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10 aprile 2026
Guerra ultime notizie. Iran, Trump: «Nuovi attacchi se non c’è accordo». Nave italiana bloccata a Hormuz
Sirene antiaree nel nord di Israele vicino al confine con il Libano
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Sintesi per punti
10 aprile 2026Aggiornamento fissato
Trump: «Nuovi attacchi se non si arriva a un accordo»
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, torna a minacciare l’Iran in vista dell’atteso inizio dei colloqui in Pakistan, sostenendo che le navi da guerra Usa stanno caricando le “migliori munizioni” in vista di una possibile ripresa degli attacchi in caso di fallimento dei negoziati. «Lo scopriremo tra circa 24 ore. Lo sapremo presto», ha detto Trump in un’intervista telefonica al New York Post rispondendo alla domanda se pensasse che i colloqui avrebbero avuto successo. «Stiamo attuando un reset. Stiamo caricando le navi con le migliori munizioni, le migliori armi mai costruite - persino migliori di quelle che abbiamo usato in precedenza e con cui li abbiamo fatti a pezzi», ha aggiunto Trump, che ha quindi lanciato un nuovo monito a Teheran: «Se non raggiungeremo un accordo, le useremo, e le useremo in modo molto efficace».
“Gli iraniani non sembrano rendersi conto di non avere alcuna carta da giocare, se non un ricatto a breve termine nei confronti del mondo, attuato utilizzando le vie d’acqua internazionali. L’unica ragione per cui sono ancora in vita, oggi, è negoziare!”, scrive su Truth Donald Trump. In un altro post, il presidente afferma che “gli iraniani sono più bravi a gestire i media delle ’Fake News’ e le ’pubbliche relazioni’ di quanto non lo siano a combattere!”.
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10 aprile 2026
Negoziati Usa-Iran: delegazione Teheran guidata da Ghalibaf è arrivata a Islamabad
La delegazione iraniana guidata dal presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, è arrivata a Islamabad in vista dei colloqui con gli Stati Uniti. Lo riportano i media iraniani. Secondo la tv di Stato, la delegazione include anche il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, il segretario del Consiglio di difesa, Ali Akbar Ahmadian, e il governatore della Banca centrale, Abdolnaser Hemmati, oltre ad alcuni parlamentari. I colloqui, sempre secondo l’emittente, inizieranno solo se Washington accetterà le condizioni preliminari poste da Teheran.
10 aprile 2026
Mosca, tutti i partecipanti ai negoziati adottino approccio responsabile
«Oggi si apre un’opportunità per risolvere una situazione complessa nella zona del Golfo Persico. La maggior parte dei Paesi del mondo sostiene questo processo e confida nel successo dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, che dovrebbero iniziare a Islamabad con la mediazione dei nostri amici pakistani». È quanto si legge in una nota del ministero della Difesa russo. «Tuttavia, purtroppo, esistono forze che ostacolano il cammino verso la pace, creando, volontariamente o meno, impedimenti lungo questo percorso. In particolare», viene sottolineato, «coloro che hanno scatenato l’aggressione contro l’Iran e che ora lo accusano dei problemi legati alla navigazione nello stretto di Hormuz non dovrebbero distorcere il modo in cui gli eventi si sono realmente sviluppati, né il fatto che fino al 28 febbraio questa importante arteria marittima funzionava senza interruzioni». Mosca dichiara di sostenere «la risoluzione delle divergenze esistenti tra i Paesi della regione attraverso mezzi politico-diplomatici. Invitiamo tutti i partecipanti ai negoziati annunciati in Pakistan ad adottare un approccio responsabile ed evitare qualsiasi azione che possa compromettere questa opportunità».
La nave car carrier "Grande Torino", del gruppo armatoriale Grimaldi, bloccata nel Golfo Persico dall'inizio del conflitto in Iran. WEB/vesselfinder ANSA
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10 aprile 2026
Mojtaba Khamenei: «Morte Kharrazi è vergogna per potenze arroganti»
La morte di Kamal Kharrazi è «un onore per la comunità accademica e politica della Repubblica islamica» e al tempo stesso «una vergogna che dimostra la bassezza delle potenze arroganti americano-sioniste». Lo ha dichiarato la Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, in un messaggio diffuso dopo la notizia dell’uccisione dell’ex ministro degli Esteri. Nel testo, Khamenei ha definito Kharrazi una figura di primo piano nei campi della scienza, della cultura e della politica estera, ricordandone anche il ruolo ricoperto alla guida del Consiglio strategico per le relazioni internazionali.
10 aprile 2026
Personale ambasciata Usa a Baghdad attaccato da droni di gruppo terroristico
Il personale dell’ambasciata Usa a Baghdad «è stato oggetto di molteplici attacchi con droni da parte di una milizia terroristica irachena nei pressi dell’Aeroporto Internazionale della capitale irachena» mercoledì. Lo ha dichiarato oggi un funzionario del dipartimento di Stato americano alla Cnn precisando che sono «tutti al sicuro». Dall’inizio della guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran si sono verificati decine di attacchi contro il personale e le strutture Usa in Iraq, perpetrati da gruppi alleati di Teheran. L’episodio di mercoledì tuttavia è il primo dal cessate il fuoco concordato tra Stati Uniti e Iran.
10 aprile 2026
Libano, media: possibile annuncio domani di cessate fuoco con Israele
Intensi sforzi internazionali potrebbero portare domani a una dichiarazione di cessate il fuoco tra Israele e Libano. Lo riporta il canale Al-Hadath di Al Arabiya, affermando che “la dichiarazione di un cessate il fuoco sarebbe un gesto di buona volontà in vista dei colloqui di martedì” a Washington.
Un alto funzionario dell’ufficio del presidente libanese ha detto oggi alla Bbc che il Libano parteciperà ai negoziati diretti con Israele solo se prima verrà raggiunto un cessate il fuoco.
10 aprile 2026
Iran, Idf: «Sganciate oltre 18mila bombe da inizio guerra»
Israele ha rivendicato di aver sganciato oltre 18mila bombe sull’Iran dall’inizio della guerra. In un post su X, l’esercito israeliano (Idf) ha sostenuto di aver condotto dal 28 febbraio “più di mille sortite aeree offensive” contro obiettivi iraniani, precisando che a ogni attacco avrebbero partecipato decine di caccia.
10 aprile 2026
Iran, Madrid: no a missione Nato in Stretto Hormuz
Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha rimarcato il rifiuto della Spagna a un coinvolgimento in una potenziale missione della Nato per garantire il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, dopo che il segretario generale Mark Rutte ha suggerito un possibile ruolo dell’Alleanza. Rutte “non ha né informato né consultato” gli alleati in merito a una partecipazione a Hormuz, ha detto Albares ai cronisti al Senato, secondo quanto riportano i media iberici. “Il Medioriente non rientra nel raggio d’azione della Nato” e l’alleanza “non parteciperà a questa guerra”, ha sostenuto il ministro.
10 aprile 2026
Nave italiana bloccata a Hormuz: «Equipaggio in sicurezza»
Dopo quasi un mese e mezzo di attesa sono in buone condizioni i 21 membri dell’equipaggio della nave car carrier “Grande Torino”, del gruppo armatoriale Grimaldi, bloccata nel Golfo Persico dal 28 febbraio, data di inizio del conflitto in Iran. L’unità ha attraccato ieri ad Abu Dhabi per rifornirsi di viveri, acqua e medicinali, dopo le settimane trascorse alla fonda in attesa di poter attraversare lo Stretto di Hormuz. Oggi la “Grande Torino” ha ripreso il mare ma dovrà rimanere nelle acque del bacino come le circa 800 navi di tutto il mondo bloccate nelle stesse condizioni. Dal quartier generale della Grimaldi a Napoli i contatti con la nave - varata nel 2018, lunga quasi 200 metri, con una stazza di 65.255 tonnellate e una capacità di trasporto fino a 7.600 auto o altri carichi rotabili distribuiti sui quattro ponti garage di cui dispone - sono costanti. Ai tre ufficiali italiani e ai 18 marittimi di nazionalità filippina vengono forniti aggiornamenti in tempo reale sull’evoluzione della situazione. Il clima non è di emergenza ma di attesa: la stima delle conseguenze economiche per la compagnia non è ancora stata elaborata nella speranza che la situazione si sblocchi a breve.

La nave Grimaldi 'Grande Torino' ferma dall'inizio del conflitto in Iran con un carico di auto da consegnare nei paesi dell'area. WEB/vesselfinder
La “Grande Torino” aveva imbarcato autovetture nuove in Giappone e Cina ed era entrata nel Golfo Persico per effettuare consegne in diversi Paesi dell’area. Dopo aver completato le operazioni di sbarco in un porto del Kuwait, l’unità avrebbe dovuto proseguire il viaggio verso altri scali europei, per consegnare il resto del carico.
Intanto sono 15 le navi che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da quando, martedì sera, è stato annunciato il cessate il fuoco di due settimane nella guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. E’ quanto risulta dai dati del sito web di monitoraggio MarineTraffic citati da Bbc Verify, la sezione di fact checking dell’emittente inglese. La media dei transiti da Hormuz era di quasi 140 navi al giorno prima dello scoppio del conflitto.
Delle 15 navi transitate, quattro sono petroliere che trasportavano petrolio, gas o prodotti chimici. Le restanti sono portacontainer di vario tipo. La chiusura di fatto dello Stretto da parte dell’Iran ha lasciato bloccate nel Golfo quasi 800 navi, la maggior parte delle quali cariche di merci, secondo gli analisti marittimi di Lloyd’s List. Il capo della compagnia petrolifera statale degli Emirati Arabi Uniti intanto rilancia l’allarme sulle ripercussioni del blocco per l’economia mondiale.
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10 aprile 2026
Appello Forum Terzo Settore per Medio Oriente: si vince solo con la pace e il diritto
Il Forum Terzo Settore è “profondamente preoccupato” dalle conseguenze dell’attacco di Usa e Israele all’Iran: l’escalation in tutto il Medio Oriente e, in particolare in queste ore, l’orrore che si sta consumando in Libano, l’enorme numero di morti e sfollati e le ricadute nel nostro Paese. Con un documento intitolato “Si vince solo con la pace e il diritto”, il Forum Terzo Settore “condanna duramente” il diffondersi della “guerra mondiale a pezzi” e il crollo degli accordi e delle regole internazionali, e lancia un appello al Governo italiano e all’Europa, affinchè svolgano un ruolo positivo nel tornare a far valere il diritto e a mettere la pace e le persone al primo posto.
“Siamo innanzitutto vicini alle vittime, a prescindere dalla loro parte, alle loro famiglie e comunità. In questi contesti di crisi umanitaria - si legge nel documento - c’è un grande impegno da parte del Terzo settore e delle ong nel salvare e accogliere chi fugge, un impegno spesso dimenticato, se non dileggiato o attaccato. Questo è il nostro schieramento non violento, la nostra difesa non violenta che, provocatoriamente, supera ogni confine, anche mentale, e costruisce ponti, innanzitutto umani”.
“Opporsi a un massacro con un altro massacro non significa fare giustizia, ma alimentare una devastante spirale di odio. Il fuoco delle armi non distrugge solo vite - prosegue il testo - : colpisce le persone anche nella loro identità, distruggendo luoghi, storie e simboli, la loro appartenenza a famiglie, popolazioni, religioni e culture. Di conseguenza, anche chi resta diventa apolide. La pace che molte organizzazioni cercano di portare non mira solo a evitare morti, ma a costruire cittadinanza, convivenza e legami, che sono i fondamenti dell’esistenza umana”.
10 aprile 2026
Libano, 13 membri forze di sicurezza uccisi in raid Idf a Nabatiyeh
L’ufficio della presidenza libanese ha riferito di 13 membri delle forze di sicurezza rimasti uccisi negli attacchi messi a segno oggi dalle forze israeliane a Nabatiyeh, nel sud del paese. Il Presidente Joseph Aoun ha condannato gli attacchi, sottolineando che “colpire le istituzioni statali e i suoi apparati di sicurezza non impedirà al Libano di difendere il proprio diritto a proteggere il proprio territorio e a preservare la propria sovranità”, stando al comunicato diffuso dall’ufficio di presidenza.
10 aprile 2026
Inviato Teheran: colloqui in Pakistan dureranno probabilmente 2-3 giorni
I colloqui tra Stati Uniti e Iran in Pakistan dureranno “probabilmente due o tre giorni”. Lo ha dichiarato all’agenzia russa Tass Abdul Majeed Hakim Ilahi, rappresentante in India della Guida Suprema iraniana. Dopo i colloqui, le delegazioni torneranno “nei rispettivi Paesi per discutere con i propri funzionari”, ha aggiunto. Allo stesso tempo, Ilahi ritiene che un cessate il fuoco di due settimane potrebbe non essere sufficiente per ottenere risultati duraturi nei negoziati. Se l’accordo è raggiunto nei colloqui a Islamabad, ha detto il diplomatico, il periodo di tregua dovrà essere esteso. “Il cessate il fuoco deve essere prolungato. Perché ci sono molte cose su cui bisogna trovare un accordo con gli Stati Uniti. E se arrivano a qualche tipo di punto in comune, potranno ulteriormente estendere il cessate il fuoco e continuare i colloqui. Penso che due settimane non siano sufficienti”, ha concluso Ilahi.
10 aprile 2026
Oms: bisogni umanitari “immensi” nonostante la tregua
L’Organizzazione Mondiale della Sanità avverte che i bisogni umanitari in tutto il Medio Oriente restano “immensi” nonostante la tregua annunciata da Trump questa settimana.
Nel rapporto pubblicato oggi sul conflitto in Medio Oriente, l’organizzazione descrive una “emergenza in rapida evoluzione” nella regione, laddove il cessate-il-fuoco di due settimane apre una finestra critica per la risposta umanitaria.
L’Oms cita in particolare Libano e Iran, Paesi in cui migliaia di persone sono state uccise a causa della guerra, con gli ospedali che operano a pieno regime e le comunità sempre più isolate dall’accesso alle cure.
L’organizzazione ha inoltre avvertito che anche i danni ambientali causati dal conflitto stanno esponenzialmente aumentando: “I danni alle infrastrutture petrolifere, elettriche e di desalinizzazione stanno aumentando i rischi legati all’inquinamento atmosferico, all’acqua non sicura e alla riduzione dell’accesso all’acqua potabile, con conseguenti minacce immediate e a lungo termine per la salute pubblica”.
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10 aprile 2026
Ghalibaf insiste: «Cessate il fuoco in Libano e sblocco asset prima dei negoziati»
“Due delle misure concordate tra le parti devono ancora essere attuate: il cessate il fuoco in Libano e lo sblocco degli asset iraniani bloccati prima dell’avvio dei negoziati. Secondo quanto previsto, entrambe le condizioni dovranno essere rispettate prima dell’inizio dei negoziati”. Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammed Bagher Ghalibaf, riferendosi ai colloqui con gli Stati Uniti attesi in Pakistan.

Mohammad Bagher Ghalibaf. EPA/STR
10 aprile 2026
Trump-Netanyahu: telefonata “tesa” prima di annuncio colloqui con Libano
Secondo fonti statunitensi e israeliane a conoscenza della conversazione, la telefonata di giovedì tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, avvenuta poco prima che Israele annunciasse l’intenzione di avviare colloqui diretti con il Libano per il cessate-il-fuoco, sarebbe stata molto “tesa”.
Secondo la fonte israeliana citata dalla CNN, Netanyahu avrebbe compreso che, se non avesse chiesto l’avvio di colloqui diretti con il Libano, Trump avrebbe potuto semplicemente dichiarare un cessate-il-fuoco.
Secondo la ricostruzione fatta, il contatto telefonico di giovedì rappresenterebbe il terzo colloquio tra i due leader mondiali nell’arco dell’ultima settimana; lasso di tempo in cui il Libano è divenuto un tema centrale nelle dinamiche del conflitto mediorientale. A tal proposito, martedì Trump e Netanyahu avrebbero avuto un confronto prima che il presidente americano annunciasse la tregua di due settimane con l’Iran, con il primo ministro israeliano che avrebbe fatto pressioni su Trump per mantenere il Libano separato dal quadro del cessate-il-fuoco.
I due si sarebbero poi sentiti nuovamente il giorno successivo, con Trump che avrebbe chiesto a Netanyahu di ridurre gli attacchi contro Hezbollah in Libano, dopo che le offensive israeliane avevano causato 303 morti nella giornata di mercoledì, secondo quanto riferito dal ministero della Salute libanese.
10 aprile 2026
Media Teheran, raid israeliani in Libano mettono a rischio i colloqui
L’intensa pressione e la minaccia di ritirarsi dai colloqui con gli Stati Uniti a Islamabad da parte di Teheran hanno costretto Israele a fermare i suoi attacchi militari contro Beirut. Lo ha riferito una fonte di alto livello nel settore della sicurezza a PressTV. Secondo la fonte, in seguito ai massicci raid dell’Idf contro il Libano, l’Iran ha posto la cessazione degli attacchi come condizione preliminare imprescindibile per la sua partecipazione ai negoziati con gli Stati Uniti su un cessate il fuoco temporaneo. «L’unità del fronte della resistenza non era negoziabile per l’Iran», ha dichiarato la fonte a PressTV, aggiungendo che il viaggio della delegazione iraniana a Islamabad è stato rinviato più volte, in particolare a causa degli attacchi israeliani contro il Libano. «Qualora il regime violasse questo accordo e riprendesse a bombardare Beirut, i negoziati verrebbero interrotti immediatamente», ha dichiarato la fonte.
10 aprile 2026
Razzi di Hezbollah nel nord di Israele: danni in un parcheggio
Il gruppo libanese Hezbollah ha lanciato diversi razzi contro la città di Safed, nel nord di Israele, dove i soccorritori hanno riferito di danni in un parcheggio. Lo riporta il Times of Israel, precisando che al momento non sono state segnalate vittime.
10 aprile 2026
Monarchie Golfo ripensano architettura sicurezza: rivalutare ruolo Usa e aprire a nuovi partner?
I Paesi del Golfo si preparano a ridisegnare la propria architettura di sicurezza dopo la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, tra la ricerca di nuovi partner e la consapevolezza che nel lungo periodo la minaccia di Teheran resterà. Il conflitto, scrive il Guardian in un’analisi, ha infatti evidenziato che la presenza militare americana, pilastro della sicurezza del Golfo - nonostante la capacità dimostrata di intercettare gran parte dei missili e dei droni lanciati da Teheran - si è rivelata allo stesso tempo un fattore di vulnerabilità, esponendo le monarchie della regione alle ritorsioni iraniane. Resta inoltre centrale il nodo dello Stretto di Hormuz, snodo vitale per il commercio energetico globale. Teheran intende mantenere il controllo acquisito durante il conflitto sul passaggio marittimo, una prospettiva giudicata inaccettabile dalle monarchie del Golfo e destinata a pesare nei prossimi colloqui negoziati con gli Stati Uniti in Pakistan. Sul piano politico, la regione appare divisa sulla strategia da adottare con Teheran. Emirati Arabi Uniti e Bahrein spingono per la linea dura, mentre altri Paesi puntano a riaprire canali di dialogo e a una distensione. Un primo segnale è arrivato dal contatto tra Arabia Saudita e Iran, con un colloquio tra i rispettivi ministri degli Esteri per discutere una riduzione delle tensioni.
10 aprile 2026
Teheran, viceministro Esteri: no a tregua che consenta riarmo nemici
«L’Iran non vuole un cessate il fuoco che permetta a un aggressore di riarmarsi e colpire di nuovo, e sottolineiamo che qualsiasi accordo deve includere garanzie per prevenire una ripresa delle ostilità». Così il viceministro degli Esteri iraniano, Takht-Ravanchi, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Mehr. «L’Iran sostiene la diplomazia e il dialogo, ma respinge i colloqui basati su informazioni errate o qualsiasi processo che possa aprire la strada a una nuova aggressione», ha continuano il viceministro.
10 aprile 2026
Parlamento iraniano propone il pagamento dei pedaggi per Hormuz in rial
Il capo della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, Ibrahim Azizi, ha dichiarato che, in base a una proposta parlamentare, le tariffe di transito attraverso lo Stretto di Hormuz verrebbero pagate in rial, la valuta nazionale iraniana. Lo riporta Al Jazeera citando un post su X del consolato generale iraniano a Mumbai. Alcuni analisti hanno riferito ad Al Jazeera che Iran e Cina stanno attivamente cercando di minare il dominio globale del dollaro statunitense. Secondo diverse fonti citate dall’emittente qatariota, nell’ambito del regime di pedaggio di fatto introdotto dalle autorità iraniane durante il blocco dello stretto in seguito agli attacchi israelo-americani, alle navi commerciali venivano addebitate tariffe di transito in yuan cinesi. Non è chiaro quante navi abbiano effettuato pagamenti in yuan durante il blocco, ma al 25 marzo - secondo quanto riportato questa settimana da Lloyd’s List - almeno due lo avevano fatto.
10 aprile 2026
Israele: nuova disputa con la Spagna, via da centro monitoraggio Gaza
«Israele non resterà in silenzio di fronte a chi lo attacca. La Spagna ha diffamato i nostri eroi, i soldati delle Forze di Difesa di Israele (Isf), i soldati dell’esercito più morale del mondo. Pertanto, ho ordinato l’allontanamento dei rappresentanti spagnoli dal centro di coordinamento di Kiryat Gat, dopo che la Spagna ha ripetutamente scelto di schierarsi contro Israele».
Lo ha dichiarato in un videomessaggio il premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo che il ministero degli Affari Esteri ha annunciato che ai rappresentanti di Madrid non sarà consentito l’accesso nel centro guidato dagli Stati Uniti incaricato di monitorare il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. «Chiunque attacchi lo Stato di Israele invece dei regimi terroristici, chiunque lo faccia, non sarà nostro partner nel futuro della regione - ha detto il premier - Non sono disposto a tollerare questa ipocrisia e questa ostilità. Non intendo permettere a nessun paese di muoverci guerra diplomatica senza pagarne immediatamente il prezzo». Il premier spagnolo Pedro Sanchez è stato tra i maggiori critici sia delle operazioni militari di Israele nella Striscia di Gaza sia della guerra Usa contro l’Iran.
10 aprile 2026
Libano, media: almeno 19 morti nei raid israeliani a Nabatiyeh
È di almeno 19 morti e 15 feriti il bilancio delle vittime dei massicci raid aerei condotti oggi dalle forze israeliane a Nabatieyh e nelle località vicine, nel sud del Libano. E’ quanto riporta il quotidiano libanese L’Orient Le Jour, precisando che tra le vittime figurano 11 membri di diverse agenzie di sicurezza libanesi e otto civili.
Due violenti attacchi, ciascuno condotto con l’impiego di diversi missili, hanno preso di mira Nabatiyeh, distruggendo parte del Serraglio e diversi uffici. I danni hanno interessato anche l’edificio che ospita l’intelligence dell’esercito, la Sicurezza di Stato e i mukhtar (funzionari locali). Sono state colpite anche le Forze di sicurezza interna e l’azienda di telecomunicazioni statale Ogero, secondo quanto precisato dall’inviato del quotidiano. Altri quattro attacchi sono stati lanciati alla periferia della città: due di questi hanno colpito obiettivi a Kfar Joz, vicino a un complesso occupato dalle Forze di sicurezza interna, mentre gli altri due hanno preso di mira le città di Zebdine e Kfar Remmane. Gli otto civili sono stati uccisi in queste tre località, secondo L’Orient Le Jour.
10 aprile 2026
Wp, Usa chiederanno all’Iran il rilascio dei detenuti americani
Gli Stati Uniti intendono chiedere all’Iran il rilascio dei detenuti americani nell’ambito delle trattative a Islamabad. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti. I sostenitori della causa degli americani detenuti, che si si ritiene siano almeno sei, si dicono fiduciosi che essi verranno rilasciati come gesto di buona volontà da parte di Teheran.
10 aprile 2026
Israele: Netanyahu chiede di non testimoniare per 15 giorni: «Motivi di sicurezza»
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto di poter non testimoniare, per le prossime due settimane, nel processo a suo carico per corruzione e frode parlando di «motivi di sicurezza». Netanyahu, tramite i suoi avvocati, ha citato come motivazione della richiesta di rinvio «motivi di sicurezza legati ai drammatici eventi che si sono verificati in tutto il Medio Oriente». Lo riporta il sito di Ynet.
10 aprile 2026
Libano: raid aerei su Nabatiyeh, almeno otto morti tra forze sicurezza
L’Agenzia nazionale di stampa libanese (NNA) riferisce di pesanti raid aerei che hanno colpito ampie zone della città meridionale di Nabatiyeh, inclusa una sede della sicurezza statale.
Secondo quanto riportato, gli attacchi hanno distrutto diversi edifici e causato la morte di almeno otto membri delle forze di sicurezza statali, in quello che l’agenzia ha definito un «orribile massacro».
Le ambulanze, sono al lavoro per trasportare i feriti negli ospedali, sempre secondo la NNA.
10 aprile 2026
Libano, Idf: dal 2 marzo uccisi più di 1.400 affiliati di Hezbollah
L’esercito israeliano afferma di aver ucciso più di 1.400 affiliati di Hezbollah dall’inizio delle ostilità in Libano, il 2 marzo scorso. Tra questi figurerebbero, secondo le Forze di Difesa Israeliane, centinaia di membri della Forza Radwan, l’unità d’élite del gruppo politico-militare sciita.
Le Idf affermano inoltre di aver distrutto circa 4.300 «infrastrutture terroristiche» di Hezbollah e di aver sequestrato più di 1.000 armi durante le operazioni di terra nel Libano meridionale. Nelle ultime 24 ore, inoltre, l’aviazione israeliana ha colpito 120 siti di Hezbollah nel sud del Libano «per eliminare le minacce» alle forze israeliane.
Secondo il ministero della Salute libanese, ricorda il Times of Israel, gli attacchi israeliani hanno causato oltre 1.800 morti dall’inizio della guerra, di cui oltre 300 solo nella giornata di mercoledì.
10 aprile 2026
Canada cerca adesione come osservatore al programma internazionale di caccia avanzati Gcap

Il Canada fa pressioni per l’ammissione del Gcap (Global combat air programme) - come “osservatore” - nel tentativo di prendere le distanze dagli Stati Uniti di Trump.
Gcap è un programma internazionale fondato nel 2022 da Regno Unito, Giappone e Italia per contribuire a ridurre la loro dipendenza dagli Stati Uniti per i caccia F-35.
10 aprile 2026
Teheran: «Con Paesi Golfo abbiamo relazioni forti malgrado danni collaterali guerra»
L’Iran asserisce, tramite l’ambasciatore a Tashkent, Mohammad Ali Eskandari, di aver «mantenuto relazioni forti con i Paesi del Golfo malgrado i danni collaterali - così il diplomatico definisce i raid con missili e droni iraniani contro i Paesi vicini sin dal primo giorno della guerra, ndr - causati dalla guerra avviata dagli Stati Uniti e da Israele». «Non sorprende quindi che che le popolazioni di tali Paesi accolgano con favore i nostri raid di risposta contro le basi americane nei loro Paesi», ha aggiunto, senza precisare che sono stati colpiti anche siti dell’energia o industriali nel Qatar, negli Emirati arabi Uniti, in Arabia saudita e nel Kuwait. I Paesi del Golfo, ha aggiunto, hanno versato agli Usa somme ingenti per garantire la loro sicurezza «eppure il mondo può ora constatare come gli Usa proteggono i loro alleati».
10 aprile 2026
Libano, Qassem (Hezbollah): Israele ha bombardato per coprire fallimento su campo
Israele «ha fallito sul campo di battaglia» e mercoledì ha lanciato bombardamenti in tutto il Libano «per coprire il suo fallimento». È quanto ha sostenuto oggi il leader di Hezbollah, Naim Qassem, nel messaggio letto dal presentatore dell’emittente Al Manar.
«Il nemico israeliano ha fallito sul campo di battaglia contro i coraggiosi combattenti della resistenza e non è stato in grado di portare a termine l’invasione di terra che aveva ripetutamente annunciato», ha detto Qassem, secondo cui «mobilitare 100.000 soldati israeliani non aiuterà l’occupazione, al contrario si trasformeranno in cadaveri».
«Mercoledì a Beirut, Dahiyeh, nel Sud, nella Bekaa e sul Monte Libano, il nemico ha lanciato una sanguinosa aggressione contro i civili nei quartieri, nei villaggi e nelle città di tutto il Paese per coprire il suo fallimento sul campo di battaglia», ha aggiunto il capo di Hezbollah.
10 aprile 2026
Birol (Aie): a rischio crisi globale dei beni alimentari
Il mondo vive la crisi energetica peggiore della storia. Lo afferma il presidente dell’Aie - l’Agenzia internazionale dell’energia - Fatih Birol, in un’intervista allo Spiegel. Alla domanda se alla luce della tregua in Iran la situazione migliorerà, risponde: «Mi piacerebbe poter dire di sì, ma i prezzi resteranno alti e volatili ancora per un certo tempo. Viviamo la crisi energetica più acuta della storia mondiale. Le interruzioni nella produzione e nella fornitura di petrolio, gas naturale e prodotti come i carburanti sono più gravi di quelle registrate nelle tre precedenti crisi energetiche messe insieme», ha aggiunto, riferendosi alla crisi petrolifera degli anni ’70 e a quella del gas del 2022. Birol sottolinea che al momento «mancano altri prodotti fondamentali dagli Stati del Golfo, in particolare fertilizzanti. E questo potrebbe far rischiare una crisi globale dei beni alimentari», ha aggiunto. «Il destino dell’economia mondiale dipende proprio dallo stretto di Hormuz».
10 aprile 2026
Vance ottimista sui colloqui di pace: «Mi aspetto esito positivo»
JD Vance ha espresso ottimismo sui colloqui con l’Iran alla partenza per il Pakistan. Parlando con i giornalisti prima di salire sull’aereo, il vice presidente americani ha detto di aspettarsi un esito «positivo».
«Come ha detto il presidente, se gli iraniani sono disposti a negoziare in buona fede, noi siamo certamente pronti a tendere la mano. Se invece cercheranno di prenderci in giro, scopriranno che il team negoziale non sarà così disponibile», ha proseguito Vance prima di salire a bordo dell’Air Force Two diretto a Islamabad, in Pakistan, dove prenderà parte ai colloqui con la delegazione iraniana. Lo riporta la Cnn.
Vance ha affermato che Trump ha fornito al team negoziale, che include anche l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, «linee guida chiare» sui negoziati, senza però entrare nei dettagli. «Cercheremo di portare avanti una trattativa positiva. Il presidente ci ha dato indicazioni piuttosto chiare, e vedremo come andrà», ha aggiunto Vance.
10 aprile 2026
Libano, ufficio presidente: colloqui con Israele solo con cessate il fuoco
Il Libano parteciperà ai negoziati diretti con Israele la prossima settimana solo se, e soltanto se, verrà prima raggiunto un cessate il fuoco. Lo ha confermato alla Bbc un alto funzionario dell’ufficio della presidenza libanese. La data e l’ora della riunione non sono ancora state stabilite.
10 aprile 2026
Libano, Qassem (Hezbollah) alle autorità: «Smettete di fare concessioni gratuite»
Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha dichiarato oggi che «la resistenza andrà avanti fino al nostro ultimo respiro», chiedendo alle autorità libanesi di «smettere di fare concessioni gratuite» nel conflitto in corso tra Israele e il partito sciita.
In un messaggio letto dal presentatore dell’emittente Al Manar, Qassem ha dichiarato: «Insieme, come Stato, esercito, popolo e resistenza, proteggeremo il nostro Paese, ne ripristineremo la sovranità e cacceremo l’occupante. Le loro minacce e le loro armi non ci intimoriscono, perché siamo il popolo di questa terra e abbiamo la fede, la volontà e la capacità di impedire loro di raggiungere i loro obiettivi».
10 aprile 2026
Iran: militari di Kiev hanno aiutato Paesi Golfo a respingere attacchi droni Teheran
Militari ucraini hanno aiutato Paesi del Golfo a respingere droni iraniani durante la guerra con l’Iran, ha reso noto il Presidente ucraino Volodymir Zelensky. “Si, abbiamo distrutto droni iraniani Shahed. E non in un solo Paese. Per me, si tratta di un successo”, ha dichiarato, dopo che nelle ultime settimane ha annunciato gli accordi a lungo termine e di cooperazione raggiunti con alcuni Paesi della regione - Qatar, Arabia saudita, Emirati arabi uniti - per condividere l’expertise maturata da Kiev in questi anni di guerra con la Russia per contrastare i droni ’made in Iran’. Militari ucraini sono stati dispiegati nei Paesi interessati dal nuovo conflitto non solo quindi per definire le specifiche tecniche degli accordi ma anche per essere operativi da subito, quindi. Per spiegare alle forze locali come operare i sistemi per intercettare i droni. Accordi simili a quelli già definiti con tre Paesi del Golfo sono in discussione con Oman, Kuwait e Bahrain, ha anticipato Zelensky.
10 aprile 2026
Il Papa, «non è cristiano chi lancia bombe»
- “Siete segni di speranza in un mondo segnato da violenze assurde e disumane, che mosse dall’avidità e dall’odio, dilagano con ferocia proprio nelle terre che hanno visto sorgere la salvezza”, “profanate dalla blasfemia della guerra e dalla brutalità degli affari, senza riguardo per la vita della gente, ritenuta al massimo effetto collaterale dei propri interessi. Ma nessun interesse può valere la vita dei più deboli”, “aiutateci a proclamare chiaramente che Dio non benedice alcun conflitto” che “chi è cristiano non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe”. Così il Papa ai vescovi di Baghdad.
10 aprile 2026
Teheran, il nostro piano in 10 punti concordato come base dei negoziati
Il piano in 10 punti proposto dall’Iran è stato concordato come base per i negoziati: lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri Majdi Takht Ravanchi alla vigilia dei colloqui domani a Islamabad tra Usa e Iran. Lo riporta Iran International. “Abbiamo sempre accolto con favore la diplomazia, ma non i colloqui basati su false informazioni volte all’inganno”, ha affermato, aggiungendo che Teheran non appoggia un cessate il fuoco che consenta all’avversario di riarmarsi e riprendere gli attacchi.
10 aprile 2026
Trump, l’Iran e l’alleanza tradita

«Non c’erano quando ne avevamo bisogno e non ci saranno quando ne avremo bisogno di nuovo. Sono stati messi alla prova e hanno fallito». Non avrebbe potuto essere più stringato, tagliente e senza appello il De Profundis di Donald Trump sull’Alleanza Atlantica e il rapporto con gli europei prima dell’incontro con il segretario generale della Nato, l’olandese Mark Rutte, «un caro amico».
Era stato lui, Teflon-Mark, 14 anni da primo ministro dalle invincibili doti di mediatore politico, a inventare nel giugno scorso al vertice dell’Aja la formula del 5% per salvare la Nato dalle violente spallate di una presidenza americana ostile. Ci era riuscito convincendo gli europei, sotto i primi bombardamenti di Stati Uniti e Israele sugli impianti nucleari iraniani, ad aumentare dal 2 al 5% del Pil il contributo alle spese militari dell’alleanza.
10 aprile 2026
Iran: FT, aeroporti Ue quasi a secco se Hormuz non riapre entro 3 settimane
Gli aeroporti europei rischiano una carenza “sistemica” di carburante per gli aerei se lo Stretto di Hormuz non verrà completamente riaperto entro tre settimane. E’ l’avvertimento di Aci Europe, l’associazione degli hub europei, che in una lettera visionata dal Financial Times fa sapere che le riserve di carburante per aerei si stanno esaurendo e “l’impatto delle attività militari sulla domanda” di petrolio sta mettendo ulteriormente a dura prova le forniture. L’associazione ha avvertito il commissario europeo ai trasporti Apostolos Tzitzikostas delle “crescenti preoccupazioni del settore aeroportuale riguardo alla disponibilità di carburante per aerei, nonché della necessità di un monitoraggio e di un’azione proattiva da parte dell’Ue”, si legge su FT. “Se il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderà in modo significativo e stabile entro le prossime tre settimane, la carenza sistemica di carburante per aerei è destinata a diventare una realtà per l’Ue”, si aggiunge nella missiva. “Al momento non esiste una mappatura, una valutazione o un monitoraggio a livello europeo della produzione e della disponibilità di carburante per aerei” ma “una crisi dell’approvvigionamento - si sottolinea - comprometterebbe gravemente le operazioni aeroportuali e la connettività aerea, con il rischio di gravi ripercussioni economiche per le comunità colpite e per l’Europa in caso di carenza sistemica di carburante per aerei”.
10 aprile 2026
Starmer, «ho discusso con Trump anche opzioni militari per Hormuz»
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato di aver discusso di “opzioni militari” per rendere nuovamente navigabile lo Stretto di Hormuz nel corso di una telefonata di ieri sera col presidente americano Donald Trump. “Stiamo mettendo insieme una coalizione di Paesi, lavorando a un piano politico e diplomatico, ma anche valutando le capacità militari e la logistica per il transito effettivo delle navi attraverso lo Stretto”, ha dichiarato Starmer, che si trova in visita in Qatar.
10 aprile 2026
Aie: Birol, rischio carenza di diesel e cherosene in Europa in prossime settimane
Il direttore dell’International Energy Agency, Fatih Birol, avverte del rischio di carenze di diesel e cherosene in Europa nelle prossime settimane. “Se la situazione non migliora, diesel e cherosene potrebbero presto scarseggiare in Europa. Non subito, ma nelle prossime settimane”, ha detto in un’intervista a Der Spiegel. Prima della guerra in Iran, l’Europa importava gran parte di questi carburanti dalle raffinerie del Medio Oriente, ma “molti depositi di carburante si sono svuotati nelle ultime settimane”. Senza una rapida ripresa della produzione globale, “nel mese di maggio la situazione potrebbe diventare critica per alcuni Paesi europei”. Di fronte all’aumento dei prezzi e ai timori di carenze, Birol sostiene limiti di velocità: “La Germania dovrebbe considerare un limite di velocità sulle autostrade. Già una riduzione di 10 km/h può ridurre il consumo nazionale di petrolio fino al 6%”. Ha inoltre suggerito trasporti pubblici gratuiti o più economici per incentivare il passaggio da auto a mezzi pubblici. La crisi energetica legata alla guerra e al blocco dello Stretto di Hormuz non è vicina alla fine: “Almeno 80 infrastrutture energetiche in Medio Oriente sono state danneggiate”. Anche con una tregua duratura, ci vorrà tempo per tornare ai livelli produttivi pre-bellici. E ha avvertito: “Se la tregua fallisce e l’Iran blocca lo Stretto di Hormuz, la crisi energetica tornerà immediatamente a livelli critici”.
10 aprile 2026
Chiudere Hormuz o tassare le navi per il passaggio non è legale

Negli ultimi giorni, dopo la sospensione da parte del governo iraniano della possibilità per le navi mercantili (quantomeno per quelle in navigazione verso porti di stati occidentali) di attraversare lo stretto di Hormuz, sono riportate con insistenza le ipotesi avanzate dallo stesso governo di sottoporre detto attraversamento al pagamento di qualche tipo di pedaggio. Vale la pena di verificare cosa stabiliscano al riguardo le norme di diritto marittimo internazionale vigenti.
10 aprile 2026
Libano, Unicef: 33 bambini uccisi e 150 feriti mercoledì da Idf
I raid aerei israeliani simultanei su diverse aree del Libano, avvenuti mercoledì, hanno ucciso almeno 33 bambini e ne hanno feriti 153, ha annunciato l’Unicef in un comunicato, denunciando un “costo devastante e disumano” per i bambini del Paese.
“Quest’ultimo spargimento di sangue si aggiunge al già devastante bilancio di 600 bambini uccisi o feriti in Libano dal 2 marzo”, ha dichiarato il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef). “In tutto il Paese, oltre un milione di persone sono state sfollate, tra cui circa 390.000 bambini, spesso per la seconda, terza o addirittura quarta volta”, ha aggiunto.
“Il diritto internazionale umanitario è chiaro: i civili, compresi i bambini, devono essere protetti in ogni circostanza”, ha sottolineato l’Unicef.
10 aprile 2026
Usa e Iran molto distanti: ecco i punti più difficili del negoziato

Una trattativa difficile. In salita. Stati Uniti e Iran inizieranno i colloqui a Islamabad in Pakistan da posizioni molto distanti, anche se il presidente Donald Trump ha detto che le proposte presentate da Teheran costituiscono una «base» per i negoziati. Le due parti restano però ferme su richieste contrapposte per porre fine alla guerra: il piano iraniano in 10 punti mostra scarse sovrapposizioni con il piano Usa in 15 punti. Le differenze da colmare sono quindi ampie. E i nodi non mancano.
10 aprile 2026
Libano, Cnn: premier Salam nei prossimi giorni a Washington
Il primo ministro libanese Nawaf Salam si recherà a Washington nei prossimi giorni, dopo che Israele ha richiesto negoziati diretti con il Libano, secondo quanto riferito oggi alla Cnn da una fonte del governo libanese.
La notizia giunge mentre il fragile cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran, per ora in vigore, è messo a dura prova, in particolare sulla questione se gli attacchi in Libano siano inclusi o meno nella tregua.
Nonostante il cessate il fuoco, Israele ha continuato a colpire obiettivi di Hezbollah in Libano, conducendo una serie di attacchi di vasta portata che ha causato almeno 300 morti, secondo le autorità libanesi.
10 aprile 2026
Barrot, «il cessate il fuoco deve imperativamente includere il Libano»
Il cessate il fuoco in Medio Oriente deve ’’imperativamente coprire il Libano”: questo il messaggio ribadito dal ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, intervistato dal quotidiano La Croix. Nell’intervista, il capo della diplomazia di Parigi dichiara che la tregua dell’8 aprile ’’è temporanea, fragile. Tutto resta ancora da fare affinché la pace e la stabilità vengano ripristinate nella regione”. Dopo 40 giorni di guerra in Medio Oriente, Barrot evoca le condizioni per stabilizzare il Medio Oriente, in un contesto in cui Israele continua a bombardare il Libano malgrado il cessate il fuoco dell’altro ieri. Secondo il ministero degli Esteri del Pakistan, Barrot ha avuto oggi un colloquio telefonico con l’omologo Mohammad Ishaq Dar. Nel corso del colloquio, il capo della diplomazia francese si sarebbe ’’congratulato con il Pakistan per il suo ruolo nella messa in sicurezza dell’accordo di cessate il fuoco ed ha espresso il suo sostegno ai continui sforzi del Pakistan (...) per una pace e una stabilità duratura nella regione”. I due ministri si sono anche detti d’accordo sulla richiesta di un cessate il fuoco totale in Libano.
10 aprile 2026
Zelensky, l’Ucraina ha distrutto droni iraniani in vari paesi del Medio oriente
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky afferma che esperti militari ucraini hanno abbattuto droni iraniani in diversi paesi del Medio Oriente. Kiev ha inviato decine di esperti anti-drone in almeno quattro paesi del Medio Oriente dopo che gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran hanno scatenato un’ondata di attacchi di rappresaglia con droni. “Abbiamo dimostrato ad alcuni Paesi come lavorare con i missili intercettori. Li abbiamo distrutti? Sì, lo abbiamo fatto. Lo abbiamo fatto in un solo Paese? No, in diversi”, ha dichiarato Zelensky ai giornalisti, come riportano i media ucraini.
10 aprile 2026
Iran: preoccupazione Barrot e omologo pachistano per Libano
Il ministro degli Esteri pachistano, Mohammad Ishaq Dar, e il capo della diplomazia francese, Jean-Noël Barrot, “hanno espresso preoccupazione per le gravi violazioni del cessate il fuoco in Libano e hanno sottolineato l’importanza dell’attuazione completa e del rispetto del cessate il fuoco” nel corso di un colloquio telefonico. Ad annunciarlo è stato il ministero degli Esteri pachistano su X. Barrot, si legge nel post, “si è congratulato con il Pakistan per il ruolo avuto nel raggiungimento dell’accordo iniziale di cessate il fuoco e ha espresso il suo sostegno agli sforzi continui del Pakistan in favore di un percorso diplomatico verso una pace e una stabilità durature nella regione”.
BREAKING: Ukrainian military personnel shot down Iranian-designed Shahed drones in multiple Middle Eastern countries during the Iran war, President Volodymyr Zelenskyy said in his first public acknowledgment of the operations. https://t.co/WiENDotaKs
— The Associated Press (@AP) April 10, 2026
10 aprile 2026
Teheran, non partecipiamo a negoziati se continuano raid in Libano
L’Iran non parteciperà ai negoziati in Pakistan senza che venga rispettato un cessate il fuoco “su tutti i fronti”, compreso il Libano. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Esmaeil Baghaei ponendo una condizione per i colloqui con gli Stati Uniti a Islamabad per la pace in Medio Oriente. “Il governo pakistano ha invitato entrambe le parti a recarsi a Islamabad per tenere questi colloqui, che sono attualmente in fase di revisione e pianificazione”, ha dichiarato Baghaei, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Tasnim. “Tuttavia, lo svolgimento di questi colloqui è indubbiamente subordinato all’ottenimento di garanzie che gli Stati Uniti rispetteranno i propri obblighi di cessate il fuoco su tutti i fronti”. ha aggiunto. “Gli Stati Uniti sono impegnati a porre fine alla guerra su tutti i fronti, compreso quello in Libano, e qualsiasi azione o posizione contraria a questo impegno costituirebbe una violazione degli impegni assunti dagli Stati Uniti”, ha sottolineato.
10 aprile 2026
Teheran, oltre 3mila morti in attacchi Usa-Israele durante guerra
“Più di 3mila persone sono state uccise negli attacchi nemici” in Iran durante la guerra. È la stima fornita da un alto funzionario sanitario iraniano, capo della Legal Medicine Organization, Abbas Masjedi, citato dal quotidiano di Stato Iran Daily. Masjedi non ha fornito dettagli sulla ripartizione fra vittime civili e militari. Il governo iraniano non ha fornito alcun bilancio definitivo delle vittime della guerra.
10 aprile 2026
Il petrolio e la crisi: come i mercati evitano il panico

È il mercato fisico più importante al mondo, con scambi globali dell’ordine di 2 mila miliardi di dollari, è la linfa vitale dell’economia globale, è la prima fonte energetica con il 35% della domanda globale, i suoi prezzi soffiano sull’inflazione e, da pochi giorni, il petrolio sta attraversando la più grave crisi della sua lunga storia.
10 aprile 2026
Capo Idf, «siamo in stato di guerra in Libano, non in cessate il fuoco»
Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane Eyal Zamir ha affermato che le forze israeliane continuano le loro operazioni di combattimento nel Libano meridionale e che “non sono in un cessate il fuoco” con Hezbollah ma “in stato di guerra”. Durante una visita nei pressi di Bint Jbeil, riportano i media israeliani, nel Libano meridionale, Zamir ha affermato: “L’Idf è in stato di guerra, non siamo in cessate il fuoco, continuiamo a combattere qui in questo settore, che è il nostro principale settore di combattimento. In Iran, invece, siamo in cessate il fuoco e possiamo tornare a combattere lì in qualsiasi momento”
10 aprile 2026
Iran, Teheran smentisce arrivo di una sua delegazione a Islamabad
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, una delegazione iraniana è arrivata a Islamabad in vista dei negoziati per il cessate il fuoco con gli Stati Uniti, che dovrebbero iniziare domani. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf guidano la delegazione, secondo la stessa fonte. L’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim ha riferito che la notizia dell’arrivo di funzionari iraniani a Islamabad per negoziare con gli Stati Uniti “è completamente falsa”. Anche altri media statali iraniani hanno riportato smentite simili.
10 aprile 2026
Morto ex ministro Esteri Iran, fu ferito dai raid del 1 aprile
L’ex ministro degli Esteri iraniano Kamal Kharazi è morto ieri a causa delle ferite riportate negli attacchi missilistici statunitensi-israeliani del 1° aprile, secondo quanto riportato dai media iraniani e israeliani. Kharazi, 81 anni, era a capo del Consiglio Strategico per le Relazioni Internazionali, parte del Ministero degli Esteri. Il diplomatico di lungo corso, “rimasto ferito in un attacco terroristico perpetrato dal nemico americano-sionista pochi giorni fa, è morto da martire questa sera”, riportano le agenzie Mehr e Isna su Telegram, riprese anche dal Times of Israel. Sua moglie è rimasta uccisa nell’attacco alla loro casa a Teheran, secondo quanto riportato dai media all’epoca. Kharazi è stato inviato iraniano alle Nazioni Unite a New York e successivamente ministro degli Esteri dal 1997 al 2005, sotto la presidenza riformista di Mohammad Khatami. Condividi.
Per Approfondire
10 aprile 2026
«Negoziati tra Israele e Libano iniziano la settimana prossima negli Usa»
I negoziati diretti fra Israele e il Libano inizieranno la prossima settimana e il primo incontro si terrà al Dipartimento di Stato a Washington. Lo riporta Axios citando una fonte israeliana, secondo la quale gli Stati Uniti saranno guidati dall’ambasciatore americano in Libano Michel Issa. Israele sarà invece rappresentata dal suo ambasciatore negli Stati Uniti Yechiel Leiter, mentre il Libano dal suo ambasciatore a Washington Nada Hamadeh-Moawad.
10 aprile 2026
Trump: Iran smetta subito di far pagare pedaggi a Hormuz
“Ci sono notizie secondo cui l’Iran starebbe imponendo dei pedaggi alle petroliere che transitano nello Stretto di Hormuz. È meglio che non lo facciano e, se lo stanno facendo, è meglio che smettano subito!”. E’ quanto scrive il presidente americano Donald Trump, in un post su Truth.
10 aprile 2026
Iran, ministro Pakistan cancella post virulento contro Israele
Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha cancellato un post su X in cui aveva definito Israele “una maledizione per l’umanità”. Il post, pubblicato nella serata di ieri, ha scatenato proteste a Gerusalemme, che ha affermato che metteva in discussione la capacità del Pakistan di mediare tra Stati Uniti e Iran.
Nel post, ora cancellato, Asif scriveva che “mentre a Islamabad sono in corso colloqui di pace, in Libano si sta commettendo un genocidio. Cittadini innocenti vengono uccisi da Israele, prima a Gaza, poi dall’Iran e ora dal Libano, e lo spargimento di sangue continua senza sosta. Spero e prego che coloro che hanno creato questo stato cancerogeno in terra palestinese per sbarazzarsi degli ebrei europei brucino all’inferno”.
L’ufficio del primo ministro israeliano ha definito il messaggio “vergognoso”. “Queste non sono dichiarazioni tollerabili da parte di alcun governo, soprattutto da uno che si proclama mediatore neutrale per la pace”, ha replicato su X.
10 aprile 2026
Iran: Trump, «Teheran imbarazzante nel bloccare Hormuz, non è accordo che abbiamo»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha attaccato nuovamente l’Iran in un post su Truth Social, scrivendo che Teheran “sta facendo un pessimo lavoro, alcuni direbbero persino imbarazzante, nel bloccare il passaggio del petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz. Non è questo l’accordo che abbiamo!”
Per Approfondire
10 aprile 2026
Ministro Difesa Pakistan cancella post virulento contro Israele
Il ministro della Difesa pakistano Khawaja Asif ha cancellato un post su X in cui aveva definito Israele “una maledizione per l’umanità”. Il post, pubblicato nella serata di ieri, ha scatenato proteste a Gerusalemme, che ha affermato che metteva in discussione la capacità del Pakistan di mediare tra Stati Uniti e Iran.
Nel post, ora cancellato, Asif scriveva che “mentre a Islamabad sono in corso colloqui di pace, in Libano si sta commettendo un genocidio. Cittadini innocenti vengono uccisi da Israele, prima a Gaza, poi dall’Iran e ora dal Libano, e lo spargimento di sangue continua senza sosta. Spero e prego che coloro che hanno creato questo stato cancerogeno in terra palestinese per sbarazzarsi degli ebrei europei brucino all’inferno”.
L’ufficio del primo ministro israeliano ha definito il messaggio “vergognoso”. “Queste non sono dichiarazioni tollerabili da parte di alcun governo, soprattutto da uno che si proclama mediatore neutrale per la pace”, ha replicato su X.
10 aprile 2026
Netanyahu autorizza colloqui diretti con il Libano
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver autorizzato negoziati diretti con il Libano, volti a disarmare i militanti di Hezbollah, sostenuti dall’Iran, e a stabilire relazioni tra i due Paesi vicini. Israele e Libano sono tecnicamente in stato di guerra sin dalla fondazione di Israele nel 1948. L’annuncio di giovedì offre un potenziale impulso agli sforzi per il cessate il fuoco nella regione. Non c’è stata alcuna reazione immediata da parte delle autorità libanesi. Il fragile cessate il fuoco nella guerra con l’Iran è stato messo a dura prova dai bombardamenti israeliani su Beirut e dal continuo controllo esercitato da Teheran sullo Stretto di Hormuz. Netanyahu ha fatto l’annuncio in un contesto di disaccordo sull’eventuale inclusione di una pausa nei combattimenti tra Israele e Hezbollah nell’accordo di cessate il fuoco.
Guerra in Iran e Medio Oriente, 10 aprile
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10 aprile 2026
Vance in partenza per il Pakistan per guidare i colloqui con l’Iran
Il presidente Donald Trump ha incaricato il vicepresidente James David Vance di trovare una soluzione alla guerra iniziata sei settimane fa. JD Vance è da tempo scettico sugli interventi militari stranieri e si è espresso apertamente contro l’invio di truppe in conflitti a tempo indeterminato. Vance partirà oggi per guidare i colloqui mediati con l’Iran nella capitale pakistana di Islamabad.
10 aprile 2026
Israele, primo sondaggio dopo tregua penalizza Netanyahu
Alleati e avversari del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, si aspettano che la campagna militare contro il regime iraniano, ampiamente sostenuta dall’opinione pubblica del Paese, giochi un ruolo di primo piano nelle prossime elezioni, previste entro sei mesi al massimo. Lo scrive il Financial Times. Tuttavia, il primo sondaggio dopo il cessate il fuoco, sostiene il quotidiano britannico, ha fornito “un quadro desolante” per Netanyahu, la cui coalizione è rimasta indietro rispetto all’opposizione nei sondaggi per oltre due anni: il 63% degli israeliani si è dichiarato insoddisfatto dei risultati della guerra. Meno della metà si è detta soddisfatta dell’operato di Netanyahu, che ha attirato aspre critiche anche da parte dei suoi oppositori politici. “Netanyahu sta lottando per il suo futuro”, ha affermato un diplomatico. “E allo stato attuale - ha aggiunto - il cessate il fuoco non gli giova. Non ha ancora ottenuto nulla che possa presentare” all’opinione pubblica israeliana.
10 aprile 2026
Sirene antiaeree nel nord di Israele vicino al confine con il Libano
Le sirene antiaeree sono state attivate nella notte in diverse comunità del nord di Israele, vicino al confine libanese, a causa del sospetto di un’infiltrazione di droni provenienti dal Libano. Lo riporta The Times of Israel.








