Tesla, avviata la revisione del pacchetto retributivo di Elon Musk
Dopo l’annullamento del piano da 56 miliardi, annullato dal tribunale del Delaware, si starebbe valutando l’introduzione di un nuovo schema di stock option
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Il consiglio di amministrazione di Tesla ha istituito un comitato speciale incaricato di rivedere il pacchetto retributivo del ceo Elon Musk. Secondo quanto riportato dal Financial Times, si starebbe valutando l’introduzione di un nuovo schema di stock option, ancorato a obiettivi finanziari, operativi e legati all’andamento del titolo in Borsa. La decisione arriva in un momento di svolta: Tesla, che sta pagando l’esposizione politica di Musk e negli ultimi mesi ha visto calare vendite e profitti, è impegnata in un riposizionamento strategico, puntando progressivamente meno sui veicoli elettrici di massa, con l’ambizione di reinventarsi come leader nell’intelligenza artificiale per la mobilità, con taxi a guida autonoma e robot umanoidi.
A comporre il comitato ci sono Robyn Denholm, presidente del board, e Kathleen Wilson-Thompson, consigliera indipendente. Il loro incarico è duplice: da una parte valutare una nuova struttura di incentivi per Musk, dall’altra prendere in considerazione formule retributive alternative nel caso non venga reintegrato l’ormai discusso piano di stock option del 2018.
Gli interrogativi sul destino di Tesla
Quel piano – che poteva far guadagnare a Musk fino a 56 miliardi di dollari – è stato annullato lo scorso gennaio da una sentenza del tribunale del Delaware (stato dal quale è in atto una fuga di quotate, un fenomeno ribattezzato “Dexit”), che ha ritenuto il processo decisionale viziato da conflitti d’interesse e scarsa trasparenza. Musk ha presentato ricorso a marzo alla Corte Suprema del First State (il primo a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti), contestando l’uso da parte della giudice Kathleen McCormick del cosiddetto standard di equità sostanziale. Questa espressione si riferisce a un criterio utilizzato dai magistrati, in contesti di diritto societario: anche se il processo è stato formalmente corretto, un giudice può invalidare o correggere un accordo se lo considera sostanzialmente iniquo.
Ma al di là del piano giudiziario, la questione della remunerazione di Musk solleva interrogativi più profondi sul destino di Tesla. Con il 13% delle azioni, Musk resta il maggiore azionista. Tuttavia, la traiettoria che ha in mente per l’azienda si allontana sempre più dal modello tradizionale di casa automobilistica. Mentre il mercato cresce ma le vendite di Tesla rallentano e la competizione – specie cinese – diventa più agguerrita, Musk scommette tutto su tecnologie all’avanguardia: guida autonoma, intelligenza artificiale e robotica.
Quanto e per cosa?
Non è un caso che Tesla abbia smentito con decisione le indiscrezioni del Wall Street Journal secondo cui il board starebbe cercando un potenziale successore per Musk. La presidente Denholm ha confermato l’importanza centrale del ceo, ribadendo l’intenzione di allineare il suo compenso con i traguardi futuri dell’azienda.


