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UniCredit in uscita dalla Russia: accordo per cedere parte di Ao Bank

L’acquirente è un investitore privato consolidato con sede negli Emirati Arabi Uniti

di L. D.

UniCredit dismette parte delle attività russe cedendole a un investitore emiratino ANSA

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UniCredit firma un accordo non vincolante per la cessione di parte delle proprie attività in Russia. L’acquirente, si legge in una nota, è un investitore privato consolidato con sede negli Emirati Arabi Uniti, «con relazioni di lungo corso con la comunità istituzionale e imprenditoriale locale», in relazione al quale Unicredit ha effettuato le previste verifiche di conformità.

L’accordo relativo alla cessione di parte delle attività in Russia «accelera il processo di rifocalizzazione delle attività di UniCredit» nel paese principalmente sui pagamenti internazionali, in prevalenza in euro e dollari Usa, per clientela corporate occidentale e russa non soggetta a sanzioni.

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«Continuità e stabilità»

L’operazione, si legge in una nota dell’istituto di credito, è stata strutturata e sarà eseguita in modo da garantire «continuità e stabilità per clienti e dipendenti». I clienti che utilizzano le soluzioni di pagamento di UniCredit da e verso la Russia manterranno l’accesso all’attuale gamma di operazioni durante tutto il processo.

La struttura prevista prevede lo spin-off di una parte delle attività di AO Bank in una nuova entità separata, denominata New Bank. Successivamente, AO Bank, con le attività residue, sarà ceduta all’acquirente e diventerà la Remaining Bank. Al termine del processo, UniCredit deterrà il 100% della New Bank, mentre l’acquirente deterrà il 100% della Remaining Bank.

Dal punto di vista patrimoniale, UniCredit prevede che l’operazione generi un beneficio complessivo sul capitale di circa 35 punti base. Il gruppo spiega che l’impatto negativo iniziale al closing, stimato in circa 20–25 punti base, sarà più che compensato dalla riduzione della perdita residua nello scenario estremo, attesa a circa 30–40 punti base rispetto ai 93 punti base calcolati al primo trimestre 2026.

Più rilevante l’effetto sul conto economico: UniCredit stima un impatto negativo cumulato compreso tra 3,0 e 3,3 miliardi di euro, inclusi circa 1,6–1,8 miliardi derivanti dall’effetto della riserva cambi. Si tratta, precisa il comunicato, di una voce «non monetaria senza impatto sul capitale».

Il perfezionamento dell’operazione è atteso nel primo semestre del 2027, ma resta subordinato alla firma degli accordi vincolanti, all’attuazione dello spin-off e all’ottenimento delle autorizzazioni regolamentari necessarie.

UniCredit sottolinea infine che l’operazione «non avrà impatti sulla distribuzione agli azionisti», poiché i relativi effetti saranno esclusi dalla definizione di utile netto ai fini distributivi. Nessun impatto è previsto nemmeno sugli obiettivi di utile netto del piano UniCredit Unlimited 2028-2030.

Tutto questo in uno scenario che ha visto il gruppo bancario italiano aumentare al 35,5% l’esposizione su Commerzbank.

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