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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Se Donald Trump molla Taiwan al suo destino, il futuro delle società occidentali dei semiconduttori esce dalla comfort zone di questi anni, e rischia di entrare in una fase molto delicata. È questo il grido d’allarme che è arrivato dal mercato.
Il motivo ha un nome ben preciso: TSMC . E in particolare le sue sorti, se la Cina dovesse passare dalla propaganda ai fatti.
Il produttore taiwanese di chip a contratto è di fatto la fabbrica di silicio più importante al mondo. Un’azienda importantissima un po’ per tutti i partner americani ed europei.
Chi conosce il mondo dei semiconduttori, uno dei settori più strategici di questa epoca, è abbastanza consapevole oggi che dal futuro di TSMC dipendano giganti come Nvidia ed Apple , solo per citarne qualcuno. Per questo se il futuro di Taiwan dovesse trovarsi in bilico, cioè senza più lo scudo - quanto meno relazionale - degli Stati Uniti d’America, quello di TSMC potrebbe scricchiolare, creando un effetto domino che spaventa gli investitori. dovesse trovarsi in bilico, quello di TSMC potrebbe scricchiolare.
Ed è per questo che il mercato ha punito pesantemente le società americane ed europee del silicio, dopo che il candidato repubblicano si è mostrato tiepido nel difendere Taiwan (sostenendo che dovrebbe pagare gli Stati Uniti per la difesa offerta fin qui) e dopo che è stato riferito che Washington sta valutando di inasprire le restrizioni all’esportazione di tecnologia avanzata per semiconduttori in Cina.