, rispondendo su X alle parole di Trump secondo cui «un’intera civiltà morirà stanotte» senza accordo. «Una nazione che crede fermamente nella giustezza del proprio percorso metterà in campo tutte le proprie risorse e capacità per salvaguardare i propri diritti e i propri interessi legittimi», ha assicurato Baghaei.

7 aprile 2026

Bahrein, Iran usa Hormuz come «pedina di scambio politica ed economica»

La risoluzione che il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si appresta a votare «affronta la sicurezza della navigazione marittima nel Golfo Persico, costituendo una risposta decisa e responsabile ai gravi sviluppi che interessano una delle vie navigabili più vitali per il commercio internazionale, ovvero lo Stretto di Hormuz». Lo ha detto il ministro degli Esteri del Bahrein, Abdullatif bin Rashid Al Zayani, prima del voto all’Onu, sottolineando che l’Iran usa Hormuz come «pedina di scambio politica ed economica».«La sua importanza internazionale - ha spiegato - risiede nel fatto che esso funge da via di transito per circa il 38% del commercio mondiale di greggio, il 29% del gas di petrolio liquefatto, il 19% del gas naturale liquefatto e il 20% dei prodotti petroliferi raffinati, incluso il petrolio ad alto tenore di zolfo, che costituisce una componente essenziale nella produzione di fertilizzanti».

7 aprile 2026

BTp: spread chiude in rialzo a 91 punti, rendimento decennale sale al 3,99%

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund in una seduta condizionata dall’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato sulla curva euro dopo l’ultimatum all’Iran lanciato dal presidente Usa, Donald Trump. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e i pari scadenza tedesco si è attestato a 91 punti dagli 87 di giovedì scorso. In netto aumento anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un’ultima posizione al 3,99% dal 3,86% della chiusura di giovedì, ultima sessione ufficiale prima della pausa pasquale.

7 aprile 2026

Teheran Times rettifica: canali comunicazione con Usa non sono chiusi

«I canali diplomatici e di colloqui indiretti con gli Stati Uniti non sono chiusi». Lo riporta su X Tehran Times, rettificando la notizia data in precedenza dallo stesso quotidiano. «L’Iran ha chiuso tutti i canali di comunicazione diplomatici e indiretti con gli Stati Uniti. Sono stati sospesi anche tutti gli scambi di messaggi», aveva scritto la testata.

7 aprile 2026

Il prezzo del petrolio vola, +5% a 117 dollari

Vola il prezzo del petrolio mentre si avvicina la scadenza dell’ultimatum di Trump all’Iran che avrebbe tagliato i canali di comunicazione con gli usa. Il greggio Wti del Texas sale del 5% a 117 dollari al barile mentre il Brent avanza del’1,58% a 111 dollari.

7 aprile 2026

Libano: convoglio aiuti vaticani bloccato da colpi d’arma da fuoco

Un convoglio di aiuti umanitari organizzato dal nunzio apostolico in Libano Paolo Borgia, destinato ai villaggi cristiani del sud, ha dovuto fare marcia indietro martedì dopo essere stato «colpito da spari»: lo ha riferito una fonte di sicurezza sul posto all’Afp, senza precisare l’origine dei colpi. Il convoglio era scortato dal battaglione francese dell’Unifil e si dirigeva verso il villaggio di Debel. I colpi sparati hanno provocato «danni ai veicoli» mentre non si segnalano feriti, ha aggiunto la fonte. L’agenzia libanese Ani indica che il convoglio è dovuto tornare indietro «per il fuoco incrociato» tra Israele e Hezbollah.

7 aprile 2026

Wsj: stop a comunicazione diretta ma no fine colloqui Teheran-Usa

L’Iran ha interrotto le comunicazioni dirette con gli Stati Uniti a seguito della minaccia di Donald Trump di distruggere «l’intera civilta» della Repubblica islamica, anche se i colloqui con i mediatori per il cessate il fuoco continuano. Lo hanno detto al Wall Street Journal funzionari mediorientali, secondo cui l’ultima minaccia del presidente ha temporaneamente complicato gli sforzi per raggiungere un accordo entro la scadenza fissata per le 20 ora americani, ma non ha interrotto i colloqui. Uno dei funzionari ha dichiarato che l’Iran intendeva inviare un segnale di disapprovazione e sfida interrompendo le comunicazioni. Non è chiaro se i colloqui diretti riprenderanno prima della scadenza.

7 aprile 2026

Media Iran: civili radunati davanti a centrali e ponti dopo le minacce di Trump

Immagini e video provenienti dai media di Stato iraniani mostrano cittadini in protesta davanti a centrali elettriche e ponti all’interno del Paese. In un video diffuso dall’ agenzia di stampa Fars, si vedono civili sventolare una grande bandiera iraniana sul Pol Sefid, ponte ad Ahwaz, nel sud-ovest dell’Iran. Un’altra immagine mostra diversi cittadini in piedi, all’esterno della centrale elettrica Shahid Rajaee, vicino a Teheran. In un terzo scatto una fila di persone è riunita nei pressi della centrale di Tabriz, nella zona nord del Paese. Le manifestazioni si svolgono dopo che Alireza Rahimi, funzionario iraniano, ha invitato i giovani a formare «catene umane» intorno alle infrastrutture che potrebbero essere prese di mira dai prossimi attacchi americani e israeliani, come minacciato dal presidente Usa Donald Trump.

7 aprile 2026

Amb. Usa in Bahrain a connazionali «Restate al riparo»

L’ambasciata americana in Bahrain ha ordinato a tutti i dipendenti del governo degli Stati Uniti di restare al riparo («shelter in place») e raccomandato a tutti i i cittadini americani nel Paese di fare lo stesso, a causa della minaccia crescente proveniente dall’Iran. «L’ambasciata degli Stati Uniti a Manama ha ordinato a tutti i dipendenti del governo americano di restare al riparo. Raccomandiamo a tutti gli americani in Bahrain di fare lo stesso fino a nuovo avviso - si legge in un alert - Per quanto possibile, restate in un edificio sicuro e lontani dalle finestre. Assicuratevi di avere scorte di cibo, acqua, medicinali e altri beni essenziali. Continuate a controllare la vostra posta elettronica per ulteriori informazioni o eventuali aggiornamenti dell’ultimo minuto»,

7 aprile 2026

Islamabad: «Attacco a infrastrutture importanti saudite compromette sforzo mediazione»

L’attacco contro infrastrutture di importanza cruciale oggi in Arabia Saudita compromette lo sforzo di mediazione del Pakistan, che pure sta cercando, in queste ore precedenti la scadenza dell’ultimatum di Donald Trump, di rilanciare la possibilità di una via di uscita diplomatica, ha spiegato una fonte della sicurezza di Islamabad, citata da Cnn, secondo cui il suo Paese «è molto preoccupato per quello che accadrà se i sauditi risponderanno». «L’intera leadership civile e militare in Pakistan sta lavorando duramente per rendere possibile una svolta ma sono emerse preoccupazioni dopo che l’Arabia Saudita è stata colpita, che questo possa compromettere l’intero processo», ha spiegato la fonte, citando esplicitamente il capo di stato maggiore Asim Munir. «Sono in corso sforzi per facilitare il dialogo», ha aggiunto la fonte. Il ministero degli Esteri pachistano ha condannato gli attacchi della notte con missili e droni «contro siti dell’energia nella regione orientale del Paese».

7 aprile 2026

Nyt: Teheran ha interrotto i negoziati con Washington

L’Iran ha interrotto i negoziati con gli Stati Uniti, informando il Pakistan che non avrebbe più intenzione di partecipare ai colloqui per un cessate il fuoco. Lo riporta il New York Times citando tre alti funzionari iraniani e confermando quanto già anticipato dalla testata iraniana The Teheran Times, che aveva affermato che «l’Iran ha chiuso tutti i canali di comunicazione diplomatici e indiretti con gli Stati Uniti» e che «tutti gli scambi di messaggi sono stati sospesi».

7 aprile 2026

Idf, allerta aumento intensità di lanci missilistici da Iran e Libano

«Riteniamo che anche stasera il regime iraniano e Hezbollah cercheranno di continuare a sparare contro Israele. L’Idf è pronto sia alla difesa che all’attacco e agiremo contro qualsiasi minaccia». Lo ha detto il portavoce dell’esercito israeliano Effie Defrin in un messaggio alla popolazione in vista delle celebrazioni dell’ultimo giorno della Pasqua ebraica che inizia stasera e si prevede registrerà una maggiore intensità di lanci missilistici come accaduto una settimana fa durante il primo giorno della festività.

7 aprile 2026

Crosetto, «Non possiamo assecondare rotture isteriche, da sempre onorati accordi vigenti»

«Noi non possiamo assecondare rotture isteriche né subordinazione infantile, perché la strada in cui ci muoviamo, è quella della legge, dei trattati internazionali e della Costituzione». Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto alla Camera nell’informativa urgente del Governo sull’utilizzo delle basi militari nel territorio italiano da parte delle forze armate statunitensi, ribadendo come «dall’entrata in vigore di questi accordi, nessun governo di qualsivoglia colore, tendenza o ideale politico ha mai proposto una loro revisione o la desecretazione dei alcuni di essi».

«Questi trattati hanno sempre costituito l’ossatura del nostro sistema di sicurezza, l’archetipo di un sistema di difesa che nel più ampio contesto di alleanza atlantica ci ha permesso di vivere serenamente in prosperità - ha aggiunto - e rappresenta l’unico sistema di deterrenza e difesa credibile attuale. Anche parte delle forze politiche che alcune volte sento criticare in giro, chiedendo la revisione dei trattati a gran voce, ha sempre agito nel’alveo di quei trattati, nel loro scrupoloso rispetto, senza mai negare l’utilizzo delle basi italiane alle forze americane e forse anche senza la trasparenza che qualcuno in questa vicenda recente ha voluto adottare».

7 aprile 2026

Casa Bianca nega di considerare l’uso dell’arma nucleare in Iran

La Casa Bianca nega di prendere in considerazione l’uso di armi nucleari in Iran.

7 aprile 2026

Nyt: Usa e Israele intensificano gli attacchi in Iran

Gli Stati Uniti stanno intensificando gli attacchi nel tentativo di costringere l’Iran ad aprire lo Stretto di Hormuz e raggiungere un accordo per il cessate il fuoco. Lo riporta il New York Times citando funzionari americani e israeliani.

7 aprile 2026

Beirut: 1.530 morti in Libano da inizio guerra

Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che il bilancio delle persone morte in oltre un mese di guerra tra Israele e il gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall’Iran, ha raggiunto quota 1.530. Secondo un comunicato del ministero, il bilancio delle vittime comprende 102 donne e 130 bambini, oltre a 57 operatori sanitari, e i feriti ammontano a 4.812.

Un uomo armato spara mentre alcuni uomini trasportano le bare con i corpi di Pierre Mouawad, esponente del partito anti-Hezbollah «Forze Libanesi», e di sua moglie durante il loro funerale a Yahshush, in Libano, martedì 7 aprile 2026. (AP Photo/Emilio Morenatti) Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna

7 aprile 2026

Crosetto: «Accordo con Usa su basi da 75 anni mai messo in discussione da nessun governo»

«L’applicazione dell’accordo sull’uso delle basi americane in Italia è sempre stata caratterizzata da una assoluta e coerente continuità da oltre 75 anni. In questi anni, nessun governo ha mai messo in discussione o solo ventilato l’ipotesi di non attuare accordi né ha messo in diccussione il loro contenuto o la loro portata». Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto nell’informativa urgente del Governo sull’utilizzo delle basi militari nel territorio italiano da parte delle Forze armate statunitensi. «L’Italia non è il solo paese ad aver fatto accordi con gli Usa che prevedano l’uso delle basi - ricorda Crosetto - Rispettare gli accordi non significa essere coinvolti in una guerra che nessuno ha voluto, ma rispetare gli impegni. Siamo parte della Nato, con capacità e assetti di cui gli alleati ci rendono pieno merito, ma sappiamo far rispettare le nostre leggi e i trattati che ci vincolano».

7 aprile 2026

Una sinagoga a Teheran è stata distrutta

Una sinagoga a Teheran è stata distrutta mentre Stati Uniti e Israele continuano a bersagliare l’Iran.

7 aprile 2026

Crosetto: «Sappiamo far rispettare trattati, non siamo in guerra»

«Rispettare accordi non vuol dire essere coinvolti in una guerra. Noi siamo parte della Nato, non siamo in guerra con l’Iran. Sappiamo far rispettare i trattati». Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel corso dell’informativa urgente sull’utilizzo delle basi Usa in territorio italiano.

7 aprile 2026

Ft, guerra già costata agli Usa tra 22,3 e 31 miliardi

La guerra contro l’Iran ad oggi sarebbe costata agli Usa tra i 22,3 e i 31 miliardi di dollari e circa un decimo di tale cifra - tra i 2,1 e i 3,6 - è rappresentato dal costo delle attrezzature militari distrutte. È quanto emerge da un’analisi di Elaine McCusker, ricercatrice senior presso l’American enterprise institute (Aei) ed ex funzionaria di alto livello del Pentagono, riportata dal Financial Times. Secondo l’esperta «le perdite di soldati e materiale da parte degli Stati Uniti sono contenute rispetto agli standard delle guerre in cui le due parti sono più equilibrate ma la distruzione da parte dell’Iran di costosi sistemi radar statunitensi ha reso Washington più vulnerabile in caso di futuri conflitti in altri teatri, come la Cina», si legge sul Ft. I calcoli della McCusker includono il costo dello schieramento di ulteriori risorse statunitensi in Medio Oriente dalla fine di dicembre e tra i 2,1 e i 3,6 miliardi di dollari per i danni registrati ad oggi e la sostituzione delle attrezzature. Qui la spesa maggiore è stata rappresentata dal costo della riparazione della Uss Gerald R Ford, una portaerei ritirata per manutenzione dopo un incendio nella lavanderia, e il prezzo della riparazione di un sistema di allerta precoce contro i missili balistici danneggiato da un drone in Qatar.

7 aprile 2026

Macron «Liberi Cecile Kohler e Jacques Paris»

«Cecile Kohler e Jacques Paris sono liberi e in viaggio verso la Francia, dopo tre anni e mezzo di prigionia in Iran. Questo è un sollievo per tutti noi e, naturalmente, per le loro famiglie». Lo annuncia in un post su X il presidente francese Emmanuel Macron, che ringrazia poi «le autorità omanite per i loro sforzi di mediazione, ai servizi statali e ai cittadini che si sono mobilitati instancabilmente e hanno così contribuito al loro ritorno».

Secondo una fonte del ministero degli Esteri francese, i due sono partiti dall’Iran all’alba a bordo di un convoglio diplomatico insieme all’ambasciatore francese e «si trovano attualmente in Azerbaigian». Cécile Kohler, insegnante di letteratura francese e sindacalista, e il suo compagno Jacques Paris, ex professore di matematica in pensione, erano stati arrestati il 7 maggio 2022 durante un viaggio turistico in Iran. Le autorità iraniane li avevano accusati di spionaggio e cospirazione contro il regime, accuse sempre respinte da Parigi e dalle famiglie, che avevano denunciato confessioni estorte e condizioni di detenzione estremamente dure. I due sono stati detenuti per oltre tre anni nel carcere di Evin, a Teheran, in particolare nella famigerata sezione 209, controllata dal ministero dell’Intelligence e riservata ai prigionieri politici. Kohler era stata condannata a una pena complessiva superiore ai 30 anni, mentre Paris aveva ricevuto una condanna tra i 17 e i 20 anni, nell’ambito di un procedimento che la Francia ha sempre definito arbitrario e politicamente motivato. Rilasciati lo scorso novembre, erano stati trasferiti nella residenza diplomatica francese nella capitale iraniana, dove sono rimasti per mesi senza poter lasciare il Paese.

7 aprile 2026

Teheran Times: «Stop a tutti i canali di contatto con Usa»

«L’Iran ha chiuso tutti i canali di comunicazione diplomatici e indiretti con gli Stati Uniti». È quanto si legge in un post su X del Tehran Times, secondo cui «sono stati sospesi tutti gli scambi di messaggi». Il Teheran Times è considerato come strettamente legato alle fazioni più intransigenti all’interno del governo iraniano.

7 aprile 2026

Qatar: molto vicini a situazione ingestibile

Il Qatar ha avvertito oggi che la situazione in Medio Oriente potrebbe degenerare, poche ore prima della scadenza dell’ultimatum di Donald Trump che minaccia di distruggere le infrastrutture critiche in Iran. «Se l’escalation continua senza controllo, ci troveremo inevitabilmente in una situazione che non sarà più gestibile. E siamo molto vicini a quel punto», ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri, Majed al-Ansari, durante una conferenza stampa.

7 aprile 2026

Times of Israel: «Israele ha bombardato 10 tratti ferroviari e ponti»

L’aeronautica israeliana ha bombardato circa 10 tratti ferroviari e ponti “chiave” in Iran per impedire al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche di spostare armi e attrezzature militari. Lo hanno riferito funzionari della sicurezza al Times of Israel. In vista degli attacchi, le Forze di Difesa Israeliane avevano avvertito gli iraniani di tenersi lontani dai treni fino a questa sera. Israele ha inoltre avvertito che colpirà le «infrastrutture nazionali» iraniane per causare danni economici al regime.

7 aprile 2026

Axios: Trump «assetato di sangue», Vance e mediatori spingono per negoziati

Il conto alla rovescia verso le 20 americane (le 2 di notte in Italia) è iniziato: nel giro di poche ore si capirà se il presidente americano Donald Trump darà seguito alla minaccia di «cancellare in una notte un intero Paese» o se concederà ancora tempo ai negoziati in corso attraverso i mediatori internazionali. Trump ha delineato uno scenario che prevederebbe la distruzione sistematica di ponti e centrali elettriche entro la mezzanotte, mentre - secondo quanto riferito ad Axios da fonti dell’amministrazione e della difesa - sarebbe già pronto un piano operativo, con conseguenze potenzialmente devastanti per la popolazione civile e il rischio di ritorsioni su vasta scala. Sempre secondo fonti dell’amministrazione, sarebbe lo stesso Trump tra i più inclini a una linea dura: «Il presidente è il più assetato di sangue, come un cane rabbioso», afferma un funzionario, ridimensionando l’idea che siano altri - come il capo del Pentagono Pete Hegseth o il segretario di Stato Marco Rubio, «due colombe rispetto al presidente» - a spingerlo verso l’azione. Il presidente avrebbe inoltre iniziato a sondare consiglieri e alleati sulla possibilità di colpire infrastrutture strategiche iraniane, arrivando a definire il piano «Infrastructure Day».

7 aprile 2026

Teheran bombardata prima che scada l’ultimatum

Colonne di fumo si sono sollevate su Teheran mentre gli attacchi aerei colpivano la capitale iraniana poche ore prima della scadenza dell’ultimatum del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.

7 aprile 2026

Pakistan: «Proseguono sforzi per facilitare i colloqui tra Usa e Iran»

Due fonti pakistane a conoscenza delle discussioni hanno riferito che gli sforzi per facilitare i colloqui tra Stati Uniti e Iran sono ancora in corso, mentre gli attacchi contro l’Iran si intensificano e si avvicina la scadenza fissata dal presidente Donald Trump. Lo riporta Reuters sul proprio sito.

7 aprile 2026

Pentagono individua siti duali militari e civili per superare possibilità crimini guerra

Il Pentagono ha esteso l’elenco delle infrastrutture dell’energia da colpire in Iran se Teheran non accetterà l’ultimatum di Donald Trump in scadenza alle otto di questa sera (le due di notte in Italia) per includere in particolare siti duali a uso dei civili ma anche dei militari, in modo da superare la possibilità di commettere crimini di guerra evidenziata dal coro di critiche che, non solo a Teheran ma anche in Europa, ha fatto seguito al post di sabato del Presidente, con la minaccia di colpire obiettivi civili, minaccia ribadita ieri, quando Trump ha parlato della distruzione di ogni ponte e ogni impianto energetico in Iran. Due diverse fonti citate dal sito di notizie Politico rivelano che i pianificatori militari americani stanno rivedendo l’elenco in modo da rendere legittima la scelta degli obiettivi. La nuova opzione, che è la strada scelta anche da Israele, può fornire alla Casa Bianca l’escamotage per superare il momento critico della guerra, dopo cinque settimane di raid e il regime a Teheran ancora in piedi, sottolineando le fonti. Anche se non tutti al Pentagono sono d’accordo. Alcuni contestano l’idea che un impianto di desalinizzazione dell’acqua possa, per esempio, essere considerato come obiettivo militare dal momento che anche i militari devono bere acqua per idratarsi. «Sapete che cosa è davvero un crimine di guerra? Possedere l’arma nucleare. Consentire a un Paese tossico, con una leadership demente di avere l’arma nucleare. Questo è un crimine di guerra», ha detto ieri Trump a un evento pasquale alla Casa Bianca.

7 aprile 2026

Vance: «Spero che Dio» sia dalla parte degli Usa

«Spero che Dio sia d’accordo con la decisione che l’Iran non dovrebbe avere un’arma nucleare. Continuerò a pregare a questo riguardo e se mi dà una buona risposta, sarete la prima a saperlo». Così il vicepresidente americano, JD Vance, ha risposto a chi gli ha chiesto se sia d’accordo con quanto sostenuto dall’amministrazione Trump secondo cui Dio sta dalla parte degli Usa nella guerra contro l’Iran. Vance ha risposto durante una conferenza al fianco del leader ungherese.

7 aprile 2026

Vance: «Obiettivi militari della guerra con l’Iran raggiunti, a breve finirà»

«Gli obiettivi militari degli Stati Uniti sono stati raggiunti. Ciò significa, come ha detto il presidente, che a breve questa guerra si concluderà. E credo che la natura della conclusione dipenda in ultima analisi dagli iraniani». Lo ha detto il vicepresidente americano JD Vance in conferenza stampa con il premier ungherese Viktor Orban a Budapest.

7 aprile 2026

Nbc News, colpiti 50 obiettivi militari sull’isola di Kharg

Le forze armate statunitensi hanno colpito durante la notte circa 50i obiettivi militari iraniani sull’isola di Kharg. È quanto riferisce Nbc News citando un funzionario americano. La missione ha incluso attacchi aerei lungo il lato nord dell’isola e non ha comportato la presenza di truppe statunitensi sul terreno. Le forze americane non hanno preso di mira le infrastrutture petrolifere dell’isola, ma hanno colpito bunker e depositi militari, sistemi di difesa aerea e altre strutture militari.

7 aprile 2026

Londra ribadisce, non consentirà uso sue basi aeree per attacchi Usa

Il Regno Unito non permetterà agli Stati Uniti di utilizzare basi aeree britanniche per lanciare attacchi contro infrastrutture civili in Iran. Lo ha indicato Downing Street ribadendo posizione già espresse nei giorni scorsi. Secondo quanto riporta il Financial Times, un portavoce del primo ministro Keir Starmer ha dichiarato che la posizione britannica sull’autorizzazione all’uso di basi nel Regno Unito da parte degli Stati Uniti «non è cambiata», dopo le minacce del presidente Donald Trump di distruggere infrastrutture iraniane se Teheran non accetterà un accordo. «L’accordo in vigore consente agli Stati Uniti di utilizzare basi nel Regno Unito per la difesa collettiva della regione, comprese operazioni difensive per ridurre le capacità missilistiche utilizzate per attaccare le navi nello Stretto di Hormuz», ha aggiunto il portavoce.

7 aprile 2026

Nuovo affondo contro Starmer, Trump evoca il premier che s’inchinò ai nazisti

Fa scalpore sui media del Regno Unito il nuovo affondo riservato dal presidente americano Donald Trump all’alleato britannico per il mancato sostegno diretto alla guerra contro l’Iran, sfociato stavolta in un apparente paragone fra il premier Keir Starmer e il suo screditato predecessore Neville Chamberlain: capo del governo di Sua Maestà che alla fine degli anni ’30, prima di essere rimpiazzato dal combattivo Winston Churchill, firmò il vergognoso appeasement di Monaco, inchinandosi alle pretese sulla Cecoslovacchia della Germania nazista di Adolf Hitler. Trump nell’occasione non ha in effetti citato esplicitamente Starmer, come aveva invece fatto in passato negando in tono irridente che sir Keir potesse essere paragonato a Churchill. Tuttavia, interpellato sulle tensioni createsi nella storica «relazione speciale» con Londra, ha insistito che Il Regno e il suo governo attuale hanno «molta strada da fare» per recuperare la sua piena fiducia. «Noi - ha poi ammiccato - non vogliamo un altro Neville Chamberlain, siamo d’accordo, no?». Parole chiaramente offensive nell’interpretazione di vari giornali britannici tra cui il Guardian di oggi. E di commentatori che tornano a sollevare dubbi sulla decisione conciliante di Starmer di confermare per fine aprile una prevista visita di Stato di re Carlo III e della regina Camilla a Washington: missione gradita a Trump che non poche voci sull’isola avrebbero voluto vedere rinviata in risposta all’atteggiamento recente di The Donald, alle frizioni legate al dossier iraniano e al timore di esporre il sovrano a momenti imbarazzanti.

7 aprile 2026

Colpita società di telecomunicazione negli Emirati

Un edificio amministrativo della compagnia di telecomunicazioni Thuraya a Sharjah negli Emirati Arabi Uniti è stato colpito da un missile balistico iraniano, ferendo due persone. Lo hanno riferito le autorità. I due cittadini pakistani rimasti feriti nell’attacco sono stati trasportati in ospedale, ha fatto sapere l’ufficio.

7 aprile 2026

Axios: «Raid Usa contro obiettivi militari su isola di Kharg»

Le forze Usa hanno condotto raid contro «obiettivi militari» sulla strategica isola di Kharg. Lo ha riferito su X il giornalista di Axios Barak Ravid, citando una fonte americana secondo cui le operazioni non erano dirette contro le infrastrutture petrolifere, ma si è trattato di nuovi attacchi contro obiettivi militari già presi di mira in precedenza. I post di Ravid arrivano dopo le notizie dell’agenzia iraniana Mehr che ha accusato Usa e Israele di aver effettuato «diversi attacchi sull’isola di Kharg», segnalando «diverse esplosioni» nell’area al largo della costa occidentale dell’Iran.

7 aprile 2026

Trump: «Un’intera civiltà morirà stanotte, ma non voglio che accada»

«Stanotte morirà un’intera civiltà, per sempre. Non vorrei che accadesse, ma probabilmente succederà». Lo ha scritto oggi il presidente americano Donald Trump sul social Truth. «Tuttavia, ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale, dove prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse qualcosa di rivoluzionario e meraviglioso potrà accadere, CHI LO SA? Lo scopriremo stanotte, in uno dei momenti più importanti della lunga e complessa storia del mondo. 47 anni di estorsioni, corruzione e morte, finalmente finiranno. Dio benedica il grande popolo dell’Iran!», prosegue il post.

7 aprile 2026

Bombardata l’università Sharif a Teheran

7 aprile 2026

Axios: «Deputata dem Usa chiederà l’impeachment di Pete Hegseth»

Yassamin Ansari, deputata dem dell’Arizona, ha dichiarato che presenterà una mozione di impeachment contro il capo del Pentagono, Pete Hegseth. A riportarlo è Axios, secondo cui Ansari chiederà la destituzione di Hegseth per la sua gestione delle operazioni americane nel conflitto in Iran. Per la deputata iraniano-americana il segretario della Difesa ha “ripetutamente violato il suo giuramento d’ufficio e il suo dovere vesto la Costituzione”, autorizzando “crimini di guerra” e “mettendo in pericolo i militari statunitensi”, argomenti considerati “validi motivi per l’impeachment e la rimozione dall’incarico”. Ansari ha inoltre chiesto al Gabinetto di invocare il 25esimo emendamento per destituire il presidente Usa Donald Trump, a causa delle sue “dichiarazioni deliranti sulla guerra”, affermando che “il governo dovrebbe utilizzarlo”, perché “sono in gioco il destino delle truppe americane, del popolo iraniano e le fondamenta stesse del nostro sistema globale”.

7 aprile 2026

Pasdaran minacciano: «Usa e alleati senza petrolio e gas per anni»

“I Guardiani della Rivoluzione dichiarano ancora una volta che se l’esercito terroristico americano supererà le linee rosse, la nostra risposta andrà oltre la regione”. E’ quanto affermano i Pasdaran iraniani secondo una dichiarazione di cui ha dato notizia la tv iraniana in cui viene minacciata una rappresaglia contro infrastrutture per “privare gli Usa e i loro alleati di petrolio e gas nella regione per anni”. “I partner dell’America nella regione dovrebbero anche sapere che fino ad oggi abbiamo esercitato grande moderazione in nome del buon vicinato e abbiamo avuto riserve nello scegliere obiettivi per la rappresaglia, ma tutte queste riserve sono state abbandonate”, aggiunge la dichiarazione.

7 aprile 2026

Qatar: «Guerra in Medio Oriente vicina al punto di non ritorno»

Il Qatar ha avvertito che la guerra in Medio Oriente è vicina a una soglia oltre la quale non sarà più controllabile, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fissato una scadenza per la riapertura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran. “Dal 2023 avvertiamo che un’escalation incontrollata ci porterà in una situazione incontrollabile e siamo molto vicini a quel punto. Per questo motivo abbiamo esortato tutte le parti a trovare una soluzione per porre fine a questa guerra prima che sia troppo tardi”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari.

7 aprile 2026

Turchia: Ankara, assalitore ucciso legato a «organizzazione terroristica»

L’assalitore ucciso in una sparatoria con la polizia turca davanti al consolato israeliano a Istanbul era “legato a un’organizzazione terroristica”. Lo ha reso noto il ministero degli Interni, identificando la vittima come “Yunus E. S., legato a un’organizzazione terroristica che strumentalizza la religione”. Gli altri due assalitori, che sono rimasti feriti, sono fratelli e sono attualmente sotto interrogatorio da parte della polizia, ha precisato il ministero.

7 aprile 2026

Media, colpito ponte Tabriz-Zanjan

Un altro ponte, quello autostradale che collega la città di Tabriz a quella di Zanjan nel nord ovest dell’Iran, è stato colpito oggi da un raid israelo-americano. Lo riportano i media iraniani sottolineando che si tratta di una infrastruttura civile. In precedenza era stato segnalato un raid contro un ponte ferroviario a Kashan.

7 aprile 2026

Segnalate esplosioni sull’isola di Kharg

L’agenzia di stampa iraniana Mehr, citata dall’agenzia turca Anadolu, riferisce di esplosioni in seguito ad attacchi sull’isola di Kharg nel Golfo Persico, snodo cruciale del petrolio iraniano. Non è ancora chiaro se siano stati colpiti gli impianti o altre infrastrutture.

7 aprile 2026

Iran, Ue: «No ad attacchi contro infrastrutture, massima moderazione»

L’Unione Europea respinge le minacce espresse dal presidente Usa Donald Trump di attaccare infrastrutture civili critiche, come ponti e centrali energetiche, in Iran. Lo dichiara Anitta Hipper, portavoce della Commissione europea, nel corso del briefing giornaliero con la stampa. “Abbiamo sempre detto che la diplomazia è la risposta, e da parte nostra rifiutiamo qualsiasi minaccia di attacco anche per quanto riguarda le infrastrutture civili critiche”, afferma, sottolineando che attacchi del genere “rischiano di colpire milioni di persone in tutto il Medio Oriente e oltre e potrebbero anche portare a un’ulteriore pericolosa escalation. L’Ue chiede la massima moderazione, la protezione dei civili e delle infrastrutture civili, e il pieno rispetto del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario da parte di tutte le parti”, conclude Hipper.

7 aprile 2026

Papa Leone: perseveriamo nel chiedere il dono della pace per tutto il mondo

Nicoletta Cottonedi Nicoletta Cottone

Papa Leone impartisce la benedizione Urbi et Orbis

«Perseveriamo nel chiedere il dono della pace per tutto il mondo». Lo ha sottolineato Papa Leone XIV, rvolgendosi dalla finestra dello Studio del Palazzo Apostolico Vaticano ai fedeli e ai pellegrini riuniti in Piazza San Pietro per la recita del Regina Coeli, in occasione del Lunedì dell’Angelo.la preghiera mariana che sostituisce l’Angelus in questo tempo liturgico,l Regina Coeli è la preghiera mariana che sostituisce l’Angelus in questo tempo liturgico. Il Pontefice ha ringraziato «quanti, in questi giorni mi hanno fatto pervenire espressioni di augurio per la Santa Pasqua. Sono riconoscente soprattutto per le preghiere».

7 aprile 2026

Wp: «Giornalista Usa prigioniera filo-iraniani in Iraq, forse usata come scudo»

Shelly Kittleson, la giornalista americana rapita la scorsa settimana a Baghdad, sarebbe ancora viva e tenuta prigioniera da un gruppo paramilitare locale con legami con l’Iran, secondo quanto riferito al Washington Post da funzionari della sicurezza irachena. Di Kittleson non si hanno notizie dal 31 marzo, giorno del suo rapimento, ricorda il quotidiano statunitense, e le sue condizioni sono sconosciute. Funzionari statunitensi e iracheni ritengono che sia tenuta prigioniera da Kataib Hezbollah a Jurf al-Sakhar, la sua roccaforte a circa 60 chilometri a sud di Baghdad, forse per impedire i raid aerei statunitensi nella zona, secondo tre persone a conoscenza della situazione. Kataib Hezbollah, considerata la milizia più potente in Iraq, non ha del resto rivendicato pubblicamente il suo rapimento, non ha fornito prove della sua sopravvivenza né ha avanzato richieste in cambio del suo rilascio. Il Wp non ha ricevuto commenti né dall’Fbi né dal Dipartimento di Stato. Funzionari statunitensi stanno spingendo le loro controparti irachene ad agire contro la milizia sciita, secondo quanto riferito da alcune fonti. Influenti politici sciiti della regione sono in contatto con il gruppo e stanno cercando di ottenere la liberazione di Kittleson. Nel contesto della guerra contro l’Iran, le forze statunitensi nelle ultime settimane hanno lanciato attacchi aerei su Jurf, uccidendo membri delle milizie. Dopo il rapimento di Kittleson gli attacchi sarebbero cessati.

7 aprile 2026

Idf: «Bombardato un altro ponte sul fiume Litani nel sud Libano»

Le Forze di Difesa Israeliane hanno bombardato un altro ponte sul fiume Litani, che a loro dire veniva utilizzato da Hezbollah per far transitare militanti e armi nel Libano meridionale. Si tratta del settimo attraversamento fluviale bombardato dall’esercito nel contesto dei combattimenti in corso. “Le Forze di Difesa Israeliane hanno colpito ieri un altro valico strategico utilizzato dai terroristi di Hezbollah per spostarsi da nord a sud del fiume Litani e per trasferire armi, razzi e lanciatori per sferrare attacchi terroristici contro le truppe israeliane”, si legge in un comunicato dell’esercito.

7 aprile 2026

Iran, Ong: almeno 3.600 morti nel paese da inizio guerra, anche 248 bambini

Secondo l’agenzia di stampa per i diritti umani Hrana, Ong con sede negli Usa, quasi 3.600 persone sono state uccise negli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran dall’inizio delle ostilità, tra cui almeno 1.665 civili .

Di queste vittime, almeno 248 erano bambini. Lo riporta il Guardian.

7 aprile 2026

Iran, media: Mosca ha fornito elenco infrastrutture energetiche in Israele

Secondo informazioni ottenute dal Jerusalem Post da una fonte vicina all’intelligence ucraina, i servizi segreti russi avrebbero fornito all’Iran un elenco dettagliato di 55 obiettivi critici per le infrastrutture energetiche in Israele. I siti individuati - viene spiegato - si suddividerebbero in tre categorie in base alla loro importanza strategica: impianti di produzione critici la cui distruzione paralizzerebbe il sistema energetico nazionale; principali centri energetici urbani e industriali e infrastrutture locali. Poiché Israele è una sorta di “isola energetica” che non importa elettricità dai paesi vicini, l’intelligence russa avrebbe comunicato all’Iran che il danneggiamento anche di pochi componenti centrali potrebbe innescare un collasso energetico totale e prolungato, con conseguenti blackout di massa e guasti tecnici difficilmente rimediabili.

7 aprile 2026

Forti esplosioni a Teheran e a Qom

Forti esplosioni sono state registrate a Teheran e a Qom, dove secondo fonti dell’intelligence americana e iraniana sarebbe ricoverato Mojtaba Khamenei in gravi condizioni. Lo riferiscono media iraniani tra cui l’agenzia di stampa Mehr.

7 aprile 2026

Idf, colpito uno degli ultimi impianti produzione missili balistici in Iran

Le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver colpito uno dei ’pochi’ impianti rimasti in Iran che producevano materiali per missili balistici. L’Idf ha spiegato che l’impianto vicino a Shiraz “veniva utilizzato dalle forze armate iraniane per produrre acido nitrico, una sostanza necessaria per la fabbricazione di esplosivi e altri materiali utilizzati nei processi di sviluppo dei missili balistici”.

7 aprile 2026

Riaperto ponte che collega l’Arabia Saudita al Bahrein

Il King Fahd Causeway, un ponte fondamentale che collega l’Arabia Saudita al Bahrein, ha riaperto dopo essere rimasto chiuso per ore a causa di possibili minacce provenienti dall’Iran. La chiusura, durata diverse ore, è avvenuta in seguito a un attacco missilistico balistico proveniente dall’Iran e diretto contro l’Arabia Saudita, che potrebbe aver causato danni alle infrastrutture energetiche del Paese. Il regno non ha fornito ulteriori dettagli sui danni causati dall’attacco.

7 aprile 2026

Inviato iraniano all’Onu: “Dichiarazioni Trump provocazione al terrorismo”

Le dichiarazioni bellicose del presidente statunitense Donald Trump sulla distruzione delle infrastrutture iraniane sono una diretta provocazione al terrorismo, ha affermato il rappresentante iraniano presso le Nazioni Unite Saeed Iravani. “L’attacco deliberato a centri non militari, comprese le infrastrutture essenziali, costituisce un crimine di guerra e rappresenta un chiaro atto di terrorismo di Stato”. Iravani ha rilasciato questa dichiarazione in una lettera indirizzata al Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, lunedì sera. Iravani ha inoltre criticato le dichiarazioni di Trump sull’invio di armi a gruppi dissidenti curdi, affermando: “Questo è un segnale del tentativo degli Stati Uniti di istigare violenza e disordini interni nel Paese”. In un altro passaggio della sua lettera, l’inviato iraniano presso le Nazioni Unite ha esortato gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita a non permettere agli Stati Uniti di utilizzare il loro territorio per attaccare l’Iran. “L’Iran ha il diritto di difendersi legittimamente”, ha aggiunto.

7 aprile 2026

Media, Trump potrebbe estendere ultimatum se progressi nei negoziati

Il presidente americano Donald Trump potrebbe “estendere” l’ultimatum all’Iran qualora vedesse che “si sta avvicinando un accordo” ma “solo lui e nessun altro” prenderà eventualmente questa decisione. Lo ha affermato un funzionario dell’amministrazione americana ad Axios. Un secondo funzionario invece ha detto di essere “scettico” riguardo a una possibile proroga questa volta.

Un edificio danneggiato a Pardis, nella provincia di Teheran, in Iran, in questo screenshot tratto da un video pubblicato sui social media il 7 aprile 2026. SOCIAL MEDIA/via REUTERS

7 aprile 2026

Vasto incendio in impianto petrolchimico in Arabia Saudita

Un impianto petrolchimico è stato colpito in Arabia Saudita da un attacco lanciato dall’Iran contro una vasta area industriale nella città orientale di Jubail. Lo riporta l’Afp citando fonti locali. “Un attacco ha provocato un incendio negli stabilimenti della SABIC a Jubail. Il rumore delle esplosioni è stato fortissimo”, ha detto la fonte all’Afp, riferendosi alla Saudi Basic Industries Corporation.

7 aprile 2026

Media Beirut, cinque vittime dopo raid israeliani in sud Libano

Secondo l’agenzia di stampa nazionale libanese Nna due distinti attacchi aerei israeliani sul Libano meridionale hanno causato la morte di cinque persone e il ferimento di diverse altre. Due persone sono morte quando la loro casa nella città di Maarakeh è stata colpita mentre in un altro attacco aereo avvenuto nella notte sulla città di Tayr Debba, tre persone sono rimaste uccise e due ferite.

7 aprile 2026

Francia: non è il primo ultimatum fissato da Donald Trump

“Non è il primo ultimatum fissato dal presidente americano”. Lo ha sottolineato con ironia il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot, intervistato da FranceInfo. Ieri sera, Donald Trump ha dato all’Iran tempo fino a questa sera per riaprire lo Stretto di Hormuz alla libera circolazione. Questo è “un bene comune che va preservato: ci opponiamo a qualsiasi attacco alle infrastrutture civili. Vale nella regione, vale anche in Ucraina”, ha aggiunto il ministro. “Ci opponiamo perché questo è escluso dalle regole di guerra e perché aprirebbe una nuova fase di escalation in Iran, nella regione e trascinerebbe il mondo in un circolo dannoso”, ha sottolineato Barrot, “Il rischio è semplicemente che la popolazione civile e l’economia mondiale assistano a un incendio regionale senza limiti, che provocherebbe danni gravi”.

7 aprile 2026

Forze armate israeliane invitano iraniani a non prendere il treno

Le Idf (Forze di Difesa israeliane) hanno emesso un inusuale “avviso urgente” agli iraniani, chiedendo loro di non viaggiare in treno nel Paese fino a questa sera. “Cari cittadini, per la vostra sicurezza, vi chiediamo che da questo momento fino alle 21 ora iraniana vi asteniate dall’utilizzare e viaggiare in treno attraverso l’Iran”, ha dichiarato un portavoce delle Idf, il tenente colonnello Kamal Penhasi, in un comunicato. “La vostra presenza sui treni e vicino alle linee ferroviarie mette a rischio la vostra vita”, ha aggiunto. Ieri, il ministro della Difesa Israel Katz aveva dichiarato che le Idf erano state incaricate di “continuare a colpire con piena forza le infrastrutture nazionali del regime terrorista iraniano”.

Manifestanti partecipano a un raduno filogovernativo in una piazza di Teheran, in Iran, domenica 5 aprile 2026. (AP Photo/Francisco Seco) Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna

7 aprile 2026

Centcom, 13mila obiettivi colpiti dall’inizio della guerra

Gli Stati Uniti hanno colpito più di 13mila obiettivi e affondato o danneggiato 155 navi dall’inizio dell’attacco all’Iran. E’ quanto si legge nell’ultimo aggiornamento fornito dal Centcom. Il Comando centrale delle forze armate statunitensi ha dichiarato che le forze americane hanno utilizzato 26 diversi tipi di aeromobili, oltre a quattro sistemi missilistici terrestri e sei sistemi d’arma basati sul mare.

7 aprile 2026

Le quattro opzioni dell’Europa per Hormuz

 REUTERS

«Le opzioni dell’Europa per Hormuz: poche e rischiose». Così il New York Times sintetizza l’impasse occidentale sullo Stretto attraverso cui passa circa il 20% del petrolio e del gas mondiali, mentre la guerra in Iran continua ad avere effetti globali. L’analisi si apre con la proposta del ministro degli Esteri Antonio Tajani, presentata alla riunione in videoconferenza organizzata dal Regno Unito nei giorni scorsi: la creazione di un “corridoio umanitario” per garantire il passaggio sicuro di fertilizzanti e beni essenziali, nel tentativo di evitare che il conflitto produca carestie in Africa. Il piano, una delle diverse proposte emerse anche fuori dall’Europa, non è stato approvato e l’incontro si è concluso senza un’intesa concreta per riaprire lo stretto, né sul piano militare né su altri fronti.

Sul tavolo resta la pressione degli Stati Uniti. Secondo il quotidiano americano, i leader europei sono sollecitati dal presidente Donald Trump a impegnare risorse militari, porre fine al blocco imposto dall’Iran e contenere una crisi energetica ed economica che si aggrava ogni ora di più. Finora, però, l’Europa non ha accolto la richiesta di inviare navi da guerra e continua a discutere su come sbloccare Hormuz. La difficoltà nel trovare una linea comune riflette sia i tempi lenti della diplomazia europea sia il numero elevato di Paesi coinvolti, inclusi quelli del Golfo, interessati a garantire la sicurezza dello stretto una volta terminata la guerra. Molti Stati, tra cui Italia e Germania, insistono inoltre perché qualsiasi iniziativa passi sotto l’ombrello delle Nazioni Unite, una condizione che rischia di rallentare ulteriormente l’azione.

7 aprile 2026

Colpito nella notte complesso petrolchimico in Arabia Saudita

Durante la notte l’Arabia Saudita è stata colpita da attacchi contro un complesso petrolchimico in una vasta area industriale nella città orientale di Jubail. Lo ha riferito oggi una fonte sul posto all’Afp, poche ore dopo che installazioni simili erano state colpite in Iran. “Un attacco ha provocato un incendio negli impianti Sabic a Jubail. Il rumore delle esplosioni era fortissimo”, ha detto la fonte all’Afp, riferendosi alla Saudi Basic Industries Corporation. Jubail, nell’Arabia Saudita orientale, ospita una delle più grandi città industriali del mondo, dove si producono acciaio, benzina, prodotti petrolchimici, oli lubrificanti e fertilizzanti chimici.

7 aprile 2026

Nave malese attraversa lo Stretto di Hormuz

Una delle sette navi mercantili di proprietà malese rimaste bloccate nello Stretto di Hormuz ha ottenuto il permesso di transito e sta ora facendo rotta verso la sua destinazione. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri malese su ’X’, spiegando che l’autorizzazione è arrivata dopo “incontri diplomatici di alto livello” e colloqui “costruttivi” con funzionari iraniani guidati da Anwar Ibrahim, primo ministro malese.

7 aprile 2026

Teheran, “giovani formino catene umane attorno a centrali elettriche”

Un funzionario iraniano ha invitato i giovani a formare catene umane, oggi alle 14, intorno alle centrali elettriche in vista degli attacchi minacciati da Trump. La notizia è riportata dai media internazionali. “Invito tutti i giovani, gli atleti, gli artisti, gli studenti, gli universitari e i professori - ha affermato Alireza Rahimi, identificato dalla tv di Stato come segretario del Consiglio Supremo della Gioventù e degli Adolescenti - intorno alle centrali, nostro patrimonio nazionale e nostro capitale, a prescindere da qualsiasi opinione politica, in quanto appartengono al futuro dell’Iran e alla gioventù iraniana”.

7 aprile 2026

Chiuso ponte tra Arabia Saudita e Bahrein per minaccia di attacchi

Il ponte King Fahd Causeway, importante arteria che collega Arabia Saudita e Bahrein, è stato chiuso a causa della minaccia di un attacco da parte dell’Iran. Lo ha annunciato l’Autorità del ponte King Fahd con un post su X. Nel comunicato si legge che la circolazione dei veicoli è stata “sospesa a titolo precauzionale” a seguito degli attacchi iraniani contro la provincia orientale dell’Arabia Saudita. Il ponte, lungo 25 chilometri, è l’unico collegamento stradale tra il Bahrein, sede della Quinta Flotta della Marina statunitense, e la penisola arabica.

7 aprile 2026

Wsj, negoziati in stallo su Hormuz, possibili raid Usa dopo scadenza Trump

Cresce il pessimismo tra i negoziatori sulla possibilità che l’Iran accetti la richiesta del presidente Donald Trump di riaprire lo Stretto di Hormuz entro la scadenza fissata dalla Casa Bianca. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti a conoscenza dei colloqui. Secondo quanto riferito, funzionari statunitensi ritengono che il divario tra Stati Uniti e Iran sia ancora troppo ampio per essere colmato nei tempi previsti, alimentando il timore di un’escalation militare. Alcune fonti citate dal quotidiano affermano inoltre che Trump si sarebbe mostrato meno fiducioso sulla possibilità di raggiungere un accordo diplomatico. Diversi funzionari statunitensi ritengono che un eventuale ordine di attacco contro infrastrutture energetiche iraniane potrebbe arrivare subito dopo la scadenza fissata dal presidente.

7 aprile 2026

Media, Mojtaba Khamenei ricoverato a Qom in gravi condizioni

La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei è ricoverato in un ospedale di Qom, non è cosciente, e non è in grado di governare l’Iran. Lo scrive il Times e lo rilanciano i media di Israele citando una valutazione di intelligence israelo-americana e trasmessa ai Paesi del Golfo. “Mojtaba Khamenei è ricoverato a Qom in gravi condizioni, incapace di partecipare ad alcun processo decisionale del regime”, si legge in una nota. Si tratta della prima volta che un rapporto rivela pubblicamente la posizione di Khamenei dall’inizio della guerra, quando si credeva fosse rimasto ferito negli attacchi del 28 febbraio in cui è rimasto ucciso l’Ayatollah Ali Khamenei.

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