Automotive

Tesla in rally a Wall Street dopo consegne in calo ma meglio del previsto

Il titolo ha guadagnato oltre il 10%, ma gli analisti restano cauti: il prezzo obiettivo medio registra uno sconto del 20% rispetto ai livelli attuali

di Alberto Annicchiarico

Aggiornato il 3 luglio 2024, ore 9:30

Tesla parcheggiate nel porto di Zeebrugge, nord del Belgio. (JOHN THYS / AFP)

3' di lettura

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Il titolo Tesla decolla, guadagnando oltre il 10% a 231,26 dollari, ed è nettamente il migliore sullo S&P 500. E questo nonostante un calo delle consegne nel secondo trimestre del 4,8% rispetto al medesimo periodo del 2023, per un totale di 466.140 vetture. Un dato migliore del consensus, ovvero delle attese del mercato, fissato a 439mila unità. La produzione è invece stata di 410.831 veicoli. Ad aprile, Tesla aveva comunicato una flessione delle consegne, nel primo trimestre, dell’8,5% a 386.810 vetture, primo calo anno su anno dal 2020. E’ la prima volta che il car maker americano di vetture a batteria registra un calo delle vendite su base annua per il secondo trimestre consecutivo.

Negli ultimi 12 mesi il titolo perde ancora il 18%, nonostante un rally iniziato a metà giugno, dopo che gli azionisti hanno approvato il pacchetto retributivo monstre da oltre 50 miliardi di dollari a favore del ceo Elon Musk , fatto che ha restituito credibilità alla stabilità della leadership del costruttore di automobili più capitalizzato al mondo (737 miliardi di dollari).

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A gennaio Musk aveva dichiarato di aspettarsi una crescita «notevolmente inferiore» delle consegne nel corso del 2024. E Wall Street ha messo nel conto un calo a causa della flessione nella domanda di veicoli elettrici e degli alti tassi di interesse. Inoltre la gamma del costruttore con sede ad Austin, Texas, ha meno appeal: i modelli accusano il passare del tempo (la Model 3 ha avuto il suo restyling lo scorso anno mentre quello della più venduta Model Y è stato definitivamente rinviato), non hanno avuto il successo auspicabile (è il caso del mastodontico pick up Cybertruck), oppure attendono da anni la conferma del lancio (si parla della Tesla più economica, la Model 2, prezzo intorno ai 25mila dollari). Tesla ha ormai abbandonato l’obiettivo di consegnare 20 milioni di veicoli all’anno entro il 2030, cambiando drasticamente tono rispetto all’obiettivo di crescita annuale a lungo termine del 50 per cento.

Del resto c’è anche la concorrenza. Tesla ha scatenato una vera e propria guerra dei prezzi a partire dall’inizio del 2023, ha anche offerto sconti e incentivi come prestiti a basso tasso di interesse e piani di leasing più convenienti negli Stati Uniti, in Cina e in Europa. Scelta che ha ovviamente pesato sui margini.

La battaglia più impegnativa è in Cina, dove le vendite dell’azienda sono diminuite a causa del lancio di modelli elettrici a prezzi inferiori da parte dei concorrenti. A giugno, le consegne delle Tesla costruite in Cina, nella gigafactory di Shanghai, per il mercato locale e per l’esportazione, sono calate (terzo mese di fila, e già gli analisti prospettano un quarto mese consecutivo) del 24% rispetto all’anno scorso.

Intanto il colosso cinese BYD ha registrato un aumento del 21% nelle vendite di veicoli elettrici nel secondo trimestre, colmando il divario con Tesla dopo aver ceduto il titolo di primo venditore di veicoli elettrici al mondo alla rivale statunitense nel primo trimestre.

BYD ha venduto 426.039 veicoli elettrici nel trimestre aprile-giugno, secondo i calcoli di Reuters basati sui suoi rapporti di vendita mensili. Si tratta di quasi 18.000 veicoli in meno rispetto alle consegne di Tesla nel secondo trimestre, ma le distanze sono state nettamente accorciate rispetto agli oltre 86mila veicoli di distacco del trimestre precedente.

Anche altri competitor cinesi di Tesla hanno registrato un’impennata delle vendite. Xpeng ha consegnato circa 30mila veicoli (+30%), Li Auto 108mila (+25%) e Nio 57.373 (+144%).

«Nonostante la recente corsa al rialzo del titolo Tesla, Wall Street rimane cauta. Il prezzo obiettivo medio degli analisti per il titolo TSLA è di 185,81 dollari, con uno sconto del 20% rispetto ai livelli attuali, e la raccomandazione di consenso è “hold” (mantenere). Tuttavia, il titolo continua a trovare supporto tra gli investitori retail», ha commentato Gabriel Debach, market analyst di eToro.

Nel secondo trimestre Tesla dovrebbe registrare ricavi e utili inferiori rispetto all’anno scorso, secondo l’analista di Morningstar, Seth Goldstein. Tuttavia, Goldstein ritiene che Tesla inizierà a vedere i margini di profitto lordo del settore automobilistico stabilizzarsi rispetto al primo trimestre, grazie alla riduzione dei costi di produzione unitari e dei costi delle materie prime.

Secondo Goldstein, i margini potrebbero recuperare ulteriormente nel secondo trimestre, consentendo a Tesla di tornare alla crescita degli utili l’anno prossimo. A lungo termine, secondo Morningstar, le vendite di veicoli a prezzi accessibili (Model 2, ndr) saranno un importante motore per la crescita delle consegne di Tesla. Morningstar mantiene la stima del fair value di 200 dollari per Tesla.

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