Big Tech

Il crollo di Nvidia: analisi delle cause e il ruolo di Jensen Huang

Il titolo della società californiana è crollato del 16% in poche sedute. Lo spauracchio è il precedente di Cisco

di Biagio Simonetta

2' di lettura

2' di lettura

La leadership di Nvidia a Wall Street è durata pochissimo. Il tempo di qualche titolo sui giornali. Poi, da giovedì scorso (20 giugno), per le azioni del colosso californiano è stato un bagno di sangue. Il produttore di chip - celebre per le sue GPU dedicate al gaming e improvvisamente ricchissimo per i suoi processori per l’intelligenza artificiale - ha perso il 16% in 3 sedute, bruciando oltre mezzo trilione di dollari di market cap.

Così Nvidia, che per un giorno è stata regina di Wall Street compiendo un sorpasso storico ai danni di Microsoft ed Apple , è “rimpiombata” al terzo posto, con una capitalizzazione di mercato di nuovo sotto ai 3 trilioni di dollari.

Loading...

Le ragioni del crollo

Ma cosa ha scatenato questo crollo?

Nel piano di business dell’azienda di Santa Clara non ci sono stati cambiamenti. Sembra piuttosto una questione di correzione, dopo guadagni galoppanti.

C’è un particolare, però, che potrebbe aver innescato il crollo del titolo: l’indiscrezione secondo la quale il ceo, Jensen Huang, avrebbe venduto azioni per circa 95 milioni di dollari. Le mosse di Huang farebbero parte di un piano di vendita Rule 10b5-1 precedentemente programmato e predisposto a marzo, come mostrano i documenti.

Il precedente di Cisco

La rapida ascesa del titolo di Nvidia, per gli analisti più critici è qualcosa di paragonabile al boom di Cisco . Il produttore di apparecchiature di rete, nel marzo del 2000, divenne l’azienda più preziosa al mondo all’apice del boom delle dotcom. Ma quel sogno durò pochissimo. Perché un anno dopo, quando la bolla scoppiò, Cisco perse circa l’80 per cento del suo valore e i gruppi di telecomunicazioni tagliarono la spesa per le infrastrutture a banda larga. Al momento, però, i paragoni sembrano molto azzardati. Perché la posizione di Nvidia in fatto di chip per l’AI generativa sembra assolutamente solida.

I titoli dei chip e l’S&P 500

Va detto che il crollo di Nvidia è stato un fattore pesantissimo per l’intero settore del chipmaking, con il PHLX Semiconductor Index in calo di quasi il 7 percento nelle ultime tre sessioni di trading. Tutti i titoli delle società che producono chip hanno battuto in ritirata, seguendo Nvidia. E il Nasdaq Composite, dominato dalla tecnologia, è sceso dell’1,1 percento lunedì.

E c’è una certa apprensione fra analisti a proposito dell’indice S&P 500. Nvidia , i cui guadagni da soli erano stati responsabili di circa un terzo dell’aumento dell’S&P 500 nel 2024. E adesso l’allarme è chiaro: se Nvidia correggerà ancora così pesantemente, l’intero indice ne risentirà.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti