Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sabato nello Studio Ovale della Casa Bianca  REUTERS

19 aprile 2026

Ghalibaf: «Progressi, ma accordo lontano». Trump: «Senza svolta la guerra riprende». In Libano ucciso militare francese di Unifil

I pasdaran annunciano che lo Stretto torna allo «stato precedente» perché gli Stati Uniti continuano con «atti di pirateria». Israele ammette le violazioni del cessate il fuoco, per «rimuovere minacce»

English Version

19 aprile 2026

Iran, «progressi» nei colloqui con gli Usa ma l’accordo è «ancora lontano»

I colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti hanno «fatto progressi», ma un accordo definitivo è «ancora lontano», ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. «Siamo ancora lontani dalla conclusione delle discussioni», ha detto Ghalibaf in un’intervista a un canale televisivo di Teheran. «Abbiamo fatto progressi nei negoziati, ma rimangono molte divergenze e alcuni punti fondamentali sono ancora irrisolti», ha aggiunto il leader iraniano.

18 aprile 2026

Trump convoca riunione nella situation room: «Senza svolta la guerra riprende»

Donald Trump ha convocato una riunione nella situation room per discutere della nuova crisi sullo Stretto di Hormuz. Lo riporta Axios citando due funzionari americani, uno dei quali ha riferito che se non ci sarà presto una svolta, la guerra potrebbe riprendere nei prossimi giorni. Alla riunione erano presenti il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il segretario al Tesoro Scott Bessent. Secondo Axios hanno partecipato anche il capo della Cia John Ratcliffe, l’inviato Steve Witkoff, la capa di gabinetto Susie Wiles e il capo dello stato maggiore aggiunti Dan Caine.

18 aprile 2026

Trump: “Iran non può ricattarci, ma stiamo dialogando”

Stiamo parlando con loro, volevano chiudere di nuovo lo stretto, come fanno da anni, ma non possono ricattarci", ha afferma il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in merito all'annuncio dell'Iran di aver ripreso il controllo dello strategico Stretto di Hormuz.

18 aprile 2026

India: “Spari a Hormuz coinvolgono nostre 2 navi”

Il ministero degli Esteri indiano conferma di aver convocato l’ambasciatore iraniano e afferma di aver “espresso profonda preoccupazione (...) per l’incidente a colpi d’arma da fuoco avvenuto oggi nello Stretto di Hormuz, che”, secondo il governo di New Delhi, “ha coinvolto due navi battenti bandiera indiana”. Lo si legge in un comunicato pubblicato sul sito web del dicastero indiano. Il ministero degli Esteri di Delhi sostiene di aver “sottolineato l’importanza che l’India attribuisce alla sicurezza della navigazione mercantile e dei marittimi” e di aver “ricordato che l’Iran in passato aveva agevolato il passaggio in sicurezza di diverse navi dirette in India”

18 aprile 2026

Hezbollah: «Neghiamo qualsiasi coinvolgimento nell’attacco a Unifil in Libano»

«Neghiamo qualsiasi coinvolgimento nell’attacco contro Unifil». Lo afferma Hezbollah, tramite un comunicato, in riferimento all’attacco contro i caschi blu francesi a Ghandouriyeh, nel sud del Libano, che ha portato alla morte del sergente maggiore Florian Montorio e al ferimento di tre suoi commilitoni.

18 aprile 2026

Trump annuncia notizie su Iran in giornata

Donald Trump ha annunciato che il dialogo con l’Iran “sta andando molto bene” e che “informazioni” in merito arriveranno “entro fine giornata”. “Stiamo parlando con loro, stiamo prendendo una posizione ferma, hanno ucciso molte persone. Molti dei nostri sono stati uccisi”, ha affermato il presidente degli Stati Uniti durante la firma di un ordine esecutivo alla Casa Bianca.

18 aprile 2026

Teheran: «Cercheremo di avere il controllo di Hormuz con i negoziati o con la forza»

L’Iran cercherà di ottenere il controllo dello Stretto di Hormuz attraverso negoziati o con la forza: lo dichiara il vicepresidente iraniano Mohammad Reza Aref. Lo riporta Iran International. «L’Iran difenderà il suo diritto a gestire lo Stretto di Hormuz, sia al tavolo delle trattative che sul campo», ha detto Aref.

18 aprile 2026

Trump: «Su Hormuz Teheran non può ricattarci»

Gli iraniani vogliono «chiudere di nuovo lo stretto» di Hormuz, «come fanno da anni», ma «non possono ricattarci». Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante la firma di un ordine esecutivo alla Casa Bianca.

18 aprile 2026

Trump: «Colloqui con Iran vanno bene, informazioni entro fine giornata»

I colloqui con l’Iran «stanno andando molto bene. Avremo informazioni entro la fine della giornata». Lo ha detto Donald Trump parlando dallo Studio Ovale.

18 aprile 2026

Reuters: «Più di 12 navi hanno passato Hormuz, anche 3 sanzionate»

Secondo i dati di navigazione, più di una dozzina di petroliere, tra cui tre navi soggette a sanzioni, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz dopo la revoca del blocco di 50 giorni, avvenuta ieri e prima che l’Iran reintroducesse le restrizioni oggi e aprisse il fuoco contro alcune navi. Lo scrive sul suo sito la Reuters. Le navi che hanno attraversato lo stretto venerdì e sabato nelle acque iraniane a sud dell’isola di Larak erano principalmente imbarcazioni più vecchie, non di proprietà occidentale, e includevano navi soggette a sanzioni, secondo i dati di tracciamento navale. L’Iran ha organizzato il passaggio per un numero limitato di petroliere e navi mercantili in seguito ad accordi precedenti raggiunti durante i negoziati, ha dichiarato un portavoce delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. Altre navi sono state avvistate mentre si avvicinavano allo stretto e poi tornavano indietro, poiché l’Iran ha dichiarato che manterrà controlli rigorosi finché gli Stati Uniti continueranno il blocco dei porti iraniani. Alcune navi mercantili hanno ricevuto messaggi radio dalla marina iraniana che annunciavano la chiusura dello stretto e il divieto di transito per qualsiasi nave, secondo quanto riferito oggi da fonti marittime. I dati di tracciamento delle navi hanno mostrato cinque navi cariche di gas naturale liquefatto provenienti da Ras Laffan, in Qatar, in avvicinamento allo stretto stamattina. Nessun carico di GNL ha attraversato il canale da quando è iniziata la guerra tra Stati Uniti e Israele con l’Iran il 28 febbraio. Centinaia di navi sono rimaste bloccate nel Golfo dalla chiusura dello stretto.

18 aprile 2026

Presidente Sudafrica: «Ora in molti hanno capito che a Gaza è genocidio»

«Siamo soddisfatti e molto contenti del fatto che molti altri Paesi hanno constatato che la decisione del Sudafrica di denunciare Israele per genocidio davanti alla Corte internazionale di giustizia non era una follia. Ora molti paesi capiscono che ciò che accade a Gaza e in Cisgiordania è un autentico genocidio». Lo ha detto il presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa intervenendo dal palco della Global Progressive Mobilisation a Barcellona. «La nostra libertà come sudafricani non sarà mai completa fino a che i palestinesi non avranno ottenuto la loro libertà», ha aggiunto.

18 aprile 2026

Libano: Hezbollah: «Colloqui con Israele non ci interessano, fallimento»

Un dirigente di Hezbollah, Mahmud Qamati, ha dichiarato che il movimento sciita libanese non è interessato ai negoziati diretti che il Libano ha avviato con Israele, definendoli un fallimento. Nel corso di una conferenza stampa nei sobborghi meridionali di Beirut, dove Hezbollah ha le proprie roccaforti, Qamati ha affermato che il movimento «non è interessato ai negoziati condotti dallo Stato», definendoli «deboli, con atteggiamento remissivo e destinati al fallimento». «La resistenza è quella che impone. Noi siamo la terra e siamo noi a dettare le decisioni, non chi ha uno status ufficiale», ha aggiunto, precisando che il gruppo non è contrario a un coordinamento con Beirut, «ma non in questo modo che porta alla resa».

Un sostenitore degli Houthi tiene in mano un ritratto del defunto leader di Hezbollah Hassan Nasrallah durante una manifestazione di solidarietà con Hezbollah a seguito del cessate il fuoco tra Libano e Israele, a Sana'a, nello Yemen, il 17 aprile 2026. Migliaia di sostenitori degli Houthi si sono radunati a Sana'a per esprimere solidarietà a Hezbollah e al popolo libanese, il giorno dopo che il Libano e Israele hanno concordato un cessate il fuoco di 10 giorni. EPA/YAHYA ARHAB

18 aprile 2026

Iran, nave portacontainer colpita da proiettile: danni

Il Centro per le operazioni di commercio marittimo del Regno Unito (UK Maritime Trade Operations Center) segnala che una nave portacontainer è stata colpita da un proiettile non identificato, riportando danni ad alcuni container. Non sono stati segnalati incendi né impatti ambientali. Le autorità stanno indagando. L’episodio è avvenuto a 25 miglia nautiche a nord-est dell’Oman.

Si tratta del secondo attacco avvenuto oggi nei pressi dello stretto di Hormuz, dopo che due cannoniere delle Guardie Rivelatorie iraniane hanno aperto il fuoco contro una petroliera che transitava lungo l’importante via navigabile.

18 aprile 2026

Centcom: prosegue blocco Hormuz, tornate indietro 23 navi

Dall’inizio del blocco, il 13 aprile scorso, «23 navi hanno obbedito all’ordine delle forze statunitensi di tornare indietro». Lo scrive in un post su X il Centcom, il comando centrale americano, confermando l’applicazione del «blocco marittimo contro le navi che entrano o escono dai porti e dalle aree costiere iraniane».Nel post, il Centcom allega la foto della nave da guerra USS Canberra, impegnata nel pattugliamento del Mar Arabico.

18 aprile 2026

La Msc Euribia sta uscendo dallo stretto di Hormuz

La nave da crociera Msc Euribia, rimasta bloccata per un mese e mezzo nel Golfo Persico a causa della guerra in Iran e del blocco dello stretto di Hormuz, è ormai prossima a lasciare definitivamente l’area. Secondo i dati AIS, l’unità della compagnia di Gianluigi Aponte naviga a circa 22 nodi e ha quasi doppiato la penisola di Musandam, all’estremità settentrionale dell’Oman, risultando di fatto quasi fuori dallo Stretto di Hormuz. La Euribia procede in un convoglio di altre navi da crociera: seguono la Celestyal Journey, mentre a breve distanza si trovano anche la Mein Schiff 4 e la Mein Schiff 5 della compagnia TUI Cruises.

18 aprile 2026

Iran, vice ministro Esteri: Usa non possono imporre assedio a Hormuz

Gli Stati Uniti «non possono imporre un assedio» allo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il vice ministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh, dopo che Teheran ha affermato di aver nuovamente chiuso lo stretto a causa del blocco statunitense.

«Gli americani non possono imporre la loro volontà di assediare l’Iran, mentre quest’ultimo, animato da buone intenzioni, si sforza di facilitare il passaggio in tutta sicurezza attraverso lo Stretto di Hormuz», ha dichiarato Saeed Khatibzadeh ai giornalisti a margine di un forum diplomatico ad Antalya, nel sud della Turchia.

18 aprile 2026

Libano: Macron, un militare francese morto e 3 feriti in attacco a Unifil

Un militare francese è morto e altri tre sono rimasti feriti in seguito a un attacco contro i Caschi blu Onu della missione Unifil in Libano. L’annuncio è arrivato dal presidente francese Emmanuel Macron su X. «Tutto lascia supporre che la responsabilità ricada su Hezbollah - ha aggiunto Macron - La Francia esige dalle autorità libanesi che arrestino immediatamente i colpevoli e assumano le loro responsabilità al fianco di Unifil».

18 aprile 2026

Wsj: «Trump rischia di segnalare che è disperato per un accordo con l’Iran»

Donald Trump «ha gli istinti giusti sull’Iran e saremo i primi a riconoscergli il merito se le concessioni iraniane si riveleranno reali. Ma le sue frequenti dichiarazioni su un accordo imminente segnalano al regime che è disperato di mettere fine alla guerra. Questo rende meno probabile che il regime effettui le concessioni di cui Trump ha bisogno per rivendicare una vittoria legittima e duratura”. Lo afferma il board editoriale del Wall Street Journal, esortando a rinviare almeno per il momento la parata della vittoria sull’Iran.

18 aprile 2026

Media Iran: «Petroliere indiane respinte dalla Marina a Hormuz»

Due navi indiane, dopo un colpo sparato dalle forze della Guardia Rivoluzionaria nello stretto di Hormuz, sono state costrette a cambiare rotta e tornare verso ovest. Una di queste navi era una superpetroliera (Vlcc) con bandiera indiana che trasportava 2 milioni di barili di petrolio iracheno. Lo scrive l’agenzia iraniana Tasnim.

18 aprile 2026

Teheran: nessuna data fissata per secondo round colloqui con Usa

Non è ancora stata fissata alcuna data per una seconda sessione di negoziati tra Washington e Teheran. Lo ha ribadito il vice ministro degli Esteri iraniano, dopo il fallimento dei primi colloqui lo scorso fine settimana in Pakistan nella capitale Islamabad.

«Non possiamo fissare una data finché non saremo ascoltati sul quadro generale», ha dichiarato Saeed Khatibzadeh durante un forum diplomatico ad Antalya (nel sud della Turchia). «Non vogliamo impegnarci in alcun negoziato o incontro destinato al fallimento e che potrebbe servire da pretesto per una nuova escalation», ha aggiunto.

18 aprile 2026

Idf ammette: diversi attacchi in sud Libano in ultime 24 ore

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno confermato di aver effettuato diversi attacchi nel sud del Libano nelle ultime 24 ore, contro miliziani di Hezbollah che «hanno violato gli accordi di cessate il fuoco». Si tratta delle prime azioni di questo tipo da quando la tregua è entrata in vigore a mezzanotte tra giovedì e venerdì.

Le truppe operative a sud della “Linea Gialla” nel sud del Libano «hanno individuato terroristi che hanno violato gli accordi di cessate-il-fuoco e si sono avvicinati alle forze da nord della Linea Gialla in modo tale da rappresentare una minaccia immediata», ha affermato l’esercito.

Un membro dei servizi di emergenza di Nabatiyeh osserva l'interno di un'ambulanza danneggiata e macchiata del sangue del suo collega, rimasto ucciso durante una missione di soccorso nel corso di un attacco aereo israeliano avvenuto mercoledì, a Nabatiyeh, nel sud del Libano, venerdì 17 aprile 2026. (AP Photo/Hassan Ammar) Associated Press / LaPresse Solo Italia e Spagna

Le Idf hanno riferito che l’aviazione israeliana e le truppe di terra «hanno colpito i terroristi in diverse aree del sud del Libano» per «eliminare la minaccia». La “Linea Gialla” nel sud del Libano indica la linea di dispiegamento militare al momento dell’entrata in vigore del cessate il fuoco giovedì notte.

Inoltre, l’esercito ha reso noto di aver effettuato bombardamenti di artiglieria a sostegno delle truppe di terra operative nel sud del Libano, «e infrastrutture terroristiche sono state distrutte in risposta alle minacce».

Le Idf hanno dichiarato di agire «in conformità con le direttive della leadership politica». Di conseguenza, «le Idf sono autorizzate ad adottare le misure necessarie per l’autodifesa contro le minacce, salvaguardando al contempo la sicurezza dei civili israeliani e delle truppe dispiegate sul terreno», si legge nel comunicato.

«Le azioni di autodifesa e la rimozione delle minacce non sono limitate dal cessate il fuoco», ha aggiunto l’esercito, sottolineando che «non permetterà danni ai cittadini di Israele e ai suoi soldati e adotterà tutte le azioni necessarie per garantirne la sicurezza».

L’esercito afferma inoltre che continuerà a bonificare l’area attualmente sotto il suo controllo da infrastrutture di Hezbollah, combattenti e qualsiasi altra minaccia.

18 aprile 2026

Guerra, Meloni: quadro cambia continuamente, al lavoro per stabilizzazione

Le parole della premier italiana Giorgia Meloni.

18 aprile 2026

Ukmto: «Pasdaran hanno sparato a petroliera al largo dell’Oman»

«Il comandante di una petroliera riferisce di essere stato avvicinato da due cannoniere delle Guardie Rivoluzionarie che hanno aperto il fuoco. La petroliera e l’equipaggio sono al sicuro. Le autorità stanno indagando». Lo ha riferito in una nota la società britannica per la sicurezza marittima Ukmto, dopo aver ricevuto la segnalazione dell’incidente avvenuto a 20 miglia nautiche a nord-est dell’Oman.

18 aprile 2026

Mojtaba Khamenei: «Marina Iran pronta a infliggere amare sconfitte»

«Così come i droni dell’Esercito iraniano colpiscono gli Stati Uniti e gli assassini sionisti come un fulmine, anche la sua valorosa marina è pronta a infliggere nuove amare sconfitte ai suoi nemici». È quanto si legge in un messaggio della Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei, diffuso in occasione dell’anniversario della creazione dell’Esercito della Repubblica islamica dell’Iran, il 29 di Farvardin (18 aprile 2026).

Un ritratto del nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei è esposto in vendita in una strada di Sana'a, nello Yemen, il 10 aprile 2026. L'Iran, gli Stati Uniti e Israele hanno raggiunto un accordo di cessate il fuoco il 7 aprile, che sospenderà le ostilità per 14 giorni e consentirà la riapertura temporanea dello Stretto di Hormuz al traffico marittimo. EPA/YAHYA ARHAB

18 aprile 2026

Teheran: Trump parla troppo, si contraddice

Il viceministro degli Esteri iraniano Saeed Khatibzadeh ha affermato, a margine del Forum diplomatico di Antalya, in Turchia, che il presidente Usa Donald Trump «parla troppo». Per il viceministro, Trump «ha detto cose contraddittorie nella stessa dichiarazione», «non so esattamente cosa intendesse», ha ribadito, rispondendo alle domande dei giornalisti in merito alle affermazioni del tycoon che aveva prospettato un ritorno ai bombardamenti in caso di mancato accordo entro mercoledì. L’Iran ritiene che «la guerra non possa portare ad alcun risultato positivo», ma è pronto a continuare a difendersi in caso di attacco. «Combatteremo fino all’ultimo soldato iraniano», ha rimarcato. Lo riporta Al Jazeera.

18 aprile 2026

Reuters: due mercantili segnalano spari mentre tentavano di attraversare Hormuz

Almeno due navi mercantili hanno dichiarato di essere state colpite da colpi d’arma da fuoco mentre tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito da tre fonti della sicurezza marittima e del settore navale a Reuters come riportato sul sito. L’impatto non è stato immediatamente chiaro. Oggi l’Iran ha annullato la breve riapertura dello Stretto di Hormuz, accusando gli Usa di non aver rispettato i propri obblighi previsti dall’accordo. Questo è avvenuto mentre diverse navi avevano iniziato a transitare attraverso la rotta marittima, in quello che sembrava un «primo grande movimento» di navi da inizio guerra.

L’Ufficio britannico per le operazioni marittime (UK Maritime Trade Operations) segnala un incidente avvenuto vicino allo stretto a nord-est dell’Oman. Secondo quanto riportato dall’organizzazione gestita dalla Royal Navy, come riporta Sky News, il capitano di una petroliera ha affermato che la sua nave è stata avvicinata da cannoniere delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, che hanno aperto il fuoco. Secondo quanto riferito, la petroliera e il suo equipaggio sono al sicuro.

18 aprile 2026

Egitto: speriamo in accordo Iran-Usa nei prossimi giorni

Il ministro degli Esteri egiziano ha dichiarato di star «lavorando instancabilmente» al fianco del Pakistan per raggiungere un «accordo definitivo» tra Stati Uniti e Iran «nel più breve tempo possibile». «Stiamo lavorando instancabilmente in collaborazione con il Pakistan per promuovere la de-escalation e raggiungere un accordo definitivo tra Stati Uniti e Iran. Speriamo di raggiungere questo obiettivo nel più breve tempo possibile», ha affermato il ministro Badr Abdelatty in un forum diplomatico ad Antalya, nel sud della Turchia.

L’incontro tra i ministri degli esteri di Egitto, Pakistan, Turchia e Arabia Saudita, Badr Abdelatty, Mohammad Ishaq Dar, Hakan Fidan e il principe Faisal bin Farhan, a margine del Forum diplomatico di Antalya, in Turchia, il 17 aprile 2026. Turkish Foreign Ministry/Handout via REUTERS

18 aprile 2026

Custode di Terra Santa: «A Beirut centinaia di migliaia di sfollati»

«A Beirut ho visto centinaia di migliaia di persone che erano sfollate. Di fronte a tanta ingiustizia, sofferenza e dolore, si sperimenta un’impotenza: vorresti aiutare, che le cose potessero cambiare ma sperimenti che poi non sei tu il salvatore del mondo. Devi quindi fare i conti con l’impotenza. Questo non è necessariamente negativo, non è necessariamente un problema. Forse è ciò che ci aiuta a essere ancora più umani. Una delle caratteristiche di San Francesco è quello di aver fatto del limite un punto di forza». Lo ha detto Padre Francesco Ielpo, custode di Terra Santa, intervenendo in videocollegamento a “Francesco Live”, meeting nazionale di riflessione e dialogo tenuto a Palazzo Vecchio.

Padre Ielpo ha ricordato che «mentre dall’aeroporto andavo a Beirut uno dei confratelli mi ha detto che ciò che contava era poter salvare anche solo una persona. Questo è stato interessante. Di fronte a tutto ciò che abbiamo visto, la prima domanda è cosa si può fare? La prima cosa è non voltarci dall’altra parte. Il primo grande gesto che possiamo fare è informarci e documentarci, non accontentarsi della prima notizia che appare sui social».

Un uomo ispeziona i danni di un edificio distrutto a Dahiyeh, nella periferia meridionale di Beirut, in Libano, venerdì 17 aprile 2026, dopo il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah.(AP Photo/Bilal Hussein) Associated Press / LaPresse

18 aprile 2026

Media, ancora non c’è ok Teheran a nuovo round negoziati

L’Iran non ha ancora dato il suo via libera a un nuovo round di negoziati con gli Stati Uniti, smentendo quando sostenuto da Donald Trump, secondo cui colloqui potrebbero tenersi nelle prossime ore. Lo scrive l’agenzia di stampa Tasnim, che cita «fonti autorevoli», secondo cui, mentre prosegue il blocco navale degli Stati Uniti e a causa delle «eccessive richieste degli americani nei negoziati, che continuano a emergere dai recenti scambi di messaggi, l’Iran non ha ancora acconsentito al prossimo round di colloqui». Secondo Tasnim, tutto questo è stato segnalato agli Stati Uniti attraverso i mediatori pachistani.

18 aprile 2026

Lavrov: Usa volevano controllo petrolio che passa per Hormuz

Uno degli obiettivi dell’operazione degli Stati Uniti in Iran era quello di controllare il petrolio che passa attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov.

«Non credo che ci fossero davvero piani per distruggere la civiltà. Penso che sia soltanto una figura retorica. Ma i piani erano di controllare il petrolio che passa attraverso il Golfo Persico, attraverso lo Stretto di Hormuz», ha affermato Lavrov al Forum di Diplomazia di Antalya.

18 aprile 2026

Turchia, ministro Esteri Fidan a colloquio con collega russo Lavrov

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov è impegnato in colloqui con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan a margine del Forum di Diplomazia di Antalya. Lo hanno riferito i corrispondenti delle agenzie di stampa russe.

Prima dell’incontro, il ministero degli Esteri di Mosca ha dichiarato che le parti avrebbero discusso un’ampia gamma di questioni bilaterali e internazionali, tra cui la situazione legata alla crisi iraniana, il conflitto israelo-palestinese e gli sviluppi in Siria.

«Particolare attenzione sarà dedicata a progetti strategici come la costruzione della centrale nucleare di Akkuyu e il funzionamento del gasdotto Blue Stream e del gasdotto TurkStream», ha affermato il ministero.

18 aprile 2026

Stati Uniti e Iran costretti alla pace da cause interne

Ugo Tramballidi Ugo Tramballi

Un negoziante espone le bandiere dell'Iran, degli Stati Uniti e del Pakistan in un negozio a Karachi, in Pakistan, il 17 aprile 2026. Il Pakistan è emerso come mediatore chiave per la diplomazia tra gli Stati Uniti e l'Iran EPA

Secondo lo Statistical Review of World Energy 2025, il Golfo contiene il 48% delle riserve provate di petrolio del mondo; l’anno prima garantiva il 31% dei consumi. Possiede anche il 40% delle riserve globali di gas naturale e fornisce il 23 delle esportazioni di GNL. Riguardo all’energia non esiste regione del mondo che sia più strategica. Come è stato possibile scatenare una guerra in questo luogo?

La domanda non è retorica. Né basta dire che è proprio l’immensa ricchezza del posto che scatena avidità e conflitti, perché le cause di questa guerra non sono economiche: almeno per quanto ne possiamo sapere, l’economia ne è stata una importante conseguenza, non il movente. Israele voleva eliminare a qualsiasi prezzo l’ultimo grande pericolo alla sua sicurezza; l’Iran pretendeva di salvaguardare uno status di potenza regionale che non poteva più permettersi. Entrambi hanno agito con una presunzione che ad altri nel mondo non è stata concessa senza penalità.

18 aprile 2026

Cnn: lunedì secondo round negoziati a Islamabad

Secondo fonti iraniane citate dalla Cnn, lunedì si terrà a Islamabad, in Pakistan, un secondo round di negoziati di pace tra le delegazioni di Stati Uniti e Iran. Gli Stati Uniti non hanno confermato la programmazione dei colloqui.

18 aprile 2026

Trump: «Blocco navale in vigore fino ad accordo definitivo con Teheran»

Le dichiarazioni del presidente statunitense.

18 aprile 2026

Riaprono alcuni aeroporti iraniani, anche scali Teheran e Mashdad

Il segretario dell’Associazione delle compagnie aeree iraniane ha annunciato la riapertura degli aeroporti di Teheran Imam Khomeini e Mehrabad, e degli scali di Mashhad, Birjand, Gorgan e Zahedan. Lo riporta Iran International. In precedenza, l’Organizzazione per l’Aviazione Civile aveva annunciato la riapertura di parte dello spazio aereo del Paese a partire dalle 7 di questa mattina ora locale.

18 aprile 2026

Tajani: Italia e Cina d’accordo su transito libero a Hormuz

Italia e Cina condividono la richiesta di «garantire il transito libero dei mercantili» attraverso lo Sretto di Hormuz. Lo ha sottolineato, in un’intervista al Sole 24 Ore, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

«Il ministro degli Esteri Wang Yi condivide con noi la richiesta di garantire il transito libero dei mercantili attraverso Hormuz: nessuno può pretendere di bloccare il commercio internazionale, nessuno può far pagare un pedaggio», ha spiegato il capo della diplomazia italiana, «Quella guerra va fermata con la diplomazia e le ultime notizie che arrivano ci lasciano sperare bene».

«Sono venuto in Cina perchè è imprescindibile esserci», ha aggiunto il titolare della Farnesina, «la Cina è un gigante economico con cui l’Italia, Paese esportatore, vuole mantenere canali aperti e sempre più forti. È un mercato importante per il nostro export e per l’internazionalizzazione delle imprese, parte fondamentale del Piano Export della Farnesina. Essere usciti dalla “Via della Seta” non significa aver rinunciato ad avere solidi rapporti economici, che rimangono basati sul “Partenariato Strategico! firmato da Berlusconi nel 2004. Su alcuni temi abbiamo posizioni diverse, ma la Cina è una delle due grandi superpotenze del mondo, protagonista con gli Stati Uniti nel Consiglio di Sicurezza Onu, attore sulla scena della politica internazionale e multilaterale. La mia missione è stata molto positiva, sia dal punto di vista politico sia economico: abbiamo notato buone aperture per le nostre imprese».

«Da tempo abbiamo chiesto un riequilibrio del commercio fra i nostri due Paesi», ha sottolineato Tajani, «Ho colto da parte cinese la volontà politica di venirci incontro su molti dossier. Per esempio mi hanno annunciato che le autorità stanno per bloccare altre aziende che usano falsi nomi italiani, esempi di “Italian sounding” che sfruttano la lontana somiglianza linguistica con l’italiano. La dirigenza cinese sta collaborando, ci aiutano a risolvere molti problemi sui marchi».

18 aprile 2026

Hormuz chiuso nuovamente a causa del blocco Usa

Il comando militare iraniano afferma di aver nuovamente chiuso Hormuz a causa del blocco statunitense.

Ha trasmesso una dichiarazione in cui afferma che il controllo dello Stretto di Hormuz è tornato al suo «stato precedente» a causa del blocco continuo dei porti iraniani messo in atto dagli Stati Uniti.

In una dichiarazione citata dall’emittente iraniana Irib, il comando dei pasdaran ha affermato che Teheran aveva «accettato in buona fede di consentire il passaggio di un numero limitato di petroliere e navi mercantili», ma gli americani, violando l’accordo, continuano a «compiere atti di pirateria e furto marittimo sotto il pretesto di un cosiddetto blocco».

«Per questo motivo, il controllo dello Stretto di Hormuz è tornato al suo stato precedente e questa via d’acqua strategica è ora sotto la rigida gestione e il controllo delle forze armate» si legge.

18 aprile 2026

Iran, convoglio di petroliere attraversa Stretto di Hormuz

Un convoglio di petroliere è stato osservato oggi attraversare lo Stretto di Hormuz, il primo grande movimento di navi in questo passaggio strategico da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato la loro azione militare congiunta contro l’Iran sette settimane fa.

Il convoglio di petroliere è stato visto partire dal Golfo e transitare attraverso lo stretto, secondo i dati di tracciamento delle navi.

Il gruppo era composto da quattro navi metaniere per gas di petrolio liquefatto e diverse petroliere per prodotti petroliferi e chimici, con altre petroliere in arrivo dal Golfo, secondo i dati di MarineTraffic.

18 aprile 2026

Libano: Idf, linea gialla come a Gaza, no ritorno residenti nei villaggi

Israele imporrà in Libano la cosiddetta “linea gialla”, impedendo ai residenti di tornare nelle aree occupate dall’esercito israeliano. Lo riporta Cnn citando alti funzionari delle Forze di difesa israeliane (Idf). La misura è già stata utilizzata nella Striscia di Gaza, dove la cosiddetta “linea gialla” delimita un’area occupata dall’esercito israeliano in base all’accordo di cessate il fuoco che ha posto fine alla guerra durata due anni, e risulta inaccessibile ai residenti.

Gli sfollati tornano alle loro case dopo aver attraversato il ponte che collega il Libano meridionale al resto del Paese, in seguito al cessate il fuoco tra Libano e Israele a Qasmiyeh, in Libano, il 18 aprile 2026. REUTERS/Louisa Gouliamaki

«Il modello della “linea gialla” di Gaza verrà replicato anche in Libano, e le Idf hanno già definito una “linea gialla” entro la quale le forze israeliane stanno attualmente operando», hanno dichiarato alti funzionari delle Idf ai giornalisti durante un briefing sabato.

Ai residenti non sarà consentito tornare nei 55 villaggi libanesi all’interno dell’area, hanno affermato i funzionari delle Idf.

«Le Idf sono autorizzate a continuare a distruggere le infrastrutture terroristiche in quell’area anche durante il cessate il fuoco» hanno aggiunto. Alcuni residenti del Libano meridionale hanno iniziato a tornare a casa in seguito all’entrata in vigore del cessate il fuoco nel Paese.

18 aprile 2026

Ankara: «Israele usa la guerra come pretesto per occupare altri territori»

Ankara accusa Israele di utilizzare la guerra in Medio Oriente come pretesto per «occupare altri territori». Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, durante un forum diplomatico ad Antalya, nel sud della Turchia, ha detto che: «Israele non cerca di garantire la propria sicurezza; Israele vuole più territori. La sicurezza viene utilizzata dal governo Netanyahu come pretesto per occupare più territori»

18 aprile 2026

Pasdaran arrestano 120 persone: «Preparavano attacco nemico»

Le Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (Irgc) hanno arrestato più di 120 persone che, a loro dire, erano affiliate a Stati Uniti, Regno Unito e Israele e stavano «preparando il terreno per un attacco militare nemico», secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Tasnim. Le Irgc hanno arrestato sette sospetti nella provincia iraniana dell’Azerbaigian Orientale, accusati di «inviare le coordinate di luoghi sensibili al loro quartier generale», riferisce Tasnim. Altre 69 persone sono state arrestate nella provincia di Mazandaran e altre 51, tra cui tre «squadre di spionaggio», scoperte nella provincia di Kerman, secondo quanto riportato.

18 aprile 2026

Trump: «Prenderemo scorte uranio Teheran in un modo o nell’altro»

Il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti prenderanno le scorte di uranio altamente arricchito dell’Iran in un modo o nell’altro, avvertendo che il trasferimento potrebbe avvenire «in una forma molto più ostile» se i negoziati dovessero fallire. Lo riporta la Cnn. In precedenza, aveva dichiarato che l’Iran aveva «accettato tutto» nei colloqui con gli Stati Uniti, compresa la collaborazione per rimuovere l’uranio arricchito dal Paese e portarlo negli Stati Uniti.

18 aprile 2026

Capo esercito Pakistan conclude visita di 3 giorni a Teheran

Il capo dell’esercito pakistano Asim Munir ha concluso una visita di tre giorni a Teheran, durante la quale ha incontrato alti dirigenti e negoziatori iraniani nell’ambito degli sforzi per porre fine alla guerra in Medio Oriente. Lo riporta il Times of Israel. Secondo quanto riferito, Munir ha incontrato diversi alti funzionari iraniani durante il viaggio, il che dimostra la «fermezza del Pakistan nel facilitare una soluzione negoziata... e nel promuovere la pace, la stabilità e la prosperità», ha affermato l’esercito in una dichiarazione in vista dei colloqui di pace previsti a Islamabad nei prossimi giorni.

Il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi ha accompagnato Munir durante la visita. La delegazione ha incontrato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian e ha avuto colloqui con il presidente del Parlamento Bagher Qalibaf, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e alti ufficiali militari. Le discussioni si sono concentrate sulla sicurezza regionale, sugli sforzi diplomatici in corso e sulle misure per promuovere una pace duratura.

Munir ha sottolineato l’importanza del dialogo, della de-escalation e della risoluzione delle controversie attraverso un impegno costante.

Ha inoltre trasmesso messaggi di buona volontà da parte della leadership pakistana e ha ribadito la volontà di Islamabad di rafforzare i legami di lunga data con l’Iran.

18 aprile 2026

L’Iran riapre parzialmente il suo spazio aereo

L’agenzia per l’aviazione civile iraniana ha annunciato la riapertura parziale dello spazio aereo del Paese.

L’Organizzazione statale per l’aviazione civile ha aggiunto nel proprio comunicato che la ripresa dei voli è stata discussa in seno a un comitato di coordinamento e che questa mattina i voli sono stati ripristinati in alcuni aeroporti del Paese. «Lo spazio aereo nell’Iran orientale è stato riaperto ai voli internazionali. Gli altri aeroporti saranno riaperti gradualmente, in base alla prontezza tecnica e operativa dei settori militari e non militari», ha aggiunto, secondo quanto riportato dall’Irna.

18 aprile 2026

Trump smentisce pedaggi a Hormuz

Il presidente Usa Donald Trump ha negato categoricamente la possibilità che vengano applicate restrizioni o pedaggi gestiti dall’Iran nello Stretto di Hormuz.

«No. Assolutamente no. No. No», ha detto Trump, rispondendo alle domande dei giornalisti. Il tycoon ha rimarcato che non ci saranno restrizioni né pedaggi: «No, non ci saranno pedaggi», ha affermato.

18 aprile 2026

Sei navi hanno attraversato Hormuz dopo annuncio riapertura

Almeno sei navi, tra cui petroliere e navi da carico, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito Sky News, citando il sito web Marine Traffic che monitora i movimenti delle navi in tutto il mondo. Si tratta delle prime navi ad attraversare lo stretto da quando l’Iran ne ha annunciato ufficialmente la riapertura ieri, in seguito al cessate il fuoco entrato in vigore in Libano. Inoltre, secondo quanto riportato, diverse altre petroliere che trasportano gas hanno iniziato a transitare nello stretto dal lato iraniano.

18 aprile 2026

Ghalibaf: «Chiuderemo ancora Hormuz se Usa continueranno blocco porti»

Teheran chiuderà nuovamente lo Stretto di Hormuz se gli Stati Uniti proseguiranno con il blocco dei porti iraniani. Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. «Con il proseguimento del blocco, lo Stretto di Hormuz non rimarrà aperto», ha scritto Ghalibaf su X, aggiungendo che il passaggio attraverso il canale dipenderà dall’autorizzazione dell’Iran.

18 aprile 2026

Trump: «Senza un accordo il blocco dei porti resta»

Donald Trump ha dichiarato che i negoziati proseguiranno durante il fine settimana, ma ha avvertito che il cessate il fuoco con l’Iran potrebbe terminare se non si raggiungerà un accordo entro mercoledì. Parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One mentre tornava a Washington, il presidente degli Stati Uniti ha detto: «Negozieremo durante il fine settimana». Tuttavia, ha insistito sul fatto che il blocco statunitense, iniziato lunedì, «rimarrà» in vigore. Le dichiarazioni di Trump giungono dopo quelle dell’Iran secondo cui Teheran avrebbe revocato il blocco dello Stretto di Hormuz. L’Iran ha avvertito che potrebbe intraprendere azioni se il blocco statunitense dovesse continuare.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti