Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump interviene durante un evento organizzato da Turning Point USA alla Dream City Church di Phoenix, in Arizona (Stati Uniti), il 17 aprile 2026. REUTERS/Evan Vucci REUTERS

22 aprile 2026

Guerra ultime notizie. Trump estende la tregua fino alla presentazione della proposta dell’Iran

Donald Trump estende «il cessate il fuoco fino al momento in cui verrà presentata la proposta» dell’Iran e «le discussioni saranno concluse, in un senso o nell’altro»

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21 aprile 2026Aggiornamento fissato

Usa-Iran, Trump estende la tregua ma i negoziati sono in stand-by

Un agente di polizia passa davanti a dei cartelloni pubblicitari nei pressi del Serena Hotel alla vigilia del secondo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran, a Islamabad, in Pakistan, martedì 21 aprile 2026. (AP Photo/Anjum Naveed)    Associated Press / LaPresse Solo Italia e Spagna APN

Donald Trump a sorpresa ha esteso a data da definirsi la tregua con l’Iran, in scadenza oggi, affermando che resta in attesa di una proposta diplomatica «unificata da parte di leader rappresentanti» di Teheran. Trump ha affermato di aver esteso il cessate il fuoco su richiesta del mediatore Pakistan e suggerito che ci sarebbero divisioni nei vertici iraniani. Islamabad ha confermato la richiesta e ringraziato Trump per averla accolta.

Ma dall’Iran nell’immediato sono arrivati segnali scettici e le trattative appaiono in stand-by, con il rinvio per ora dell’arrivo a Islamabad del vicepresidente JD Vance e dello Speaker del Parlamento Mohammad Ghalibaf. Anche se il viaggio di Vance non è stato formalmente cancellato.

21 aprile 2026

Ambasciatore Usa in Israele richiamato a Washington

L’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, sarebbe stato richiamato a Washington per colloqui urgenti sulla situazione con l’Iran, secondo quanto riportato da Channel 12. La notizia giunge mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annuncia una proroga del cessate il fuoco temporaneo con l’Iran fino a quando Teheran non presenterà una proposta unitaria per un accordo, sottolinea The Times of Israel.

21 aprile 2026

Onu: «Nostra ferma speranza è che il dialogo tra Usa e Iran riprenda»

«La nostra ferma speranza è che il dialogo tra gli Stati Uniti e l’Iran riprenda, che il cessate il fuoco sia esteso e che la diplomazia sia pienamente attuata». Lo ha detto il portavoce del segretario generale dell’Onu, Stephane Dujarric, in merito a una domanda sulla situazione in Medio Oriente e sui colloqui in stallo tra Washington e Teheran.

21 aprile 2026

Trump estende la tregua fino alla presentazione della proposta dell’Iran

Donald Trump estende “il cessate il fuoco fino al momento in cui verrà presentata la proposta” dell’Iran e “le discussioni saranno concluse, in un senso o nell’altro”. Lo afferma Trump sul suo social Truth.

21 aprile 2026

Axios: “Il viaggio di Vance rinviato a tempo indeterminato”

Il viaggio del vicepresidente JD Vance in Pakistan è stato rinviato a tempo indeterminato. Lo riporta Axios citando fonti americane.

21 aprile 2026

Media Iran, Teheran ha deciso che non parteciperà a colloqui mercoledì a Islamabad

La delegazione negoziale iraniana ha comunicato alla controparte statunitense, tramite un intermediario pakistano, che non sarà presente a Islamabad, mercoledì, e che al momento non vi è alcuna prospettiva di partecipare ai negoziati. Lo scrive l’agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim citando fonti secondo cui “nei messaggi scambiati negli ultimi giorni, gli Usa non hanno fatto marcia indietro sulle loro richieste eccessive” e “non si sono registrati progressi significativi. Per questo motivo, l’Iran ha infine annunciato oggi che considera la partecipazione ai negoziati una perdita di tempo” e “pertanto, non parteciperà”.

21 aprile 2026

Pasdaran, se ci attaccano distruggeremo industria petrolifera regione

Se i Paesi vicini “consentiranno al nemico di usare le loro strutture per attaccare l’Iran, dovranno dire addio alla produzione di petrolio nella regione del Medioriente”. Lo ha dichiarato il generale Majid Mousavi, capo del settore aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione, ai media di Teheran.

21 aprile 2026

Trump valuta cancellazione viaggio Vance a Islamabad

Il vicepresidente JD Vance ha per il momento sospeso i piani per recarsi in Pakistan oggi, per il secondo round dei negoziati con l’Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, facendo seguito a quanto già riferito dal New York Times, secondo quanto riferiscono diverse fonti, a seguito di una fitta serie di riunioni all’interno della Casa Bianca. Sebbene Vance possa ancora partire nel corso della settimana – forse già stasera – il presidente Trump sta valutando in via riservata la possibilità di annullare del tutto il viaggio, ha affermato una fonte del Wsj, citando la riluttanza di Teheran ad accogliere le sue richieste in merito all’arricchimento dell’uranio.
Un’altra fonte ha riferito che la decisione è stata presa poiché l’Iran non ha voluto impegnarsi a tenere l’incontro di Islamabad.

21 aprile 2026

Hezbollah: missili verso Israele in risposta a violazioni della tregua

Hezbollah ha dichiarato che i suoi combattenti hanno condotto la loro prima operazione di combattimento dall’inizio del cessate il fuoco, attaccando postazioni dell’esercito israeliano.

“Martedì alle 18,50, i combattenti della Resistenza islamica hanno lanciato una salva di razzi e un gruppo di droni contro una postazione di artiglieria dell’esercito israeliano nell’insediamento di Kfar Giladi, da cui provenivano i recenti bombardamenti di artiglieria in direzione dell’insediamento di Yahmar al-Shaqif”, ha affermato il movimento sciita libanese in un comunicato.

Hezbollah ha sottolineato che l’attacco è stato effettuato in risposta alle gravi e documentate violazioni israeliane, che sono, secondo il movimento, oltre 200 dall’inizio del cessate il fuoco, inclusi attacchi contro civili e la distruzione di case e villaggi nel Libano meridionale.

21 aprile 2026

Witkoff e Kushner arrivati a Casa Bianca

Steve Witkoff e Jared Kushner, componenti chiave del team negoziale statunitense nell’ambito dei potenziali colloqui con l’Iran, sono stati visti arrivare alla Casa Bianca intorno alle 14:30 ora locale (20:30 ora italiana) dopo aver volato da Miami. Ci sono anche il segretario di Stato Marco Rubio e il capo del Pentagono Pete Hegseth.
Lo rende noto la Cnn. Il contesto è di profonda incertezza riguardo allo svolgimento dei negoziati a Islamabad, che teoricamente sarebbero dovuti iniziare domani, a fronte della reticenza iraniana e della scadenza del cessate il fuoco tra le due parti, che scadrà domani.

21 aprile 2026

Araghchi: blocco porti iraniani è atto di guerra

“Il blocco dei porti iraniani è un atto di guerra e quindi una violazione del cessate il fuoco. Colpire una nave commerciale e prendere in ostaggio il suo equipaggio è una violazione ancora più grave”, ha dichiarato oggi su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

21 aprile 2026

Da Usa nuovo round di sanzioni

L’amministrazione guidata da Donald Trump ha imposto una nuova serie di sanzioni contro l’Iran. Lo rende noto il Dipartimento del tesoro statunitense in un comunicato, spiegando che le nuove restrizioni colpiscono 14 individui, aziende e velivoli sparsi tra Iran, Turchia ed Emirati Arabi Uniti che sarebbero coinvolti nell’approvvigionamento o nel trasporto di armi o componenti per armi, tra cui i droni, per conto delle autorità di Teheran.
L’operazione prende il nome di “Economic Fury” (“furia economica”), un richiamo diretto al nome dell’attacco Usa-Israele contro l’Iran, soprannominato “Epic Fury (”furia epica”). “Il regime iraniano deve essere ritenuto responsabile per le sue estorsioni ai danni dei mercati energetici globali e per aver preso di mira indiscriminatamente i civili con missili e droni”, ha dichiarato il segretario al Tesoro Scott Bessent. Le sanzioni colpiscono tre persone legate a una società iraniana già sanzionata che “ha procurato migliaia di servomotori con applicazioni per droni d’attacco unidirezionale, che sono stati trovati in droni Shahed-136 abbattuti”, spiega il comunicato.
Tra gli obiettivi anche un’azienda con sede in Turchia, accusata di aver inviato “centinaia di spedizioni di linters di cotone” a una società iraniana già sanzionata: questi prodotti “vengono trasformati in nitrocellulosa, che viene utilizzata per migliorare le prestazioni dei motori a razzo a propellente solido”, prosegue il testo, specificando che tali motori “sono comunemente usati per i missili balistici”.
Infine, le sanzioni colpiscono anche diverse persone legate al vettore iraniano Mahan Air, sotto sanzioni Usa per aver fornito supporto alla Forza Quds dei Pasdaran.

21 aprile 2026

Il petrolio chiude in rialzo a New York, a +3,10%

Il pretrolio chiude in rialzo a New York, in scia alle incertezze sui negoziati tra Usa e Iran per porre fine al conflitto: nell’incertezza sull’evoluzione degli scenari, il Wti sale del 3,10%, a 92,33 dollari al barile, mentre il Brent si riavvicina a quota 100, grazie a un progresso del 3,04%, a 98,38 dollari.

21 aprile 2026

Saipem: da chiusura prolungata di Hormuz effetto sulle forniture

Saipem mette le mani avanti sulla situazione in Medio Oriente. “Una prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz - spiega il gruppo a margine della trimestrale - potrebbe impattare le consegne programmate di determinati componenti che sono critici per i progetti di Saipem a livello globale”.
La chiusura del passaggio marino, secondo il gruppo, oltre a “perturbare le catene logistiche mondiali” può avere l’effetto potenziale di “generare un aumento dell’inflazione”.
D’altra parte - sottolinea ancora Saipem - “è probabile che la attuale crisi rinforzi ulteriormente l’outlook già positivo per gli investimenti energetici globali, oltre che a richiedere investimenti addizionali necessari per la riparazione di alcune infrastrutture energetiche in Medio Oriente”.

21 aprile 2026

Islamabad resta blindata

Nonostante l’incertezza sui colloqui di pace in programma tra Stati Uniti e Iran, la situazione a Islamabad rimane immutata, spingendo le autorità a mantenere le misure di sicurezza precauzionali. La divisione del gabinetto ha annunciato che tutti i ministeri, le divisioni e gli uffici federali situati nella Zona Rossa lavoreranno da casa mercoledì 22 aprile 2026.
Ai funzionari e al personale è stato chiesto di rimanere reperibili con breve preavviso, mentre ai cittadini si consiglia di pianificare le proprie visite di conseguenza. La zona rossa di Islamabad è un’area ad alta sicurezza che comprende edifici governativi chiave, istituzioni e ambasciate straniere.

21 aprile 2026

I pasdaran vero ostacolo all’accordo

La Guardia Rivoluzionaria, il braccio armato dell’Iran che da circa quarant’anni svolge un ruolo determinante negli affari politici ed economici del Paese, fa sentire tutto il suo peso sull’andamento delle trattative tra Teheran e Washington. Secondo gli osservatori, proprio mentre molti nel Paese mediorientale attendevano un accordo con gli Usa e la fine della guerra, i pasdaran - che hanno assunto il controllo dello Stretto di Hormuz e minato la via navigabile - hanno aspramente criticato l’approccio aperturista della delegazione iraniana ai colloqui di Islamabad dell’11 aprile. La Guardia Rivoluzionaria, decisa ad utilizzare la via navigabile come una leva negoziale, giocando sulle impennate dei prezzi del petrolio, ha respinto il riavvio degli attraversamenti di Hormuz, imponendo la linea dura col proseguimento degli scontri rispetto a quella del presidente Masoud Pezeshkian, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e gli altri esponenti moderati che perseguono la strada della diplomazia. Ma la spaccatura sulla partita negoziale e la crisi all’interno del governo è emersa anche con maggiore evidenza quando Pezeshkian si è chiaramente opposto alla prosecuzione del conflitto, affermando: “È necessario un approccio razionale e la strada della diplomazia per una de-escalation”.

21 aprile 2026

Netanyahu: siamo più forti che mai

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che Israele è “più forte che mai”, elogiando la sua “lotta contro le forze del male” e i successi militari in un videomessaggio proiettato durante la cerimonia statale per il Giorno dell’Indipendenza.

“Israele è più forte che mai e, insieme agli Stati Uniti, stiamo guidando la lotta contro le forze del male nel mondo”, ha dichiarato Netanyahu.

“L’asse del male iraniano, che cerca di distruggerci, sta ora dichiarando guerra alla nostra stessa esistenza. In questa guerra di rinascita abbiamo subito pesanti perdite, ma combatteremo come leoni”, ha specificato il leader israeliano.

21 aprile 2026

Macron: legittimo interrogarsi su sospensione accordo Ue-Israele

E’ legittimo interrogarsi sulla eventuale sospensione dell’accordo tra l’Unione europea e Israele nel caso in cui il governo israeliano di Bejamin Netanyahu non dovesse cambiare la sua politica: il presidente francese, Emmanuel Macron, in conferenza stampa a Parigi con il premier libanese, Nawaf Salam, ha risposto così a una domanda dei giornalisti sull’eventuale sospensione dell’accordo.

21 aprile 2026

Premier Libano: aiuti per 500 milioni per crisi umanitaria

Il premier libanese Nawaf Salam ha dichiarato che il suo Paese necessita di 500 milioni di euro per affrontare le conseguenze umanitarie del conflitto tra Israele e Hezbollah, per cui vige un cessate il fuoco da 10 giorni. “Il Libano ha bisogno di 500 milioni di euro per affrontare la crisi umanitaria nei prossimi sei mesi”, ha detto nel corso di una conferenza stampa congiunta con il presidente francese Emmanuel Macron, nel corso della sua visita a Parigi.

21 aprile 2026

Carburanti, Ue prende distanze da allarmismo Aie su approvvigiornamenti

La Commissione europea non condivide i toni allarmanti delle analisi come quella dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie), secondo cui la guerra in Medio Oriente e il blocco dello Stretto di Hormuz rischiano di provocare nel giro di alcune settimane una crisi degli approvvigionamenti di carburante almeno in un settore in Europa, quello dell’aviazione civile.

21 aprile 2026

Premier Libano: chiediamo ritiro totale forze Israele

Il Libano chiede il “ritiro totale” delle forze israeliane dal proprio territorio, oltre al ritorno dei prigionieri e degli sfollati libanesi, nell’ambito dei negoziati avviati con Israele.
Lo ha affermato il primo ministro Nawaf Salam, ricevuto oggi all’Eliseo a Parigi, mentre è previsto un nuovo incontro giovedì a Washington.

La stabilizzazione del Libano richiede il ritiro di Israele dal suo territorio, il disarmo di Hezbollah da parte degli stessi libanesi, con l’aiuto della comunità internazionale, e la ricostruzione del Libano meridionale per consentire il ritorno della sua popolazione. Lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron nel corso di una conferenza stampa congiunta con il premier libanese Nawaf Salam, nella quale ha ribadito il sostegno della Francia all’integrità territoriale del Paese, come riporta Al Jazeera. Hezbollah ha commesso un “errore strategico” entrando nella guerra tra Usa-Israele e l’Iran e cercando di prendere il posto dello Stato usando il potere militare, ha aggiunto Macron, sottolineando che Israele, dal canto suo, deve rinunciare alle sue ambizioni territoriali e capire che “la sua sicurezza dipende da uno Stato libanese forte”.

21 aprile 2026

Tv Teheran, cessate il fuoco termina stanotte alle 2

Il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti, in vigore dall’8 aprile, scadrà alle 3:30 di mercoledì, ora di Teheran (le 2 di questa notte in Italia). Lo riferisce la televisione di Stato iraniana. La tempistica coincide con l’entrata in vigore della tregua di 14 giorni, anche se Donald Trump l’ha recentemente estesa fino a mercoledì sera, ora di Washington. Nel frattempo, il mediatore Pakistan ha dichiarato che il cessate il fuoco terminerà oggi alle 23:50 (1:50 in Italia).

21 aprile 2026

Cnn, «blocco navale Usa contribuisce a incertezza su colloqui»

Il blocco navale mantenuto dagli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz contribuisce all’incertezza in corso riguardo a un secondo round di colloqui tra i negoziatori iraniani e statunitensi. Lo scrive la Cnn, citando funzionari a conoscenza della questione. Inizialmente Teheran aveva inviato segnali privati a Washington, spiegando di essere pronta a inviare una squadra negoziale a Islamabad e chiarendo di aspettarsi la partecipazione del vicepresidente JD Vance, nel qual caso l’Iran avrebbe inviato il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, spiega l’emittente Usa. Tuttavia, in seguito le autorità iraniane hanno richiesto la cessazione del blocco Usa dei porti iraniani prima di un altro round di negoziati diretti: questo sarebbe uno dei motivi dietro l’apparente stallo nei negoziati.

21 aprile 2026

Nyt, «il viaggio di Vance a Islamabad sospeso, Iran non ha risposto»

Il viaggio del vicepresidente JD Vance a Islamabad è stato sospeso dopo che Teheran non ha risposto alle posizioni negoziali americane. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti americane, secondo le quali senza una risposta iraniana il processo diplomatico risulta di fatto sospeso, anche se il viaggio non è stato cancellato.

Vance, ha confermato la Casa Bianca, è impegnato in alcune riunioni supplementari e per ora è a Washington, dove ci sono anche gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner. L’aereo che questa mattina li avrebbe dovuti portare a Islamabad passando per l’Europa non è mai partito in quella direzione, ma si è limitato a portarli a Washington.

21 aprile 2026

Israele dubita su accordo e si prepara a ripresa guerra

Israele dubita che si raggiungerà un accordo tra Iran e Stati Uniti nei colloqui previsti tra le due parti e si sta preparando insieme a Washington alla ripresa del conflitto. Lo ha affermato un alto funzionario della sicurezza all’emittente pubblica israeliana Kan. “Gli iraniani stanno cercando di guadagnare tempo e parlano con più voci. Noi e gli americani siamo coordinati e pronti a riprendere immediatamente la guerra”, ha dichiarato il funzionario, mentre l’Iran non ha ancora deciso se partecipare al secondo round di colloqui a Islamabad prima della fine dell’attuale cessate il fuoco. Secondo fonti vicine alla questione, Israele e gli Stati Uniti si stanno preparando alla ripresa delle ostilità sin dall’inizio del cessate il fuoco, conducendo esercitazioni con aerei da combattimento e operazioni di rifornimento in volo in tutto il Medioriente.

21 aprile 2026

Crisi del carburante per aerei, la Ue valuta importazioni da Usa

21 aprile 2026

Libano, presidente Aoun: Negoziati con Israele non significano resaMagistratura, “falsa” la notizia 8 donne condannate a morte per cui Trump ha chiesto rilascio

La disponibilità del Libano a negoziare con Israele non significa che Beirut abbia ceduto o sia pronta a fare concessioni, ma piuttosto che cerca una fine duratura del conflitto armato. Lo ha dichiarato il presidente libanese, Joseph Aoun.

“I negoziati non significano concessioni o resa, ma mirano a risolvere i problemi. È importante che i libanesi sostengano il loro stato in questo momento, perché sono stanchi di queste guerre”, ha affermato Aoun durante un incontro con parlamentari e responsabili municipali del distretto meridionale libanese di Jezzine.

Il presidente ha dichiarato che è stata presa la decisione di partecipare ai negoziati per difendere gli interessi del Libano. Ha aggiunto che il Paese si aspetta che Israele cessi gli attacchi, ritiri le truppe dal sud del Libano e liberi i prigionieri, prima che si possa discutere di pace dopo decenni di guerra e distruzione.

Aoun ha sottolineato che la resilienza delle comunità del sud e la loro accoglienza degli sfollati provenienti dai villaggi vicini riflettono l’unità e la solidarietà del popolo libanese. Ha inoltre affermato di portare avanti il lavoro con organismi internazionali e organizzazioni umanitarie per aumentare il flusso di aiuti ai residenti del sud.

Il presidente ha evidenziato la necessità di coordinamento tra esercito, forze di sicurezza, municipalità e popolazione per rafforzare la stabilità e impedire che gruppi armati non statali controllino parti del Paese. Ha affermato che questo crea seri rischi per la sicurezza, mentre lo stato cerca di ristabilire l’ordine e porre fine alla guerra.

Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha dichiarato, durante un incontro in Lussemburgo con l’Alto rappresentante dell’Ue per la politica estera Kaja Kallas, che Beirut intende sfruttare l’opportunità dei negoziati con Israele per raggiungere una soluzione a lungo termine che eviti conflitti armati.

“Il ricorso del Libano alla diplomazia non è un segno di debolezza, ma un’espressione di responsabilità nazionale, e siamo determinati a sfruttare questa opportunità per trovare una soluzione a lungo termine...Il mio governo, attraverso questo percorso diplomatico, mira a mettere fine all’occupazione, garantire il rilascio dei nostri prigionieri e il ritorno degli sfollati nelle loro case”, ha dichiarato Salam, citato dal suo ufficio stampa.

Teheran smentisce la notizia della condanna a morte per impiccagione di otto donne iraniane delle quali Donald Trump ha chiesto il rilascio, sostenendo che fosse “un buon inizio per i negoziati”. “Trump è stato nuovamente fuorviato dalle fake news - su legge sul sito web ufficiale della magistratura, Mizan Online -

Fra le donne che si diceva stessero per essere giustiziate, alcune sono state rilasciate, mentre altre affrontano accuse che, se le condanne venissero confermate, comporterebbero al massimo la prigione”.

In un post su Truth, il presidente americano aveva rilanciato quanto scritto su X da un attivista americano, Eyal Yakoby, che aveva pubblicato le foto di 8 donne iraniane che sosteneva stessero per essere impiccate.

Organizzazioni per i diritti umani hanno riferito che almeno due delle donne affrontavano accuse che prevedono la pena di morte.

21 aprile 2026

“Per Iran trattative solo dopo che gli Usa rimuovono il blocco”

L’Iran ha detto che le trattative potranno riprendere solo se gli Stati Uniti rimuoveranno il blocco. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali l’Iran aveva inizialmente comunicato ai mediatori che avrebbe inviato una delegazione in Pakistan martedì, ma successivamente li ha informati che gli Stati Uniti avrebbe dovuto revocare il blocco sui porti iraniani.

21 aprile 2026

Ministro Libano al Tgr: sfiniti da guerra

“Siamo sfiniti da questa guerra,speriamo di raggiungere presto un accordo di pace con Israele”. Lo ha detto al Tgr Emilia-Romagna il ministro dell’agricoltura libanese, Nizar Hani, a Rimini per rappresentare il suo Paese al Macfrut, il salone dedicato all’ortofrutta, e firmare un accordo di cooperazione con il suo omologo italiano, Francesco Lollobrigida. “Questa guerra ha un impatto fortissimo sul Libano, a tutti i livelli - ha spiegato Hani -. Un quarto della popolazione ha dovuto lasciare le sue case e il Sud del Paese, il 22% dei nostri terreni agricoli sono coinvolti nel conflitto, si tratta di più di 50mila ettari. Tutto viene colpito: popolo, economia, infrastrutture”.

Giovedì a Washington ci sarà un incontro bilaterale Libano-Israele. “Abbiamo deciso di fare negoziati diretti sperando che questo porti a un futuro più stabile per l’intera regione. Speriamo che il cessate il fuoco venga esteso, e che si giunga a un accordo tra i nostri due Paesi”. Pensate che un accordo potrebbe mai essere efficace? “Deve esserlo - ha risposto il ministro alla domanda del Tgr - perché il Libano è sfinito da tutti questi conflitti nel nostro Paese e in quelli vicini”.

21 aprile 2026

Teheran: non abbiamo deciso su colloqui Usa

Teheran non ha ancora deciso se mandare una delegazione a Islamabad per i colloqui con gli Stati Uniti sulla fine della guerra. Parlando con la Bbc, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che non è stata ancora presa una decisione e ha ribadito la preoccupazione per il blocco navale americano dei porti e il sequestro di una nave iraniana, oltre alle minacce del presidente Donald Trump di distruggere le infrastrutture dell’Iran.
“Siamo andati al negoziato con buona fede e serietà, ma abbiamo una controparte negoziale che ha mostrato la sua mancanza di serietà, mancanza di buona fede... Stanno cambiando frequentemente la loro posizione, questi voltafaccia, le minacce di crimini di guerra”, ha affermato Baghaei, che non si è sbilanciato sulle condizioni che l’Iran richiederebbe per tornare al tavolo dei negoziati, aggiungendo che la questione è ancora in fase di discussione.
L’emittente ha appreso che sono in corso colloqui per cercare di creare le condizioni per la ripresa dei negoziati prima della scadenza del cessate il fuoco domani.

21 aprile 2026

Media: Vance negli Usa

Invece di partire nella mattinata odierna americana per il Pakistan, il vicepresidente americano JD Vance e’ rimasto in Usa e il viaggio che doveva portarlo a Islamabad per un nuovo round negoziale con l’Ira è ritardato. Lo ha detto un funzionario della Casa Bianca al New York Times, secondo cui il numero due di Donald Trump e’ a Washington per partecipare ad incontri ulteriori presso la residenza del presidente Usa.

L’indiscrezione de NY Times conferma quella di CNN, secondo cui la Casa Bianca intende “tenere incontri ulteriori alla Casa Bianca a cui il vicepresidente partecipera’. Non è dunque chiaro quando Vance partira’ per il Pakistan dove potrebbero tenersi nuovi negoziati.

“Steve Witkoff e Jared Kushner sono ancora negli Stati Uniti”. Lo afferma sul proprio account X Barak Ravid, analista di Axios. “L’aereo del dipartimento per la Sicurezza Interna che avrebbe dovuto portarli stamattina da Miami in Europa e poi in Pakistan è decollato pochi minuti fa, ma in direzione di Washington. Forse sono diretti a un incontro con il presidente Trump”, conclude Ravid.

21 aprile 2026

Pakistano: incerto esito eventuali colloqui

“Nessuno sa con certezza cosa accadrà” per quanto riguarda i possibili negoziati fra Teheran e Washington: è quanto sostenuto dall’ex ambasciatore pakistano in Iran Asif Ali Khan Durrani, mentre l’incertezza sulla partecipazione iraniana ai colloqui di pace a Islamabad e l’imminente scadenza di un cessate il fuoco alimentano dubbi sugli sforzi diplomatici in atto. “Il miglior banco di prova sarebbe l’estensione del cessate il fuoco”, aggiunge il diplomatico. Durrani, che è stato ambasciatore del Pakistan in Iran dal 2016 al 2018, ha detto all’Ansa che, pur aspettandosi che l’Iran partecipi ai colloqui, l’esito degli stesso resta imprevedibile.

21 aprile 2026

Guerra Israele-Hezbollah: 2.454 morti

Il Libano ha annunciato che il bilancio della guerra tra Israele e il movimento filo-iraniano Hezbollah, a cui un fragile cessate il fuoco ha posto fine venerdì, è di 2.454 morti dal 2 marzo.

Secondo l’ente per la gestione delle catastrofi, inoltre, 7.658 persone sono rimaste ferite in questo conflitto durato più di sei settimane. È entrato in vigore un fragile cessate il fuoco di dieci giorni, ma questo organismo ufficiale continua ad aggiornare il bilancio con la scoperta di nuovi corpi sotto le macerie.

21 aprile 2026

Pentagono chiede budget da 1,5 trilioni $

Il Pentagono ha reso noti ulteriori dettagli della richiesta di bilancio per la difesa da 1,5 trilioni di dollariavanzata dal presidente Donald Trump per l’anno fiscale 2027; di gran lunga il più grande aumento annuale della spesa militare dall’epoca successiva alla Seconda guerra mondiale, riferisce Reuters.

21 aprile 2026

Ghalibaf su X provoca Trump e Maga

In un sondaggio pubblicato sul proprio profilo X, lo speaker del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, provoca il presidente Usa Donald Trump e il movimento Make America Great Again. “Venderanno la guerra (come una scusa, ndr) per rendere di nuovo grande cosa?”, è la domanda di Ghalibaf ai suoi follower. Le risposte suggerite sono “inflazione, insostenibilità economica, oligarchi e Epsteinocrazia”, quest’ultima l’opzione più votata. Tutte le soluzioni giocano con la sigla Maga: “Miga” (Make Inflation Great Again), “Muga” (Make Unaffordability Great Again), “Moga” (Make Oligarchs Great Again) e “Mega” (Make Epsteinocracy Great Again).

21 aprile 2026

Ue pensa obbligo scorte cherosene

Un’altra pista che la Commissione ha indicato potrebbe essere seguita è puntare sull’importazione di cherosene dagli Stati Uniti. L’Europa è fortemente dipendente dall’importazione di cherosene: in aprile sarà rifornita solo per un terzo del totale delle importazioni medie mensili dal Medio Oriente. L’Agenzia internazionale dell’energia una settimana fa ha indicato che l’emergenza per il settore sarebbe arrivata dopo sei settimane. Dieci giorni fa l’Airports Council International in una lettera alla Ue ha indicato che se lo stretto di Hormuz non avesse riaperto entro tre settimane la carenza di cherosene in Europa sarebbe diventata “critica”.

Si calcola che dallo Stretto di Hormuz transita circa il 40% della fornitura mondiale di carburante per aerei; il 20% del cherosene consumato nella Ue passa di lì.

Non è passata la posizione italiana di sospendere il patto di stabilità per semplice ragione che la Ue non si trova in recessione né una recessione per il momento viene prevista.

21 aprile 2026

Pakistan: tregua scade stanotte

Il Pakistan resta in attesa di una risposta formale da parte dell’Iran sulla partecipazione ai colloqui di pace previsti a Islamabad. Lo ha sottolineato il ministro pakistano dell’Informazione, Attaullah Tarar, sottolineando che Islamabad, nel ruolo di mediatore, è “in costante contatto con le autorità iraniane” e continua a lavorare per mantenere aperto il canale negoziale. Secondo quanto riferito da Tarar su X, il cessate il fuoco in vigore scadrà stanotte all’1.50, ora italiana, e una decisione di Teheran sulla partecipazione ai colloqui prima della fine della tregua di due settimane viene considerata “cruciale”.

21 aprile 2026

Decine di veterani arrestati a Washington

Decine di veterani e familiari di militari che protestavano contro la guerra in Iran sono stati arrestati a Capitol Hill. Almeno 62 persone sono finite in manette durante la manifestazione, organizzata da diversi gruppi di veterani a Washington, quando hanno occupato uno dei palazzi del Congresso (il Cannon House Office Building).
I dimostranti si sono seduti al centro della rotonda con tulipani rossi in mano per onorare i morti iraniani, e una bandiera a stelle e strisce per i soldati americani caduti.
La protesta chiedeva lo stop ai finanziamenti del conflitto proprio mentre il cessate il fuoco sta per scadere e il presidente Donald Trump esclude una proroga senza un accordo con Teheran.

Tra gli arrestati c’è anche il direttore esecutivo del Center on Conscience and War, Mike Prysner, veterano della guerra in Iraq, il quale ha definito il conflitto “già profondamente impopolare e una crisi per l’amministrazione Trump”.

21 aprile 2026

Un mese di carcere ai due soldati Idf per distruzione statua di Gesù

Il soldato dell’Idf che ha distrutto una statua di Gesù nel sud del Libano è stato condannato a 30 giorni di carcere e rimosso dal servizio di combattimento. Lo ha fatto sapere un portavoce dell’Idf. La stessa condanna è stata inflitta anche al soldato che ha scattato la foto.
La notizia è riportata da Kan News. Altri sei soldati erano presenti all’evento e non sono intervenuti per fermarlo o denunciarlo. I sei soldati sono stati convocati per un colloquio conoscitivo che si terrà in seguito.

21 aprile 2026

Pakistan sollecita Iran per proroga tregua

Il Pakistan ha sollecitato Stati Uniti ma soprattutto l’Iran a prorogare il loro cessate il fuoco di due settimane. Lo ha dichiarato il ministro degli Affari esteri pachistano Ishaq Dar.

21 aprile 2026

Ue: no ai rimborsi per carenza jet fuel

La carenza di carburante è “una circostanza straordinaria” e, per questo, non da’ necessariamente diritto al risarcimento in caso di cancellazione del volo. Diversamente, se un volo viene annullato a causa dell’eccessivo costo di jet fuel, il diritto al risarcimento sussiste, non essendo quest’ultima una circostanza straordinaria.
E’ quanto si è evince dalle dichiarazioni del commissario Ue ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas al termine della videocall dei ministri dei 27. Il commissario ha anche aggiunto un dato: “In questa fase il mercato gestisce la pressione e non ci sono indicazioni di ammanchi veri e propri” di jet fuel.

21 aprile 2026

Ex ambasciatrice d’Italia in Belgio: in Palestina è genocidio

“Il Movimento 5 stelle è stato uno dei pochi partiti che sono stati in grado di chiamare quello che sta succedendo in Palestina con il suo nome: un genocidio. Non è solo una disquisizione linguistica, perché nel momento in cui si riconosce che c’è un genocidio in corso allora scattano delle misure politiche, come la sospensione della cooperazione militare o degli accordi di cooperazione, che al momento danno a Israele un accesso preferenziale al mercato europeo”.

Lo ha detto l’ex ambasciatrice d’Italia in Belgio e scrittrice Elena Basile, a margine della presentazione del suo libro ’Approdo per noi naufraghi. Come costruire la pace’, tenutasi all’Europarlamento a margine della conferenza ’Costruire la pace in un mondo di conflitto’, organizzata dall’eurodeputata del M5s Carolina Morace.

21 aprile 2026

Mattarella: da Papa Francesco impronta indelebile per la pace

“È trascorso un anno dalla scomparsa dell’amatissimo Papa Francesco e il popolo italiano custodisce con affetto e gratitudine la memoria della sua figura e del suo insegnamento”. Con queste parole il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella apre il suo intervento su L’Osservatore Romano in occasione del primo anniversario della morte di Papa Francesco.
Il Capo dello Stato sottolinea come “il suo pontificato abbia attraversato stagioni difficili della vita internazionale e abbia lasciato un’impronta indelebile nella storia dell’umanità, nella Chiesa, nella coscienza dei costruttori di pace, di chi ha fame e sete di giustizia”.

21 aprile 2026

Germania conferma impegno a Hormuz con giuste condizioni

Nel corso della riunione del Consiglio di Sicurezza Nazionale tedesco è stato ribadito il sostegno all’offerta del cancelliere, Friedrich Merz, di impiegare cacciamine e aerei da ricognizione per garantire la sicurezza del traffico mercantile attraverso lo Stretto di Hormuz, qualora si raggiungesse un cessate il fuoco duraturo nella guerra in Iran.
Sono state inoltre confermate le condizioni necessarie: 1) un solido quadro giuridico internazionale; 2) un mandato del Bundestag; 3) un piano operativo ben definito.

21 aprile 2026

Trump: fermata nave che trasportava aiuti cinesi per Teheran

Le forze statunitensi hanno intercettato una nave che trasportava un “regalo” dalla Cina all’Iran. Lo ha dichiarato alla Cnbc Donald Trump. La nave aveva “un regalo dalla Cina” che “non era molto carino”, ha detto il presidente degli Stati Uniti.
“Sono rimasto un po’ sorpreso”, ha aggiunto, dicendo che pensava di avere un “accordo” con il presidente cinese Xi Jinping perché non fornisca aiuti a Teheran.

21 aprile 2026

Trump all’Iran: liberate otto giovani donne destinate a impiccagione

Donald Trump invita Teheran a rilasciare otto donne iraniane prossime a essere giustiziate per impiccagione. In un post su Truth, il tycoon si rivolge “ai leader iraniani, che presto saranno in trattativa con i miei rappresentanti: ’apprezzerei enormemente il rilascio di queste donne. Sono certo che rispetteranno il fatto che abbiate agito in tal senso.

Per favore, non fate loro del male! Sarebbe un ottimo inizio per i nostri negoziati!!! Vi ringrazio per l’attenzione dedicata a questa questione”, ha aggiunto Trump, che ha allegato una foto di un post con i ritratti delle otto giovani donne e un appello a salvarle.

21 aprile 2026

Sanchez: Italia consuma doppio del gas rispetto a Spagna

“L’Italia consuma il doppio del gas rispetto alla Spagna. E qual è il risultato? Ebbene, durante il primo mese di guerra, a differenza del prezzo dell’elettricità tra i nostri due Paesi è stata superiore ai 100 euro”.

Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez intervenendo all’evento ’WindEurope 2026’, parlando della crisi energetica scatenata dalla guerra in Medioriente e della scelta dell’esecutivo iberico di puntare sulle rinnovabili.

21 aprile 2026

In Cisgiordania ucciso ragazzo che andava a scuola in bici

Quattro palestinesi, due dei quali studenti minorenni, sono stati uccisi oggi in Cisgiordania. Lo riporta l’agenzia palestinese Wafa. Stamattina è morto il sedicenne Muhammad Majdi al-Ja’bari, investito da un veicolo di un colono a Hebron mentre si recava a scuola in bicicletta. Il veicolo apparteneva, secondo la Wafa, alla scorta di sicurezza di un ministro del governo israeliano residente in un insediamento nella zona di Hebron. L’incidente è avvenuto sulla Route 60, la strada di circonvallazione che porta all’insediamento di Kiryat Arba, all’altezza dello svincolo di Beit Einun, vicino a Hebron. Il ragazzo è morto sul colpo. Due palestinesi, uno dei quali uno studente, sono stati poi uccisi e altri feriti questo pomeriggio da colpi d’arma da fuoco sparati da coloni israeliani nel villaggio di al-Mughayyir, a est di Ramallah: il Ministero della Salute ha confermato l’uccisione dello studente quattordicenne Aws Hamdi Al-Naasan e del trentaduenne Marzouq Abu Naim, mentre altri tre sono rimasti feriti da proiettili veri, durante un attacco dei coloni alla scuola maschile di Al-Mughayyir.

Oggi è morto anche il 49enne Raja Fadl Bitawi, deceduto a Jenin a causa delle ferite riportate due anni fa in seguito a colpi d’arma da fuoco sparati dall’esercito israeliano.

21 aprile 2026

Trump: abbiamo controllo totale di Hormuz

“Il blocco è un successo straordinario. Abbiamo il controllo totale dello Stretto di Hormuz, giusto per chiarire per tutte le fake news in circolazione”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Squawk Box di Cnbc.

21 aprile 2026

Salvini: Hormuz? Nessuno va in ordine sparso

Quella contro l’Iran «non è una guerra che abbiamo voluto noi e non è una guerra a cui parteciperemo. Se ci fosse una missione dell’Onu, sarebbe un altro paio di maniche». Così Matteo Salvini parlando del futuro dello stretto di Hormuz. Un conto, ragiona il leader del Carroccio, è «una missione internazionale che coinvolge tutti, allora lì ovviamente ci siamo. Un conto è qualcuno che va in ordine sparso. Nessuno al governo pensa di partire in ordine sparso. Quindi io, Crosetto e Meloni la pensiamo assolutamente nella stessa maniera».

21 aprile 2026

Trump: in Iran ora loro leader più razionali

“Abbiamo colpito la loro Marina, la loro Aeronautica, i loro leader. Abbiamo preso i loro leader, francamente questo complica le cose in un certo senso, ma i loro leader sono molto più razionali”. Lo ha detto Donald Trump, nell’intervista a Cnbc, aggiungendo che “questo è un cambio di regime, non importa come volete chiamarlo, non era quello che avevo detto che avrei fatto l’ho fatto in modo indiretto”.

21 aprile 2026

Trump: voglio un buon accordo con Iran, “avrei vinto in Vietnam e Iraq”

“Con l’Iran vogliamo un buon accordo, non mi faccio mettere fretta”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Cncb, ribadendo che gli Stati Uniti hanno “completamente vinto la guerra. Se lasciassimo ora, a Teheran ci vorrebbero 20 anni per ricostruire”. Il presidente quindi ha criticato i media e detto: “avrei vinto in Vietnam e in Iraq rapidamente. Guardate al Venezuela”.

21 aprile 2026

A Islamabad per ora ripartono i bus ma la città resta blindata per i colloqui Usa-Iran

Le autorità delle due città gemelle pakistane di Rawalpindi e Islamabad hanno ripristinato le operazioni dei terminal degli autobus in alcune località selezionate, anche se restano in vigore misure di sicurezza rafforzate in vista di possibili colloqui tra l’Iran e gli Stati Uniti. Funzionari hanno reso noto che i servizi presso il terminal degli autobus di Chungi n. 26, situato tra Rawalpindi e Islamabad lungo la Peshawar Road, così come in altre stazioni lungo la stessa strada, sono ripresi dopo una sospensione temporanea. I vice commissari di entrambe le città hanno annunciato l’allentamento delle restrizioni, consentendo ai viaggiatori interurbani di utilizzare i terminal riaperti. Queste infrastrutture sono ampiamente utilizzate da utenti che viaggiano da e verso diverse città del Paese. Le ultime misure sono state adottate pur in un contesto di vigilanza rafforzata nella capitale federale del Pakistan e nelle aree circostanti a causa di possibili attività diplomatiche.

21 aprile 2026

Trump: “Siamo pronti a bombardare” di nuovo senza accordo

“Siamo pronti a bombardare” di nuovo l’Iran in caso di un mancato accordo con gli Stati Uniti. Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, in una intervista telefonica alla CNBC durate la quale ha esaltato “l’esercito migliore del mondo, tutti lo sanno”. Secondo il presidente, l’Iran sta cercando di spostare i suoi missili durante il cessate il fuoco.

21 aprile 2026

Trump, l’Iran non ha altra scelta che fare un accordo

“L’Iran non ha latra scelta che fare un accordo”. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista telefonica con Cbnc news. “Ero sicuro che avrebbero mandato una delegazione in Pakistan, non hanno altra scelta”, ha aggiunto.

21 aprile 2026

Hormuz, Crosetto: missione di pace anche senza risoluzione Onu

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha espresso oggi la sua preferenza per una missione di pace su base a tutela della libera navigazione nello Stretto di Hormuz anche nel caso in cui una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite venisse bloccata dal veto di alcuni Paesi. In una dichiarazione, il ministro afferma di volere “una risoluzione delle Nazioni Unite per una missione di pace a garanzia della libera navigazione a Hormuz”, sostenendo che “la stragrande maggioranza delle nazioni del mondo la voglia” e che “l’Onu stessa sarebbe felicissima di costruirla”.

GUIDO CROSETTO, MINISTRO DELLA DIFESA PRESENTAZIONE LIBRO DIFENDERE LA LIBERTA' DI CARLO CALENDA

21 aprile 2026

Media: “Vance e Ghalibaf hanno confermato presenza a mediatori pachistani”

I mediatori guidati dal Pakistan hanno ricevuto conferma che i principali negoziatori, il vicepresidente statunitense J.D. Vance e il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, arriveranno a Islamabad nelle prime ore di mercoledì (quando in Italia forse sarà ancora martedì, ndr) per guidare le rispettive squadre nei colloqui: lo scrive l’Ap sul proprio sito citando due funzionari della regione. Né gli Stati Uniti né l’Iran hanno confermato pubblicamente la data dei colloqui, e la televisione di stato iraniana ha negato la presenza di alcun funzionario nella capitale pakistana.

21 aprile 2026

Allerta Usa a Baghdad, la partita irachena e la galassia delle milizie

Sono nate nel caos iracheno più di venti anni fa. Sono tornate ’protagoniste’ nell’escalation in Medio Oriente, quando durante le operazioni militari americane e israeliane contro l’Iran hanno fatto partire droni imbottiti di esplosivo ’diretti’ contro l’Arabia Saudita e altri Paesi del Golfo. Sono le milizie irachene, che hanno di fatto consentito all’Iran di avere più ’opzioni’ per “rispondere”, come dicono a Teheran. E mentre continua a regnare l’incertezza sul secondo round di colloqui a Islamabad tra Stati Uniti e Iran, nel mezzo di una fragile tregua, l’ambasciata americana a Baghdad ha diffuso una nuova allerta per il rischio di attacchi. Nella capitale irachena, che si trova in una posizione quantomeno difficile tra Usa e Repubblica islamica, sono ancora fresche le ripercussioni delle elezioni parlamentari di novembre e si avvicina la scadenza del 26 aprile per definire il futuro del Paese.

Qui sabato c’era - “a sorpresa”, secondo fonti del sito iracheno Shafaq News - il comandante della Forza Quds dei Guardiani della Rivoluzione, Esmail Qaani, per colloqui “con leader di fazioni politiche e armate” irachene. La Forza Quds, continuano a sottolineare i media israeliani, è il sostenitore numero uno delle milizie sciite. “Milizie terroristiche irachene alleate dell’Iran continuano a pianificare attacchi contro cittadini statunitensi e obiettivi legati agli Usa in tutto l’Iraq, compresa la regione del Kurdistan iracheno”, è il contenuto dell’avviso pubblicato ieri sul sito web dell’ambasciata americana a Baghdad, con l’invito ai cittadini americani a “non tentare di raggiungere” la sede e il consolato generale a Erbil “a causa dei rischi significativi per la sicurezza”. Secondo l’avviso, “alcuni elementi associati al governo iracheno continuano ad assicurare in modo attivo copertura politica, a livello finanziario e operativo a queste milizie terroristiche” legate a Teheran.

Oggi, secondo i dati citati dal Wall Street Journal, ci sono decine di milizie con circa 250.000 ’effettivi’, fondi per miliardi di dollari e un arsenale in cui non mancano missili a lungo raggio. Le più potenti sono Kataib Hezbollah e Asaib Ahl al-Haq e, scrive il giornale, vantano un’influenza “notevole” sui governi di Iraq e Iran. I media della regione descrivono Kataib Hezbollah come la fazione armata più potente, storicamente legata alla Forza Quds, contro cui non mancano accuse per attacchi contro forze americane e con l’obiettivo di destabilizzare l’Iraq.

Kataib Hezbollah fa parte delle Forze di mobilitazione popolare (Al Hashid Al Shaabi), che erano state create nel mezzo dell’avanzata dell’Isis in Iraq e che negli anni passati sono state cruciali nella battaglia contro i jihadisti. Tra i gruppi più noti c’è anche Harakat Hezbollah al-Nujaba, il movimento al-Nujaba guidato da Akram Al Kaabi. Asaib Ahl al-Haq è considerata nell’area come una fra le forze ’fedelissime’ dell’Iran in Iraq. C’è chi vede oggi le milizie come una forza più potente dell’Esercito iracheno. E, dicono nella regione, anche se le Forze di mobilitazione popolare sono formalmente sotto controllo iracheno, molte fazioni mantengono catene di comando parallele e si ritiene rispondano a Teheran. Parte del cosiddetto ’Asse della resistenza’.

E’ in questo contesto che fonti della tv satellitare al-Jazeera affermano che il numero uno della Forza Quds era a Baghdad nel fine settimana per porre fine allo stallo che si trascina dal voto per le parlamentari irachene. Il Quadro di coordinamento - il più grande blocco parlamentare di partiti sciiti in Parlamento - continua a non riuscire a indicare il nome di un candidato premier nel mezzo di lotte interne. Intanto il primo ministro Mohammed Shia al-Sudani resta al suo posto, non disdegna un secondo mandato. All’eventuale ritorno dell’ex premier Nuri al-Maliki, descritto come figura con stretti legami sia con le milizie che con l’Iran, ha detto chiaramente ’no’ nei mesi scorsi Donald Trump. Maliki era stato premier dal 2006 al 2014 ed è stato poi vicepresidente. Il Quadro di coordinamento deve indicare il nome di un candidato premier entro il 26 aprile. Fonti dell’emittente sostengono Qaani sia arrivato a Baghdad, su presunta richiesta di al-Sudani, per convincere il Quadro di coordinamento sciita a non puntare su Bassem al-Badri, allineato con Maliki, per la poltrona di premier, che per convenzione va a uno sciita.

E mentre i media della regione evidenziano la capacità limitata di Baghdad nel controllare i gruppi armati filo-iraniani, adesso - secondo il Wall Street Journal - dopo settimane di ’rappresaglia’ iraniana che ha preso di mira anche infrastrutture energetiche, i Paesi del Golfo vedono l’Iraq come un terreno in cui poter rispondere senza attaccare direttamente in terra iraniana. Per Michael Knights di Horizon Engage e del think tank Washington Institute, l’Arabia Saudita potrebbe decidere per attacchi simbolici in Iraq come monito alle milizie, mentre Kuwait e Bahrein potrebbero consentire agli Usa l’utilizzo del proprio territorio per attacchi missilistici contro milizie irachene. Secondo una valutazione saudita di cui ha avuto notizia il Wall Street Journal, fino a metà dei quasi mille attacchi con droni contro l’Arabia Saudita delle scorse settimane sarebbero partiti dal territorio iracheno.

21 aprile 2026

Tajani e Tripodi a Consiglio Affari esteri, focus su Ucraina e Medioriente

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, accompagnato dalla sottosegretaria Maria Tripodi, è oggi pomeriggio in Lussemburgo per partecipare alla riunione del Consiglio Affari Esteri (CAE) dell’Unione europea. La discussione di oggi si concentra innanzitutto sulla guerra di aggressione contro l’Ucraina, con la partecipazione da remoto del ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha. In questa sede, i 27 discuteranno di come continuare a esercitare pressione sulla Federazione russa attraverso l’adozione del ventesimo pacchetto di sanzioni e di come sostenere Kyiv nell’opera di ricostruzione e stabilizzazione dell’Ucraina. I ministri affronteranno anche le ripercussioni dell’attacco russo contro il sito Unesco di Leopoli, anche in relazione alle iniziative della Biennale di Venezia 2026. L’agenda proseguirà con una sessione sul Medioriente e con un confronto con il primo ministro libanese Nawaf Salam. Al centro, le prospettive per il cessate il fuoco tra Israele e Libano, la crisi umanitaria in Libano e a Gaza, e la situazione nello Stretto di Hormuz.

Il ministro Tajani ribadirà la disponibilità italiana a contribuire a iniziative multilaterali per la sicurezza e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, oltre al sostegno italiano al percorso di riforme avviato dal governo libanese e l’impegno dell’Italia insieme ai partner internazionali ad evitare un vuoto di sicurezza nel sud del paese una volta conclusa Unifil. I ministri affronteranno poi gli sviluppi in corso nel Caucaso del Sud, con particolare attenzione al processo di pace tra Armenia e Azerbaigian e alla situazione interna in Georgia. Si affronterà infine il conflitto in Sudan, per discutere dei seguiti della Conferenza di Berlino dello scorso 15 aprile.

21 aprile 2026

Meloni verso il vertice di Cipro tra i dossier Hormuz, Ets e Unifil

Manuela Perronedi Manuela Perrone

La presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni. ANSA/ANGELO CARCONI ANSA

Sarà un Consiglio europeo informale a due facce per Giorgia Meloni, quello in programma a Cipro il 23 e il 24 aprile. Da un lato dovrebbe certificare il sì della premier a un maggiore interventismo europeo nello Stretto di Hormuz e in Libano, per il dopo Unifil: reazione quasi obbligata davanti al disimpegno (e all’impaccio) di Donald Trump in Iran. Dall’altro lato, però, è atteso fotografare le divergenze dei Ventisette sulle misure contro il caro energia proposte dalla Commissione Ue, con l’Italia delusa e in prima linea nel chiedere la sospensione generalizzata del Patto di stabilità e l’alt temporaneo all’Ets sul termoelettrico.

21 aprile 2026

Carburanti: Meloni, estensione taglio accise? «Vediamo esito negoziati pace»

“Ci sono degli importantissimi negoziati in corso che sosteniamo, sia quelli che riguardano il negoziato di Islamabad sia quello che riguarda, altro tema per noi molto importante, il negoziato diretto Israele-Libano. E quindi vediamo sulla base di quello che uscirà da questi negoziati quali sono le priorità che ci dobbiamo dare”. Così la premier Giorgia Meloni, a margine della sua visita al Salone del Mobile, quando le viene chiesto se il taglio delle accise sarà esteso oltre l’1 maggio.

“Ci sono degli importantissimi negoziati in corso che sosteniamo: sia quelli che riguardano il negoziato di Islamabad, sia quello che riguarda un altro tema per noi molto importante, il negoziato diretto Israele-Libano. Quindi vediamo, sulla base di quello che uscirà da questi negoziati, quali sono le priorità che ci dobbiamo dare”. Così la premier Giorgia Meloni, nel corso di un punto stampa a margine della sua visita al Salone del mobile.

21 aprile 2026

Meloni sulla missione italiana nello Stretto di Hormuz: “Deciderà il Parlamento”

21 aprile 2026

Solo 12 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore

Solo 12 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nelle ultime 24 ore. Lo rivela Marine Traffic sottolineando quanto sia ancora limitato il transito per lo stretto. Quattro delle 12 imbarcazioni battevano bandiera iraniana e la maggior parte di queste ha utilizzato la rotta approvata dall’Iran al largo di Bandar Abbas. Secondo i dati di Marine Traffic, ci sono ancora 12 imbarcazioni ancorate o in navigazione nella zona.

21 aprile 2026

Trump: «L’Iran ha violato il cessate il fuoco»

«L’Iran ha violato il cessate il fuoco tante volte!». Questo il messaggio pubblicato oggi su Truth dal presidente americano Donald Trump. Il cessate il fuoco di due settimane, annunciato l’8 aprile dopo 40 giorni di conflitto, termina oggi.

21 aprile 2026

Nato, Usa hanno chiesto vertici biennali dopo Ankara

Gli Stati Uniti hanno chiesto agli alleati di interrompere il rito del vertice Nato annuale per passare a uno ogni due anni. Lo confidano diverse fonti diplomatiche alleate. La proposta, a quanto pare, è stata accolta con un certo favore da parte del segretario generale Mark Rutte ma molto negativamente da altri Paesi. Al momento, dunque, si è arrivati a una sorta di compromesso, spostando il vertice previsto nel 2027 in Albania all’autunno e non in estate, come da tradizione. Un funzionario alleato fa notare che la frequenza dei summit «è cambiata nel corso del tempo» e che la Nato, a ogni modo, «lavora 7 giorni su 7».

21 aprile 2026

Iran Air, domani il primo volo dopo 50 giorni di stop

La compagnia aerea di bandiera iraniana Iran Air si prepara domani a riprendere le operazioni con il primo volo dopo 50 giorni di stop a causa della guerra con Stati Uniti e Israele. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim, evidenziando come si tratti di un primo passo verso una graduale normalizzazione del traffico aereo nella Repubblica islamica. Secondo i media iraniani, il primo aereo decollerà alle 10 dall’aeroporto di Mehrabad, a Teheran, con destinazione Mashad, nel nord-est dell’Iran. Il volo di ritorno partirà due ore e mezzo più tardi. La notizie arriva dopo settimane di blocco dello spazio aereo e forti disagi per il trasporto civile. Il ritorno ai voli avverrà in modo progressivo, con una prima fase dedicata alle rotte domestiche e successivamente alla ripresa dei collegamenti internazionali.

21 aprile 2026

Agricoltura, prezzi impazziti per fertilizzanti e caro gasolio

Giorgio dell’Oreficedi Giorgio dell'Orefice

Il costo di fertilizzanti e gasolio si abbatte sui prezzi agricoli

La fiammata dei listini dei prodotti agroalimentari non è più un timore, è una realtà. L’avamposto dei rincari sono gli ortaggi : pomodori in serra riscaldata, ma anche finocchi, asparago verde e cavolfiori, hanno registrato nella giornata di lunedì 20 aprile rialzi superiori al +30% rispetto al mese precedente. Nel dettaglio +56% i finocchi, +46% il cavolfiore bianco, +28% l’asparago verde e +27% il pomodoro ciliegino. È quanto emerge dall’analisi dei prezzi all’ingrosso dei prodotti agroalimentari, rilevati dalle Camere di commercio, dai Mercati all’ingrosso e delle Commissioni Uniche nazionali e analizzati da Borsa merci telematica italiana (Bmti).

21 aprile 2026

Iran: Netanyahu, «regime ayatollah aveva pianificato un altro Olocausto»

“Il regime degli ayatollah iraniani ha pianificato un altro Olocausto. Ha cercato di distruggerci con armi nucleari e migliaia di missili balistici. Se non avessimo agito contro questa minaccia esistenziale, con determinazione e audacia, i nomi di siti come Natanz, Fordow e Isfahan si sarebbero potuti aggiungere a quelli dei campi di sterminio nazisti: Auschwitz, Majdanek e Treblinka”. Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanhyau in occasione della Giornata della Memoria per i soldati caduti e le vittime di attacchi terroristici. Ha poi aggiunto: “Ma questo non è accaduto. Insieme al nostro più stretto alleato, gli Stati Uniti, abbiamo smantellato preventivamente la macchina di distruzione del regime iraniano e rimosso un’immediata minaccia esistenziale. Questa è l’essenza di questa campagna: garantire che il filo vitale del popolo ebraico non venga mai interrotto”. La cerimonia commemorativa principale, che si è svolta presso il cimitero militare del Monte Herzl a Gerusalemme, a cui oltre al premier hanno partecipato il Presidente Isaac Herzog, il Presidente della Knesset Amir Ohana e il Presidente della Corte Suprema Isaac Amit, è stata oggetto di critiche e di contestazioni. Durante un discorso del ministro Ofir Sofer al cimitero militare di Kiryat Shaul a Tel Aviv, due manifestanti hanno esposto cartelli con la scritta “governo della morte”. Sono scoppiati degli scontri dopo che alcune persone hanno tentato di strappare loro i cartelli. Un altro slogan recitava: “Mi rifiuto di ascoltare parole di conforto da un governo di criminali”. Durante una cerimonia al cimitero militare di Dimona, nel sud di Israele, il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir è stato contestato dalla folla. La scorsa settimana, oltre 100 famiglie in lutto hanno chiesto a parlamentari e ministri di non intervenire alle cerimonie del Memorial Day nei cimiteri militari. In una lettera inviata a tutti i membri della coalizione, li hanno esortati a “santificare la vita, non l’etica del sacrificio”.

21 aprile 2026

Iran: Axios, da Khamenei via libera ai negoziati in Pakistan

La guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, avrebbe dato il suo benestare alla delegazione iraniana per raggiungere Islamabad e partecipare ai negoziati con gli Usa. Lo scrive Axios spiegando che il via libera sarebbe giunto “lunedì sera”. Secondo quanto riportato da Axios la Casa Bianca avrebbe trascorso l’intera giornata di lunedì in attesa di un segnale dalla Repubblica islamica riguardo alle sue intenzioni per i negoziati.

21 aprile 2026

Iran: Tajani, «auspichiamo che cessate il fuoco diventi fine guerra»

“Questo Salone del Mobile si apre in un momento molto complicato a livello internazionale con due guerre se non tre e complicazioni commerciali. Con oggi è auspicabile una ripresa del dialogo tra israeliani e libanesi a Washington e a Islamabad tra americani e iraniani, perché il cessate il fuoco si possa trasformare in fine della guerra”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo all’inaugurazione della 64esima edizione del Salone del Mobile di Milano alla Fiera di Milano a Rho.

21 aprile 2026

Paesi emergenti: ecco chi può contrastare gli shock petroliferi e geopolitici

Lucilla Incorvatidi Lucilla Incorvati

 Bloomberg

Le prospettive per i mercati emergenti non sono delle migliori visto il grave shock legato all’escalation del conflitto in Medio Oriente, che ha interrotto i flussi di energia, accentuato le tensioni geopolitiche e fatto salire i prezzi. Ecco perché ora più che mai gli investitori a lungo termine devono guardare ai buoni fondamentali di questi mercati. Secondo un buon numero di analisti che seguono i mercati europei e alcune aree dell’Asia, nei prossimi 12 mesi gli shock geopolitici e/o monetari influiranno sulla redditività delle imprese. L’Europa sembra particolarmente vulnerabile: la maggior parte prevede un impatto moderatamente negativo ma un numero considerevole di loro si aspetta un esito nettamente negativo. Anche sulla regione Asia Pacifico (esclusi Cina e Giappone) prevalgono le previsioni di impatto negativo rispetto a quelle positive. Sulla Cina, infine, l’ atteggiamento è prudente: il 54% prevede un impatto moderatamente o significativamente negativo sulla redditività.

21 aprile 2026

Berlino, «sospendere l’accordo Ue-Israele è inappropriato»

“Consideriamo” la sospensione dell’accordo Ue-Israele “inappropriata”. Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, all’arrivo al Consiglio Esteri a Lussemburgo, rispondendo ai giornalisti. “Tuttavia, è necessario discutere le questioni cruciali con Israele. Abbiamo espresso la nostra critica alla reintroduzione della pena di morte” e “abbiamo una posizione molto chiara sulla violenza dei coloni, mi aspetto che il governo israeliano la affronti in modo più chiaro e fermo”, ha sottolineato. “La nostra posizione è chiara anche sul rispetto del diritto internazionale: non ci dev’essere alcuna annessione in Cisgiordania”, ha aggiunto.

21 aprile 2026

Code e costi alle stelle: effetto Hormuz sul Canale di Panama

Rita Fatigusodi Rita Fatiguso

 Mary Baratto - stock.adobe.com

Gli effetti della chiusura dello Stretto di Hormuz nel Golfo Persico si abbattono sul Canale di Panama, giusto all’altro capo del mondo, lì dove i flussi di petrolio, gas naturale, fertilizzanti e sostanze chimiche in viaggio dagli Stati Uniti cercano uno sfogo alternativo per raggiungere i porti asiatici.

Una quarantina di navi, per la maggior parte diretta verso i porti cinesi, sta in coda fino a oltre quattro ore per coprire gli 82 chilometri dell’istmo, mentre aste costosissime per aggiudicarsi il passaggio prioritario fanno lievitare i costi ordinari.

21 aprile 2026

Madrid, «lanciare messaggio forte a Israele, l’Ue sia credibile»

“Oggi ci giochiamo la credibilità. La Spagna, insieme a Slovenia e Irlanda, ha sollecitato la discussione sulla sospensione dell’accordo con Israele. Dobbiamo parlare ad un sola voce. Dobbiamo dire chiaramente a Israele che deve cambiare, non può relazionarsi con i suoi vicini solo con la guerra. È il momento di lanciare un messaggio forte”. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares in Lussemburgo. “Se altri mettono sul tavolo altre misure, perché no. Quello che non possiamo accettare è di non fare nulla”, ha aggiunto a proposito di altre opzioni possibili oltre alla sospensione dell’accordo

21 aprile 2026

Media Iran, «petroliera Teheran ha violato blocco navale Usa»

Una petroliera iraniana è rientrata in Iran attraverso lo Stretto di Hormuz, nonostante il blocco imposto dagli Stati Uniti, e dovrebbe raggiungere l’isola di Kharg domani. Lo riporta l’agenzia Tasnim, l’agenzia affiliata ai Pasdaran. La petroliera era partita dall’Iran alla volta dell’arcipelago di Riau, in Indonesia, alla fine di marzo, dove ha scaricato due milioni di barili di petrolio greggio.

21 aprile 2026

L’Iran giustizia un uomo per accuse legate alle rivolte di gennaio

L’Iran ha giustiziato per impiccagione un uomo di nome Amirali Mirjafari per “attività armate” e per “aver guidato alcuni manifestanti” durante la rivolta di gennaio in Iran: lo ha dichiarato oggi la magistratura in un comunicato. “Mirjafari è stato accusato di ”operazioni per conto di Israele, dell’ostile governo statunitense e di gruppi ostili alla sicurezza del Paese”, per aver incendiato la moschea di Gholhak durante le proteste e per aver guidato i manifestanti attraverso i social media “affiliati al nemico’”, aggiunge il comunicato, precisando: “ha confessato le sue attività, tra cui l’attacco alle forze di polizia, il lancio di oggetti contro cabine telefoniche e autobus e l’incendio di una motocicletta”. Secondo l’agenzia Irna, nel frattempo altre 22 persone sono state condannate a pene detentive fino a 10 anni in due province per “collaborazione con il nemico”.

Guerra in Iran e Medio Oriente, 21 aprile

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21 aprile 2026

Iran, pronti a risposta decisa alla «violazione degli impegni da parte del nemico»

“Le forze armate iraniane, con la loro superiorità, non permetteranno al presidente americano, bugiardo e illuso, di sfruttare la situazione e di creare false narrazioni sulla situazione bellica, soprattutto per quanto riguarda il controllo dello Stretto di Hormuz”: lo ha dichiarato oggi il comandante del Comando di Khatamolanbia, Ali Abdollahi, citato dall’agenzia Tasnim, sottolineando: “risponderemo in modo appropriato a qualsiasi violazione dell’impegno (del cessate il fuoco in corso con gli Stati Uniti)”. “L’Iran è pronto a dare una risposta decisa, risoluta e immediata alle minacce e alle azioni del nemico”, ha aggiunto in una dichiarazione rilasciata in occasione dell’anniversario della fondazione delle Guardie Rivoluzionarie, due mesi dopo la Rivoluzione Islamica del 1979.

21 aprile 2026

Presidenza Ue, «carenza di jet fuel è possibile, dobbiamo essere pronti»

“Non siamo in una situazione pericolosa ma c’è la possibilità di una carenza di jet fuel” che “potrebbe influenzare ogni cittadino. Quindi dobbiamo essere consapevoli e pronti”. Lo ha detto il ministro cipriota dei trasporti, Alexis Vafeades, all’arrivo al Consiglio Ue a Bruxelles dove presiederà una videoconferenza informale dei ministri dei trasporti convocata per discutere della crisi energetica. “L’Europa potrebbe trovarsi ad affrontare un problema a breve termine di approvvigionamento di carburante e un problema di domanda sul medio e lungo termine”, ha aggiunto il ministro, che rappresenta la presidenza Ue.

21 aprile 2026

Trump: Iran negozierà, altrimenti avrà «problemi mai visti prima»

Il presidente americano Donald Trump si è detto fiducioso che l’Iran negozierà, aggiungendo che altrimenti “si troverà ad affrontare dei problemi mai visti prima”. “Beh, negozieranno, e se non lo faranno, si troveranno ad affrontare problemi mai visti prima”, ha detto in una telefonata al programma radiofonico conservatore ’The John Fredericks Show’.

21 aprile 2026

Iran: Trump, «recupero uranio sarà lungo e difficile»

Il recupero dell’uranio in Iran sarà ’’lungo e difficoltoso’’. Lo ha scritto il presidente americano Donald Trump sul social ’Truth’ ribadendo che gli attacchi Usa hanno distrutto i siti nucleari in Iran. “L’Operazione Midnight Hammer è stata una completa e totale distruzione dei siti di materiale nucleare in Iran. Pertanto, recuperarlo sarà un processo lungo e difficile”, ha scritto.

21 aprile 2026

Iran: Axios, Vance partirà oggi per il Pakistan

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance volerà oggi in Pakistan per colloqui con l’Iran, poco prima della fine del cessate il fuoco. Lo riporta Axios citando tre fonti statunitensi. Vance dovrebbe essere accompagnato dagli inviati del presidente statunitense Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner

21 aprile 2026

Teheran chiede rilascio immediato nave cargo sequestrata da Usa

Il Ministero degli Esteri iraniano ha condannato il sequestro della nave mercantile iraniana Touska da parte delle forze statunitensi e ha chiesto in una dichiarazione “l’immediato rilascio della nave iraniana, dei suoi marinai, dell’equipaggio e delle loro famiglie”.

21 aprile 2026

Ghalibaf, «non accettiamo negoziati sotto minaccia»

“Trump, con l’imposizione del blocco e la violazione del cessate il fuoco, vuole trasformare, a suo avviso, questo tavolo di negoziato in un tavolo di resa o giustificare una nuova ondata di provocazioni belliche. Non accettiamo negoziati all’ombra della minaccia e nelle ultime due settimane ci siamo preparati per rivelare nuove carte sul campo di battaglia”. Lo scrive su X il presidente del parlamento iraniano e negoziatore, Mohammad-Bagher Ghalibaf.

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