Usa

Dipartimento della Guerra nel caos per i licenziamenti di Hegseth

Licenziato il capo della Marina John Phelan. A inizio aprile un altro alto funzionario è stato costretto a lasciare

FOTO D'ARCHIVIO: Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth e il segretario alla Marina John Phelan in piedi accanto a un rendering della USS Defiant della "Classe Trump"a Mar-a-Lago a Palm Beach, in Florida (Stati Uniti), il 22 dicembre 2025. REUTERS/Jessica Koscielniak/Foto d'archivio REUTERS

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Il segretario della Difesa americano, Pete Hegseth, ha licenziato in tronco il segretario della Marina John Phelan, l’ultimo di una serie di alti funzionari costretto a lasciare il Pentagono dall’inizio della guerra con l’Iran.

Il 5 settembre 2025, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per ridenominare il Dipartimento della Difesa (noto informalmente come Pentagono) in Dipartimento della Guerra (Department of War).

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All’inizio di questo mese, Hegseth ha chiesto al capo di stato maggiore dell’esercito, il generale Randy George, di dimettersi. Il licenziamento improvviso di Phelan arriva mentre la Marina è impegnata a supervisionare il blocco dello Stretto di Hormuz, una delle operazioni più importanti degli ultimi decenni.

Il Segretario della Marina non ha alcun ruolo di supervisione delle forze schierate e il licenziamento di Phelan non dovrebbe avere implicazioni significative sulla guerra in Iran o sulle operazioni della Marina statunitense volte a bloccare i porti iraniani o sull’apertura dello Stretto di Hormuz.

Secondo fonti che hanno chiesto l’anonimato, Phelan è stato costretto a dimettersi dopo essersi scontrato con Hegseth e il vice segretario alla Difesa Stephen Feinberg per l’attenzione che il presidente Donald Trump riserva a quella che l’amministrazione ha definito la nuova “Flotta d’Oro” statunitense.

Un funzionario della Casa Bianca ha affermato che Trump e Hegseth hanno concordato sulla necessità di una nuova leadership per la Marina, ma sui media americani circola la versione di un buon rapporto tra Trump e Phelan, rapporto che è stato all’origine del siluramento. Hegseth si sarebbe sentito scavalcato.

Il rilancio della cantieristica navale statunitense è stata una delle principali priorità dell’amministrazione Trump in materia di difesa.

Phelan era presente nella tenuta di Trump a Mar-a-Lago a dicembre, quando il presidente ha presentato la sua nuova corazzata di classe Trump e ha elogiato il suo Segretario della Marina definendolo «uno degli uomini d’affari di maggior successo del Paese».

«Si sta probabilmente riducendo lo stipendio più di ogni altro», ha detto Trump a proposito di Phelan, donatore della sua campagna elettorale.

Lo stesso Phelan ha co-fondato MSD Capital oltre vent’anni fa per gestire il patrimonio di famiglia del produttore di computer Michael Dell. In seguito, Phelan ha fondato Rugger Management, una società di investimenti privati con sede a Palm Beach, in Florida.

I rapporti di Phelan con gli altri alti funzionari del Pentagono erano tesi da mesi, e questo ha senza dubbio influito sulle dimissioni forzate.

Ma il problema principale pare sia stato il rapporto con il capo del Dipartimento della Guerra che lo scorso autunno ha licenziato il capo di gabinetto di Phelan, Jon Harrison, segno che i due non andavano d’accordo da tempo. «Phelan non aveva capito di non essere lui il capo. Il suo compito è eseguire gli ordini ricevuti, non quelli che ritiene dovrebbero essere impartiti».

«Hegseth - dice ancora la fonte ad Axios - ha avuto attriti anche con il Segretario dell’Esercito Daniel Driscoll, ampiamente elogiato per l’iniziativa di radicale trasformazione dell’Esercito messa in atto, e caro amico del Vicepresidente JD Vance.

La differenza tra Phelan e Driscoll è che Driscoll sta ottenendo ottimi risultati con la sua iniziativa di trasformazione.

In più, è vicino a Vance. Phelan non è nessuna di queste due cose» ha dichiarato una fonte interna al Pentagono.

Hegseth resta nelle grazie di Trump perché gode di un solido rapporto con il presidente, con Vance, con il Segretario di Stato Marco Rubio e con il Generale Dan Caine, capo degli Stati maggiori riuniti. «Questi sono i quattro rapporti più importanti che possa avere, e sono buoni», ha affermato un alto funzionario dell’amministrazione. «Ma qui non si sa mai», ha aggiunto.

Il ritmo dei licenziamenti imposto da Hegseth nelle forze armate - scrive The Atlantic - è superiore a quello di qualsiasi altro capo del Pentagono nell’era moderna, compresi quelli avvenuti durante i vent’anni di guerra in Iraq e Afghanistan.

Dall’arrivo di Hegseth, il Dipartimento della Guerra ha rimosso improvvisamente il presidente del Joint Chiefs of Staff (il più alto ufficiale militare), il comandante della Marina statunitense e il numero due dell’Aeronautica, insieme a decine di alti ufficiali e avvocati militari di tutte le forze armate.

Le dimissioni e le tensioni all’interno del Pentagono sono solo uno dei problemi che in questi ultimi mesi hanno coinvolto Hegseth. Il capo del Dipartimento della Guerra è stato chiamato in causa anche quando un suo broker ha tentato un ingente investimento in importanti aziende del settore della difesa nelle settimane precedenti l’attacco di Usa-Israele all’Iran.

Pete Hegseth è nel mirino sin dalla sua difficoltosa conferma al Senato.

A metà aprile, i democratici della Camera hanno presentato una mozione per l’impeachment contro il capo del Dipartimento della Guerra, accusandolo di gravi reati come crimini di guerra e abuso di potere.

Il provvedimento non ha praticamente alcuna possibilità di essere approvato dall’attuale Congresso, ma è il segno che il partito d’opposizione si è compattato individuando nel veterano ed ex conduttore di Fox news il nuovo obiettivo da colpire.

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