Tesla in rally a Wall Street dopo consegne in calo ma meglio del previsto
Il titolo ha guadagnato oltre il 10%, ma gli analisti restano cauti: il prezzo obiettivo medio registra uno sconto del 20% rispetto ai livelli attuali
3' di lettura
3' di lettura
Il titolo Tesla decolla, guadagnando oltre il 10% a 231,26 dollari, ed è nettamente il migliore sullo S&P 500. E questo nonostante un calo delle consegne nel secondo trimestre del 4,8% rispetto al medesimo periodo del 2023, per un totale di 466.140 vetture. Un dato migliore del consensus, ovvero delle attese del mercato, fissato a 439mila unità. La produzione è invece stata di 410.831 veicoli. Ad aprile, Tesla aveva comunicato una flessione delle consegne, nel primo trimestre, dell’8,5% a 386.810 vetture, primo calo anno su anno dal 2020. E’ la prima volta che il car maker americano di vetture a batteria registra un calo delle vendite su base annua per il secondo trimestre consecutivo.
Negli ultimi 12 mesi il titolo perde ancora il 18%, nonostante un rally iniziato a metà giugno, dopo che gli azionisti hanno approvato il pacchetto retributivo monstre da oltre 50 miliardi di dollari a favore del ceo Elon Musk , fatto che ha restituito credibilità alla stabilità della leadership del costruttore di automobili più capitalizzato al mondo (737 miliardi di dollari).
A gennaio Musk aveva dichiarato di aspettarsi una crescita «notevolmente inferiore» delle consegne nel corso del 2024. E Wall Street ha messo nel conto un calo a causa della flessione nella domanda di veicoli elettrici e degli alti tassi di interesse. Inoltre la gamma del costruttore con sede ad Austin, Texas, ha meno appeal: i modelli accusano il passare del tempo (la Model 3 ha avuto il suo restyling lo scorso anno mentre quello della più venduta Model Y è stato definitivamente rinviato), non hanno avuto il successo auspicabile (è il caso del mastodontico pick up Cybertruck), oppure attendono da anni la conferma del lancio (si parla della Tesla più economica, la Model 2, prezzo intorno ai 25mila dollari). Tesla ha ormai abbandonato l’obiettivo di consegnare 20 milioni di veicoli all’anno entro il 2030, cambiando drasticamente tono rispetto all’obiettivo di crescita annuale a lungo termine del 50 per cento.
Del resto c’è anche la concorrenza. Tesla ha scatenato una vera e propria guerra dei prezzi a partire dall’inizio del 2023, ha anche offerto sconti e incentivi come prestiti a basso tasso di interesse e piani di leasing più convenienti negli Stati Uniti, in Cina e in Europa. Scelta che ha ovviamente pesato sui margini.
La battaglia più impegnativa è in Cina, dove le vendite dell’azienda sono diminuite a causa del lancio di modelli elettrici a prezzi inferiori da parte dei concorrenti. A giugno, le consegne delle Tesla costruite in Cina, nella gigafactory di Shanghai, per il mercato locale e per l’esportazione, sono calate (terzo mese di fila, e già gli analisti prospettano un quarto mese consecutivo) del 24% rispetto all’anno scorso.



