12 aprile 2026
Guerra, ultime notizie. Centcom, da lunedì il blocco delle navi in entrata e in uscita da porti iraniani
Vladimir Putin ha parlato al telefono con il Presidente iraniano Massoud Pezeshkian poche ore dopo la fine dei negoziati fra Stati Uniti e Iran di Islamabad, con la mediazione del Pakistan. A bloccare un’intesa a Islamabad tra negoziatori americani e iraniani sono stati - tra gli altri - il mancato accordo su due temi essenziali, quello del controllo sullo Stretto di Hormuz e quello del rifiuto di Teheran di rinunciare alle proprie scorte di uranio arricchito
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Sintesi per punti
12 aprile 2026Aggiornamento fissato
Hormuz, Trump: blocco totale sarà efficace molto presto
Il presidente Usa Donald Trump ha difeso in un’intervista a Fox News il blocco totale dello stretto di Hormuz annunciato dopo il fallimento dei negoziati di Islamabad, durati 21 ore, sostenendo che la misura richiederà “un po’ di tempo” ma sarà efficace “molto presto” e ribadendo che il vero punto di rottura con Teheran è stato il rifiuto di rinunciare alle ambizioni nucleari.
“Il blocco richiederà un po’ di tempo, ma sarà efficace molto presto”, ha dichiarato Trump nell’intervista con Maria Bartiromo, aggiungendo che i colloqui in Pakistan sono stati “una riunione lunga” e che Washington era rappresentata da “persone molto, molto valide, come JD, Steve e Jared”. “Eravamo ben rappresentati. Ma non siamo arrivati a un’intesa sulla questione importante. Loro vogliono avere armi nucleari. Non avranno armi nucleari”, ha affermato il presidente americano.
Trump ha insistito sul fatto che la questione nucleare sia, ai suoi occhi, l’unico vero nodo decisivo. “Abbiamo ottenuto praticamente ogni punto di cui avevamo bisogno, tranne il fatto che si sono rifiutati di rinunciare alla loro ambizione nucleare. E questo è l’unico punto, francamente, per me, ed era di gran lunga il punto più importante”, ha detto.
Il presidente Usa ha poi descritto l’Iran come un Paese ormai militarmente devastato, sostenendo che Teheran stia cercando di usare la minaccia delle mine nello stretto come strumento di pressione. “All’inizio sono partiti debolmente. Sono arrivati come se avessero le carte in mano, ma non le hanno. Il loro esercito, tutto il loro apparato militare, è annientato. Tutto in quel posto è annientato”, ha affermato Trump. “Hanno una sola cosa che possono fare. Possono dire: metteremo una mina da qualche parte, solo una mina. Ne butteremo una, due, dieci mine”, ha aggiunto, definendo questa strategia “estorsione” e accusando Teheran di “estorcere il mondo”.
Nell’intervista, Trump ha anche sottolineato che gli Stati uniti non dipendono dal petrolio che passa per Hormuz. “Noi non prendiamo il nostro petrolio da lì. Abbiamo così tanto petrolio”, ha detto, aggiungendo che negli Stati uniti stanno arrivando numerose navi che verranno caricate con “il miglior petrolio che si possa avere”, il “light sweet crude”. “Noi non abbiamo bisogno di questo stretto, ma altri Paesi sì”, ha osservato.
Trump ha quindi ripetuto la sua forte irritazione per l’atteggiamento degli alleati dell’Alleanza atlantica, pur sostenendo che ora diversi Paesi sarebbero pronti a collaborare. “Siamo molto delusi dalla Nato. Molto, molto delusi dal fatto che non siano venuti. Adesso vogliono venire e vogliono aiutare con lo stretto. E non ci vorrà molto per ripulirlo. Quindi ripuliremo lo stretto e potranno usare lo stretto in un tempo non troppo lungo”, ha detto.
Il presidente americano ha infine ribadito la linea già annunciata sul traffico marittimo nello stretto, spiegando che l’obiettivo è impedire all’Iran di usare Hormuz come strumento selettivo di pressione economica. “Si chiama tutti dentro e tutti fuori. Pensiamo che numerosi Paesi ci aiuteranno anche in questo, ma stiamo imponendo un blocco completo. Non permetteremo all’Iran di fare soldi vendendo petrolio a chi piace a loro e non a chi non piace. Sarà tutto o niente”, ha dichiarato Trump.
Nel complesso, il presidente Usa ha descritto il confronto con Teheran come un negoziato duro, lungo e alla fine persino “molto amichevole” nei toni, ma concluso senza accordo sul punto per lui decisivo. “Verso la fine, è diventato molto amichevole”, ha detto, per poi tornare a scandire la sua linea: “Quel Paese non avrà armi nucleari”.
Per Approfondire
12 aprile 2026
Centcom, da domani il blocco delle navi in entrata e in uscita da porti iraniani
“Le forze del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) inizieranno ad attuare un blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani da domani alle 10 ora americana (le 16 in Italia )in conformità con la proclamazione del presidente” Donald Trump. Lo comunica il Centcom, secondo cui “il blocco sarà applicato imparzialmente nei confronti delle imbarcazioni di tutte le nazioni che entrano o escono dai porti e dalle aree costiere iraniane, compresi tutti i porti iraniani sul Golfo Persico e sul Golfo dell’Oman”. “Le forze del Centcom - viene poi precisato - non ostacoleranno la libertà di navigazione per le imbarcazioni che transitano nello Stretto di Hormuz da e verso porti non iraniani”.
12 aprile 2026
Capo Marina Iran, «ridicole le minacce di Trump di bloccare Hormuz»
Il capo della Marina iraniana ha dichiarato che le affermazioni del presidente statunitense Donald Trump, che vuole imporre un blocco dello Stretto di Hormuz, sono “ridicole”, in seguito al fallimento dei negoziati tra le due parti. “I valorosi uomini della forza navale (...) stanno monitorando e controllando tutti i movimenti statunitensi” nella regione, ha affermato Shahram Irani, citato dalla televisione di stato iraniana. “Le minacce del presidente degli Stati Uniti di imporre un blocco marittimo contro l’Iran (...) sono completamente ridicole e divertenti”.
Una nave nello Stretto di Hormuz, al largo della costa della provincia di Musandam, in Oman, 12 aprile 2026. REUTERS REUTERS
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12 aprile 2026
Ex capo della Cia Brennan, «Trump è pericoloso, deve essere rimosso»
L’ex direttore della Cia, John Brennan, si è unito al coro sempre più nutrito di voci che chiedono la cacciata di Donald Trump sostenendo che sia inadatto al suo incarico e argomentando che il 25esimo emendamento della Costituzione, che disciplina la rimozione involontaria dalla carica, sia stato “scritto pensando proprio a lui”. Brennan, che ha guidato l’agenzia di spionaggio durante la presidenza di Barack Obama, ha dichiarato in un’intervista che le recenti affermazioni del tycoon sulla distruzione della civiltà iraniana, nonché il pericolo che egli rappresenta per così tante vite, giustificano la sua rimozione dallo Studio Ovale. “Questa persona è chiaramente fuori di sé”, ha affermato. “Credo che il 25esimo Emendamento sia stato scritto pensando proprio a Donald Trump”.Le dichiarazioni di Brennan sono particolarmente eclatanti considerato che è oggetto di un’indagine in corso da parte del dipartimento di Giustizia nell’ambito della vendetta del presidente contro i suoi presunti nemici. Sotto la pressione della Casa Bianca, a luglio il dipartimento di ha avviato un’indagine penale nei confronti di Brennan e dell’ex direttore dell’Fbi James Comey. L’ex capo della Cia ha aggiunto che il presidente americano costituisce un rischio troppo elevato per poter continuare a ricoprire la carica di commander-inchief, avendo a sua disposizione un’immensa potenza di fuoco, incluso l’arsenale nucleare degli Stati Uniti.
12 aprile 2026
In 2 settimane la guerra ha inquinato come un milione di auto
12 aprile 2026
Ghalibaf: non cediamo alle minacce
L’Iran non cede alle minacce degli Stati Uniti e di Donald Trump, che ha ordinato il blocco navale dello Stretto di Hormuz. Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, al suo ritorno a Teheran dopo aver guidato i negoziati a Islamabad: “Se combattono, combatteremo, e se si presentano con la logica, useremo la logica. Non ci piegheremo ad alcuna minaccia, che mettano di nuovo alla prova la nostra volontà in modo che possiamo dare loro una lezione più grande”.
12 aprile 2026
Ambasciatore Teheran in Pakistan: colloqui non sono un evento ma un processo
“I colloqui di Islamabad non sono ’un evento, ma un processo’. Hanno gettato le basi per un processo diplomatico che, se rafforzato dalla fiducia e dalla volontà, può creare un quadro sostenibile per gli interessi di tutte le parti”. Lo ha scritto su X l’ambasciatore iraniano in Pakistan Reza Amiri Moghadam. “Desidero esprimere la mia gratitudine all’amico e fraterno Paese del Pakistan, in particolare a Sua Eccellenza il Primo Ministro Shahbaz Sharif e al Maresciallo di Campo Asim Munir, per la loro iniziativa di buona volontà e per il loro impegno a favore dei colloqui”, ha aggiunto. “L’alto team negoziale iraniano, con dignità, fiducia in sé stesso e fede in Allah Onnipotente, e con attenzione alle preoccupazioni del popolo, ha condotto colloqui dignitosi per la grande nazione iraniana, al fine di garantire e tutelare gli interessi nazionali e i legittimi diritti del popolo”, ha concluso.
12 aprile 2026
Media, Gb non sarà coinvolto nel blocco dello stretto di Hormuz
Il Regno Unito non sarà coinvolto in un eventuale blocco di Hormuz. Lo riporta Sky News Uk citando un portavoce del governo. “Continuiamo a sostenere la libertà di navigazione e l’apertura dello Stretto di Hormuz, urgentemente necessaria per sostenere l’economia globale e il costo della vita in patria. Lo Stretto di Hormuz non deve essere soggetto a pedaggi”, ha detto il portavoce. “Stiamo lavorando con urgenza con la Francia e altri partner per formare un’ampia coalizione a tutela della libertà di navigazione”. Trump aveva dichiarato che Londra avrebbe inviato dragamine per contribuire alle operazioni di bonifica dello stretto
12 aprile 2026
Netanyahu in visita alle truppe nel sud del Libano
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha visitato oggi le truppe israeliane nel Libano meridionale, insieme al ministro della Difesa e al Capo di Stato Maggiore. ’’La guerra continua, anche all’interno della zona di sicurezza in Libano. I nostri nemici - l’Iran e l’Asse del Male - volevano distruggerci, e ora stanno combattendo per la propria sopravvivenza’’, ha detto Netanyahu in una dichiarazione video registrata nei pressi di una postazione militare israeliana. ’’Abbiamo sventato la minaccia di invasione dal Libano grazie a questa fascia di sicurezza, e stiamo eliminando il pericolo dei missili anticarro e dei razzi. C’è ancora molto da fare, ma abbiamo sostanzialmente cambiato il volto del Medio Oriente’’, ha aggiunto Netanyahu.
12 aprile 2026
Pezeshkian: doppio standard Usa ostacolo principale negoziato, ma accordo realizzabile
La politica del “doppio standard” degli Stati Uniti è stato il principale ostacolo al raggiungimento di un accordo per porre fine alla guerra. E’ l’accusa arrivata dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian, nel corso di una telefonata con il presidente russo Vladimir Putin. “Durante i negoziati a Islamabad, la continua adesione degli Stati Uniti ai doppi standard e le loro ambizioni di politica di potenza sono stati i maggiori ostacoli”, ha detto Pezeshkian, secondo quanto riferito dall’ufficio presidenziale iraniano. Pezeshkian ha aggiunto che l’Iran resta disponibile a raggiungere un accordo equo per ottenere una pace duratura nella regione.
“Un accordo è certamente realizzabile, ma gli Stati Uniti devono aderire alle regole riconosciute a livello internazionale e al diritto internazionale”, ha affermato.
12 aprile 2026
Due navi pakistane dirette a Hormuz sono tornate indietro
L’agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito che due petroliere battenti bandiera pakistana hanno fatto inversione di rotta nello Stretto di Hormuz. Le petroliere si chiamano Khairpur e Shalamar, ha riferito l’agenzia di stampa.
12 aprile 2026
Trump avverte Cina, dazi al 50% se forniscono armi a Teheran
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ribadito che la sua minaccia di imporre dazi del 50% sulle merci provenienti dai paesi che hanno venduto armi all’Iran era rivolta alla Cina. Trump ha dichiarato a ’Sunday Morning Futures’ di Fox News di aver ricevuto segnalazioni secondo cui la Cina avrebbe fornito all’Iran missili antiaerei “a spalla”. Ha minimizzato la possibilità che la Cina fornisca armi a Teheran, ma ha affermato che, qualora ciò accadesse, le loro merci sarebbero soggette a dazi.
“Dubito che lo farebbero, perché ho un rapporto con loro e penso che non lo farebbero, ma forse all’inizio ne hanno fatto un piccolo accenno”, ha detto Trump. “Ma se li cogliamo sul fatto, si prendono un dazio del 50%”.
12 aprile 2026
Pezeshkian: noi pronti ad accordo giusto, da Usa doppi standard
Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha affermato che il maggiore ostacolo al raggiungimento di un accordo nei negoziati di ieri a Islamabad è stato rappresentato dai doppi standard e dall’approccio egemonico degli Stati uniti, mentre Teheran è pronta a un accordo “equilibrato e giusto”. Lo si legge nel resoconto fornito dalla presidenza iraniana della conversazione telefonica avuta da Pezeshkian con il presidente russo Vladimir Putin, nel corso della quale i due leader hanno discusso degli sviluppi regionali successivi all’aggressione americana e del regime sionista contro l’Iran, del cessate il fuoco in corso e dei negoziati tra Iran e Stati uniti a Islamabad, in Pakistan.
Nel colloquio, Pezeshkian ha aggiornato il presidente russo sui negoziati svoltisi tra Teheran e Washington con la mediazione del governo pakistano e ha indicato come “più grande ostacolo” verso un accordo equo “l’esistenza di doppi standard e l’egemonismo della parte americana”.
Il presidente iraniano ha sottolineato che la Repubblica islamica è “pienamente pronta” ad arrivare a un accordo “equilibrato e giusto” che garantisca pace e sicurezza durature nella regione. “Se gli Stati uniti rispetteranno i quadri giuridici internazionali, arrivare a un accordo non è fuori portata”, ha dichiarato.
Da parte sua, Putin - secondo il resoconto iraniano - ha criticato con fermezza le posizioni e i doppi standard delle parti occidentali, insistendo sulla necessità di rispettare il diritto alla sovranità nazionale e all’integrità territoriale dell’Iran.
Il presidente russo ha anche sostenuto le posizioni iraniane, tra cui la richiesta di risarcimento per i danni subiti nell’aggressione militare contro l’Iran e quella di garanzie di sicurezza di lungo periodo per impedire il ripetersi di nuove aggressioni.
Putin ha infine richiamato i rapporti “amichevoli e fraterni” tra Iran e Russia, sottolineando l’importanza di sviluppare la cooperazione bilaterale nei vari ambiti nel quadro del trattato strategico globale e di proseguire la stretta collaborazione tra i due Paesi nelle sedi internazionali.
12 aprile 2026
Premier Pakistan: i negoziati non sono morti
Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha affermato oggi che i colloqui ospitati ieri a Islamabad non sono falliti definitivamente, ma attraversano una fase di stallo. “I colloqui non sono morti. C’è una fase di stallo”, ha dichiarato Sharif parlando al programma “Face the Nation” della Cbs.
12 aprile 2026
Trump, «stiamo inviando dragamine con Gb e altri»
Il presidente Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti, insieme al Regno Unito “e un paio di altri Paesi”, stanno inviando dragamine nello Stretto di Hormuz per liberare il passaggio. “Abbiamo dragamine lì. Disponiamo di dragamine subacquei altamente sofisticati, i più avanzati e moderni, ma stiamo anche portando dragamine più tradizionali”, ha detto nel corso di un’intervista a Fox News, aggiungendo che, “a quanto mi risulta, il Regno Unito e un paio di altri Paesi stanno inviando dragamine”.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha paragonato il premier britannico Keir Starmer al suo storico predecessore Neville Chamberlain, criticando ciò che considera un sostegno insufficiente sul fronte iraniano da parte del Regno Unito. “Il signor Starmer ha detto, ’invieremo le attrezzature dopo la fine della guerra’”, ha detto nel corso di un’intervista a Fox News, definendo tale dichiarazione “in stile Neville Chamberlain”. Il riferimento di Trump allo storico premier britannico, spesso evocato come corresponsabile per gli eventi che hanno portato allo scatenarsi della Seconda guerra mondiale per via della sua politica di appeasement nei confronti della politica espansionista del cancelliere tedesco Adolf Hitler, è relativo alla reticenza britannica nel corso della guerra tra Usa Israele e l’Iran. Londra ha rimosso la sua unica nave dragamine dal Bahrain prima dello scoppio del conflitto e si è inizialmente rifiutata di consentire agli Usa di utilizzare la base aerea di Diego Garcia per gli attacchi, per poi consentirne l’utilizzo per azioni “limitate e difensive”.
12 aprile 2026
Netanyahu e l’unica strategia della guerra continua

Fra un mese Israele celebrerà lo Yom HaAtzmaut, il giorno dell’indipendenza, e sarà un altro anniversario di guerra. Hamas è ancora fra le macerie e nei tunnel di Gaza, Hezbollah acquartierato fra le colline nel Sud del Libano, la repubblica islamica al potere in Iran. In 78 anni di esistenza, lo Stato ebraico è ancora lontano dall’essere sicuro.
Nahum Barnea, il giornalista più famoso del Paese, aveva scritto che «gli israeliani sono abituati a progettare la loro vita con la guerra. Sono nati un anno dopo una guerra, sono andati sotto le armi l’anno prima di un’altra guerra, si sono sposati giusto dopo una terza guerra e hanno avuto un figlio un anno prima o dopo la guerra successiva».
12 aprile 2026
Iran: media statali, schiera forze speciali marina sulla costa meridionale (WSJ)
Le forze speciali della marina iraniana si sono dispiegate sulla costa meridionale, segnalando la loro prontezza a una potenziale invasione da parte delle truppe americane. Lo scrive il Wall Street Journal riferendo notizie diffuse dai media statali dell’Iran.
12 aprile 2026
Iran: media, «diplomazia frenetica» durante colloqui in Pakistan
Nel corso dei colloqui tra Stati Uniti e Iran in Pakistan è andata in scena una forma di “diplomazia frenetica”, stando a quanto dichiarato all’emittente statunitense Cnn da una fonte pakistana. Entrambe le parti avrebbero espresso ottimismo e riconosciuto che la diplomazia è l’unica strada percorribile, ha aggiunto, sottolineando come nessuno dei due volesse tornare al 28 febbraio, il giorno in cui è scoppiata la guerra. Il capo dell’esercito pakistano, feldmaresciallo Asim Munir, è stato “molto coinvolto” nel guidare la mediazione, ha spiegato la fonte. I colloqui sono iniziati con l’arrivo della delegazione iraniana a Islamabad venerdì sera, la notte prima dei colloqui tenutisi sabato, ed è durata oltre 29 ore. Ufficialmente, i colloqui, poi rivelatisi inconcludenti, sono durati 21 ore in totale. La fonte ha riferito alla Cnn che entrambe le parti cercavano anche di “recitare per il proprio pubblico interno” e avvertito di diffidare dei “detrattori” nella regione e oltre che non volevano che i colloqui avessero successo. Nel complesso, il Pakistan si è assicurato che l’operazione fosse “ermeticamente sigillata” per garantire che nessuna informazione trapelasse e che ci fosse uno spazio equilibrato e sicuro per entrambe le parti.
12 aprile 2026
Iran, Trump: “Se la Cina invierà armi a Teheran si ritroverà in grossi guai”
12 aprile 2026
Guerra contro Teheran costata fino a ora a Israele 11mld dollari
Secondo una stima preliminare, il ministero delle finanze israeliano ha affermato che la guerra lanciata contro l’Iran insieme agli Stati Uniti è costata al Paese oltre 11 miliardi di dollari. Il ministero ha citato 35 miliardi di shekel (11,52 miliardi di dollari) di spese di bilancio, di cui 22 miliardi di shekel destinati alla difesa. Tale importo è già stato aggiunto al bilancio 2026, viene spiegato.
12 aprile 2026
Guerre, petrolio, energia: ecco come gli Usa ridisegnano la mappa del potere globale

Quattro anni fa, la mappa energetica del mondo era uno scacchiere con molti attori e molte opzioni. La Russia forniva all’Europa 150 miliardi di metri cubi di gas naturale. Iran e Venezuela vendevano greggio alla Cina fuori del sistema finanziario basato sul dollaro. Il Qatar forniva un quinto del GNL mondiale con il più grande impianto di liquefazione del pianeta. La Cina stava costruendo la Belt and Road Initiative con un corridoio terrestre attraverso Iran, Iraq e Siria che le consentiva di aggirare gli stretti marittimi controllati dalla Marina USA.
Dopo il rilascio al pubblico di ChatGPT, nel 2022, il potere dell’AI è diventato chiaro a tutti e quella scacchiera energetica è diventata irriconoscibile. L’intelligenza artificiale è un’industria che funziona con energia e chip. I data center richiedono enormi quantità di elettricità continua, fornita principalmente dal gas naturale. La produzione di semiconduttori richiede elio e terre rare. E allora? In questi giorni è diventato virale un video che riprende un discorso tratto dal film “W.” di Oliver Stone, del 2008, che racconta la presidenza di George W. Bush. Nella scena chiave, il vicepresidente Dick Cheney spiega la logica strategica americana: controllare l’Iran significherebbe controllare il petrolio, l’Eurasia e quindi il mondo.
12 aprile 2026
Trump, «l’Iran apra presto Hormuz, sta violando leggi internazionali»
“L’Iran ha promesso di aprire lo stretto di Hormuz e ha deliberatamente mancato di farlo. Ciò ha causato ansia, disagi e sofferenza a molte persone e a numerosi Paesi in tutto il mondo”. Lo ha scritto Donald Trump su Truth. “Affermano di aver posizionato delle mine nelle acque, sebbene la loro marina e la maggior parte delle loro navi posamine siano state completamente distrutte. Potrebbero averlo fatto, ma quale armatore vorrebbe correre il rischio? Ne derivano un grande disonore e un danno permanente alla reputazione dell’Iran, nonché a quella di ciò che resta dei suoi ’leader’”, ha scritto ancora il presidente americano. “Farebbero meglio ad avviare il processo per riaprire questa via d’acqua internazionale, e a farlo in fretta! Stanno violando ogni legge esistente. ”Sono stato pienamente informato dal vice presidente JD Vance, dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner in merito all’incontro svoltosi a Islamabad”, ha poi precisato Trump ringraziando il Pakistan per aver ospitato i colloqui.
Per Approfondire
12 aprile 2026
Trump, non è disposto a rinunciare all’arma nucleare, ma non l’avrà mai
“L’Iran non è disposto a rinunciare alle sue ambizioni nucleari” ma, “come ho detto fin dall’inizio, non avrà mai un’arma nucleare”. Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un secondo post su Truth dopo il fallimento dei negoziati di Islamabad tra Usa e Irana. I punti concordati nel corso delle trattative, scrive, “sono preferibili al proseguimento delle nostre operazioni militari fino alla conclusione, ma tutti questi punti non contano rispetto al permettere che l’energia nucleare sia nelle mani di un popolo così instabile, difficile e imprevedibile”.
12 aprile 2026
Trump: “Intercetteremo ogni nave che paghi pedaggio a Teheran, è illegale”
“Ho dato istruzioni alla nostra Marina di individuare e intercettare ogni imbarcazione nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale potrà navigare in sicurezza in alto mare”. A scriverlo, su Truth, è stato il presidente americano Donald Trump.
12 aprile 2026
Trump, altri Paesi coinvolti nel blocco navale dello stretto di Hormuz
“Altri Paesi saranno coinvolti nel blocco navale dello stretto di Hormuz. Lo ha scritto Donald Trump su Truth senza precisare quali. ”A un certo punto”, ha continuato “giungeremo a una condizione in cui a tutti è consentito entrare e a tutti è consentito uscire. Tuttavia, l’Iran ha impedito che ciò accadesse”. “Questa è un’estorsione a livello mondiale e i leader delle nazioni - in particolare quelli degli Stati Uniti - non si lasceranno mai estorcere”, ha detto il presidente riferendosi alla minaccia di Teheran di aver piazzato mine nello stretto.
12 aprile 2026
Trump annuncia, blocco navale immediato dello stretto di Hormuz
Donald Trump ha annunciato su Truth il blocco “con effetto immediato” di tutte le navi da e per lo stretto di Hormzu dopo il fallimento dei negoziati in Pakistan. “Ho ordinato alla nostra Marina di individuare e intercettare ogni imbarcazione nelle acque internazionali che abbia versato un pedaggio all’Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà libero transito in mare”, scrive il presidente Usa nel suo post su Truth.
12 aprile 2026
Hezbollah rivendica due attacchi contro le forze israeliane
Hezbollah afferma di aver compiuto due attacchi contro le forze israeliane. Secondo Al Jazeera, Hezbollah ha preso di mira con un drone un veicolo militare che trasportava un equipaggio di comando nella città di Taybeh, nella Cisgiordania occupata. In un secondo comunicato, il gruppo ha inoltre attaccato con diversi droni la caserma di Kiryat Shmona, nel nord di Israele.
12 aprile 2026
Il grido del Papa alla veglia per la pace: «Nel regno di Dio né spada né drone»

Leone invoca la pace, e dice che nel Regno di Dio «non c’è spada, né drone, né vendetta, né ingiusto profitto». Il Papa conclude la Veglia per la pace nella basilica di San Pietro, e le sue parole sono molte chiare: «Abbiamo qui un argine a quel delirio di onnipotenza che attorno a noi si fa sempre più aggressivo», e aggiunge che «viene trascinato nei discorsi di morte persino il Nome santo di Dio, chi prega non uccide e non minaccia la morte». Invece, denuncia Leone, «alla morte è asservito chi ha voltato le spalle al Dio vivente, per fare di sé stesso e del proprio potere l’idolo muto, cieco e sordo», «basta con l’idolatria di sé stessi e del denaro! Basta con l’esibizione della forza! Basta con la guerra!».
12 aprile 2026
Putin parla con Pezeshkian, “pronto a fare da mediatore per pace in Mo”
Vladimir Putin ha parlato al telefono con il Presidente iraniano Massoud Pezeshkian poche ore dopo la fine dei negoziati fra Stati Uniti e Iran di Islamabad, con la mediazione del Pakistan. Putin “ha sottolineato la sua disponibilità a facilitare ulteriormente la ricerca di una soluzione politica e diplomatica del conflitto e a effettuare una mediazione degli sforzi per arrivare a una pace giusta e duratura in Medio Oriente”, ha reso noto il Cremlino.
12 aprile 2026
Almeno 3.375 persone uccise in guerra Usa-Israele contro Teheran
E’ di almeno 3.375 persone uccise il bilancio degli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. A dichiararlo è stata l’emittente iraniana Irib. Le vittime sono state identificate dall’Organizzazione iraniana di medicina legale, ha proseguito la stessa fonte, citando Abbas Masjedi, capo dell’organizzazione. Almeno 2.875 vittime erano uomini e 496 donne. Il mese scorso, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi aveva dichiarato che “centinaia di civili iraniani”, tra cui oltre 200 bambini, erano stati uccisi dall’inizio del conflitto.
Una donna passa davanti a un cartellone pubblicitario con l'immagine del nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei, affisso su un edificio a Teheran, in Iran, il 12 aprile 2026. Majid Asgaripour/WANA (West Asia News Agency) via REUTERS
12 aprile 2026
Media, Idf israeliane tornano in stato di massima allerta per possibile ripresa guerra con l’Iran
Il capo di Stato Maggiore israeliano, Generale di Divisione Eyal Zamir, ha ordinato alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di adottare un elevato stato di allerta in seguito al fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran, e di prepararsi alla possibilità di un ritorno al conflitto militare a breve termine. Secondo fonti militari, riporta Ynet, le Idf hanno attivato una procedura di combattimento strutturata, simile a quella utilizzata alla vigilia delle precedenti operazioni contro l’Iran, accelerando al contempo tutti i processi di pianificazione ed esecuzione. Nell’ambito di tale procedura, è stata impartita la direttiva di mantenere un alto livello di prontezza operativa in tutte le formazioni, riducendo i tempi di risposta e colmando le lacune operative.
12 aprile 2026
Axios: mancato accordo a Islamabad su Stretto Hormuz e scorte uranio
A bloccare un’intesa a Islamabad tra negoziatori americani e iraniani sono stati - tra gli altri - il mancato accordo su due temi essenziali, quello del controllo sullo Stretto di Hormuz e quello del rifiuto di Teheran di rinunciare alle proprie scorte di uranio arricchito. A riferirne, confermando in parte quanto emerso in queste ore, dopo l’annuncio del fallimento delle trattative - sono state fonti citate da Axios.
12 aprile 2026
Alla vigilia del viaggio in Africa, Leone ricorda i martiri di Abitene

«Non venga meno l’attenzione della comunità internazionale verso il dramma della guerra» in Ucraina. «Anche all’amato popolo libanese sono più che mai vicino in questi giorni di dolore, di paura e di invincibile speranza, il principio di umanità inscritto nella coscienza di ogni persona è riconosciuto nelle leggi internazionali» e «comporta l’obbligo morale di proteggere la popolazione civile dagli atroci effetti della guerra, faccio appello alle parti in conflitto a cessare il fuoco e a ricercare con urgenza una soluzione pacifica». Sono gli appelli lanciati da papa Leone al Regina Caeli da piazza San Pietro.
Alla vigilia del viaggio in Africa, Leone ha ricordato i martiri di Abitene. «L’Eucaristia domenicale è indispensabile per la vita cristiana», ha affermato al Regina Caeli da piazza San Pietro. «Domani partirò per il Viaggio apostolico in Africa, e proprio alcuni martiri della Chiesa africana dei primi secoli, i Martiri di Abitene, ci hanno lasciato in merito una bellissima testimonianza. Di fronte all’offerta di avere salva la vita a patto che rinunciassero a celebrare l’Eucaristia, hanno risposto di non poter vivere senza celebrare il giorno del Signore».
12 aprile 2026
Teheran schernisce Vance: «Torna a casa a mani vuote»
L’Iran deride gli Stati Uniti dopo il fallimento dei colloqui di pace a Islamabad. “Gli Stati Uniti hanno fatto volare il loro vicepresidente dall’altra parte del mondo, fino a Islamabad. 21 ore di colloqui. Hanno chiesto tutto ciò che non sono riusciti a ottenere con la guerra. L’Iran ha detto un GRANDE NO. I colloqui sono finiti. Lo Stretto è ancora chiuso. E il vicepresidente sta tornando a casa a mani vuote” si legge in un post su X dell’ambasciata iraniana in Ghana, in cui si fa riferimento al numero due dell’amministrazione statunitense, JD Vance, che ha guidato la delegazione statunitense in Pakistan. “Solo la parola dell’Iran. Di nuovo. Non hanno più alcuna opzione per salvare la faccia”. Dopo lo stop nei colloqui di pace, l’Iran ha intensificato la sua offensiva digitale, utilizzando i social media per deridere la delegazione statunitense. Dall’inizio dei bombardamenti di Usa e Israele, le ambasciate iraniane in tutto il mondo hanno utilizzato i loro account per rilanciare commenti estremamente sarcastici contro i rivali del loro Paese.
12 aprile 2026
Nyt, “ora per Trump dilemma tra lunghe trattative, guerra e lotta per Hormuz”
Il fallimento del primo round negoziale tra Usa e Iran “non è stato una sorpresa” e questo esito mette l’amministrazione Trump di fronte a diverse opzioni poco allettanti: una lunga negoziazione con Teheran sul futuro del suo programma nucleare, oppure la ripresa di una guerra che ha già causato la più grande crisi energetica dei tempi moderni, e la prospettiva di una lunga lotta per il controllo dello Stretto di Hormuz”. Lo scrive il New York Times, che ricorda come la principale leva a disposizione di Trump ora sia la minaccia di una ripresa delle operazioni militari su larga scala, in vista della fine del fragile cessate il fuoco il 21 aprile. Ma per il media americano questa non è una scelta “politicamente praticabile per Trump, e gli iraniani lo sanno”.
Trump, ricorda il Nyt, ha dichiarato il cessate il fuoco la scorsa settimana in gran parte per arginare le conseguenze della perdita del 20% delle riserve petrolifere mondiali, che stava facendo impennare il prezzo dei carburanti e creando carenze di fertilizzanti e, tra le altre materie prime essenziali, di elio per la produzione di semiconduttori. I mercati avevano riguadagnato terreno sulla prospettiva di un accordo e se la guerra dovesse riprendere, molto probabilmente crollerebbero, e l’inflazione Usa, già al 3,3%, aumenterebbe inevitabilmente. “Resta quindi la questione più urgente: la riapertura dello Stretto di Hormuz. Gli iraniani, nella loro descrizione dell’incontro, l’hanno posta al primo posto tra i temi discussi”, sottolinea il media.
12 aprile 2026
Papa, appello per il cessate il fuoco in Iran, urgente soluzione pacifica
“Faccio appello alle parti in conflitto a cessare il fuoco e a ricercare con urgenza una soluzione pacifica”. Così Papa Leone XIV al termine della recita del Regina Coeli affacciato dalla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano su piazza San Pietro.
12 aprile 2026
Media, scontri Idf-Hezbollah nel sud del Libano vicino al confine
“Intensi” scontri tra Hezbollah e le forze israeliane si sono verificati a Bint Jbeil, località del sud del Libano situata vicino al confine con Israele: lo riferisce l’agenzia libanese Nna, aggiungendo che il gruppo filo-Iran ha anche rivendicato attacchi con droni e missili su militari israeliani in altre località della zona. Come riporta il Times of Israel, in mattinata sono suonate le sirene di allarme nella città settentrionale israeliana di Kiryat Shmona e dintorni: secondo l’Idf, in questo contesto è stato “probabilmente intercettato” un drone che si crede sia stato lanciato da Hezbollah.
Guerra in Iran e Medio Oriente, 12 aprile
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12 aprile 2026
Il Papa, “in Libano obbligo morale di proteggere la popolazione civile”
“Non venga meno l’attenzione della comunità internazionale verso il dramma della guerra” in Ucraina. “Anche all’amato popolo libanese sono più che mai vicino in questi giorni di dolore, di paura e di invincibile speranza, il principio di umanità inscritto nella coscienza di ogni persona è riconosciuto nelle leggi internazionali” e “comporta l’obbligo morale di proteggere la popolazione civile dagli atroci effetti della guerra, faccio appello alle parti in conflitto a cessare il fuoco e a ricercare con urgenza una soluzione pacifica”. Sono gli appelli lanciati da papa Leone al Regina Caeli da piazza San Pietro.
12 aprile 2026
Libano, Cohen a Ynet: dovremmo colpire infrastrutture statali
Il ministro dell’Energia e delle Infrastrutture e membro del gabinetto politico e di sicurezza israeliano, Eli Cohen, ha detto oggi in un’intervista a Ynet di non credere che i negoziati tra Israele e Libano possano avere successo, sostenendo inoltre che Israele dovrebbe bombardare altre infrastrutture libanesi. “A mio parere, non dovremmo colpire solo Dahieh (area meridionale di Beirut), ma anche siti e infrastrutture legati allo stesso Stato libanese, e l’ho detto anche in seno al gabinetto. Non do molte possibilità a questi negoziati”, ha detto il ministro.
12 aprile 2026
Teheran, in 1-2 mesi torneremo all’80% della capacità produttiva petrolifera
Il viceministro del Petrolio Mohammad Sadegh Azimifar ha dichiarato che l’Iran può tornare al 70-80% della sua precedente capacità produttiva entro uno o due mesi, dopo i danni subiti dagli impianti di raffinazione e distribuzione del petrolio durante la guerra tra Stati Uniti e Israele. “A medio e lungo termine, possiamo raggiungere il 100% della capacità pre-invasione”, ha aggiunto, secondo quanto riportato dall’agenzia Irna. “Entro i prossimi 10 giorni circa, riattiveremo anche una parte della raffineria sull’isola meridionale di Lavan, danneggiata durante gli attacchi”, ha affermato Azimifar, aggiungendo che circa 2.000 persone stanno lavorando al ripristino degli impianti di trasmissione e stoccaggio del deposito petrolifero di Shahr-e Rey, vicino a Teheran.
Per Approfondire
12 aprile 2026
Ex ministro Iran, “colloqui falliti perché Usa hanno imposto loro condizioni”
“Volete sapere perché i negoziati non hanno avuto successo?”, ha chiesto l’ex ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, dopo il fallimento dei colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad. “Hanno scelto di non accettare le nostre condizioni... Bingo. Nessun negoziato - almeno con l’Iran - avrà successo alle nostre/vostre condizioni”. “Gli Stati Uniti devono imparare: non si possono dettare le condizioni all’Iran. Non è troppo tardi per impararlo. Ancora”, ha aggiunto.
12 aprile 2026
Ghalibaf: Usa devono decidere se guadagnarsi nostra fiducia
“Gli Stati Uniti ora comprendono la nostra logica e i nostri principi e devono decidere se possono guadagnarsi la fiducia” dell’Iran: lo ha scritto su X il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, nel lungo post pubblicato su X dopo i colloqui tenuti a Islamabad. Il capo della delegazione iraniana ha rimarcato che Teheran “reputa la ’diplomazia dell’autorità’ uno strumento fondamentale, insieme alla resistenza militare, per garantire i diritti della nazione” e che “non smetterà di adoperarsi per consolidare i risultati ottenuti nei quaranta giorni di difesa nazionale”.
12 aprile 2026
Trump e l’arco che celebra il trionfo che non c’è

L’arco di trionfo alto 250 piedi, uno per ogni anno della Dichiarazione d’indipendenza, che Donald Trump vuole innalzare a Washington è solo la più recente manifestazione esterna di ciò che meglio definisce la sua psicologia.
L’imponenza scambiata per importanza, l’apparenza per qualità, la doratura per sostanza sono elementi cruciali per capire come mai gli Usa siano di nuovo caduti nella trappola del ridisegni degli equilibri in Medio Oriente.
12 aprile 2026
In due settimane 1,3 miliardi di dollari di danni climatici da guerra in Iran
Soltanto nelle prime due settimane, la guerra in Iran ha inquinato come un milione di automobili a benzina e provocato danni climatici superiori a 1,3 miliardi di dollari. So i dati emersi da un’analisi della Queen Mary University di Londra, della Lancaster University e del Climate and Community Institute. Tra il 28 febbraio e il 14 marzo, sono state generate oltre 5 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente (CO2): più di quante ne produca l’Islanda in un intero anno. Se la crisi in Medio Oriente dovesse protrarsi per un anno, spiega lo studio, l’inquinamento prodotto peserebbe come un’economia ad alta intensità di combustibili fossili come il Kuwait, oppure come gli 84 Paesi con le emissioni più basse messe insieme: 131 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente.
12 aprile 2026
Salpa da Barcellona una nuova Flotilla per Gaza, mille attivisti a bordo
E’ in partenza oggi dal porto di Barcellona una nuova missione della Global Sumud Flotilla, una spedizione umanitaria via mare diretta alla Striscia di Gaza con l’obiettivo dichiarato di consegnare aiuti e sfidare il blocco imposto da Israele. Circa 70 imbarcazioni e oltre 1.000 attivisti provenienti da una settantina di Paesi, partecipano all’iniziativa organizzata da Freedom Flotilla Coalition (Ffc), da Global Movement to Gaza, da Maghreb Sumud Flotilla e Sumud Nusantara (missione asiatica con la partecipazione del governo della Malesia), nel contesto di escalation in Medio Oriente e mentre sono terminati senza accordo i negoziati a Islamabad per la fragile tregua nel conflitto di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. A bordo delle imbarcazioni è prevista la presenza di, medici, giuristi, ricercatori e volontari insieme a ong internazionali come Greenpeace e Open Arms, che forniranno supporto tecnico, sanitario e logistico. Secondo gli attivisti, mentre l’attenzione internazionale è rivolta al più ampio conflitto nel Golfo Persico, “Israele ha intensificato il blocco su Gaza, restringendo l’entrata di aiuti, ampliando gli insediamenti di coloni e accelerando un processo di espropriazione territoriale”, La flottiglia, definita dai promotori “la più grande missione marittima civile a sostegno della Palestina”, segue una precedente spedizione dello scorso settembre ed è accompagnata da eventi pubblici e iniziative di sensibilizzazione nel porto di Barcellona. Il Comune della città catalana ha inoltre rafforzato il proprio sostegno economico al progetto. Il fondatore di Open Arms, Oscar Camps, in dichiarazioni a radio Cadena Ser ha segnalato che la spedizione trasporta “medicinali e alimenti” e ha l’obiettivo principale di “riportare al centro dell’attenzione mediatica ciò che accade a Gaza”. “Con ogni probabilità la flottiglia verrà intercettata prima delle 100 miglia dalla costa” di Gaza, ha segnalato il fondatore di Open Arms, ma ha ribadito la determinazione degli attivisti. “Siamo disposti ad assumerci questo rischio perché il contesto non è lo stesso dell’ultima volta”, ha assicurato.
12 aprile 2026
Media, Teheran arresta 50 persone per collaborazione con Usa e Israele
Le autorità iraniane hanno arrestato almeno 50 persone per presunte attività di spionaggio, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Snn, come riporta Al Jazeera. Le persone arrestate sono accusate di aver collaborato con Stati Uniti e Israele condividendo posizioni sensibili, tra cui strutture di servizio e infrastrutture. Le autorità hanno anche sequestrato apparecchiature elettroniche, satelliti e armi, ha affermato la Snn. L’Iran ha arrestato decine di persone accusate di spionaggio nel recente conflitto, dopo una precedente ondata di arresti seguita alla guerra di 12 giorni con Stati Uniti e Israele dello scorso anno. Una legge sullo spionaggio recentemente inasprita prevede la pena di morte e la confisca dei beni per coloro che sono accusati di spionaggio.
Per Approfondire

Perché il tempo gioca a favore di Teheran
03 aprile 202612 aprile 2026
Media, tre petroliere cariche di greggio passate attraverso Hormuz
Nonostante il fallimento dei negoziati a Islamabad, ieri tre superpetroliere cariche di greggio avrebbero attraversato lo Stretto di Hormuz. A riferirne è SkyNews che cita dati di tracciamento delle navi ed analisi del traffico maritimo globale. Si tratterebbe delle prime navi ad uscire dal Golfo dopo l’accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, precisa il sito, ricordando che centinaia di petroliere sono ancora bloccate nel Golfo, nella speranza di poter uscire durante il periodo di cessate il fuoco.
FOTO D'ARCHIVIO: Navi da carico nel Golfo, nei pressi dello Stretto di Hormuz, viste dalla zona settentrionale di Ras al-Khaimah, vicino al confine con la provincia di Musandam dell'Oman, sullo sfondo del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, negli Emirati Arabi Uniti, 11 marzo 2026. REUTERS/Stringer//Foto d'archivio
12 aprile 2026
Media: violenti combattimenti in corso a Bin Jbeil
Violenti combattimenti tra le forze israeliane e i miliziani Hezbollah sono in corso Bint Jbeil, nel sud del Libano. Lo riporta il corrispondente dell’agenzia di stampa Nna, secondo cui le forze israeliane stanno cercando di avanzare nella città, con “pesanti bombardamenti di artiglieria che prendono di mira la periferia della città, i suoi ingressi e i villaggi vicini”. “Le truppe israeliane staranno incontrando resistenza e subendo perdite significative durante gli scontri”, ha aggiunto Nna.
12 aprile 2026
Libano, almeno 6 morti in un attacco israeliano a Maaroub
Dopo l’attacco a Qana, costato la vita ad almeno cinque persone, un altro bombardamento israeliano messo a segno contro la città di Maaroub, sempre nel sud del Libano, è costato oggi la vita ad altre sei persone. Lo riporta l’agenzia di stampa libanese Nna.
12 aprile 2026
Riad: di nuovo operativo l’oleodotto East-West
L’oleodotto che attraversa l’Arabia Saudita da est a ovest è di nuovo operativo dopo gli attacchi. Lo ha annunciato oggi il ministero dell’Energia saudita. In una nota riportata dall’agenzia di stampa Spa, il ministero ha riferito del “successo degli sforzi operativi e tecnici per ripristinare la piena capacità di pompaggio dell’oleodotto East-West, pari a circa sette milioni di barili al giorno”.
12 aprile 2026
Israele, accolta richiesta di Netanyahu di rinviare testimonianza
La Procura israeliana ha annunciato oggi di aver accolto la richiesta del premier Benjamin Netanyahu di rinviare la sua testimonianza prevista per questa settimana nel processo per corruzione a suo carico, citando “le circostanze descritte e l’assenza di alternative”. Lo riportano i media israeliani. Venerdì scorso, Netanyahu aveva chiesto il rinvio di almeno due settimane della sua testimonianza, motivando la richiesta con “ragioni di sicurezza e diplomatiche classificate, connesse ai drammatici eventi avvenuti in Israele e in tutto il Medio Oriente nell’ultimo periodo”. Stando a quanto precisato da Haaretz, la Procura ha fatto sapere di essere disposta ad approvare solo la cancellazione delle tre udienze previste per questa settimana e che la richiesta di cancellare le udienze della prossima settimana sarà esaminata separatamente.
12 aprile 2026
Media, nuovi raid israeliani nel sud del Libano, almeno 11 morti
Almeno 11 persone sono rimaste uccise in nuovi raid israeliani nel sud del Libano, cinque delle quali nella località di Qana e altre sei Maaroub, dove è stata presa di mira un’intera famiglia: lo riporta l’agenzia libanese Nna. La stessa fonte aggiunge che ci sono stati attacchi anche in altre località del Libano meridionale e che, oltre ai morti, si contano pure diversi feriti.









