
13 dicembre 2025
Ucraina: dubbi governo su congelamento asset russi. Incontro Witkoff-Zelensky a Berlino
La Casa Bianca spinge per un accordo che ponga fine alla guerra con la Russia entro la fine dell’anno
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13 dicembre 2025
13 dicembre 2025
Trump manda Witkoff a Berlino: fatti molti progressi
La strada per la pace in Ucraina resta impervia, ma qualcosa sembra muoversi sul fronte delle garanzie di sicurezza per Kiev, che gli Stati Uniti ora sarebbero disposti a fornire in modo vincolante. E Donald Trump, che ha fatto professione di ottimismo parlando di “molti progressi” fatti finora, ha inviato Steve Witkoff a Berlino per nuovi colloqui con Volodymyr Zelensky e gli europei, che avranno il momento clou in una riunione dei leader in programma lunedì sempre nella capitale tedesca. Di “progressi significativi” sul fronte delle garanzie di sicurezza ha parlato un alto funzionario statunitense citato dal solitamente ben informato Axios. In base a questa ricostruzione l’amministrazione Trump è disposta a fornire all’Ucraina una garanzia basata sull’articolo 5 della Nato, che sarebbe approvata dal Congresso e quindi giuridicamente vincolante. “Non un assegno in bianco a Kiev, ma comunque un impegno sufficientemente solido”, ha affermato la fonte americana. Le cancellerie europee concordano sul fatto che garanzie di sicurezza vere per l’Ucraina necessitino di un impegno messo nero su bianco anche dagli Stati Uniti. A suffragare questa apertura da parte di Washington c’è il mutato atteggiamento di Trump. Nei giorni scorsi il presidente si era detto “stanco di riunioni solo per il gusto di riunirsi”, tanto che avrebbe mandato un suo emissario a incontrare nuovamente i partner occidentali solo se avesse intravisto margini per progressi concreti nei negoziati.
Ed effettivamente Witkoff è volato a Berlino, ha fatto sapere il Wall Street Journal. Assieme all’inviato della Casa Bianca ci sarà anche Jared Koushner, che finora ha preso parte a tutti i colloqui più importanti, incluso quello al Cremlino con Vladimir Putin. Entrambi “credono che ci possa essere una possibilità di pace e il presidente si fida di loro”, ha affermato un secondo funzionario della Casa Bianca. I colloqui tra alleati del fine settimana faranno da apripista al vertice di lunedì a Berlino, presieduto da Friedrich Merz, a cui parteciperanno numerosi capi di Stato e di governo europei, inclusa Giorgia Meloni, ed vertici dell’Ue e della Nato, oltre a Zelensky e ai rappresentanti americani.
Un’intesa tra americani ed europei, con il conseguente benestare degli ucraini, sul nodo delle garanzie, consentirebbe di passare alla seconda e più difficile fase del negoziato, quella dei territori, su cui le posizioni tra le due parti in conflitto appaiono ancora inconciliabili. Mosca reclama ancora la totalità del Donbass, spalleggiata da Washington, che chiede agli ucraini di ritirarsi dalle zone ancora sotto il loro controllo per creare una zona economica libera smilitarizzata. In cambio, l’esercito russo si ritirerebbe dalle aree (molto limitate) conquistate nelle regioni di Sumy, Kharkiv e Dnipropetrovsk, mantenendo i territori nel Kherson e a Zaporizhzhia. Al momento la posizione ufficiale ucraina è il rifiuto delle condizioni russe sui territori, ma Zelensky ha di fatto ammorbidito la sua posizione, dicendosi disposto a sottoporre la questione ai propri connazionali con un referendum. Un’opzione che, sempre secondo fonti dell’amministrazione Trump, sarebbe sostenuta dagli americani ed anche dagli europei. Anche se, si sottolinea, organizzare un voto del genere nelle attuali circostanze sarebbe estremamente impegnativo. Nel frattempo un piano per una zona demilitarizzata sarebbe stato discusso da Witkoff e Kushner con i consiglieri per la sicurezza di Ucraina, Germania, Francia e Regno Unito venerdì. C’è poi da capire quale potrà essere il futuro europeo di Kiev. Secondo un alto funzionario francese l’adesione all’Ue già nel 2027 era stata presa in considerazione nel piano di pace americano, ma questa tempistica relativamente breve potrebbe essere contestata degli Stati membri apertamente sodali con Mosca. A partire dall’Ungheria di Viktor Orban.
13 dicembre 2025
Kiev: la Russia ha attaccato nave turca con olio di girasole ucraino
La Russia ha attaccato una nave civile che trasportava olio di semi di girasole ucraino in Egitto. Lo hanno riferito le forze navali ucraine e lo riporta Ukrainska Pravda. “Il 13 novembre 2025, il Paese aggressore ha nuovamente attaccato un’imbarcazione civile. La Federazione Russa ha effettuato un attacco mirato con un drone contro la nave turca Viva, che si stava dirigendo verso l’Egitto con a bordo olio di semi di girasole”, si legge nel rapporto. “Il passaggio verso il mare è avvenuto attraverso il corridoio del grano. A bordo della nave c’erano 11 cittadini della Repubblica di Turchia”, ha dichiarato la Marina ucraina. Secondo il rapporto, l’attacco è stato effettuato in mare aperto, nella zona economica marittima esclusiva dell’Ucraina, al di fuori del raggio d’azione della difesa aerea ucraina. “Attualmente, le Forze navali ucraine delle Forze armate dell’Ucraina sono in contatto con il capitano e il servizio di ricerca e soccorso marittimo è pronto a fornire assistenza se necessario”, si legge nel rapporto. L’equipaggio non è rimasto ferito e la nave si sta dirigendo verso il porto di destinazione, riferisce la Marina.
(Photo by NICOLAS TUCAT / AFP)
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13 dicembre 2025
Kiev: un milione di famiglie senza luce dopo i raid notturni russi
Più di un milione di famiglie sono rimaste senza elettricità dopo che una serie di attacchi russi notturni ha colpito le infrastrutture energetiche e industriali. Lo affermano le autorità ucraine, riprese dalla Bbc. Il ministro degli Interni ucraino, Ihor Klymenko, ha dichiarato che sono state colpite cinque regioni e che almeno cinque persone sono rimaste ferite. Sono in corso i lavori per spegnere gli incendi e ripristinare l’energia.
13 dicembre 2025
Media, l’Estonia ha cominciato a costruire i primi bunker
L’Estonia ha iniziato a costruire i primi bunker in cemento sul confine sud-orientale con la Russia, nell’ambito della linea di difesa baltica. Lo scrive Defense News . Secondo Krismar Rozin, rappresentante del Centro estone per gli investimenti nella difesa, la prima fase prevede l’installazione di 28 bunker. I bunker, ciascuno di circa 35 metri quadrati, sono progettati per resistere a proiettili di artiglieria da 152 mm. Se la situazione al confine dovesse aggravarsi, saranno dotati di filo spinato e “denti di drago”, già conservati nei magazzini.
13 dicembre 2025
Erdogan: la pace tra Russia e Ucraina “non è lontana”
Secondo il presidente turco Recep Tayyip Erdogan la pace tra Russia e Ucraina “non è lontana”. Lo ha affermato dopo l’incontro avuto ieri con il presidente russo Vladimir Putin, e si è augurato di discutere della questione con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Erdogan ha inoltre avvertito: “Il Mar Nero non dovrebbe essere visto come una zona di scontro - ha detto parlando con i giornalisti a bordo del suo aereo, scrive l’agenzia di stampa turca Anadolu - Questo non gioverebbe né alla Russia né all’Ucraina. Tutti hanno bisogno di una navigazione sicura nel Mar Nero”.
Secondo una dichiarazione dell’ufficio di Erdogan, il leader turco ha detto a Putin che gli sforzi per porre fine alla guerra rimangono preziosi e che “l’attuazione di un cessate il fuoco limitato che prenda di mira in particolare gli impianti energetici e i porti potrebbe essere utile”.
L’incontro tra Erdogan e Putin si è svolto venerdì a margine di un vertice in Turkmenistan e ha fatto seguito a una serie di attacchi contro petroliere legate alla Russia nel Mar Nero, alcuni dei quali, secondo l’Ucraina, sono stati effettuati utilizzando droni navali.
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Lincontro tra Putin ed Erdogan a margine del Forum internazionale dedicato all’Anno internazionale della pace e della fiducia, alla Giornata internazionale della neutralità e al 30° anniversario dello status di neutralità del Turkmenistan, presso il Centro congressi di Ashgabat, Turkmenistan, 12 dicembre 2025. EPA/KRISTINA KORMILITSYNA / SPUTNIK / KREMLIN POOL MANDATORY CREDIT
13 dicembre 2025
Mosca: su Ucraina rappresaglia dopo gli attacchi a obiettivi civili
La Russia ha dichiarato di aver colpito durante la notte impianti industriali ed energetici ucraini con missili ipersonici, in quello che ha definito un attacco di rappresaglia per gli attacchi ucraini contro “obiettivi civili” in Russia. Il Ministero della Difesa di Mosca ha dichiarato di aver effettuato un “attacco massiccio” contro l’esercito e gli impianti energetici ucraini utilizzando armi tra cui missili ipersonici Kinzhal come “risposta agli attacchi terroristici dell’Ucraina contro obiettivi civili in Russia”.
13 dicembre 2025
Axios: gli Usa pronti a garanzia su art. 5 Nato con voto del Congresso
I negoziati sulle garanzie di sicurezza che l’Ucraina riceverebbe dagli Usa e dall’Europa hanno compiuto progressi significativi: lo scrive Axios sostenendo che un alto funzionario statunitense ha affermato che l’amministrazione Trump è disposta a fornire all’Ucraina una garanzia basata sull’articolo 5 della Nato, che sarebbe approvata dal Congresso e sarebbe giuridicamente vincolante. “Vogliamo dare agli ucraini una garanzia di sicurezza che non sia un assegno in bianco da un lato, ma che sia sufficientemente solida dall’altro. Siamo disposti a sottoporla al voto del Congresso”, ha affermato il funzionario statunitense a Axios.
13 dicembre 2025
Axios: per gli Usa un progresso l’apertura di Zelensky a referendum su accordo
Un funzionario della Casa Bianca ha osservato che l’apertura di Zelensky sul fatto che l’Ucraina potrebbe indire un referendum su un accordo di pace che includa la cessione di territorio è considerato “un progresso” dagli Usa. Certo, organizzare un voto del genere nelle attuali circostanze sarebbe estremamente impegnativo. Ma un funzionario statunitense ha affermato che gli europei, durante l’incontro virtuale di venerdì, hanno affermato che se Zelensky proponesse un referendum sul territorio, lo sosterrebbero. Nello stesso meeting Steve Witkoff e Jared Kushner hanno discusso il piano per una zona demilitarizzata con i consiglieri per la sicurezza nazionale di Ucraina, Germania, Francia e Regno Unito. Un funzionario della Casa Bianca ha affermato che tali discussioni e l’ultimo ciclo di colloqui tra Stati Uniti e Ucraina di giovedì hanno mostrato progressi sufficienti per convincere Trump a inviare Witkoff e Kushner in Europa. “Credono che ci possa essere una possibilità di pace e il Presidente si fida di loro”, ha affermato un secondo funzionario della Casa Bianca.
13 dicembre 2025
Berlino, nel weekend colloqui sulla tregua con i consiglieri di Usa e di Kiev
“Nel weekend si terranno a Berlino colloqui su una possibile tregua in Ucraina fra consiglieri di politica estera, fra gli altri anche di Usa e Ucraina”. Lo afferma all’Ansa una fonte del governo tedesco. “Lunedì si terrà un incontro dei capi di governo europei con il presidente ucraino su invito del cancelliere Friedrich Merz”, conferma fra l’altro la fonte.
13 dicembre 2025
Mosca: attacco di droni ucraini su Saratov, due morti
Un attacco di droni ucraini sulla città di Saratov, nella Russia centrale, ha ucciso due persone, hanno riferito le autorità locali. Il governatore della regione di Saratov, Roman Busargin, ha dichiarato che i droni hanno colpito un edificio residenziale a Saratov. “Due persone sono state uccise”, ha dichiarato Busargin su Telegram. “A seguito di un attacco di droni, diversi appartamenti di un edificio residenziale sono stati danneggiati”, ha aggiunto. Ha affermato che le autorità forniranno assistenza finanziaria alle persone i cui appartamenti siano stati danneggiati.
13 dicembre 2025
Zelensky: gli attacchi russi hanno colpito il nostro settore energetico, migliaia di famiglie senza elettricità
Tutti i servizi necessari stanno lavorando per ripristinare l’approvvigionamento elettrico e idrico nelle nostre comunità colpite dall’attacco notturno della Russia. Ancora una volta, l’attacco principale ha colpito il nostro settore energetico, il sud del Paese e la regione di Odessa. Due persone sono rimaste ferite nella regione di Odessa. Più di una dozzina di strutture civili sono state danneggiate in tutto il Paese. Migliaia di famiglie rimangono attualmente senza elettricità dopo gli attacchi notturni con 450 droni e 30 missili di vario tipo nelle regioni di Kirovohrad, Mykolaiv, Odessa, Sumy, Kharkiv, Kherson e Chernihiv. Gli attacchi hanno colpito anche le regioni di Dnipro e Cherkasy. In totale, il nemico ha utilizzato oltre 450 droni d’attacco e 30 missili di vario tipo”. Lo scrive il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram.
“Stiamo facendo tutto il possibile per ripristinare e migliorare la situazione. Ringrazio tutti i nostri collaboratori coinvolti negli sforzi di recupero - prosegue - È importante che tutti ora vedano cosa sta facendo la Russia: ogni passo che compie nel terrore contro il nostro popolo, tutti i suoi attacchi, perché chiaramente non vogliono porre fine alla guerra. Il loro obiettivo è ancora quello di distruggere il nostro Stato e infliggere il massimo dolore al nostro popolo. Ecco perché abbiamo bisogno di supporto in tutto ciò che contribuisce a proteggere vite umane e a porre fine a questa guerra: rafforzare le difese aeree e i nostri soldati al fronte, aumentare le nostre capacità a lungo raggio e intensificare la pressione sulla Russia. Affinché tutti i nostri sforzi diplomatici diano risultati, è necessario esercitare pressione sull’aggressore affinché ponga fine alla guerra che ha iniziato. Ringrazio chiunque comprenda questo e sia pronto ad aiutare” ha concluso Zelensky.
13 dicembre 2025
Comandante truppe Ucraina, «russi trasferiscono rinforzi in Donetsk»
Le truppe russe stanno trasferendo ulteriori riserve nell’agglomerato di Pokrovsko-Myrnograd, nel Donetsk. Lo ha reso noto su Facebook, riporta Ukrinform, il comandante in capo delle Forze Armate ucraine, generale Oleksandr Syrsky. “La situazione rimane difficile - ha affermato - Il nemico sta cercando di aumentare la pressione sulle nostre posizioni difensive, trasferendo qui ulteriori riserve”. Sulla base dei rapporti, il comandante in capo ha chiarito i compiti dei comandanti dei corpi d’armata e delle unità che presidiano i confini in direzione di Pokrovsko. Secondo Syrsky, sono state individuate misure specifiche per rafforzare la difesa, tra cui il mantenimento della stabilità operativa di importanti percorsi logistici, l’aumento dell’efficacia del fuoco, il miglioramento del coordinamento tra le unità e la fornitura di tutto il necessario alle unità. “Rimaniamo fedeli alla tattica della difesa attiva. Si tratta di migliorare la posizione operativa, condurre operazioni locali per estromettere il nemico da determinati territori, creare le condizioni per le successive manovre delle nostre forze”, ha osservato Syrsky.
13 dicembre 2025
Asset russi congelati, cosa sono e qual è la posizione dell’Italia

A meno di una settimana dal Consiglio europeo di Bruxelles (18 e 19 dicembre), gli Stati dell’Ue hanno approvato il congelamento indeterminato degli asset russi congelati. Lo aveva preannunciato la presidente della Commissione Ursula Von Der Leyen, spiegando che «è molto importante» dato che finora «i beni sono stati immobilizzati per sei mesi e ogni sei mesi abbiamo dovuto rinnovare questa immobilizzazione all’unanimità».
13 dicembre 2025
Kubilius, «La Russia pronta a trascinarci in un conflitto»
“Il problema non è il presente ma il futuro. L’economia russa si è trasformata in un’economia di guerra. È per questo che dobbiamo rafforzarci: abbiamo una tabella di marcia molto chiara e due sfide da affrontare”. Lo afferma, in un’intervista a La Stampa, il commissario europeo per la Difesa e lo Spazio, Andrius Kubilius. “Esiste la minaccia di una possibile aggressione russa - aggiunge -: i nostri servizi di intelligence lo affermano pubblicamente e con chiarezza: nei prossimi tre o quattro anni la Russia potrebbe essere pronta a ’testarci’ in un conflitto reale. La seconda sfida arriva dagli americani che ci stanno chiedendo di assumerci maggiori responsabilità per la difesa europea, perché devono spostare sempre più risorse verso l’Indo-Pacifico”. “Dobbiamo capire che, se gli Stati Uniti si sposteranno sempre più verso l’Indo-Pacifico - prosegue - sul continente europeo dovremo assumerci sempre più responsabilità, non solo in generale sulla sicurezza, ma anche all’interno della Nato come organizzazione”. “Né nella Nato né nell’Unione Europea - va avanti - abbiamo esperienza di combattimento, solo gli ucraini ce l’hanno. Per questo, oltre a discutere delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina, dobbiamo chiederci come integrare le capacità di difesa ucraine, già collaudate sul campo, con quelle europee, per rafforzare anche noi stessi”. Parlando di asset russi aggiunge: “A mio avviso è il modo più efficace per finanziare sia le esigenze militari sia quelle di bilancio dell’Ucraina. Sarebbe anche un segnale forte per Putin: non otterrà nulla continuando la guerra. Dobbiamo evitare un accordo che metta l’Ucraina in una posizione di debolezza tale da facilitare una futura aggressione russa”.
13 dicembre 2025
Podolyak, «cedere territori dopo aggressione contrario a logica politica»
“Il diritto internazionale e la Costituzione ucraina vietano espressamente il trasferimento di territorio, soprattutto a seguito di un’aggressione” e “le moderne relazioni interstatali si basano sull’integrità territoriale e sulla sovranità. Cedere territori in seguito a un’aggressione contraddice completamente la logica del processo politico moderno”. Inoltre, “qualsiasi trasferimento di territori che la Russia non sia riuscita a conquistare in quattro anni la incoraggerà a continuare la sua espansione”. Parla così in un’intervista al Corriere della Sera Mykhailo Podolyak, primo consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Quando un conflitto viene congelato e quando esiste una linea di demarcazione lungo la quale si sono svolti combattimenti attivi, viene sempre istituita una zona demilitarizzata, dalla quale le armi pesanti vengono ritirate completamente o parzialmente - continua - Ma perché ciò avvenga, un determinato contingente deve essere di stanza all’interno di questa zona per garantire l’inviolabilità delle parti interessate. Sottolineo ancora una volta che è una questione legata alle garanzie di sicurezza”. Kiev “sta discutendo le garanzie di sicurezza insieme ai suoi partner europei, perché l’Europa è estremamente interessata a proteggere il proprio territorio da potenziali azioni provocatrici russe”, continua, ripetendo che “tutto ciò deve essere studiato e messo per iscritto”. “Se non vogliamo vivere nell’attesa di una nuova guerra, dobbiamo stabilire attentamente questa responsabilità collettiva per il confine orientale dell’Europa”, conclude, parlando di “danni causati dalla guerra stimati dai 600 miliardi di dollari in su”.
13 dicembre 2025
Mattarella: «Italia al fianco di Kiev, dinamiche bilaterali pongono i deboli alla mercé del più forte»

Parlando dell’Unione europea, nel suo discorso alla cerimonia dello scambio degli auguri di fine anno con il corpo diplomatico, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella afferma: “La libera condivisione di principi e di norme non è una gabbia che costringe, ma un sostegno che tutela, soprattutto i più deboli. Non sorprende che vengano contestate da corporazioni internazionali che si espandono pretendendo di non dover osservare alcuna regola: questa non sarebbe libertà ma arbitrio”.
13 dicembre 2025
Kim, «soldati nordcoreani in Russia per sminamento, 120 giorni nel Kursk»
Kim Jong Un parla per la prima volta dell’invio di soldati nordcoreani nel Kursk, in Russia, per operazioni di “sminamento”. Il leader nordcoreano si è pronunciato sul ritorno di un reggimento del Genio, che ha subito la “straziante perdita di nove vite” nel corso dei “120 giorni” di missione iniziata “ad agosto” nel “pericoloso campo di battaglia”. E lo ha fatto, secondo quanto riferisce stamani l’agenzia nordcoreana Kcna, durante un discorso tenuto ieri in occasione di una cerimonia a Pyongyang per il ritorno dei militari in patria. “Tutti voi, ufficiali e soldati, avete dato prova di grande eroismo”, ha detto Kim, parlando del “miracolo”, della “trasformazione di un’ampia area da zona pericolosa a territorio sicuro in meno di tre mesi”. Immagini diffuse dai media nordcoreani mostrano Kim sorridente circondato da soldati, alcuni sulla sedia a rotelle. Nel discorso riportato dalla Kcna c’è un riferimento del leader nordcoreano a “lettere scritte” dai “soldati” durante “le pause nelle operazioni di sminamento” e inviate “alle loro città e località d’origine”. Solo lo scorso aprile la Corea del Nord ha confermato di aver dispiegato truppe a sostegno delle forze russe impegnate nel conflitto innescato dall’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, avviata più di tre anni fa. Secondo l’intelligence sudcoreana sono migliaia le truppe nordcoreane che sono state impiegate.

Questa foto scattata il 12 dicembre 2025 e diffusa dalla Korean Central News Agency (KCNA) ufficiale della Corea del Nord il 13 dicembre mostra il leader nordcoreano Kim Jong Un che accoglie i soldati del 528° Reggimento del Genio dell'Esercito Popolare Coreano, tornati da un dispiegamento all'estero nella regione russa di Kursk durante la guerra di Mosca con l'Ucraina, davanti alla Casa della Cultura del 25 aprile a Pyongyang. (Foto di KCNA VIA KNS / AFP) / Corea del Sud
13 dicembre 2025
Esplosioni in raffineria di petrolio russa a Saratov
Nella notte del 13 dicembre, nell’oblast’ di Saratov, in Russia, si sono verificate delle esplosioni durante un attacco con un drone a una raffineria di petrolio. Lo rende noto il quotidiano ucraino ’Kyiv Independent’.
Il governatore della regione, Roman Busargin, ha dichiarato su Telegram che le infrastrutture civili sono state danneggiate e che ci sono state vittime, senza fornire dettagli sul numero. In precedenza aveva già avvertito della minaccia di un attacco con droni nella zona.
La raffineria di Saratov si trova nella Russia sudoccidentale, a circa 150 chilometri dal confine con il Kazakistan e a quasi 600 chilometri a est della linea del fronte in Ucraina. L’impianto, di proprietà del colosso petrolifero statale Rosneft, ha una capacità di lavorazione di circa 140.000 barili di greggio al giorno, producendo oltre 20 prodotti petroliferi, tra cui benzina, gasolio, olio combustibile e bitume.
Le forze ucraine hanno già preso di mira la raffineria questo autunno, con attacchi segnalati il 14 e il 28 novembre.
13 dicembre 2025
Russia, abbattuti 41 droni ucraini durante la notte
I sistemi di difesa aerea russi hanno intercettato e distrutto 41 droni ucraini sulle regioni russe durante la notte. Lo riferisce la Tass, riportando una nota del Ministero della Difesa. Ventotto velivoli senza pilota sono stati colpiti sul territorio della regione di Saratov, quattro sul territorio della regione di Voronezh, quattro sul territorio della regione di Rostov, due sono stati abbattuti sul territorio della regione di Belgorod, due sul territorio della Repubblica di Crimea e uno sul territorio della regione di Volgograd.
13 dicembre 2025
Zelensky parla dalla città del fronte ancora in mani ucraine
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In questa foto scattata e diffusa dal Servizio stampa presidenziale ucraino il 12 dicembre 2025, il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky (R) consegna un premio a un soldato ucraino a Kupiansk, nella regione di Kharkiv, durante l’invasione russa dell’Ucraina. Il 12 dicembre 2025 il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di aver visitato le truppe che stanno respingendo le avanzate russe nei pressi della città di Kupiansk, che Mosca ha dichiarato di aver catturato, cosa che Kyiv nega. (Foto di Handout / UKRAINIAN PRESIDENTIAL PRESS SERVICE / AFP)
13 dicembre 2025
Trump, zona economica libera nel Donbass funzionerebbe
“Come funzionerebbe la zona economica libera nel Donbass e nei territori contesi? Non voglio spiegarlo ora. È una situazione molto complessa, ma funzionerebbe. E molte persone vogliono vederla funzionare”. Lo ha detto il presidente Donald Trump parlando alla Casa Bianca durante la cerimonia di consegna delle medaglie onorarie ai campioni olimpici del 1980 della nazionale di hockey Usa. “Tutto quello che voglio fare è fermare i 25mila morti al mese”, ha aggiunto. Il presidente ha anche spiegato che sono stati fatti “molti progressi” verso la risoluzione del conflitto tra Russia e Ucraina. e ha lasciato intendere che un possibile accordo potrebbe essere presto sul tavolo. “Lo sapremo presto”, ha spiegato.
Per Approfondire
13 dicembre 2025
Witkoff nel weekend a Berlino, incontra Zelensky e leader europei
L’inviato Usa Steve Witkoff incontrerà questo fine settimana a Berlino i leader europei e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un appuntamento cruciale mentre la Casa Bianca spinge per un accordo che ponga fine alla guerra con la Russia entro la fine dell’anno. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti ufficiali. La decisione di inviare Witkoff, che ha guidato i colloqui con Ucraina e Russia su un piano di pace Usa, sottolinea l’accelerazione degli sforzi per ridurre le divergenze tra Kiev e Washington sui termini dell’accordo. Domenica e lunedì Witkoff incontrerà anche i leader di Francia, Gran Bretagna e Germania.







