Ecco il prossimo governo Trump: tutte le nomine e gli identikit

7/36Pete Hegseth, segretario alla Difesa

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Pete Hegseth, segretario alla Difesa

(EPA)

Un conduttore televisivo della tv amica Fox News a guidare tre milioni di dipendenti tra cui 1,3 milioni di militari. Quella di Pete Hegseth, 44 anni, è forse la nomina più scioccante di questa neonata amministrazione Trump II. Il nuovo segretario alla Difesa, quindi capo del Pentagono, è un ex capitano veterano in Iraq, Afghanistan e Guantanamo che, scrive Politico, a Washington non conosce nessuno. Non è un politico con qualche esperienza né un rispettato generale, ma un opinionista con lauree a Princeton e Harvard e un passato nell’esercito che si è dimostrato un fedelissimo di Trump e dell’America First. “Con Pete al timone, i nemici dell’America sono avvertiti: il nostro esercito sarà di nuovo eccezionale e l’America non si arrenderà mai”, ha detto il tycoon.

Hegseth ha delle idee estreme su come dovrebbe essere l’esercito: no donne nei posti di combattimento “perché non sono capaci come gli uomini”, niente diversità e inclusione e uguaglianza ovvero tutte quelle caratteristiche proprie della cultura woke che Hegseth combatte apertamente. I generali che hanno promosso questa cultura, argomenta Hegseth, devono essere rimossi. “La frase più stupida del mondo è che la nostra diversità è la nostra forza”, ha detto in un podcast.

Nel 2019 il futuro capo del Pentagono ha convinto Trump a perdonare due soldati accusati di crimini di guerra. Ha costruito un’amicizia con il tycoon grazie alle numerose ospitate nello show della Fox. Una moglie, sette figli, una casa in Tennessee, Hegseth ha scritto un libro di successo, tra i best seller del New York Times, “The War on Warriors: Behind the Betrayal of the Men Who Keep Us Free” che, ha detto, “rivela il tradimento da sinistra dei nostri guerrieri e come dobbiamo riportare i nostri militari alla meritocrazia, alla letalità, alla responsabilità e all’eccellenza”. In passato ha sostenuto l’invasione dell’Iraq ma poi si è pentito e ha detto che l’America non avrebbe dovuto.

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