Il Presidente Donald Trump tiene in mano delle carte mentre parla di economia nello Studio Ovale della Casa Bianca, giovedì 7 agosto 2025, a Washington. (Foto AP/Mark Schiefelbein)  Stampa associata/LaPresse

11 agosto 2025

Wto e Fmi: tariffe Usa in media al 20,1%, livello più alto dal 1910. Stima commercio 2025 a +0,9% ma dazi peseranno su 2026

Gli Stati Uniti impongono tariffe su lingotti d’oro da un chilo

a cura di Redazione online
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8 agosto 2025Aggiornamento fissato

L’India nega di aver sospeso l’acquisto di armi e aerei dagli Usa

L’India nega le notizie diffuse dai media secondo le quali avrebbe sospeso i piani per l’acquisto di nuove armi e aerei dagli Stati Uniti in risposta ai dazi imposti dal presidente Donald Trump, e avrebbe anche annullato il viaggio a Washington del ministro della Difesa Rajnath Singh, previsto per le prossime settimane per annunciare alcuni acquisti. Il ministero alla Difesa in una nota informa che «si tratta di notizie false e costruite. Le forniture ordinate procedono come da accordi».

In precedenza, infatti, diverse agenzie internazionali avevano riportato che il Paese asiatico aveva sospeso i piani per l’acquisto di nuove armi e aerei dagli Stati Uniti, in quello che alcuni funzionari indiani hanno definito «il primo segnale tangibile del malcontento», dopo i dazi al 50% imposti dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulle esportazioni indiane. Lo aveva riferito Times of India, aggiungendo che gli acquisti sarebbero stati annunciati durante la visita programmata del ministro della Difesa indiano, Rajnath Singh a Washington.

8 agosto 2025

Nyt: «Trump sostituisce il numero uno dell’agenzia delle entrate Usa»

Donald Trump intende sostituire Billy Long, il numero uno dell’Internal Revenue Service, l’agenzia delle entrate americana. Il suo posto sarà preso temporaneamente dal segretario al Tesoro Scott Bessent. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali Trump vuole nominare Long ambasciatore. Long viene sostituito dopo soli due mesi: è stato il sesto numero uno dell’Agenzia delle Entrate dall’inizio dell’anno.

8 agosto 2025

Casa Bianca: chiariremo la disinformazione sui dazi sull’oro

La Casa Bianca indica che pubblicherà in un futuro non lontano un ordine esecutivo per chiarire la “disinformazione” sui dazi sull’oro e altri prodotti speciali. Lo riporta l’agenzia Bloomberg. L’amministrazione ha sorpreso i mercati stabilendo che i lingotti da un chilo di oro sarebbero stati soggetti a dazi.

8 agosto 2025

Wto rivede al rialzo stima commercio 2025 a +0,9% ma dazi peseranno su 2026

Il commercio mondiale di beni è atteso in crescita dello 0,9% nel 2025. E’ quanto afferma l’Organizzazione Mondiale del Commercio in un aggiornamento delle previsioni pubblicato oggi. La nuova stima rappresenta un miglioramento rispetto alla contrazione dello 0,2% stimata ad aprile dopo l’annuncio delle tariffe punitive da parte della Casa Bianca il 2 del mese ma è ancora ben al di sotto del +2,7% atteso prima dell’introduzione dei nuovi dazi.

Il miglioramento della stima per l’anno in corso è inoltre in gran parte attribuibile al frontloading delle importazioni negli Stati Uniti – ovvero all’anticipo degli acquisti da parte degli importatori americani per aggirare l’impatto immediato dei dazi più alti. Tuttavia secondo il Wto l’effetto positivo sarà di breve durata. Nel medio termine, gli aumenti tariffari continueranno a frenare il commercio. Per il 2026, la crescita del volume degli scambi mondiali è stata rivista al ribasso all’1,8%, rispetto al 2,5% previsto in precedenza. Secondo gli economisti del Wto, l’incertezza geopolitica, l’inflazione persistente e le tensioni commerciali continuano a rappresentare rischi significativi per il sistema multilaterale del commercio.

8 agosto 2025

Tariffe Usa salgono in media al 20,1%, livello più alto dal 1910

I dazi doganali applicati dagli Stati Uniti ammontano in media al 20,1% dopo l’entrata in vigore di nuove tariffe commerciali verso decine di Paesi. Il calcolo è stato aggiornato da Wto e Fmi: si tratta del livello più alto dall’inizio degli anni 1910, a eccezione di alcune settimane del 2025.

Questo tasso teorico, calcolato dall’Organizzazione mondiale del commercio e dal Fondo monetario internazionale a partire dagli annunci commerciali, si basa sui volumi degli scambi costanti ed era di appena il 2,4% al momento dell’insediamento di Donald Trump, il 20 gennaio scorso.

L’annuncio, il 2 aprile, di dazi doganali a tutto campo e le successive escalation mirate ai principali partner commerciali degli Stati Uniti, con la Cina in prima fila, avevano fatto balzare temporaneamente il tasso medio al 24,8% a maggio, secondo i calcoli di Wto e Fmi – un livello mai visto dal 1904, in base ai dati della Commissione del commercio internazionale degli Stati Uniti. Nel 1930, il tasso, calcolato dividendo l’ammontare delle tasse per il valore delle importazioni, era salito a quasi il 20%.

8 agosto 2025

Trump: dazi hanno enorme impatto positivo su mercato azionario

“I dazi stanno avendo un enorme impatto positivo sul mercato azionario. Quasi ogni giorno vengono stabiliti nuovi record. Inoltre, centinaia di miliardi di dollari si riversano nelle casse del nostro Paese”. A scriverlo è il presidente Donald Trump in un post su Truth social. Il presidente ha messo in guardia la componente giudiziaria dall’intervenire nel frenare l’imposizione dei dazi. “Se una Corte di Sinistra Radicale si pronunciasse contro di noi, nel tentativo di ridurre o compromettere la più grande quantità di denaro, creazione di ricchezza e influenza che gli Stati Uniti abbiano mai visto, sarebbe impossibile recuperare o restituire queste ingenti somme di denaro”, ha chiarito il presidente.

Trump ha continuato il suo post dicendo che se il potere giudiziario invalidasse i dazi, “Sarebbe di nuovo il 1929, una GRANDE DEPRESSIONE”.

I commenti di Trump giungono mentre una corte federale sta esaminando le politiche sui dazi e la Corte Suprema potrebbe finire per invalidarle ai sensi dell’International Emergency Economic Powers Act. “Se avessero dovuto pronunciarsi contro la ricchezza, la forza e il potere dell’America, avrebbero dovuto farlo MOLTO TEMPO FA, all’inizio del caso, quando il nostro intero Paese, pur non avendo mai più avuto la possibilità di raggiungere questo tipo di GRANDEZZA, non sarebbe stato messo a repentaglio come nel 1929”, ha continuato Trump, concludendo che l’America potrebbe non “riprendersi da una simile tragedia giudiziaria”.

8 agosto 2025

Brasilia vuole negoziare big tech e minerali rari

Sullo sfondo delle tensioni provocate dall’aumento dei dazi al 50%, il vicepresidente brasiliano, Geraldo Alckmin, ha incontrato il responsabile degli affari dell’Ambasciata degli Stati Uniti, Gabriel Escobar, con cui ha discusso la possibilità di aprire un round negoziale che includa big tech e i minerali rari.

Alckmin ha ribadito che il governo brasiliano è impegnato a mantenere aperto il dialogo con l’amministrazione del presidente Trump, nonostante le divergenze esistenti. “Non possiamo mai rinunciare al dialogo. Bisogna perseverare, essere resilienti, dimostrare che” l’aumento dei dazi ha ripercussioni “negative anche per gli Stati Uniti, che aumenterà il costo dei prodotti americani e interromperà le catene produttive”, ha commentato il vicepresidente, che guida il Comitato interministeriale creato per affrontare la crisi.

8 agosto 2025

Ft: gli Usa impongono dazi sui lingotti d’oro da un chilo

foto IPP lingotto oro lingotti - FOTO IPP/imago/Newscast- Italy Photo Press -

Gli Stati Uniti hanno imposto dazi sulle importazioni di lingotti d’oro da un chilo, una mossa che minaccia di sconvolgere il mercato globale e di infliggere un nuovo colpo alla Svizzera, il più grande polo di raffinazione al mondo. Lo riporta il Financial times in esclusiva.

I lingotti da un chilo sono la forma più comune scambiata sul Comex, il più grande mercato mondiale dei futures sull’oro, e costituiscono la maggior parte delle esportazioni di lingotti della Svizzera verso gli Stati Uniti.

8 agosto 2025

Media: India sospende acquisto armi e jet Usa per i dazi

L’India ha sospeso i suoi piani per l’acquisto di nuove armi e aerei dagli Stati Uniti, in risposta ai dazi imposti dal presidente Donald Trump, e ha annullato il viaggio a Washington del ministro della Difesa Rajnath Singh, previsto per le prossime settimane per annunciare alcuni acquisti. Lo riferisce la Reuters sul proprio sito, citando tre funzionari indiani a conoscenza della questione.

8 agosto 2025

Apple si affida a Samsung per i sensori iPhone

Il Financial times riporta che Apple avrebbe stretto una partnership con Samsung per la produzione di sensori per le fotocamere dei futuri iPhone. L’accordo si basa su una nuova tecnologia di produzione di chip che sarà sviluppata nello stabilimento Samsung di Austin, in Texas. A partire dalla gamma iPhone 18, attesa per settembre, Samsung utilizzerà questa tecnologia per realizzare sensori di immagine a tre strati, “mai utilizzata prima in nessuna parte del mondo”, riporta il Financial Times.

Per la testata, l’accordo segna una potenziale diversificazione per Apple, che finora ha avuto Sony come fornitore esclusivo dei sensori a bordo dei propri smartphone. A differenza di Sony, Samsung ha una fabbrica dedicata ai chip negli Stati Uniti, un dettaglio che le permetterà di aggirare i nuovi dazi di Donald Trump sull’hardware tecnologico di importazione. Inoltre, la collaborazione si inserisce in un più ampio programma di Apple, con una prevista espansione da 100 miliardi di dollari dell’American Manufacturing Program della Mela, con un investimento totale di 600 miliardi di dollari per trasferire una parte maggiore della sua catena di fornitura negli Stati Uniti. La stessa Samsung produrrà chip di intelligenza artificiale per Tesla nello stabilimento di Taylor City, in Texas.

8 agosto 2025

Giappone chiede a Usa rettifica decreto

Da Washington, nel corso della suo nova visita, il capo negoziatore giapponese Ryosei Akazawa tenta di rassicurare i propri connazionali e fare chiarezza sull’intesa commerciale siglata circa due settimane fa con l’amministrazione Trump. “Gli Stati Uniti hanno promesso di modificare l’ordine esecutivo presidenziale sulle tariffe doganali per attuare correttamente l’accordo, e rimborseranno i dazi in eccesso riscossi a causa dell’errore”, ha precisato Akazawa dopo i colloqui con i membri del gabinetto statunitense. La questione dibattuta era se il dazio del 15% fissato da Trump per le importazioni nipponiche costituiva un tetto massimo, al pari della trattativa con l’Unione europea, o si sarebbe aggiunto alle altre tariffe già in vigore. Tokyo aveva insistito che ciò non sarebbe avvenuto in base all’accordo bilaterale siglato da Akazawa ’verbalmente’ a Washington il 22 luglio; tuttavia, i dazi specifici per paese imposti da Trump sono entrati in vigore alle 00:01 di giovedì senza concedere alcun trattamento speciale alle importazioni giapponesi, fanno notare i media locali.

8 agosto 2025

Crocs: le azioni crollano del 30%, previsto un calo delle vendite nel terzo trimestre tra il 9 e l’11%

Le azioni di Crocs perdono quasi il 30% in un solo giorno, dopo la previsione del calo di vendite tra il 9 e l’11% per il terzo trimestre dell’anno in corso. Le azioni della compagnia statunitense che produce i celebri sandali di plastica, giovedì hanno chiuso in ribasso del 29,24%, prima di recuperare circa il 3% nelle contrattazioni after-hours.

Durante una conference call con gli analisti, l’amministratore delegato Andrew Rees ha affermato che i consumatori statunitensi rimangono cauti riguardo alla spesa per beni non essenziali. Inoltre, l’azienda prevede di dover affrontare un onere di 40 milioni di dollari nella seconda metà dell’anno a causa dei dazi sulle importazioni imposti dal presidente Trump.

8 agosto 2025

In Borsa brilla comparto auto globale

Le schiarite sui dazi sull’automotive in Giappone alimentano gli acquisti anche sui titoli europei del settore. Il capo negoziatore giapponese Ryosei Akazawa ha affermato, dopo il colloquio con gli esponenti Usa di Commercio e Tesoro, Howard Lutnkick e Scott Bessent, che gli Stati Uniti intendono rivedere le aliquote “accumulate” sui dazi universali, oltre a tagliare i dazi sulle case auto e sui produttori di componenti (al momento al 27,5%). Nonostante le tempistiche dell’operazione non siano ancora chiare, le aziende globali dell’automotive hanno tirato un sospiro di sollievo. La notizia apre infatti la strada ad altri accordi simili anche con altri Paesi (in primis quelli del Vecchio Continente), che potrebbero alleggerire la pressione su un settore già fortemente colpito.

8 agosto 2025

Modi riunisce governo indiano

Il primo ministro indiano Narendra Modi terrà oggi una riunione con i ministri chiave del suo governo per discutere le implicazioni del forte aumento delle tariffe doganali deciso dagli Stati Uniti. Lo riporta India TV. La riunione dovrebbe iniziare alle 13 ore locali (07,30 GMT, le 9,30 in Italia). Sebbene non ci siano dichiarazioni ufficiali sull’ordine del giorno, diverse fonti - sottolinea l’emittente indiana - affermano che le nuove tariffe doganali imposte dagli Usa a Nuova Delhi saranno al centro della discussione.

8 agosto 2025

Bofa: possibili concessioni della Cina a Usa

La Cina potrebbe fare concessioni nei negoziati commerciali in corso con gli Stati Uniti, scrivono gli economisti di BofA (Bank of America) Anna Zhou e Helen Qiao, in una nota. I recenti accordi commerciali degli Stati uniti con Giappone, Corea del Sud e altre nazioni hanno rivelato elementi comuni che potrebbero essere applicati ai colloqui con Pechino.

Come questi Paesi, la Cina potrebbe offrire concessioni simili, ad esempio aumentando gli acquisti di beni statunitensi.

Secondo BofA, la Cina potrebbe importare più prodotti energetici e agricoli dagli Stati Uniti. È possibile anche una rimozione parziale o totale dei dazi legati al fentanil se la Cina fa un’offerta interessante.

8 agosto 2025

Morningstar: farmaci cinesi poco penalizzati

Eventuali dazi statunitense del 150%-250% sui prodotti farmaceutici avrebbe un impatto limitato sull’industria farmaceutica cinese, afferma in una nota Yurou Zheng, analista di Morningstar. Il dazio proposto ha trascinato al ribasso le azioni dei produttori di farmaci e delle aziende del settore a livello globale. Ma Zheng osserva che la maggior parte delle aziende sanitarie cinesi sotto la copertura di Morningstar si concentra sulle vendite nazionali o fornisce gli Stati Uniti attraverso accordi di licenza con aziende farmaceutiche americane, oppure produce già sul territorio nazionale. Sinopharm Group è la scelta preferita di Morningstar, in quanto è il più grande distributore di farmaci della Cina.

8 agosto 2025

Shenzhou international di fatto pagherà solo il 2-3%

Shenzhou international group assorbirà probabilmente solo 2 o 3 punti percentuali dell’onere tariffario statunitense, scrive in una nota l’analista di Morningstar Ivan Su. Secondo l’analista, è improbabile che i nuovi dazi del 20% sulle importazioni vietnamite influisca pesantemente sulle prospettive di guadagno del produttore di abbigliamento cinese, che ha fabbriche in Vietnam. Solo il 16% circa delle entrate di Shenzhou proviene dagli Stati Uniti, e sia le entrate che gli utili netti sono sulla buona strada per una crescita a due cifre quest’anno.

Nonostante il calo della domanda da parte di Nike, Shenzhou continua a ricevere forti ordini da Adidas, Uniqlo e Puma, aggiunge Morningstar.

Il broker mantiene la stima del fair value della società a 110 dollari di Hong Kong. Le azioni sono state quotate l’ultima volta a 56,45 dollari di Hong Kong.

8 agosto 2025

La Svizzera chiede aiuto a Infantino

La Svizzera cerca nuove strade per affrontare i maxi-dazi di Donald Trump al 39%, tariffe seconde soltanto a quelle riservate a Brasile e India, e tra le opzioni spunta il nome di Gianni Infantino. Il presidente della Fifa, originario della città elvetica di Briga, vanta da anni un rapporto personale con il tycoon e alcuni politici svizzeri ritengono che potrebbe essere lui la chiave per riaprire un dialogo diretto con la Casa Bianca. “E’ il momento di muoversi”, ha incalzato il consigliere nazionale Roland Buechel, esponente dei conservatori dell’Udc, suggerendo di coinvolgere Infantino come intermediario informale, forte anche del legame con il ministro dell’Economia Guy Parmelin, alla guida dei negoziati insieme alla presidente elvetica Karin Keller-Sutter.

7 agosto 2025

Lula e Modi: amplieremo commerci Brasile-India

Il presidente brasiliano, Luiz Inácio Lula da Silva, e il primo ministro indiano, Narendra Modi, in una conversazione telefonica durata circa un’ora, hanno discusso dei dazi Usa e hanno concordato di ampliare il commercio bilaterale fino a raggiungere l’obiettivo di “oltre 20 miliardi di dollari entro il 2030”, e una visita di Stato di Lula in India nel 2026. “I leader hanno parlato dello scenario economico internazionale e dei dazi unilaterali” Usa. “Il Brasile e l’India sono, al momento, i due Paesi più colpiti”, informa una nota diffusa dalla presidenza brasiliana. I due leader hanno inoltre ribadito l’importanza di difendere il “multilateralismo”.

7 agosto 2025

Aziende auto, conto da 12 mld $

La guerra commerciale innescata dai dazi di Donald Trump è già costata alle case automobilistiche di tutto il mondo 12 miliardi di dollari. In base alla stima elaborata dal Wall Street Journal - che afferma che il conto potrebbe aumentare ulteriormente -, i colossi dell’auto, oltre all’impatto diretto delle tariffe, saranno costretti infatti ad affrontare anche anni di riorganizzazione e modifiche alle catene di approvvigionamento per adattarsi alla nuova realtà. La risposta più ovvia ai dazi, spiega il quotidiano, è l’aumento dei prezzi e lo spostamento della produzione negli Usa, due fattori che potrebbero pesare “sulle spalle dei costruttori per gli anni a venire”. Tuttavia, la politica commerciale della Casa Bianca potrebbe accelerare la tendenza del settore a produrre automobili più vicine al luogo in cui vengono vendute. Questo, nonostante negli ultimi anni, i grandi mercati automobilistici del Nord America, dell’Europa e della Cina sono sempre più divisi da normative, tecnologie e preferenze dei consumatori diverse, e abbiano incoraggiato le case automobilistiche a progettare e produrre i loro veicoli localmente.

7 agosto 2025

Lutnick: presto per Usa 50 mld al mese di entrate tariffarie

Gli Stati Uniti potrebbero presto incassare fino a 50 miliardi di dollari al mese di entrate tariffarie. Lo ha detto il segretario al Commercio, Howard Lutnick, in occasione dell’entrata in vigore in tutto il mondo del nuovo regime tariffario imposto da Washington. “Penso che ci stiamo dirigendo verso i 50 miliardi di dollari al mese di entrate tariffarie, di cui nessuno ha parlato tranne il presidente”, ha dichiarato Lutnick a Fox Business. Secondo i dati del dipartimento del Tesoro, gli Usa hanno incassato quasi 30 miliardi di dollari di entrate tariffarie il mese scorso e 100 miliardi di dollari da aprile. L’aumento registrato a luglio è stato del 242% rispetto allo stesso mese del 2024. Secondo Lutnick, l’aumento delle entrate tariffarie deriverà non solo dai dazi esistenti, ma anche dai prossimi dazi che colpiranno settori chiave come la tecnologia e il settore farmaceutico.

Il Segretario al Commercio Howard Lutnick testimonia davanti a un'udienza della Commissione per gli stanziamenti della Camera sulla richiesta di bilancio del Presidente Donald Trump per il Dipartimento del Commercio, a Capitol Hill, Washington, D.C., Stati Uniti, 5 giugno 2025. REUTERS/Leah Millis/File Photo

7 agosto 2025

Il Brasile preoccupato per l’inchiesta del Commercio Usa

Il governo Lula è preoccupato che l’indagine aperta dall’Agenzia del commercio Usa (Ustr), su richiesta di Donald Trump a metà luglio, su presunti “attacchi del Brasile alle società di social media statunitensi, nonché su altre pratiche commerciali sleali che danneggiano le imprese, i lavoratori, gli agricoltori e gli innovatori tecnologici degli Stati Uniti”, possa essere usata come base per un ulteriore inasprimento dei dazi, dopo l’aumento del 50%. Lo riferiscono fonti al quotidiano Valor Economico.

Tra i punti sotto la lente Usa c’è la decisione della Corte Suprema brasiliana di ritenere responsabili le Big tech per i post social considerati illegali. Un orientamento che secondo Washington “può innescare rimozioni preventive di contenuti e comportare rischi economici significativi per le aziende statunitensi”. D’altra parte l’Ustr ha evidenziato in un recente rapporto che le aziende che si sono rifiutate di ottemperare agli ordini sono state multate, sospese o hanno visto i propri dirigenti minacciati di arresto. Basti ad esempio ricordare il caso di Elon Musk dello scorso anno, con lo stop di X e il blocco dei fondi di Starlink.

Un altro punto contestato nel documento Usa è la politica dei dazi brasiliana che favorirebbe partner come il Messico e l’India a scapito degli Stati Uniti. Il Brasile - si osserva - avrebbe infatti adottato accordi bilaterali che concedono tariffe più basse per alcuni prodotti di questi Paesi, tra il 10% e il 100% inferiori alle tariffe applicate agli Stati Uniti. Tra i settori si evidenziano quelli automobilistico, chimico, agricolo e dei macchinari. Nel 2023, quasi 5,5 miliardi di dollari di importazioni hanno beneficiato di queste tariffe ridotte, mentre l’export Usa in Brasile è stato soggetto a dazi di media del 12,2%.

Uno dei temi oggetto dell’approfondimento Usa è anche il Pix, uno strumento di pagamento istantaneo introdotto dalla Banca Centrale del Brasile nel 2020 e largamente utilizzato dalla popolazione. Secondo l’amministrazione Trump, il Brasile ha adottato “una serie di pratiche sleali nei confronti dei servizi di pagamento elettronico” favorendo “servizi sviluppati dal governo”. Il ministro degli Esteri brasiliano, Mauro Vieira, nei giorni scorsi ha annunciato risposte su questi punti, per il 18 agosto.

7 agosto 2025

Berna: «Colloqui con Usa proseguono, nessuna contromisura. Onoreremo accordo su F35»

La Svizzera non prenderà “per il momento” in considerazione contromisure ai dazi statunitensi del 39%. Lo ha comunicato il governo elvetico, precisando che l’attenzione è rivolta principalmente a “misure di sostegno per le imprese svizzere” e alla prosecuzione del dialogo con Washington. “La missione diplomatica a Washington aveva l’obiettivo di presentare una nuova offerta alle autorità statunitensi: un obiettivo raggiunto, che rappresenta uno sviluppo positivo”, ha detto la presidente Karin Keller-Sutter, evidenziando che “era chiaro che Donald Trump avrebbe mantenuto i dazi nel breve termine”.

La Svizzera rispetterà l’accordo di fornitura con gli Stati Uniti per l’acquisto di aerei da combattimento F-35 e del sistema missilistico Patriot, nonostante i dazi del 39% imposti da Washington. Lo ha detto la presidente elvetica Karin Keller-Sutter in conferenza stampa, interpellata sulle pressioni politiche interne per congelare il contratto da 7,3 miliardi di franchi svizzeri. “Il Consiglio federale ha ripetutamente affermato che continuerà a utilizzare gli F-35. Se non lo facessimo, non avremmo alcuna difesa aerea”, ha evidenziato.

7 agosto 2025

Ue: «Dichiarazione sui dazi pronta, manca l’ok di Trump»

La dichiarazione congiunta con gli Stati Uniti sui dazi per dare seguito all’intesa di principio è sul tavolo di Washington, «la palla è nel loro campo» e «ci attendiamo che ci aiutino a fare passi avanti». Lo ha detto il portavoce Ue per il Commercio, Olof Gill, durante il briefing con la stampa. Inoltre, Bruxelles si aspetta «a giorni» l’ordine esecutivo firmato da Donald Trump che porterà i dazi sulle auto Ue dall’attuale 27,5% al 15%, come previsto nell’intesa, ha ribadito il portavoce, senza tuttavia indicare una data precisa.

7 agosto 2025

Commissione, dazi Usa sono ormai pienamente in vigore

«Da quanto ci risulta, i dazi sono ormai pienamente in vigore». Lo ha detto nel briefing con la stampa a Bruxelles il portavoce della Commissione Europea Olof Gill. Due giorni fa lo stesso portavoce aveva indicato che secondo l’interpretazione dalla Ue alle dichiarazioni di Trump i dazi sarebbero entrati in vigore nella mattinata dell’8 agosto.

7 agosto 2025

Ue: «Investimenti promessi agli Usa non sono vincolanti. Intesa al 15% per noi vale anche per farmaci e chip»

Nel quadro dell’intesa sui dazi, l’Ue ha trasmesso all’amministrazione Usa «intenzioni aggregate in materia di spesa energetica e di investimenti delle aziende europee nell’economia statunitense», «questi impegni non sono vincolanti: la Commissione non ha il potere di imporli. Si tratta però di intenzioni trasmesse in buona fede, dopo aver consultato le nostre industrie e gli Stati membri per avere un quadro chiaro delle prospettive». Lo ha detto il portavoce dell’esecutivo Ue per il Commercio, Olof Gill.

«Abbiamo ottenuto un impegno per un tetto tariffario uniforme del 15% che si applica a tutti i prodotti, e si tratta dell’unico accordo con gli Stati Uniti che non impone tariffe aggiuntive rispetto alle tariffe della nazione più favorita. L’impegno» sancito dall’accordo del 27 luglio «vale anche per farmaci e chip» ha precisato Gill.

7 agosto 2025

Tutto sui dazi scattati il 7 agosto 2025

I dazi sono scattati il 7 agosto 2025 per 92 Paesi con aliquote differenziate a seconda degli accordi trovati, o meno, dai governi dopo il famoso Liberation day del 2 aprile scorso in cui Trump espose su una lavagna le varie tariffe che sarebbero scattate senza accordi.

In questi mesi sono stati raggiunte dai maggiori partner Usa intese differenziate che vedono Unione europea, Giappone e Sud Corea pagare dazi al 15% sulla maggior parte dei prodotti, ma sono ancora in corso trattative per definire i dettagli dei singoli accordi, nella ridda di indiscrezioni, dichiarazioni e smentite da parte del presidente Trump che, solo ieri, ha minacciato l’Ue di dazi al 35% nel caso non investa negli Usa i 600 miliardi di dollari di cui si era parlato in Scozia.

L’Unione europa dal canto suo ha sospeso per sei mesi, per il momento, le contromisure da 93 miliardi sui dazi Usa.

Tra i paesi più penalizzati il Canada, con dazi al 25%, come il Messico, e la Svizzera con dazi al 39% mentre il governo sta ancora cercando un’intesa, dato che l’applicazione di una aliquota tanto alta avrebbe pesanti ripercussioni sull’export del paese che vede, ad esempio, la farmaceutica tra i primi settori di esportazione. Settore che Trump ha minacciato in generale, affermando di voler alzare le tariffe sui farmaci fino al 250% volendo portare la produzione negli Usa. Anche nel settore dei chip e semiconduttori, il presidente ha minacciato di volere introdurre dazi fino al 100%.

I nuovi dazi hanno poi portato a uno scontro aperto con il Brasile, reo di aver intrapreso un processo contro l’ex presidente di destra Bolsonaro. Il paese che si è visto imporre una aliquota del 50% - anche qui sono da chiarire i prodotti esenti - tanto che il presidente Lula che ha detto che contatterà India e Cina per un’azione comune in ambito Wto.

La stessa India si è vista aumentare i dazi dal 25% al 50% nel giro di 24 ore per essere uno dei maggiori acquirenti di petrolio russo. “Per noi, gli interessi dei nostri agricoltori sono la massima priorità. L’India non comprometterà mai gli interessi di agricoltori, pescatori e produttori di latte. So che dovremo pagare un prezzo elevato per questo, e sono preparato. L’India è pronta”, ha detto il presidente indiano, Narendra Modi.

Tra i paesi con l’accordo più vantaggioso la Gran Bretagna che ha raggiunto un’intesa per dazi al 10% pur non avendo però gli Usa un deficit commerciale con Londra ma il contrario.

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