11 aprile 2026
Iran, due navi Marina Usa attraversano Hormuz. Proseguono i colloqui a Islamabad
Teheran, intesa possibile con Usa ma non con linea ’Israel First’. L’Iran lamenta interferenza Israele per ostacolare accordo con Usa
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Sintesi per punti
- Media, navi della Marina Usa attraversano Hormuz per la prima volta
- Media Teheran, «iniziati i colloqui tra Iran e Usa a Islamabad»
- Trump: «Nazione in fallimento, esistono alternative a Hormuz»
- Teheran, intesa possibile con Usa ma non con linea ’Israel First’
- Media Iran, se precondizioni Teheran accettate colloqui al via domenica
- Usa-Iran: oggi i colloqui. Israele: «Non discuteremo di tregua con Hezbollah»
- Trump, non permetteremo che ci sia un pedaggio su Hormuz
11 aprile 2026
Pasdaran: colloqui offuscati da disputa su Hormuz e da richieste eccessive Usa
Secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), i colloqui a Islamabad tra le delegazioni iraniana e statunitense a Islamabad sono stati oscurati da una “grave” disputa sullo Stretto di Hormuz, dopo che le parti hanno raggiunto la fase di scambio delle bozze di testo per un possibile accordo quadro, ma le consuete ’richieste eccessive’ della delegazione statunitense hanno ostacolato i progressi”, si legge nel rapporto. Lo Stretto di Hormuz è una delle questioni che suscitano forti disaccordi, si legge nel comunicato, che aggiunge che le consultazioni sono in corso, precisa Iran International.
11 aprile 2026
Netanyahu: guerra perchè Teheran era vicina ad arma nucleare
Israele ha ucciso otto scienziati nucleari coinvolti nel programma nucleare nell’Operazione “Roaring Lion”, ha ricordato, aggiungendo che lo stato ebraico ha anche distrutto il reattore ad acqua pesante di Arak e le linee di produzione delle centrifughe e dell’uranio iraniane.
“Siamo riusciti a distruggere il suo programma nucleare, a distruggere il programma missilistico”, ha rivendicato.
11 aprile 2026
Centcom conferma: due navi Marina Usa hanno attraversato Hormuz
Due cacciatorpediniere lanciamissili della Marina statunitense hanno attraversato lo Stretto di Hormuz per iniziare a “creare le condizioni” per lo sminamento di questa via marittima strategica controllata dall’Iran. Lo ha ribadito il Comando militare statunitense per il Medio Oriente (Centcom): sarebbe una prima volta dall’inizio della guerra.
Il Centcom ha informato su X di aver iniziato a preparare il terreno per lo sminamento dello Stretto di Hormuz, “mentre due cacciatorpediniere lanciamissili della US Navy hanno attraversato lo stretto e operato nel Golfo Persico nell’ambito di una missione più ampia volta a garantire che lo stretto sia completamente libero da mine navali precedentemente collocate dal corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica iraniana”.
“Oggi abbiamo avviato il processo per stabilire un nuovo passaggio e presto condivideremo questa rotta sicura con l’industria marittima per favorire la libera circolazione delle merci”, ha dichiarato l’ammiraglio Brad Cooper, comandante del Centcom.
I manifestanti espongono ritratti del defunto leader di Hezbollah Hassan Nasrallah durante una manifestazione contro i negoziati diretti tra Israele e il Libano, a Beirut, in Libano, ad aprile 11, 2026. REUTERS/Adnan Abidi REUTERS
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11 aprile 2026
Pezeshkian: governo a fianco popolo,qualunque sia esito colloqui
“La delegazione iraniana di alto livello presente in Pakistan difenderà gli interessi dell’Iran con tutte le sue forze e, in quest’ottica, condurrà negoziati con coraggio. In ogni caso, il nostro servizio al popolo non si fermerà nemmeno per un istante e, qualunque sia il risultato dei negoziati, il governo sarà al fianco del popolo”. Lo ha assicurato il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian, in un post su X.
Funzionari della repubblica islamica e americani hanno avviato oggi a Islamabad negoziati diretti per cercare, malgrado numerose incertezze, di ottenere una tregua duratura alla guerra.
11 aprile 2026
Libano, garanzie da Usa: nessun attacco a Beirut fino a 14 aprile
“Negli ultimi giorni la questione è stata chiaramente definita e da ieri, quando siamo arrivati, è stata stabilita una comunicazione continua tra Islamabad e Beirut. Siamo inoltre in contatto con il nostro ambasciatore a Beirut, che ci riferisce regolarmente. Siamo anche in contatto con le parti interessate in Libano per garantire che gli obblighi del cessate il fuoco siano rispettati su tutti i fronti”, ha dichiarato Baghaei, secondo quanto riportato dalla televisione Snn.
Il portavoce ha aggiunto che i colloqui “in sostanza” sono iniziati nel momento in cui la delegazione iraniana è arrivata a Islamabad. Baghaei ha affermato che l’incontro della delegazione iraniana con il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif è durato oltre due ore. Durante l’incontro, la delegazione ha cercato di esporre senza ambiguità le posizioni dell’Iran riguardo al suo piano in dieci punti.
La delegazione iraniana è guidata dal presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Ne fanno parte anche il capo della diplomazia del Paese Abbas Araghchi, il presidente del Consiglio di sicurezza nazionale Ali Akbar Ahmadian e il governatore della banca centrale Abdolnasser Hemmati.
Il vice presidente degli Stati Uniti J.D. Vance guida la delegazione americana. Ne fanno parte anche l’inviato speciale di Trump Steve Witkoff e il genero Jared Kushner. I negoziatori statunitensi sono accompagnati da esperti del Consiglio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, del Dipartimento di Stato e del Pentagono.
11 aprile 2026
Primo ciclo colloqui in Pakistan durato meno 2 ore
Il primo ciclo di negoziati in Pakistan tra Iran e Stati Uniti è durato poco meno di due ore. Lo ha sostenuto la tv satellitare araba al Jazeera, secondo cui c’è stata in seguito una pausa per la cena prima della ripresa dei colloqui.
Entrambe le parti - ha sottolineato al Jazeera - sono partite da posizioni massimaliste, ma a quanto trapelato sono stati compiuti alcuni progressi sulle questioni degli a ttacchi israeliani in Libano, dello sblocco degli asset di cui l’Iran ha urgente bisogno, dello Stretto di Hormuz e di diversi altri punti.
11 aprile 2026
Macron a presidente Iran: cogliere opportunità colloqui in Pakistan
Emmanuel Macron ha invitato il presidente iraniano a “cogliere l’opportunità” dei colloqui in Pakistan per una “de-escalation duratura”. Lo ha annunciato il presidente francese, che in post su X ha spiegato di aver parlato con Massoud Pezeshkian.
“Ho parlato con il presidente iraniano Massoud Pezeshkian”, ha detto Macron, “L’ho invitato a cogliere l’opportunità rappresentata dai negoziati avviati a Islamabad per aprire la strada a una de-escalation duratura e a un accordo esigente che fornisca solide garanzie per la sicurezza nella regione, con il coinvolgimento di tutti i Paesi interessati”.
“Ho sottolineato la necessità che l’Iran ripristini al più presto la libertà e la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, alla quale la Francia è pronta a contribuire”, ha aggiunto il presidente francese.
11 aprile 2026
Trump: abbiamo sistemi sminamento migliori al mondo, Hormuz presto libero
“Abbiamo il migliore, il più sosfistico equipaggiamento di sminamento del mondo, lo sappiamo, lo stiamo solo mettendo in posizione”. Così Donald Trump, intervistato da una giornalista di News Nation, ha espresso la convinzione che lo stretto di Hormuz sarà libero “in un futuro non troppo distante”, suggerendo anche che gli Stati Uniti sanno dove sono state piazzate dall’Iran le mine sottomarine nello stretto. Il presidente ha comunque aggiunto che la chiusura di queste settimane ha fatto “vedere alle persone che vi sono alternative al passaggio dello stretto”.
11 aprile 2026
Libano: premier Nawaz Salam annuncia rinvio visita negli Usa, “alla luce della situazione interna”
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha dichiarato di aver rinviato il suo viaggio negli Stati Uniti, previsto per la prossima settimana. “Alla luce dell’attuale situazione interna, e al fine di adempiere pienamente al mio dovere di salvaguardare la sicurezza dei libanesi e la loro unità, ho deciso di rinviare il mio viaggio alle Nazioni Unite e negli Stati Uniti per seguire l’operato del governo da Beirut”, ha affermato Nawaf Salam su X.
11 aprile 2026
Nizar Amedi eletto prossimo presidente della Repubblica
Il parlamento iracheno ha eletto Nizar Amidi, esponente dell’Unione Patriottica del Kurdistan, come nuovo presidente dopo mesi di stallo politico seguiti alle elezioni senza maggioranza. L’elezione avviene in un contesto di forte instabilità: l’Iraq è coinvolto nelle tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran, con attacchi di milizie filo-iraniane e raid aerei che hanno colpito anche forze irachene. La crisi è aggravata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, che ha ridotto le esportazioni di petrolio, pilastro dell’economia nazionale. Amidi ha sconfitto una rosa di candidati che includeva l’attuale ministro degli Esteri Fuad Hussein, candidato del Partito Democratico del Kurdistan. Per convenzione, il presidente dell’Iraq è sempre curdo, mentre il primo ministro è sciita e il presidente del parlamento è sunnita. Originario della provincia di Dohuk, Amidi ha precedentemente lavorato come assistente di altri due presidenti, Jalal Talabani e Fouad Massoum. Nessun candidato ha ottenuto la maggioranza dei due terzi richiesta al primo turno di votazione sebbene Amidi fosse nettamente in vantaggio sugli altri candidati.
11 aprile 2026
Colloquio Macron-Bin Salman: «In contatto per contribuire a de-escalation»
Il presidente francese Emmanuel Macron e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman hanno deciso nel corso di un colloquio di «mantenersi in stretto contatto» per «contribuire alla de-escalation» in Medio Oriente e al raggiungimento di un accordo. Ad annunciarlo è stato Macron su X. «Con l’avvio dei colloqui a Islamabad, abbiamo concordato di rimanere in stretto contatto per contribuire alla de-escalation, alla libertà di navigazione e alla conclusione di un accordo che garantisca pace e sicurezza durature nella regione», ha scritto il leader francese, dopo aver parlato con Bin Salman. «Ho ribadito il mio sostegno al cessate il fuoco, che deve essere pienamente rispettato ed esteso subito al Libano. Abbiamo discusso della necessità di ripristinare al più presto la piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz», ha aggiunto.
11 aprile 2026
Teheran: «Nave Usa torna indietro prima di passare dallo Stretto dopo avvertimento unità iraniane»
È tornato indietro, secondo la televisione iraniana Irib, un cacciatorpediniere americano che stava per passare dallo Stretto di Hormuz dopo aver ricevuto un avvertimento di una unità della marina iraniana secondo cui se avesse proseguito la sua rotta entro 30 minuti sarebbe stata colpita.
L'11 aprile 2026, a Islamabad, in Pakistan, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif incontra il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, mentre le delegazioni degli Stati Uniti e dell'Iran si preparano a tenere colloqui di pace. Ufficio del presidente del Parlamento iraniano/WANA (West Asia News Agency)/Foto fornita tramite REUTERS ATTENZIONE REDATTORI - QUESTA FOTO È STATA FORNITA DA UNA TERZA PARTE. MIGLIORE QUALITÀ DISPONIBILE.
11 aprile 2026
Media, a Islamabad primo faccia a faccia tra Usa e Iran dal 1979
Secondo una fonte pakistana, si stanno svolgendo colloqui trilaterali faccia a faccia a Islamabad tra il vicepresidente statunitense JD Vance, l’inviato Usa per il Medio Oriente Steve Witkoff, il cognato di Trump Jared Kushner, il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il capo dell’esercito pakistano. Lo riporta Al Arabiya citando la Reuters. Se confermati, secondo la Cnn, sarebbero i primi colloqui diretti tra Usa e Iran dalla fondazione della Repubblica islamica.
11 aprile 2026
Libano: Idf, colpiti 200 obiettivi Hezbollah nelle ultime 24 ore
L’Aeronautica Militare Israeliana ha colpito circa 200 obiettivi di Hezbollah in Libano nelle ultime 24 ore, secondo quanto dichiarato dalle Forze di difesa israeliane (Idf), come riporta Times of Israel. Secondo le Idf, gli obiettivi includevano infrastrutture e lanciarazzi di Hezbollah. “L’Aeronautica Militare continua a colpire le infrastrutture dell’organizzazione terroristica Hezbollah e a supportare l’attività delle forze di terra che operano nel Libano meridionale. Inoltre, le Idf continuano a colpire i lanciarazzi per impedire il fuoco contro i civili israeliani”, hanno affermato le forze armate israeliane.
11 aprile 2026
Teheran: «Iran terrà il controllo di Hormuz se gli Usa non rispettano gli impegni»
«È chiaro che non c’è fiducia negli Stati Uniti, tuttavia i negoziatori iraniani sono cauti e non si lasceranno ingannare nei colloqui»: lo ha dichiarato sabato un membro della delegazione iraniana ai colloqui Iran-Usa in Pakistan, Mohammad Marandi. «Se l’altra parte non rispetterà i propri impegni, l’Iran continuerà a mantenere il controllo dello Stretto di Hormuz», ha aggiunto. «Il più grande risultato dell’Iran nell’attuale guerra con Stati Uniti e Israele è stato il rafforzamento della sovranità del Paese sullo Stretto di Hormuz come mai negli ultimi 100 anni», ha aggiunto Mohammad Marandi, consigliere del governo iraniano, citato da Fars.
11 aprile 2026
Tv di Stato iraniana a nave militare Usa. «Sarà attaccata entro 30 minuti se attraversa lo Stretto di Hormuz»
Tv di Stato iraniana: avvertimento a nave militare Usa. «Sarà attaccata entro 30 minuti se attraversa lo Stretto di Hormuz»
11 aprile 2026
Media, navi della Marina Usa attraversano Hormuz per la prima volta
“Diverse navi” della Marina statunitense hanno attraversato in queste ore lo Stretto di Hormuz: lo indica su X Barack Ravid, giornalista di Axios, citando un funzionario Usa. Il movimento, aggiunge, “non è stato coordinato con l’Iran”, ed è la prima volta che una mossa di questo tipo avviene dall’inizio della guerra.
11 aprile 2026
Trump: «L’unica risorsa che ha l’Iran è la minaccia di mine ad Hormuz»
«L’unica risorsa che resta all’Iran è la minaccia che una nave possa “imbattersi” in una delle loro mine marine; mine che, per inciso, sono rimaste orfane, dato che tutte le loro 28 imbarcazioni posamine giacciono anch’esse sul fondo del mare». Lo scrive Donald Trump su Truth in un lungo post sulla guerra contro Teheran.
11 aprile 2026
Trump: «Bonifichiamo Hormuz per i nostri alleati, non avevano il coraggio»
«Stiamo ora avviando il processo di bonifica dello Stretto di Hormuz, come favore ai Paesi di tutto il mondo, tra cui Cina, Giappone, Corea del Sud, Francia, Germania e molti altri. Incredibilmente, loro non hanno il coraggio né la volontà di svolgere questo compito autonomamente». Lo ha scritto Donald Trump su Truth tornando ad attaccare gli alleati degli Stati Uniti.
11 aprile 2026
Media Teheran, «iniziati i colloqui tra Iran e Usa a Islamabad»
I negoziati tra l’Iran e gli Usa sono iniziati a Islamabad. Lo riferiscono diversi media iraniani tra cui Irna e Mehr. - I colloqui sono iniziati a seguito degli “sviluppi delle intense consultazioni a Islamabad, durante le quali sono stati discussi temi come la limitazione degli attacchi israeliani da Beirut al Libano meridionale, il rilascio da parte degli Stati Uniti dei beni iraniani e la necessità di colloqui tecnici e tra esperti più precisi”, ha riferito l’agenzia iraniana semi-ufficiale Tasnim, sottolineando che i colloqui ufficiali sono iniziati per definire questi punti. L’Iran ha anche chiesto agli Stati Uniti di convincere Israele ad attuare un cessate il fuoco completo in Libano.
11 aprile 2026
Guerra in Iran e Medio Oriente, 11 aprile
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11 aprile 2026
Macron-Erdogan: rispettare cessate fuoco e soluzione per Hormuz
Il presidente francese Emmanuel Macron ha riferito di aver avuto oggi un colloquio con il leader turco Recep Tayyip Erdogan, durante il quale i due leader hanno affrontato i principali dossier regionali e internazionali, dal Medio Oriente all’Ucraina fino al Caucaso meridionale. In un messaggio pubblicato su X, Macron ha spiegato che il confronto ha riguardato innanzitutto la situazione nel Medio Oriente, con un appello al rispetto del cessate il fuoco e alla sua applicazione in Libano, al mantenimento della libertà di navigazione nello stretto di Hormuz e alla necessità di una soluzione diplomatica “solida e duratura”. I due presidenti hanno poi discusso anche della situazione in Ucraina e del lavoro comune nell’ambito della Coalizione dei volenterosi per contribuire alla ricerca di una pace “giusta e duratura”, che secondo Macron dovrà essere “conforme ai principi della Carta delle Nazioni unite” e sostenuta da “robuste garanzie di sicurezza” per Kiev.
Je viens de m'entretenir avec le Président @RTErdogan.
— Emmanuel Macron (@EmmanuelMacron) April 11, 2026
Nous avons d'abord évoqué la situation au Proche et au Moyen-Orient, pour appeler au respect du cessez-le-feu et à son application au Liban, au respect de la liberté de navigation dans le détroit…
11 aprile 2026
Europa possibile mediatore nella crisi iraniana tra Cina e Usa in declino

La guerra in Iran, per ora solo sospesa, ha posto il mondo di fronte a conseguenze che vanno oltre l’impatto economico delle difficoltà di approvvigionamento energetico di Europa e Asia. La diversità rispetto a guerre precedenti, che già hanno visto gli Stati Uniti, assieme a vari alleati, impegnati in avventure militari in Medio Oriente (Iraq) o nell’Asia Centrale (Afganistan), è che questa guerra si inserisce in un contesto in cui quello che veniva definito l’ordine mondiale era già stato contestato nell’ultimo anno, in vari modi, dal paese che di questo ordine era il pilastro. La guerra dei dazi aperta dal Presidente Trump è stata giustificata in modo esplicito con l’affermazione che l’ordine commerciale ed economico globale esistente non corrisponde più agli interessi americani. Anzi, a quest’ordine veniva imputato l’aver permesso la rapina delle risorse americane attraverso il libero mercato internazionale. Ha poca importanza la facile contestazione di questa rozza spiegazione degli squilibri interni ed esterni dell’economia americana. Il dato di fatto è che gli Stati Unti hanno dichiarato che il debito pubblico americano e gli squilibri commerciali degli Stati Uniti sono, e saranno, un problema del resto del mondo e non solo americano. Le guerre e gli atti di forza della maggior potenza militare sono oggi collegati al rifiuto complessivo dell’ordine esistente e del diritto internazionale quale fino ad oggi, con varie e lasche interpretazioni, si è finto di rispettare nelle relazioni internazionali sia economiche sia di tipo geopolitico. Il vero problema è che gli Stati Uniti hanno avuto il ruolo di potenza egemone nel mondo dal dopoguerra ad oggi, non solo per la potenza economica e militare ma perché erano sostanzialmente i garanti dell’ordine esistente e quindi della sua stabilità. Nella storia, tutte le potenze egemoni lo sono state perché offrivano di fatto un bene pubblico globale: una stabilità in grado di mantenere relazioni internazionali tali da consentire al mondo che ne faceva parte di funzionare. Quest’ordine può essere ingiusto, contestato e squilibrato negli interessi garantiti, ma è pur sempre un ordine. Lo è stato nella guerra fredda. Lo è stato negli anni successivi, anche se contestato dai paesi in via di sviluppo ed emergenti che chiedevano una riforma delle istituzioni internazionali e del ruolo internazionale del dollaro con il suo privilegio esorbitante (copyright Giscard d’Estaing). Ma è stato all’interno di quest’ordine che la Cina è diventata la prima potenza produttiva del mondo e gli equilibri economici mondiali sono cambiati con l’ascesa dell’Asia come continente che oltre al primato demografico si avvia a riconquistare il primato economico. Ed è l’ordine in cui è prosperata anche l’Europa.
Ma la nuova situazione è che gli Stati Uniti sembrano non essere più in grado di fornire al mondo il bene pubblico della stabilità. La guerra nella sua fisicità delle distruzioni e delle vite umane perse, non maggiori peraltro delle uccisioni perpetrate dal regime teocratico iraniano colpito dai bombardamenti, non avrà probabilmente conseguenze economiche più gravi, dal punto di vista dell’ordine mondiale, dell’indebolimento del dollaro come pilastro dell’egemonia americana. Ma è un passo ulteriore verso l’uscita dal vecchio ordine. Probabilmente Trump è stato solo un fattore di accelerazione di un processo che non si fermerà dopo Trump, anche se potrà assumere forme più accettabili dal resto del mondo. Tutto ciò non sarebbe un grande problema se ci fosse un’altra potenza egemone in grado di offrire da sola stabilità ad un nuovo ordine. Non lo è la Cina e, per motivi diversi, non lo è manifestamente l’Europa. L’insistenza sul valore del multilateralismo non deve essere quindi interpretato oggi come uno stanco appello a vecchi valori democratici ipocritamente praticati nelle istituzioni internazionali a sostanziale guida americana. Oggi significa al contrario riconoscere che solo un negoziato tra Stati Uniti, Europa e Asia, con al centro la Cina, può garantire una nuova stabilità economica e geopolitica, o meglio una transizione ordinata, in una fase in cui la ricerca di una nuova egemonia unilaterale significherebbe solo ancora guerra. I temi del negoziato sono chiari: regole commerciali e moneta da una parte, e sicurezza geopolitica dall’altra. Cosa ha da dire l’Europa, o meglio gli stati europei che ormai si muovono con indipendenza l’uno dall’altro?
11 aprile 2026
Nave Grimaldi bloccata ad Hormuz, ancora ferma alla fonda
Si trova ferma all’ancora, in mezzo al Golfo Persico, la Grande Torino, la grossa nave porta auto di Grimaldi Lines da un mese e mezzo bloccata per la guerra in Iran, insieme ad altre centinaia di altre navi. Ieri la nave aveva fatto scalo in un porto ad Abu Dhabi per rifornirsi di acqua, viveri e medicinali e poi ha ripreso il mare per tornare al largo, in attesa di poter attraversare in sicurezza lo stretto di Hormuz e completare lo sbarco delle autovetture nuove stipate nei suoi garage ed ancora da consegnare. A bordo della Grande Torino ci sono 21 marittimi di cui tre di nazionalità italiana. Ieri dalla compagnia di navigazione napoletana hanno fatto sapere di attendere di capire concretamente i termini dell’accordo tra Usa e Iran per la tregua ed il passaggio delle navi attraverso Hormuz per poter sbloccare definitivamente la situazione.
11 aprile 2026
Trump: «Nazione in fallimento, esistono alternative a Hormuz»
Il presidente americano Donald Trump ha definito l’Iran «una nazione in fallimento» e ha affermato che i colloqui tra le due parti sono già in corso. Interpellato da Newsnation sulla buona fede di Teheran nei negoziati, Trump ha dichiarato: «Ve lo farò sapere in un periodo di tempo molto breve, non ci vorrà molto». Il presidente ha inoltre sostenuto che lo Stretto di Hormuz tornerà operativo «in un futuro non troppo lontano», aggiungendo che esistono «altre alternative» per le rotte energetiche globali. «Guardate i grandi mari del mondo: molte navi stanno andando verso gli Stati Uniti per caricare petrolio, ne abbiamo in abbondanza», ha concluso.
11 aprile 2026
Sito di monitoraggio, sono sette navi passate per Hormuz nelle ultime 24 ore
Continua il sostanziale blocco del transito nello Stretto di Hormuz. Nelle ultime 24 ore sono transitate sette navi, mentre alle 14 (ora italiana) erano in transito tre navi. In un giorno ordinario ne circolavano in media circa 140. Lo si legge sul sito di monitoraggio Hormuz Strait Monitor secondo cui, di fatto, il passaggio marittimo è chiuso, con l’Iran che limita il passaggio delle navi e impone pedaggi superiori a 1 milione di dollari per imbarcazione, nonostante l’annuncio del cessate il fuoco dell’8 aprile.
11 aprile 2026
Iran ha trasmesso “linee rosse” negoziali a premier Pakistan
La delegazione dell’Iran ai colloqui odierni di Islamabad ha trasmesso le proprie richieste e le proprie “linee rosse” primo ministro pachistano Shehbaz Sharif nel corso della riunione di oggi. Lo ha riferito da Islamabad un giornalista della televisione di Stato iraniana, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters.
Le “linee rosse” indicate da Teheran comprendono lo stretto di Hormuz, il pagamento di riparazioni di guerra, il rilascio degli asset iraniani congelati e un cessate il fuoco esteso all’intera regione.
11 aprile 2026
Trump, numero enorme di petroliere verso gli Usa per il petrolio migliore
“Un numero enorme di petroliere completamente vuote, alcune delle più grandi al mondo, si stanno dirigendo proprio ora verso gli Stati Uniti per caricarsi del petrolio (e del gas!) migliore e più ’dolce’ del mondo. Abbiamo più petrolio di quanto ne abbiano le due maggiori economie petrolifere al mondo messe insieme, e di qualità superiore. Vi stiamo aspettando. Tempi di consegna rapidi!”. Lo scrive su Truth Donald Trump, firmandosi “Presidente DJT”.
11 aprile 2026
Colloqui Islamabad, residenti Teheran: “Speriamo siano positivi, la guerra non giova a nessuno”
11 aprile 2026
Un laboratorio per sperimentare le applicazioni: ecco come la Difesa guarda all’AI
di Andrea Carli

Un laboratorio dell’Intelligenza artificiale per la Difesa che sarà operativo alla fine del 2026. E che non sarà solo una struttura di studio e indirizzo ma, come ha spiegato il ministro della Difesa Guido Crosetto in occasione del question time che si è svolto in Senato giovedì 9 aprile, «una piattaforma operativa permanente per sperimentare e integrare portate a scala e applicazioni più rilevanti per la Difesa». Ecco dunque nelle indicazioni del ministro come il Governo intende rendere operativa la Strategia della difesa in materia di intelligenza artificiale (edizione 2026), il documento programmatico approvato dallo stesso Crosetto il 16 gennaio.
11 aprile 2026
Libano, Hezbollah continua attacchi a infrastrutture israeliane
Il gruppo armato sciita libanese Hezbollah ha affermato che i suoi combattenti hanno colpito infrastrutture dell’esercito israeliano nell’insediamento di Adamit con una salva di razzi e hanno lanciato uno sciame di droni d’attacco contro un concentramento di soldati e veicoli israeliani a Metula. Lo riferisce al Jazeera. Il movimento ha inoltre annunciato che i suoi combattenti hanno preso di mira un carro armato Merkava sulla collina di al-Awayda, nella località di confine di Odaisseh, con un missile guidato e un drone. Ha aggiunto di aver lanciato un altro drone nei pressi di soldati israeliani nell’area della scuola al-Ishraq, a Bint Jbeil.
11 aprile 2026
Beirut, 10 persone uccise nei raid di Israele nel sud del Libano
Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che dieci persone, tra cui tre operatori dei servizi di emergenza, sono state uccise oggi da raid israeliani nel sud del Libano, mentre i media statali hanno riportato incursioni in oltre una dozzina di località. Il ministero ha affermato che tre attacchi mortali hanno colpito località nel distretto di Nabatiyeh e provocato la morte, tra gli altri, di un membro della protezione civile libanese e due paramedici del Comitato sanitario islamico affiliato a Hezbollah, denunciando quello che ha definito un attacco “sistematico” di Israele contro gli operatori dei servizi di emergenza.
11 aprile 2026
Il premier pakistano incontra il vicepresidente Usa Vance
Il premier pakistano Shehbaz Sharif ha incontrato a Islamabad il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance. Lo ha riferito l’ufficio del primo ministro, annunciando che sono “iniziati” i colloqui di pace per porre fine al conflitto in Medio Oriente. “In occasione dell’avvio dei colloqui di Islamabad, il primo ministro del Pakistan ha incontrato Sua Eccellenza JD Vance”, si legge nella nota. Sharif ha inoltre ribadito che Islamabad è pronta a continuare a facilitare il dialogo tra le parti “per favorire progressi verso una pace sostenibile nella regione”.
11 aprile 2026
Cbs, Usa non hanno acconsentito a sblocco beni Teheran congelati
Gli Stati Uniti non hanno acconsentito allo sblocco di alcun bene iraniano congelato. Lo ha dichiarato un alto funzionario statunitense alla Cbs News. Gli incontri con l’Iran non sono ancora iniziati, quindi non è stato discusso alcun accordo, ha riferito il funzionario, come riportato dalla giornalista della Cbs, Jennifer Jacobs, che accompagna la delegazione statunitense presente a Islamabad per i colloqui con Teheran.
11 aprile 2026
Negoziati diretti al via a Islamabad alle 14 italiane
II negoziati diretti fra le delegazioni di Stati Uniti e Iran, arrivate in Pakistan fra ieri sera e questa mattina, prenderanno il via a Islamabad alle cinque di questo pomeriggio (le due in Italia), rende noto l’emittente televisiva saudita Al Hadath, citando fonti informate. Contatti indiretti si sono già svolti, precisano le fonti. Iraniani e pachistani stanno definendo il formato e i tempi dei negoziati. Alla riunione dovrebbero partecipare il capo di stato maggiore pachistano Asim Munir e il ministro degli Esteri Ishaq Daq, due protagonisti del lavoro di mediazione che ha portato all’avvio dei negoziati.
11 aprile 2026
Media, Teheran lamenta interferenza Israele per ostacolare accordo con Usa
L’Iran punta il dito contro Israele e il premier Benjamin Netanyahu colpevoli di voler ostacolare i colloqui di pace con gli Stati Uniti a Islamabad. Lo riporta l’agenzia iraniana Tasmin. Dalla scorsa notte, e immediatamente dopo l’arrivo della delegazione iraniana, sono in corso intense consultazioni e si sono tenuti diversi cicli di colloqui con funzionari pakistani per garantire che la parte americana rispetti i propri impegni. Secondo le informazioni di Tasmin, sono stati fatti alcuni progressi in tal senso, ma Israele e Netanyahu continuano a ostacolare i lavori e a cercare di impedire che si tengano negoziati e si raggiunga un accordo. Dal punto di vista della delegazione iraniana, gli Usa sono responsabile di questo incidente, e l’Iran considera il regime sionista un partner degli Stati Uniti e continua a chiedere a Washington di intervenire su questa questione.
11 aprile 2026
Media, gli Usa hanno accettato lo sblocco di beni iraniani in Qatar
Gli Stati Uniti hanno accettato di sbloccare i beni iraniani congelati e depositati in Qatar e in altre banche estere. Lo ha detto una fonte iraniana di alto livello alla Reuters online, accogliendo la mossa come un segno di “serietà” nel raggiungere un accordo con Washington nei colloqui di Islamabad. Gli Stati Uniti non hanno rilasciato alcun commento pubblico sulla questione dello sblocco dei beni. La fonte ha dichiarato a Reuters che lo sblocco dei beni è “direttamente collegato alla garanzia del passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz”, che si prevede sarà un punto chiave dei colloqui.
11 aprile 2026
Teheran, intesa possibile con Usa ma non con linea ’Israel First’
“Se negozieremo a Islamabad con i rappresentanti di ’America First’, è probabile che si raggiunga un accordo vantaggioso per entrambe le parti e per il mondo intero. Tuttavia, se ci troveremo di fronte ai rappresentanti di ’Israel First’, non ci sarà alcun accordo; inevitabilmente continueremo la nostra difesa con ancora maggiore vigore di prima, e il mondo dovrà affrontare costi ancora più elevati”. Lo ha scritto in un post su X il vicepresidente iraniano, Mohammad Reza Aref.
If we negotiate in Islamabad with representatives of 'America First,' an agreement beneficial to both sides and the world is probable. However, if we face representatives of 'Israel First,' there will be no deal; we will inevitably continue our defense even more vigorously than…
— Aref| First VP Iran (@fvpresidentiran) April 11, 2026
11 aprile 2026
Protezione civile Gaza, “sette vittime in raid israeliano”
Raid aerei israeliani nel territorio palestinese hanno ucciso 7 persone nella notte, nonostante il cessate il fuoco in vigore dall’ottobre scorso. L’ha annunciato il servizio di soccorso della protezione civile di Gaza. Mahmoud Bassal, portavoce del gruppo, che opera sotto l’autorità di Hamas, ha affermato che un drone israeliano ha lanciato due missili vicino a un posto di polizia nel campo profughi di Al-Bureij. Oltre ai sette morti, ha aggiunto, diverse altre persone sono rimaste ferite, quattro delle quali in modo grave. L’esercito israeliano ha affermato di essere al lavoro per verificare le informazioni.
11 aprile 2026
Media, Usa chiederanno a Teheran rilascio cittadini americani
Secondo quanto riportato dal Washington Post, i funzionari statunitensi intendono chiedere il rilascio dei cittadini americani detenuti in Iran, nell’ambito dei negoziati tra Islamabad e il regime per porre fine alla guerra. L’articolo sottolinea che non è chiaro quale importanza avrà questa richiesta durante i negoziati, e molti ipotizzano che potrebbe passare in secondo piano qualora le trattative si rivelassero più difficili del previsto. Questa è la prima volta che viene sollevata la questione della liberazione dei cittadini americani detenuti in Iran; le principali richieste finora avanzate sono state l’apertura dello Stretto di Hormuz e la fine dei programmi missilistici e nucleari del regime, oltre ad altre opzioni.
11 aprile 2026
Media, Khamenei sfigurato e ha perso una gamba ma è cosciente
La nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, durante gli attacchi di Usa e Israele, ha perso una gamba e ha subito danni al volto. Lo riporta Al Arabya citando il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth. Secondo le informazioni, Khamenei è cosciente e si prevede che presto uscirà dal suo nascondiglio.
11 aprile 2026
Media, delegazione cinese attesa a Islamabad per facilitare il negoziato
Una fonte del ministero degli Esteri pakistano ha riferito ad Al-Araby Al-Jadeed che una delegazione cinese arriverà oggi a Islamabad per assistere il mediatore pakistano nei negoziati tra Stati Uniti e Iran. Pechino potrebbe offrire garanzie qualora le due parti raggiungessero un accordo, scrive il media panarabo basato a Londra. All’inizio della settimana, il New York Times aveva riportato - citando tre funzionari iraniani anonimi - che Teheran aveva accettato il cessate il fuoco anche grazie a un intervento all’ultimo minuto della Cina, che ha esortato la Repubblica islamica a mostrare flessibilità e a ridurre le tensioni per evitare che la situazione in Medio Oriente sfuggisse di mano. I funzionari cinesi non hanno descritto pubblicamente il coinvolgimento di Pechino negli sforzi di dialogo: interpellata mercoledì sulla possibilità che la Cina avesse contribuito a persuadere l’Iran ad accettare l’accordo, la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, non ha né confermato né smentito il suo coinvolgimento, affermando solo in generale che la Cina avrebbe continuato a “mantenere la comunicazione con tutte le parti e a lavorare per allentare le tensioni e raggiungere un cessate il fuoco globale”.
11 aprile 2026
Trump: riprenderemo ostilità se negoziati falliranno
Il presidente Usa Donald Trump, in un’intervista al New York Post, ha dichiarato di aver ordinato il riarmo delle navi da guerra americane con “le migliori munizioni” per riprendere gli attacchi contro l’Iran se i colloqui di pace in Pakistan dovessero fallire. Trump ha parlato in un colloquio telefonico con il New York Post, poco dopo la partenza del vicepresidente Usa JD Vance a bordo dell’Air Force Two diretto a Islamabad, dove è affiancato dall’inviato speciale Steve Witkoff e dal genero del presidente Jared Kushner per negoziare una pace definitiva dopo il cessate il fuoco di due settimane raggiunto martedì. “Lo sapremo tra circa 24 ore. Lo sapremo presto”, ha detto Trump rispondendo a una domanda sulle possibilità di successo dei colloqui.
“Abbiamo un reset in corso. Stiamo caricando le navi con le migliori munizioni, con le migliori armi mai realizzate, persino migliori di quelle usate in precedenza, e li abbiamo fatti a pezzi”, ha affermato il presidente Usa. “Ma stiamo caricando le navi. Stiamo caricando le navi con le migliori armi mai realizzate, a un livello ancora superiore rispetto a quello che usavamo per una completa decimazione. E se non avremo un accordo, le useremo, e le useremo in modo molto efficace”, ha aggiunto. “Abbiamo a che fare con persone di cui non sappiamo se dicano la verità o no”, ha detto ancora Trump. “Davanti a noi dicono che elimineranno tutte le armi nucleari, che sparirà tutto. Poi escono davanti alla stampa e dicono: ’No, vorremmo arricchire’. Quindi vedremo”.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump osserva la scena dopo essere sceso dall'Air Force One a Charlottesville, in Virginia (Stati Uniti), il 10 aprile 2026. REUTERS/Evelyn Hockstein
11 aprile 2026
Nyt: «L’Iran non è in grado di trovare le mine che ha piazzato a Hormuz»
L’Iran non è stato in grado di riaprire lo Stretto di Hormuz a un maggiore traffico marittimo perché non riesce a localizzare tutte le mine che ha posato nel canale e non ha la capacità di rimuoverle. Lo scrive il New York Times citando funzionari Usa, sottolineando che questa situazione è uno dei motivi per cui Teheran non è stata in grado di conformarsi rapidamente alle richieste dell’amministrazione Trump di consentire un maggiore transito di navi attraverso lo stretto. Si tratta poi - scrive il quotidiano Usa - di un potenziale fattore di complicazione in vista dell’incontro in Pakistan tra i negoziatori iraniani e una delegazione statunitense per i colloqui di pace. L’Iran ha utilizzato piccole imbarcazioni per minare lo stretto il mese scorso, lasciando aperto un passaggio per il transito alle navi che pagano un pedaggio. I pasdaran hanno emesso avvisi di possibili collisioni tra navi e mine marine, e organi di stampa semi-ufficiali hanno pubblicato carte nautiche che mostrano rotte sicure, in gran parte limitate perché l’Iran ha minato lo stretto in modo disordinato, hanno affermato funzionari statunitensi. Non è chiaro se l’Iran abbia registrato la posizione di ogni singola mina. E anche quando la posizione è stata registrata, alcune mine sono state posizionate in modo da poter andare alla deriva o spostarsi, secondo i funzionari.
11 aprile 2026
Confesercenti-Cer, shock energetico dimezza aumento previsto Pil e consumi
Lo shock energetico innescato dal conflitto con l’Iran rischia di rinviare di fatto al 2027 la ripresa dell’economia italiana. Anche nell’ipotesi di una tregua duratura e di un graduale rientro dei prezzi dell’energia, sarebbero comunque necessari almeno sette-otto mesi per tornare a una piena normalizzazione. Secondo le stime di Confesercenti-CER, l’impatto della crisi energetica dimezza, in soli due mesi di conflitto, di fatto, le attese di crescita dell’economia italiana per il 2026. Il Pil perderebbe comunque 0,3 punti di crescita, pari a 9,7 miliardi di euro in meno rispetto allo scenario precedente, mentre i consumi rallenterebbero per 3,9 miliardi di euro, con una parte dell’urto che verrebbe assorbita dalle famiglie attraverso la riduzione del risparmio delle famiglie (-3,9 miliardi). A subire la frenata più brusca sarebbero gli investimenti, in calo di 7,7 miliardi rispetto alle previsioni precedenti al conflitto.
11 aprile 2026
Roma, la marcia silenziosa per i bambini uccisi a Gaza: «Non dimenticare un solo nome»

Una marcia silenziosa per le giovani vittime di Gaza ha attraversato le vie di Roma da piazza Vittorio al cimitero del Verano, con in testa lo striscione «Non dimenticare un solo nome».
I manifestanti hanno quindi srotolato un sudario contenente gli oltre 18mila nomi di bambine e bambini uccisi in Palestina dall’ottobre 2023 fino alla fine del 2025.
11 aprile 2026
Delegazione Iran porta con sè foto e oggetti dei bambini uccisi a Minab
( La delegazione negoziale iraniana guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf è arrivata a Islamabad portando con sé fotografie e oggetti macchiati del sangue di bambini morti a Minab “come prova dei crimini di guerra americani”. Lo scrive la agenzia di stampa iraniana Tasnim su X. Ghalibaf sul suo account X pubblica una foto in cui lo si vede all’interno di un aereo intento a osservare in silenzio le foto di quattro bambini appoggiati su altrettanti zainetti messi su una fila di sedili. Accanto ad ogni immagine c’è un fiore bianco. “I miei compagni di volo #Minab168” scrive Ghalibaf, riferendosi alle 168 vittime morte nel bombardamento della scuola femminile a Minab, in Iran.

Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf guarda fotografie e oggetti macchiati del sangue di bambini morti a Minab, che la delegazione di Teheran ha portato con sè ad Islamabad, dove sono previsti i colloqui con gli Stati Uniti. 11 aprile 2026. X/Mohammad Bagher Ghalibaf
Per Approfondire
11 aprile 2026
Media, Mojtaba sfigurato e con ferite a gambe dopo raid Usa ma è presente e prende decisioni
Il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei sta ancora recuperando dalle conseguenze del raid israeliano del 28 febbraio scorso in cui è rimasto ucciso, fra gli altri, il padre Ali Khamenei di cui ha assunto in seguito la carica. Ma è vigile, presente, partecipa alle riunioni in cui vengono discusse questioni critiche via audio conferenza e prende decisioni, anche sulla guerra e sui negoziati con gli Usa. Secondo quanto scrive Reuters sulla base delle informazioni tre fonti diverse vicine al cerchio ristretto di Khamenei, rilanciata da Israel Times Moktaba è sfigurato dopo aver riportato gravi ferite al viso e a una o entrambe le gambe. Il leader supremo, che ha 56 anni, sta comunque recuperando e rimane vigile e presente.
Il nuovo leader supremo dell'Iran, Mojtaba Khamenei, secondogenito del defunto leader supremo dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, partecipa a una riunione a Teheran, in Iran, il 13 ottobre 2024. Hamed Jafarnejad/ISNA/WANA (West Asia News Agency) via REUTERS
11 aprile 2026
Media Teheran, colloqui previsti nell’arco di una sola giornata
I media iraniani hanno riferito che i colloqui di Islamabad non andranno oltre la giorna odierna. Il corrispondente di Tasnim a Islamabad ha precisato che, allo stato attuale, la pianificazione prevede che eventuali colloqui tra le parti “si svolgano nell’arco di una sola giornata, qualora abbiano effettivamente inizio”. L’Iran si troverebbe ancora in una fase di valutazione della controparte e, in caso di avvio dei negoziati, questi potrebbero iniziare già nel pomeriggio.
Le bandiere pakistane sventolano nei pressi del Parlamento, mentre le delegazioni degli Stati Uniti e dell’Iran si preparano a tenere colloqui di grande importanza, a Islamabad, in Pakistan, l’11 aprile 2026. REUTERS/Akhtar Soomro
11 aprile 2026
Media Iran, se precondizioni Teheran accettate colloqui al via domenica
La delegazione iraniana a Islamabad, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, incontrerà oggi alle 13 ora locale (le 10 in Italia) il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif per discutere dei prossimi colloqui tra Iran e Stati Uniti volti a porre fine alla guerra. Secondo l’agenzia di stampa Tasnim, qualora le precondizioni poste dall’Iran venissero accettate dagli americani, i colloqui si terranno domenica pomeriggio presso l’hotel Serena di Islamabad. La delegazione ha incontrato ieri sera il comandante dello Stato Maggiore dell’Esercito pakistano, Asim Munir.
Per Approfondire

Tregua in Iran: ecco i punti irrisolti dell’accordo
08 aprile 202611 aprile 2026
Media, Usa e Beirut chiedono a Israele pausa attacchi al Libano prima dei colloqui di Islamabad
Stati Uniti e governo libanese hanno chiesto a Israele una “pausa” negli attacchi contro Hezbollah prima dell’avvio di negoziati diretti tra Israele e Libano, previsti martedì a Washington sotto l’egida del Dipartimento di Stato. Lo riporta Axios. La richiesta, avanzata tramite mediatori Usa, punta a favorire una de-escalation e a creare le condizioni per un possibile cessate il fuoco. Beirut propone di tornare alle intese del novembre 2024, limitando le operazioni israeliane alle sole minacce imminenti. Washington sostiene questa linea e sta facendo pressione su Israele perché accetti.
Il premier Benjamin Netanyahu sta valutando la proposta, mentre fonti israeliane sottolineano che al momento “non c’è alcun cessate il fuoco”, pur non escludendo una breve pausa tattica nei raid. Israele si dice disponibile a negoziare un accordo con il Libano, ma rifiuta l’ipotesi di discutere un cessate il fuoco con Hezbollah. I primi colloqui saranno guidati dagli ambasciatori dei due Paesi negli Stati Uniti e dovrebbero essere seguiti da negoziati più approfonditi.
L’offensiva israeliana in Libano resta intanto un punto di tensione nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, che accusa Israele di violare il cessate il fuoco, accusa respinta da Washington. In questo contesto, Usa, Israele e Libano mirano a evitare che Teheran influenzi gli sviluppi sul terreno a favore di Hezbollah. Il primo ministro libanese Nawaf Salam è atteso la prossima settimana a Washington per incontrare il segretario di Stato Marco Rubio, nella prima visita bilaterale di alto livello dall’insediamento dell’amministrazione Trump.
11 aprile 2026
Media, la delegazione Usa è atterrata a Islamabad
La delegazione americana incaricata dei negoziati con l’Iran è atterrata a Islamabad, in Pakistan. Lo riferiscono diversi media internazionali che citano l’agenzia di stampa Reuters.
11 aprile 2026
Usa-Iran, alla ricerca di una tregua sul filo dei veti
dal nostro corrispondente Marco Masciaga

NEW DELHI - Posizioni lontane, condizioni vincolanti, minacce esplicite, un mediatore più avvezzo al ruolo di esportatore netto di instabilità e due Paesi fermamente decisi a presentare come un trionfo alle rispettive opinioni pubbliche l’esito di un eventuale accordo, non importa quante e quali saranno le concessioni da fare al proprio avversario.
Senza contare l’imprevedibilità del governo israeliano che mai come in queste settimane pare deciso a perseguire i propri obiettivi strategici anche quando confliggono con quelli, tra gli altri, dell’alleato americano.
11 aprile 2026
Media, delegazione Teheran per colloqui composta da 71 membri
La delegazione iraniana arrivata a Islamabad per i colloqui con gli Stati Uniti è composta da 71 membri. Lo riferiscono i media statali iraniani. A guidare la delegazione è il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Tra le figure di spicco anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, il governatore della banca centrale Abdolnaser Hemmati e il responsabile per la sicurezza Ali Akbar Ahmadian. Presenti inoltre il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, il portavoce del ministero Esmaeil Baghaei e il funzionario politico Ali Bagheri Kani, insieme a parlamentari e consiglieri, tra cui Mahmoud Nabavian, Abolfazl Amouei e il consigliere strategico Mehdi Mohammadi.
11 aprile 2026
Media Iran, probabile rinvio al pomeriggio dell’avvio dei negoziati
I colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad probabilmente subiranno un rinvio. Contrariamente a quanto riportato in precedenza i negoziati dovrebbero iniziare nel pomeriggio, secondo quanto riferito dall’agenzia iraniana Tasnim. Lo riporta la agenzia Mehr su X. Sempre secondo Mehr, le delegazioni iraniana e americana dovrebbero inizialmente tenere incontri separati con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. Una volta concluse queste prime formalità diplomatiche, inizierà la fase principale dei negoziati indiretti.
11 aprile 2026
Usa-Iran: oggi i colloqui. Israele: «Non discuteremo di tregua con Hezbollah»
Tensione alla vigilia dei colloqui Usa-Iran, in programma oggi a Islamabad. Trump attacca Teheran sullo stallo a Hormuz accusando il regime di non rispettare gli accordi e minaccia nuovi raid se non si arriverà a un’intesa: «Stiamo caricando le navi con armi e munizioni migliori di prima», avverte. «Non permetteremo che ci sia un pedaggio su Hormuz». Il vicepresidente Vance, a capo della delegazione americana, incalza: «Non ci prendano in giro». Ma anche Teheran fissa i suoi paletti chiedendo il cessate il fuoco in Libano, dove continuano a cadere le bombe israeliane, e il rilascio degli asset iraniani bloccati «prima che inizino i negoziati». La delegazione guidata dal presidente del Parlamento Ghalibaf arrivata ieri sera in una capitale pakistana blindata. Intanto Israele avverte: «Non discuteremo di tregua con Hezbollah nei colloqui con il Libano».
11 aprile 2026
Trump, non permetteremo che ci sia un pedaggio su Hormuz
«Non permetterò» che l’Iran «faccia pagare un pedaggio sullo stretto di Hormuz». Lo ha detto Donald Trump prima di partire per la Virginia augurando inoltre «buona fortuna» a Jd Vance per i colloqui in Pakistan.
11 aprile 2026
Cosa è successo ieri
Le notizie della guerra in Medio Oriente del 10 aprile
Guerra in Iran e Medio Oriente, 10 aprile
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