In Parlamento

Meloni: «Alla Camera insulti e demagogia». Schlein: «La sfida l’hai già persa»

La premier interviene prima alla Camera e poi a Palazzo Madama sul programma per l’ultimo anno della legislatura. Il messaggio alle opposizioni: «Niente dimissioni né rimpasto. Non potete cavarvela dicendo che è tutta colpa mia». Schlein a Meloni: «Il popolo vi ha battuto alle urne»

di Redazione Roma

La premier Giorgia Meloni interviene alla Camera dopo la sconfitta del referendum. Accanto a lei i vicepremier Matteo Salvini (alla sua sinistra) e Antonio Tajani REUTERS

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«Niente dimissioni, né rimpasto». «Non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre sono da sempre scritte nel programma di governo» e «governeremo per cinque anni come ci siamo impegnati a fare». Intervenuta alla Camera per un’informativa sul programma per l’ultimo anno della legislatura, a poco più di due settimane dalla débâcle referendaria del 22 e 23 marzo, la premier Giorgia Meloni ha chiuso all’ipotesi di una crisi di governo.

Tra i temi affrontati, la politica estera, le misure a sostegno dell’economia, il rilancio dell’esecutivo. Quanto alla crisi in Medio Oriente, Meloni ha chiarito che «se ci sarà una nuova recrudescenza» del conflitto in Iran «dovremo porci seriamente il tema di una risposta europea non dissimile per approccio e strumenti da quella messa in campo per la pandemia. In quel caso non dovrebbe e essere un tabù ragionare sulla possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita: non una deroga per singolo Stato membro ma un provvedimento generalizzato». Negli ultimi due giorni Meloni ha marcato le distanze dalle minacce di Donald Trump all’Iran, e dalla scelta di Israele di proseguire gli attacchi in Libano, denunciando anche «azioni irresponsabili» come quelle nei confronti di un convoglio Unifil italiano.

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«Opposizioni non unite neanche sulle dimissioni»

«Quanto in particolare alle dimissioni, certo, probabilmente sarebbe convenuto sul piano tattico», è stato detto dalla presidente del Consiglio nella sua successiva informativa sull’azione del governo al Senato. «Invocare le elezioni per giocare sull’effetto sorpresa, sulla divisione delle forze di opposizione, e nella peggiore delle ipotesi lasciare a qualcun altro il compito di mettere la faccia sui difficili mesi che arriveranno. Cioè esattamente lo scenario che l’opposizione sembra temere di più, tanto che definisce questo governo un “pericolo per l’umanità” ma non ne invoca le dimissioni. Posizione bizzarra, di chi evidentemente ostenta una sicurezza che non ha. Poi ho scoperto alla Camera, durante il dibattito, che c’è anche un partito di opposizione che invoca le dimissioni del governo, quindi prendo atto che anche su questo le opposizioni non sono unite». Lì dove «ho ascoltato molti improperi, insulti, accuse, tanta demagogia e quasi nessuna proposta reale e in una delle fasi più delicate che l’Italia sta affrontando, salvo che sui congedi parentali su cui non ci si dice dove prendere le risorse».

«Non temete - ha continuato -. Ci siamo presi l’impegno di governare questa Nazione per cinque anni, ed è esattamente quello che faremo. Non importa quanto sarà difficile, siamo persone troppo responsabili per far ripiombare l’Italia nell’incertezza nel bel mezzo del peggiore scenario possibile». “Conto molto su di voi, colleghi senatori, in questo dibattito perché alla Camera

«Il governo c’è fino alla fine, non scappiamo»

«Sappiano che il governo c’è, nel pieno delle sue funzioni determinato a fare del suo meglio, ancora meglio, fino all’ultimo giorno del suo mandato, non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini i soliti giochi di palazzo: governeremo come fanno le persone serie in pace con la propria coscienza».

Meloni dal banco del Governo interviene in aula alla Camera

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni nell’aula della Camera dei deputati in occasione dell’informativa sull’azione del governo, Roma, Giovedì 9 Aprile 2026 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse)

«Sgomberato il campo da polemiche vi sfido sulla politica vera»

Insomma, la premier ha posto l’accento sul fatto che «l a maggioranza è solida e coesa». «Sono orgogliosa dei vicepremier Tajani e Salvini», ha aggiunto. Di recente «ho chiesto un passo indietro» ad alcuni esponenti del governo che pure «avevano lavorato bene. Non sono state scelte semplici, né indolori» ma «abbiamo anteposto di nuovo l’interesse della nazione a quella del partito. Non abbiamo tempo da perdere in polemiche infinite e pretestuose, che spostano il dibattito» che deve restare centrato sulle «soluzioni necessarie per i cittadini. sgomberato il campo vi sfido sulla vera politica, ad un dibattito nel merito». Lo scenario internazionale, ha aggiunto, «non consente più a nessuno di cavarsela dicendo è tutta colpa della Meloni, finanche l’aumento del corto mondiale del petrolio».

«Con extradazi a Hormuz conseguenze economiche imponderabili»

Un passaggio del’intervento è stato infatti sulla crisi in Medio Oriente, a cominciare dalle ripercussioni sui costi dell’energia. Serve il «pieno ripristino della libertà di circolazione nello stretto di Hormuz che non deve essere soggetta a nessuna forma di restrizione come invece sembra accaduto nelle ultime ore: rimane uno dei punti più critici in fase di attuazione dell’accordo perché se l’Iran dovesse ottenere la facoltà di applicare extradazi ai transiti nello stretto questo potrebbe ancora portare a conseguenze economiche imponderabili», ha affermato la presidente del Consiglio.

«Pronti a misure sui profitti delle società in caso di speculazione»

«L’Italia - ha affermato la premier - è pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi compresi,se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche. Continuerà a 360 l’impegno sul versante internazionale e con serietà come fatto finora sul versante nazionale».

«Rimoduleremo le misure sui carburanti in base ai negoziati di pace»

Sempre sul tema dei rincari dei carburanti, Meloni ha detto: «Era nostra responsabilità intervenire sul costo del carburante: lo abbiamo fatto con un primo provvedimento che ha tagliato di 25 centesimi al litro il prezzo di diesel e benzina e ha introdotto un meccanismo anti-speculazione che sta funzionando. Lo abbiamo fatto, inizialmente, per 20 giorni, in attesa degli sviluppi della crisi, e con il Consiglio dei ministri di venerdì scorso lo abbiamo rifinanziato e prorogato fino al 1° maggio. Una scelta che rivendico, anche alla luce delle novità di queste ore, e che moduleremo man mano che i negoziati di pace andranno avanti e ci daranno una prospettiva temporale chiara degli interventi richiesti».

«L’Ue sospenda l’Ets per il termoelettrico, è urgente»

«Continueremo a chiedere in Europa di sospendere temporaneamente l’applicazione dell’Ets alla produzione di elettricità da fonti termiche, cioè dal termoelettrico - ha affermato Meloni -. Si tratta di un provvedimento straordinario e urgente che serve subito, e almeno fino a quando i prezzi globali delle fonti energetiche fossili non torneranno sui livelli precedenti alla crisi in Medio Oriente. Nelle conclusioni dell’ultimo Consiglio europeo - ha ricordato -, abbiamo ottenuto che venisse inserita la possibilità per gli Stati membri di adottare misure nazionali urgenti in grado di mitigare il prezzo dell’energia nel breve termine. Ets compreso. E tutto ciò in attesa, di una revisione organica di questo strumento, sempre prevista dalle Conclusioni, per ridurne strutturalmente la volatilità e l’impatto sui prezzi dell’energia. Con il decreto energia noi avevamo chiesto che l’Ets non comportasse un aumento del costo delle rinnovabili, per abbassare i costi complessivi: è una norma che, come si sa, richiede l’autorizzazione dell’Ue ma, alla luce delle conclusioni del Consiglio, siamo al lavoro con la Commissione europea e siamo fiduciosi che l’obiettivo si possa raggiungere».

«Continueremo a ridurre il carico fiscale, anche con la manovra»

«Abbiamo combattuto come nessun altro l’evasione fiscale - ha rivendicato Meloni -. In tre anni abbiamo raccolto oltre 300 miliardi di euro, risorse preziosissime che ci aiutano a tenere i conti in ordine e finanziare interventi a favore di famiglie e imprese. E non abbiamo intenzione di fermarci: compatibilmente con il quadro della finanza pubblica, continueremo a lavorare per ridurre il carico fiscale a cittadini, famiglie e imprese. Perché questo avevamo promesso, questo abbiamo fatto e questo continueremo a fare, anche con la prossima legge di bilancio».

«Studiamo l’applicazione della Zes unica a tutto il territorio nazionale»

«Proprio partendo dall’esperienza positiva della Zes unica del Mezzogiorno, che ha dato ottima prova di sé e che abbiamo già esteso a Umbria e Marche, intendiamo fare un ulteriore passo avanti. Stiamo infatti studiando le modalità tecniche per riprendere alcuni dei meccanismi, in particolare quelli di semplificazione della Zes Unica che si sono rivelati più efficaci, e applicarli a tutto il territorio nazionale». Lo ha indicato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella sua informativa alla Camera sull’azione del Governo.

«Subalterna a Trump? Posizione italiana la stessa da 80 anni»

Quanto poi alla critica, avanzata dalle opposizioni, sul fatto che la politica estera italiana è troppo poco autonoma dalle scelte Usa, Meloni ha chiarito: «La collocazione internazionale dell’Italia non l’ha inventata questo governo, ma è la stessa da circa 80 anni a questa parte. Lo dico per rispondere già prima che vada in scena l’ormai scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo “la Meloni scelga tra Trump e l’Europa”».

Referendum, Meloni: non intendo dimettermi in caso di vittoria del no

«Nel Cdm in vista del 1° maggio nuove regole contro il lavoro povero»

Meloni ha annunciato un decreto per combattere il lavoro povero in vista del Primo maggio. «Molto ci siamo occupati dei salari in questi anni ma è evidente - ha sottolineato la premier - che esistono ancora sacche di lavoro povero. Così, nel Consiglio dei Ministri che si terrà in vista della Festa dei Lavoratori, rispettando una tradizione che va avanti fin dal nostro insediamento, vareremo ulteriori regole per combattere il lavoro povero, rafforzando i diritti di quei lavoratori attraverso la contrattazione collettiva».

«Verso il 1° maggio in Cdm il Piano casa, 100mila alloggi in 10 anni»

Sempre «in vista della ricorrenza del 1° maggio - ha affermato Meloni -, il Consiglio dei ministri approverà finalmente i provvedimenti necessari per realizzare in Italia quel vasto Piano casa a cui stiamo lavorando da tempo. Un piano robusto, strutturale, che ha come obiettivo rendere disponibili, tra alloggi popolari e a prezzi calmierati, oltre 100mila case nei prossimi dieci anni».

«Commissione Antimafia si occupi di infiltrazioni nei partiti, anche in FdI»

Sempre rivolta alle opposizioni, Meloni ha affermato: «Vi sfido anche su questo, non solo solita ingerire nel lavoro della commissioni» ma «mi permetto di chiedere alla commissione parlamentare antimafia di occuparsi dei tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata nei partiti, compreso FdI. Mentre alcuni usano il tema per propaganda, a me interessa costruire gli anticorpi su un tema che ci riguarda tutti. E non accetto che i miei sacrifici possano essere usati per interessi di quelli che combatto dal 19 luglio del 1992 senza se e senza ma e non accetto lezioni su questo tema».

Schlein: «Da Meloni discorso di auto-convincimento»

Quello di Giorgia Meloni è stato un «discorso di autoconvincimento», ha sottolineato la segretaria del Pd Elly Schlein parlando in aula dopo l’informativa della presidente del Consiglio. «Lei ci sfida, ma le do una notizia. Avete già perso quella sfida perché avete sfidato la Costituzione e il popolo sovrano vi ha battuto nelle urne. Si vede che avete molta voglia di tornare all’opposizione, vi accontenteremo. Se non è troppo impegnata con gli scandali dei suo ministri, vi mando una cartolina dal paese reale, quello in cui negli ultimi 4 anni gli stipendi reali si sono abbassati di 9 punti percentuali».

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