Inchiesta New York Times

Azioni in vendita, gli affari d’oro della presidente di Tesla

Solo negli ultimi sei mesi Robyn Denholm avrebbe venduto titoli Tesla per un valore di circa 198 milioni di dollari. Intanto Tesla incassa fondi Ue

La presidente del board di Tesla, Robyn Denholm (Bloomberg)

2' di lettura

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A marzo, mentre le azioni Tesla crollavano e l’azienda navigava in acque agitate, Elon Musk esortava i suoi dipendenti a resistere: «Non vendete le vostre azioni». Ma Robyn Denholm, presidente del consiglio di amministrazione, aveva preso tutt’altra strada. Secondo un’inchiesta del New York Times, solo negli ultimi sei mesi avrebbe venduto titoli Tesla per un valore di circa 198 milioni di dollari, portando a oltre 530 milioni i guadagni accumulati grazie alla cessione di azioni da quando è entrata nel board, nel 2014.

Stock option rivendute a peso d’oro

Un comportamento che fa sollevare più di un sopracciglio, non solo per il momento scelto, ma anche perché Denholm ha approfittato di stock option ricevute come compenso part-time, acquistate a 24 dollari e rivendute a oltre 270. Un affare d’oro, proprio mentre la nave iniziava a imbarcare acqua: calo delle consegne, utili trimestrali ai minimi da quattro anni e immagine aziendale sempre più polarizzata. Le vendite, formalmente pianificate in anticipo, si sono intensificate nel momento peggiore.

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Il board di Tesla, già criticato da investitori e giudici per aver lasciato troppo spazio di manovra a Musk, è così nuovamente al centro della tempesta. Proprio Denholm è stata bollata come «negligente» dalla giudice del Delaware, Kathaleen McCormick, nella sentenza che ha annullato il mega compenso da 56 miliardi assegnato a Musk nel 2018.

Tra l’altro la stessa Denholm ai primi di maggio, quando Musk aveva dichiarato di avere deciso di riprendersi la guida operativa dopo la lunga parentesi politica (costata cara a Tesla in temini di reputazione e vendite), era entrata nel mirino del Wall Street Journal, secondo cui avrebbe lavorato per trovare un successore di Musk. Un’ipotesi smentita ufficialmente.

I fondi dall’Unione europea per la rete di ricarica

Ma mentre la governance di Tesla mostra evidenti contraddizioni, dall’altra parte del mondo Bruxelles continua a sostenere il gruppo. In risposta a un’interrogazione dell’europarlamentare Daniel Freund, il commissario Piotr Serafin ha confermato che nel 2023 Tesla ha ricevuto circa 150 milioni di euro attraverso il programma Connecting Europe Facility, destinati a progetti di ricarica elettrica sulla rete TEN-T. I fondi sono stati assegnati a Tesla Motors Netherlands BV, con tre sovvenzioni per lo sviluppo di infrastrutture per veicoli a lunga percorrenza.

Il dato pesa, specie considerando il crescente nervosismo europeo verso Musk. Da ottobre 2023, l’Ue ha sospeso la pubblicità istituzionale su X — ex Twitter — come segnale di dissenso verso la gestione del social. Eppure, nello stesso periodo, Tesla e persino SpaceX hanno continuato a ricevere contratti e finanziamenti: nel 2024, l’ESA ha affidato all’azienda il lancio di quattro satelliti Galileo, a causa dei ritardi del razzo Ariane 6.

Business in Arabia Saudita per Starlink

Intanto, Musk stringe nuove alleanze anche fuori dall’orbita occidentale. Al Saudi-US Investment Forum ha annunciato l’approvazione dell’uso di Starlink per il trasporto aereo e navale in Arabia Saudita, ampliando la portata globale del suo network satellitare. E in un siparietto che mischia marketing e visione futurista, ha raccontato di aver presentato i robot umanoidi Tesla Optimus a Mohammed bin Salman e a Donald Trump. “Uno ha persino ballato la Trump dance”, ha detto Musk ridendo, profetizzando che presto “ognuno vorrà avere il proprio robot personale”, passo chiave — secondo lui — verso un futuro di enorme prosperità economica.

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