Ecco il prossimo governo Trump: tutte le nomine e gli identikit

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Kristi Noem, Homeland Security

(EPA)

Si è molto parlato di lei perché ha confessato di aver ucciso il suo cane. “Non era addestrabile”, ha scritto nel suo memoir. Ora di Kristi Noem, 52 anni, quattro figli, governatrice del South Dakota, si parla perché è la prossima capa dell’Homeland security, il dipartimento che in America controlla le frontiere, si occupa di immigrazione, anti-terrorismo, cybersecurity, disastri naturali.

Noem è pure una negazionista dei cambiamenti climatici e durante la pandemia si è rifiutata di imporre mascherina e distanziamento sociale. Come governatrice si è distinta per le sue posizioni anti-immigrati rifiutando di accogliere rifugiati afgani nel 2021 e ha mandato in Texas la Guardia Nazionale del South Dakota a presidiare il confine con il Messico (iniziativa ricordata con orgoglio da Trump). È stata bandita da tutte e nove le tribù indigene del suo Stato per i commenti sui leader tribali che si concentrerebbero più sul trarre vantaggio dai cartelli della droga che sui loro figli. È stata accusata di aver aiutato impropriamente sua figlia a ottenere una licenza.

Come altre nomine anche questa è basata sulla fedeltà: Noem è una fedelissima di Trump, lo ha sostenuto per tutto il 2023 e ha viaggiato spesso con lui per sostenerlo durante eventi e manifestazioni. Ha raccontato delle tante famiglie che si sono avvicinate a Trump raccontandogli che gli immigrati illegali hanno fatto del male ai loro cari perché tra loro ci sono “assassini, stupratori e terroristi” ma questo ora finirà, ha detto Noem il giorno della vittoria perché Trump vuole davvero “rendere questo paese più sicuro”.

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