Norme

Verso il via libera all’uso dei droni per i trattamenti fitosanitari nei campi

Finora non è stato possibile utilizzarli per l’agricoltura di precisione. Faraglia (Masaf): pronte a entrare in vigore le linee guida per una prima fase di prova che durerà tre anni

di Silvia Marzialetti

In Italia non è ancora possibile utilizzare i droni in agricoltura

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Droni per l’irrorazione di trattamenti fitosanitari nei campi. Potrebbero arrivare entro la fine del prossimo mese di maggio le linee guida che - di fatto - aprirebbero a una fase sperimentale di tre anni. Lo ha detto a Il Sole 24 Ore Bruno Caio Faraglia, direttore del Servizio Fitosanitario del Masaf. La bozza del disegno di legge - su cui dovranno convergere i via libera incrociati dei quattro dicasteri Salute, Agricoltura, Trasporti, Ambiente - è stata già predisposta. Poi il testo dovrà essere bollinato dalla Stato-Regioni.

Per il comparto agricolo, alle prese con condizioni meteo estreme, regole sempre più stringenti sull’uso di agrofarmaci e - in alcune aree - condizioni geografiche impervie, si tratterebbe di una svolta auspicata da tempo.

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Le linee guida, in realtà, scontano un ritardo di un mese (alla data di pubblicazione del giornale): l’emanazione era infatti prevista per marzo, come ultimo tassello di attuazione dell’articolo 6 del ddl Semplificazioni, entrato in vigore il 18 novembre scorso. Questo disegno di legge - rivoluzionario per il settore - apre alla sperimentazione di trattamenti fitosanitari “tramite sistemi aeromobili a pilotaggio remoto” (possibilità concessa fino a oggi ai soli enti di ricerca), in deroga al divieto generale di irrorazione aerea, sancendo di fatto il superamento di un nodo regolatorio (comune a molti Paesi europei) che ha tenuto il settore in scacco per anni.

Una volta riconosciuto il drone quale “strumento di agricoltura di precisione”, le linee guida - in ottemperanza a norme Enac, Piano d’azione nazionale (Pan) e Regolamento Ue 2019/947 - definiranno modalità operative, prodotti ammessi, aree e colture autorizzate.

«L’impiego dei droni nei campi rappresenta uno dei settori più dinamici dell’innovazione per l’agricoltura di precisione», commenta Stefano Boncompagni, responsabile per la Regione Emilia Romagna del Settore Fitosanitario e difesa delle produzioni, che a Macfrut coordinerà un incontro in cui saranno presentati i risultati delle prove sperimentali con i droni effettuati su cipolla, pomodoro e vite nelle aree della regione colpite dall’alluvione.

A oggi le 23 sperimentazioni attive in Italia (affidate a enti di ricerca autorizzati) tra Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte, Veneto, su colture ad alto valore come vite, olivo, orticole, risaie e aree “difficili” (come i vigneti terrazzati) hanno dato esiti positivi: alto l’indice di efficacia agronomica, buone le performance ambientali, residui in linea con i limiti di legge.

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