Cda

Tesla, avviata la revisione del pacchetto retributivo di Elon Musk

Dopo l’annullamento del piano da 56 miliardi, annullato dal tribunale del Delaware, si starebbe valutando l’introduzione di un nuovo schema di stock option

di Alberto Annicchiarico

Il ceo di tesla Elon Musk in visita a Riad con il presidente Donald Trump,  13 maggio 2025. REUTERS/Brian Snyder

3' di lettura

3' di lettura

Il consiglio di amministrazione di Tesla ha istituito un comitato speciale incaricato di rivedere il pacchetto retributivo del ceo Elon Musk. Secondo quanto riportato dal Financial Times, si starebbe valutando l’introduzione di un nuovo schema di stock option, ancorato a obiettivi finanziari, operativi e legati all’andamento del titolo in Borsa. La decisione arriva in un momento di svolta: Tesla, che sta pagando l’esposizione politica di Musk e negli ultimi mesi ha visto calare vendite e profitti, è impegnata in un riposizionamento strategico, puntando progressivamente meno sui veicoli elettrici di massa, con l’ambizione di reinventarsi come leader nell’intelligenza artificiale per la mobilità, con taxi a guida autonoma e robot umanoidi.

A comporre il comitato ci sono Robyn Denholm, presidente del board, e Kathleen Wilson-Thompson, consigliera indipendente. Il loro incarico è duplice: da una parte valutare una nuova struttura di incentivi per Musk, dall’altra prendere in considerazione formule retributive alternative nel caso non venga reintegrato l’ormai discusso piano di stock option del 2018.

Loading...

Gli interrogativi sul destino di Tesla

Quel piano – che poteva far guadagnare a Musk fino a 56 miliardi di dollari – è stato annullato lo scorso gennaio da una sentenza del tribunale del Delaware (stato dal quale è in atto una fuga di quotate, un fenomeno ribattezzato “Dexit”), che ha ritenuto il processo decisionale viziato da conflitti d’interesse e scarsa trasparenza. Musk ha presentato ricorso a marzo alla Corte Suprema del First State (il primo a ratificare la Costituzione degli Stati Uniti), contestando l’uso da parte della giudice Kathleen McCormick del cosiddetto standard di equità sostanziale. Questa espressione si riferisce a un criterio utilizzato dai magistrati, in contesti di diritto societario: anche se il processo è stato formalmente corretto, un giudice può invalidare o correggere un accordo se lo considera sostanzialmente iniquo.

Ma al di là del piano giudiziario, la questione della remunerazione di Musk solleva interrogativi più profondi sul destino di Tesla. Con il 13% delle azioni, Musk resta il maggiore azionista. Tuttavia, la traiettoria che ha in mente per l’azienda si allontana sempre più dal modello tradizionale di casa automobilistica. Mentre il mercato cresce ma le vendite di Tesla rallentano e la competizione – specie cinese – diventa più agguerrita, Musk scommette tutto su tecnologie all’avanguardia: guida autonoma, intelligenza artificiale e robotica.

Quanto e per cosa?

Non è un caso che Tesla abbia smentito con decisione le indiscrezioni del Wall Street Journal secondo cui il board starebbe cercando un potenziale successore per Musk. La presidente Denholm ha confermato l’importanza centrale del ceo, ribadendo l’intenzione di allineare il suo compenso con i traguardi futuri dell’azienda.

Non si discute soltanto il “quanto” debba guadagnare Musk, ma anche il “come” e il “per cosa”. Un nuovo pacchetto di stock option, vincolato a risultati tangibili, potrebbe rappresentare una sintesi tra le esigenze di governance e quella di trattenere una figura che negli anni è stata pienamente identificata con il successo del brand.

Il destino dell’azienda – e in parte dell’intero settore – si giocherà anche su questo tavolo. Intanto il titolo reagisce bene alle notizie e guadagna intorno al 4% a metà seduta.

La fuga dal Delaware: è Dexit

Quanto al Tribunale del Delaware, nelle prossime settimane, gli investitori di nove società quotate del valore di almeno 1 miliardo di dollari ciascuna voteranno su proposte per abbandonare il Delaware come loro sede legale, potenzialmente intaccando la reputazione di lunga data dello stato come capitale della Corporate America, ha scritto Reuters (più del 60% delle società quotate in borsa negli Stati Uniti è incorporato in Delaware, grazie a un sistema legale particolarmente favorevole, con vantaggi fiscali e in fatto di privacy). Cinque società con un valore di mercato azionario di almeno 1 miliardo di dollari hanno già trasferito la loro sede legale fuori dal Delaware dallo scorso anno, in quella che alcuni hanno soprannominato “Dexit” (un gioco di parole tra “Delaware” ed “exit”).

Tesla ha trasferito la sede legale in Texas l’anno scorso e ad aprile la società di social media del presidente Donald Trump, Trump Media & Technology, proprietaria della piattaforma Truth Social, si è spostata in Florida. La maggior parte delle società sono dominate da un azionista o fondatore significativo. I giudici del Delaware hanno esteso lo standard legale più rigoroso del tribunale a una gamma crescente di situazioni che coinvolgono controllori, aumentando il rischio di cause legali da parte degli azionisti.

Dopo la sentenza sul suo pacchetto retributivo, Musk aveva dichiarato su X: «Non costituite mai la vostra società nello stato del Delaware».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti