Big Tech

Trump abbandona Taiwan? Il futuro dei semiconduttori occidentali in bilico

Le recenti dichiarazioni di Donald Trump su Taiwan stanno mettendo in crisi il mercato dei semiconduttori. Se il produttore di chip taiwanese TSMC dovesse subire le pressioni della Cina, il settore tecnologico globale, inclusi giganti come Nvidia, Apple e AMD, potrebbe affrontare gravi conseguenze. Le nuove restrizioni commerciali degli Stati Uniti aggravano la situazione, mentre Intel si prepara a un futuro più autonomo con nuove foundry occidentali. Scopri come le tensioni geopolitiche stanno ridefinendo il panorama dei semiconduttori

di Biagio Simonetta

FILE PHOTO: Republican presidential nominee and former U.S. President Donald Trump raises is fist as he leaves at the conclusion of Day 2 of the Republican National Convention (RNC), at the Fiserv Forum in Milwaukee, Wisconsin, U.S., July 16, 2024. REUTERS/Callaghan O'hare/File Photo

3' di lettura

3' di lettura

Se Donald Trump molla Taiwan al suo destino, il futuro delle società occidentali dei semiconduttori esce dalla comfort zone di questi anni, e rischia di entrare in una fase molto delicata. È questo il grido d’allarme che è arrivato dal mercato.

Il motivo ha un nome ben preciso: TSMC . E in particolare le sue sorti, se la Cina dovesse passare dalla propaganda ai fatti.

Loading...

Il produttore taiwanese di chip a contratto è di fatto la fabbrica di silicio più importante al mondo. Un’azienda importantissima un po’ per tutti i partner americani ed europei.

Chi conosce il mondo dei semiconduttori, uno dei settori più strategici di questa epoca, è abbastanza consapevole oggi che dal futuro di TSMC dipendano giganti come Nvidia ed Apple , solo per citarne qualcuno. Per questo se il futuro di Taiwan dovesse trovarsi in bilico, cioè senza più lo scudo - quanto meno relazionale - degli Stati Uniti d’America, quello di TSMC potrebbe scricchiolare, creando un effetto domino che spaventa gli investitori. dovesse trovarsi in bilico, quello di TSMC potrebbe scricchiolare.

Blinken: Usa e Cina terranno primo colloquio su intelligenza artificiale

Le parole di Trump

Ed è per questo che il mercato ha punito pesantemente le società americane ed europee del silicio, dopo che il candidato repubblicano si è mostrato tiepido nel difendere Taiwan (sostenendo che dovrebbe pagare gli Stati Uniti per la difesa offerta fin qui) e dopo che è stato riferito che Washington sta valutando di inasprire le restrizioni all’esportazione di tecnologia avanzata per semiconduttori in Cina.

Nuove restrizioni

Gli Stati Uniti hanno comunicato che stanno valutando la possibilità di inasprire le restrizioni commerciali se le aziende continueranno a concedere a Pechino l’accesso a tecnologie avanzate per i semiconduttori. Una posizione che ha fatto malissimo ad ASML, fornitore olandese di apparecchiature per la produzione di chip, che sono scese di circa il 9% in seguito alla notizia, nonostante la società abbia battuto le stime sugli utili del secondo trimestre. Giù anche il titolo di Nvidia, che ha perso circa fino al 6%. Ancora più pesante (-7,5%) il tonfo di Advanced Micro Device (AMD). Ma il crollo ha riguardato un po’ tutte le aziende del settore: da Qualcomm a Broadcom, da Micron Technology ad Arm. Chiaramente tonfo anche per la stessa TSMC;

Usa, Biden in Sud Corea: "I microchip chiave verso nuova era sviluppo"

Gioisce solo Intel

L’unica società a muoversi in grande controtendenza è stata Intel, col titolo che ha guadagnato fino al 5%. E le ragioni sono assolutamente strategiche. Il produttore americano, infatti, è stato ripagato per i suoi sforzi che lo proiettano verso l’assoluta autonomia. Una strategia di lungo periodo, quella di Intel, che è al lavoro per costruire numerose foundry in tutto il mondo occidentale. Fonderi che dovrebbero consentire un’autonomia produttiva importante, così da slegare il destino dei suoi chip da quello che succede in Asia. Anche il piccolo produttore a contratto GlobalFoundries è salito di oltre l’13%: un chiaro segnale di sfiducia nel leader TSMC.

Non solo Mar-a-Lago, ecco tutte le residenze di Trump

Photogallery5 foto

Va ricordato che negli ultimi mesi l’amministrazione Biden si è mossa in modo aggressivo per limitare l’accesso della Cina alla tecnologia dei chip all’avanguardia, con ampie restrizioni emanate a ottobre per limitare le esportazioni di processori AI progettati da aziende come Nvidia. Le restrizioni hanno intaccato le vendite dei produttori di chip statunitensi in Cina. Le entrate cinesi di Nvidia sono state pari a circa il 18% delle entrate totali nel trimestre conclusosi il 28 aprile, rispetto al 66% del periodo precedente.

Ora l’ipotesi di nuove scure, che abbinate alle parole di Trump su Taiwan, hanno affossato il settore dei chip.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti