Lusso

Sale il lusso su speranze di ripresa dei flussi nel Golfo. A Milano ok Cucinelli

Il cessate il fuoco mitiga le preoccupazioni riguardo alla stabilità delle catene di approvvigionamento globali e ai potenziali impatti sulla domanda di beni in generale derivanti da un'economia debole

di Giorgia Colucci

 IMAGOECONOMICA

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(Il Sole 24 Ore Radiocor)- Il lusso europeo approfitta della tregua in Medio Oriente e corre sulle speranze della ripresa dei flussi turistici da e verso l'Asia e i Paesi del Golfo. Così, a Parigi sale di buon passo Lvmh , proprietario di marchi come Louis Vuitton e Dior e considerato un indicatore di riferimento per il settore. Sul Cac sono in volata anche i concorrenti francesi Hermes, Kering e Essilorluxottica, mentre a Londra acquisti su Burberry e a Zurigo la holding di Cartier Cie Financiere Richemont Sa . Non sono da meno le società del lusso italiano, con Brunello Cucinelli , Moncler e Ferrari tra i migliori sul listino principale, mentre, tra gli altri titoli, Salvatore Ferragamo viaggia tonica.

Il cessate il fuoco tra Usa e Iran è infatti una notizia positiva per il comparto. La guerra, spiegano gli operatori, rappresentava infatti un'ulteriore minaccia per il lusso, che deve già fare i conti da anni con una domanda in calo e condizioni di mercato difficili nell'importante mercato cinese, in frenata dopo il boom del Covid. Con la tregua invece appare più vicina la fine dell'interruzione dei flussi turistici della ricca clientela legata ai Paesi del Golfo, che costituisce una parte significativa del fatturato del comparto. Inoltre, spiegano ancora gli operatori, il cessate il fuoco, anche se temporaneo, mitiga le preoccupazioni riguardo alla stabilità delle catene di approvvigionamento globali e ai potenziali impatti sulla domanda di beni in generale derivanti da un'economia debole. Quindi, in caso si prosegua sulla strada negoziale, secondo Intermonte, tra i titoli che potrebbero continuare a rimbalzare ci sono i Consumers, tra cui anche quelli della moda, in primis Moncler. Nelle ultime settimane, il lusso ha visto evaporare circa 100 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato a causa dell’impennata dei premi di rischio geopolitico e del peggioramento della fiducia dei consumatori. Tuttavia, già negli scorsi giorni gli analisti prevedevano un rimbalzo del settore in caso di cessazione delle ostilità in Medio Oriente. L'area, sebbene rappresenti circa il 6% delle vendite globali, infatti è stata cruciale per il lusso in un periodo di stagnazione di altri mercati importanti, come quello cinese. Inoltre, un recente report di Deutsche Bank - che mantiene il rating "buy" sul colossi del settore come Lvmh - ha individuato tra i catalizzatori del possibile rally post-bellico "le anomalie di valutazione" dei titoli del comparto. "I principali gruppi del lusso sono attualmente scambiati con forti sconti rispetto ai loro multipli storici, in gran parte a causa di un premio di rischio che ha disaccoppiato i prezzi delle azioni dalla redditività fondamentale", hanno spiegato gli esperti. Sebbene "i tempi rimangano incerti", Deutsche Bank prevede un ritorno alla crescita del settore, alimentato anche da "una ripresa della domanda statunitense e cinese". Sono sulla stessa linea gli analisti di Ubs: in un altro recente report si legge infatti che il graduale attenuarsi dell'incertezza in Medio Oriente, potrebbe "innescare un'ondata di acquisti istituzionali", "con i fondi che torneranno a investire in titoli discrezionali di alta qualità", come quelli del lusso.

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