
09 aprile 2026
Axios: «Negoziati tra Israele e Libano iniziano la settimana prossima negli Usa», nessun “cessate il fuoco” prima
In vista dei colloqui Usa-Iran, ipotizzati nel weekend, la tregua è fragile. E i pasdaran insistono: Beirut è decisiva per la pace
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Sintesi per punti
9 aprile 2026
Domenica in Israele ripresa processo per corruzione a Netanyahu
Il processo del premier israeliano Benyamin Netanyahu, imputato per corruzione, riprenderà domenica. Lo ha annunciato il tribunale distrettuale di Gerusalemme, dopo la revoca dello stato di emergenza conseguente al cessate-il-fuoco tra Iran e Stati Uniti. “Con la revoca dello stato di emergenza e la ripresa del funzionamento del sistema giudiziario, le udienze riprendono regolarmente”, e la prossima udienza del primo ministro “è fissata per domenica” alle 9.30 (le 8.30 in Italia), per un’audizione con la difesa presso il tribunale distrettuale di Gerusalemme, si legge in un comunicato del tribunale. Netanyahu è giudicato in tre casi di corruzione, nei quali nega ogni responsabilità. È accusato, insieme a sua moglie Sara, di aver accettato prodotti di lusso per un valore superiore a 260mila dollari (circa 225mila euro), come sigari, gioielli e champagne, da parte di miliardari, in cambio di favori politici.
9 aprile 2026
Media: esplosioni a Dubai, droni contro obiettivi Usa negli Emirati
Esplosioni sono state segnalate a Dubai, mentre ci sarebbero stati attacchi con droni contro obiettivi americani negli Emirati Arabi Uniti. Lo riporta l’agenzia di stampa Sabrin, legata alle milizie filo-iraniane in Iraq.
9 aprile 2026
Khamenei: «Non lasceremo impuniti gli aggressori, per Hormuz nuova fase»
La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, in un lungo messaggio a lui attribuito, ha promesso che l’Iran «non lascerà impuniti» gli aggressori, chiederà «un risarcimento per ogni danno inflitto» e «un indennizzo» per le vittime, avvertendo che ciò porterà la gestione dello Stretto di Hormuz «a una nuova fase». Lo riporta Iran International, aggiungendo che Khamenei esorta anche i vicini arabi a «mantenere la posizione corretta» e a prendere le distanze dalle potenze occidentali. La Guida suprema afferma che l’Iran non cerca la guerra, ma non rinuncerà ai suoi diritti, «e a questo proposito consideriamo l’intero Fronte della Resistenza come un’unica entità unita».
Foto IPP/picture alliance Beirut - Libano - 31/03/2026 Fumo e fiamme si levano da un edificio colpito da un attacco aereo israeliano alla periferia del sobborgo meridionale di Beirut, nei pressi dell'ambasciata iraniana. Italy Photo Press - Guerra Israele-Libano-Hezbollah 16878
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9 aprile 2026
Meloni: soddisfazione per l’avvio dei negoziati diretti Israele-Libano
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, «accoglie con soddisfazione e sostiene con forza la notizia dell’avvio di negoziati diretti tra Israele e Libano, annunciato oggi dal primo ministro Netanyahu». Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi. «Il Governo italiano - viene sottolineato -, che ha già condannato la decisione irresponsabile di Hezbollah di trascinare il Libano in questo conflitto, da tempo sostiene attivamente l’avvio di negoziati diretti tra le due Nazioni, nella convinzione che essi costituiscano l’unica strada per porre fine in modo duraturo alle ostilità tra Libano e Israele. In questo quadro, l’Italia continuerà a sostenere il rafforzamento dello Stato libanese e delle sue istituzioni in modo che il Governo libanese possa ripristinare la sua sovranità sull’intero territorio nazionale, incluso il monopolio statale sulle armi.
Un immediato cessate il fuoco è anche necessario per porre fine alle sofferenze delle popolazioni civili libanese e israeliana e per creare le condizioni migliori per il successo del processo negoziale avviato martedì scorso tra Usa, Iran e Israele», conclude la nota.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell'Aula del Senato durante la relazione al Parlamento sull'attività del governo, a Roma, il 9 aprile 2026. ANSA/ANGELO CARCONI
9 aprile 2026
Araghchi: «Se gli Usa lasciano che Netanyahu distrugga la diplomazia è una scelta loro»
“Se gli Stati Uniti volessero mandare in rovina la propria economia lasciando che Netanyahu distrugga la diplomazia, sarebbe in ultima analisi una loro scelta. Pensiamo che sarebbe una decisione stupida, ma siamo preparati a questa eventualità”: lo afferma su X il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi. Nel post, Araghchi ricorda anche che “il processo penale” che riguarda il premier israeliano per presunta corruzione in patria “riprende domenica”, una volta annunciato un cessate al fuoco con l’Iran, e sostiene che “un cessate il fuoco a livello regionale, che comprenda il Libano, accelererebbe la sua incarcerazione”.
9 aprile 2026
Trump: “Leader iraniani sono ragionevoli”
I leader iraniani “parlano in modo molto diverso in un incontro rispetto a quando parlano con la stampa. Sono molto più ragionevoli”: lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un’intervista concessa alla rete televisiva Nbc. “Stanno accettando tutto ciò che devono accettare. Ricordate, sono stati conquistati, non hanno più un esercito: se non raggiungono un accordo, sarà molto doloroso”, ha concluso.
9 aprile 2026
Trump: «Molto ottimista su un accordo con l’Iran a portata di mano»
Donald Trump è “molto ottimista” sulla possibilità che un accordo di pace con l’Iran sia a portata di mano. Lo ha detto il presidente in un’intervista a Nbc, sottolineando che i leader iraniani parlano diversamente quando sono nelle riunioni rispetto a quando parlano con la stampa. “Sono molto più ragionevoli. Si sono detti d’accordo su tutte le cose su cui dovevano essere d’accordo. Ricordatevi, sono stati conquistati”, ha messo in evidenza.
9 aprile 2026
Prima petroliera non iraniana attraversa Hormuz dal cessate il fuoco
La prima petroliera non iraniana ha attraversato lo Stretto di Hormuz giovedì, dopo l’annuncio del fragile cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. E’ quanto emerge dai dati di MarineTraffic. La Msg, una petroliera battente bandiera gaboniana, ha attraversato lo stretto oggi con a bordo circa 7.000 tonnellate di olio combustibile emiratino ed è diretta ad Aegis Pipavav, in India, secondo il servizio di monitoraggio marittimo. Solo altre due petroliere, entrambe battenti bandiera iraniana, e sei navi portarinfuse hanno attraversato lo stretto da ieri, secondo Kpler, proprietaria di MarineTraffic.
9 aprile 2026
Tajani: nei prossimi giorni sarò a Beirut, sosteniamo la stabilità del Libano
«L’Italia è pronta a fare la sua parte per la stabilità del Libano. Nel Paese sono presenti soldati italiani non solo in missioni congiunte, ma anche in missioni bilaterali per aiutare le forze armate libanesi”. Stiamo lavorando per organizzare nei prossimi giorni il mio viaggio a Beirut per parlare con il presidente” Aoun “e inviare un messaggio chiaro dall’Italia per la stabilità di questo importante Paese». Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in conferenza stampa dopo la riunione ministeriale informale del Med9 a Spalato.
Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, il ministro croato degli Affari esteri ed europei Gordan Grlic Radman e altri ministri degli Esteri partecipano a una riunione ministeriale informale del MED9 a Spalato, in Croazia, il 9 aprile 2026. REUTERS/Antonio Bronic
9 aprile 2026
Israele: «Non ci sarà nessun cessate il fuoco prima dei colloqui col Libano»
Non ci sarà alcun cessate il fuoco con Hezbollah prima dei colloqui con il Libano. Lo ha dichiarato un funzionario israeliano al Times of Israel. I colloqui inizieranno “nei prossimi giorni”, ha confermato il funzionario, senza fornire ulteriori dettagli.
Per Approfondire
9 aprile 2026
«Negoziati tra Israele e Libano iniziano la settimana prossima negli Usa»
I negoziati diretti fra Israele e il Libano inizieranno la prossima settimana e il primo incontro si terrà al Dipartimento di Stato a Washington. Lo riporta Axios citando una fonte israeliana, secondo la quale gli Stati Uniti saranno guidati dall’ambasciatore americano in Libano Michel Issa. Israele sarà invece rappresentata dal suo ambasciatore negli Stati Uniti Yechiel Leiter, mentre il Libano dal suo ambasciatore a Washington Nada Hamadeh-Moawad.
9 aprile 2026
Cnn: tregua di due settimane potrebbe essere prorogata
Il cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran potrebbe essere prorogato, se la Casa Bianca noterà progressi sufficienti. Lo riporta la Cnn, citando fonti dell’amministrazione Trump. Secondo le fonti, l’attuale cessate il fuoco di due settimane può servire da trampolino di lancio per le trattative, fornendo ulteriore tempo per raggiungere un accordo più completo con Teheran.
9 aprile 2026
Mattarella: Libano sotto una tempesta di bombardamenti devastanti
«Abbiamo parlato del Libano, un Paese indipendente con un nuovo governo che sta procedendo anche al disarmo di Hezbollah e che oggi è sotto la tempesta di bombardamenti devastanti». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando a Praga dopo i colloqui con il presidente ceco Petr Pavel.
“Quando nacque la Nato fu per contenere essenzialmente l’offensiva sovietica ma non vi era estranea una visione del futuro. Si sono poi affiancati altri soggetti protagonisti e il mondo si va sempre più caratterizzando da grandi soggetti internazionali. Due sono per valori comuni indissolubilmente legati, Stati Uniti e Europa, e l’interesse riguarda le due sponde dell’atlantico. Quindi la Nato è interesse bilaterale e le sue ragioni storiche si stanno accrescendo e non diminuendo”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando a Praga dopo i colloqui con il presidente ceco Petr Pavel.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA, PETR PAVEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA CECA - VISITA UFFICIALE DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA MATTARELLA IN REPUBBLICA CECA
9 aprile 2026
Netanyahu: «Ho ordinato di aprire al più presto negoziati diretti con il Libano»
«Alla luce dei ripetuti appelli del Libano ad avviare negoziati diretti con Israele, ieri durante la riunione del Consiglio dei Ministri ho dato la direttiva di avviare al più presto negoziati diretti con il Libano. I negoziati si concentreranno sul disarmo di Hezbollah e sull’instaurazione di relazioni pacifiche tra Israele e Libano. Israele apprezza l’appello odierno del Primo Ministro libanese sul disarmo di Beirut». Lo comunica il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una nota.
Per Approfondire
9 aprile 2026
La geopolitica incide sulle decisioni finanziarie

Negli ultimi anni la finanza aziendale ha smesso di essere una disciplina “interna” all’impresa. Le crisi geopolitiche – dalla guerra in Ucraina alle tensioni sulle rotte commerciali globali – hanno reso evidente un punto: il rischio internazionale non è più una variabile di contorno, ma un fattore strutturale nelle decisioni finanziarie.
Il primo effetto è sull’incertezza, che cambia natura. Non si tratta più solo di volatilità dei prezzi, ma di vere e proprie discontinuità: interruzioni delle catene di fornitura, sanzioni, frammentazione dei mercati. Lo si è visto chiaramente nel settore energetico europeo, dove lo shock dei prezzi del gas ha inciso direttamente sui flussi di cassa attesi e, di conseguenza, sul costo del capitale delle imprese. In questo contesto, la liquidità torna al centro: non come inefficienza, ma come opzione strategica per reagire a scenari estremi.
9 aprile 2026
«Trump ha chiesto a Netanyahu di ridurre gli attacchi in Libano»
Donald Trump ha chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di ridurre l’intensità degli attacchi israeliani in Libano al fine di contribuire a garantire il successo dei negoziati con l’Iran. Lo riferisce Nbc citando un funzionario dell’amministrazione Trump. Israele ha accettato di “essere un partner collaborativo”, ha messo in evidenza.
9 aprile 2026
Dem Usa: «tregua con Iran non basta, votare risoluzione per fermare Trump»
In una lettera aperta ai democratici della Camera Usa, il leader della minoranza Hakeem Jeffries ha criticato il cessate il fuoco con l’Iran. “Due settimane sono insufficienti e quindi abbiamo chiesto che la Camera riprenda immediatamente i lavori per votare la nostra risoluzione volta a porre fine in modo permanente alla guerra in Medio Oriente”, ha scritto il dem.
La House è in pausa fino al 14 aprile. Sarà difficile che la risoluzione dell’opposizione riceva l’appoggio dei repubblicani. La deputata Nancy Mace, che il mese scorso era sembrata favorevole alla proposta dei dem, sembra essere rientrata nei ranghi del suo partito. Don Bacon, un altro rappresentante del Grand old party che all’inizio dell’anno aveva sostenuto un provvedimento sui poteri di guerra volto a limitare la politica di Donald Trump nei confronti del Venezuela, ha dichiarato che avrebbe “ascoltato” i dem aggiungendo poi di voler “sconfiggere l’Iran”. Nel frattempo, il leader della minoranza dem al Senato Chuck Schumer ha annunciato che anche la Camera alta voterà una risoluzione sui poteri di guerra relativi all’Iran dopo la pausa.
9 aprile 2026
Lavrov sente Araghchi: speranza per successo negoziati
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, nel corso di una conversazione telefonica con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, ha espresso la speranza per il successo del processo negoziale tra Iran e Stati Uniti. Lo ha riferito il ministero degli Esteri russo, come riporta Interfax. «Lavrov ha espresso la speranza per il buon esito del processo negoziale e ha confermato la disponibilità della Russia a contribuire alla ricerca di soluzioni che consentano di superare le conseguenze dell’aggressione non provocata americano-israeliana contro la Repubblica Islamica dell’Iran e di garantire una pace duratura e una sicurezza stabile nella regione», si legge nel comunicato. La parte russa, si legge, «ha accolto con favore l’annuncio del raggiungimento di accordi su una cessazione delle ostilità di due settimane tra Stati Uniti e Iran e sull’adesione di Israele a tali accordi».
9 aprile 2026
Mosca: «Condanniamo con fermezza attacco israeliano»
«Condanniamo con fermezza questo attacco israeliano al Libano, che ha causato numerose vittime tra civili innocenti e ingenti distruzioni delle infrastrutture civili. Attira l’attenzione il fatto che esso sia stato effettuato praticamente subito dopo l’entrata in vigore dell’accordo tra Stati Uniti e Iran su una tregua di due settimane, quando si era aperta la possibilità di un percorso verso una soluzione diplomatica dell’acuta crisi politico-militare nella regione. Tali azioni aggressive mettono a rischio il processo negoziale appena avviato e aumentano significativamente i rischi di una ripresa di un confronto armato su larga scala in Medio Oriente», ha dichiarato in un comunicato stampa il ministero degli Esteri russo.
«L’8 aprile Israele ha effettuato massicci attacchi missilistici e aerei sul territorio del Libano, inclusi quartieri residenziali di Beirut. Secondo le autorità libanesi, il numero delle vittime a seguito dei bombardamenti della capitale e di altri centri abitati - senza precedenti per scala - ha già superato le 250 persone, mentre oltre 1.100 residenti sono rimasti feriti. A questo proposito, il 9 aprile è stato dichiarato lutto nazionale nel Paese», ha specificato il ministro, esprimendo condoglianze «ai familiari e ai parenti delle vittime e auguriamo una pronta guarigione ai feriti».
9 aprile 2026
Parigi, accordo Ue-Israele potrebbe essere ridiscusso
L’accordo di associazione fra l’Unione europea e Israele potrebbe essere «ridiscusso» alla luce della «gravità di quanto successo ieri e vista la situazione in Cisgiordania»: lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri francese, Pascal Confavreux, definendo «sproporzionati» i bombardamenti da parte di Israele contro il Libano.
L’accordo di associazione tra Israele e l’Unione Europea, firmato nel 2000, potrebbe quindi essere rinegoziato alla luce dei raid israeliani sul Libano. Oltre 200 persone sono rimaste uccise negli attacchi aerei di mercoledì. «Vista la gravità di quanto accaduto ieri e la situazione in Cisgiordania, non possiamo escludere la possibilità di riaprire le discussioni sulla sospensione dell’accordo di associazione tra l’Unione Europea e Israele, oltre alle sanzioni nazionali«, le sue parole riportate dai media francesi. «Israele ha certamente il diritto di difendersi, ma le sue azioni non sono solo inaccettabili, bensì sproporzionate e stanno portando a una situazione di stallo di fatto», ha aggiunto.
Una sospensione dell’accordo, in vigore dal 2000 e mirante a facilitare il dialogo politico e gli scambi commerciali fra le due parti, deve essere adottata all’unanimità dai 27 Stati membri. L’anno scorso, di fronte all’escalation militare e alla crisi umanitaria a Gaza, l’Ue ha avviato il riesame dell’accordo, su richiesta di diversi stati membri fra i quali l’Olanda, secondo i quali Israele non rispetta i diritti umani e i principi democratici, come prevede l’articolo 2 dell’accordo. Un rapporto della Commissione europea ha in seguito ritenuto che Israele violi quell’articolo. La Germania, in particolare, si è opposta a qualsiasi sospensione globale o disdetta dell’accordo.
9 aprile 2026
Fmi: taglieremo stime crescita, non ci sarà ritorno a status quo
Se non ci fosse stato lo shock causato dalla guerra in Iran, “avremmo rivisto al rialzo le previsioni di crescita globale. Ma ora, anche il nostro scenario più ottimistico prevede una revisione al ribasso delle previsioni di crescita”. Lo ha dichiarato la direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, nel suo intervento all’evento di apertura degli Spring Meetings 2026 del Fmi. “L’economia mondiale, resiliente, è nuovamente messa alla prova dalla guerra in Medio Oriente, ora in fase di tregua”, ha spiegato, e “anche nel migliore dei casi, non ci sarà un ritorno chiaro e netto allo status quo precedente. Quello che sappiamo è che la crescita sarà più lenta, anche se la nuova pace dovesse rivelarsi duratura”.
L’impatto della guerra in Iran sull’economia mondiale “dipende dal fatto che il cessate il fuoco regga, e porti a una pace duratura, e dall’entità dei danni che la guerra si lascerà alle spalle”, ha spiegato. “Date le incertezze, il nostro World Economic Outlook, che sarà pubblicato la prossima settimana, includerà una serie di scenari, che vanno da una normalizzazione relativamente rapida, a uno scenario intermedio, fino a uno in cui i prezzi del petrolio e del gas rimangono molto più alti per molto più tempo e gli effetti secondari prendono piede”.
“Tutti questi scenari - ha proseguito Georgieva - partono da una situazione in cui gli ingenti investimenti nell’intelligenza artificiale e nella tecnologia, le condizioni finanziarie favorevoli e altri fattori stavano generando un notevole slancio nell’economia mondiale. Infatti, se non fosse stato per questo shock, avremmo rivisto al rialzo le previsioni di crescita globale. Ma ora, anche il nostro scenario più ottimistico prevede una revisione al ribasso delle previsioni di crescita. Ciò a causa dei danni alle infrastrutture, alle interruzioni dell’approvvigionamento, alla perdita di fiducia e ad altri effetti di lunga durata”.
“Sappiamo inoltre che esistono notevoli differenze a livello mondiale - ha sottolineato -. I paesi in grado di esportare petrolio e gas senza ostacoli sono quelli meno colpiti. Al contrario, i paesi direttamente colpiti dalla guerra - compresi gli esportatori di petrolio e gas che hanno subito il blocco - e i paesi che dipendono dalle importazioni di petrolio e gas continuano a subire il peso maggiore dell’impatto”.
9 aprile 2026
Iran, Fmi: con guerra insicurezza alimentare per altre 45 mln persone
La guerra in Medio Oriente ha generato “insicurezza alimentare per altri 45 milioni di persone o più, portando il numero totale di persone che soffrono la fame a oltre 360 milioni”. Lo ha dichiarato la direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Kristalina Georgieva, nel suo intervento all’evento di apertura degli Spring Meetings 2026 del Fmi.
“Le interruzioni dell’approvvigionamento - ha spiegato - hanno avuto, e continueranno ad avere ancora per qualche tempo, effetti a catena, quali: chiusure di raffinerie di petrolio; carenze di prodotti raffinati, tra cui il gasolio e il carburante per aerei, che hanno interrotto i trasporti, il commercio e il turismo in un mondo più interconnesso che mai; insicurezza alimentare per altri 45 milioni di persone o più a causa delle interruzioni dei trasporti — portando il numero totale di persone che soffrono la fame a oltre 360 milioni — con il rischio che il problema peggiori nel tempo a causa dei prezzi elevati dei fertilizzanti”.
9 aprile 2026
Merz, Israele con raid in Libano rischia far saltare processo pace
«La brutalità con cui Israele sta conducendo la guerra lì potrebbe far deragliare l’intero processo di pace. E questo non deve accadere». Lo ha affermato il cancelliere tedesco Alexander Merz. «Per questo motivo ieri, insieme ad altri capi di Stato e di governo, ho chiesto al governo israeliano di porre fine agli attacchi intensificati», ha aggiunto.
9 aprile 2026
Pakistan, apprezziamo la de-escalation prima dei colloqui di Islamabad
Il Pakistan afferma che il premier pachistano Shehbaz Sharif e il capo delle forze armate Asim Munir hanno «apprezzato la moderazione dimostrata da tutte le parti» prima dei colloqui tra Iran e Usa in programma a Islamabad nel fine settimana. «I due leader hanno espresso soddisfazione per la de-escalation finora raggiunta e hanno sottolineato la necessità che tutte le parti mantengano la pace e il cessate il fuoco», sostiene l’ufficio del premier pachistano Sharif.
9 aprile 2026
Katz (Israele): «Hezbollah brama cessate il fuoco»
«Hezbollah desidera ardentemente un cessate il fuoco’». È quanto ha sostenuto il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, affermando che «più di 200 terroristi sono stati eliminati nell’Operazione Eternal Darkness». Katz ha aggiunto che il bilancio delle vittime di ieri «porta il numero degli eliminati in questa campagna a circa 1.400: Hezbollah è sbalordito dalla portata del colpo« che ha subito. Riguardo alla situazione iraniana, il ministro della Difesa ha affermato che le Forze di Difesa Israeliane (Idf) sono pronte ad agire con la forza se l’Iran dovesse lanciare attacchi contro Israele.
9 aprile 2026
Axios: in amministrazione Trump nessuno è incaricato del dossier Libano
Mentre i combattimenti tra Israele e Hezbollah in Libano minacciano il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, nell’amministrazione di Donald Trump «non c’è alcun alto funzionario realmente incaricato del dossier libanese». Lo riferisce su X Barak Ravid, corrispondente di Axios.
🚨🇺🇸🇱🇧🇮🇱🇮🇷While the fighting between Israel and Hezbollah in Lebanon is putting the ceasefire with Iran in jeopardy, there in no senior official in the Trump administration who is actually in charge of the Lebanon file
— Barak Ravid (@BarakRavid) April 9, 2026
9 aprile 2026
Sa’ar (Israele): «Libano sia liberato dalla morsa del regime iraniano»
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha dichiarato, dopo una telefonata con il suo omologo cipriota, che il Libano non deve essere trattato come uno Stato cliente del regime iraniano. «Il Libano deve essere liberato dalla morsa del regime iraniano, non deve essere stretta ulteriormente!», ha scritto Sa’ar su X.
Il capo della diplomazia israeliana ha osservato che il Libano non ha dato seguito alla decisione di espellere l’ambasciatore iraniano a Beirut, Mohammad Reza Shibani, dichiarato persona non grata. Il termine per la sua partenza è scaduto alla fine di marzo, ma Shibani rimane in città.
9 aprile 2026
Petrolio: Wti in rialzo del 6%, torna sopra i 100 $ al barile
Il petrolio Wti è tornato sopra i 100 dollari al barile, con lo Stretto di Hormuz che resta, di fatto, bloccato, nonostante la tregua tra Stati Uniti e Iran. In questo momento, è in rialzo al Nymex del 5,98% a 100,06 dollari al barile.
9 aprile 2026
Teheran: «Prossime ore cruciali, Pakistan ha impedito rappresaglia»
«Le prossime ore saranno cruciali’». Lo ha dichiarato il vice ministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi spiegando che i Pasdaran erano pronti a intervenire per rispondere agli attacchi israeliani in Libano, ma il Pakistan, che ha mediato l’accordo con gli Stati Uniti, è intervenuto per fermare la rappresaglia. «Gli Stati Uniti devono fermare gli attacchi israeliani al Libano», ha dichiarato. «L’accordo deve includere il Libano, eravamo sul punto di rispondere agli attacchi, ma il Pakistan è intervenuto. Le prossime ore saranno cruciali», ha aggiunto Takht-Ravanchi.
9 aprile 2026
Iran tiene il punto: colloqui con Usa solo se tregua in Libano
L’Iran ha ribadito oggi che il Libano rientra nell’accordo di cessate di fuoco raggiunto con gli Stati Uniti, rendendo così Beirut una variabile decisiva per la tenuta dell’intesa e per il futuro del colloqui che dovrebbe iniziare questo fine settimana in Pakistan.
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, che potrebbe guidare la delegazione iraniana in Pakistan, ha ribadito oggi che «il Libano e tutto l’Asse della resistenza, sono una parte inseparabile del cessate il fuoco», come «pubblicamente e chiaramente dichiarato» dal premier pachistano Shehbaz Sharif, per cui «non c’è spazio per smentite e marce indietro».
«Violazioni dei cessate il fuoco comportano costi espliciti e una risposta forte. Spegnere immediatamente l’incendio», ha aggiunto.
Da parte sua il vice ministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, ha detto oggi che la scorsa notte è stata «critica, perchè non avevamo altra opzione che rispondere alla nuova atrocità» commessa in Libano, lasciando poi intendere che Teheran non ha risposto agli attacchi israeliani dopo «scambi di messaggi attraverso il Pakistan». «Ora speriamo che l’America riesca a controllare il suo alleato», ha aggiunto Khatibzadeh, auspicando che «si possa procedere e andare in Pakistan».
9 aprile 2026
Vance: «Sta all’Iran decidere se far saltare la tregua per il Libano»
«Questo cessate il fuoco è un buon primo passo», ha detto il vicepresidente Usa.
9 aprile 2026
Libano: Tenenti (ex Unifil): «Missione sempre stata scomoda, paga l’aver tenuto testa a Israele»
Unifil, dispiegata nel sud del Libano, è una «missione che è sempre stata in qualche modo scomoda» e oggi «non c’è nessun tipo di luce in fondo al tunnel». A parlare è Andrea Tenenti, che è stato dal 2006 - dalla guerra dei 33 giorni tra Israele e Hezbollah libanesi - e fino alla scorsa estate portavoce della missione Unifil. Ricorda i 30 anni in totale di Onu alle spalle, convinto che il «diritto internazionale non stia bene da un po’ di tempo» e che «adesso» stia «molto male». Una nota dell’ambasciata israeliana a Roma incentrata sulla situazione nel sud del Libano denuncia «il fallimento della missione nell’applicare la Risoluzione 1701» del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che nel 2006 pose fine alle ostilità e afferma che le forze Unifil (più di 40 Paesi, Italia compresa) «non sono oggetto di attacchi deliberati». Tenenti torna indietro almeno al 2023. Il 7 ottobre di quell’anno il massacro di Hamas in Israele. E l’avvio delle operazioni militari israeliane contro Hamas e altri gruppi nella Striscia di Gaza, devastata dai raid. Il coinvolgimento nel conflitto degli Hezbollah libanesi, con un sostegno storico da parte dell’Iran. «Dal 2023, dall’inizio del conflitto, deliberatamente ci hanno attaccato», afferma Tenenti. «Ci hanno anche chiesto di lasciare il sud del Paese, sia le forze armate israeliane che il premier Benjamin Netanyahu - rimarca - Ma la Missione è rimasta perché voluta dalla comunità interzionale». E «penso la Missione stia pagando il prezzo di avere in qualche modo in quel momento tenuto testa alta rimanendo nel sud del Libano».
9 aprile 2026
Meloni: al fianco degli Usa ma non subalterni, voglio Ue più forte
Un’Italia saldamente ancorata all’Alleanza atlantica come «da circa 80 anni a questa parte» ma «non subalterna» agli Usa, che è capace di dire no a Washington «come dimostra Sigonella» e che costruisce una Europa «più forte», con una sua autonomia strategica e di difesa.
Nell’informativa alle Camere, Giorgia Meloni descrive così la sua strategia di politica estera, rivendicando la capacità di «parlare con chiarezza» a Israele e a Donald Trump quando non si era d’accordo con le loro scelte, e respingendo lo «scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al Presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo ’la Meloni scelga tra Trump e l’Europa’».
Un ragionamento anche in questo caso declinato nell’attacco alle opposizioni: «La posizione italiana, nella crisi iraniana, è stata esattamente la stessa dei principali paesi europei. Allora mi chiedo, e vi chiedo, se quando si dice che dobbiamo stare con l’Europa si intenda davvero l’Europa, o si intenda piuttosto la sinistra europea, anche quando questo significa dividere l’Europa. Perché temo che le due cose non stiano insieme. Attendo fiduciosa una risposta».
A giudizio della premier, l’Europa deve però «saper adeguare la sua strategia a un mondo che cambia alla velocità della luce, anteponendo il principio di realtà alle sovrastrutture burocratiche e ai dogmi ideologici». E dunque «competitività, semplificazione burocratica, transizione verde realistica e non ideologica, autonomia strategica bilanciata che riduca gradualmente le nostre dipendenze. E una capacità di difesa che non ci faccia dipendere dai nostri alleati americani». Ovvero, «prima di aspettarci qualcosa dagli altri, proviamo a occuparci davvero di noi stessi».
La premier prende le distanze dall’intervento di Usa e Israele in Iran, e spera nella «flebile prospettiva di pace» rappresentata dalla tregua: «Condanniamo con fermezza qualsiasi forma di violazione del cessate il fuoco. Cessazione permanente delle ostilità, cessazione degli attacchi verso i Paesi del Golfo, cessazione delle operazioni militari in Libano; rinuncia dell’Iran al proprio programma nucleare e alla costante minaccia nei confronti dei vicini regionali e oltre; pieno ripristino della libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz, che non deve essere soggetta a nessuna forma di restrizione, come invece sembra essere accaduto nelle ultime ore», sono gli auspici.
Detto questo, Meloni riconosce che «è innegabile che stiamo vivendo un momento di particolare difficoltà nei rapporti tra l’Europa e gli Stati Uniti». Ma si tratta di «una traiettoria chiara che le leadership europee del recente passato hanno lungamente, e a mio avviso colpevolmente, preferito non cogliere. Comprese quelle che governavano in Italia, e che si accontentavano di una pacca sulla spalla o di un tweet di endorsement quando formavano un nuovo governo», ha aggiunto. Ma ciò nonostante, «continuo a credere nella necessità di lavorare per garantire l’unità dell’Occidente. Siamo ’testardamente occidentali’» dice tirando in ballo Elly Schlein, «perché solo se l’Occidente è unito può essere una forza capace di dire la propria sul palcoscenico del mondo. E perché senza quella unità, noi, non altri, saremmo più deboli».
9 aprile 2026
Premier Pakistan sente Macron, preoccupazione per il Libano
Il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif ha reso noto di aver effettuato una «telefonata cordiale e costruttiva» con il presidente francese Emmanuel Macron. «Il Pakistan continuerà a collaborare con i suoi partner e amici, tra cui la Francia, per garantire che questa opportunità porti a una pace duratura», ha scritto in un post su X dove ha spiegato anche che le parti hanno espresso «la profonda preoccupazione per le aggressioni in corso in Libano» sottolineando «l’urgente necessità di porre fine alla violenza e alla perdita di vite innocenti, affinché la pace possa essere ristabilita in tutta la regione».
9 aprile 2026
Nyt: con l’Iran colpo alla credibilità americana, per gli Usa «Momento Suez»
Il cessate il fuoco con l’Iran è un «colpo» alla credibilità americana e forse un «momento Suez» per gli Stati Uniti, ovvero l’istante in cui una potenza segna l’inizio del suo declino internazionale. Lo riporta il New York Times, sottolineando che le due settimane di tregua lasciano l’Iran alla guida dello Stretto di Hormuz e con i temi del nucleare e del programma di missili balistici non risolti. Per il resto del mondo la guerra «inizia a sembrare una sconfitta militare, più seria dell’Iraq e dell’Afghanistan», afferma Bruno Macaes, ex ministro del Portogallo. Con il debole cessate il fuoco molti si chiedono - spiega il New York Times - se questo sia un momento Suez per gli Stati Uniti. La crisi di Suez risale all’ottobre del 1956, quando il Regno Unito, la Francia e Israele attaccarono l’Egitto per forzare l’apertura del canale sul Mar Rosso. Gli Stati Uniti non parteciparono ma Dwight Eisenhower, a pochi giorni dalle elezioni, ordinò loro di fermarsi. Il premier britannico Anthony Eden si dimise. L’episodio è divenuto la sintesi di come il Regno Unito, stremato dalla Seconda Guerra Mondiale, cedette agli Stati Uniti il proprio ruolo di potenza globale.
9 aprile 2026
Teheran farà passare solo 15 navi al giorno da Hormuz
In base all’accordo di cessate il fuoco, l’Iran consentirà il transito di non più di 15 navi al giorno attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito una fonte iraniana di alto livello all’agenzia russa Tass.
9 aprile 2026
Kallas (Ue): cessate il fuoco è «fragile», ma «alternativa è fosca»
«Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran resta fragile, ma l’alternativa è fosca. La rapida riapertura dello Stretto di Hormuz deve essere una priorità», ha dichiarato su X l’Alta rappresentante della politica estera europea Kaja Kallas, dopo aver incontrato ad Abu Dhabi il vice primo ministro Abdullah bin Zayed Al Nahyan, «per discutere della guerra con l’Iran e del suo impatto regionale, anche su Libano e Iraq».
«Abbiamo inoltre parlato della nostra cooperazione bilaterale e di come portare avanti il partenariato tra Ue ed Emirati Arabi Uniti, anche in materia di sicurezza e difesa», ha specificato Kallas.
9 aprile 2026
Centcom, Teheran ha subito sconfitta militare epocale
In un videomessaggio, il capo del Comando Centrale delle forze armate statunitensi, l’ammiraglio della Marina statunitense Brad Cooper, ha affermato che l’Iran «ha subito una sconfitta militare epocale».
Stati Uniti e Israele hanno «chiaramete compiuto» la missione di degradare le capacità militari iraniane, ha proseguito l’ammiraglio Cooper: «Ci eravamo prefissi di smantellare la capacità del regime iraniano di proiettare la propria potenza oltre i suoi confini, e abbiamo chiaramente portato a termine questo compito. L’Iran ha subito una sconfitta militare generazionale. Gli Stati Uniti e Israele hanno sistematicamente distrutto la capacità dell’Iran di condurre operazioni militari su larga scala per gli anni a venire». Secondo Cooper, «la capacità militare convenzionale dell’Iran, costruita in oltre 40 anni al costo di miliardi di dollari, è stata eliminata». E ancora, ha affermato l’ammiraglio, «dopo aver condotto con successo oltre 13.000 attacchi contro obiettivi militari iraniani e aver effettuato migliaia e migliaia di voli di combattimento, le forze statunitensi hanno sospeso le operazioni offensive in conformità con il cessate il fuoco in corso». Il capo del Centcom chiarisce infine: «Tuttavia, restiamo presenti, restiamo vigili e restiamo pronti se chiamati» e le forze armate americane continueranno anche «a stare fianco dei nostri partner regionali nel mantenere l’ombrello di difesa aerea attivo più sofisticato e più grande del mondo».
9 aprile 2026
Ue, «no rischi immediati su forniture di gas ma effetti a lungo termine»
L’Unione europea non registra “rischi immediati di sicurezza dell’approvvigionamento” di gas ma sono prevedibili “conseguenze a lungo termine”. È quanto emerso dalla riunione del gruppo di coordinamento sul gas che si è tenuta a Bruxelles questa mattina. All’incontro, a quanto si apprende, è stata ribadita la necessità di iniziare a preparare le scorte per l’inverno. Le infrastrutture dell’Ue sono pronte a riempire le riserve almeno all’80% entro il primo novembre. Ai governi è stato ribadito l’invito a evitare “la corsa di fine estate” e avviare invece i lavori per l’immissione anticipata di gas nelle riserve.
9 aprile 2026
Iran: Ue, garantire libertà di navigazione ad Hormuz, no a pedaggi
“Siamo qui per pronunciarci su ciò che dice la legge. E il diritto internazionale prevede la libertà di navigazione. Significa, in sostanza, nessun pagamento o pedaggio di alcun tipo. Ancora una volta, la linea è chiara: lo Stretto di Hormuz, come qualsiasi altra corsia di navigazione, è un bene pubblico per tutta l’umanità. Significa che la libertà di navigazione deve essere gratuita e garantita. Possiamo ribaltarla in qualsiasi modo, ma la legge è chiara”. Lo afferma il portavoce per gli Affari esteri della Commissione europea, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa, rispondendo a una domanda sulla proposta dell’Iran di far pagare un pedaggio per il transito delle imbarcazioni nello Stretto di Hormuz.
9 aprile 2026
Iran: Der Spiegel, da Trump “ultimatum” ai partner europei su missione Hormuz
- Aumenta la pressione esercitata dagli Stati Uniti sui partner europei per un impegno militare nello Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferito dal settimanale tedesco ’Der Spiegel’, il segretario generale della Nato Mark Rutte ha comunicato alle capitali europee che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si aspetta, nei prossimi giorni, impegni concreti per l’invio di navi da guerra o altre capacità militari militari dall’Europa. Gli impegni politici, come quelli assunti nei giorni successivi all’inizio della guerra, non sarebbero più sufficienti. La richiesta di Trump equivale a un ultimatum, hanno affermato diversi diplomatici europei che sono stati informati dopo l’incontro del segretario generale dell’Alleanza Atlantica con Trump. Anche Berlino aveva segnalato nei giorni scorsi la disponibilità di principio per una missione congiunta nello stretto. Dal punto di vista del governo federale, tuttavia, devono essere soddisfatti alcuni criteri, ad esempio un mandato solido delle Nazioni Unite e un cessate il fuoco duraturo o addirittura una tregua negoziata.
9 aprile 2026
Chiudere Hormuz o tassare le navi per il passaggio non è legale

Negli ultimi giorni, dopo la sospensione da parte del governo iraniano della possibilità per le navi mercantili (quantomeno per quelle in navigazione verso porti di stati occidentali) di attraversare lo stretto di Hormuz, sono riportate con insistenza le ipotesi avanzate dallo stesso governo di sottoporre detto attraversamento al pagamento di qualche tipo di pedaggio. Vale la pena di verificare cosa stabiliscano al riguardo le norme di diritto marittimo internazionale vigenti.
9 aprile 2026
Iran: solo 4 navi con carico secco passate da Hormuz primo giorno tregua, erano 9 in piena guerra
Solo quattro navi, e con carico secco (quindi nessuna petroliera o gasiera), sono passate dallo Stretto di Hormuz ieri, primo giorno della fragile tregua di due settimane fra Stati Uniti e Iran, scrive il New York Times, citando S&P Global Market Intelligence. Nei cinque giorni precedenti, quindi a guerra in corso, ne erano passate in media nove al giorno. Gli analisti del traffico marittimo precisano anche che non ci sono segni di un riposizionamento delle navi in attesa da settimane nella zona, o della formazione di una coda, per attraversare lo Stretto. Ed è proprio la fragilità della tregua la ragione di questo stallo ulteriore.
9 aprile 2026
Capo nucleare iraniano, «nessuno ci fermerà sull’arricchimento dell’uranio»
Il responsabile nucleare iraniano ha affermato che le richieste degli avversari di limitare il programma di arricchimento dell’uranio del Paese non avranno successo. Il capo dell’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran Mohammad Eslami ha affermato che tali appelli sono “illusioni” e non possono fermare le attività nucleari dell’Iran. “Nessuna legge o individuo può fermarci”, ha affermato Mohammad Eslami, aggiungendo che le azioni passate degli avversari, inclusa la guerra in corso, si sono rivelate un fallimento. Lo riporta Iran International
9 aprile 2026
Media Libano, almeno 17 persone uccise stamattina in raid israeliani
Almeno 17 persone sono state uccise e diverse altre ferite nei raid aerei israeliani sul Libano meridionale. Lo scrive l’agenzia di stampa libanese Nna. Un attacco israeliano sulla città di Zrariyeh, nel Libano meridionale, ha causato la morte di oltre 10 persone, tra cui donne e bambini, dopo aver colpito un edificio residenziale. Un altro raid aereo israeliano a Abbassiyeh ha causato la morte di almeno sette persone e il ferimento di altre, precisando che le cifre sono ancora preliminari. Il ministero della Salute ha dichiarato che il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani sul Libano dal 2 marzo è salito a 1.739.
9 aprile 2026
Kallas: Israele non ha diritto di distruggere il Libano
L’alta rappresentante dell’Ue per la politica estera Kaja Kallas ha affermato oggi che Hezbollah ha trascinato il Libano nella guerra, ma che il diritto di Israele a difendersi non giustifica una distruzione di tale portata.
In un post su X, Kallas ha scritto che “Hezbollah ha trascinato il Libano nella guerra, ma il diritto di Israele a difendersi non giustifica l’infliggere una distruzione così massiccia”. Ha aggiunto che “i raid israeliani della scorsa notte hanno ucciso centinaia di persone, rendendo difficile sostenere che azioni così pesanti rientrino nell’autodifesa”
9 aprile 2026
Libano: Netanyahu, «continueremo a colpire Hezbollah ovunque necessario»
Israele continuerà a colpire Hezbollah “ovunque sia necessario”. L’avvertimento arriva dal premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Stiamo continuando a colpire Hezbollah con forza, precisione, determinazione”, ha scritto in un messaggio postato sul suo account X. “Il nostro messaggio è chiaro: chiunque agisca contro i civili israeliani - li colpiremo. Continueremo a colpire Hezbollah ovunque sia necessario, fino a quando verrà ripristinata pienamente la sicurezza per i residenti del nord” di Israele.
Per Approfondire
9 aprile 2026
Meloni, coalizione per Hormuz al lavoro per ripristinare la libera navigazione
“È interesse prioritario dell’Italia, e dei suoi partner europei e occidentali, che la libertà di navigazione venga pienamente ripristinata alle condizioni precedenti al 28 febbraio, in modo da poter normalizzare la situazione di tensione sui mercati energetici, delle materie prime critiche, dei fertilizzanti e di altri prodotti essenziali per la nostra economia”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella sua “informativa sull’azione del governo”, in aula alla Camera. “Su questo punto - ha aggiunto - siamo già al lavoro con la coalizione per lo Stretto di Hormuz promossa dal Regno Unito, alla quale partecipano oltre 30 Paesi, per provare a costruire condizioni di sicurezza che consentano il pieno ripristino della libertà di navigazione e di approvvigionamento. Un contributo che, crediamo, sia importante in questa fase negoziale”
9 aprile 2026
Meloni: «Alla Camera insulti e demagogia». Schlein: «La sfida l’hai già persa»

«Niente dimissioni, né rimpasto». «Non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre sono da sempre scritte nel programma di governo» e «governeremo per cinque anni come ci siamo impegnati a fare». Intervenuta alla Camera per un’informativa sul programma per l’ultimo anno della legislatura, a poco più di due settimane dalla débâcle referendaria del 22 e 23 marzo, la premier Giorgia Meloni ha chiuso all’ipotesi di una crisi di governo.
Tra i temi affrontati, la politica estera, le misure a sostegno dell’economia, il rilancio dell’esecutivo. Quanto alla crisi in Medio Oriente, Meloni ha chiarito che «se ci sarà una nuova recrudescenza» del conflitto in Iran «dovremo porci seriamente il tema di una risposta europea non dissimile per approccio e strumenti da quella messa in campo per la pandemia. In quel caso non dovrebbe e essere un tabù ragionare sulla possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita: non una deroga per singolo Stato membro ma un provvedimento generalizzato». Negli ultimi due giorni Meloni ha marcato le distanze dalle minacce di Donald Trump all’Iran, e dalla scelta di Israele di proseguire gli attacchi in Libano, denunciando anche «azioni irresponsabili» come quelle nei confronti di un convoglio Unifil italiano.
9 aprile 2026
Teheran, apertura Hormuz dipende da fine aggressione Usa e stop raid in Libano
L’Iran consentirà alle navi di transitare attraverso lo Stretto di Hormuz in conformità con le “norme internazionali e il diritto internazionale” una volta che gli Stati Uniti avranno posto fine alla loro “aggressione” in Medioriente e Israele smetterà di attaccare il Libano. È quanto ha detto il vice ministro degli Esteri iraniano, Saeed Khatibzadeh, parlando con la Bbc. Il vice ministro ha dichiarato che l’Iran ha chiuso lo Stretto dopo che Israele, alleato degli Stati Uniti, ha commesso una “grave violazione intenzionale del cessate il fuoco”.
9 aprile 2026
Iran, la pericolosa corsa di Trump fermata dal muro della realtà

Nei giorni scorsi Donald Trump aveva annunciato via social l’intenzione di riportare l’Iran all’età della pietra o addirittura eliminarlo come civiltà. Perché all’ultimo si è tirato indietro, annunciando una tregua quando già i telegiornali avevano messo in cantiere speciali notturni? Chi ha vinto? La guerra è finita o riprenderà tra due settimane?
È impossibile rispondere in senso storico all’attualità stretta, specie se le parti non hanno neppure rivelato i dieci punti sui quali continuano le trattative. In compenso, è già possibile identificare i temi con i quali misurarsi, primi tra tutti il raggiungimento degli obbiettivi del conflitto. Compito comunque difficile, non solo perché Usa e Israele hanno agende diverse - in gran parte coperte – ma anche perché non vi è garanzia che la tregua non sia solo l’intervallo tra due tempi di una partita infinita.
9 aprile 2026
Iran: Riad, Araghchi chiama ministro Esteri saudita, prima telefonata da inizio guerra
Colloquio telefonico tra il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, e il ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan bin Abdullah Al Saud. A darne notizia è l’agenzia ufficiale saudita Spa. Si tratta del primo contatto tra i due da quando il 28 febbraio Usa e Israele hanno annunciato l’avvio di operazioni militari contro l’Iran, che non ha mancato di ’rispondere’ prendendo di mira obiettivi nei Paesi del Golfo, anche in Arabia Saudita, eterna rivale della Repubblica islamica nella regione. Secondo i media della monarchia del Golfo, il colloquio è avvenuto su iniziativa iraniana, a poco più di 24 ore dall’annuncio della tregua di due settimane tra Usa e Iran.
9 aprile 2026
Le ossessioni e gli interessi di Netanyahu sono i veri ostacoli all’accordo in Medio Oriente

Ora Donald Trump ci venderà due settimane di tregua come una pace che lui aveva sempre previsto, anche prima d’incominciare la guerra. Tuttavia le ragioni per un ottimismo cauto ci sono. Le richieste iraniane sono in gran parte irricevibili; anche i 15 punti del piano Trump lo erano. A Islamabad il compito dei negoziatori sarà creare le condizioni per andare oltre le due settimane di tregua ed entrare nelle questioni che contano.
Deve tuttavia essere chiaro per chi pensa a una pace duratura, che potrà essere raggiunto solo un cessate il fuoco. Il mese di bombardamenti ha scavato un’ostilità non facile da colmare: fra Usa e Iran, fra Usa e arabi del Golfo, fra arabi del Golfo e Iran.
9 aprile 2026
Libano: Idf, ucciso il segretario del leader di Hezbollah
Le Forze di difesa israeliane hanno rivendicato l’uccisione nei raid di ieri a Beirut di Ali Yusuf Harshi, segretario personale del leader di Hezbollah Naim Qassem. “Stretto collaboratore e consigliere personale, Harshi svolgeva un ruolo chiave nella gestione e nella sicurezza dell’ufficio di Qassem”, fanno sapere le Idf in un post su X, nel quale riferiscono anche di aver colpito due importanti valichi utilizzati da Hezbollah per spostare armi a sud del fiume Litani, insieme a circa 10 depositi di armi, lanciatori e centri di comando nel Libano meridionale.
9 aprile 2026
Cina: sovranità del Libano non deve essere violata
La Cina ritiene che la sovranità e la sicurezza del Libano non devono essere violate e che la vita e i beni dei civili devono essere protetti. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, commentando nella quotidiana conferenza stampa a Pechino i raid israeliani di ieri, che hanno provocato almeno 254 morti e 1.165 feriti, in gran parte civili.
Mao ha sottolineato che “la sovranità e la sicurezza del Libano non dovrebbero essere violate” e che “la sicurezza della vita e dei beni dei civili deve essere garantita”.
La portavoce ha quindi aggiunto che la Cina “invita le parti interessate a mantenere calma e moderazione” e a “favorire una diminuzione della tensione nella situazione regionale”.
9 aprile 2026
Air France: prolunga sospensione dei voli verso Medio Oriente fino al 3 maggio
Air France ha annunciato la proroga della sospensione dei voli verso il Medio Oriente fino al 3 maggio. Tale decisione è stata presa prima del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. «A causa della situazione di sicurezza in queste destinazioni e della continua chiusura dello spazio aereo ai voli commerciali, la compagnia aerea è costretta a prorogare la sospensione dei voli da/per Tel Aviv, Beirut, Dubai e Riyad fino al 3 maggio 2026 compreso (ovvero fino al 4 maggio 2026 per i voli in partenza da Dubai)», ha specificato Air France.
9 aprile 2026
Iran: Wsj dopo tregua fragile, «timori victory lap prematuro»
Passate più di 24 ore dall’annunciata tregua fra Usa e Iran, il timore è di fondo che ci sia una forte possibilità riprenda la guerra. Secondo il Wall Street Journal, tra stretti alleati di Donald Trump e fra diverse persone nell’entourage del presidente degli Stati Uniti regna la preoccupazione che sia stata sopravvalutata quella che è di fatto una fragile tregua con l’Iran, che - viene evidenziato - resta in grado di bloccare le imbarcazioni nello Stretto di Hormuz e di attaccare le forze Usa nella regione. Secondo varie fonti sentite dal giornale che titola su quello che viene definito un “victory lap prematuro”, il presidente è stato avvisato dei rischi e delle capacità che tuttora conserva la Repubblica islamica, dopo settimane di operazioni militari di Usa e Israele. E fra le preoccupazioni c’è anche quella che in assenza di concessioni significative da parte degli Stati Uniti, ardue da parte del tycoon, difficilmente l’Iran avrebbe riaperto lo Stretto di Hormuz. Così, è il ragionamento, uno stallo potrebbe portare a una ripresa dei combattimenti. Stando a un funzionario americano citato dal quotidiano, sono stati distrutti più della metà dei sistemi a disposizione dell’Iran per il lancio di missili, ma un numero significativo resta ’sepolto’, al ’sicuro’ in profondità in terra iraniana, e i Guardiani della Rivoluzione hanno ancora decine di piccole unità navali in grado di minacciare la navigazione nello Stretto di Hormuz, anche se i raid hanno distrutto più del 90% degli asset della Marina iraniana. Dichiarazioni ufficiali a parte, ufficiali ed esperti militari affermano che le capacità militari e in campo nucleare dell’Iran sono state effettivamente compromesse, ma Teheran ha ancora capacità significative. Incognita anche su come l’Iran potrebbe ’reagire’ alle operazioni militari che Israele continua a portare avanti in Libano. Così, dice Newt Gingrich, ex speaker della Camera vicino a Trump, “la mia preoccupazione principale al momento è vedere, nelle prossime quattro, sei settimane, se ci siamo illusi perché ci è mancato il coraggio o se siamo arrivati a un accordo vero” verso un “cambiamento reale”. E poi c’è l’uranio, che potrebbe essere la questione principale.
9 aprile 2026
Parigi, inaccettabili gli attacchi israeliani contro il Libano
Il ministro degli Esteri francese ha condannato gli attacchi israeliani contro il Libano, definendoli “inaccettabili” e avvertendo che potrebbero minare il fragile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. “Questi attacchi sono tanto più inaccettabili in quanto minano il cessate il fuoco temporaneo raggiunto ieri tra Stati Uniti e Iran”, ha dichiarato Jean-Noel Barrot alla radio France Inter, il giorno dopo che il Libano ha riferito che gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 182 persone e ne hanno ferite 890.
Israel launched its heaviest strikes yet on Lebanon, killing over 250 people, most of them in Beirut, as a two-week US-Iran ceasefire took effect, with Iran saying the intensified attacks made negotiations with Washington 'unreasonable' https://t.co/40tM1dXobL pic.twitter.com/7uWHqv9zuO
— Reuters (@Reuters) April 9, 2026
9 aprile 2026
Iran: a Hormuz due rotte alternative, possibile presenza di mine
La Marina dei Guardiani della rivoluzione ha annunciato che le navi in transito nello Stretto di Hormuz dovranno utilizzare due rotte alternative più vicine alla costa iraniana, a causa della possibile presenza di mine sulla rotta abituale, più al largo. «Al fine di proteggersi da possibili collisioni con mine, in coordinamento con la Marina dei Guardiani della rivoluzione, fino a nuovo avviso, (le navi) dovranno seguire rotte alternative per il transito nello Stretto di Hormuz», hanno riportato i media iraniani, citando un comunicato militare accompagnato da una carta nautica che mostra le rotte a sud e a nord dell’isola di Larak. Per entrare nel Golfo Persico dal Mar Arabico, le navi devono passare tra la costa iraniana e Larak, soprannominata »il casello di Teheran» dalla rivista marittima Lloyd’s List. La rotta in uscita dal Golfo passa a sud di quest’isola, evitando la rotta abituale più vicina alla costa omanita. Sembra che recenti attraversamenti abbiano utilizzato questa rotta alternativa attraverso le acque territoriali iraniane.
9 aprile 2026
Iran, Zelensky: bene tregua, ora più facile affrontare crisi energia
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è congratulato con gli Stati uniti per il risultato raggiunto sul cessate il fuoco in Iran, affermando che questo renderà «più facile affrontare questa crisi energetica». In un’intervista esclusiva concessa all’inviato di Rai Radio Marco Barbonaglia, Zelensky ha però sottolineato che «il supporto all’Ucraina, con le forniture di armamenti, deve continuare». Il presidente ucraino ha aggiunto che gli Stati uniti erano «più concentrati sul Medio Oriente» e che per questo «i negoziati a tre con la Russia sono stati posticipati». «Ma ripartiremo», ha assicurato.
9 aprile 2026
Iran, democratici tenteranno di nuovo di limitare poteri guerra Trump
I parlamentari americani tenteranno di nuovo la prossima settimana di approvare una risoluzione per obbligare il presidente Usa Donald Trump a ottenere l’approvazione del Congresso per qualsiasi ulteriore attacco. Lo ha dichiarato il leader democratico al Senato Chuck Schumer, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters.
“Il Congresso deve ribadire la propria autorità, soprattutto in questo momento pericoloso”, ha detto Schumer in una conferenza stampa nel suo ufficio di New York.
Trump ha accettato il cessate il fuoco martedì, meno di due ore prima della scadenza fissata a Teheran per riaprire il bloccato stretto di Hormuz o affrontare attacchi devastanti contro infrastrutture civili. La sua minaccia che “un’intera civiltà morirà stanotte” ha suscitato preoccupazione globale e dure condanne da parte dei democratici, decine dei quali hanno chiesto la sua rimozione dall’incarico.
Per Approfondire
9 aprile 2026
Amb. Iran, nostra delegazione raggiungerà stasera Islamabad per colloqui
L’ambasciatore di Teheran in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, ha dichiarato che una delegazione iraniana raggiungerà stasera la capitale pachistana Islamabad per i colloqui con gli Usa in programma nel fine settimana.
9 aprile 2026
Iran, gen. Petraeus: bene tregua, ma questioni di fondo restano
Il cessate il fuoco di due settimane tra Stati uniti e Iran è “una buona notizia” perché evita un’escalation che avrebbe potuto avere effetti devastanti non solo per la Repubblica islamica, ma anche per gli alleati di Washington nel Golfo e per il mercato globale dell’energia. Tuttavia, le questioni di fondo restano. Lo afferma in un’intervista pubblicata oggi da Repubblica il generale americano David Petraeus, ex direttore della Cia ed ex capo del Comando centrale Usa.
“Il cessate il fuoco va accolto con favore, in quanto scongiura temporaneamente un’ulteriore escalation della guerra nel Golfo che avrebbe potuto causare danni considerevoli alle infrastrutture critiche degli Stati del Golfo e dell’Iran”, osserva Petraeus. “Il risultato fondamentale è stato evitare l’escalation, che minacciava di essere devastante non solo per l’Iran, ma anche per tutti i Paesi del Golfo alleati degli Stati Uniti e fondamentali per il mercato globale dell’energia”, aggiunge.
Secondo l’ex comandante, però, le questioni di fondo restano irrisolte. “Sembrano sussistere differenze significative tra le interpretazioni statunitense e iraniana di quanto concordato in merito ad almeno quattro punti chiave”, spiega Petraeus, citando “la libertà di navigazione attraverso lo stretto di Hormuz e chi possa controllarla”, “il diritto dell’Iran all’arricchimento dell’uranio”, “il mantenimento da parte dell’Iran delle scorte esistenti di uranio arricchito” e “la presenza delle forze statunitensi nella regione del Golfo, che secondo Teheran andrebbero ritirate”.
9 aprile 2026
Iran, Islamabad dichiara giorni festivi oggi e domani per negoziati
Le autorità della capitale pachistana hanno dichiarato oggi e domani giornate non lavorative in vista dei negoziati tra Stati uniti e Iran previsti per il 10 aprile. Lo riferisce il quotidiano Pakistan Observer citando le autorità di Islamabad.
“Si notifica che il 9 e il 10 aprile 2026, giovedì e venerdì, sono dichiarati giorni non lavorativi nell’area amministrativa del distretto della capitale Islamabad, con l’eccezione degli uffici dei servizi essenziali, come ospedali, amministrazione e polizia”, si legge nel comunicato.
9 aprile 2026
Media, oltre 20 raid aerei israeliani nel Libano meridionale durante la notte
L’emittente libanese Al-Mayadeen, affiliata a Hezbollah, ha riferito che l’aviazione israeliana ha effettuato 21 raid aerei durante la notte in alcuni villaggi del distretto di Bint Jbeil, nel Libano meridionale. Lo riporta il media israeliano Ynet. Un ulteriore attacco è stato segnalato sul ponte di Al-Qasmiyah, sempre nel Libano meridionale, e un altro a Dahieh, Beirut
9 aprile 2026
Hormuz, Pasdaran costringono le navi a passare vicino costa Iran
La Marina dei Guardiani della rivoluzione iraniana ha annunciato oggi che le navi in transito nello stretto di Hormuz dovranno utilizzare due rotte alternative, vicine alle coste iraniane, citando la possibilità della presenza di “mine” lungo il consueto itinerario più al largo. Lo riferisce l’agenzia di stampa France Presse.
“Per essere protette da possibili collisioni con mine, in coordinamento con la Marina dei Guardiani della rivoluzione, fino a nuovo ordine le navi dovranno utilizzare rotte alternative per il traffico nello stretto di Hormuz”, hanno riferito media iraniani citando un comunicato militare accompagnato da una carta nautica che mostra gli itinerari a sud e a nord dell’isola di Larak.
Per entrare nel Golfo dal mare dell’Oman, le navi devono passare tra la costa iraniana e Larak. La rotta di uscita dal Golfo passa invece a sud dell’isola ed evita il percorso normale più vicino alle coste dell’Oman. Secondo quanto riferito, i transiti più recenti sembrano aver già utilizzato questo percorso alternativo nelle acque territoriali iraniane.
Per Approfondire
9 aprile 2026
Media Iran, «Hormuz completamente chiuso, navi costrette a tornare indietro»
Lo Stretto di Hormuz è stato completamente chiuso, costringendo le petroliere a fare inversione. Lo riferisce l’emittente iraniana Press Tv, secondo cui i dati di tracciamento marittimo mostrano che la petroliera Auroura (rpt, Auroura), in rotta verso l’uscita dello Stretto, ha improvvisamente cambiato direzione vicino alla costa di Musandam (in Oman) ed eseguito una virata di 180 gradi tornando nel Golfo Persico.
9 aprile 2026
Trump: «Forze Usa schierate vicino a Iran fino al raggiungimento di un vero accordo»
“Tutte le navi, gli aerei e il personale militare statunitense, con munizioni, armamenti e qualsiasi altra cosa appropriata e necessaria per la persecuzione e la distruzione letale di un nemico già sostanzialmente indebolito, rimarranno schierate vicino all’Iran e nelle aree circostanti fino a quando un vero accordo non sarà raggiunto non sarà pienamente rispettato”. Lo ha scritto il presidente americano Trump in un post sul suo social Truth. “Se per qualsiasi motivo ciò non dovesse accadere, cosa altamente improbabile, allora inizieranno gli scontri a fuoco, più grandi e più intensi di quanto si sia mai visto prima”, ha aggiunto.
9 aprile 2026
Hezbollah: «Razzi su un kibbutz in risposta alla violazione di Israele della tregua»
Il gruppo libanese Hezbollah ha dichiarato giovedì di aver lanciato razzi contro Israele in risposta alla “violazione” della tregua tra Stati Uniti e Iran, riporta Afp. La dichiarazione è giunta un giorno dopo che Hezbollah aveva affermato di avere il “diritto” di rispondere a una serie di attacchi israeliani che hanno colpito il Libano. “In risposta alla violazione dell’accordo di cessate il fuoco da parte del nemico”, Hezbollah ha preso di mira il kibbutz israeliano di Manara, vicino al confine con il Libano, “con un lancio di razzi” nelle prime ore di giovedì, si legge in un comunicato di Hezbollah.
Guerra in Iran e Medio Oriente, 9 aprile
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9 aprile 2026
Onu: «Gli attacchi israeliani in Libano sono un grave pericolo per la pace»
Gli attacchi israeliani contro il Libano rappresentano un “grave pericolo” per il cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran, ha avvertito il portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, come riporta Afp. “La prosecuzione dell’attività militare in Libano rappresenta un grave pericolo per il cessate il fuoco e per gli sforzi volti a una pace duratura e globale nella regione”, ha affermato il portavoce in una dichiarazione, ribadendo l’appello per la cessazione immediata delle ostilità. Gli attacchi israeliani contro il Libano di mercoledì hanno causato la morte di 182 persone.
9 aprile 2026
Nyt, nessuna petroliera ha attraversato Hormuz dal cessate il fuoco
Nessuna petroliera o nave per il trasporto di gas ha attraversato lo Stretto di Hormuz da quando è scattato il cessate il fuoco. Lo riporta il New Yokr Times citando i dati di Kpler, società di tracciamento di navi globale. Solo quattro navi adibite al trasporto di carichi secchi sono riuscite ad attraversarlo.
Per Approfondire
9 aprile 2026
Media, l’Iran annuncia due rotte marittime alternative per possibili mine a Hormuz
L’Iran annuncia due rotte marittime alternative, per le navi che intendono attraversare lo Stretto di Hormuz, per la possibile presenza di “mine”, secondo quanto ripota Afp che cita media iraniani
9 aprile 2026
Trump, Nato non c’era quando ne avevamo bisogno, e non ci sarà se ne avremo
“La Nato non c’era quando ne avevamo bisogno, e non ci sarà se ne avremo bisogno di nuovo. Ricordate la Groenlandia: quel grosso pezzo di ghiaccio, mal gestito”. Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth in un messaggio tutto a lettere maiuscole. Il presidente ha ricevuto alla Casa Bianca qualche ora fa il segretario generale della Nato Mark Rutte.
9 aprile 2026
Cosa è successo ieri
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Guerra in Iran e Medio Oriente, 8 aprile
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