Medio Oriente

Falliscono i negoziati Usa-Iran: nessun accordo sul nucleare e tensioni nello Stretto di Hormuz

Dopo il ritiro del vicepresidente Usa Vance da Islamabad, le trattative con Teheran si interrompono senza impegni sul disarmo nucleare, mentre torna a crescere la tensione nella regione

I membri della protezione civile trasportano il corpo di Taleen, di un anno e mezzo, rimasta uccisa in un attacco israeliano nel villaggio di Srifa insieme ad altri tre membri della sua famiglia, il giorno del funerale presso la moschea di Al Kharab a Tiro, in Libano, il 12 aprile 2026. REUTERS Reuters

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

L’annuncio del vicepresidente degli Stati Uniti e capo delegazione ai colloqui, J. D. Vance, è arrivato da Islamabad nel pieno della notte e ha riacceso le preoccupazioni delle cancellerie di tutto il mondo: «Gli Stati Uniti non hanno raggiunto un accordo con l’Iran».

Secondo il vicepresidente americano, già ripartito dal Pakistan alla volta degli Stati Uniti, «non c’è la promessa da parte dell’Iran di abbandonare definitivamente l’arma nucleare».

Loading...

Teheran: “La diplomazia non finisce mai”

Secondo Teheran, «i negoziati sono falliti per le richieste irragionevoli degli Stati Uniti». Ma, fonti del regime aggiungono, «nessuno si aspettava un accordo al primo round di negoziati». La linea iraniana è che “la diplomazia non finisce mai” e che le consultazioni continueranno, dopo il mancato accordo con gli Usa nel primo round di negoziati in Pakistan. Secondo l’agenzia di stampa Irna, alla domanda se la diplomazia fosse terminata, Esmail Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniani, ha risposto affermando che “la diplomazia non finisce mai”. “L’apparato diplomatico è uno strumento per garantire, proteggere e preservare gli interessi nazionali”, ha dichiarato Baghaei ai media iraniani, aggiungendo che “Le consultazioni tra Iran, Pakistan e paesi amici e confinanti continueranno”.

Dopo il nulla di fatto nei colloqui con gli Stati Uniti, anche la delegazione iraniana guidata dal presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha lasciato Islamabad alla volta di Teheran Lo riportano i media iraniani.

La parole di Vance

«Siamo stati piuttosto flessibili, ma non siamo riusciti a compiere progressi», ha detto invece il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, al termine dei colloqui. Lo ha riferito la versione online di Al Jazeera. «Non siamo riusciti a raggiungere una situazione in cui gli iraniani fossero disposti ad accettare le nostre condizioni. Penso che siamo stati piuttosto flessibili, siamo stati piuttosto accomodanti», ha concluso.

Il Pakistan, paese che aveva favorito la mediazione, ottenendo il cessate il fuoco di due settimane, chiede a Washington e Teheran di rispettare comunque il cessate il fuoco.

Secondo le prime ricostruzioni, Hormuz, Libano, nucleare, sanzioni, asset congelati e riparazioni di guerra sono stati i principali ostacoli che hanno impedito un accordo. Una situazione di stallo che non registra al momento alcuna reazione ufficiale del presidente Trump che si è limitato a postare su Truth un link ad un articolo intitolato “La carta vincente che il presidente ha in mano se l’Iran non cede: un blocco navale”, che ricorda come un blocco navale sia stato utilizzato per indebolire il Venezuela prima che il suo presidente, Nicolás Maduro, venisse catturato da truppe Usa durante un’operazione militare lampo.

Dall'Iran alla Cina, tutti gli autogol di Donald J. Trump

Due petroliere arrivate nello Stretto di Hormuz tornano indietro

Due superpetroliere vuote hanno tentato di attraversare lo Stretto di Hormuz e raggiungere il Golfo Persico, ma hanno fatto dietrofront all’ultimo minuto. Secondo i dati di tracciamento navale, riporta l’emittente pakistana Ndtv, un trio di petroliere di grandi dimensioni, tutte senza collegamenti diretti con l’Iran, ha iniziato ad avvicinarsi allo Stretto proveniente dal Golfo dell’Oman nella tarda serata, arrivando nei pressi dell’isola iraniana di Larak nelle prime ore di oggi, domenica 12 aprile. A questo punto di controllo di fatto, la Agios Fanourios I, diretta in Iraq, e la Shalamar, battente bandiera pakistana e diretta all’isola di Das negli Emirati Arabi Uniti, hanno fatto inversione di marcia. Una terza imbarcazione, la Mombasa B, navigava più avanti e si è diretta tra le isole di Larak e Qeshm, una rotta approvata dall’Iran per accedere al Golfo Persico. Al momento non ha indicato una destinazione precisa. Le ragioni specifiche dietro i repentini cambi di rotta – e il terzo, riuscito passaggio – non sono chiare, dato che sia l’Iraq che il Pakistan avevano precedentemente ricevuto l’autorizzazione dall’Iran per attraversare lo Stretto. Ma il loro ripensamento è arrivato proprio mentre i negoziatori di Usa e Iran a Islamabad annunciavano di non essere riusciti a raggiungere un accordo.

Intanto, due navi da guerra americane ieri sera erano nello Stretto di Hormuz, ma l’Iran ha smentito gli Stati Uniti. I Pasdaran: «Agiremo severamente con le navi militari che transitano a Hormuz».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti