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«L’Italia ai Mondiali al posto dell’Iran»: l’idea dell’inviato di Trump

Il piano “è un tentativo di riparare i legami fra Donald Trump e la premier Giorgia Meloni” dopo gli attacchi del presidente al Papa per la guerra in Iran. Ambasciata Iran a Roma: «L’Italia ha sempre vinto sul campo non con la politica»

Foto IPP/picture alliance/Matthias Balk Monaco di Baviera - Germania - 13/02/2026 nella foto Paolo Zampolli, uomo d'affari di origine italiana residente a New York (USA) dove ricopre la carica di Rappresentante Speciale degli Stati Uniti per le Partnership Globali, parteciperà alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco   - WARNING AVAILABLE ONLY FOR ITALIAN MARKET - Italy Photo Press - Paolo Zampolli, uomo d'affari, amico di Donald e Melania Trump e di Jeffrey Epstein 16878

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L’Italia ai Mondiali del 2026 al posto dell’Iran. E’ la richiesta avanzata dall’inviato di Donald Trump, Paolo Zampolli, alla Fifa, spiegando che i quattro campionati del Mondo vinti dagli Azzurri giustificano lo scambio. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il piano è uno “sforzo per riparare i legami fra Trump e la premier Giorgio Meloni” dopo gli attacchi del presidente al Papa per la guerra in Iran.

“Confermo di aver suggerito a Trump e Infantino di sostituire l’Iran con l’Italia ai Mondiali. Sono italiano, sarebbe un sogno vedere gli Azzurri ai Mondiali negli Stati Uniti. Con quattro titoli, gli Azzurri hanno il pedigree per giustificare l’inclusione”, ha detto Zampolli al Financial Times. L’Iran però ha fatto sapere nelle ultime ore di essere pronto per il torneo che si apre in giugno e che intende partecipare.

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In marzo Teheran aveva detto che non avrebbe partecipato in seguito all’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei da parte di Stati Uniti e Israele, citando motivi di sicurezza per i suoi atleti negli States. L’Iran aveva quindi aleggiato l’idea l’ipotesi di giocare in Canada o in Messico, ma è stato respinto dalla Fifa. Trump aveva detto che i giocatori iraniani erano i “benvenuti” negli Stati Uniti, senza però nascondere che sarebbe stato inappropriato e potenzialmente pericoloso per loro. Fifa non ha commentato sui tentativi di lobby e si è limitata a rimandare alle recenti dichiarazioni di Gianni Infantino.

“La squadra iraniana verrà sicuramente”, ha detto la settimana scorsa a Washington. “Speriamo che per allora, naturalmente, la situazione sia pacifica. Ciò sarebbe sicuramente d’aiuto”, aveva aggiunto.

“Ma l’Iran deve venire, se intende rappresentare il proprio popolo. Si è qualificato, vuole davvero giocare e deve giocare”, aveva sottolineato.

Ambasciata Iran a Roma: «L’Italia ha sempre vinto sul campo non con la politica»

“Il calcio appartiene ai popoli, non ai politici”. Così in un post su X l’ambasciata iraniana a Roma che rilancia la notizia del Financial Times sulla proposta che sarebbe arrivata dall’inviato di Donald Trump, Paolo Zampolli, per il ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026. “L’Italia ha conquistato la grandezza del calcio sul campo, non grazie a rendite politiche - prosegue il post - Il tentativo di escludere l’Iran dalla Coppa del Mondo mostra soltanto la ’bancarotta morale’ degli Stati Uniti, che temono perfino la presenza di undici giovani iraniani sul terreno di gioco”.

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