Medio Oriente

Oms, ospedali libanesi a rischio esaurimento forniture mediche

Ministro della Difesa israeliano Katz: Hezbollah cerca un cessate il fuoco

Aggiornato il 9 aprile 2026, ore 16:45

“Beirut travolta dai raid, vittime per le strade e panico”

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Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato che Hezbollah sta cercando un cessate il fuoco e ha dichiarato che i raid israeliani hanno ucciso più di 200 militanti in Libano nelle ultime 24 ore, portando il totale a oltre 1.400 dall’inizio degli scontri. Katz ha affermato che Israele è pronto a rispondere con forza se l’Iran lancerà attacchi e continuerà a colpire obiettivi in tutto il Libano, compresa l’area del Litani.

Oms, ospedali a rischio esaurimento forniture mediche essenziali

Alcuni ospedali in Libano potrebbero esaurire nel giro di pochi giorni le forniture mediche essenziali, a causa dell’esponenziale aumento dei feriti provocato dai recenti raid israeliani. Lo ha riferito l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), citata da Haaretz, sottolineando che le scorte stanno rapidamente diminuendo dopo le numerose vittime registrate nell’ultima giornata. “Alcuni materiali per la gestione dei traumi sono già scarsi e potremmo esaurirli in pochi giorni”, ha dichiarato il rappresentante dell’Oms in Libano, Abdinasir Abubaka. I kit salvavita per il trattamento dei traumi includono bende, antibiotici e anestetici necessari per curare i feriti di guerra, ha spiegato l’Oms.

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Il bilancio delle vittime si fa intanto sempre più drammatico con il passare di giorni. Nelle ultime ore, almeno 17 persone sono state uccise e diverse altre ferite nei raid aerei israeliani sul Libano meridionale. Lo scrive l’agenzia di stampa libanese Nna. Un attacco israeliano sulla città di Zrariyeh, nel Libano meridionale, ha causato la morte di oltre dieci persone, tra cui donne e bambini, dopo aver colpito un edificio residenziale. Un altro raid aereo israeliano a Abbassiyeh ha causato la morte di almeno sette persone e il ferimento di altre, precisando che le cifre sono ancora preliminari. Il ministero della Salute ha dichiarato che il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani sul Libano dal 2 marzo è salito a 1.739.

 Le forze armate israeliane hanno dichiarato di aver colpito un comandante di Hezbollah a Beirut, dopo che i media statali libanesi avevano riferito che Israele aveva preso di mira un quartiere residenziale nella capitale. “Poco fa, le Idf hanno colpito un comandante di Hezbollah a Beirut”, hanno detto i militari, senza identificare il bersaglio. Filmati pubblicati dai media libanesi hanno mostrato che un edificio nel quartiere di Tallet Khayat, al di fuori della roccaforte di Hezbollah a Dahiya, è parzialmente crollato a seguito dell’attacco.

Esplosioni e lancio di missili sulla capitale libanese

Una massiccia ondata di missili israeliani ha colpito Beirut nell’arco di pochi minuti, investendo simultaneamente diversi quartieri della capitale libanese, dal centro al lungomare fino alla periferia sud. Lo riferiscono fonti locali e testimoni oculari. Le esplosioni hanno interessato aree densamente popolate, provocando panico tra i residenti. Diverse testimonianze parlano di «scene apocalittiche», con edifici danneggiati o distrutti e colonne di fumo visibili in più punti della città. Fonti mediche riferiscono della presenza di numerosi cadaveri nelle strade e di un alto numero di feriti, con gli ospedali sotto pressione.

Le stesse fonti hanno lanciato un appello urgente alla popolazione per la donazione di sangue. Le operazioni di soccorso sono in corso in diverse zone colpite, con ambulanze e squadre di emergenza impegnate a raggiungere i siti bombardati in un contesto reso difficile dalla simultaneità degli attacchi e dai danni alle infrastrutture.

Libano: diversi raid aerei sul centro di Beirut, le immagini delle esplosioni

Poco prima le forze armate israeliane avevano dichiarato di aver completato la più grande ondata di attacchi aerei contro Hezbollah in Libano dall’inizio dei combattimenti, colpendo - con 50 caccia e 160 bombe - 100 obiettivi in 10 minuti. Secondo quanto riferito dall’Idf, tra i target colpiti a Beirut, nella valle della Beqaa e nel Libano meridionale c’erano il quartier generale e gli uffici dei servizi segreti utilizzati dall’organizzazione terroristica per pianificare attacchi contro le truppe e i civili israeliani. Prese di mira anche le infrastrutture delle unità missilistiche e navali di Hezbollah, oltre alle risorse della forza d’élite Radwan. L’operazione militare è stata denominata internamente “Oscurità eterna”, secondo il Times of Israel.

Attacchi aerei israeliani hanno colpito anche il cimitero del villaggio libanese di Shmestar, nella valle della Bekaa, uccidendo almeno 10 persone e ferendone altre quattro che stavano partecipando a un funerale. Lo riporta Al Jazeera citando l’Agenzia nazionale di stampa libanese. Soccorritori e medici sono ancora al lavoro sul posto.

Un gruppo di persone si allontana in fretta dal luogo di un attacco aereo israeliano a Beirut, in Libano, mercoledì 8 aprile 2026. (AP Photo/Emilio Morenatti) Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna

Nel mirino i quartieri residenziali

Il premier libanese Nawaf Salam ha accusato Israele di avere bombardato «quartieri residenziali densamente popolati, causando vittime tra civili disarmati in tutto il Libano». Secondo il ministro della Sanità, Rakan Nassereddine, sono centinaia i morti e i feriti in tutto il paese.

«Mentre accogliamo con favore l’accordo di cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti e intensifichiamo i nostri sforzi per raggiungere un accordo di cessate il fuoco in Libano, Israele continua ad ampliare i suoi attacchi, che hanno preso di mira quartieri residenziali densamente popolati, causando vittime tra i civili disarmati in tutto il Libano, e soprattutto nella capitale Beirut, senza alcun riguardo per gli sforzi regionali e internazionali per porre fine alla guerra e con totale disprezzo per i principi del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario, che Israele non ha mai rispettato», ha scritto su X il primo ministro, chiedendo a «tutti gli amici del Libano di aiutarci a porre fine a questi attacchi con ogni mezzo disponibile».

Soldati dell'esercito libanese osservano il luogo colpito da un attacco aereo israeliano a Beirut, in Libano, mercoledì 8 aprile 2026. (AP Photo/Emilio Morenatti) Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna

L’ambasciatore e rappresentante permanente dell’Iran presso le Nazioni Unite a Ginevra Ali Bahreini ha dichiarato che Israele deve rispettare il cessate il fuoco in Libano e che qualsiasi ulteriore attacco complicherebbe la situazione e avrebbe delle conseguenze. Lo riporta il quotidiano libanese L’Orient Le Jour.

«Centinaia di operativi di Hezbollah sono stati presi di mira in attacchi a sorpresa contro quartier generali in tutto il Libano, nel più grande colpo concentrato che Hezbollah abbia subito dall’operazione cercapersone» nel settembre del 2024. Lo ha rivendicato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, parlando dei raid di oggi in Libano. Katz ha poi aggiunto che il leader del gruppo filoiraniano Naim Qassem era stato avvertito che «Hezbollah avrebbe pagato un prezzo molto alto per aver attaccato Israele per conto dell’Iran, e che arriverà anche il suo turno».

Il fumo si alza dopo un attacco aereo israeliano contro la periferia meridionale di Beirut, a Dahiyeh, in Libano, l'8 aprile 2026. Israele ha sferrato un massiccio attacco aereo contro diverse località in tutto il Libano, con numerosi bombardamenti nel centro di Beirut, il giorno dopo che Stati Uniti e Iran avevano concordato un cessate il fuoco per porre fine alle ostilità tra i due paesi. In una dichiarazione, il governo israeliano ha annunciato che il cessate il fuoco non include il Libano e che continuerà a colpire le postazioni di Hezbollah in tutto il Paese. EPA/WAEL HAMZEH

Stati Uniti: «L’accordo sul cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran non riguarda il Libano»

«Israele è stato informato tardi dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, senza essere consultato, e «non ha gradito». Lo scrive il Wall Street Journal, che cita i mediatori e una fonte informata dei fatti, secondo cui la consultazione si è limitata a una telefonata del presidente Donald Trump al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, poco prima dell’annuncio del cessate il fuoco. la notte scorsa. Secondo le fonti, i funzionari israeliani non erano soddisfatti dei termini dell’intesa, a partire dall’inclusione del Libano nell’accordo, dato che Israele considera l’Iran e il Libano due scenari distinti.

Una versione smentita dalla Casa Bianca. «L’accordo sul cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran non riguarda il Libano», ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, al giornalista di Axios Barak Ravid.

Tajani a Israele: «I soldati italiani non si toccano»

«Purtroppo l’appello lanciato dal presidente del Consiglio italiano e da altri leader internazionali non ha avuto risposta positiva per quanto riguarda il Libano. Una colonna italiana dell’Unifil che portava elementi a Beirut per il rimpatrio è stata bloccata dall’Idf: i colpi di avvertimento israeliani hanno danneggiato un nostro veicolo. Per fortuna nessun ferito, ma la colonna è dovuta rientrare e appena uscito da quest’aula chiederò alla Ministero degli Esteri di chiedere informazioni immediate all’ambasciatore di Israele in Italia su ciò che è accaduto e che ha portato al danneggiamento di un mezzo militare italiano per ribadire che i soldati italiani in Libano non si toccano. Le forze armate israeliane non hanno alcuna autorità per toccare i militari italiani». Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, nel corso del Question Time alla Camera, a un’interrogazione di Fdi sulle iniziative per scongiurare un maggiore coinvolgimento del Libano nel conflitto in corso in Medio Oriente.

«Purtroppo la tregua in Libano non esiste. Siamo profondamente preoccupati per le ripercussioni di tutta la crisi in tutto il contesto regionale» ma «il Libano è il fronte sempre più critico», noi «auspichiamo fortemente si possa ricominciare a dialogare, ma mi pare che i segnali che stanno arrivando in queste ore vadano in una direzione negativa», ha proseguito Tajani. «Abbiamo richiesto più volte a Israele di astenersi da reazioni sproporzionate alle inaccettabili azioni di Hezbollah che hanno trascinato il paese in un nuovo devastante conflitto», ha aggiunto il ministro degli Esteri, che ha poi convocato l’ambasciatore di Israele in Italia per chiarimenti.

È un Lince - veicolo tattico leggero multiruolo in dotazione all’Esercito italiano - il mezzo raggiunto dai colpi di avvertimento dell’Idf in Libano. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, il veicolo era in una colonna con diversi altri mezzi a guida italiana e stava andando a fare rifornimento. I colpi hanno interessato i pneumatici e il paraurti.

Pompieri, volontari e soccorritori camminano tra le macerie ancora fumanti sul luogo di un attacco aereo israeliano che ha colpito un edificio a Beirut, in Libano, mercoledì 8 aprile 2026. (Foto AP/Hassan Ammar) Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna

Crosetto: «L’Onu intervenga»

Anche il ministro della Difesa italiano ha reagito all’accaduto. «Chiedo alle Nazioni Unite di intervenire presso le Autorità Israeliane con la massima urgenza per chiarire l’accaduto, adottare tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza del contingente italiano e di tutto il personale Unifil e ribadire con fermezza il rispetto del mandato e della protezione dovuta ai caschi blu». Così su X il ministro della Difesa Guido Crosetto in merito ai colpi esplosi contro un mezzo Unifil. «L’Italia continuerà a sostenere la missione di pace, ma pretende il pieno rispetto del ruolo di Unifil e la tutela dei propri militari - aggiunge - Episodi come questo sono intollerabili e non devono ripetersi».

Sempre tramite social l’agenzia di stampa iraniana Fars ha fatto sapere che «Il transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è stato interrotto in seguito agli attacchi israeliani contro il Libano».

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