Banche

UniCredit record nel trimestre, utile a 3,2 miliardi e alza i target

I ricavi sono cresciuti del 4,9% annuo a 6,9 miliardi, accantonati 2,4 miliardi per i soci. Rapporto cost/income «leader di settore», sceso al 33,4%. Orcel: «Pronti a un'ampia serie di scenari»

di Paolo Paronetto

L'Unicredit Tower ANSA

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Risultati record per Unicredit nel primo trimestre, che consentono alla banca di migliorare il target per il 2026 nonostante il peggioramento del contesto geopolitico. La banca guidata dall'a.d. Andrea Orcel ha chiuso il periodo gennaio-marzo con un utile netto di 3,2 miliardi, in crescita del 16,1% rispetto allo stesso periodo del 2025 e superiore del 20% circa rispetto ai 2,675 miliardi previsti dal consensus pubblicato sul sito della società.

Si tratta, rivendica la banca in una nota, del «21esimo trimestre consecutivo di crescita redditizia» e del «miglior trimestre di sempre», con «record su tutte le linee principali». I dati rappresentano quindi un «inizio straordinario» del piano UniCredit Unlimited. I ricavi sono saliti del 4,9% a 6,9 miliardi, con margine di interesse a 3,6 miliardi (-2%) e commissioni a 2,5 miliardi (+7,8%). In calo dell'1,1% a 2,3 miliardi i costi operativi, per un rapporto cost/income in calo al 33,4%, livello «leader nel settore». Il coefficiente patrimoniale Cet 1 è al 14,2% o al 14,8% «proformato per il Danish Compromise». Salirebbe a circa il 15% «per l'impatto temporaneo legato al valore del patrimonio netto di Commerzbank e Alpha Bank».

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Nel 2026 utile «uguale o superiore a 11 miliardi»

I numeri consentono a UniCredit di «incrementare l'ambizione per l'utile netto del 2026 e di riaffermare quelle per il 2028-2030 nonostante un contesto geopolitico e macroeconomico più complesso». L'utile di quest'anno è ora atteso «uguale o superiore a 11 miliardi», a fronte di un target precedente di «circa 11 miliardi», «a riprova della maggiore fiducia nella propria abilità di generare rendimenti eccellenti». Confermate poi «le ambizioni finanziarie al 2028 e oltre, sostenute da una solida traiettoria standalone e da una equity story eccezionale».

Accantonati 2,4 mld per la remunerazione dei soci

Proseguendo nell'analisi del conto economico, UniCredit sottolinea che nel trimestre «la generazione organica di capitale si è confermata robusta a 98 punti base», pari a 2,9 miliardi, «più che in grado di supportare 2,4 miliardi di distribuzioni accantonate per gli azionisti e gli impatti derivanti dal quadro regolamentare e da altri fattori». In particolare, la banca ha accantonato l'80% dell’utile netto del, aggiustato per le poste straordinarie non distribuibili relative al badwill derivante dal consolidamento a patrimonio netto di Commerzbank e Alpha Bank». I proventi da negoziazione si sono attestati a 476 milioni, in rialzo del 2,3% e i dividendi sono stati pari a 408 milioni, «più che triplicati anno su anno, beneficiando della maggiore contribuzione del nostro portafoglio strategico». Il costo del rischio si è attestato a 17 punti base, in rialzo di 9 punti base rispetto allo stesso periodo del 2025.

Quanto ai risultati delle singole divisioni, l'Italia chiude il trimestre con un utile di 1,1 miliardi (-10,5% su base annua), la Germania con 586 milioni (-0,3%), l'Europa centrale e orientale con 468 milioni (-7,3%), l'Austria con 361 milioni (+7,4%) e il corporate center di gruppo con 531 milioni (a fronte di un rosso di 175 milioni un anno prima). La Russia ha chiuso il trimestre con un utile di 145 milioni (-47,1%).

Orcel: «Pronti ad ampia serie di scenari»

UniCredit, ha commentato l'a.d. Andrea Orcel, «ha riportato un’altra serie record di risultati trimestrali in tutte le principali metriche finanziarie, dando prova della solidità e della coerenza del nostro modello, e della esecuzione della nostra strategia». Orcel ha sottolineato il «RoTE eccellente pari al 26%». Questi risultati «riflettono una esecuzione disciplinata su tutte le leve, crescita dei ricavi, efficienza dei costi e solidità del capitale, dando prova di come una banca ben gestita e diversificata possa conseguire rendimenti eccellenti su tutto l’arco del ciclo macroeconomico, mentre investe per il proprio futuro». «Mentre lo scenario geopolitico e macroeconomico si fa più incerto e complesso - ha concluso - la nostra cultura vincente che unisce le nostre persone, la nostra continua trasformazione e i nostri punti di forza unici e linee di difesa ci preparano al meglio per il futuro in un’ampia serie di scenari».

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