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24 aprile 2026
Guerra, ultime notizie. Esteso di tre settimane il cessate il fuoco tra Libano e Israele
Le forze armate americane stanno preparando piani di emergenza per colpire le difese iraniane nello Stretto di Hormuz in caso di fine del cessate il fuoco
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Sintesi per punti
- Portaerei Bush arrivata in Medio Oriente
- Il Papa condanna le esecuzioni in Iran
- Iran, media: «Stasera riunione ristretta gabinetto sicurezza Israele»
- Nyt, «scadenza primo maggio aumenta la pressione su Trump per chiudere in Iran»
- Il Senato Usa blocca una risoluzione sui poteri di guerra
- Pentagono, il segretario della Marina lascia con effetto immediato
23 aprile 2026Aggiornamento fissato
I temi dei colloqui Israele-Libano
Libano e Israele inizieranno oggi 23 aprile 2026 una seconda sessione di colloqui diretti alla Casa Bianca. Le discussioni di giovedì a Washington si concentrano sull’estensione del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah e sulla pianificazione di futuri negoziati. Un funzionario statunitense ha dichiarato che il presidente Donald Trump accoglierà l’ambasciatrice libanese Nada Hamadeh Moawad e il suo omologo israeliano Yechiel Leiter al loro arrivo per i colloqui, i secondi dalla scorsa settimana.
Gli Stati Uniti sono rappresentati dal Segretario di Stato Marco Rubio e dagli ambasciatori americani in Israele e Libano.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha dichiarato che il suo ambasciatore presenterà una proroga del cessate il fuoco di 10 giorni entrato in vigore venerdì scorso.
Un funzionario americano ha detto che il presidente Usa Donald Trump intende salutare gli ’ambasciatori.
Per gli Usa oltre Rubio saranno presenti il Consigliere del Dipartimento di Stato Michael Needham, dall’Ambasciatore in Israele Mike Huckabee e dall’Ambasciatore in Libano Michel Issa. Huckabee non ha partecipato al primo turno.
Hamadeh (Libano) chiederà inoltre la fine delle demolizioni di case israeliane nei villaggi e nelle città occupate da Israele dopo lo scoppio dell’ultima guerra il 2 marzo 2026.
Sono inoltre in corso i preparativi per negoziati di più ampia portata tra Libano e Israele. L’obiettivo dei futuri colloqui sono, per il Libano (Aoun):
1) fermare “pienamente” gli attacchi israeliani;
2) il ritiro delle truppe israeliane dal Libano;
3) il rilascio dei prigionieri libanesi detenuti in Israele;
4) lo schieramento delle truppe libanesi lungo il confineM
5) l’avvio del processo di ricostruzione.
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha invitato il Libano a collaborare con Israele per disarmare il gruppo militante Hezbollah, sostenuto dall’Iran.
“Non abbiamo seri disaccordi con il Libano. Ci sono alcune piccole controversie di confine che possono essere risolte”, ha detto Saar durante il discorso del Giorno dell’Indipendenza agli ambasciatori e al corpo diplomatico di Israele, in cui ha anche descritto il paese vicino come uno “stato fallito”.
“L’ostacolo alla pace e alla normalizzazione tra i paesi è uno: Hezbollah,” ha detto, aggiungendo che il Libano potrebbe avere “un futuro di sovranità, indipendenza e libertà dall’occupazione iraniana.”
L’ultima guerra è iniziata dopo che Hezbollah ha lanciato razzi nel nord di Israele, due giorni dopo che Israele e gli Stati Uniti avevano lanciato attacchi contro l’Iran.
Israele rispose con bombardamenti su larga scala sul Libano e con un’invasione terrestre, durante la quale conquistò decine di città e villaggi lungo il confine.
Attualmente l’esercito israeliano occupa una zona cuscinetto che si estende fino a 10 chilometrinel Libano meridionale.
Israele afferma di voler eliminare la minaccia del lancio di razzi a corto raggio e missili anticarro verso il nord di Israele.
24 aprile 2026
Cnn, Usa pianificano attacchi all’Iran su Hormuz se salta la tregua
Le forze armate americane stanno preparando piani di emergenza per colpire le difese iraniane nello Stretto di Hormuz qualora il fragile cessate il fuoco dovesse crollare. Lo riferisce la Cnn, in base a funzionari Usa, secondo cui il focus è sulla neutralizzazione delle mine iraniane, delle imbarcazioni d’attacco rapido e delle minacce costiere, al fine di mantenere aperta il braccio di mare da cui transita il 20% del petrolio mondiale. «Le forze armate americane continuano a fornire opzioni al presidente Trump e tutte le opzioni restano sul tavolo», ha commentato un funzionario del Pentagono, sulla pianificazione degli obiettivi. (ANSA).
24 aprile 2026
Trump: «Italia ai mondiali al posto dell’Iran? Non ci sto pensando»
«Non ci sto pensando più di tanto». Così il presidente americano Donald Trump ha risposto alla domanda su cosa pensasse dell’ipotesi di partecipazione dell’Italia invece dell’Iran agli imminenti Mondiali di calcio, come suggerito dall’inviato speciale del tycoon, Paolo Zampolli, nel resoconto del Financial Times. «Nessuna comunicazione proveniente dagli Usa ha detto loro (all’Iran, ndr) che non possono venire», ha aggiunto il segretario di Stato, Marco Rubio, invitato a rispondere da Trump. Via libera agli atleti, ma «non vogliamo persone legate ai pasdaran».
Il presidente americano Donald Trump ieri nello Studio Ovale con gli ambasciatori Usa in Libano e Israele, gli ambasciatori dei due Paesi negli Usa, il vicepresidente JD Vance e il Segretario di Stato Marco Rubio EPA
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24 aprile 2026
Wsj, Usa incapaci di difendere Taiwan a causa della guerra in Iran
Gli Usa hanno usato una tale quantità di munizioni in Iran che alcuni funzionari dell’amministrazione Trump ritengono che l’America non sarebbe in grado di attuare pienamente i piani di emergenza per difendere Taiwan da un’invasione cinese, qualora dovesse verificarsi nel breve termine. Lo riporta il Wall Street Journal, citando fonti ufficiali americane. Gli Usa hanno lanciato oltre 1.000 missili a lungo raggio Tomahawk dall’inizio della guerra con l’Iran, il 28 febbraio, oltre a 1.500-2.000 missili critici per la difesa aerea (come intercettori Thaad, Patriot e Standard Missile), secondo i funzionari.
24 aprile 2026
Trump: «Cessate il fuoco tra Libano e Israele esteso di tre settimane»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato giovedì, in un post sul social Truth, che il cessate il fuoco tra Israele e Libano sarà esteso di tre settimane.
23 aprile 2026
Trump: arma nucleare contro l’Iran? Non ne abbiamo bisogno
“Non ne abbiamo bisogno. Perché dovrei usarla quando abbiamo decimato l’Iran nel modo convenzionale? Non la userei. A nessuno dovrebbe essere consentito di usare un’arma nucleare”. Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva se avrebbe usato l’arma nucleare contro l’Iran.
Il presidente Usa ha anche sottolineato di non avere fretta: “Voglio un accordo con l’Iran che duri, non ho fretta. Hanno una nuova leadership, sono come cani e gatti, vediamo”, ha aggiunto.
Gli Stati Uniti hanno “colpito circa il 75% dei nostri obiettivi” in Iran, ha aggiunto ancora Trump parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. Il presidente ha poi rivisto al rialzo la percentuale, affermando che corrispondeva al “78%”. Inoltre, ha affermato Trump, “abbiamo attuato un blocco efficace al 100%, e non riescono a svolgere alcuna attività commerciale. Non se la passano bene economicamente né finanziariamente; non riescono a fare affari a causa del blocco”.
23 aprile 2026
Wsj: guerra complica piani Usa per Taiwan
Gli Stati Uniti hanno consumato una tale quantità di munizioni in Iran che diversi funzionari dell’amministrazione ritengono che l’America non sarebbe in grado di attuare pienamente nel breve termine i piani di emergenza per difendere Taiwan da un’eventuale invasione cinese. Lo riporta il Wall Street Journal citando fonti ufficiali Usa. Secondo quanto riferito al Wsj, gli Stati Uniti hanno lanciato oltre mille missili a lungo raggio Tomahawk dall’inizio della guerra con l’Iran, il 28 febbraio scorso, oltre a un numero compreso tra 1.500 e 2.000 missili per la difesa aerea, inclusi gli intercettori Thaad, Patriot e Standard Missile.
Il reintegro totale di queste scorte, hanno riferito le fonti del Journal, potrebbe richiedere fino a sei anni.
23 aprile 2026
L’uccisione della reporter scuote i colloqui Israele-Libano

L’uccisione di una giornalista libanese in un raid dell’Idf nel sud del Paese del Cedri avvenuta il 22 aprile 2026 scuote il secondo round di colloqui tra Beirut e Tel Aviv, ripresi alla Casa Bianca - in parte alla presenza di Donald Trump secondo Axios - per estendere la fragile tregua di dieci giorni in scadenza domenica prossima.
I vertici dello stato libanese hanno accusato Israele di aver commesso un crimine di guerra per la morte di Amal Khalil, reporter 43enne che lavorava per il quotidiano libanese Al-Akhbar, e il ferimento di Zeinab Faraj, il fotografo freelance con cui viaggiava.
23 aprile 2026
Teheran testa difese aeree
Questa sera, a Teheran, i sistemi di difesa aerea sono entrati in funzione a seguito di esplosioni udite nella parte occidentale della città. I media statali hanno affermato che l’operazione era diretta contro “obiettivi ostili”. Secondo alcuni testimoni, i sistemi di difesa aerea sarebbero stati uditi anche a sud-ovest della città. Alcuni media iraniani avevano affermato ieri che era in corso un test di tali sistemi. L’esercito israeliano ha negato di aver lanciato attacchi aerei.
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha dichiarato che Israele è pronto a riprendere la guerra con l’Iran e attende il “via libera” dagli Stati Uniti. “Stiamo aspettando il via libera dagli Stati Uniti”, ha detto Katz, aggiungendo che le forze armate sono pronte sia per operazioni difensive che offensive e che “gli obiettivi sono stati individuati”.
23 aprile 2026
Alla Casa Bianca i colloqui Israele-Libano
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump “accoglierà” oggi alla Casa Bianca gli ambasciatori di Israele e Libano, prima del secondo round di colloqui tra le parti. Lo ha riferito il corrispondente di Axios, Barak Ravid, citando un funzionario statunitense, secondo cui Trump parteciperà a una parte dell’incontro.
Il secondo round di colloqui a Washington tra Israele e Libano, inizialmente previsto ancora al Dipartimento di Stato, è stato spostato alla Casa Bianca. Lo riferisce al Times of Israel una fonte isrealiana. I colloqui dovrebbero iniziare alle 16 (le 22 italiane) e il cambo di sede all’ultimo momento - secondo il Times of Israel - indicherebbe un aumento della loro importanza agli occhi dell’amministrazione statunitense.
23 aprile 2026
Idf: non stiamo conducendo raid in Iran
Una fonte della sicurezza israeliana ha detto all’Afp che il Paese non sta conducendo attacchi aerei in Iran, a seguito di notizie diffuse dai media statali iraniani riguardo a esplosioni nella capitale Teheran. “Israele non sta attaccando in Iran”, ha detto la fonte, in condizione di anonimato. In precedenza, il ministro della Difesa Israel Katz aveva dichiarato che Israele era “pronto a riprendere la guerra contro l’Iran”, aggiungendo che il suo Paese attendeva il via libera dagli Stati Uniti per riportare l’Iran “all’età della pietra”.
23 aprile 2026
Nelle acque del mondo navigano 23 portaerei. Dagli Usa alla Francia, ecco gli Stati di bandiera

Gli Stati Uniti dovrebbero schierare una terza portaerei in Medio Oriente: è quanto scrive il Times of Israel, riportando Fox News. La USS George H.W. Bush ha completato l’addestramento pre-schieramento giovedì, secondo la Marina degli Stati Uniti. L’Istituto Navale degli Stati Uniti riferisce che la portaerei, le sue navi da guerra di scorta e il suo stormo aereo “hanno concluso l’esercitazione di addestramento per unità composite che tutti i gruppi d’attacco di portaerei devono svolgere prima di ottenere la certificazione per incarichi nazionali”.
Fox News afferma che il gruppo d’attacco di portaerei “dovrebbe schierarsi presto” e dirigersi verso il Mediterraneo orientale, dove la Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei del mondo, era di recente stazionata.
23 aprile 2026
Portaerei Bush arrivata in Medio Oriente
Le forze armate statunitensi hanno annunciato l’arrivo di una terza portaerei in Medio Oriente, nel contesto della fragile tregua con l’Iran. In un post su X, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha pubblicato una foto che mostra la Uss George H.W. Bush in navigazione nell’Oceano Indiano, nell’area di competenza del Centcom, il comando centrale unificato delle Forze armate Usa.
23 aprile 2026
Il Papa condanna le esecuzioni in Iran
“Credo che la vita umana debba essere rispettata e protetta dal concepimento alla morte naturale. Quando un regime toglie la vita alle persone ovviamente è qualcosa che condanno”. Lo ha detto il Papa rispondendo ai giornalisti che chiedevano un commento sulle ultime esecuzioni in Iran.
23 aprile 2026
19 navi Usa in Medio Oriente
La Marina americana ha 19 navi dispiegate al momento in Medio Oriente, tra cui le due portaerei USS Abraham Lincoln e USS Gerald R. Ford e sette navi nell’Oceano Indiano. Lo riporta la Cnn citando un funzionario americano, secondo cui gran parte di queste forze viene impiegata per attuare il blocco navale imposto dal presidente Donald Trump lo scorso 13 aprile. Ad oggi sono almeno 33 le navi bloccate dalle forze Usa.
23 aprile 2026
Libano, media Israele: «Colloqui spostati alla Casa Bianca»
Il secondo round di colloqui a Washington tra Israele e Libano, inizialmente previsto ancora al Dipartimento di Stato, è stato spostato alla Casa Bianca. Lo riferisce al Times of Israel una fonte isrealiana. I colloqui dovrebbero iniziare alle 16 (le 22 italiane) e il cambo di sede all’ultimo momento - secondo il Times of Israel - indicherebbe un aumento della loro importanza agli occhi dell’amministrazione statunitense.
23 aprile 2026
Iran, media: «Stasera riunione ristretta gabinetto sicurezza Israele»
Una riunione ristretta del gabinetto di sicurezza isrealiano si terrà stasera alle 20 (le 19 in Italia). Lo riporta Channel 12. In precedenza, Ynet News aveva riportato che il Primo Ministro Benjamin Netanyahu aveva in programma di tenere una riunione telefonica sulla sicurezza questa sera con i ministri e gli alti funzionari della difesa per discutere degli sviluppi in Libano e in Iran.
23 aprile 2026
Libano, attacco israeliano contro auto nel sud: tre morti
Tre persone sono state uccise nell’attacco con droni lanciato dalle forze israeliane contro un’autovettura alle porte di Shoukin, nel sud del Libano. Lo riporta il quotidiano libanese L’Orient Le Jour, precisando che al momento non si conosce l’identità delle vittime.
23 aprile 2026
Katz: «Attendiamo luce verde da Usa per riportare Paese a Medioevo»
“Israele è pronto a riprendere la guerra contro l’Iran: le Forze di difesa Israeliane sono preparate sia in difesa che in attacco e gli obiettivi sono stati individuati”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, aggiungendo che Israele “attende il via libera dagli Stati Uniti, anzitutto per completare l’eliminazione della dinastia Khamenei e riportare l’Iran al Medioevo”. Ha inoltre affermato che “l’attacco questa volta sarà diverso e letale e infliggerà colpi devastanti nei punti più dolenti dell’Iran, scuotendone e facendo crollare le fondamenta”.
23 aprile 2026
Iran, Trump: «Qualunque cosa io faccia sembra funzionare bene»
“Qualunque cosa io faccia, sembra funzionare bene”. Parola di Donald Trump, che ha risposto così ad una domanda della Bbc su come stiano andando le cose con l’Iran. In una breve conversazione telefonica con la corrispondente dell’emittente britannica a Washington, Sarah Smith, alla domanda se le sue dichiarazioni delle settimane scorse secondo cui “un’intera civiltà morirà stanotte” nascondessero la minaccia di usare armi nucleari contro l’Iran, il presidente ha replicato: “L’altra parte sta morendo dalla voglia di fare un accordo. Quindi, qualunque cosa io stia dicendo o facendo, sembra funzionare molto bene. Grazie mille”. Poi Trump è tornato ad accusare la Nato, sostenendo che gli Stati Uniti “non ne avevano affatto bisogno” nella loro guerra con l’Iran, ma gli alleati comunque “avrebbero dovuto esserci”. Quando la giornalista ha chiesto perché, allora, volesse che si unissero alla guerra, il presidente ha tagliato corto: “Perché volevo vedere se si sarebbero lasciati coinvolgere o meno”. Gli Stati Uniti sono “sempre stati a favore” del Regno Unito e della Nato, ha rivendicato ancora il presidente, tornando a criticatre il Regno Unito per non aver fatto “almeno uno sforzo minimo e usato almeno parole più gentili”. Secondo il presidente, infine, “molte persone dal Regno Unito” hanno fatto sapere alla sua amministrazione quanto fosse “una decisione incredibilmente sbagliata” per il Regno Unito non essere coinvolto nella guerra.
23 aprile 2026
Iran, Trump: «Non hanno idea di chi sia il leader, nessuno vuole aiutarli»
Gli iraniani “non hanno idea di chi sia il loro leader”. Lo ha ribadito Donald Trump in un’intervista, dopo aver espresso lo stesso concetto in un post. “È tutto un disastro. Abbiamo eliminato davvero tre livelli di leadership, e tutti quelli che erano anche solo vicini - ha detto a Ms Now - Fanno fatica a capire chi diavolo possa parlare a nome del Paese. Non lo sanno proprio”. Il presidente ha inoltre ripetuto che la marina e l’aviazione iraniane sarebbero “praticamente annientate” e che il Paese non sarebbe più in grado di esercitare influenza nella regione. “Sono davvero un disastro e ora nessuno vuole aiutarli, perché non hanno più il fattore paura - ha aggiunto, definendo l’Iran - non sono più il bullo del Medio Oriente”.
23 aprile 2026
Banca centrale: pedaggi a Hormuz vengono pagati in contanti
La Banca Centrale della Repubblica Islamica ha confermato che i pagamenti dei pedaggi per lo Stretto di Hormuz sono stati effettuati in contanti e non in criptovaluta. Lo riporta l’agenzia di stampa Fars, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche.
Il parlamentare iraniano Hamidreza Haji Babaei ha affermato: “I primi introiti derivanti dai pedaggi del transito di Hormuz sono stati depositati sul conto della banca centrale”. Separatamente, il parlamentare Abbas Papizadeh ha affermato che i pedaggi vengono ora riscossi ufficialmente e versati nelle casse dello Stato. Ha spiegato che le tariffe variano a seconda del tipo e del volume del carico e sono legate alle condizioni di navigazione del corso d’acqua. Papizadeh ha aggiunto che, a causa di problemi di sicurezza, le rotte marittime si sono ristrette, con navi che attraversano sempre più spesso le acque territoriali iraniane, consentendo a Teheran, in base alle norme internazionali, di imporre dazi. Ha aggiunto che le entrate sarebbero state trattate come entrate statali e aggiunte al bilancio pubblico, e che le decisioni sulla spesa sarebbero state prese in seguito. Lo riporta Iran International.
23 aprile 2026
Nyt: Khamenei in attesa protesi gamba, volto necessiterà chirurgia plastica
La Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è gravemente ferito e in condizioni fisiche complesse dopo l’attacco israeliano contro il complesso dove viveva con la famiglia il 28 febbraio scorso, ma rimane “mentalmente lucido e attivo”. Secondo quanto riferito da fonti iraniane al New York Times, il leader avrebbe subito diversi interventi chirurgici a una gamba e sarebbe ora in attesa di una protesi, mentre una mano operata starebbe lentamente recuperando funzionalità. Le fonti citate dal quotidiano riferiscono inoltre di gravi ustioni al volto e alle labbra, tali da rendere difficile parlare, e che potrebbero richiedere interventi di chirurgia plastica.
23 aprile 2026
Trump: Teheran non capisce chi è il suo leader
“L’Iran sta avendo grosse difficoltà a capire chi sia il proprio leader! Proprio non lo sanno!”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post su Truth. “La lotta interna tra gli ’integralisti’, che stanno subendo gravi sconfitte sul campo di battaglia, e i ’moderati’, che non sono affatto moderati (ma stanno guadagnando rispetto!), è pazzesca!”, ha aggiunto. “Abbiamo il controllo totale dello Stretto di Hormuz. Nessuna nave può entrare o uscire senza l’approvazione della Marina degli Stati Uniti. È ’chiuso ermeticamente’, fino a quando l’Iran non sarà in grado di concludere un accordo!!!”, ha concluso il presidente.
23 aprile 2026
A Hormuz rischio mine anche dopo la fine della guerra
Sull’effettivo numero di ordigni non vi è alcuna certezza: l’Iran ha le capacità potenziali di collocare nello Stretto centinaia di mine ma operativamente per un blocco efficace ne bastano poche decine, dato che i capitani delle navi mercantili e gli armatori non vogliono correre il rischio.
Stando al Pentagono potrebbero essere necessari fino a sei mesi per bonificare completamente Hormuz una volta terminata la guerra; se per la Marina militare statunitense lo sminamento in sé non comporterebbe eccessive difficoltà con i mezzi tecnologici attuali, è necessario però che i cacciamine - americani od europei - possano operare in tutta sicurezza e questo sarebbe possibile solo dopo un accordo di pace.
23 aprile 2026
Hormuz, Londra e Parigi fiduciose su riapertura dello Stretto
“Siamo grati a quei Paesi che hanno già indicato la loro disponibilità a contribuire. Siamo fiduciosi che si possano compiere progressi reali”, si legge nella nota.
23 aprile 2026
Tajani: Italia pronta a fare sua parte a Hormuz con tregua stabile
“La sicurezza delle rotte commerciali è cruciale, per questo il nostro impegno per la libertà di navigazione è massimo”. È quanto afferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante il question Time al Senato. “Guidiamo le missioni navali europee nel Mar Rosso, nell’Oceano Indiano e nel Mediterraneo”, ha aggiunto, “con una tregua stabile, l’Italia è pronta a fare la sua parte anche a Hormuz, con un’ampia coalizione di partner europei e internazionali”.
23 aprile 2026
L’ordine di Trump: distruggere qualsiasi nave mette mine a Hormuz
“Ho ordinato alla Marina degli Stati Uniti di sparare e affondare qualsiasi imbarcazione, per quanto piccola possa essere (le loro navi da guerra sono tutte, 159 in tutto, in fondo al mare!), che stia posizionando mine nelle acque dello Stretto di Hormuz”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post sul social Truth.
23 aprile 2026
Iran, Berlino: ulteriori sanzioni se Teheran continuerà a bloccare Stretto Hormuz
«Il Governo federale esorta l’Iran a porre fine al suo programma nucleare e a cessare di minacciare Israele e gli altri Stati confinanti. Lo Stretto di Hormuz deve rimanere aperto in modo permanente, affidabile e senza restrizioni o pedaggi. Se si raggiungerà un accordo globale, il Governo federale è pronto a collaborare, in stretto coordinamento con i partner, per allentare gradualmente le misure restrittive esistenti. Se, tuttavia, l’Iran continuerà a bloccare lo Stretto di Hormuz, il Governo federale è pronto a valutare ulteriori sanzioni». Lo comunica il governo tedesco in una nota. «Una volta raggiunta una cessazione definitiva delle ostilità, il Governo federale, insieme ai suoi partner, è pronto a contribuire alla libera navigazione dello Stretto di Hormuz nel rispetto del diritto internazionale e delle procedure nazionali. Il Governo federale continuerà a lavorare attraverso i canali diplomatici per porre fine in modo definitivo alla guerra nel Libano meridionale», si legge ancora nella nota.
23 aprile 2026
Iran, esercito Usa: sequestrata altra petroliera legata a Teheran
L’esercito Usa ha annunciato di avere sequestrato un’altra petroliera legata al contrabbando di petrolio iraniano. Secondo quanto riferito dal dipartimento della Difesa Usa, si tratta della petroliera Majestic X ed è stata sequestrata nell’Oceano Indiano. «Continueremo a garantire l’applicazione delle norme marittime a livello globale per smantellare le reti illecite e intercettare le navi che forniscono supporto materiale all’Iran, ovunque operino», ha affermato il dipartimento Usa della Difesa.
23 aprile 2026
Iran, Nyt: stop conflitto entro primo maggio oppure ok del Congresso
Il prossimo primo maggio scadranno i 60 giorni che la legge che regola i poteri di guerra concede ad un presidente per condurre un conflitto senza l’autorizzazione del Congresso, scrive oggi il New York Times. L’attacco all’Iran è iniziato il 28 febbraio, ma il presidente Trump ha notificato ufficialmente al Congresso il 2 marzo che invocava la sua autorità di comandante in capo per proteggere le basi americane in Medio Oriente e «far avanzare interessi nazionali vitali per gli Stati Uniti». I repubblicani hanno difeso il presidente, ma con l’avvicinarsi della scadenza dei 60 giorni, alcuni stanno segnalando alla Casa Bianca che il loro sostegno potrebbe venire meno. Il senatore John Curtis, eletto nello Utah, già all’inizio di aprile in un articolo ha annunciato che «non sosterrà l’azione militare in corso oltre la finestra dei 60 giorni senza un’approvazione del Congresso».
Una volta superata la scadenza, Trump avrebbe tre possibili scelte: chiedere l’autorizzazione del Congresso a continuare la guerra, cominciare a diminuire il coinvolgimento bellico americano o darsi un’estensione. La legge infatti concede al presidente una sola estensione di 30 giorni, se certifica per iscritto che questa è necessaria per garantire la sicurezza delle truppe americane, senza però assicurare l’autorità di continuare una campagna offensiva. Rimane poi l’opzione di chiedere effettivamente l’autorizzazione all’uso della forza al Congresso, ma per quanto i repubblicani si siano mostrati uniti finora, per ovvie ragioni politiche, nel bloccare i tentativi dem di fermare la guerra, non è chiaro se sarebbero così uniti di fronte ad un effettivo voto per autorizzare un conflitto, che in queste otto settimane ha provocato enormi conseguenze economiche negative, a cominciare dal prezzo della benzina alle stelle, a sette mesi dalle elezioni di midterm. L’ultima volta che il Congresso ha votato per l’utilizzo della forza militare è stato nel 2002 quando autorizzò la guerra in Iraq.
Infine, c’è anche la possibilità che Trump ignori la scadenza dei 60 giorni e vada avanti, seguendo l’esempio i suoi predecessori di entrambi i partiti che hanno sostenuto che la Costituzione garantisce al presidente un’ampia autorità come comandante in capo, arguendo quindi che la legge che limita i poteri di guerra è incostituzionale. Rimane però il fatto che una continuazione della guerra senza autorizzazione rischerebbe di diventare un problema politico, e elettorale, per i repubblicani.
23 aprile 2026
Media Iran, Teheran valuta proposta per assumere il controllo sovrano di Hormuz
«Il parlamento iraniano e il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale stanno esaminando un piano per assumere il controllo sovrano di Hormuz». Lo riporta l’agenzia di stampa Mehr, citando Fadahossein Maleki, membro del Consiglio nazionale del parlamento di Teheran. «L’autorità decisionale finale rimane ancora da definire», ha concluso Maleki.
23 aprile 2026
Iran, manifestante di 33 anni rischia l’impiccagione in una prigione di Isfahan
Babak Kharbo, un manifestante di 33 anni incarcerato a Isfahan, nell’Iran centrale, rischia accuse che potrebbero comportare la pena di morte, secondo quanto riferito a Iran International da una fonte vicina alla sua famiglia. Kharbo è stato arrestato a febbraio nella città di Dizicheh ed è attualmente detenuto nel carcere di Dastgerd senza possibilità di avvalersi di un avvocato. Secondo la fonte, dopo l’arresto è stato sottoposto a interrogatori e torture e la sua famiglia è stata avvertita di non intraprendere alcuna iniziativa per la sua liberazione. Il 33enne è lo zio di Alireza Kharbo, un manifestante ventenne ucciso durante le proteste di gennaio. Secondo fonti vicine alla famiglia, Alireza è stato colpito a morte dalle forze Basij ed è deceduto in seguito mentre era in custodia; il suo corpo è stato restituito alla famiglia con diverse ferite da arma da fuoco. Almeno altri tre manifestanti sono stati uccisi durante gli stessi disordini.
23 aprile 2026
Pentagono smentisce, non servono 6 mesi per sminare Stretto di Hormuz
Il Pentagono smentisce la notizia riportata dal Washington Post, secondo cui per sminare lo Stretto di Hormuz ci vorranno sei mesi. In una dichiarazione, il portavoce capo del dipartimento della Guerra, Sean Parnell, ha detto che «la selezione parziale da parte dei media di informazioni trapelate, gran parte delle quali false, da un briefing classificato e a porte chiuse è giornalismo disonesto». «Una valutazione non significa che la valutazione sia plausibile, e una chiusura di sei mesi dello Stretto di Hormuz è impossibile e completamente inaccettabile per il segretario», ha affermato Parnell parlando con l’Afp.
23 aprile 2026
Libano, ministero Sanità: giornalista uccisa in circostanze infamanti
Il ministero della Sanità libanese ha condannato sui social l’uccisione della giornalista libanese Amal Khalil nella città di Al-Tiri, nel distretto di Bint Jbeil, nel sud del Paese. Il ministero ha dichiarato che la giornalista è morta «in circostanze che disonorano la coscienza umana, dopo essere stata inseguita dall’esercito occupante fino alla casa in cui si era rifugiata».
23 aprile 2026
Iran: Trump, «non c’è fretta per accordo, elezioni midterm non c’entrano»
Donald Trump “non ha fretta di concludere l’accordo con l’Iran”. Lo ha detto lo stesso presidente americano in un breve colloquio telefonico con la giornalista di Fox News Martha Maccallum, alla quale ha precisato che “la politica, incluse le elezioni di midterm, non influirà sui tempi”.
23 aprile 2026
Libano, Israele intercetta drone lanciato dal sud del Paese
L’esercito israeliano ha annunciato di aver intercettato un «bersaglio aereo sospetto» lanciato dal Libano meridionale, secondo quanto riportato da Al Jazeera.
Il Canale 15 israeliano, citando fonti militari, ha indicato che il drone aveva come obiettivo le forze israeliane operanti nel Libano meridionale al momento dell’intercettazione.
23 aprile 2026
Figlio Scià Pahlavi, Ue e Germania si schierino da parte giusta della storia
Rezha Phalavi, figlio dello scià di Persia, ha invitato l’Unione europea e la Germania a «schierarsi dalla parte giusta della storia» in riferimento al futuro dell’Iran. «Schieratevi dalla parte giusta della storia. Il popolo iraniano continuerà a combattere, con o senza l’aiuto europeo», ha detto Pahlavi in conferenza stampa a Berlino. «Finché questo regime resterà al potere, le minacce continueranno», ha avvertito Pahlavi rivolgendosi agli europei. A suo avviso, nessun negoziato, nessun accordo potrà cambiare la situazione. «Ci avete provato per molti anni, e avete fallito», ha sottolineato Pahlavi, sottolineando che solo un Iran libero può essere un partner affidabile per l’Europa. «Il cambiamento è in atto», ha detto ancora Pahlavi riferendosi al regime iraniano, ma «la domanda è quanti altri iraniani dovranno morire lungo il cammino verso il cambiamento».
23 aprile 2026
Casa Bianca: nessuna scadenza precisa per risposta di Teheran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha fissato una scadenza entro la quale l’Iran dovrà presentare una proposta di pace, ha affermato la Casa Bianca.
23 aprile 2026
Iran: riscosso pedaggio da navi in transito ad Hormuz
L’Iran ha riscosso per la prima volta un pedaggio dalle navi in transito nello Stretto di Hormuz e i fondi sono stati trasferiti nella Banca centrale iraniana: è quanto riporta l’agenzia di stampa iraniana Mehr, citando il vicepresidente del Parlamento, Hamid Reza Haji Babaei.
«I primi introiti derivanti dai pedaggi dello Stretto di Hormuz sono stati depositati sul conto della Banca Centrale», ha affermato il vicepresidente del Parlamento Hamidreza Hajibabaei, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tasnim. Anche altri media iraniani hanno riportato la stessa dichiarazione, senza fornire ulteriori dettagli.
23 aprile 2026
Iran, non serve una grande flotta per tenere bloccato Hormuz
L’Iran non ha bisogno di una flotta tradizionale particolarmente ingente per mantenere chiuso lo Stretto di Hormuz: l’uso di motovedette veloci armate in operazioni asimmetriche è sufficiente, secondo un’analisi della Cnn.
Secondo fonti di intelligence i Guardiani della Rivoluzione (pasdaran) mantengono ancora il 50% delle risorse navali di cui disponevano prima dell’inizio del conflitto, fra cui un migliaio di motovedette.
Queste singolarmente hanno poche possibilità di affondare una petroliera, e meno ancora un’unità da guerra come un cacciatorpediniere, ma utilizzate in gruppi di decine di imbarcazioni possono causare seri danni a navi civili o militari anche di grandi dimensioni; inoltre, sono in grado di posare mine navali.
23 aprile 2026
Dipartimento della Guerra nel caos per i licenziamenti di Hegseth

Il segretario della Difesa americano, Pete Hegseth, ha licenziato in tronco il segretario della Marina John Phelan, l’ultimo di una serie di alti funzionari costretto a lasciare il Pentagono dall’inizio della guerra con l’Iran.
Il 5 settembre 2025, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per ridenominare il Dipartimento della Difesa (noto informalmente come Pentagono) in Dipartimento della Guerra (Department of War).
23 aprile 2026
Dfp: shock conflitto Iran pesa su spread ma c’è maggiore solidità
Lo shock generato dalla guerra in Iran «ha influito sullo spread tra BTp e Bund a 10 anni, che costituisce una proxy della percezione da parte degli investitori dell’esposizione relativa allo shock: a fine febbraio si attestava sui minimi storici intorno ai 60 punti base, a testimonianza del riconoscimento degli sforzi fatti dal Governo per rafforzare la credibilità del consolidamento fiscale e la resilienza. Successivamente allo scoppio del conflitto, ha mediamente, seppur con una certa aumentata volatilità, registrato degli aumenti significativi, fino a toccare punte di circa 90-100 punti base. Più di recente lo spread si è progressivamente ridotto, pur non tornando pienamente in linea con la situazione di febbraio; l’aumento è risultato molto più contenuto di quello osservato durante precedenti periodi di nervosismo dei mercati, a riprova di una maggiore solidità rispetto al passato dei fondamentali dell’economia». Si legge nel Documento di finanza pubblica approvato ieri.
23 aprile 2026
Iran, Takaichi sente leader saudita: sostegno a colloqui pace
La prima ministra giapponese Sanae Takaichi ha avuto oggi un colloquio telefonico con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman e ha ringraziato Riad per la prosecuzione delle forniture di petrolio verso il Giappone e chiedendo cooperazione per ampliarle ulteriormente. La numero uno del governo nipponico ha ribadito, inoltre, il sostegno ai colloqui per arrivare a una pace nella regione.
La conversazione telefonica si è svolta per circa 30 minuti. Takaichi ha espresso vicinanza per le vittime e i danni materiali provocati dagli attacchi iraniani e ha anche ringraziato l’Arabia saudita per l’assistenza prestata ai cittadini giapponesi che hanno lasciato la regione passando per la capitale Riad.
La premier giapponese ha inoltre ribadito la posizione del Giappone a sostegno dei colloqui per il cessate il fuoco tra Stati uniti e Iran e degli sforzi diplomatici dei Paesi mediatori, affermando che Tokyo «continuerà a portare avanti con tenacia gli sforzi diplomatici necessari in coordinamento con la comunità internazionale».
Takaichi ha poi ricordato che l’Arabia saudita è il secondo fornitore di petrolio del Giappone per quota sull’import totale e ha espresso gratitudine per il fatto che, anche dopo l’inizio della crisi, Riad abbia continuato a garantire forniture verso il Giappone attraverso la rotta del Mar Rosso, evitando il transito nello stretto di Hormuz.
Da parte sua, Mohammed bin Salman ha manifestato l’intenzione dell’Arabia saudita di agire in modo costruttivo per assicurare le forniture energetiche ai mercati, compreso quello giapponese, e ha detto di voler collaborare con Tokyo per contribuire alla stabilizzazione della situazione, anche sul fronte della sicurezza della navigazione nello stretto di Hormuz.
23 aprile 2026
Libano, Barrot: «Attacco a caschi blu identificabili è crimine di guerra»
Il Ministro degli Affari Esteri francese, Jean-Noël Barrot, denuncia come «costitutivo di crimine di guerra» l’attacco che ha portato alla morte di due caschi blu francesi in Libano sabato. Intervenendo su Franceinfo, Barrot ha sottolineato che attaccare soldati chiaramente identificati come appartenenti a una missione di mantenimento della pace è, «costitutivo di crimine di guerra». Il capo della diplomazia francese ha indicato inoltre una responsabilità precisa in questo attacco. «Tutto lascia pensare che la responsabilità di questo crimine ricada su Hezbollah», ha ribadito.
23 aprile 2026
Madrid: «L’Europa dia un segnale politico forte sui raid d’Israele in Libano»
Il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, ha affermato che «non è possibile» che l’Europa non dica «assolutamente nulla» contro gli attacchi di Israele in Libano e ha avvertito che l’Unione europea deve dare «un segnale politico forte». «Non può essere che l’Europa, che deve difendere i diritti umani, il diritto internazionale, che deve anche unirsi agli sforzi di pace» in Medio Oriente «non dica nulla”», ha criticato in un’intervista all’emittente spagnola LaSexta, dopo che martedì non è stata adottata dai Ventisette alcuna decisione sulla sospensione dell’Accordo di associazione Ue-Israele per la violazione dei diritti umani, sollecitata da Madrid, né altre specifiche misure, per mancanza di accordo politico e numerico. Albares ha evidenziato che undici Paesi dell’Ue si sono espressi «a favore dell’adozione di qualche misura immediatamente», rilevando che l’intenzione era «iniziare un processo di dialogo» per arrivare a un consenso. Il premier spagnolo, Pedro Sanchez, rivendicherà oggi a Cipro al vertice informale dei leader dell’Ue, la posizione di Madrid e la necessità che i Ventisette adottino misure di dissuasione nei confronti di Israele, ribadendo la richiesta di sospendere l’accordo di associazione Ue-Israele, segnalano fonti della Moncloa, riprese dai media iberici.
23 aprile 2026
Libano, Idf: catturato miliziano unità Radwan di Hezbollah
Le Forze di Difesa israeliane hanno catturato nel sud del Libano un membro dell’unità di elite di Hezbollah Forza Radwan. A riferirne è il Times of Israel, che cita le Idf. Il sospetto catturato stava pianificando attacchi «imminenti» contro le forze israeliane di stanza nel sud del Libano. «Poco dopo essere stato identificato, il terrorista si è arreso ed è stato arrestato dalle forze», afferma l’esercito, aggiungendo che è stato portato in Israele per essere interrogato dall’Unità 504 della Direzione dell’Intelligence Militare.
23 aprile 2026
Pasdaran diffondono video con immagini sequestro navi a Hormuz
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno diffuso oggi un video che mostrerebbe il sequestro di due imbarcazioni nello stretto di Hormuz. Lo scrive il Guardian pubblicandone anche un piccolo estratto. Secondo quanto riportato dalle compagnie di navigazione e dall’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, i Pasdaran hanno dichiarato di aver sequestrato le navi per quelle che hanno definito «violazioni delle norme marittime» e di averle scortate fino alle coste iraniane.
23 aprile 2026
Iran: ministro Interni Pakistan incontra ambasciatrice Usa a Islamabad
Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi ha incontrato l’ambasciatrice statunitense Natalie Baker per discutere della recente situazione regionale e degli sforzi diplomatici volti a organizzare un secondo round di colloqui a Islamabad tra Iran e Stati Uniti. Lo ha affermato lo stesso ministero in una nota su X. Secondo quanto riferito Naqvi ha elogiato l’iniziativa del presidente Trump di estendere il cessate il fuoco con l’Iran e ha sottolineato la necessità di mantenere la continuità dei canali diplomatici per raggiungere una soluzione duratura. Il ministro ha inoltre espresso la speranza di «progressi positivi da parte dell’Iran», aggiungendo che il Primo Ministro pakistano Shehbaz Sharif e il Maresciallo di Campo Asim Munir «stanno compiendo ogni sforzo a tutti i livelli per risolvere la questione».
23 aprile 2026
Iran: ministro Esteri: «Hormuz? Colpa di Usa e Israele»
«L’aggressione» di Usa e Israele contro l’Iran, ovvero le operazioni militari avviate lo scorso 28 febbraio e fermate da una fragile tregua che Donald Trump ha prorogato, è «all’origine della mancanza di sicurezza nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz». Queste le parole del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, diffuse da Teheran che dà notizia di un incontro nella capitale iraniana con l’inviato speciale della diplomazia sudcoreana, Chung Byung-ha. Araghchi, si legge, ha denunciato «crimini brutali» puntando il dito contro Usa e Israele.
23 aprile 2026
Iran annuncia uccisione di una presunta «spia del Mossad»
I media ufficiali del sistema giudiziario iraniano, ripresi da al Jazeera, hanno riferito dell’esecuzione di un uomo condannato per legami con un gruppo di opposizione e con il servizio di intelligence israeliano Mossad.
Secondo Mizan, l’organo di informazione della magistratura iraniana, Sultan Ali Shirzadi Fakhr era da lungo tempo membro del gruppo di opposizione Mujahideen-e-Khalq e aveva avuto «un’ampia cooperazione con il gruppo in vari campi per anni».
Lo stesso media ha aggiunto che Fakhr avrebbe ammesso di aver partecipato a «operazioni terroristiche contro l’Iran».
23 aprile 2026
Libano, oggi riparte il negoziato: Beirut chiede tregua di un mese
L’incontro negoziale tra gli ambasciatori di Libano e Israele a Washington, il secondo tra le due parti dalla ripresa del conflitto, avrà inizio oggi alle 16 ora locale, le 22 in Italia (le 23 in Israele). I colloqui hanno luogo mentre è in vigore un fragile cessate il fuoco di 10 giorni, volto a sospendere i combattimenti tra Israele e Hezbollah, il movimernto sciita sostenuto dall’Iran, fortemente voluto dal presidente statunitense Donald Trump e imposto il 16 aprile scorso.
All’incontro dovrebbero partecipare l’ambasciatore Usa in Israele Mike Huckabee e l’ambasciatore Usa in Libano Michel Issa. Israele sarà rappresentato dall’ambasciatore negli Stati uniti Yechiel Leiter, mentre per il Libano prenderà parte ai colloqui l’ambasciatrice a Washington Nada Hamadeh Moawad.
Il Libano intende chiedere una proroga di un mese del cessate il fuoco, secondo quanto riferito da una fonte politica alla Cnn. Il piano di cessate il fuoco guidato dagli Stati Uniti prevedeva che Israele «si riservasse il diritto di adottare tutte le misure necessarie per autodifesa» e invitava il governo libanese a impedire a Hezbollah «di compiere attacchi, operazioni o attività ostili contro obiettivi israeliani». Ieri il presidente libanese Joseph Aoun ha riferito di «contatti in corso per prorogare il cessate il fuoco» che scade domenica prossima.
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha dichiarato che il Paese non ha «gravi divergenze con il Libano» ed è disposto a «tendere una mano per la pace» a tutti coloro che la cercano. Sa’ar ha inoltre esortato il governo libanese a «collaborare» contro Hezbollah.
Nell’ultima settimana, l’esercito israeliano e Hezbollah hanno lanciato attacchi, nonostante il cessate il fuoco. Il primo ministro libanese ha accusato Israele di crimini di guerra dopo che un raid aereo nel sud del Paese ha ucciso un giornalista e ne ha ferito gravemente un altro nella giornata di ieri, secondo l’agenzia di stampa nazionale libanese. Le forze israeliane hanno ucciso almeno quattro persone nella regione meridionale in attacchi separati, secondo quanto riportato dai media statali libanesi.
Gli attacchi hanno suscitato un’ondata di indignazione internazionale da parte di organizzazioni come le Nazioni Unite e il Comitato per la protezione dei giornalisti. L’ambasciata statunitense a Beirut sta esortando i cittadini americani a lasciare il Paese, citando i «persistenti rischi di terrorismo e rapimenti in tutto il Libano».
Il Libano sta cercando da tempo di disarmare Hezbollah, in particolare vicino al confine con Israele. A gennaio, il Libano ha annunciato di aver completato la prima fase del suo piano per disarmare il gruppo militante sostenuto dall’Iran, ma Israele ha affermato che i progressi sono «lontani dall’essere sufficienti»
Oltre 62.000 abitazioni sono state distrutte o danneggiate nelle operazioni israeliane in più di sei settimane di combattimenti, ha dichiarato un funzionario libanese. «In quasi 45 giorni (di guerra), abbiamo contato 21.700 case distrutte e 40.500 danneggiate», ha affermato il Segretario Generale del Consiglio Nazionale per la Ricerca Scientifica (CNRS), Chadi Abdallah, durante una conferenza stampa.
23 aprile 2026
Libano accusa Israele di crimini di guerra dopo morte giornalista
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha accusato Israele di «crimini di guerra» dopo un attacco israeliano nel sud del Libano, avvenuto mercoledì, in cui una giornalista è rimasta uccisa e un’altra collega ferita.
«Attaccare i giornalisti, impedire alle squadre di soccorso di raggiungerli e poi attaccare nuovamente i loro luoghi dopo l’arrivo delle squadre, costituisce chiaramente un crimine di guerra», ha scritto Salam su X.

La giornalista libanese Amal Khalil, che lavora per il quotidiano Al-Akhbar, mentre riferisce nei pressi di un ponte distrutto a Qasmiyeh, in Libano, domenica 22 marzo 2026. Khalil è rimasta uccisa in un attacco aereo israeliano nel villaggio di al-Tiri, nel sud del Libano, mercoledì 22 aprile 2026. (AP Photo/Mohammed Zaatari) Associate Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna Associate Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna
Secondo il premier libanese, gli attacchi di Israele contro i giornalisti che svolgono il loro lavoro «non sono più episodi isolati, ma sono diventati una pratica comune che condanniamo e respingiamo, così come tutte le leggi e le convenzioni internazionali». «Il Libano non risparmierà alcuno sforzo per portare questi crimini davanti ai tribunali internazionali competenti», ha avvertito Salam.
La giornalista libanese Amal Khalil è stata trovata morta nella giornata di ieri tra le macerie in seguito ad un raid aereo israeliano su Al-Tiri, nel sud del Libano.
23 aprile 2026
Libano, soldati italiani Unifil installano nuova statua di Gesù
La statua di Gesù che era stata distrutta da un soldato israeliano nel villaggio di Debel, nel sud del Libano, è stata rimpiazzata da una nuova statua donata dai soldati del contingente italiano dell’Unifil. Lo riporta Times of Israel.
Anche l’esercito israeliano ha consegnato una statua sostitutiva in seguito all’incidente, sebbene più piccola e di stile diverso dall’originale.
I media libanesi hanno pubblicato foto che mostrano come la statua donata dai Caschi blu delle Nazioni Unite assomigli maggiormente alla statua originale.

Un soldato israeliano usa una mazza per colpire la testa di una statua di Gesù crocifisso caduta da una croce: l'immagine circola sui social media, oggi l'esercito israeliano ha fatto sapere che è autentica. i media arabi hanno riferito che la statua si trovava nel villaggio cristiano di Debl, nel sud del Libano, vicino al confine con Israele. L'esercito israeliano ha affermato di considerare l'incidente con "grande severità", aggiungendo che "la condotta del soldato è totalmente incoerente con i valori che ci si aspetta dalle sue truppe", in un post sul suo account ufficiale X. CREDIT @LTC_Shoshani (Official account of IDF International Spokesperson Lieutenant Colonel Nadav Shoshani) @LTC_Shoshani
La statua consegnata dall’Idf è anche visibile in alcune foto mentre viene trasportata da alcuni membri della comunità, apparentemente perché è stata spostata altrove.
23 aprile 2026
Medioriente: Idf, uccisi due terroristi palestinesi a Gaza
L’Idf ha affermato di aver ucciso ieri due terroristi palestinesi che “rappresentavano una minaccia” per le truppe nella Striscia di Gaza. In un episodio avvenuto nel nord della Striscia di Gaza, le truppe hanno identificato “un terrorista che operava nell’area della Linea Gialla e si è avvicinato alle forze in modo da rappresentare una minaccia immediata”. Nel sud della Striscia invece è stato ucciso un “terrorista che aveva oltrepassato la Linea Gialla e si era avvicinato alle forze in modo da costituire una minaccia immediata”.
23 aprile 2026
Libano: Ft, Beirut è spettatrice passiva nei colloqui
Le autorità di Beirut sarebbero “spettatrici passive” nei colloqui con Usa e Israele sul cessate il fuoco che hanno portato a una tregua di 10 giorni nel paese. E’ quanto scrive il Financial Times. Secondo il quotidiano Beirut non avrebbe avuto nessun peso nelle decisioni che hanno portato alla definizione dell’accordo raggiunto solamente per la volonta di Trump e dell’Iran.
23 aprile 2026
«L’Italia ai Mondiali al posto dell’Iran»: l’idea dell’inviato di Trump

L’Italia ai Mondiali del 2026 al posto dell’Iran. E’ la richiesta avanzata dall’inviato di Donald Trump, Paolo Zampolli, alla Fifa, spiegando che i quattro campionati del Mondo vinti dagli Azzurri giustificano lo scambio. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il piano è uno “sforzo per riparare i legami fra Trump e la premier Giorgio Meloni” dopo gli attacchi del presidente al Papa per la guerra in Iran.
“Confermo di aver suggerito a Trump e Infantino di sostituire l’Iran con l’Italia ai Mondiali. Sono italiano, sarebbe un sogno vedere gli Azzurri ai Mondiali negli Stati Uniti. Con quattro titoli, gli Azzurri hanno il pedigree per giustificare l’inclusione”, ha detto Zampolli al Financial Times. L’Iran però ha fatto sapere nelle ultime ore di essere pronto per il torneo che si apre in giugno e che intende partecipare.
23 aprile 2026
Hormuz, Usa: 31 navi iraniane bloccate
Il Comando militare americano per il Medio Oriente, il Centcom, ha dichiarato che le forze statunitensi hanno “ordinato a 31 navi di invertire la rotta o di rientrare in porto nell’ambito del blocco americano contro l’Iran”.
“La maggior parte delle navi si è conformata alle istruzioni americane”, ha scritto ancora il Centcom su X, aggiungendo che “la maggior parte delle navi che hanno fatto marcia indietro erano petroliere”.
23 aprile 2026
Hormuz, Pentagono: ci potrebbero voler 6 mesi per sminare lo stretto
Potrebbero essere necessari fino a sei mesi per liberare completamente lo stretto di Hormuz dalle mine collocate dai militari iraniani e un’operazione del genere difficilmente verrebbe avviata prima della fine della guerra tra Stati uniti e Iran. Questa, secondo il Washington Post, la valutazione che il Pentagono ha trasmesso al Congresso e che suggerisce come l’impatto economico del conflitto possa protrarsi fino alla fine dell’anno o anche oltre.
La stima è stata illustrata martedì in un briefing riservato ai membri della commissione Forze armate della Camera da un alto funzionario del Dipartimento della Difesa, hanno riferito tre fonti a conoscenza della discussione al Wp. Secondo le stesse fonti, il calendario prospettato avrebbe suscitato frustrazione sia tra i democratici sia tra i repubblicani, perché lascia prevedere prezzi elevati di benzina e petrolio anche molto dopo un eventuale accordo di pace.
Secondo quanto riferito ai parlamentari, l’Iran potrebbe aver collocato 20 o più mine nello stretto di Hormuz e nelle acque circostanti, snodo cruciale per il transito del petrolio mediorientale nel Golfo Persico. Alcuni ordigni sarebbero stati fatti galleggiare a distanza con tecnologia Gps, rendendone più difficile l’individuazione da parte delle forze americane, mentre altri sarebbero stati posati da unità iraniane con piccole imbarcazioni.
23 aprile 2026
La nebbia di Trump: strategia del caos o deriva americana?

Due secoli fa, Carl von Clausewitz definiva la guerra «regno dell’incertezza», in cui «tre quarti dei fattori sui quali si basa l’azione sono avvolti in una nebbia d’incertezza più o meno grande». In quella stessa nebbia sembrano navigare i tentativi di fermare la guerra apertasi con l’attacco a Teheran. Con una differenza: anziché dall’andamento delle operazioni militari, la nebbia sembra generata dallo stile caotico con il quale Donald Trump gestisce la guerra e l’intero mandato presidenziale.
A quasi due mesi dall’attacco del 28 febbraio, le notizie dal Golfo Persico si alternano come un pendolo, rendendo difficile formarsi un’idea dell’andamento delle operazioni in termini convenzionali. Ieri l’Iran ha fermato la MSC Francesca e due altre navi che transitavano per Hormuz, martedì Trump aveva annunciato all’ultimo momento la proroga della tregua in scadenza, lunedì gli Stati Uniti avevano abbordato la portacontainer Touska, oggi chissà.
23 aprile 2026
Nyt, «scadenza primo maggio aumenta la pressione su Trump per chiudere in Iran»
La scadenza del primo maggio potrebbe aumentare la pressione su Donald Trump per mettere fine alla guerra in Iran. Il primo maggio sono infatti 60 giorni di conflitto e la legge prevede che il presidente richieda l’autorizzazione al Congresso per procedere. Lo riporta il New York Times. Finora i repubblicani gli hanno consentito di muoversi liberamente, bloccando anche tutte le risoluzioni per i poteri di guerra presentate dai democratici. Ma il primo maggio è una scadenza sulla quale molti repubblicani non intendono soprassedere. Anche se le guerra contro l’Iran è iniziata alla fine di febbraio, Trump ha notificato formalmente al Congresso l’operazione il 2 marzo, facendo scattare il conteggio dei 60 giorni che cadono il primo maggio. Una volta superata la scadenza, le opzioni a disposizione del presidente per continuare la campagna senza l’autorizzazione del Congresso sono limitate. Trump ne avrebbe tre: chiedere al Congresso di continuare, iniziare a ridurre il coinvolgimento americano o concedersi un’estensione. La norma infatti prevede un’estensione di 30 giorni se il presidente certifica per iscritto che c’è bisogno di più tempo per facilitare il rititro sicuro delle forze americane. L’estensione comunque non gli garantirebbe l’autorità di continuare l’offensiva. Il Congresso ha l’opzione in ogni momento di garantirgli esplicitamente il permesso di continuare la guerra approvando un’autorizzazione per l’uso della forza militare. Non è chiaro però se i repubblicani avrebbero o meno i numeri. Trump potrebbe poi decidere, come hanno fatto alcuni presidenti in passato, di ignorare le scadenze esponendo però il partito repubblicano a molti rischi politici.
23 aprile 2026
«Il segretario della Marina Usa è stato licenziato, tensioni con Hegseth»
Il segretario della Marina John Phelan è stato licenziato dopo mesi di tensioni con il capo del Pentagono Pete Hegseth. Secondo quanto riportato dai media americani, ad alimenatre gli attriti sarebebro stati gli stretti rapporti di Phelan con il presidente Donald Trump. I due si parlano spesso e si incontrano a Mar-a-Lago e Phelan avrebbe suggerito direttamente al presidente l’idea di ammodernare la flotta, scavalcando Hegseth. Una mossa che il capo del Pentagono non ha digerito.
23 aprile 2026
Il Senato Usa blocca una risoluzione sui poteri di guerra
Il Senato blocca ancora una volta una risoluzione sui poteri di guerra con 51 voti contro 46. Il democratico John Fetterman ha votato con i repubblicani mentre il conservatore Rand Paul con i liberal. I democratici hanno forzato il voto ma anche in questo caso non sono riusciti a spuntarla.
23 aprile 2026
Pentagono, il segretario della Marina lascia con effetto immediato
Il segretario della Marina americana John Phelan lascia l’incarico con effetto immediato. Lo comunica il Pentagono senza fornire spiegazioni sull’uscita. Phelan è il più alto civile in grado nella Us Navy e la sua uscita arriva nel mezzo del blocco nello stretto di Hormuz. Il suo posto sarà preso in via temporanea dal suo vice Hung Cao. (ANSA).
23 aprile 2026
Cosa è successo ieri
Guerra in Iran e Medio Oriente, 22 aprile
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