A Firenze e in Toscana tra giardini segreti e palazzi bucolici
L’esoterico giardino Torrigiani
Vissuta magari l’esperienza della colazione all’Hotel Savoy, a Rocco Forte Hotel, al mattino, prima ancora del colto giardiniere Tommaso, discendente della famiglia col pollice più verde della Toscana, il benvenuto al Giardino Torrigiani lo danno la sfinge e la dea Osiride, forse le più celebri manifestazioni della passione dinastica per l’arte egizia. Si tratta del primo indizio dell’assoluta unicità mondiale di questo parco privato entro le mura trecentesche innalzate dall’architetto Arnolfo di Cambio, acquisito nel XVI secolo dalla famiglia Medici e da allora rimasto appannaggio della stirpe Torrigiani. Fu soprattutto Pietro a decidere che questo eden botanico segreto, esteso sette ettari, avrebbe dovuto essere ammantato da un’atmosfera esoterica, perciò si affidò all’architetto Luigi de Cambray Digny e successivamente all’ingegnere Gaetano Baccani, già apprezzato per aver progettato il campanile di Santa Croce. Ebbene, grazie a loro si prende parte a un percorso di ascesi della conoscenza che passa attraverso antiche rovine, tempietti dall’aura e fattezze greco romane. Stupisce trovarsi dinnanzi anche una torre-biblioteca e osservatorio astronomico eretta sopra i bastioni michelangioleschi, mentre nei meandri della motta passavano i cunicoli impiegati da Cosimo I de Medici per veicolare i suoi tesori. Pare che in questa costruzione che, salendo, da quadrangolare si fa ottagonale e infine tonda fosse custodito anche un telescopio di Galileo Galilei. Certo è che, tra gli scrittori sempre invitati, D.H. Lawrence fosse il più assiduo ascoltatore del canto degli uccelli, da lui definito “più bello e vero rispetto ai Boboli”. Se la parte settecentesca segue gli stilemi del giardino romantico, ebbene tra le 400 specie conservate spiccano i cedri del Libano, Deodora e Atlantica, i Platani dalle larghe braccia, la sequoia, il bambuseto a canne di organo, i tigli gentili e quel Ginkgo biloba che impressiona per l’ampiezza del tronco e la generosità delle sue foglie, mentre i rami si sacrificarono per salvare il casino di caccia dalle bombe. La grotta cara a Saturno, il gruppo scultoreo di Pio Fedi che diede vita a un’audace Seneca stretto a un giovane Pietro Torregiani meritano di venire altrettanto scoperti, mentre alcune delle Serre sono diventate un bistrot che gode di un ingresso separato rispetto a quello più intimo di questo giardino entro le mura cittadine ritenuto il più grande d’Europa e anche il più alchemico, dove le truppe americane piantarono le loro tende. Dentro il Palazzo, inoltre, si svolse nel 1951 la prima sfilata nella storia della moda italiana, allestita da Giovanni Battista Giorgini.
