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Borse Ue pagano i timori sull'Iran e non sfruttano il rally a Wall Street. Milano -0,2%, petrolio a 100$

Gli attacchi contro almeno tre navi nello Stretto di Hormuz riportano la tensione. Secondo Trump i nuovi colloqui Usa-Iran «possibili» venerdì 24 Aprile. A Piazza Affari bene i petroliferi guidati da Saipem

di Chiara Di Cristofaro e Ivan Torneo

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L'ottimismo di una Wall Street che viaggia sui record non contagia le Borse europee, alle prese con lo stallo dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e i nuovi rialzi del prezzo del petrolio. Le notizie di attacchi a colpi di arma da fuoco contro almeno tre navi nello Stretto di Hormuz hanno fatto alzare nuovamente la tensione sul prezzo del petrolio, con il Brent tornato sopra la soglia dei 100 dollari al barile. Ma Oltreoceano gli investitori si concentrano soprattutto sui numeri positivi che stanno uscendo dalle trimestrali e sulle prospettive dell'AI, che fanno passare in secondo piano i timori su una guerra che - si scommette - sarà breve. Stasera gli occhi saranno tutti puntati su Tesla, che darà il via al round delle trimestrali delle Magnifiche Sette, concentrate per lo più tra il 29 e il 30 aprile.

Borse europee in calo marginale, pesa lo stallo nei negoziati tra Stati Uniti e Iran

Così chiude la seduta fiacco il Vecchio Continente. Il Ftse Mib a Milano archivia un -0,25%, a 47.785 punti circa e in linea con il resto d'Europa: Parigi -0,9%, Francoforte -0,4%, Madrid -0,9%, Amsterdam in controtendenza a +0,2% - guidata anche dal rally del tech - e Londra -0,2%. Intanto rispetto ai piani per l’invio della delegazione americana in Pakistan per il secondo round di trattative con l'Iran, Trump ha affermato oggi - in un messaggio al New York Post - che i colloqui potrebbero essere «possibili» già venerdì.

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Wall Street chiude in rialzo, tech ancora in luce

Wall Street chiude positiva. Il Dow Jones sale dello 0,69% a 49.490,52 punti, il Nasdaq avanza dell’1,64% a 24.657,57 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell’1,05% a 7.137,91 punti.
La prospettiva di una de-escalation contribuisce a sostenere il sentiment globale, in un contesto che resta comunque fragile sul piano geopolitico. Nelle ultime sedute Wall Street ha recuperato terreno, con l’indice di riferimento S&P 500 tornato sui massimi storici dopo aver riassorbito le perdite legate allo scoppio del conflitto. Il tech continua a trainare grazie al tema dell’AI. Secondo Stephanie Aliaga di JPMorgan Asset Management «i mercati guardano al futuro e la realtà è che siamo ancora su un percorso di de-escalation», ha spiegato sulla Cnbc. Per la stagione delle trimestrali, come dicevamo, stasera Tesladà il via ai conti delle "Magnifiche Sette".

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A Milano corre Saipem dopo i conti

A Piazza Affari volano i petroliferi e in particolare Saipem (+6,4%), che nel primo trimestre dell'anno ha realizzato un utile netto di 78 milioni, sostanzialmente stabile, e ha poi confermato la guidance 2026. Durante la conference call, il ceo Alessandro Puliti ha sottolineato che il conflitto in Medio Oriente «non ha avuto un impatto negativo significativo» sulle performance operative e finanziarie dei primi tre mesi dell’anno. Acquisti anche su Eni (+2,4%) e Tenaris (+2,1%), che beneficiano del rally del greggio. Chiudono toniche anche Nexi (+2,1%) e Prysmian (+1,5%), quest'ultima di riflesso al comparto tech, trainato dalla volata di Asm International (+6,9%) dopo i risultati positivi della trimestrale e previsioni migliori delle attese. Deboli in generale i bancari, in primis Banco Bpm (-2,2%) e Unicredit (-2%), e si registrano vendite anche su Amplifon (-1,5%) dopo il profit warning dell’australiana Cochlear. In coda Avio (-5,5%) e Moncler (-2,7%) dopo i ricavi del primo trimestre sopra le attese, ma con la cautela per la guerra in corso che prevale.

Petrolio torna in rally, occhi su Iran

Tornano a salire i prezzi del petrolio, dopo la notizia degli spari alle navi sullo Stretto di Hormuz. In questo contesto, il Wti scadenza giugno si aggira intorno ai 93 dollari al barile, mentre il Brent di pari scadenza - che aveva guadagnato quasi il 9% nelle precedenti due sedute - ha di nuovo toccato quota 101 dollari al barile. L'euro si attesta a circa 1,172 dollari (da 1,174 della vigilia). L'oro spot registra invece un lieve rialzo sopra quota 4.700 dollari. In crescita anche il gas naturale ad Amsterdam, dove il Ttf tratta intorno ai 43 euro al megawattora. In forte rialzo il bitcoin, che viaggia sui 79.000 dollari.

Spread in area 77 punti

Chiusura in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato a 77 punti base, in aumento rispetto ai 76 punti della chiusura di ieri. Stabile, invece, il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 3,77%, senza variazioni rispetto ai valori registrati al closing della vigilia.

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