Conti trimestrali

Tesla, profitti e margini in caduta in attesa dei robotaxi. Titolo -12%

Leggero aumento dei ricavi di gruppo in aprile-giugno grazie a crediti emissioni e stoccaggio energia, ma sui conti pesa il calo delle consegne

di Alberto Annicchiarico

Aggiornato il 24 luglio 2024, ore 22:00

Il ceo di Tesla, Elon Musk. REUTERS/David Swanson

4' di lettura

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I ricavi di gruppo di Tesla hanno visto un incremento a sorpresa nel periodo aprile-giugno rispetto al primo trimestre. La società ha ottenuto complessivamente un fatturato di 25,50 miliardi di dollari per i tre mesi chiusi a giugno, rispetto ai 24,93 miliardi di un anno prima (+2%). Gli analisti avevano stimato in media 24,77 miliardi, secondo i dati LSEG. L’aiuto alle entrate è arrivato dai crediti legati alle emissioni (890 milioni nel secondo trimestre) e dalla crescita record del business di stoccaggio dell’energia. Magra consolazione. Tesla ha infatti registrato la redditività più bassa degli ultimi cinque anni e un vero crollo dell’utile netto. E questo nonostante i tagli ai prezzi per rilanciare la domanda e i maggiori investimenti in progetti di intelligenza artificiale, i cui frutti non potranno essere a breve. In più le spese operative sono aumentate del 39% a quasi 3 miliardi, come conseguenza dei tagli all’organico, il 10%, pari a 14mila dipendenti. Il titolo ha tracollato, chiudendo con un -12,33%, a 215 dollari. Anche se non è stato ancora bruciato il beneficio del rally degli ultimi tre mesi (+33%).

«Fino a quando Tesla non sarà in grado di avviare la produzione di nuovi modelli a basso costo, che l’azienda prevede per il primo semestre del 2025, riteniamo che i prezzi e gli incentivi possano rimanere una leva fondamentale per la domanda e pesare sui margini», hanno dichiarato gli analisti di Goldman Sachs.

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I ricavi della sola divisione auto (la altre due sono energia e servizi) sono diminuiti del 7% rispetto a un anno prima (19,8 miliardi contro 21,2; erano stati 17,3 miliardi nei primi tre mesi del 2024). L’utile netto è stato pari a 1,48 miliardi, rispetto ai 2,70 miliardi di dollari di un anno fa (-45%) e lontano dalle stime di mercato (1,91 miliardi). L’utile rettificato di 52 centesimi per azione ha mancato il consenso di Wall Street che aveva previsto 62 centesimi. E la redditività resta in evidente affanno. Il margine lordo si è fermato al 18%, in leggero calo ma lontano dal 29,1% del primo trimestre 2022. Il margine EBITDA rettificato si è fermato al 14,4% contro il 15,9% del primo trimeste e il 18,7% del secondo trimestre 2023. Il margine operativo è sceso al 6,3% (5,5% nel trimestre precedente) contro il 9,6% di dodici mesi prima. Del resto le consegne nel secondo trimestre sono diminuite per il secondo trimestre consecutivo, su base annua, per la prima volta. Tesla sta perdendo quote di mercato in Cina e in Europa. Negli Stati Uniti, nel secondo trimestre, è scesa per la prima volta sotto il 50 per cento. A gennaio il ceo Elon Musk aveva dichiarato di aspettarsi una crescita «notevolmente inferiore» delle consegne nel corso del 2024. Prospettiva confermata anche dopo questi risultati.

«Nel secondo trimestre - ha tuttavia commentato l’azienda di Austin, Texas - abbiamo raggiunto ricavi trimestrali record nonostante un difficile contesto operativo. Il business dell’Energy Storage continua a crescere rapidamente, stabilendo un record nel Q2 con 9,4 GWh di implementazioni, risultando in ricavi e profitti lordi record per l’intero segmento. Abbiamo anche assistito a una ripresa sequenziale delle consegne di veicoli nel Q2, poiché il sentimento dei consumatori è migliorato e abbiamo lanciato opzioni di finanziamento attraenti per compensare l’impatto dei tassi di interesse elevati».

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La società tuttora ampiamente a maggior capitalizzazione del settore sta spingendo molto per accelerare lo sviluppo delle sue tecnologie di guida autonoma e dei robotaxi, investendo miliardi per addestrare i modelli di intelligenza artificiale, ma ha rinviato la presentazione ufficiale dei Cybercab dalla data annunciata dell’8 agosto al 10 ottobre. «Sebbene i tempi di sviluppo dei robotaxi dipendano dai progressi tecnologici e dall’approvazione normativa, stiamo lavorando vigorosamente su questa opportunità data l’enorme potenziale valore». Tesla ha inoltre dichiarato che il discusso pick up Cybertruck è sulla buona strada per diventare redditizio entro la fine dell’anno, mentre i piani per un veicolo più economico (la Model 2) stanno procedendo, con l’inizio della produzione previsto per la prima metà del 2025.

Commentando i risultati Musk ha toccato diversi aspetti: dalla realizzazione di una «gigantesca flotta di Tesla autonome» che potrebbe fare lievitare il valore di mercato fino a 5mila miliardi di dollari (dagli attuali 690) all’ipotesi di non andare avanti con il progetto di un impianto di produzione in Messico se Donald Trump vincesse la corsa presidenziale e confermasse l’idea di pesanti dazi; dalla strategia di attesa sull’evoluzione delle tariffe doganali europee (dossier sul quale è ottimista), alla certezza di essere pronto con la tecnologia Dry Cathode per nuove batterie entro l’ultimo quarto dell’anno. Fino alla produzione continuamente rinviata del Roadster, ora fissata al 2025.

Sempre ottimista, infine, Dan Ives, analista di Wedbush: «Non ci aspettavamo grandi fuochi d’artificio in questo trimestre da Tesla e, sebbene la debolezza dei margini stia pesando sul titolo, la prossima fase della storia di crescita di Tesla è incentrata sulla guida autonoma, sui robotaxi e sull’intelligenza artificiale e, a nostro avviso, questa visione è alle porte». Quanto alla Cina, secondo Ives la domanda dovrebbe essere in fase di stabilizzazione. Secondo Wedbush il titolo resta outperform, con un obiettivo di prezzo a 300 dollari.

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