Ecco il prossimo governo Trump: tutte le nomine e gli identikit
John Ratcliffe, direttore della Cia
John Ratcliffe sarà direttore della Cia ed è stato, nella prima amministrazione Trump, direttore della National Intelligence. Attualmente è copresidente del Center for American Security presso l’ America First Policy Institute, un think tank collegato a Trump. Come membro del Congresso, Ratcliffe ha combattuto per conto di Trump, aiutando a portare avanti le indagini su Hunter Biden, il figlio del presidente, e criticando ripetutamente le indagini sui legami tra la Russia e la campagna di Trump del 2016.
Ratcliffe è quindi un altro fedelissimo anche se da direttore della National Intelligence non ha aderito a tutte le richieste avanzate da Trump. Ratcliffe è stato molto critico verso il modo in cui le agenzie di spionaggio guardano alla Cina. Ha sostenuto che gli analisti avevano uno standard per giudicare le operazioni di influenza russa e un altro per valutare l’influenza cinese. È infatti un altro falco nei confronti della Cina, che considera la più grande minaccia per gli interessi degli Stati Uniti e per il resto del mondo libero.
Da capo della National Intelligence, Ratcliffe ha reso pubbliche informazioni non verificate sull’influenza della Russia nelle elezioni presidenziali del 2016, nonostante l’obiezione dei membri della comunità dell’intelligence. I critici all’epoca sostennero che Ratcliffe stesse usando l’intelligence per aiutare politicamente Trump con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali del 2020.
Elise Stefanik, ambasciatore Usa all’Onu
Newyorkese, quarantenne, Elise Stefanik è stata scelta perl’incarico di ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite. «Sono onorato di nominare la presidente Elise Stefanik a servire nel mio Gabinetto come ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite. Elise è una combattente dell’America First incredibilmente forte, tenace e intelligente», ha affermato Trump in una dichiarazione al New York Post.
La devozione a Trump della prescelta è sempre stata espressa pubblicamente. Stefanik è stata tra i 147 repubblicani alla Camera che hanno votato contro la certificazione della vittoria di Joe Biden su Trump nel 202. È stata il primo membro della Camera a sostenere Trump in questa terza candidatura alla Casa Bianca, ed è stata anche una contendente all’inizio di quest’anno per diventare la vicepresidente del tycoon.
Ex componente dello staff di George W. Bush, Stefanik in passato ha criticato Trump per il muro ai confini e per la sua retorica contro donne e musulmani. Poi ne è diventata la più fervente alleata. Ha poca esperienza di politica estera e sicurezza nazionale, notano i giornali americani. Tuttavia Stefanik è una forte sostenitrice di Israele e dallo scoppio della guerra a Gaza a seguito degli attacchi del 7 ottobre si è trovata ad accusare l’Onu di antisemitismo. «Le Nazioni Unite hanno passato a maggioranza una vergognosa risoluzione antisemita - ha dichiarato lo scorso settembre durante l’Assemblea Generale - ancora una volta è in piena mostra il marcio antisemita dell’Onu, mentre punisce Israele per difendersi e premia i terroristi sostenuti dall’Iran».

