Tra emancipazione digitale e difesa dei diritti
di Paolo Benanti
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Dopo la batosta subita venerdì scorso con i dazi americani al 39%, la Svizzera non cambia.
Trattare e ancora trattare, senza attuare ritorsioni. Questa la linea di Berna.
Il Consiglio federale, cioè il Governo svizzero, si è riunito oggi 4 agosto e ha reso nota la sua posizione dopo lo scossone proveniente da oltreoceano.
L’Esecutivo elvetico vuole proseguire colloqui e negoziati con gli Usa, «andando oltre la dichiarazione congiunta d’intenti esistente e se necessario anche dopo il 7 agosto (data di entrata in vigore dei dazi, ndr)». Per migliorare la situazione dei dazi e tenendo conto delle preoccupazioni degli Stati Uniti, Berna afferma che «la Svizzera entrerà in questa nuova fase con l’intenzione di presentare loro un’offerta più interessante».
Dunque controfferta e non contromisure, per ora. Su cosa Berna possa ancora offrire all’Amministrazione Trump per evitare dazi così alti, esistono per ora solo alcuni indizi, ricavabili soprattutto dalle dichiarazioni dei giorni scorsi del ministro svizzero dell’Economia, Guy Parmelin.