Petroliere all’ancora nei pressi dello Stretto di Hormuz APN

20 aprile 2026

Trump: «Colpita e sequestrata nave iraniana». Teheran «Violato il cessate il fuoco, reagiremo»

Teheran accusa l’Ue: «Ipocrita, invoca legalità su Hormuz e dà mano libera a Usa e Israele». Quanto alla pace, il presidente del Parlamento Ghalibaf ha parlato di «progressi con gli Stati Uniti, ma permangono divergenze significative»

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20 aprile 2026

Iran: «Presto reagiremo al blocco della nostra nave»

L’Iran promette di «rispondere presto» al sequestro da parte degli Usa di una nave cargo che stava tentando di forzare il blocco nel Golfo dell’Oman. «Le forze armate della Repubblica islamica d’Iran reagiranno presto e adotteranno le misure di ritorsione contro quest’atto di pirateria armate e contro i militari americani», scrive su Telegram il portavoce dello Stato maggiore di Teheran accusando gli Usa di aver «violato il cessate il fuoco».

20 aprile 2026

Trump: «Colpita e sequestrata petroliera iraniana»

Il presidente americano Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti hanno sequestrato una nave cargo battente bandiera iraniana nei pressi dello Stretto di Hormuz. Si tratta della prima intercettazione da quando la scorsa settimana è iniziato un blocco navale. Trump sostiene che la nave abbia ignorato gli avvertimenti e sia stata fermata da un cacciatorpediniere della Marina statunitense.

19 aprile 2026

Premier pakistano: “Ho sentito Pezeshkian, non abbiamo parlato dei colloqui”

Il primo ministro pakistano Muhammad Shehbaz Sharif ha avuto in serata un colloquio telefonico con il presidente della Repubblica Islamica dell'Iran Masoud Pezeshkian. Tuttavia, non si è discusso, nell'ambito dei previsti colloqui tra Iran e Stati Uniti, della partecipazione o meno di Teheran. Secondo una dichiarazione rilasciata dall'ufficio del premier durante la loro conversazione, durata circa 45 minuti, i due leader hanno avuto uno scambio approfondito sulla situazione regionale attuale. Sharif ha ringraziato il presidente Pezeshkian e la leadership iraniana per aver inviato la loro delegazione, guidata dal presidente del Parlamento Mohammed Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, per i colloqui a Islamabad dell'11 e 12 aprile 2026. Il primo ministro ha informato il presidente iraniano dei suoi recenti incontri con diversi leader mondiali, tra cui i vertici di Arabia Saudita, Qatar e Turchia. Ha affermato che questi incontri sono stati estremamente utili per costruire un consenso a sostegno di un processo di dialogo e diplomazia duraturo, volto a portare una pace duratura nella regione devastata dalla guerra. Sharif ha inoltre ringraziato la leadership iraniana per i colloqui costruttivi avuti con il feldmaresciallo Syed Asim Munir durante la sua visita a Teheran questa settimana. Il primo ministro ha ribadito che, con il sostegno di amici e partner, il Pakistan rimarrà pienamente impegnato nei suoi sforzi onesti e sinceri per promuovere la pace e la sicurezza regionale.

19 aprile 2026

Iran: media, Teheran respinge secondo round di colloqui con Usa

L’Iran ha respinto la partecipazione al secondo round di colloqui con gli Stati Uniti, secondo quanto riportato dall’agenzia Irna

19 aprile 2026

Iran: Pasdaran, ancora non deciso invio delegazione, no colloqui con blocco Usa

L’Iran non ha ancora deciso se inviare una delegazione in Pakistan, a Islamabad, per nuovi colloqui con gli Usa spiegando che nessun colloquio avrà luogo finché rimarrà in vigore il blocco navale statunitense. Lo riporta l’agenzia di stampa Tasnim citando una fonte informata.

19 aprile 2026

Traffico di Hormuz è di nuovo interrotto

Il transito di navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz si è interrotto dopo una breve ripresa sabato, a seguito dell’aumento delle tensioni dopo che alcune imbarcazioni sono state prese di mira da colpi d’arma da fuoco nel canale e l’Iran ha avvertito di non attraversare lo stretto.

Secondo i dati di tracciamento raccolti da Bloomberg nel primo pomeriggio di domenica a Londra, non sono stati avvistati transiti. Almeno 13 petroliere hanno fatto ritorno verso il Golfo Persico sabato, abbandonando i tentativi di uscita iniziati dopo che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva annunciato il giorno prima l’apertura dello stretto.

19 aprile 2026

Teheran, sono gli Usa a violare la tregua con un blocco navale illegale

“Il blocco statunitense dello Stretto di Hormuz è illegale e viola l’attuale cessate il fuoco”. Così il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei su X dopo che Donald Trump ha accusato l’Iran di violare l’accordo di cessate il fuoco. “Il blocco dei porti e delle coste iraniane non solo viola il cessate il fuoco, mediato dal Pakistan, ma costituisce anche un atto criminale”, ha sottolineato Baghaei, aggiungendo: “Viola la Carta delle Nazioni Unite, che considera il blocco dei porti e delle coste di un Paese un atto di aggressione” e “rappresenta una punizione collettiva nei confronti del popolo iraniano”.

19 aprile 2026

Trump: «Domani miei negoziatori a Islamabad per colloqui»

«I miei rappresentanti si recheranno a Islamabad, in Pakistan, domani sera per i negoziati», ha scritto poco fa su Truth il presidente Usa Donald Trump. In un’intervista rilasciata domenica al New York Post, Trump ha dichiarato che l’inviato speciale Steve Witkoff si recherà in Pakistan e che anche suo genero Jared Kushner sarà coinvolto. Secondo quanto riporta Associated Press, la Casa Bianca e l’ufficio del vicepresidente JD Vance, che ha guidato il primo ciclo di colloqui, non hanno risposto nell’immediato alle richieste di commento.

19 aprile 2026

Reuters: «Gli europei temono un accordo affrettato di Trump con l’Iran»

Gli alleati europei temono che una squadra negoziale statunitense inesperta stia spingendo per un accordo quadro con l’Iran, rapido e di grande impatto mediatico, che potrebbe radicare i problemi più profondi anziché risolverli. Lo riporta la Reuters in un lungo articolo pubblicato sul suo sito internet attribuendolo a diversi diplomatici con esperienza pregressa nei rapporti con Teheran. Gli europei, prosegue l’agenzia britannica, temono che Washington, desiderosa di attribuire una vittoria diplomatica al presidente Donald Trump, possa concludere un accordo superficiale sul programma nucleare iraniano e sull’alleviamento delle sanzioni, per poi trovarsi a dover affrontare mesi o anni di negoziati successivi tecnicamente complessi. «La preoccupazione non è che non ci sarà un accordo», ha detto un alto diplomatico europeo, uno degli otto che hanno parlato con l’agenzia e che in passato hanno lavorato sul dossier nucleare o continuano a farlo. «È che ci sarà un cattivo accordo iniziale che creerà infiniti problemi a valle». Rispondendo a una serie di domande, che spaziavano dallo stile di negoziazione e dalla squadra agli obiettivi e ai potenziali pericoli di un accordo affrettato, la Casa Bianca ha respinto le critiche. «Il presidente Trump ha una comprovata esperienza nel concludere buoni accordi a nome degli Stati Uniti e del popolo americano, e ne accetterà solo uno che metta l’America al primo posto», ha detto la portavoce Anna Kelly.

19 aprile 2026

Media Iran, due stranieri arrestati per l’importazione di apparecchiature Starlink

Le forze di sicurezza iraniane della provincia nord-orientale dell’Azerbaigian Orientale hanno arrestato quattro persone nella città di Jolfa con l’accusa di spionaggio a favore dei servizi segreti statunitensi e israeliani. Tra gli arrestati figurano due cittadini stranieri che avevano importato apparecchiature del sistema satellitare Starlink. Uno di loro inviava informazioni a emittenti televisive dissidenti con sede all’estero, mentre l’altro era attivo nella vendita di pacchetti Internet internazionali illegali, ha dichiarato l’ufficio del procuratore provinciale, citato da Tasnim.

19 aprile 2026

Trump: «Offriamo accordo molto equo, se non accettano li distruggeremo»

«Ieri l’Iran ha deciso di sparare colpi di arma da fuoco nello Stretto di Hormuz, violando completamente il nostro accordo di cessate il fuoco! Molti proiettili erano diretti contro una nave francese e una nave mercantile del Regno Unito. Non è stato un bel gesto, vero? I miei rappresentanti si recheranno a Islamabad, in Pakistan, domani sera per i negoziati». Lo scrive il presidente Usa Donald Trump sul suo social Truth. «Stiamo offrendo un accordo molto equo e ragionevole, e spero che lo accettino perché, se non lo faranno, gli Stati Uniti distruggeranno ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran. BASTA CON MR GENTILE! Crolleranno in fretta, crolleranno facilmente e, se non accetteranno l’ACCORDO, sarà un onore per me fare ciò che deve essere fatto, ciò che altri Presidenti avrebbero dovuto fare all’Iran negli ultimi 47 anni. È ORA CHE LA MACCHINA DI MORTE DELL’IRAN FINISCA!».

E ribadisce: «L’Iran ha recentemente annunciato la chiusura dello Stretto, il che è strano, perché il nostro blocco lo aveva già chiuso. Ci stanno aiutando senza saperlo, e sono loro a rimetterci con la chiusura del passaggio, 500 milioni di dollari al giorno! Gli Stati Uniti non perdono nulla. Anzi, molte navi sono dirette proprio ora verso gli Stati Uniti, in Texas, Louisiana e Alaska, per fare rifornimento, grazie al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, sempre pronti a fare i ragazzi duri!».

Dal profilo Truth Social @realDonaldTrump

19 aprile 2026

Iran, senza svolta nei colloqui possibile ripresa della guerra in pochi giorni

Teheran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz fino alla revoca del blocco navale imposto dagli Stati Uniti, accusati di aver violato gli impegni sul cessate il fuoco. I Pasdaran hanno avvertito che qualsiasi nave in movimento verso lo Stretto sarà considerata collaboratrice del nemico e potrà essere colpita. La misura riguarda una delle principali arterie del traffico energetico globale e rischia di far salire ulteriormente la tensione nella regione. Donald Trump ha convocato una riunione nella Situation Room della Casa Bianca con i vertici della sicurezza nazionale e membri chiave dell’amministrazione. Al centro dell’incontro la gestione della crisi e il futuro dei negoziati con Teheran, al momento senza sviluppi concreti. Secondo fonti americane, in assenza di una svolta nei colloqui di pace la guerra potrebbe riprendere entro pochi giorni.

19 aprile 2026

Report Oms: «In Libano 133 attacchi su strutture sanitarie, 24 in Iran»

«La crisi è passata da uno shock dei prezzi dei carburanti a una disfunzione dei sistemi operativi e in particolare dei sistemi sanitari». Mentre continuano a essere presi di mira ospedali, medici e infermieri: dall’inizio dell’escalation della crisi in Medio Oriente fino al 15 aprile, in Libano ci sono stati 133 attacchi a strutture sanitarie certificati con 206 feriti e 88 decessi tra gli operatori; in Iran 24 attacchi e 9 decessi; in Israele 6 strutture colpite senza feriti o morti. Ad aggiornare i dati è il quarto rapporto globale dell’Organizzazione mondiale della sanità incentrato sui Paesi colpiti dal conflitto in corso. Quanto all’impatto sulla popolazione, sempre secondo i dati dell’Oms, in Iran si registrano circa 3,2 milioni di sfollati, 32.314 feriti e 2.362 morti. In Libano 1.049.328 sfollati, 6.921 feriti e 2.124 morti. In Israele 740 feriti e 26 morti. Da Gaza a Cuba, passando per la Siria, il report passa in rassegna problemi legati alla carenza di carburante e alla crisi energetica in corso, che vanno dal fallimento della catena del freddo alle interruzioni nella fornitura di medicinali e le limitazioni nei trasporti di pazienti. La cessazione delle ostilità, conseguente al cessate il fuoco di 14 giorni, conclude l’Oms, «resta fragile, evidenziando la necessità di mantenere la prontezza operativa in vista di un possibile peggioramento della situazione».

A Teheran, in Iran, il 19 aprile 2026, sono esposti i ritratti delle bambine uccise in un attacco aereo a Minab. Il 28 febbraio 2026 un attacco aereo ha colpito la scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh a Minab, nel sud dell'Iran, uccidendo più di 160 persone, tra cui oltre 100 bambini, secondo i media statali iraniani. EPA/ABEDIN TAHERKENAREH

19 aprile 2026

Iran: domani riprendono i voli internazionali dall’aeroporto di Mashhad

I voli internazionali dall’aeroporto di Mashhad, nel nord-est dell’Iran, riprenderanno lunedì 20 aprile. Lo ha annunciato l’Organizzazione per l’aviazione civile del Paese precisando che «È stata concessa l’autorizzazione a operare voli passeggeri internazionali dall’aeroporto di Mashhad, a partire da domani», come riportato dalla televisione di stato. Ieri lo spazio aereo del Paese è stato parzialmente riaperto e i voli internazionali hanno potuto nuovamente sorvolare la parte orientale del Paese. Il trasporto aereo passeggeri in Iran era stato interrotto all’inizio dell’offensiva israelo-americana il 28 febbraio.

19 aprile 2026

Pasdaran: «Stiamo ricostruendo più missili e droni durante la tregua»

Il comandante delle forze aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie Majid Mousavi ha dichiarato che l’Iran sta ricostruendo le riserve di missili e droni a un ritmo più rapido rispetto a prima, durante il cessate il fuoco in corso con gli Stati Uniti. «Durante il cessate il fuoco, la nostra velocità di aggiornamento e rifornimento delle piattaforme di lancio di missili e droni è maggiore rispetto a prima della guerra. Il nemico non è in grado di adottare tali misure ed è costretto a far arrivare munizioni goccia a goccia dall’altra parte del mondo», ha aggiunto, citato da Mehr, sottolineando: «Hanno perso anche questa fase della guerra. Hanno perso lo Stretto, il Libano e la regione».

Un cartellone pubblicitario di grandi dimensioni che fa riferimento allo Stretto di Hormuz e recita in persiano «Per sempre nelle mani dell’Iran» è esposto in una piazza di Teheran, in Iran, il 19 aprile 2026. Le tensioni tra gli Stati Uniti e l’Iran continuano mentre lo Stretto di Hormuz rimane bloccato. EPA/ABEDIN TAHERKENAREH

19 aprile 2026

Libano, Fidan: «Israele cerca espansione con politica del fatto compiuto»

«I negoziati in corso tra Iran e Stati Uniti sembrano mettere in ombra questa situazione. Israele sembra volersi approffittare di questa situazione creando un fatto compiuto». Così il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, accusa Israele di portare avanti la politica del “fatto compiuto” in Libano, nonostante l’accordo per il cessate il fuoco, denunciando quello che definisce «l’espansionismo israeliano». Ieri Fidan ha accusato Israele di cercare di occupare nuovi territori.

19 aprile 2026

Media Iran: «Respinte due petroliere, volevano attraversare Hormuz»

Questa mattina due petroliere che stavano tentando di attraversare lo Stretto di Hormuz sono state costrette a tornare indietro in seguito agli avvertimenti delle forze armate iraniane. Lo riporta l’agenzia iraniana Tasnim. Al momento del proseguimento del blocco navale statunitense contro l’Iran le due petroliere battevano bandiera del Botswana e dell’Angola e intendevano transitare attraverso questa strategica via d’acqua, ma grazie all’intervento delle forze armate iraniane sono state costrette a cambiare rotta e a ritirarsi.

19 aprile 2026

Wsj: da Trump su guerra decisioni improvvisate, senza consultarsi

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe preso decisioni chiave sulla guerra in Iran in modo improvvisato, senza il contributo dei suoi consiglieri, ed era desideroso di un cessate-il-fuoco per far fronte all’aumento dei prezzi del carburante. Lo indica una ricostruzione del Wall Street Journal.

Durante tutto il conflitto, Trump si è concentrato su indicatori tattici, come il numero di obiettivi iraniani distrutti, e avrebbe apprezzato la visione di filmati di spettacolari esplosioni in Iran, hanno sottolineato - secondo il quotidiano - funzionari statunitensi.

Quando ha appreso che due piloti statunitensi erano stati abbattuti sopra i cieli dell’Iran, Trump avrebbe urlato contro i collaboratori «per ore», ha scritto il Wall Street Journal. Il suo team lo avrebbe tenuto lontano dalla Situation Room perché «ritenevano che la sua impazienza non sarebbe stata utile», ha aggiunto un altro alto funzionario dell’amministrazione americana.

Dopo che il secondo pilota è stato salvato in una drammatica operazione statunitense, Trump ha pubblicato una serie di minacce sul suo social Truth. La mattina della domenica di Pasqua, ha scritto: «Aprite il fottuto stretto, bastardi pazzi, o vivrete all’inferno», concludendo con un «Sia lodato Allah».

Dal profilo Truth Social @realDonaldTrump

Secondo la ricostruzione, senatori repubblicani e leader cristiani hanno contattato la Casa Bianca quel giorno, preoccupati per l’uso di un linguaggio volgare da parte del presidente degli Stati Uniti e per il ricorso a un’espressione musulmana nel giorno di Pasqua.

Trump avrebbe detto a un consigliere di aver ideato personalmente la frase su Allah per spaventare gli iraniani e portarli al tavolo dei negoziati, dando l’impressione di essere imprevedibile. Anche la sua minaccia, pochi giorni dopo, che «un’intera civiltà morirà stanotte» sarebbe stata improvvisata e non coordinata con i consiglieri, secondo funzionari dell’amministrazione, e rappresenterebbe un ulteriore tentativo di intimidire la repubblica islamica per spingerla ad accettare un accordo.

19 aprile 2026

Ankara: «Ottimisti sull’estensione del cessate il fuoco»

Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha dichiarato in conferenza stampa che l’Iran e gli Stati Uniti dovrebbero estendere il loro cessate il fuoco. Lo riporta il quotidiano israeliano Haaretz. «Siamo ottimisti sul fatto che nessuno desideri una ripresa dei combattimenti nella regione», ha affermato il ministro di Erdogan, aggiungendo che le questioni in discussione richiedono più tempo.

19 aprile 2026

Israele: Milei in visita per tre giorni, vede Netanyahu e Herzog

Il presidente argentino Javier Milei è atterrato all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv per una visita di tre giorni in Israele. Milei, uno dei più ferventi sostenitori di Israele sulla scena internazionale, si recherà direttamente al Muro del Pianto per incontrare il premier Benjamin Netanyahu e, nel corso della visita, incontrerà anche il presidente Isaac Herzog. Domani, Milei riceverà una laurea honoris causa dall’Università Bar-Ilan. Si tratta della terza visita in Israele da leader per Milei, fervente sostenitore delle politiche sia di Netanyahu sia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo riporta il Times of Israel.

Il presidente argentino Javier Milei, al centro, visita il Muro del Pianto, il luogo più sacro in cui gli ebrei possono pregare, nella Città Vecchia di Gerusalemme, domenica 19 aprile 2026. (AP Photo/Ohad Zwigenberg) Associated Press/ LaPresse Solo Italia e Spagna

19 aprile 2026

Trump Papa, Superman e Gesù: antologia dei meme più trash di «The Donald»

Francesco Priscodi Francesco Prisco

Trump cavaliere Jedi

Per favore, togliete i social a «The Donald». Toglietegli l’Ai, i tool che gli consentono di «memare» come fosse un liceale annoiato e, probabilmente, anche il vino. Perché, dazi o non dazi, sembra proprio che alla Casa Bianca se ne faccia un largo utilizzo, a giudicare dal tasso alcolemico della comunicazione social di Trump. Tra le cifre distintive del secondo mandato del tycoon da presidente Usa, infatti, c’è una raffica di post trash nei quali Trump appare, in ordine sparso, nei panni di cavaliere Jedi, Papa, Superman, personaggio del videogame Halo e, ultimo ma non ultimo, Gesù Cristo. Materiale su cui semiologi e massmediologi hanno sparso pensieri in libertà, tra chi dice che è una strategia per azzerare ogni distanza rispetto alla base elettorale Maga, chi sostiene che «ci fa» ma in realtà il Nostro sarebbe lucidissimo e chi comunque si scandalizza perché così in basso - ma proprio in basso - nessuna comunicazione di nessun capo di Stato o governo di nessuna nazione - civilizzata e non - aveva mai osato spingersi. Per comodità del lettore, proviamo a riassumere qui i capitoli più clamorosi di questa storia bislacca.

19 aprile 2026

Medio Oriente, gli scatti dalla guerra

Alcune fotografie che raccontano la situazione in Iran, Israele e Libano il 19 aprile 2026.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 19 aprile

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19 aprile 2026

Cnn: Trump leggerà un versetto della Bibbia dallo Studio Ovale

Il presidente Donald Trump parteciperà questa settimana a una lettura pubblica della Bibbia, mentre l’amministrazione continua a integrare la religione, in particolare il cristianesimo, nelle attività ufficiali. Lo scrive la Cnn. «Il 21 aprile, il presidente Trump leggerà un brano delle Sacre Scritture tramite un videomessaggio dallo Studio Ovale alle 18:00”, si legge in un comunicato stampa degli organizzatori. L’evento si chiama “L’America legge la Bibbia”. La partecipazione di Trump alla settimana di letture è particolarmente degna di nota, visti i suoi recenti dissapori con Papa Leone sul conflitto con l’Iran e le critiche ricevute all’inizio di questa settimana per aver pubblicato - e poi cancellato - un’immagine generata dall’intelligenza artificiale che lo ritraeva come Gesù. Nel videomessaggio, secondo gli organizzatori, Trump leggerà un passo del Secondo libro delle Cronache 7:11-22, che include il versetto 14, spesso citato: «Se il mio popolo, che è chiamato con il mio nome, si umilierà, pregherà, cercherà il mio volto e si convertirà dalle sue vie malvagie, io ascolterò dal cielo, perdonerò il suo peccato e guarirò la sua terra».

19 aprile 2026

Media Israele: «Araghchi nella bufera, i pasdaran vorrebbero rimuoverlo»

Nel fine settimana, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è stato oggetto di critiche severe e insolite, finendo al centro di un attacco da parte di elementi delle Guardie Rivoluzionarie. Allo stesso tempo, cresce la convinzione che il comandante dei pasdaran eserciti una notevole influenza sul processo decisionale nei negoziati con gli Stati Uniti. È quanto sostiene una analisi pubblicata dalla testata israeliana Channel 12.

La tempesta è scoppiata dopo che Araghchi ha annunciato venerdì su X che lo Stretto di Hormuz era completamente aperto. Pochi minuti dopo, Donald Trump si è affrettato a dichiarare che l’Iran aveva riaperto lo stretto. I media affiliati alle Guardie Rivoluzionarie, tra cui le agenzie Tasnim, Fars e Mehr, hanno attaccato il ministro, sostenendo che il suo tweet avesse creato confusione e offerto a Trump l’opportunità di presentarsi come vincitore.

La Mehr ha esplicitamente affermato che i negoziati non erano gestiti esclusivamente dal Ministero. A quanto riporta la testata israeliana, importanti figure conservatrici in parlamento avrebbero chiesto la rimozione di Araghchi, sostenendo che la sua dichiarazione abbia fatto scendere i prezzi del petrolio e dato agli Stati Uniti un vantaggio nei negoziati. Intanto, secondo alcuni studi, il comandante delle Guardie Rivoluzionarie Ahmad Ahidi e i suoi uomini sono riusciti a stabilire il controllo non solo sulla risposta militare iraniana in combattimento, ma anche sulla posizione nei negoziati. Secondo alcune fonti, furono proprio le Guardie a fare pressione sui religiosi affinché nominassero Mojtaba Khamenei Guida Suprema. Vahidi è considerato da anni una delle figure più importanti e di spicco nel campo della sicurezza in Iran ma la sua carriera non si limita all’ambito militare: è stato ministro della Difesa e ministro dell’Interno. Questa combinazione lo pone in un punto d’incontro strategico tra le forze armate, i servizi segreti e la classe politica.

19 aprile 2026

Pasdaran: ogni nave che si avvicina a Hormuz «presa di mira»

Qualsiasi nave che si avvicini allo Stretto di Hormuz sarà ora «presa di mira». È il monito lanciato dal corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica, l’esercito ideologico iraniano.

Un uomo iraniano fa il segno della vittoria mentre passa in auto davanti a un enorme cartellone pubblicitario dedicato allo Stretto di Hormuz, sul quale si legge in persiano: «Per sempre nelle mani dell’Iran», in una piazza di Teheran, Iran, il 19 aprile 2026. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran continuano mentre lo Stretto di Hormuz rimane bloccato. EPA/ABEDIN TAHERKENAREH

Dopo oltre un mese di guerra che ha provocato migliaia di vittime, principalmente in Iran e Libano, l’annuncio di Teheran di venerdì sulla riapertura dello Stretto di Hormuz ha dato impulso ai mercati finanziari e ha provocato un forte calo dei prezzi del petrolio greggio, dato che il 20 per cento del petrolio greggio e del gas naturale liquefatto mondiale transita solitamente attraverso lo Stretto.

Mentre alcune navi sono riuscite ad attraversare lo stretto sabato, durante la sua riapertura temporanea, altre sono state accolte con colpi d’arma da fuoco e minacce da parte dell’esercito di Teheran.

19 aprile 2026

idf: uccisi oltre 150 militanti Hezbollah giorno precedente tregua

Più di 150 militanti di Hezbollah, tra cui diversi comandanti, sono stati uccisi nei raid aerei israeliani il giorno precedente all’entrata in vigore del cessate-il-fuoco in Libano. Lo ha riferito l’esercito dello stato ebraico.

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno indicato di aver colpito giovedì circa 300 siti del movimento integralista islamico filoiraniano, tra cui lanciarazzi, centri di comando e depositi di armi in tutto il Libano.

Hussein Kouhail, un residente sfollato, tiene in mano una fotografia di suo figlio, ucciso in un attacco israeliano, mentre recupera i propri effetti personali dalla sua auto, che, secondo quanto da lui riferito, è stata danneggiata da un attacco israeliano il 28 marzo che lo ha costretto a fuggire a Sidone, dopo essere tornato a casa in seguito all’entrata in vigore di una tregua di 10 giorni tra Libano e Israele, a Nabatieh, in Libano, il 18 aprile 2026. REUTERS/Zohra Bensemra

Gli attacchi hanno ucciso oltre 150 militanti di Hezbollah, tra cui il comandante dell’area di Bint Jbeil, Ali Reda Abbas, e altri comandanti, secondo quanto dichiarato dall’esercito.

Le Idf hanno affermato che Abbas è il quarto comandante del settore di Bint Jbeil ucciso dallo stato ebraico nel corso della guerra su più fronti negli ultimi anni.

L’esercito ha aggiunto che, da quando le ostilità con il Libano si sono intensificate nel contesto del conflitto con l’Iran, con la ripresa degli attacchi missilistici e con droni da parte del movimento fondamentalista libanese contro Israele, oltre 1.800 militanti di Hezbollah sono stati uccisi in Libano.

19 aprile 2026

Yemen, Houthi: «Massima allerta, pronti contro aggressione popolo»

Gli Houthi hanno dichiarato di essere in «stato di massima allerta» per eventuali attacchi contro lo Yemen. Lo ha affermato il maggiore generale Mohammed al-Atifi, ministro della Difesa del governo yemenita guidato dagli Houthi, sottolineando di essere pronti «per affrontare qualsiasi aggressione contro il popolo yemenita»

«L’ultima fase del conflitto con il nemico sionista e americano ha incarnato l’unità dei fronti e ha dimostrato l’efficacia delle operazioni militari dell’asse della jihad e della resistenza contro il nemico», ha dichiarato al-Atifi in un comunicato.

Gli Houthi sono entrati formalmente nella guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran alla fine di marzo, lanciando diversi attacchi con missili balistici a lungo raggio e droni contro Israele, aprendo così un nuovo fronte nel conflitto.

La milizia ha promesso di continuare gli attacchi fino alla fine della guerra, utilizzando il proprio arsenale per colpire siti militari sensibili e minacciando di estendere gli attacchi al traffico marittimo nel Mar Rosso.

19 aprile 2026

Il Papa in Angola: basta sfruttare risorse africane. Trump? Non mi interessa discutere

Alberto Magnanidal nostro inviato Alberto Magnani

Papa Leone insieme al leader angolano Joao Lourenco EPA

LUANDA - «Non è affatto nel mio interesse» dibattere con Donald Trump. Sul volo dal Camerun all’Angola, la penultima tappa del suo tour de force africano, Papa Leone ha liquidato così le polemiche con la Casa Bianca, relegandole sullo sfondo del suo obiettivo principe: stimolare l’attenzione sull’Africa, il Continente più in crescita sul versante demografico e della popolazione cattolica. La missione fra quattro Paesi e 11 città è stato accompagnata dalle scintille con il leader Usa, scattato all’attacco di un Papa definito «terribile» e «debole» per le sue esternazioni contro la guerra: «Qualcuno potrebbe per favore dire a Papa Leone che l’Iran ha ucciso almeno 42mila innocenti» ha ribadito Trump su Truth, il suo social network, mentre il suo vice JD Vance ha invitato il pontefice alla «prudenza» sulle questioni teologiche.

Leone ha tentato ieri di accantonare il capitolo, parlando di una «narrazione, non del tutto accurata» e di «commenti sui commenti», come nel caso del suo attacco alla «manciata di tiranni» internazionali: «È stato interpretato come se stessi cercando di dibattere nuovamente con il presidente» ha obiettato Leone, «quando era stato preparato due settimane prima» e andava intesa nella sua dimensione più puntuale: quella della città dove è stato pronunciato, la camerunense Bamenda, epicentro della crisi anglofona che martoria da un decennio il Paese e vede contrapporsi indipendentisti di lingua inglese e il governo del 93enne Paul Biya.

19 aprile 2026

Al Jazeera: secondo round negoziati a Islamabad entro venerdì

Due fonti della sicurezza pakistana affermano che il secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran si terranno probabilmente entro venerdì. Parlando con Al Jazeera a condizione di anonimato, hanno dichiarato di essere giunti a questa conclusione sulla base di diversi elementi. Innanzitutto, hanno citato il fatto che «due aerei da trasporto pesante statunitensi, i C-17 Globemaster, sono atterrati alla base aerea di Noor Khan a Rawalpindi», vicino alla capitale pakistana Islamabad. Le fonti hanno fatto sapere che «le strade dall’aeroporto alla Zona Rossa di Islamabad sono state temporaneamente chiuse, a indicare un rafforzamento delle misure di sicurezza». Infine, secondo le fonti, «sia l’hotel Serena che il Marriott di Islamabad sono stati evacuati e non saranno consentite nuove prenotazioni fino a venerdì» Il primo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran si è svolto presso l’hotel Serena di Islamabad l’11 aprile.

Manifestazione di operatori delle ONG a sostegno dell'esercito pakistano, a Hyderabad, in Pakistan, il 18 aprile 2026. Il Pakistan si è posto al centro della diplomazia tra Stati Uniti e Iran, con Islamabad che è emersa come sede di colloqui volti ad allentare le tensioni regionali e a sostenere il dialogo dopo un fragile cessate il fuoco. EPA/NADEEM KHAWAR

19 aprile 2026

A Islamabad misure sicurezza rafforzate per possibili nuovi negoziati

A Islamabad, in Pakistan, sono state predisposte misure di sicurezza straordinarie in vista dell’atteso secondo round di colloqui tra Iran e Stati Uniti. Al momento il nuovo appuntamento negoziale non è confermato, con Teheran che ieri aveva detto che non era stata ancora fissata una data precisa. Intanto nella capitale e nella “città gemella” di Rawalpindi sono stati dispiegati oltre 10.000 agenti di polizia e sono stati istituiti più di 600 posti di blocco. Le autorità hanno annunciato che diverse aree sensibili intorno alla base aerea di Nur Khan e all’aeroporto internazionale di Islamabad saranno isolate. Inoltre, è stato imposto il divieto assoluto di voli con droni per garantire la sicurezza degli aerei che trasportano delegazioni straniere di alto livello. Lo riportano i media locali.

19 aprile 2026

Cnn: il traffico sullo Stretto di Hormuz bloccato di nuovo

Il traffico nello Stretto di Hormuz si è nuovamente bloccato dopo che sabato due navi sono state oggetto di attacchi. Lo scrive la Cnn, citando i dati di Marine Traffic, secondo cui la maggior parte delle navi presenti nell’area si è spostata più all’interno del Golfo Persico o verso il Golfo di Oman, dove la situazione è relativamente più sicura.

Sabato alcune motovedette iraniane hanno aperto il fuoco contro una petroliera in transito nello stretto e, secondo quanto riferito dall’Organizzazione britannica per il traffico marittimo, una seconda nave sarebbe stata colpita da un «proiettile non identificato».

19 aprile 2026

Pezeshkian: «Trump non può privarci del nucleare, chi è lui?»

«Trump sostiene che l’Iran non possa avvalersi dei propri diritti in materia nucleare, ma non specifica per quale reato. Chi è lui per privare una nazione dei propri diritti?»: lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, affermando che Trump non ha alcuna giustificazione per privare l’Iran dei suoi diritti in materia nucleare.

Secondo quanto riportato da Reuters, domenica l’agenzia di stampa studentesca iraniana ha citato il presidente iraniano in merito a Donald Trump e ai tentativi di smantellare le capacità nucleari dell’Iran.

19 aprile 2026

Kamala Harris: «Trump si è fatto trascinare in guerra da Netanyahu»

Donald Trump «è entrato in guerra, trascinato da Bibi Netanyahu, bisogna essere chiari su questo: è entrato in una guerra che gli americani non vogliono, mettendo a rischio militari americani». Così Kamala Harris, l’ex vice presidente e candidata dem sconfitta da Trump alle presidenziali del 2024, si è unita a chi in queste settimane di conflitto con l’Iran sta accusando il presidente di essersi fatto coinvolgere dal premier israeliano in una guerra che non è nell’interesse nazionale degli Usa. Poco dopo che sono state riportate le dichiarazioni fatte dalla democratica in un evento per la raccolta dei fondi, Trump ha pubblicato un post in cui afferma che Israele è «un grande alleato degli Stati Uniti».

19 aprile 2026

Libano, gen. Abagnara (Unifil): «Qui per la pace, la missione continua»

«Siamo qui per la pace e questi sono i pericoli di tutti i giorni. La missione continua»: a parlare, al Corriere della Sera, è il generale di divisione Diodato Abagnara, alla guida del contingente Onu, dalla base di Naqoura, in Libano, all’indomani dell’agguato costato la vita a un soldato francese di Unifil.

«La situazione che stiamo vivendo nel sud del Libano è molto complessa - dice - caratterizzata da una crescente volatilità. Ma non riteniamo che l’attacco ai militari francesi, solo l’ultimo contro Unifil, sia collegato a una campagna sistematica e deliberata contro la missione. Da parte mia - ribadisce il comandante - continuo a credere che in Libano una pace stabile e duratura sia possibile».

Una bandiera di Hezbollah sventola dal finestrino di un'auto, accanto a un cane, mentre gli sfollati tornano alle loro case dopo l'entrata in vigore di una tregua di 10 giorni tra Libano e Israele, a Sidone, in Libano, il 18 aprile 2026. REUTERS/Aziz Taher

«Questi episodi - prosegue Abagnara -evidenziano le difficoltà con cui i peacekeeper operano ogni giorno. Ieri si è trattato anche di una violazione della risoluzione 1701 e del diritto internazionale, oltre che di quello dell’autorità libanese. Ma la presenza della missione - conclude - è un elemento di stabilizzazione fondamentale, contribuisce al monitoraggio lungo la Blue Line, al mantenimento dei canali di deconfliction fra le parti e alla riduzione del rischio di escalation».

19 aprile 2026

Nyt: Teheran ha ancora accesso a 70% scorte missili balistici

Secondo le valutazioni dell’intelligence statunitense, l’Iran probabilmente ha ancora accesso a circa il 70% delle sue scorte di missili balistici prebelliche e a circa il 60% dei suoi lanciatori missilistici, come riporta il New York Times.

Inoltre, conserva ancora circa il 40% del suo arsenale di droni, afferma il quotidiano statunitense, citando funzionari dell’intelligence e militari Usa. Secondo il Nyt, quando l’8 aprile è entrato in vigore il cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Stati Uniti, Teheran aveva accesso a circa la metà dei suoi lanciatori di missili balistici. Da allora, secondo quanto riportato, è riuscita a dissotterrare altri 100 lanciatori, portando il totale dei lanciatori missilistici operativi a circa il 60% del livello prebellico. Oltre ai lanciatori, la testata afferma che l’Iran sta anche lavorando per recuperare eventuali scorte di missili rimaste sepolte sotto le macerie degli attacchi statunitensi e israeliani. Una volta completato, secondo i funzionari dell’intelligence statunitense, Teheran disporrà di arsenali missilistici pari a circa il 70% di quelli prebellici.

19 aprile 2026

Wsj: «Trump non approvò presa di Kharg perché temeva alti costi umani»

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha appoggiato l’idea di conquistare l’isola iraniana di Kharg, temendo un numero significativo di vittime tra i soldati americani. È quanto rivela il Wall Street Journal, citato e ripreso da diversi media internazionali tra cui la russa Tass e l’ucraina Rbc. Trump si oppose all’invio di soldati nonostante gli fosse stato assicurato che la missione avrebbe avuto successo e che la conquista del territorio avrebbe garantito agli Stati Uniti l’accesso allo stretto. Ma temeva perdite americane inaccettabilmente elevate. «Sarebbero facili bersagli», avrebbe detto Trump, secondo fonti citate dal Wall Street Journal. Le stesse fonti affermano che Trump avrebbe urlato contro i suoi collaboratori per diverse ore dopo aver appreso che un aereo statunitense era stato abbattuto in Iran e che due piloti risultavano dispersi. Ha preteso che l’esercito intervenisse immediatamente per catturarli perché, sempre secondo le stesse fonti, le immagini della crisi degli ostaggi iraniani del 1979 erano costantemente presenti nella sua mente.

19 aprile 2026

Ghalibaf: «Progressi nei negoziati, ma accordo ancora lontano»

«Ci sono stati progressi nei negoziati con gli Stati Uniti, ma permangono divergenze significative». Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, all’agenzia di stampa iraniana Tasnim, secondo quanto riporta Ynet. «Abbiamo raggiunto - ha proseguito - delle conclusioni su alcune questioni, ma non su altre, e sono state avanzate diverse proposte. Siamo ancora lontani da una discussione definitiva. Insistiamo su diverse questioni che per noi sono non negoziabili». Ghalibaf, che ha guidato la delegazione negoziale iraniana nei colloqui falliti nella capitale pakistana una settimana fa, ha aggiunto: «I negoziati di Islamabad non hanno eliminato la nostra diffidenza verso gli Stati Uniti, ma credo che la comprensione reciproca tra le due parti sia diventata più realistica».

19 aprile 2026

Teheran: «Da Ue retorica ipocrita sul diritto internazionale»

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha criticato le dichiarazioni dell’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas, la quale ha affermato che, in base al diritto internazionale, il transito attraverso le principali vie navigabili deve rimanere aperto e gratuito. «Basta con questa retorica. La cronica incapacità dell’Europa di far rispettare le norme del diritto internazionale ha trasformato la sua retorica sul “diritto internazionale” in una palese dimostrazione di ipocrisia», ha dichiarato Baghaei sabato sera al programma X. «Di quale “diritto internazionale” state parlando? Di quello che permette all’Ue di essere soddisfatta dell’aggressione israelo-americana contro l’Iran e di ignorare i crimini commessi contro l’Iran?», ha sottolineato, aggiungendo: «Dopo l’aggressione degli Stati Uniti contro l’Iran dalle loro basi e installazioni militari situate intorno allo Stretto di Hormuz, il passaggio incondizionato attraverso lo Stretto di Hormuz non è più un problema, e gli Stati Uniti sono indubbiamente responsabili di questa situazione».

«Ah, quel “diritto internazionale”?! Quello che l’Ue tira fuori dal cassetto impolverato per fare la morale agli altri mentre, dietro le quinte, dà il via libera a una guerra di aggressione tra Stati Uniti e Israele e chiude un occhio sulle atrocità commesse contro gli iraniani?», ha dichiarato il portavoce del ministro degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei. «Risparmiateci i sermoni; la cronica incapacità dell’Europa di mettere in pratica ciò che predica ha reso il suo discorso sul “diritto internazionale” il colmo dell’ipocrisia», ha continuato il portavoce iraniano, difedendo la capacità di Teheran di agire nello stretto, cruciale transito energetico globale. “Nessuna norma” del diritto internazionale, ha sostenuto Baqaei, vieta a Teheran di «adottare le misure necessarie per impedire che lo stretto di Hormuz venga utilizzato per lanicare un’aggressione militare contro l’Iran». Ed infine ha messo in discussione il principio di libero transito nella zona, affermando che, nell’attuale contesto militare, è difficile parlare di «transito innocente incondizionato»: «questa finzione è scomparsa nel momento in cui l’aggressione Usa e israeliana ha portato risorse militare Usa nel cortile di casa dello stretto».

19 aprile 2026

Trump: «Israele grande alleato a differenza di altri»

«Che piaccia o no, Israele ha dimostrato di essere un grande alleato degli Stati Uniti d’America. Sono coraggiosi, audaci, leali e intelligenti e, a differenza di altri che hanno mostrato il loro vero volto in momenti di conflitto e stress». Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post sul suo social Truth. «Israele combatte con tenacia e sa come vincere», ha aggiunto.

Dal profilo Truth Social @realDonaldTrump

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