Da Albisola a Gualdo Tadino da Faenza a Caltagirone: otto percorsi per mettersi alla prova con l’antico artigianato
Lazio: la storia dell’innovazione tra Civita Castellana e Viterbo
L’arte falisca (che fa riferimento all’insediamento Falerii Veteres) risale al periodo intorno al X secolo a.C. con le necropoli che testimoniano un’arte ceramica complessa, poi scompare per farsi più intensa in epoca medievale e poi rinascimentale. Merita un accenno la produzione di Giovanni Trevisan detto Volpato, che a fine Settecento realizzò riproduzioni di sculture greche e romane in porcellana, terraglia o biscuit e fu anche premiato per la sua bravura da Napoleone I. Dal bucchero etrusco (speciale terracotta dalla monocromia nera) Viterbo racchiude una lunga storia di scoperte e innovazioni nella lavorazione della ceramica. Per scoprirla occorre visitare il Museo della Ceramica della Tuscia, ospitato all’interno di Palazzo Brugiotti, che risale al 1573, dove è stato ricostruito il percorso evolutivo di varie tipologie di ceramica in uso a Viterbo e negli altri centri dell’alto Lazio tra la fine del XII e il XVII secolo.

