Gli abitanti ispezionano il loro edificio distrutto, dopo il cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele a Dahiyeh, nella periferia sud di Beirut, in Libano, lunedì 20 aprile 2026. (AP Photo/Hussein Malla) APN

22 aprile 2026

Iran, Casa Bianca: su tregua non c’è scadenza tassativa, decide Trump

Secondo “Politico” l’amministrazione Usa continua a lavorare a una sorta di lista dei Paesi “buoni” e “cattivi” all’interno della Nato, con l’obiettivo di premiare gli alleati più allineati e penalizzare quelli che non hanno sostenuto la recente guerra contro l’Iran

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22 aprile 2026Aggiornamento fissato

Orsini: «Recessione quasi certa se la guerra in Iran continua fino a fine anno»

Una recessione «quasi certa» se la guerra in Iran dovesse protrarsi per tutto l’anno. A dirlo è il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine dell’evento “India-Italy: Business Partner, Brighter Future”, organizzato da Sole 24 Ore e Banco Bpm.

22 aprile 2026

Idf nega di avere preso di mira giornaliste nel sud del Libano

L’esercito israeliano (Idf) nega di avere preso di mira due giornaliste nel sud del Libano e di avere impedito ai soccorritori di raggiungere il posto, dopo un attacco ad al-Tiri. Lo riporta Al-Jazeera. L’Idf “non prende di mira i giornalisti e agisce per ridurre i danni a loro causati”, ha affermato secondo una dichiarazione riportata da Al-Jazeera. (si veda la notizia delle 20:35)

22 aprile 2026

Ambasciata Usa a Beirut esorta i cittadini americani a lasciare il Libano

L’ambasciata statunitense a Beirut ha rinnovato l’allerta sicurezza, esortando i cittadini statunitensi a lasciare il Libano finché sono ancora disponibili voli commerciali. Lo riferisce al Jazeera.
In un comunicato ha affermato che la situazione della sicurezza “rimane complessa e può cambiare rapidamente”. L’ambasciata ha inoltre esortato coloro che non partono a prepararsi per situazioni di emergenza e ha anche messo in guardia contro la presenza di ordigni inesplosi.

22 aprile 2026

Casa Bianca: Iran deve consegnare uranio arricchito agli Usa

Il presidente Donald Trump “ha definito le sue linee rosse in modo molto chiaro: l’Iran non potrà mai ottenere una bomba nucleare per minacciare gli Stati Uniti e i nostri alleati e deve consegnare l’uranio arricchito agli Stati Uniti” nell’ambito dei negoziati per concludere la guerra. Lo ha detto a Fox News la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, aggiungendo: “Attendiamo la loro risposta”.

22 aprile 2026

Casa Bianca: Trump non ha fissato scadenza per proposta Teheran

Donald Trump non ha fissato una scadenza entro la quale l’Iran debba presentare una proposta di pace, come da lui sollecitato ieri sera in un post su Truth social. Lo ha chiarito la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, parlando con Fox News: “Il presidente non ha fissato una scadenza precisa per ricevere una proposta iraniana, a differenza di alcune notizie che ho visto oggi. Alla fine, la tempistica sarà dettata dal comandante in capo”.

22 aprile 2026

Teheran: Trump mente su otto condannate a morte

La magistratura iraniana ha nuovamente dichiarato - il ping pong va avanti da ieri - che le affermazioni del presidente Donald Trump, secondo cui l’Iran avrebbe annullato le esecuzioni di otto donne, si basavano su notizie false, aggiungendo che nessuna delle donne era effettivamente condannata a morte. Lo scrive Iran International. (si veda da ultimo notizia delle 19:27)

22 aprile 2026

Appello Rsf per giornalista ancora dispersa in Libano

Reporters Sans Frontieres (Rsf) ha lanciato un appello chiedendo pressioni internazionali sull’esercito israeliano affinché permetta il salvataggio della giornalista libanese Amal Khalil. Lo riporta il Guardian.
Rsf ha dichiarato che Khalil, reporter di Al Akhbar, è intrappolata vicino al villaggio di Tiri, nel sud del Libano, a seguito di un raid aereo israeliano che ha colpito la zona vicino al suo veicolo.
“La sua vita è in pericolo! I continui raid aerei israeliani impediscono ai soccorritori di raggiungerla”, si legge nel post di Rsf.

Il Ministero della Salute libanese ha confermato in un comunicato che due raid aerei israeliani a Tiri hanno provocato due morti e un ferito, e che le operazioni di soccorso per la giornalista Amal Khalil sono tuttora in corso. Nel comunicato, il Ministero ha indicato che l’esercito israeliano “ha inseguito Amal Khalil e Zeinab Faraj, che si erano rifugiate in una casa vicina dopo il primo attacco, prendendo di mira l’edificio in cui avevano cercato riparo”. Lo riporta l’Orient du Jour. Il Ministero ha inoltre accusato Israele di aver ostacolato la missione umanitaria della Croce Rossa lanciando una granata stordente contro l’ambulanza e aprendo il fuoco contro di essa, impedendo così l’estrazione di Amal Khalil. Zeinab Faraj è stata trasportata in ospedale, insieme ai corpi delle due vittime.

22 aprile 2026

Domani Meloni a Cipro per Consiglio informale Ue, con nodi energia e difesa

Un consiglio europeo informale simbolico di per sé. Perché ad ospitarlo - in virtù del semestre di presidenza di turno - è Cipro, ovvero l’isola nel Mediterraneo dove ai primi di marzo un attacco di droni contro la base aerea britannica della Raf ad Akrotiri, ha portato la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran a lambire direttamente il Vecchio Continente. E sarà proprio la situazione nel quadrante mediorientale - con la conseguente crisi energetica e il nodo della navigazione nello Stretto di Hormuz - a dominare la due giorni dei lavori che vedrà i capi di Stato e di governo dell’Unione europea ospitati domani sulle spiagge di Agia Napa e venerdì nei palazzi istituzionali di Nicosia, per affrontare un’agenda che si divide tra urgenze geopolitiche e architettura finanziaria dell’Unione stessa, con la questione del quadro pluriennale 2028-2034.

E sono proprio le spese per la difesa e il nodo di come affrontare l’emergenza energetica le due sfide principali che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, troverà davanti a sé a Cipro.

22 aprile 2026

Usa prorogano di 30 giorni l’esenzione dalle sanzioni sul petrolio russo

Gli Stati Uniti hanno prorogato di 30 giorni l’esenzione dalle sanzioni sul petrolio russo trasportato via mare in modo da fornire sollievo all’India e ad altri paesi vulnerabili per via della crisi dello Stretto di Hormuz.
Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha dichiarato mercoledì che la decisione è stata assunta in seguito alle richieste dei ministeri delle finanze di dieci Paesi durante gli incontri del Fondo monetario internazionale a Washington.

22 aprile 2026

Idf: Hamas si sta ricostruendo a Gaza

Secondo un servizio di Canale 12, un documento interno dell’intelligence delle Forze di Difesa Israeliane (Idf), diffuso nei giorni scorsi ai vertici politici, avverte che Hamas sta ricostruendo costantemente le proprie capacità a Gaza.

Secondo quanto riportato, scrive The Times of Israel, il documento afferma che Hamas sta “prendendo tempo” mentre lavora per ripristinare e rafforzare il suo braccio armato, accelerando il reclutamento di militanti, riprendendo il controllo dei beni e riaffermando l’autorità civile e governativa nelle aree sotto il suo controllo. Sebbene la valutazione rilevi che Hamas non abbia ancora raggiunto il significativo salto di qualità che si prefigge, il gruppo sta gradualmente riacquistando la propria forza, afferma il rapporto.

22 aprile 2026

Pentagono: «6 mesi per sminare Hormuz, potrà essere fatto solo a guerra finita»

Potrebbero essere necessari fino a sei mesi per liberare completamente dalle mine piazzate dagli iraniani lo stretto di Hormuz. È quanto ha comunicato il Pentagono al Congresso secondo il Washington Post. Inoltre, è improbabile che un’operazione del genere possa essere svolta prima della fine della guerra tra Usa e Iran. Questo significa che l’impatto economico della guerra potrà durare fino alla fine dell’anno e oltre. Ai deputati americani è stato spiegato che l’Iran ha piazzato oltre 20 mine nello stretto di Hormuz e che alcune sono state posizionate a distanza, usando tecnologia Gps, cosa che ha reso difficile alle forze Usa localizzarle mentre venivano posizionate. Mentre altre, hanno spiegato ancora gli ufficiali del Pentagono, sono state piazzate usando dei piccoli barchini. Secondo quanto rivelato in precedenza dalla Cnn, l’Iran ha iniziato a piazzare le mine nello stretto a marzo, mentre Stati Uniti e Israele continuavano la campagna di bombardamenti lanciata il 28 febbraio. Nei giorni seguenti, il Pentagono ha riferito di attacchi alle imbarcazioni iraniane che potevano piazzare mine. E il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha scritto sui social media che gli Usa stavano distruggendo quelle navi «con spietata precisione» che gli Stati Uniti «non permetteremo i terroristi di mantenere lo stretto di Hormuz in ostaggio».

22 aprile 2026

Trump: «Ottime notizie, non saranno più giustiziate le 8 donne, apprezzo leader Teheran»

«Ottime notizie! Sono appena stato informato che le otto manifestanti donne che sarebbero state giustiziate stasera in Iran non lo saranno più». Lo ha scritto su Truth il presidente americano Donald Trump, che ieri, sottolineando che avrebbe potuto essere «un buon inizio» per i colloqui, aveva chiesto il rilascio di otto donne condannate a morte per impiccagione. Una circostanza smentita ieri sera dalla magistratura di Teheran. Nonostante ciò Trump, ignorando sia la dichiarazione iraniana sia quellaquasi analoga di un’associazione per i diritti umani, ha detto: «Quattro verranno rilasciate immediatamente e quattro saranno condannate a un mese di prigione - ha detto Trump - Apprezzo molto che l’Iran, e i suoi leader, abbiano rispettato la mia richiesta, in qualità di Presidente degli Stati Uniti, e abbiano annullato l’esecuzione pianificata». (insomma prendendosi meriti non suoi, ndr EB).

22 aprile 2026

Iran, Marina italiana: pianificato invio 4 navi a Hormuz, 2 cacciamine

«La pianificazione prudenziale che ha fatto il Capo di Stato Maggiore della Difesa prevede un gruppo basato su due cacciamine con un’unità di scorta e un’unità logistica. In tutto sarebbero quattro navi, due operative, una logistica e una di scorta». Lo ha detto il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Giuseppe Berutti Bergotto, intervenuto a Cinque Minuti su un’eventuale missione nello Stretto di Hormuz. Alla domanda se basterebbero quattro navi, Berutti Bergotto ha spiegato che «ovviamente non andiamo da soli, andiamo all’interno di una coalizione internazionale e anche le altre nazioni manderanno cacciamine. In Europa le hanno Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l’Olanda e il Belgio».

22 aprile 2026

Ue: contro la crisi energetica flessibilità e aiuto ai settori più esposti

Per far fronte alla situazione energetica, tra le proposte avanzate dalla Commissione europea per affrontare nel breve e in un più lungo termine la dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili, c’è quella di una maggiore flessibilità sugli aiuti di Stato. Come specificato in una nota di Bruxelles, «la Commissione adotterà anche un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato, che fornirà maggiore flessibilità ai governi nazionali, comprese misure di emergenza a sostegno dei settori economici più esposti». Inoltre, per «proteggere i consumatori, compreso il settore industriale, dai picchi di prezzo» si «può includere programmi mirati di sostegno al reddito, buoni energetici e programmi di leasing sociale, riducendo le accise sull’elettricità per le famiglie vulnerabili».

Inoltre, di chaiara la Commissione, di fronte al fatto che «per la seconda volta in meno di cinque anni, gli europei stanno pagando il prezzo della dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili importati» la «Commissione aiuterà gli Stati membri a utilizzare al meglio i finanziamenti Ue disponibili» per «accelerare la transizione verso un’energia pulita e prodotta localmente». La Commissione europea sottolinea che «tuttavia, i soli fondi pubblici non saranno sufficienti a coprire le ingenti esigenze di investimento (660 miliardi di euro all’anno fino al 2030) per la transizione energetica». Alla luce di questa considerazione, «per mobilitare gli investimenti privati, la Commissione ha pertanto adottato una strategia di investimento nell’energia pulita nel marzo 2026. La Commissione organizzerà un Vertice sugli investimenti nell’energia pulita che riunirà il settore dei servizi finanziari, compresi i principali investitori istituzionali, i leader industriali, gli sviluppatori di progetti e gli enti finanziatori pubblici per accelerare i finanziamenti privati».

22 aprile 2026

Iran, Ghalibaf: «Blocco Usa è violazione cessate il fuoco, riapertura Hormuz impossibile»

L’Iran insiste: il blocco navale degli Stati Uniti rappresenta una violazione del cessate il fuoco e dunque lo Stretto di Hormuz non può essere riaperto. In un post su X, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf scrive: «Un cessate il fuoco completo ha senso solo se non viene violato dal blocco navale e dal sequestro dell’economia mondiale e se l’avventurismo bellico dei sionisti su tutti i fronti viene fermato». «L’apertura dello Stretto di Hormuz non è possibile con una palese violazione del cessate il fuoco», scandisce Ghalibaf, che nei giorni scorsi aveva guidato la delegazione di Teheran ai negoziati di Islamabad. Stati Uniti e Israele, conclude, «non hanno raggiunto i loro obiettivi con l’aggressione militare, non li raggiungeranno nemmeno con l’intimidazione: l’unica via è l’accettazione dei diritti della nazione iraniana».

22 aprile 2026

Iran, «Apprezziamo gli sforzi del Pakistan per porre fine alla guerra»

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha detto di «apprezzare» gli sforzi del Pakistan per porre fine alla guerra, ma si è astenuto dal commentare un’estensione del cessate il fuoco decisa unilateralmente da Washington, secondo quanto riporta la tv di stato. Interrogato sulla richiesta del mediatore pachistano di estendere la tregua - richiesta accettata da Trump prima della sua scadenza stasera -, il portavoce del ministero Esmail Baghai, si è limitato a lodare gli sforzi del Pakistan per stabilire la pace e ha sottolineato che la Repubblica islamica sta adottando «le misure necessarie per la sicurezza» del Paese.

22 aprile 2026

Media, «l’Iran non ha in programma colloqui con gli Usa venerdì»

L’agenzia di stampa Tasnim , affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, riferisce che l’Iran non ha preso alcuna decisione in merito a colloqui con gli Stati Uniti per venerdì, smentendo il presidente Donald Trump che al New York Post aveva affermato in mattinata che un secondo round di colloqui con l’Iran sarebbe stato possibile entro venerdì. Lo scrive Iran International.

22 aprile 2026

Iran: riaperto spazio aereo, Usa chiedono a connazionali di lasciare il Paese

Le autorità statunitensi hanno chiesto ai loro connazionali che si trovano ancora in Iran di lasciare il Paese dopo la riapertura parziale dello spazio aereo. «A partire dal 21 aprile, lo spazio aereo iraniano è stato parzialmente riaperto. I cittadini statunitensi devono lasciare l’Iran ora, seguire i media locali per aggiornamenti e consultare le compagnie aeree commerciali per ulteriori informazioni sui voli fuori dall’Iran», ha esortato in un messaggio il dipartimento di Stato americano. Allo stesso modo, il dipartimento indica la via terrestre per uscire dall’Iran verso Armenia, Azerbaigian, Turchia e Turkmenistan, ma chiede di evitare i viaggi in Afghanistan, Iraq, così come nella zona di confine con il Pakistan. Secondo quanto avverte il dipartimento di Stato, Teheran potrebbe «impedire l’uscita dei cittadini statunitensi» o «riscuotere una ’tassa di uscita’ per lasciare il Paese», perciò viene richiesto ai cittadini con doppia nazionalità di partire utilizzando passaporti iraniani.

22 aprile 2026

Teheran, non ancora deciso se partecipare a nuovo round di colloqui con gli Usa

L’Iran ha fatto sapere di non avere ancora deciso se partecipare a un nuovo round di colloqui con gli Usa. «Abbiamo avviato i negoziati in buona fede e con serietà, ma la controparte (gli Stati Uniti ndr.) ha dato prova di disprezzo e mancanza di buona fede», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, secondo quanto riporta la tv di Stato iraniana. Un secondo ciclo di negoziati, atteso nella capitale pakistana Islamabad questa settimana, non è stato ancora confermato. Ieri il presidente Usa Donald Trump ha prorogato il cessate il fuoco con l’Iran, lasciando incerti i prossimi passi per la ripresa dei colloqui. «L’Iran non ha ancora deciso se partecipare al nuovo ciclo di negoziati di pace con gli Stati Uniti previsto per questa settimana», ha detto Baqaei.

22 aprile 2026

Casa Bianca: cessate il fuoco prorogato per 3-5 giorni

La proroga del cessate il fuoco con l’Iran, disposta dal presidente Donald Trump, durerà solo «dai tre ai cinque giorni», come confermato a Fox News da un funzionario della Casa Bianca. Trump ha annunciato ieri la proroga, concedendo a Teheran più tempo per accettare di riprendere i colloqui di pace. Se il cessate il fuoco dovesse terminare senza un accordo, Trump ha promesso di distruggere le infrastrutture energetiche e di trasporto iraniane.

22 aprile 2026

Portavoce Casa Bianca: Trump non ha pensato ad attacco nucleare

Non è vero che lo scorso 18 aprile il presidente americano Donald Trump ha cercato di “accedere ai codici nucleari” per colpire l’Iran e che il generale Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, glielo ha impedito. E’ la Casa Bianca a smentire asserzioni diventate virali. Alla rivista Newsweek un portavoce del civico 1600 di Pennsylvania Avenue a Washington DC ha spiegato che una tale tesi e’ falsa e ne ha criticato la circolazione.

Quella tesi ha avuto origine da commenti fatti il 20 aprile da un ex funzionario della CIA, Larry Johnson, durante il podcast Judging Freedom. In quel contesto Johnson ha citato un “report” emerso da una riunione alla Casa Bianca senza descriverlo come non verificato. Il giorno successivo nel suo blog l’ex funzionario della CIA ha scritto: “Non ho conferma che il report sia verificato ma il mio commento e’ diventato virale”. Alla richiesta di un commento avanzata da Newsweek, Johnson ha spiegato che non svela le sue fonti.

Il non meglio specificato “report” fa acqua da tutte le parti. Non solo la Casa Bianca ha negato la richiesta di Trump dei codici nucleari. Nelle sue funzioni il generale Caine non ha l’autorita’ di porre un veto su una decisione del presidente; il suo e’ un puro ruolo di consigliere. Se fosse vero che Caine si e’ messo di mezzo, cio’ implicherebbe una crisi costituzionale. Inoltre, riunioni di emergenza sono piuttosto consuete da quando la guerra contro l’Iran e’ stata lanciata. E sebbene Caine sia stato visto con la testa bassa dopo quella riunione come sostenuto nel podcast, le immagini citate mancano di un contesto preciso.

A esprimere scetticismo su una tesi diventata virale e’ stato anche il senatore repubblicano della North Caroline Thom Tillis. A una domanda di Newsweek sul caso, ha risposto: “Dovrei vedere un paio di conferme prima di degnare quella domanda di una risposta”. Tillis ha aggiunto: “Non riesco a immaginare che questo sia mai stato un serio argomento di considerazione”.

22 aprile 2026

Usa: proroga tregua con l’Iran non a tempo indefinito

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump intende concedere all’Iran un periodo di tempo limitato per la presentazione di una nuova proposta di negoziato: è quanto riporta la Cnn, citando fonti dell’Amministrazione statunitense. Stando alle fonti la Casa Bianca non intende prorogare il cessate il fuoco a tempo indefinito, e di fatto Trump avrebbe esitato prima di autorizzare il prolungamento deciso martedì. L’Amministrazione tuttavia ritiene anche che vi siano delle spaccature all’interno della leadership iraniana e a Teheran non esista ancora un consenso sulla posizione da adottare per dare ai negoziatori il potere di finalizzare un accordo. La decisione di Trump di concedere a Teheran più tempo per presentare una “proposta unitaria” rifletterebbe quindi il desiderio dell’Amministrazione di risolvere la guerra per via diplomatica, nonché la sua riluttanza a riprendere gli attacchi militari.

Un agente di polizia passa davanti a dei cartelloni pubblicitari nei pressi del Serena Hotel alla vigilia del secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran, a Islamabad, in Pakistan, martedì 21 aprile 2026. (AP Photo/Anjum Naveed) Associated Press / LaPresse Solo Italia e Spagna

22 aprile 2026

Iran: Orsini, sugli scaffali cominciano a mancare prodotti, Ue si svegli

“In Sicilia si iniziano a registrare vuoti sugli scaffali”. A lanciare l’allarme è Emanuele Orsini, Presidente di Confindustria, a margine della visita al Salone del Mobile di Milano, citando un colloquio con il presidente di Federdistribuzione. “Per questo dico che l’Europa si deve svegliare e debba costruire un percorso. Leggere che ci sono misure di consiglio su cosa fare sull’energia, io mi aspetto invece una cosa diversa, cioè dare misure d’aiuto a quei paesi che sono un po’ più indietro sull’energia”. Proseguendo, Orsini ha indicato per l’Italia la necessità di: “Individuare rapidamente le aree idonee per il fotovoltaico, l’eolico e le energie rinnovabili e mettere a terra tutto il realizzabile. Confidiamo inoltre che l’Europa possa offrire garanzie sovranazionali alle banche dei vari Stati per il finanziamento di nuovi impianti. Le nuove tecnologie, come il micro-nucleare, richiedono dieci anni di sviluppo: nel breve periodo, se necessario, sostengo anche la riapertura delle centrali a carbone. Lo dico con chiarezza: se questo serve a garantire continuità energetica alle nostre imprese, va fatto, come del resto sta già facendo la Germania”. ha concluso Orsini.

22 aprile 2026

Macron, morto un secondo militare francese di Unifil ferito in attacco sabato

Il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato la morte di un secondo militare che partecipava alla missione Unifil in Libano, rimasto gravemente ferito nell’attacco attribuito ad Hezbollah di sabato scorso. In un post su X Macron ha scritto: “Il caporale Anicet Girardin, rimpatriato ieri dal Libano dove era stato gravemente ferito da combattenti di Hezbollah, è morto questa mattina a causa delle sue ferite. È morto per la Francia”. “La Nazione, che domani renderà omaggio al sergente Florian Montorio”, morto sul colpo “durante la stessa imboscata, saluta con emozione la memoria del caporale Anicet Girardin e il suo sacrificio e rende omaggio all’impegno esemplare delle nostre forze armate nell’ambito dell’Unifil, che operano con coraggio e determinazione al servizio della Francia e della pace in Libano”. Nell’attacco del 18 aprile, erano rimasti feriti altri due militari.

22 aprile 2026

Trump, colloqui con Teheran possibili già venerdì

Donald Trump afferma che i colloqui con l’Iran potrebbero essere “possibili” già venerdì. Lo riporta il New York Post, citando un messaggio ricevuto dal presidente Usa.

Un iraniano sventola le bandiere nazionali dell'Iran in piazza Enghelab a Teheran, in Iran, il 22 aprile 2026. Il 21 aprile il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva annunciato che il cessate il fuoco tra gli Stati Uniti e l'Iran sarebbe stato prorogato. EPA/ABEDIN TAHERKENAREH

22 aprile 2026

Politico, Trump valuta conseguenze per alleati “cattivi” della Nato

L’amministrazione del presidente americano Donald Trump continuerebbe a lavorare a una sorta di lista dei Paesi “buoni” e “cattivi” all’interno della Nato, con l’obiettivo di premiare gli alleati più allineati e penalizzare quelli che non hanno sostenuto la recente guerra contro l’Iran. Lo hanno confermato a Politico fonti diplomatiche europee e statunitensi, secondo cui il piano prevede una classificazione dei membri in base al loro contributo militare e al sostegno alle operazioni guidate da Washington. L’iniziativa rappresenta un ulteriore segnale delle tensioni crescenti all’interno dell’Alleanza, già messe alla prova dalle posizioni di Trump, che continua a ipotizzare un ritiro degli Stati Uniti e avanzato proposte controverse come l’annessione della Groenlandia. L’idea di distinguere tra “alleati modello” e altri Paesi era stata già avanzata dal capo del Pentagono Pete Hegseth, che aveva parlato di “trattamenti di favore” per gli Stati che contribuiscono maggiormente alla difesa collettiva, mentre gli altri potrebbero dover affrontare conseguenze.

22 aprile 2026

Media Teheran, cavi sottomarini Stretto Hormuz possibile obiettivo

L’agenzia di stampa iraniana Tasnim, vicina alle Guardie Rivoluzionarie, ha ribadito la convinzione che gli Stati arabi del Golfo rimangano vulnerabili al taglio dei cavi sottomarini per la trasmissione dati nello Stretto di Hormuz.

Secondo quanto riportato dall’agenzia “il danneggiamento simultaneo di diversi cavi principali, sia per incidenti che per azioni deliberate, potrebbe provocare gravi interruzioni di corrente in tutto il Golfo Persico”. Numerosi cavi sottomarini attraversano lo Stretto. La regione ha già subito interruzioni di corrente a seguito del danneggiamento ripetuto di cavi sottomarini nel Mar Rosso. In passato, i ribelli Houthi yemeniti, sostenuti dall’Iran, avevano minacciato i cavi.

22 aprile 2026

Ft, «con la guerra in Iran è caro-preservativi, big settore aumenta prezzi del 30%»

La guerra in Iran fa salire anche i prezzi dei preservativi. Karex, il colosso che produce un quinto dei profilattici mondiali, ha annunciato un aumento dei prezzi del 30% a causa dei problemi alle catene di approvvigionamento dovuti alla chiusura dello Stretto di Hormuz e dal rialzo dei costi di produzione. Secondo quanto riporta il Financial Times, Karex produce circa 5 miliardi di preservativi all’anno nei suoi impianti in Malesia e Tailandia

22 aprile 2026

Il Libano chiederà a Israele una proroga di un mese della tregua

Durante i colloqui previsti domani a Washington con Israele, il Libano chiederà l’estensione di un mese della tregua. Lo riporta Afp, citando una fonte ufficiale. “Beirut chiederà la proroga del cessate il fuoco e la cessazione da parte di Tel Aviv delle operazioni di demolizione e distruzione nelle zone in cui è presente”, ha dichiarato la fonte. Il presidente libanese Joseph Aoun ha affermato invece che “sono in corso contatti per prolungare la tregua”, in scadenza domenica, “di dieci giorni”.

22 aprile 2026

Primo ministro Pakistan riceve ambasciatore iraniano a Islamabad

Il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, ha ricevuto l’ambasciatore iraniano a Islamabad, Reza Amiri Moghadam. Lo ha riferito al-Arabiya, precisando che l’incontro si è concentrato sugli sviluppi della situazione regionale e sugli sforzi in corso per la pace.

22 aprile 2026

Iran: Axios, Trump disposto a concedere altri tre-cinque giorni di cessate il fuoco

Il presidente americano Donald Trump è disposto a concedere altri tre-cinque giorni di cessate il fuoco agli iraniani, un breve lasso di tempo per trovare un accordo su una controproposta coerente, in assenza della quale il cessate il fuoco da lui prorogato ieri si concluderà. A scriverne è il sito Axios, analizzando con l’aiuto di tre funzionari statunitensi il dietro le quinte dell’annuncio sull’estensione del cessate il fuoco. “Non sarà a tempo indeterminato”, chiariscono. La decisione del presidente si spiega con il fatto che i negoziatori di Trump ritengono ancora possibile raggiungere un accordo per porre fine alla guerra e affrontare la questione di ciò che resta del programma nucleare iraniano. Tuttavia, temono anche di non trovare a Teheran nessuno con l’autorità necessaria a dare il via libera all’intesa. La Guida Suprema Mojtaba Khamenei comunica a malapena. I generali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), che ora controllano il Paese, e i negoziatori civili iraniani sono apertamente in disaccordo sulla strategia da seguire. “Abbiamo constatato che all’interno dell’Iran esiste una frattura netta tra i negoziatori e i militari, senza che nessuna delle due parti abbia accesso alla Guida Suprema, che non risponde”, spiega un funzionario statunitense. Queste divisioni sono cominciate ad emergere dopo il primo round dei colloqui di Islamabad, quando è diventato chiaro che il comandante dell’IRGC, il generale Ahmad Vahidi, e i suoi vice avevano respinto gran parte di ciò che i negoziatori iraniani avevano discusso.

La spaccatura è venuta pienamente allo scoperto venerdì scorso, quando il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha annunciato la riapertura dello Stretto di Hormuz e l’IRGC si è rifiutato di attuarla – e ha iniziato ad attaccarlo pubblicamente. Nei giorni successivi, l’Iran non ha dato alcuna risposta sostanziale all’ultima proposta statunitense e si è rifiutato di impegnarsi in un secondo round di colloqui in Pakistan.

Secondo Axios ad aggravare le divisioni interne al paese è stato anche l’assassinio, avvenuto a marzo, di Ali Larijani, l’ex segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano. Larijani aveva l’autorità e il peso politico necessari per tenere insieme il processo decisionale iraniano. Il suo sostituto, Mohammad Bagher Zolghadr - il cui compito è quello di garantire il coordinamento tra il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), la leadership civile e la Guida Suprema - non è altrettanto efficace, ha affermato un funzionario statunitense. Le ultime 48 ore sono state estremamente frustranti per la Casa Bianca — in particolare per il vicepresidente Vance, che aveva già preparato le valigie per recarsi a Islamabad e guidare un secondo ciclo di colloqui di pace. Invece, si è ritrovato ad aspettare che i generali dell’IRGC, in posizioni di controllo in Iran, permettessero al presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e ad Araghchi di recarsi in Pakistan per incontrarlo. Lunedì sera, gli iraniani sembravano aver dato il via libera ai mediatori pakistani per i colloqui. Martedì mattina, quel segnale era svanito, sostituito dalla richiesta che gli Stati Uniti revocassero il blocco navale. L’Air Force Two è rimasto per ore sulla pista della Joint Base Andrews, pronto a partire, finché non è diventato chiaro che il viaggio non si sarebbe fatto. Gli inviati della Casa Bianca Steve Witkoff e Jared Kushner, che avrebbero dovuto volare da Miami a Islamabad, sono invece saliti su un aereo governativo diretto a Washington. Martedì pomeriggio, Trump si è riunito con il suo team di sicurezza nazionale: Vance, Witkoff, Kushner, il Segretario di Stato Marco Rubio, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth, il direttore della CIA John Ratcliffe, il presidente degli Stati maggiori riuniti Gen. Dan Caine e altri alti funzionari.

22 aprile 2026

Media Iran, «i pasdaran hanno colpito una terza nave a Hormuz»

I media iraniani riferiscono che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha preso di mira tre navi nello Stretto di Hormuz. L’agenzia di stampa Fars affiliata ai pasdaran, citata dalla Bbc, afferma che la nave Euphoria è stata colpita e ora si trova incagliata al largo delle coste iraniane. I media iraniani affermano inoltre che la Msc Francesca ed Epaminondas sono state “sequestrate” e dirette verso la costa iraniana, citando una dichiarazione della Marina dell’Irgc.

22 aprile 2026

Pasdaran, sequestrate le 2 navi colpite a Hormuz. Una è Msc

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno sequestrato le due imbarcazioni precedentemente colpite da armi da fuoco nello Stretto di Hormuz. Secondo l’agenzia di stampa Tasnim, ripresa da Sky News Uk, le due navi erano “non conformi” e sono state identificate come la nave portacontainer Msc Francesca e la Epaminondas. Le due navi, ha aggiunto, sono state “scortati fino alla costa iraniana”. Tasnim ha inoltre affermato che le navi avevano “messo in pericolo la sicurezza marittima operando senza i permessi necessari e manomettendo i sistemi di navigazione”.

22 aprile 2026

Tajani, ad Araghchi ribadita necessità di dialogo a Islamabad e di aprire Hormuz

«Nel colloquio che ho avuto poco fa con il ministro degli Esteri dell’Iran, ho ribadito a lui la necessità di continuare il dialogo di Islamabad, di raggiungere un accordo della pace e ho ribadito l’importanza della libertà di circolazione a Hormuz». Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa con l’omologo polacco Radoslav Sikorski a Roma. Ad Araghchi «ho ribadito l’importanza di tutelare i Paesi dell’area del Golfo e quella di trovare un accordo anche in Iran. Ho ribadito l’importanza di non procedere nell’uso militare del nucleare. Questi sono elementi fondamentali». Anche per il Libano «ho insistito sulla necessità di spingere Hezbollah ad arrivare ad un accordo e non attaccare più Israele» e «ho ribadito che noi siamo pronti anche ad ospitare in Italia i colloqui fra Libano e Israele per trovare un accordo positivo. Quindi noi lavoriamo per la pace e, ripeto, per noi la libertà di navigazione a Hormuz è fondamentale», ha aggiunto.

22 aprile 2026

Ft, almeno 34 petroliere legate a Teheran hanno aggirato blocco Usa

Secondo quanto riportato dal Financial Times, che cita il gruppo di monitoraggio Vortexa, almeno 34 petroliere collegate all’Iran hanno eluso il blocco statunitense dall’inizio del provvedimento. Secondo il rapporto, 19 delle imbarcazioni sono uscite dal Golfo Persico attraverso il blocco, mentre 15 vi sono entrate dal Mar Arabico dirigendosi verso l’Iran. Sei delle petroliere in partenza trasportavano petrolio greggio iraniano, per un carico totale di circa 10,7 milioni di barili. Sulla base di un prezzo ipotizzato di 10 dollari rispetto al petrolio Brent, si stima che le spedizioni possano aver generato un fatturato di circa 910 milioni di dollari. Il petrolio iraniano viene solitamente venduto a prezzo scontato perché soggetto a sanzioni.

22 aprile 2026

Media Iran: seconda nave bersagliata perché non ha ascoltato avvertimenti

«Un’altra nave cargo è stata presa di mira. Sembra che questa nave portacontainer non abbia prestato attenzione agli avvertimenti delle forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran e per questo motivo sia stata presa di mira». Lo scrive l’agenzia iraniana Tasnim. «Questa è la seconda nave che dalle prime ore di oggi è stata oggetto dell’applicazione della legge da parte delle forze armate iraniane» aggiunge l’agenzia.

22 aprile 2026

Takaichi: mantenere colloqui per favorire de-escalation

La premier giapponese Sanae Takaichi ha auspicato il mantenimento di uno stretto coordinamento internazionale per favorire una reale de-escalation in Medio oriente e garantire la sicurezza della navigazione nello stretto di Hormuz, indicando anche la stabilità delle forniture energetiche e di materiali critici come un interesse centrale per l’Asia-Pacifico.

A riferirlo è stata la stessa Takaichi in un messaggio pubblicato su X dopo un colloquio telefonico con il primo ministro neozelandese Christopher Luxon. La premier ha spiegato che, all’inizio della conversazione, i due leader hanno confermato «l’importanza di continuare una stretta comunicazione affinché la de-escalation sia realmente raggiunta», compresa «la sicurezza della navigazione nello stretto di Hormuz», e hanno sottolineato anche, alla luce dell’attuale situazione energetica nell’Asia-Pacifico, l’importanza di forniture stabili di energia e materiali critici.

22 aprile 2026

Iran, Orsini: «Se guerra fino a fine anno recessione è certezza»

«Se la guerra nel Golfo si fosse conclusa velocemente saremmo allo 0,5% del Pil. Se continuassimo così per altri tre mesi saremmo allo zero, ma se arriviamo a fine anno il rischio recessione è quasi una certezza». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine del summit Italia-India organizzato dal Sole 24 Ore con Banco Bpm, parlando dell’impatto della guerra in Iran sulla crescita dell’economia italiana.

22 aprile 2026

Usa-Iran, Trump estende la tregua ma i negoziati sono in stand-by

Un agente di polizia passa davanti a dei cartelloni pubblicitari nei pressi del Serena Hotel alla vigilia del secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran, a Islamabad, in Pakistan, martedì 21 aprile 2026. (AP Photo/Anjum Naveed)    Associated Press / LaPresse Solo Italia e Spagna APN

Donald Trump a sorpresa ha esteso a data da definirsi la tregua con l’Iran, in scadenza oggi, affermando che resta in attesa di una proposta diplomatica «unificata da parte di leader rappresentanti» di Teheran. Trump ha affermato di aver esteso il cessate il fuoco su richiesta del mediatore Pakistan e suggerito che ci sarebbero divisioni nei vertici iraniani. Islamabad ha confermato la richiesta e ringraziato Trump per averla accolta.

Ma dall’Iran nell’immediato sono arrivati segnali scettici e le trattative appaiono in stand-by, con il rinvio per ora dell’arrivo a Islamabad del vicepresidente JD Vance e dello Speaker del Parlamento Mohammad Ghalibaf. Anche se il viaggio di Vance non è stato formalmente cancellato.

22 aprile 2026

Araghchi: «Colloquio con Tajani su evoluzioni del conflitto in Iran»

«Il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno discusso telefonicamente sull’ultima situazione degli sviluppi regionali e su questioni relative al cessate il fuoco e alla diplomazia scambiandosi opinioni». Lo scrive sui social Araghchi.

22 aprile 2026

Ue divisa su Accordo di associazione con Israele, possibili sanzioni ai coloni

Beda Romanodal nostro corrispondente Beda Romano

La responsabile della politica estera dell'Unione Europea, Kaja Kallas, parla con i giornalisti al suo arrivo a una riunione dei ministri degli Esteri dell'UE presso la sede del Consiglio Europeo a Lussemburgo APN

BRUXELLES – Permangono ancora divisioni tra i Ventisette sulla possibilità di sanzionare Israele per gli atti di guerra a Gaza e in Libano. La discussione di ieri in Lussemburgo tra i ministri degli Esteri ha messo in luce le pressioni sempre più evidenti di alcuni paesi membri, ma per ora l’idea di sospendere in toto o in parte l’Accordo di associazione non ottiene il sostegno necessario. Ciò detto, sanzioni contro i coloni estremisti potrebbero essere decise una volta che si sarà insediato il nuovo governo ungherese.

«Alcuni paesi hanno proposto la sospensione dell’Accordo di associazione, parziale o totale – ha spiegato ieri alla fine della riunione ministeriale in una conferenza stampa l’Alta Rappresentante Kaja Kallas -. Altri si sono opposti (…) Sospendere almeno parzialmente l’intesa richiede una maggioranza qualificata di paesi a favore. Ci vorrà un cambiamento di atteggiamento di alcuni paesi per eventualmente raggiungere questo obiettivo».

22 aprile 2026

Ukmto, spari contro seconda nave in Stretto Hormuz

Il centro britannico per le operazioni commerciali marittime (Ukmto) ha ricevuto una segnalazione relativa a un incidente avvenuto a 8 miglia nautiche a ovest dell’Iran. Il comandante di una nave da carico in partenza ha riferito di essere stato bersaglio di colpi d’arma da fuoco e di trovarsi ora fermo in mare. L’equipaggio è al sicuro e al completo.

22 aprile 2026

Libano: Idf, «uccisi 2 militanti Hezbollah, avevano oltrepassato linea cessate il fuoco»

L’aviazione israeliana ha colpito e ucciso ieri due militanti di Hezbollah che avevano oltrepassato la linea del cessate il fuoco nel Libano meridionale. Lo hanno riferito le Idf, precisando che i due agenti erano stati avvistati dalle truppe della 7ª Brigata Corazzata vicino al torrente Wadi Saluki. Le Forze di Difesa Israeliane hanno sottolineato che gli agenti «hanno oltrepassato la linea di difesa avanzata e si sono avvicinati alle truppe in un modo che costituiva una minaccia immediata». L’aviazione israeliana ha quindi colpito e «eliminato i terroristi per rimuovere la minaccia», affermano i militari. Un cessate il fuoco di 10 giorni, annunciato dal presidente statunitense Donald Trump, è entrato in vigore a mezzanotte tra giovedì e venerdì, ponendo fine in gran parte a sei settimane di guerra tra Israele e Hezbollah, gruppo sostenuto dall’Iran, scoppiata a seguito del conflitto tra Stati Uniti e Iran.

22 aprile 2026

Apprezzamento della Cina a proroga cessate il fuoco

La Cina ha espresso oggi apprezzamento per la proroga del cessate il fuoco tra Stati uniti e Iran, sottolineando che la situazione regionale si trova in una fase cruciale di passaggio tra guerra e pace e che la priorità assoluta resta evitare una ripresa delle ostilità.

Il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, nella quotidiana conferenza stampa a Pechino, ha affermato che «l’attuale situazione regionale si trova in una fase cruciale di transizione tra guerra e pace» e che «l’urgenza del momento resta fare tutto il possibile per evitare una ripresa del conflitto».

22 aprile 2026

Hormuz, amm. Berutti Bergotto: «Marina italiana pronta a sminamento»

La Marina militare è pronta a impiegare proprie unità per un’eventuale operazione di sminamento nello stretto di Hormuz, settore in cui l’Italia viene rivendicata come una delle marine di riferimento, ma un intervento del genere potrebbe avvenire solo «a ostilità concluse», perché si tratta di operazioni «molto delicate» da condurre esclusivamente in un contesto non conflittuale. Lo ha affermato oggi il capo di stato maggiore della Marina, ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto, durante un’audizione in Commissione Difesa.

«Io dico che la Marina è pronta a effettuare un’operazione di sminamento. Ovviamente queste operazioni devono essere fatte in una situazione non conflittuale, perché sono molto delicate e, come tutte le operazioni in aree delicate, comportano dei rischi», ha detto l’ammiraglio. «Pertanto l’intervento di cacciamine, ma non solo italiani, anche di tutte le altre nazioni, in un’area minata deve essere fatto a ostilità concluse».

Berutti Bergotto ha spiegato che la chiusura di Hormuz può essere realizzata in tempi rapidi «anche con poche lire», perché «le mine che gli iraniani hanno messo in Hormuz costano veramente poco e sono anche datate», ma questo è sufficiente a creare «un’area di incertezza e soprattutto un crescente decadimento della sicurezza di navigazione».

Il capo di stato maggiore ha insistito sul valore strategico dello stretto, definendolo uno dei «coni di bottiglia» fondamentali delle rotte commerciali globali. «Questo ci fa capire quanto è importante la sicurezza della navigazione», ha osservato. «Noi da sempre portiamo avanti questo discorso affinché la nostra armatoria possa lavorare in sicurezza e con dei costi affrontabili per il consumatore: il mare deve essere un ambiente sicuro, come tutti i luoghi di lavoro».

22 aprile 2026

Teheran: proroga cessate il fuoco di Trump «non significa nulla»

«La proroga del cessate il fuoco da parte di Trump non significa nulla» se non «guadagnare tempo per un attacco a sorpresa». Lo ha scritto su X Mahdi Mohammadi, consigliere del presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, sostenendo che «l’assedio» imposto dagli Stati Uniti «non è diverso da un bombardamento» e necessita di «una risposta militare».

«È ora che l’Iran prenda l’iniziativa», ha concluso.

I manifestanti a terra espongono immagini satiriche (da sinistra a destra) del presidente filippino Ferdinand Marcos Jr., del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante una manifestazione lungo una strada che conduce all’ambasciata degli Stati Uniti a Manila, nelle Filippine, il 22 aprile 2026. I manifestanti hanno espresso la loro opposizione al ruolo degli Stati Uniti e di Israele nel conflitto mediorientale contro l'Iran, poiché le continue tensioni hanno avuto ripercussioni sui mercati internazionali e causato un significativo aumento dei prezzi globali del petrolio. EPA/ROLEX DELA PENA

22 aprile 2026

Wsj, Usa bloccano le spedizioni di dollari dell’Iraq per mettere sotto pressione le milizie sostenute dall’Iran

di David S. Cloud e Robbie Gramer

L’amministrazione Trump ha sospeso le spedizioni di dollari all’Iraq e congelato i programmi di cooperazione per la sicurezza con le sue forze armate, aumentando la pressione su Baghdad affinché smantelli le potenti milizie sostenute dall’Iran, hanno dichiarato funzionari iracheni e statunitensi.

Un aereo cargo che trasportava quasi 500 milioni di dollari in banconote statunitensi, i proventi delle vendite di petrolio iracheno dai conti della Federal Reserve Bank di New York, è stato recentemente bloccato dai funzionari del Dipartimento del Tesoro a causa delle preoccupazioni degli Stati Uniti sulle milizie, hanno detto alcuni funzionari.

Si è trattato del secondo invio programmato di dollari alla Banca centrale irachena ritardato dagli Stati Uniti dall’inizio della guerra in Iran a fine febbraio, hanno detto i funzionari statunitensi e iracheni. Il ritardo è arrivato dopo settimane di attacchi dei miliziani alle strutture americane in Iraq e nei Paesi limitrofi, in segno di sostegno a Teheran.

Gli Stati Uniti hanno informato Baghdad che avrebbero sospeso i finanziamenti per alcuni programmi di addestramento delle forze armate e dell’antiterrorismo fino a quando gli attacchi delle milizie non saranno cessati e i funzionari iracheni non prenderanno provvedimenti per smantellare i gruppi armati, hanno dichiarato i funzionari statunitensi e iracheni.

Le mosse evidenziano la pressione esercitata su Baghdad affinché si allinei più strettamente con Washington e ridimensioni i suoi stretti legami con Teheran dall’inizio della guerra contro l’Iran, in corso da quasi otto settimane, condotta da Stati Uniti e Israele.

In una dichiarazione di martedì che non alludeva alle consegne sospese, la Banca centrale irachena ha affermato di non essere a corto di valuta statunitense. La banca ha “soddisfatto tutte le richieste di dollari da parte di banche e società di cambio”.

Dopo l’invasione del 2003, Washington ha accettato di trattenere i guadagni dell’Iraq derivanti dalle vendite di petrolio - decine di miliardi all’anno - presso la Fed di New York. Per far circolare i proventi in Iraq, la Fed ha iniziato a spedire a Baghdad fino a 13 miliardi di dollari l’anno in contanti per far funzionare la sua economia, fortemente basata sul contante.

Gli Stati Uniti hanno interrotto brevemente le consegne di contanti nel 2015 per timore che i dollari venissero incanalati verso i militanti dello Stato Islamico e in passato hanno minacciato di sospendere le spedizioni. Sebbene Baghdad abbia ridotto la sua dipendenza dai dollari, gli aerei cargo continuano a consegnare pallet di valuta statunitense alla banca centrale irachena, dando agli Stati Uniti la possibilità di cercare di costringere Baghdad a fare i conti con le milizie.

I funzionari statunitensi affermano che la sospensione delle spedizioni di dollari in Iraq è temporanea, ma non hanno detto quali passi specifici Baghdad debba compiere per riprendere le consegne.

“L’incapacità del governo iracheno di prevenire questi attacchi, mentre alcuni elementi associati al governo iracheno continuano a fornire attivamente copertura politica, finanziaria e operativa alle milizie, ha un impatto negativo sulle relazioni tra Stati Uniti e Iraq”, ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato Tommy Pigott. “Gli Stati Uniti non tollereranno attacchi agli interessi statunitensi e si aspettano che il governo iracheno prenda immediatamente tutte le misure per smantellare i gruppi di miliziani allineati all’Iran in Iraq”.

Dall’inizio della guerra, le milizie irachene hanno tentato centinaia di attacchi su piccola scala con droni e razzi, anche contro una base militare e un consolato statunitensi nel nord dell’Iraq e una struttura del Dipartimento di Stato all’aeroporto internazionale di Baghdad. I funzionari statunitensi hanno incolpato i gruppi filo-iraniani in Iraq per un tentativo di imboscata con un drone contro un convoglio di sicurezza statunitense impegnato nel trasporto di un ostaggio americano liberato fuori dal Paese all’inizio del mese.

Dall’inizio della guerra contro l’Iran, gli Stati Uniti hanno condotto attacchi aerei contro gruppi di miliziani in Iraq.

Negli ultimi anni, il Pentagono ha ridotto in modo sostanziale la sua presenza militare in Iraq, spostando la maggior parte delle forze rimanenti nelle basi dell’Iraq settentrionale. Ma gli Stati Uniti hanno continuato a fornire informazioni sullo Stato Islamico all’esercito iracheno e ad assistere le forze armate irachene con addestramento ed equipaggiamento.

Le milizie più potenti dell’Iraq, tra cui la Brigata Badr, Kataib Hezbollah e Asaib Ahl al-Haq, hanno un’enorme influenza all’interno del governo e dei settori finanziari iracheni. Baghdad sta scegliendo un nuovo primo ministro e le milizie, così come Teheran, premono per avere candidati che mantengano stretti legami con l’Iran. Alcune unità delle milizie sono state incorporate formalmente nelle forze armate irachene, rendendo difficile per qualsiasi primo ministro sfidarle.

Mohammed Shia al-Sudani, che ha ricoperto la carica di primo ministro dal 2022, ha cercato l’appoggio di Washington per un secondo mandato, ma è stato anche attento a non attaccare il potere delle milizie.

Le milizie sono anche beneficiarie dell’accesso dell’Iraq ai dollari statunitensi. Più di due dozzine di banche irachene, molte delle quali con stretti legami con le milizie, sono state bandite nel 2023 e 2024 dal Tesoro per aver sottratto dollari dai conti dell’Iraq presso la Fed irachena, utilizzando bonifici fraudolenti.

Le milizie sono state poi coinvolte nell’acquisto di enormi quantità di MasterCard e Visa caricate con fondi in Iraq. Si organizzavano per trasportare le carte negli Emirati Arabi Uniti e in altri Paesi limitrofi e ritirare il denaro sotto forma di dollari. I gruppi armati hanno poi trasferito il denaro in Iraq, scambiandolo con dinari e traendo profitto dall’arbitraggio valutario, ha dichiarato il Tesoro.

Le milizie sciite irachene sono nate dal caos successivo all’invasione statunitense, più di due decenni fa. Hanno difeso le aree sciite dagli attacchi dei militanti sunniti e hanno combattuto le forze americane che i loro leader denunciavano come occupanti. L’Iran ha fornito armi a molti di questi gruppi, che in seguito hanno assunto un ruolo nella lotta contro i combattenti dello Stato Islamico che hanno invaso l’Iraq dalla Siria nel 2014.

A gennaio, il Presidente Trump ha avvertito che avrebbe tagliato l’assistenza degli Stati Uniti all’Iraq se Nouri Al-Maliki, un ex primo ministro con stretti legami con l’Iran, fosse tornato in carica. Maliki ha recentemente ritirato la sua candidatura e la sua coalizione, un gruppo di partiti sciiti con diversi gradi di fedeltà all’Iran chiamato Quadro di coordinamento, ha proposto un altro candidato, Bassem al-Badri, un membro anziano del partito Dawa di Maliki.

22 aprile 2026

Riunione militare a Londra con 30 Paesi su missione in Stretto Hormuz

Regno Unito e Francia stanno riunendo strateghi militari provenienti da circa 30 paesi per definire i dettagli di una missione volta a garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz, quando questa importante rotta marittima verrà riaperta. Il ministero della Difesa britannico John Healey ha dichiarato che l’incontro di due giorni presso un centro di comando e controllo del Regno Unito a Londra ha lo scopo di «trasformare il consenso diplomatico in un piano militare dettagliato». Il piano prevede una missione internazionale per proteggere le navi mercantili, sminare le zone e fornire rassicurazioni, e dipende dal raggiungimento di un cessate il fuoco «sostenibile» nella guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Diversi paesi, tra cui Francia e Regno Unito, si sono impegnati a inviare navi e droni per lo sminamento. Nonostante lo scetticismo sulla reale attuazione del piano, Healey ha detto di essere «fiducioso che, nei prossimi due giorni si potranno compiere progressi concreti».

22 aprile 2026

Borsa: l’Europa apre positiva, cauto ottimismo sull’Iran

Le Borse europee avviano la seduta in terreno positivo. Sui mercati torna un cauto ottimismo dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il prolungamento della tregua con l’Iran. Sotto i riflettori anche gli sviluppi sullo stretto di Hormuz. Avvio in rialzo per Francoforte (+0,42%), Parigi (+0,4%) e Londra (+0,11%).

22 aprile 2026

Ministro Iran: «Nonostante blocco abbiamo cibo e beni essenziali»

«Le riserve strategiche iraniane di beni essenziali e alimentari sono state rifornite e il mercato gode di completa stabilità, nonostante le sanzioni, le restrizioni alle importazioni e i problemi sorti nei porti meridionali durante la guerra e il blocco». È quanto ha affermato il ministro dell’Agricoltura Gholamreza Nouri, ieri sera. «Abbiamo pianificato un’intensa produzione interna, nonché rotte di importazione alternative, poiché, grazie alla vastità del territorio iraniano, abbiamo la possibilità di importare da diversi confini con i nostri paesi vicini», ha aggiunto, citato dall’agenzia Isna, affermando che «l’Iran gode di sicurezza alimentare, poiché circa l’85% dei suoi prodotti agricoli e dei beni essenziali viene prodotto all’interno del paese».

22 aprile 2026

Pasdaran: «Abbiamo dito sul grilletto, se ci attaccano avranno una lezione»

«In risposta alle ripetute minacce del presidente degli Stati Uniti e dei comandanti dell’esercito aggressivo e terroristico di quel Paese, avvertiamo che le nostre potenti forze sono da tempo in stato di massima prontezza e terranno il dito sul grilletto, in caso di aggressione o azione contro l’Iran». Lo ha dichiarato il portavoce del Comando di Khatamolanbia, Ebrahim Zolfaghari. «In caso di aggressione, le forze iraniane attaccheranno immediatamente gli obiettivi prestabiliti e impartiranno un’altra lezione agli aggressivi Stati Uniti e al regime sionista assassino di bambini, in modo più severo di prima», ha aggiunto, secondo quanto riportato da Tasnim.

22 aprile 2026

Pasdaran: pronti a infliggere «colpi devastanti, oltre ogni immaginazione»

«Siamo al massimo della preparazione per continuare la lotta contro i nemici e, se l’aggressione si ripeterà, infliggeremo colpi devastanti, al di là di ogni immaginazione, alle loro infrastrutture nella regione». È quanto si legge in una dichiarazione delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, in occasione dell’anniversario della fondazione della forza paramilitare. Lo riporta Iran International.

22 aprile 2026

Iran: eseguita condanna a morte di presunta spia per il Mossad

L’Iran ha impiccato oggi un altro uomo per presunti legami con il Mossad, l’agenzia di intelligence israeliana. L’agenzia di stampa Mizan, legata al sistema giudiziario iraniano, ha annunciato l’esecuzione di Mehdi Farid, descritto come un dipendente di una «organizzazione statale sensibile» che trasmetteva informazioni all’agenzia di spionaggio israeliana. Farid è stato condannato nella provincia iraniana di Qom.

22 aprile 2026

Teheran: «Usa tolgano il blocco e noi negozieremo a Islamabad»

«Gli Stati Uniti devono cessare la loro “violazione del cessate il fuoco” prima di qualsiasi nuovo ciclo di negoziati». Lo ha affermato l’ambasciatore iraniano all’Onu Amir-Saeid Iravani al media iraniano Shargh, così come riportato da Al-Jazeera. «Non appena verrà revocato il blocco, il prossimo ciclo di negoziati si terrà a Islamabad - ha aggiunto - L’Iran è pronto a qualsiasi scenario. Non siamo stati noi a iniziare l’aggressione militare. Se cercano una soluzione politica, siamo pronti. Se cercano la guerra, l’Iran è pronto anche a quella».

Un manifestante tiene in mano un cartello contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante una manifestazione lungo una strada che conduce all'ambasciata statunitense a Manila, nelle Filippine, il 22 aprile 2026. I manifestanti hanno espresso la loro opposizione al ruolo degli Stati Uniti e di Israele nel conflitto mediorientale contro l'Iran, poiché le continue tensioni hanno influito sui mercati internazionali e causato un notevole aumento dei prezzi mondiali del petrolio. EPA/ROLEX DELA PENA

22 aprile 2026

Teheran: «Cargo colpito in Oman? Finché resta blocco Usa, andrà così»

«Finché gli Stati Uniti non porranno fine completamente alla libertà di navigazione delle navi da e verso l’Iran e viceversa, la situazione nello Stretto di Hormuz rimarrà sotto stretto controllo e inalterata rispetto allo stato precedente». Lo afferma, secondo l’agenzia iraniana Fars, il portavoce del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya (Pbuh) in merito alla portacontainer presa di mira da una nave pasdaran al largo dell’Oman. Secondo la Fars, l’operazione nello Stretto di Hormuz è stata una azione di «enforcement», messa in atto a seguito della «violazione del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti e la continuazione dell’assedio navale all’Iran, nonché l’abbordaggio di una nave iraniana».

22 aprile 2026

Nave pasdaran spara contro portacontainer al largo dell’Oman

Una nave portacontainer è stata colpita da colpi d’arma da fuoco iraniani al largo delle coste dell’Oman, subendo danni ma senza causare vittime, secondo quanto riportato dall’agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto. «L’imbarcazione è stata avvicinata da una motovedetta del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, senza preavviso via radio, che ha poi aperto il fuoco contro la nave, causando danni significativi al ponte di comando. Non sono stati segnalati incendi o impatti ambientali», ha dichiarato l’Ukmto, aggiungendo che l’equipaggio è «sano e salvo».

22 aprile 2026

Cessate il fuoco sembra reggere dopo annuncio Trump su proroga tregua

Sembra per ora reggere ancora il cessate il fuoco, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato la proroga della tregua, pur mantenendo il blocco dei porti iraniani. Due settimane dopo l’8 aprile, data di entrata in vigore del cessate il fuoco, l’Iran aveva avvertito che la tregua sarebbe scaduta a mezzanotte di martedì sera. Il presidente statunitense aveva menzionato la serata di mercoledì, ora di Washington. Tuttavia, Donald Trump ha annunciato di aver prorogato la cessazione delle ostilità su richiesta dei mediatori pakistani, fino a quando «l’Iran non presenterà una proposta» volta a porre fine al conflitto. In un messaggio su Truth Social, ha citato divisioni ai massimi livelli del potere iraniano. Trump ha affermato inoltre che il regime iraniano vuole la riapertura dello Stretto di Hormuz. Ma se gli Stati Uniti dovessero revocare il blocco, «non ci sarà mai un accordo con l’Iran a meno che non distruggiamo il resto del loro Paese, compresi i loro leader!», ha dichiarato.

22 aprile 2026

Teheran, «giustiziata stamattina una spia del Mossad»

«Un uomo di nome Mehdi Farid è stato giustiziato questa mattina per spionaggio a favore del regime sionista, per aver trasmesso informazioni sensibili sull’Iran al Mossad israeliano». Lo ha dichiarato la magistratura iraniana in un comunicato stampa diffuso stamattina.

22 aprile 2026

Attacco israeliano nella Bekaa, un morto e due feriti

Un attacco israeliano nella regione libanese della Bekaa ha causato un morto e due feriti, secondo quanto riportato dai media statali libanesi, nonostante la tregua in corso tra Israele e Hezbollah, sostenuto dall’Iran. “Una persona è rimasta uccisa e altre due ferite a seguito di un attacco condotto da un drone nemico all’alba, alla periferia di Al-Jabur, nella Bekaa occidentale”, ha riferito l’agenzia di stampa statale libanese National News Agency. Ieri Hezbollah ha dichiarato di aver lanciato razzi e droni d’attacco contro un sito nel nord di Israele in risposta alle “palesi” violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele, che a suo dire includevano “attacchi contro i civili e la distruzione delle loro case e dei loro villaggi”.

22 aprile 2026

Trump, «Iran al collasso finanziario con Hormuz chiuso»

“L’Iran sta collassando finanziariamente! Vogliono che lo Stretto di Hormuz venga riaperto immediatamente, sono a corto di soldi! Perdono 500 milioni di dollari al giorno. Militari e polizia si lamentano di non essere pagati. SOS!!!”. Così su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

22 aprile 2026

Iran: pronti a negoziare dopo che Usa revocherà blocco navale Hormuz

L’Iran è pronto a negoziare “immediatamente” con gli Stati uniti una volta che Washington avrà revocato il blocco navale. Lo ha dichiarato l’ambasciatore iraniano alle Nazioni unite Amir Saeid Iravani, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Tasnim.

Iravani ha affermato che Teheran è disponibile a riprendere i colloqui subito dopo la fine del blocco navale americano, sottolineando però che gli Stati uniti devono prima fermare quelle che ha definito “violazioni del cessate il fuoco”.

22 aprile 2026

Trump estende la tregua fino alla presentazione della proposta dell’Iran

Donald Trump estende “il cessate il fuoco fino al momento in cui verrà presentata la proposta” dell’Iran e “le discussioni saranno concluse, in un senso o nell’altro”. Lo afferma Trump sul suo social Truth.

22 aprile 2026

Iran, Trump: se sbloccassimo Hormuz, accordo più difficile

Il presidente Usa Donald Trump ha affermato che la fine del blocco Usa dello stretto di Hormuz renderebbe impossibile qualsiasi accordo con l’Iran.

“Quattro giorni fa alcune persone mi si sono avvicinate dicendo: ’Signore, l’Iran vuole riaprire immediatamente lo stretto’. Ma se facessimo questo, non potrebbe mai esserci un accordo con l’Iran, a meno che non facessimo saltare in aria il resto del loro Paese, inclusi i loro leader”, ha scritto Trump oggi su Truth Social.

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