Meloni: «Alla Camera insulti e demagogia». Schlein: «La sfida l’hai già persa»
La premier interviene prima alla Camera e poi a Palazzo Madama sul programma per l’ultimo anno della legislatura. Il messaggio alle opposizioni: «Niente dimissioni né rimpasto. Non potete cavarvela dicendo che è tutta colpa mia». Schlein a Meloni: «Il popolo vi ha battuto alle urne»
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I punti chiave
- «Opposizioni non unite neanche sulle dimissioni
- «Il governo c’è fino alla fine, non scappiamo»
- «Sgomberato il campo da polemiche vi sfido sulla politica vera»
- «Con extradazi a Hormuz conseguenze economiche imponderabili»
- «Pronti a misure sui profitti delle società in caso di speculazione»
- «Rimoduleremo le misure sui carburanti in base ai negoziati di pace»
- «L’Ue sospenda l’Ets per il termoelettrico, è urgente»
- «Continueremo a ridurre il carico fiscale, anche con la manovra»
- «Studiamo l’applicazione della Zes unica a tutto il territorio nazionale»
- «Subalterna a Trump? Posizione italiana la stessa da 80 anni»
- «Nel Cdm in vista del 1 maggio nuove regole contro il lavoro povero»
- «Verso il 1° maggio in Cdm il Piano casa, 100mila alloggi in 10 anni»
- «Commissione Antimafia si occupi di infiltrazioni nei partiti, anche in FdI»
- Schlein: «Da Meloni discorso di auto-convincimento»
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«Niente dimissioni, né rimpasto». «Non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre sono da sempre scritte nel programma di governo» e «governeremo per cinque anni come ci siamo impegnati a fare». Intervenuta alla Camera per un’informativa sul programma per l’ultimo anno della legislatura, a poco più di due settimane dalla débâcle referendaria del 22 e 23 marzo, la premier Giorgia Meloni ha chiuso all’ipotesi di una crisi di governo.
Tra i temi affrontati, la politica estera, le misure a sostegno dell’economia, il rilancio dell’esecutivo. Quanto alla crisi in Medio Oriente, Meloni ha chiarito che «se ci sarà una nuova recrudescenza» del conflitto in Iran «dovremo porci seriamente il tema di una risposta europea non dissimile per approccio e strumenti da quella messa in campo per la pandemia. In quel caso non dovrebbe e essere un tabù ragionare sulla possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita: non una deroga per singolo Stato membro ma un provvedimento generalizzato». Negli ultimi due giorni Meloni ha marcato le distanze dalle minacce di Donald Trump all’Iran, e dalla scelta di Israele di proseguire gli attacchi in Libano, denunciando anche «azioni irresponsabili» come quelle nei confronti di un convoglio Unifil italiano.
«Opposizioni non unite neanche sulle dimissioni»
«Quanto in particolare alle dimissioni, certo, probabilmente sarebbe convenuto sul piano tattico», è stato detto dalla presidente del Consiglio nella sua successiva informativa sull’azione del governo al Senato. «Invocare le elezioni per giocare sull’effetto sorpresa, sulla divisione delle forze di opposizione, e nella peggiore delle ipotesi lasciare a qualcun altro il compito di mettere la faccia sui difficili mesi che arriveranno. Cioè esattamente lo scenario che l’opposizione sembra temere di più, tanto che definisce questo governo un “pericolo per l’umanità” ma non ne invoca le dimissioni. Posizione bizzarra, di chi evidentemente ostenta una sicurezza che non ha. Poi ho scoperto alla Camera, durante il dibattito, che c’è anche un partito di opposizione che invoca le dimissioni del governo, quindi prendo atto che anche su questo le opposizioni non sono unite». Lì dove «ho ascoltato molti improperi, insulti, accuse, tanta demagogia e quasi nessuna proposta reale e in una delle fasi più delicate che l’Italia sta affrontando, salvo che sui congedi parentali su cui non ci si dice dove prendere le risorse».
«Non temete - ha continuato -. Ci siamo presi l’impegno di governare questa Nazione per cinque anni, ed è esattamente quello che faremo. Non importa quanto sarà difficile, siamo persone troppo responsabili per far ripiombare l’Italia nell’incertezza nel bel mezzo del peggiore scenario possibile». “Conto molto su di voi, colleghi senatori, in questo dibattito perché alla Camera
«Il governo c’è fino alla fine, non scappiamo»
«Sappiano che il governo c’è, nel pieno delle sue funzioni determinato a fare del suo meglio, ancora meglio, fino all’ultimo giorno del suo mandato, non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini i soliti giochi di palazzo: governeremo come fanno le persone serie in pace con la propria coscienza».








