Usa e Iran molto distanti: ecco i punti più difficili del negoziato
Il piano di Teheran prevede molte posizioni incompatibili con i piani di Washington
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I punti chiave
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Una trattativa difficile. In salita. Stati Uniti e Iran inizieranno i colloqui a Islamabad in Pakistan da posizioni molto distanti, anche se il presidente Donald Trump ha detto che le proposte presentate da Teheran costituiscono una «base» per i negoziati. Le due parti restano però ferme su richieste contrapposte per porre fine alla guerra: il piano iraniano in 10 punti mostra scarse sovrapposizioni con il piano Usa in 15 punti. Le differenze da colmare sono quindi ampie. E i nodi non mancano.
Libano
Come sottolineato dalla Bbc, il più recente ostacolo nelle trattative è la campagna israeliana contro Hezbollah, che minaccia di far deragliare i colloqui ancor prima che abbiano inizio. Sebbene il Pakistan stia tentando di persuadere Teheran ad abbandonare il punto sulla tregua in Libano come precondizione per le trattative, la Repubblica islamica insiste che per avviare i colloqui sia necessario prima raggiungere il cessate il fuoco nel Paese dei cedri, un punto escluso categoricamente da Israele che tuttavia sembra aver ridotto il ritmo degli attacchi. Resta da vedere se questa moderazione sarà sufficientemente discreta da soddisfare l’Iran.
Lo Stretto di Hormuz
Attraversato solo da un numero esiguo di navi dall’inizio della tregua. Trump afferma che l’Iran sta “facendo un pessimo lavoro” nel consentire il passaggio delle navi, sottolineando che “questo non è l’accordo raggiunto”. Il decalogo di richieste iraniane prevede il controllo di Teheran sul braccio di mare, anche attraverso il sistema di “pedaggio” introdotto dall’inizio della guerra. Ma le difficoltà restano, soprattutto per la presenza di mine nello stretto.
Nucleare
Trump ha affermato di aver lanciato l’operazione Epic Fury anche per garantire che l’Iran “non possa mai avere l’atomica”, arma che Teheran sostiene di non aver mai cercato di costruire rivendicando il diritto di arricchire l’uranio per scopi civili. La proposta iraniana in 10 punti, che Trump ha definito “una base praticabile su cui negoziare”, include la richiesta di riconoscimento internazionale dei diritti di arricchimento dell’uranio. Secondo quanto riferito, il piano di Trump in 15 punti chiederebbe invece all’Iran di “porre fine a qualsiasi arricchimento dell’uranio sul territorio iraniano”.
I proxy regionali
Washington vuole che l’Iran tagli il suo sostegno finanziario alla rete di alleati (Hezbollah in Libano, Houthi in Yemen, Hamas a Gaza e le milizie in Iraq) che ha conferito a Teheran un’influenza regionale, permettendole di esercitare quella che viene spesso definita “difesa avanzata” nelle sue lunghe dispute con Israele e gli Stati Uniti. Tuttavia, al momento non ci sono segnali che l’Iran sia pronto a rinunciare ai suoi alleati.








