Agroalimentare

Agricoltura, prezzi impazziti per fertilizzanti e caro gasolio

Bmti: ortaggi coltivati in serra a +30% in un mese. Ma i rincari all’origine ancora non si sono riversati sui prezzi allo scaffale

di Giorgio dell'Orefice

Il costo di fertilizzanti e gasolio si abbatte sui prezzi agricoli

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La fiammata dei listini dei prodotti agroalimentari non è più un timore, è una realtà. L’avamposto dei rincari sono gli ortaggi : pomodori in serra riscaldata, ma anche finocchi, asparago verde e cavolfiori, hanno registrato nella giornata di lunedì 20 aprile rialzi superiori al +30% rispetto al mese precedente. Nel dettaglio +56% i finocchi, +46% il cavolfiore bianco, +28% l’asparago verde e +27% il pomodoro ciliegino. È quanto emerge dall’analisi dei prezzi all’ingrosso dei prodotti agroalimentari, rilevati dalle Camere di commercio, dai Mercati all’ingrosso e delle Commissioni Uniche nazionali e analizzati da Borsa merci telematica italiana (Bmti).

Rialzi legati alla guerra in Medio Oriente

«Si tratta di rialzi - spiegano a Bmti - direttamente collegati al conflitto in Medio Oriente perché sono innescati dai rialzi dei listini dei fertilizzanti (il 20% dell’offerta mondiale transita dallo stretto di Hormuz) e di quelli dei carburanti». Secondo Bmti le quotazioni dell’urea (uno dei fertilizzanti più diffusi) è aumentato dall’inizio del conflitto del 75,6% con prezzi più che raddoppiati (+120%) rispetto a un anno fa. «Un’impennata - aggiungono a Bmti - che alimenta timori per le prossime semine delle colture cerealicole, in particolare mais e riso».

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L’impatto sugli ortaggi coltivati in serra

L’impatto dei rincari dei carburanti è ancora circoscritto ma nel caso degli ortaggi invernali come finocchi, cavolfiore e pomodori ha lasciato il segno perché si tratta di prodotti coltivati in serra, serre riscaldate a gasolio.

«Non siamo ancora ai livelli del 2022 - ha commentato il dg di Borsa merci telematica italiana, Giulio Montanari - tuttavia, gli aumenti del prezzo del gasolio e dei fertilizzanti sono preoccupanti e avranno un impatto. Iniziamo ad osservare tensioni nei prezzi dei nostri prodotti agroalimentari. Il monitoraggio continuo sui prezzi che Bmti realizza ci dice, ad esempio, che nell’ortofrutta si sono osservati per alcuni prodotti in serra degli aumenti legati non solo all’aumento dei costi energetici, ma anche all’impatto del clima avverso in Sicilia nei primi due mesi dell’anno. Allo stesso modo, anche nel settore zootecnico si stanno registrando sensibili aumenti rispetto allo scorso anno: è il caso, ad esempio, di carni bovine, carni di pollo e uova».

Rincarati anche gli oli da destinare a biofuel

Tra i dati rilevati da Bmti va segnalato, sulla scorta dei rincari dei carburanti, il rialzo registrato dagli oli di semi (circa +10,6% in una settimana), prodotto utilizzato sia a fini alimentari che come biofuel.

Le quotazioni analizzate da Bmti rappresentano un campanello di allarme di rincari che al momento ancora non si sono riversati sugli scaffali della grande distribuzione.

Ma nella Gdo la fiammata ancora non è arrivata

«I nostri dati si fermano a marzo - commenta Virgilio Romano di Circana società leader nell’analisi dei comportamenti del consumatore - e al momento non registriamo ancora tensioni apprezzabili ma siamo certi che, almeno in parte, l’ondata arriverà».

«I rincari dei fertilizzanti e del caro gasolio avranno di certo un impatto - ha commentato il presidente di Federdistribuzione, Carlo Alberto Buttarelli -. I rialzi nei mezzi tecnici stanno facendo crescere i costi per gli agricoltori. Al tempo stesso il caro carburante sta impattando su prodotti che viaggiano quasi esclusivamente su gomma. Siamo preoccupati – aggiunge – anche perché anche le imprese della distribuzione, a causa della catena del freddo, sono aziende energivore. Al Governo chiediamo soluzioni per scongiurare effetti negativi sulle catene di fornitura. Centrale è il tema della sospensione degli Ets per trovare risorse da utilizzare per attenuare l’aggravio dei costi. Ma mentre si avvicina da scadenza delle agevolazioni sulle accise (fissata all’1 maggio ndr) riteniamo che sia importante provare a immaginare priorità nelle agevolazioni distinguendo chi utilizza i trasporti per lavoro e per fare impresa dalla platea degli altri utenti».

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