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Guerra, ultime notizie. Il Papa replica a Trump: mai sostenuto le armi nucleari, chi mi critica dica la verità
Tensione a Hormuz, dove scatta l’operazione americana Project Freedom per ripristinare la libertà di navigazione. Gli Usa sostengono di aver aperto «un corridoio» per garantire il passaggio sicuro nello Stretto. Teheran smentisce e annuncia di aver sparato missili contro unità statunitensi
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Sintesi per punti
6 maggio 2026
Trump: Papa Leone sta mettendo in pericolo molti cattolici. La replica: mai sostenuto l’atomica, chi mi critica dica la verità

«Il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone». Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump all’emittente Salem News, a due giorni dalla visita del segretario di Stato Marco Rubio in Vaticano per “ricucire” dopo i pesanti attacchi dei giorni scorsi a Prevost. Leone XIV «preferisce parlare di come sia accettabile che l’Iran abbia un’arma nucleare, non penso sia una buona cosa», ha aggiunto Trump.
Queste parole arrivano dopo le dichiarazioni durissime del presidente Usa contro il Pontefice, soprattutto per la guerra in Iran ma non solo. E a 48 ore dalla visita del segretario di Stato Marco Rubio al Pontefice, organizzata proprio per ricucire i rapporti dopo i pesanti insulti di Donald Trump a Leone XIV. Insulti che hanno alienato al presidente gran parte dell’elettorato cattolico americano, che un anno e mezzo fa aveva votato in massa per lui alla Casa Bianca e che alle elezioni di midterm di novembre potrebbe voltargli le spalle.
5 maggio 2026
Rubio: «Iran non metta alla prova gli Usa, venga al tavolo dei negoziati»
Marco Rubio sostiene che l’Iran debba «fare una scelta sensata» e intraprendere la via diplomatica che potrebbe portare alla «ricostruzione, alla prosperità e alla stabilità, e a non rappresentare più una minaccia per il mondo». L’Iran, ha detto il segretario di Stato in un briefing con la stampa, deve «accettare la realtà della situazione» e sedersi al tavolo delle trattative, accettando condizioni che siano vantaggiose non solo per sé, ma anche per il mondo. «Non dovrebbero assolutamente mettere alla prova la volontà degli Stati Uniti», ha aggiunto.
5 maggio 2026
Rubio: «Operazione Epic Fury è conclusa»
L’Operazione Epic Fury, il nome assegnato all’operazione militare contro l’Iran, è «conclusa». Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio, rilevando che «il presidente lo ha notificato al Congresso». «Ora, siamo impegnati in Project Freedom», ha aggiunto Rubio in riferimento all’operazione in corso nello Stretto di Hormuz.
"La missione della Chiesa è predicare il Vangelo e la pace. Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, lo faccia". Lo ha detto il Papa uscendo da Castel Gandolfo, 05 maggio 2026. ANSA/FERMO IMMAGINE TG2 ANSA
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5 maggio 2026
Rubio: «L’Iran ha sempre voluto l’arma nucleare anche se dice di no»
L’Iran ha «sempre» sostenuto di non volere un’arma nucleare, ma l’ha sempre voluta. Lo ha detto Marco Rubio in un briefing con la stampa alla Casa Bianca. «Dice che non la vuole ma non lo pensa davvero», ha aggiunto il segretario di Stato.
5 maggio 2026
Rubio: «Project Freedom è difensiva, se sparano per primi risponderemo»
«È chiaro e che tutti comprendano che questa non è un’operazione offensiva. Si tratta di un’operazione difensiva. E il significato di ciò è molto semplice: non si spara a meno che non siano loro a sparare per primi». È quanto ha detto il segretario di Stato americano, Marco Rubio, parlando della missione Project Freedom in Iran. «Noi non li stiamo attaccando. Non lo stiamo facendo, ma se dovessero attaccare una nave, sarebbe necessario rispondere: non si spara a meno che non siano loro a sparare per primi. E finora abbiamo avuto successo in questo ambito», ha aggiunto Rubio, parlando in un briefing alla Casa Bianca.
5 maggio 2026
Iran: Usa propongono risoluzione Onu per libertà navigazione a Hormuz
Gli Stati Uniti hanno presentato una bozza di risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu per difendere la libertà di navigazione e garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz, accusando l’Iran di mettere a rischio il traffico marittimo internazionale. Secondo quanto reso noto dal Dipartimento di Stato, la proposta - sostenuta insieme a Bahrein e ad altri partner del Golfo, tra cui Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar - chiede a Teheran di cessare attacchi, posa di mine e tentativi di imporre pedaggi alle navi in transito. Il testo sollecita inoltre l’Iran a rendere noto il numero e la posizione degli ordigni posizionati in mare e a collaborare alle operazioni di rimozione, oltre a sostenere la creazione di un corridoio umanitario.
5 maggio 2026
Rubio: «Le azioni dell’Iran a Hormuz sono criminali»
«Le azioni dell’Iran a Hormuz sono criminali». Lo ha detto Marco Rubio in un briefing con i giornalisti alla Casa Bianca (la portavoce, Karoline Leavitt, è in congedo di maternità). Parlando di Project Freedom il segretario di Stato ha sottolineato che «molte nazioni ci hanno chiesto di intervenire. E noi lo facciamo non perché ce lo hanno chiesto, ma perché siamo gli unici che possiamo».
5 maggio 2026
Libano, Usa ribadiscono sostegno a incontro Netanyahu-Aoun
Gli Stati Uniti ribadiscono il loro sostegno a un incontro tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente libanese Joseph Aoun, dopo che quest’ultimo ha dichiarato ieri che tale incontro non sarebbe opportuno fino al raggiungimento di un accordo con cui le Forze di difesa israeliane (Idf) cesserebbero gli attacchi in Libano. “Il presidente Trump è stato chiaro sul fatto che un dialogo diretto tra i due Paesi sia il modo migliore per promuovere rapidamente un accordo di pace e sicurezza duraturo”, ha affermato un responsabile del Dipartimento di Stato in una dichiarazione inviata ai giornalisti che chiedevano chiarimenti.
5 maggio 2026
Iraq offre mediazione tra Teheran e Washingon
Colloquio tra il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, e il premier incaricato dell’Iraq, Ali Al-Zaidi. E’ quest’ultimo a riferire via X della telefonata in cui ha offerto il contributo del Paese arabo come possibile mediatore tra Iran e Stati Uniti. Il colloquio, ha scritto al-Zaidi nel post, è servito per “un esame dei rapporti di cooperazione” e per parlare delle “modalità per sostenere e rafforzare” le relazioni. Concordato, annuncia, “uno scambio di visite nella prossima fase”. Trump si è congratulato con al-Zaidi, auspicando uno “straordinario nuovo capitolo” nelle relazioni tra Washington e Baghdad e rapporti con un Iraq “forte, dinamico e molto produttivo”.
5 maggio 2026
Media: istituita autorità per gestire transito navi a Hormuz
L’Iran ha istituito una nuova autorità per regolamentare il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz. Lo riporta l’emittente Press Tv, secondo cui Teheran introdurrà un sistema di autorizzazioni digitali per il traffico marittimo. “Le navi che intendono attraversare lo stretto riceveranno un’email (all’indirizzo info@PGSA.ir, ndr) con le regole di transito.
Dovranno adeguarsi al quadro normativo e ottenere un permesso di passaggio”, riferisce il media iraniano. L’iniziativa, descritta come un sistema di “governance sovrana” e che sembra la risposta di Teheran all’operazione ’Project Freedom’ annunciata da Donald Trump, è “operativa” nello Stretto di Hormuz, ha precisato Press Tv.
5 maggio 2026
Usa, generale Caine: «Iran ha piazzato mine nello Stretto di Hormuz durante cessate fuoco»
L’Iran ha piazzato mine navali nello Stretto di Hormuz durante il cessate il fuoco iniziato il 7 aprile. È quanto ha indicato il capo degli Stati maggiori riuniti, il generale Dan Caine, che ha mostrato una mappa con indicata la presenza di ordigni durante un briefing con la stampa. Secondo Caine, Teheran ha posizionato altre mine il 23 aprile, dopo averne già piazzate alcune nelle prime fasi del conflitto. Funzionari americani, secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, ritengono che le mine non chiuderebbero del tutto lo stretto: le navi commerciali potrebbero comunque attraversarlo, evitando gli ordigni. Tuttavia, la loro presenza rende il passaggio più complesso e rallenta il traffico in una delle rotte energetiche più importanti al mondo.
5 maggio 2026
Bozza Onu minaccia sanzioni se Teheran non ripristina navigazione Hormuz
Una proposta di risoluzione Onu presentata congiuntamente da Usa e Paesi del Golfo, ottenuta oggi da Associated Press, minaccia l’Iran di sanzioni o altre misure qualora non interrompa gli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz, non smetta di imporre «pedaggi illegali» e non riveli la posizione di tutte le mine per garantire la libertà di navigazione. Il testo chiede inoltre all’Iran di «partecipare immediatamente e facilitare» gli sforzi delle Nazioni Unite volti a istituire un corridoio umanitario nello Stretto per consentire la consegna di aiuti vitali, fertilizzanti e altre merci. Si tratta dell’ultimo sforzo diplomatico degli Stati Uniti e dei loro alleati del Golfo dopo che una risoluzione annacquata volta ad aprire lo Stretto è stata bocciata da Cina e Russia poche ore prima che Washington e Teheran annunciassero un cessate il fuoco temporaneo all’inizio di aprile. L’ambasciatore Usa Mike Waltz ha dichiarato ai giornalisti che ritiene che la nuova proposta, più limitata, otterrà il sostegno necessario per essere approvata dal Consiglio Onu, composto da 15 membri, senza suscitare opposizione o veto da parte di alleati dell’Iran.
Gli Stati Uniti e i Paesi del Golfo hanno proposto la nuova bozza mentre l’amministrazione Trump cerca di ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto, dove passava circa il 20% del petrolio greggio mondiale prima che gli Stati Uniti e Israele iniziassero la guerra il 28 febbraio. Un fragile cessate il fuoco resta in vigore. La risoluzione proposta, redatta ai sensi del Capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite e quindi applicabile con la forza militare, minaccia «misure efficaci commisurate alla gravità della situazione, comprese le sanzioni» qualora l’Iran non si conformasse. Ribadisce il diritto di tutti i Paesi di difendere le proprie navi da attacchi e provocazioni e ordina a tutti gli altri paesi di non assistere l’Iran nella chiusura dello stretto o nell’imposizione di pedaggi. Il progetto »accoglie con favore gli sforzi in corso per risolvere i conflitti e coordinare un transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz, esprime sostegno agli sforzi in corso per cercare una pace duratura nella regione e incoraggia gli Stati membri della regione a rafforzare il dialogo e le consultazioni al riguardo».
5 maggio 2026
Militari Pakistan: «serve moderazione»
I vertici militari del Pakistan sollecitano «moderazione» e insistono sulla necessità di mantenere la stabilità in Medio Oriente evitando un’ulteriore escalation. Lo fanno con una dichiarazione, rilanciata da Geo News, arrivata in occasione di una conferenza dei comandanti di Corpo d’Armata a Rawalpindi, presieduta dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, il feldmaresciallo Asim Munir, protagonista della difficile mediazione tra Iran e Stati Uniti. I vertici militari pakistani, afferma la dichiarazione, «hanno ribadito che pace e stabilità nella regione sono collegate in modo intrinseco a moderazione da parte di tutti, responsabilità e rispetto della sovranità». In precedenza era intervenuto su X il vicepremier e ministro degli Esteri del Pakistan, Ishaq Dar, per ribadire «l’impegno costruttivo» del Pakistan per «promuovere dialogo e de-escalation nella regione del Golfo».
5 maggio 2026
Iran, Crosetto: «Nessuna nave Marina partita o in partenza verso Hormuz»
«In merito alle interpretazioni circolate nelle ultime ore su alcune dichiarazioni relative a un possibile impiego della Marina Militare nell’area dello Stretto di Hormuz, si ritiene necessario fornire un chiarimento puntuale. Nel corso del mio intervento, il riferimento alla partenza di unità navali e al coinvolgimento delle famiglie del personale era esclusivamente un esempio, volto a sottolineare il livello di sacrificio, la dedizione e la prontezza operativa delle nostre Forze Armate. Non si trattava in alcun modo dell’annuncio di una decisione operativa. Mai mi sarei aspettato che parole pronunciate con l’intento di valorizzare il servizio delle nostre donne e dei nostri uomini in uniforme potessero essere strumentalizzate a fini politici. Tanto più su un tema così delicato, sul quale sia io, sia la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, abbiamo sempre affermato con chiarezza che nessuna decisione sarebbe stata adottata senza aver preventivamente ottenuto l’approvazione del Parlamento. È opportuno ribadire con fermezza che nessuna unità della Marina Militare è partita né è in procinto di partire verso l’area dello Stretto di Hormuz’». Lo dichiara il ministro della Difesa, Guido Crosetto. «Come già spiegato in più occasioni, un eventuale impiego potrà avvenire esclusivamente a seguito della cessazione delle ostilità e previa autorizzazione del Parlamento - aggiunge - Nel frattempo, la Marina Militare continua a svolgere le proprie attività di pianificazione e preparazione, mantenendo il livello di prontezza necessario per contribuire, qualora richiesto, a operazioni di sminamento e alla sicurezza della navigazione in un nodo strategico di rilevanza globale. Su questioni di questa natura è fondamentale mantenere un approccio responsabile e rigoroso, evitando letture distorte che rischiano di generare allarme ingiustificato nell’opinione pubblica».
5 maggio 2026
Iran, Pasdaran: «corridoio Hormuz unica rotta sicura, risposta dura in caso deviazioni»
I Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, rilanciano il loro «avvertimento» per lo Stretto di Hormuz e minacciano risposte «incisive». «Avviso ripetuto: avvertiamo tutte le imbarcazioni che intendono attraversare lo Stretto» di Hormuz che «l’unica rotta sicura per il passaggio è il corridoio annunciato in precedenza dalla Repubblica islamica dell’Iran», fanno sapere, secondo le notizie riportate dai media ufficiali di Teheran e rilanciate dalla Cnn. «La deviazione di imbarcazioni verso altre rotte è pericolosa e la risposta saranno azioni incisive dalla Marina delle Guardiani della rivoluzione», aggiungono.
5 maggio 2026
Democrazie armate, tra violenza e politica
La violenza è parte della politica o il segno di una democrazia in crisi? In un mondo attraversato dal numero più alto di conflitti armati dal 1946, che cosa distingue ancora il conflitto politico dalla violenza? Dagli Stati Uniti di Trump alle dinamiche europee e italiane, una fotografia dello stato di salute delle democrazie liberali. Al centro, il peso delle disuguaglianze, della polarizzazione e soprattutto del linguaggio usato da leader, media e cittadini. Perché la violenza non nasce solo dagli atti, ma anche dalle parole che la rendono accettabile. Con Andrea Ruggeri, professore ordinario di Scienza Politica all’Università Statale di Milano, nella puntata di Macro di martedì 5 maggio.
5 maggio 2026
Iran: Usa e Paesi Golfo presenteranno risoluzione Onu
Una bozza di risoluzione Onu proposta dagli Stati Uniti e dai Paesi del Golfo proporrà delle sanzioni contro l’Iran se Teheran non riaprirà immediatamente alla navigazione lo Stretto di Hormuz senza esigere «pedaggi illegali».
Come riporta l’Associated Press, il documento chiede inoltre all’Iran di «partecipare immediatamente e agevolare gli sforzi delle Nazioni Unite per istituire un corridoio umanitario nello stretto» al fine di consentire il transito di aiuti vitali, fertilizzanti e altri beni.
La proposta di risoluzione è stata redatta ai sensi del Capitolo 7 della Carta delle Nazioni Unite, che prevede anche eventuali misure di tipo militari; una precedente risoluzione volta ad aprire lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transitava circa il 20% del petrolio greggio mondiale, era stata bloccata dal veto di Russia e Cina.
5 maggio 2026
Iran, capo Idf: «Pronti a reagire con la forza a eventuali attacchi»
Le Forze di difesa israeliane (Idf) sono «pronte a reagire con la forza» a qualsiasi minaccia proveniente dall’Iran. Lo ha dichiarato il capo di Stato maggiore israeliano, Eyal Zamir, durante una cerimonia di passaggio di consegne al vertice dell’Aeronautica militare. «Le nostre forze sono dispiegate su tutti i fronti, pronte nell’immediato per qualsiasi scenario, vicino o lontano», ha affermato Zamir, citato dal Times of Israel. Il capo di Stato maggiore ha inoltre spiegato che l’esercito israeliano sta «monitorando da vicino gli sviluppi nel Golfo Persico» ed è pronto a reagire «con la forza contro qualsiasi tentativo di colpire Israele».
5 maggio 2026
Iran, Hegseth: «Il cessate il fuoco non è finito»
Lo ha dichiarato il capo del Pentagono, Pete Hegseth, parlando in conferenza stampa della situazione nello Stretto di Hormuz, rispondendo a una domanda in merito. «Il cessate il fuoco sta certamente tenendo, ma stiamo osservando la situazione molto, molto da vicino», ha aggiunto Hegseth che poi riferendosi al ’Project Freedom’ lanciato dagli Stati Uniti ha spiegato: «Si tratta di un progetto separato e distinto».
5 maggio 2026
Trump: «L’economia dell’Iran è stata schiacciata, voglio che fallisca»
Donald Trump ha affermato che l’economia iraniana «è stata schiacciata» e si è augurato che fallisca. «Sapete perché? Perché voglio vincere», ha detto parlando con i giornalisti nello Studio Ovale. “Pensavo anche che il prezzo del petrolio sarebbe salito a 200, 250, forse 300 oggi vedo che si attesta intorno ai 102. Un prezzo davvero esiguo da pagare per evitare che dei pazzi possiedano l’arma nucleare”, ha aggiunto.
5 maggio 2026
Orsini: «Se conflitti arrivano a fine anno andremo in recessione». Giorgetti: «Stabilità finanziaria presupposto crescita e sicurezza»

«La stabilità finanziaria è presupposto fondamentale della crescita e della sicurezza economica nazionale». Così il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, intervenendo alla conferenza di apertura del Salone del Risparmio, al via oggi, martedì 5 maggio, a Milano. Per Giorgetti, inoltre, «il fatto che il nostro Paese abbia conquistato fondamentali più solidi nel quadro macroeconomico ci ha permesso di guadagnare margine di azione per contenere l’impatto del mutato contesto globale».
5 maggio 2026
Trump: Teheran vuole un accordo, parlano con me con grande rispetto
Lo ha ribadito Donald Trump, affermando che «quello che non mi piace dell’Iran è che parlano con me con grande rispetto, e poi vanno in televisione e dicono, “non abbiamo parlato col presidente”». Quindi, ha aggiunto, «fanno dei giochetti», ma «vogliono fare un accordo».
5 maggio 2026
Iran, Trump: Teheran sa cosa non deve fare per rompere cessate il fuoco
Gli iraniani «sanno quello che devono fare e sanno cosa fare» per non rompere il cessate il fuoco. Lo ha detto Donald Trump, rispondendo alla domanda di una giornalista nello Studio Ovale. «Soprattutto, sanno quello che non devono fare», ha aggiunto il presidente
5 maggio 2026
Iran, Trump: con loro una scaramuccia, non hanno possibilità
«Oggi abbiamo raggiunto un massimo storico in borsa, nonostante siamo impegnati in una piccola scaramuccia militare. La chiamo scaramuccia, perché l’Iran non ha alcuna possibilità, non l’ha mai avuta. Lo sanno, me lo dicono quando parlo con loro. Poi vanno in televisione e dicono quanto bene stanno andando». Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel corso della cerimonia, alla Casa Bianca, della firma di un proclama che valorizza lo sport giovanile nazionale.
«Non hanno una Marina, è stata completamente annientata - ha proseguito Trump parlando delle forze armate iraniane -. Non hanno un’Aeronautica, è stata completamente annientata. Non hanno capacità antiaeree, sono completamente annientate, non hanno radar. Non hanno leader, anche loro sono stati annientati. E poi leggo i giornali e dicono che stanno andando alla grande. Non stanno andando alla grande. Non hanno nessuna credibilità. Le notizie, le fake news, non hanno credibilità», ha sottolineato Trump.
5 maggio 2026
Trump: «Se Iran avesse avuto arma nucleare forse non saremmo qui ora»
L’Iran «era a due settimane dall’avere un’arma nucleare», e se ci fosse riuscito, «forse non saremmo tutti qui in questo momento». Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump, parlando dallo Studio Ovale. «Il Medio Oriente sarebbe sparito, Israele sarebbe sparito - ha proseguito - E avrebbero puntato prima sull’Europa e poi su di noi. Perché sono persone malate».
5 maggio 2026
Emirati: la difesa aerea sta rispondendo ad attacchi dall’Iran
Gli Emirati Arabi Uniti hanno comunicato di essere attivamente impegnati a contrastare un nuovo attacco con missili e droni proveniente dall’Iran. Il ministero della Difesa emiratino ha segnalato l’attacco su X, precisando che i rumori uditi in alcune zone del Paese sono legati all’intercettazione di missili balistici, missili da crociera e droni. Gli Emirati Arabi Uniti avevano precedentemente affermato di essere stati attaccati dall’Iran ieri, dopo il lancio da parte degli Stati Uniti dell’iniziativa ’Project Freedom’ per sbloccare lo Stretto di Hormuz. “I sistemi di difesa aerea degli Emirati Arabi Uniti stanno contrastando attivamente minacce rappresentate da missili e droni. Il ministero della Difesa afferma che i rumori uditi in tutto il Paese sono il risultato delle operazioni in corso di contrasto contro missili e droni”, si legge nella breve comunicazione del dicastero.
5 maggio 2026
«Il cessate il fuoco con l’Iran non è finito», dice Hegseth
Gli Stati Uniti hanno minimizzato la possibilità di un ritorno alla guerra con l’Iran dopo una giornata di scontri navali nello Stretto di Hormuz e attacchi missilistici contro gli Emirati Arabi Uniti.
Gli attacchi di Teheran contro navi nel Golfo Persico e negli Emirati Arabi Uniti non costituiscono una violazione del cessate il fuoco, ha dichiarato martedì al Pentagono il generale Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto. Accanto a lui, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha confermato che la tregua, iniziata poco meno di un mese fa, è ancora in vigore.
Le violenze sono scoppiate lunedì dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato il “Project Freedom”, da lui descritto come un’iniziativa umanitaria per guidare le navi neutrali bloccate nel Golfo attraverso lo Stretto di Hormuz. Almeno due navi mercantili hanno attraversato il canale con l’assistenza degli Stati Uniti per respingere gli attacchi, mentre due navi da guerra americane sono entrate nel Golfo.
Il Project Freedom è un’operazione difensiva e temporanea, ha affermato Hegseth, aggiungendo che il blocco navale statunitense dei porti iraniani rimane pienamente in vigore. Sia lui che Caine hanno ribadito che le forze statunitensi sono pronte a riprendere le operazioni di combattimento se necessario, invitando al contempo altre nazioni a intervenire in aiuto.
Più di 1.550 navi mercantili con a bordo circa 22.000 marinai sono attualmente bloccate nel Golfo Persico, ha affermato Caine.
L’Iran ha avvertito tutte le navi di non tentare di attraversare Hormuz senza la sua autorizzazione. Lunedì ha colpito una nave sudcoreana e attaccato una petroliera vuota appartenente alla compagnia petrolifera statale degli Emirati Arabi Uniti, la Abu Dhabi National Oil Company. Non sono stati segnalati feriti a bordo di nessuna delle due navi.
L’esercito americano ha respinto gli attacchi di droni, missili e piccole imbarcazioni armate iraniane, facilitando il passaggio delle due navi mercantili, ha dichiarato lunedì sera il capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, Brad Cooper.
Questi sviluppi si sono verificati in un contesto di stallo tra Iran e Stati Uniti, con le due parti che mostrano pochi segnali di un accordo per un nuovo ciclo di colloqui di pace a breve. Teheran insiste sul fatto che Washington debba revocare il blocco navale sui suoi porti affinché ciò avvenga. Gli Stati Uniti affermano che il blocco sta soffocando le esportazioni di petrolio iraniano e comprimendo la sua economia, costringendolo a fare concessioni.
Il prezzo del petrolio è calato martedì, con il Brent scambiato a circa il 2,5% in meno a 112 dollari al barile a Londra. Lunedì era balzato di quasi il 6%.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno affermato di aver intercettato quasi tutti i circa 20 proiettili lanciati dall’Iran, il primo attacco di questo tipo contro il Paese arabo dall’entrata in vigore della tregua. «Gli eventi di Hormuz dimostrano chiaramente che non esiste una soluzione militare a una crisi politica», ha dichiarato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi a X. «Gli Stati Uniti dovrebbero guardarsi dal farsi trascinare di nuovo in un pantano da chi nutre cattive intenzioni. Lo stesso vale per gli Emirati Arabi Uniti».

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth e il capo di Stato Maggiore interforze, il generale Dan Caine, parlano con i giornalisti durante una conferenza stampa al Pentagono a Washington, martedì 5 maggio 2026. (Foto AP/Manuel Balce Ceneta)
5 maggio 2026
Avvocato Mohammadi, «Narges è tra la vita e la morte»
Narges Mohammadi, Premio Nobel per la pace nel 2023, detenuta in Iran da dicembre, è «tra la vita e la morte». Lo denuncia la sua legale. Mohammadi è stata trasferita lo scorso fine settimana dal carcere in ospedale per problemi cardiaci. «Non abbiamo mai avuto così tanta paura per la vita di Narges, potrebbe lasciarci da un momento all’altro - ha detto Chirinne Ardakani durante un incontro con la stampa a Parigi - Non ci stiamo battendo solo per la libertà di Narges, lottiamo affinché il suo cuore continui a battere».
5 maggio 2026
Sudan, rimpallo di accuse con l’Etiopia. Blitz Usa su sanzioni Eritrea
dal nostro corrispondente Alberto Magnani

NAIROBI - Il governo militare sudanese ha accusato formalmente Etiopia ed Emirati arabi uniti di coinvolgimento negli attacchi via drone sferrati sul Paese, inclusi quelli a danno dell’aeroporto della capitale Khartoum. L’affondo sta scatenando un’escalation dialettica sempre più accesa fra Khartoum, Corno d’Africa e Golfo, ora intricata ancora di più dal blitz diplomatico di Donald Trump con la rimozione della sanzioni all’Eritrea.
In una conferenza stampa, il ministro degli Esteri Mohieddin Salem e il portavoce dell’esercito Asim Awad Abd al-Wahab hanno parlato di «prove definitive» sul lancio di quattro droni dalla base etiope di Bahir Dar, imputando ad Adu Dhabi la fornitura dei velivoli.
5 maggio 2026
Media Iran: «I due cargo Usa sono incagliati nel sud di Hormuz». Hegseth smentisce
«Due navi mercantili statunitensi sono rimaste bloccate nella parte rocciosa meridionale dello Stretto di Hormuz, vicino alla costa dell’Oman, e non hanno modo di proseguire o tornare indietro». Lo ha affermato l’agenzia iraniana Fars, citando una fonte informata. Secondo Fars, la parte meridionale della costa dello stretto, vicino alle due isole di Musandam e Al-Khail, non ha le caratteristiche geografiche per diventare un corridoio marittimo e il passaggio delle navi attraverso queste zone rocciose e poco profonde è rischioso. Il CentCom ha dichiarato ieri che due navi mercantili battenti bandiera statunitense avevano attraversato lo Stretto di Hormuz. L’Iran ha poi smentito la notizia.
L’Iran non controlla lo Stretto di Hormuz, ha invece detto il segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, in conferenza stampa. Hegseth ha poi detto che due navi mercantili e cacciatorpedinieri statunitensi hanno già attraversato lo Stretto di Hormuz, e centinaia di altre navi provenienti da tutto il mondo sono in attesa di farlo. «Due navi mercantili statunitensi, insieme a cacciatorpedinieri americani, hanno già attraversato lo Stretto in sicurezza, dimostrando che la rotta è libera», ha affermato Hegseth. «Sappiamo che gli iraniani sono imbarazzati da questo fatto. hanno affermato di controllare lo Stretto. Non è vero».
5 maggio 2026
Meloni: vicini agli Emirati, attacchi ingiustificabili cessino subito
«Il Governo italiano esprime la sua vicinanza agli Emirati Arabi Uniti per gli ingiustificabili attacchi subiti che devono immediatamente cessare». Lo afferma la premier Giorgia Meloni sui social. «In questo difficile scenario, l’Italia continuerà a fare la sua parte per favorire il dialogo e scongiurare il propagarsi della crisi a livello regionale - aggiunge la presidente del Consiglio -. La libertà di navigazione attraverso lo stretto di Hormuz è un principio fondamentale del diritto internazionale ed essenziale per l’economia globale».
Il Governo italiano esprime la sua vicinanza agli Emirati Arabi Uniti per gli ingiustificabili attacchi subiti che devono immediatamente cessare.
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) May 5, 2026
In questo difficile scenario, l'Italia continuerà a fare la sua parte per favorire il dialogo e scongiurare il propagarsi della crisi…
5 maggio 2026
Iran: Macron, «Oggi parlerò con Pezeshkian»
Emmanuel Macron avrà in giornata un colloquio telefonico con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Lo ha anticipato lo stesso presidente francese, in un incontro con con i giornalisti a Yerevan. «Parlerò a breve con il presidente iraniano», ha detto Macron, ricordando che la Francia ha a lungo sostenuto «il ripristino della libertà di navigazione» nello stretto di Hormuz.
5 maggio 2026
Cnn: Usa e Israele stanno coordinando una potenziale nuova ondata di attacchi a Iran
Israele si sta coordinando con gli Stati Uniti sulla possibile ripresa delle ostilità con l’Iran, alla luce dell’escalation di tensioni nello Stretto di Hormuz che mettono a rischio il cessate il fuoco. Lo ha detto alla Cnn una fonte israeliana, precisando che il coordinamento prevede la preparazione di attacchi contro le infrastrutture energetiche iraniane e alti funzionari iraniani.
«L’intenzione sarebbe quella di condurre una breve campagna volta a fare pressione sull’Iran perché faccia ulteriori concessioni nei negoziati», ha detto la fonte alla Cnn, precisando che spetta al presidente americano Donald Trump la decisione di riprendere le ostilità.
5 maggio 2026
Fonti Ue, prezzi gas e petrolio su di oltre il 50% dalla crisi in Iran
Al 5 maggio i prezzi del gas sulla piazza olandese Ttf hanno registrato un aumento del 51% rispetto al 27 febbraio, data d’inizio del conflitto con l’Iran. E’ quanto emerge da i dati interni della Commissione europea, secondo cui il prezzo si attesta oggi a 48 euro/MWh. Il prezzo del petrolio è di 114 dollari Usa al barile, in rialzo del 57% rispetto al 27 febbraio. Il 27 febbraio il prezzo del petrolio si attestava a 72 dollari al barile, mentre il gas a 32 euro/MWh.
5 maggio 2026
Media: «Due cacciatorpediniere Usa attraversano Hormuz dopo aver evitato attacchi Teheran»
Due cacciatorpediniere della Marina statunitense hanno attraversato lo Stretto di Hormuz e sono entrate nel Golfo Persico dopo essere riusciti ad affrontare gli attacchi iraniani. Lo hanno riferito alla Cbs funzionari della difesa Usa in condizione di anonimato, precisando che le navi USS Truxtun e USS Mason, supportate da elicotteri Apache e altri velivoli, hanno dovuto affrontare una serie di minacce durante la traversata. L’Iran ha lanciato piccole imbarcazioni, missili e droni in quello che i funzionari hanno descritto come un bombardamento continuo. Nonostante l’intensità degli attacchi, nessuna delle due navi statunitensi è stata colpita. I funzionari militari hanno affermato che le misure difensive, rafforzate dal supporto aereo, hanno intercettato o respinto con successo ogni minaccia in arrivo.
5 maggio 2026
Starmer: «Teheran vuole destabilizzarci, non lo tollereremo»
Il premier britannico, Keir Starmer, ha dichiarato che i tentativi dell’Iran di destabilizzare la società britannica “non saranno tollerati”. Il primo ministro ha parlato a un vertice di leader industriali a Downing Street su come affrontare il crescente antisemitismo nel Regno Unito, in seguito all’attentato terroristico della scorsa settimana nel nord di Londra e a una serie di altri attacchi antisemiti nelle ultime settimane, come riporta Sky News. Alcuni gruppi legati all’Iran hanno rivendicato la responsabilità di alcuni attacchi, e la polizia ha anche messo in guardia i “sicari” dal ricevere denaro da figure losche che potrebbero lavorare per stati stranieri per fomentare l’antisemitismo e l’instabilità nel Regno Unito. Starmer ha ripetutamente insistito sul fatto che il Regno Unito non si lascerà trascinare nella guerra in Medioriente, operando solo in un ruolo difensivo nella regione, posizione che ha suscitato forti critiche da parte di Donald Trump.
5 maggio 2026
Crisi Iran, Orsini: «Imprenditori resilienti, ma incertezza è sovrana»
«Non possiamo che essere fiduciosi, consapevoli che prodotti e imprenditori hanno capacità di resilienza altissima. Ma l’incertezza è sovrana». Lo ha sottolineato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a Milano per la giornata inagurale del Salone del risparmio. Secondo il leader degli industriali, per affrontare la crisi geopolitica in Iran è necessario «creare le condizioni per essere attrattivi come Paese ed essere competitivi. Il costo dell’energia è un tema: se la guerra si dovesse protrarre per tutto il 2026, e con un prezzo medio annuo del petrolio a 140 dollari, si registrerebbe un aumento delle bollette di 21 miliardi. Costi non sostenibili per le nostre aziende», ha chiosato Orsini.
Per Approfondire
5 maggio 2026
Ministro degli Esteri iraniano in visita oggi in Cina
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, si recherà oggi a Pechino, in Cina. Lo riporta il ministero degli Esteri iraniano, precisando che Araghchi “discuterà con il suo omologo cinese dei rapporti bilaterali e degli sviluppi regionali e internazionali”.
5 maggio 2026
Due americani su tre bocciano Trump sulla guerra

Due americani su tre pensano che Donald Trump stia gestendo male la guerra contro l’Iran: secondo l’ultimo sondaggio Washington Post-Abc News-Ipsos, il malumore sta aumentando non solo tra i democratici, ma anche nella base elettorale Maga della destra, e nei cosiddetti indipendenti, quasi sempre decisivi alle urne, ma molto dubbiosi sul coinvolgimento degli Usa nel conflitto.
E l’insoddisfazione dei cittadini statunitensi per il lavoro del presidente è ancora più alta nei dossier che riguardano le conseguenze dirette delle tensioni in Medio Oriente e nello Stretto di Hormuz: nell’economia in generale il tasso di disapprovazione è salito di sette punti al 65%; sull’inflazione raggiunge il 72%; sull’aumento dei costi per le famiglie, a cominciare dalla benzina, il 76% degli americani accusa il governo di non fare abbastanza.
5 maggio 2026
Orsini: «Se conflitto continua a fine anno andremo in recessione»
«Noi come imprenditori siamo sempre fiduciosi perché abbiamo la consapevolezza che i nostri prodotti hanno qualità e i nostri imprenditori hanno una capacità di resilienza altissima, però dobbiamo guardare a quello che sta succedendo attorno a noi». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervenendo durante la conferenza plenaria di apertura del Salone del Risparmio, in corso a Milano.
Confindustria, tramite il suo Centro Studi, «per prima ha presentato tre possibili scenari e già questo vuol dire che l’incertezza è sovrana», ha detto Orsini, ricordando che «il primo scenario prevedeva una crescita dello 0,5% se il conflitto fosse finito in un mese, ma così non è successo, nel secondo scenario abbiamo detto che se fosse durato quattro mesi, e ne mancano tre, saremmo alla stagnazione, e nel terzo scenario, se il conflitto arriverà alla fine dell’anno, andremo in recessione, questa è la nostra previsione».
5 maggio 2026
Hormuz, due navi militari Usa hanno respinto attacchi iraniani
Due cacciatorpediniere della Marina statunitense hanno attraversato lo Stretto di Hormuz e sono entrati nel Golfo persico dopo avere affrontato un attacco iraniano con piccole imbarcazioni, missili e droni. Lo hanno riferito funzionari della Difesa Usa alla Cbs, fornendo dettagli sulla vicenda che presenta ancora contorni poco chiari.
Secondo le fonti, la USS Truxtun e la USS Mason, sostenute da elicotteri Apache e altri velivoli, sono state esposte a una serie di minacce coordinate durante il passaggio. L’Iran avrebbe lanciato contro le unità americane piccole imbarcazioni, missili e droni in quello che i funzionari hanno descritto come un attacco prolungato.
Nonostante l’intensità dell’azione, nessuna delle due navi statunitensi è stata colpita. I funzionari militari hanno spiegato che le misure difensive, rafforzate dal supporto aereo, hanno intercettato o dissuaso ogni minaccia in arrivo e che nessun proiettile lanciato ha raggiunto le navi.
Il transito arriva dopo l’annuncio del presidente Usa Donald Trump, che domenica ha detto che gli Stati uniti avrebbero aiutato a “guidare” le navi attraverso lo Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per il traffico energetico mondiale, che l’Iran ha cercato di controllare dall’avvio dell’operazione militare statunitense alla fine di febbraio. Centinaia di petroliere e altre navi sono bloccate da mesi nel Golfo persico, contribuendo all’aumento dei prezzi globali del petrolio.
5 maggio 2026
Iran, media: 5 civili uccisi in attacco Usa a navi a Hormuz
Le autorità iraniane hanno accusato gli Stati Uniti di aver ucciso cinque civili in seguito al loro attacco a due navi mercantili nello Stretto di Hormuz. Lo scrive l’agenzia di stampa Tasnim citando una fonte militare. Secondo la fonte, le navi che trasportavano merci civili erano in viaggio dal porto omanita di Khasab verso la costa iraniana.
5 maggio 2026
Hormuz, Iran: Project Freedom un fallimento, navi non passano
Lo Stretto di Hormuz resta “interamente nelle mani dell’Iran” e il Project Freedom degli Stati uniti è fallito. Lo ha sostenuto oggi l’agenzia iraniana Tasnim, citando verifiche basate su dati ufficiali internazionali di tracciamento marittimo.
Secondo Tasnim, nelle ultime 24 ore nessuna nave sarebbe transitata nello stretto nell’ambito dell’operazione americana, annunciata da Washington come iniziativa per creare una nuova rotta di passaggio sicuro per le imbarcazioni.
L’agenzia ha scritto che la marina statunitense ha affermato da ieri di avere creato un nuovo corridoio di transito nello Stretto di Hormuz, ma che, sulla base dei dati satellitari di tracciamento marittimo, nessuna nave avrebbe finora attraversato la via d’acqua nell’ambito del Project Freedom. Anche l’affermazione relativa al passaggio di una nave del colosso danese della movimentazione container Maersk non sarebbe stata ancora confermata ufficialmente, ha aggiunto Tasnim
5 maggio 2026
Idf ordina nuove evacuazioni nel sud del Libano
L’esercito israeliano ha emesso ulteriori ordini di evacuazione per la popolazione del Libano meridionale, questa volta per gli abitanti delle città di Jabsheet e Sarafand. In una dichiarazione sui social rilanciata dal Guardian, il portavoce in lingua araba dell’Idf, Avichay Adraee, ha affermato che i residenti devono lasciare le proprie case “immediatamente e allontanarsi dai villaggi e dalle città per almeno 1 km, raggiungendo aree aperte”. Preannunciando imminenti raid aerei, Adraee ha dichiarato che l’Idf è “costretta ad agire con forza contro” Hezbollah, che a suo dire ha violato l’accordo di cessate il fuoco.
5 maggio 2026
Iran, Ghalibaf: Usa mettono a rischio sicurezza navigazione Hormuz
Il presidente del parlamento e capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha accusato gli Stati uniti e i loro alleati di avere messo a rischio la sicurezza della navigazione e del transito energetico nello Stretto di Hormuz con la violazione del cessate il fuoco e l’imposizione del blocco. “La nuova equazione dello Stretto di Hormuz si sta consolidando”, ha scritto Ghalibaf su X, in risposta all’avvio da parte americana del Project Freedom. “La sicurezza della navigazione e del transito energetico è stata messa a rischio dagli Stati uniti e dai loro alleati con la violazione del cessate il fuoco e l’imposizione del blocco; naturalmente il loro male diminuirà”, ha aggiunto.
“Sappiamo bene che il proseguimento dello status quo è intollerabile per l’America, mentre noi non abbiamo nemmeno ancora iniziato”, ha scritto ancora Ghalibaf.
5 maggio 2026
Libano: Idf, attacchi Hezbollah contro nostre truppe nel sud del Paese
Nelle ultime ore, Hezbollah ha lanciato diversi colpi di mortaio contro le truppe israeliane di stanza nel Libano meridionale in due episodi distinti, secondo quanto riferito dall’esercito israeliano, come riporta Times of Israel. Secondo le Forze di Difesa Israeliane, non si sono registrati feriti.
5 maggio 2026
Maersk, «una nostra nave ha lasciato Hormuz sotto scorta militare Usa»
Il colosso danese del trasporto merci Maersk ha annunciato che una delle sue navi ha attraversato ieri con successo lo Stretto di Hormuz sotto scorta statunitense. La nave, la Alliance Fairfax battente bandiera americana, era rimasta bloccata nel Golfo dallo scoppio della guerra a febbraio e le è stata “offerta l’opportunità” di partire scortata dalle forze armate statunitensi. “La nave ha quindi lasciato il Golfo Persico scortata da mezzi militari Usa” il 4 maggio, ha dichiarato la compagnia in un comunicato. “Il transito si è concluso senza incidenti e tutti i membri dell’equipaggio sono sani e salvi”
Guerra in Iran e Medio Oriente, 5 maggio
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5 maggio 2026
Battaglia a Hormuz, gli Usa aprono un corridoio
Tensione a Hormuz, dove scatta l’operazione americana Project Freedom per ripristinare la libertà di navigazione. Gli Usa sostengono di aver aperto “un corridoio” per garantire il passaggio sicuro nello Stretto. Teheran smentisce e annuncia di aver sparato missili contro unità statunitensi.
5 maggio 2026
Macron: «Inaccettabili gli attacchi dell’Iran contro gli Emirati»
«Gli attacchi dell’Iran contro le infrastrutture civili degli Emirati sono ingiustificati e inaccettabili. Come ha fatto fin dall’inizio del conflitto, la Francia continuerà a sostenere i suoi alleati negli Emirati e nella regione nella difesa del loro territorio»: lo scrive su X il presidente francese, Emmanuel Macron. «Una soluzione duratura del conflitto in corso potrà essere raggiunta solo attraverso la riapertura dello Stretto di Hormuz alla libera navigazione e un accordo solido che fornisca le necessarie garanzie di sicurezza ai Paesi della regione, in particolare, contro le minacce poste dall’Iran nei settori nucleare, balistico e di destabilizzazione regionale», aggiunge Macron.
5 maggio 2026
Iran: «Progressi nei colloqui, Project Freedom è senza sbocco»
«Gli eventi a Hormuz chiariscono che non esiste una soluzione militare a una crisi politica. Poiché i colloqui stanno facendo progressi grazie al cortese sforzo del Pakistan, gli Stati Uniti dovrebbero guardarsi dall’essere trascinati di nuovo in un pantano da parte di malintenzionati. Lo stesso dovrebbero fare gli Emirati Arabi Uniti». Lo scrive su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, dopo che Teheran ha smentito di aver preso di mira il Paese nel Golfo . «Project Freedom è un progetto morto», ha concluso riferendosi all’operazione Usa per ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto.
5 maggio 2026
Cosa è successo ieri
Guerra in Iran e Medio Oriente, 4 maggio
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