Auto elettriche

Tesla, le vendite in Europa crollano anche in aprile. Italia in controtendenza

Rimbalzo tecnico in Borsa. Intanto si discute sulle ipotesi (finora smentite) di addio da parte di Musk. Wedbush: «Crediamo che rimarrà ceo per almeno 5 anni»

di Alberto Annicchiarico

Il ceo di Tesla Elon Musk saluta il presidente degli Stati Uniti Donald Trump mentre assistono ai campionati NCAA di wrestling maschile a Philadelphia, Pennsylvania, Stati Uniti, 22 marzo 2025. REUTERS/Nathan Howard/File Photo

5' di lettura

5' di lettura

Mentre la rivale cinese BYD macina mesi migliori dell’anno uno dopo l’altro (ad aprile 380mila unità vendite, +20%), per Tesla arrivano segnali chiari e sempre più preoccupanti dall’Europa. In Svezia, uno dei Paesi con la maggiore penetrazione dell’auto elettrica, i dati del mese scorso parlano chiaro: solo 203 nuove immatricolazioni, un tonfo dell’80,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Una battuta d’arresto che, seppur su volumi assoluti limitati, assume un significato simbolico potente in un mercato che ha spesso fatto da apripista nella transizione elettrica.

In Borsa un rimbalzo dopo i recenti ribassi, ecco perché

In Borsa la giornata ha offerto un rimbalzo tecnico vicino al 4% dopo le recenti pressioni ribassiste, con possibili ricoperture di posizioni short. Il consensus degli analisti rimane complessivamente positivo: su 92 analisti, la maggioranza mantiene un rating di “buy”, con un target price mediano di 293,17 dollari, vicino ai valori attuali. Inoltre Tesla è un componente di peso negli indici tecnologici americani e oggi il mercato tech statunitense ha mostrato segnali di forza.

Loading...

Tornando ai dati del mercato europeo, non c’è solo la Svezia. In attesa del dato tedesco (molto negativo nei mesi scorsi), un’indicazione molto chiara del momento difficile attraversato dalla casa di Elon Musk arriva dalla Francia, secondo mercato continentale per l’elettrico. In aprile Tesla, raccontano i dati dell’associazione dei produttori Plateforme Automobile, ha venduto appena 863 auto, un calo del 59,4% su base annua e il peggior risultato degli ultimi due anni. A impressionare però è anche il tracollo nella classifica dei modelli più venduti: la Model Y, a lungo leader, è scivolata fuori dalla top ten, fermandosi all’undicesimo posto. Chi pensava che l’arrivo della nuova versione Juniper avrebbe segnato un rilancio, dovrà ricredersi. Model 3 non pervenuta.

Il peso del Musk politico

Davanti a un crollo di questo genere è inevitabile pensare che, oltre alla gamma datata e ai ritardi iniziali sulla produzione del restyling della Model Y (le consegne in Europa dovrebbero prendere quota da giugno), pesino anche le posizioni politiche sempre più divisive di Elon Musk, il cui sostegno all’estrema destra e a Donald Trump ha sollevato proteste sia negli Stati Uniti che in Europa. La classifica francese è oggi dominata da modelli nazionali: Renault piazza tre auto nella top 10, con la nuova R5 in testa sia in aprile sia nel cumulato del primo quadrimestre (11.454 unità). Seguono la Scenic e la Citroën e-C3, quest’ultima ancora rallentata da problemi produttivi. Solo tre i modelli stranieri in top 10: due tedeschi (Vw ID.3 e Bmw iX1) e la coreana Kia EV3.

Un ulteriore elemento di riflessione: se le vendite Tesla crollano, il mercato elettrico francese nel suo complesso non è in crisi. Ad aprile, le immatricolazioni di Ev sono cresciute del 2,78%.

In Danimarca, altro mercato tradizionalmente favorevole all’elettrico, Tesla ha perso il 67,2% rispetto ad aprile 2024, fermandosi a 180 nuove immatricolazioni. In marzo il calo era stato quasi identico (-65,6%).

Male in Portogallo, rimbalzo in Norvegia

Male anche in Portogallo: -33% in aprile rispetto allo stesso mese del 2024, a sole 302 unità, mentre tutte le nuove immatricolazioni di veicoli elettrici leggeri sono aumentate di circa il 32%, ha dichiarato venerdì l’associazione portoghese dell’industria automobilistica Acap. Nei primi quattro mesi dell’anno, le vendite di Tesla in Portogallo sono diminuite del 26,7% a 2.447 unità, anche se questo è stato solo il secondo calo più consistente tra i marchi automobilistici dopo l’italiana Fiat, le cui vendite sono crollate del 36% a 2.239 unità.

Fa eccezione la Norvegia, altro mercato principe per le elettriche (oltre il 90% delle nuove immatricolazioni). Le vendite sono aumentate dell’11,8% in aprile (976 veicoli) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, secondo la Norwegian Road Federation. Si tratta di un rimbalzo dopo che Tesla ha venduto 3.808 auto nel primo trimestre 2025, in calo del 25% rispetto alle 5.090 dello stesso periodo del 2024, contro il +42% del mercato.

Italia in controtendenza

Ad aprile, stando ai dati pubblicati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le immatricolazioni di Tesla in Italia sono cresciute del 29,28%, una dato molto positivo se non fosse per quello assoluto, 446 vetture. In controtendenza, comunque, con i dati registrati nel resto d’Europa. L’aumento in Italia segue il rialzo di marzo (+51,3%), il calo di febbraio (-54,46%) e il +0,99% di gennaio. Resta comunque negativo il bilancio dei primi quattro mesi dell’anno, con 3.916 immatricolazioni, in discesa del 3,67% rispetto allo stesso periodo del 2024. Nell’intero 2024 le immatricolazioni del colosso delle auto elettriche erano scese del 5,91%. Un segnale forte in Italia (grazie all’endotermico, però) arriva dal brand cinese MG Motor, gruppo controllato dal colosso Saic Motor : ad aprile ha immatricolato 5.488 vetture (+50,56%, contro il rialzo registrato in Europa con un +48,6% in marzo e un +33,5% nel trimestre).

Il Cda, turbolenze dentro e fuori

Il contesto europeo è reso ancor più incandescente dalle voci — smentite ufficialmente — su una possibile sostituzione di Elon Musk alla guida di Tesla. Il Wall Street Journal ha riportato che il board (sollecitato dai grandi investitori - tra cui Vanguard, BlackRock, Morgan Stanley, JP Morgan, Norges Bank - sempre più preoccupati) avrebbe avviato contatti con società di headhunting per valutare alternative. La presidente del Cda, Robyn Denholm, ha negato tutto, riaffermando «piena fiducia» nel ceo. Musk, sempre più assorbito da incarichi politici e progetti paralleli, ha spostato da tempo l’attenzione dai veicoli elettrici alle promesse futuristiche: robotaxi, intelligenze artificiali, robot umanoidi. La visione c’è, i multipli stellari resistono nonostante il -30% del titolo da inizio d’anno (a 280 dollari e 900 miliardi di capitalizzazione), ma le vendite calano.

Tesla è ancora Musk?

Per alcuni analisti non si discute, Tesla è Musk e Musk è Tesla: fino al 75% della capitalizzazione borsistica sarebbe legata alla sua figura e alle sue ardite scommesse. Ma l’accresciuta polarizzazione politica, l’assenza operativa, i continui annunci senza ricadute tangibili e l’aggressività dei nuovi concorrenti, in particolare dalla Cina (dove le vendite di marzo sono andate molto bene ma quelle di aprile sarebbero in forte calo, secondo indiscrezioni, ndr), stanno indubitabilmente erodendo la posizione del marchio sul mercato. «Crediamo che Musk rimarrà ceo di Tesla per almeno cinque anni - ha commentato Daniel Ives, di Wedbush - e saremmo sorpresi se il consiglio di amministrazione stesse ancora seguendo questa strada di ricerca a partire da oggi. Continuiamo a credere che i giorni di Musk alla Casa Bianca stiano finendo, dopo questo forte segnale di avvertimento da parte del board».

Cosa succederà nei prossimi mesi

I prossimi mesi saranno decisivi. Dopo un primo trimestre disastroso, con ricavi in calo del 20% e profitti giù del 71%, investitori e osservatori attendono di capire se la crisi europea sia un episodio isolato o l’inizio di una tendenza strutturale. Quel che è certo è che l’Europa, un tempo mercato privilegiato per Tesla, oggi sembra voltarle le spalle.

Il gruppo sta offrendo sconti sui prestiti e altri incentivi finanziari per i nuovi acquisti in Norvegia, Svezia, Germania e Gran Bretagna, nel tentativo di stimolare la domanda.

Tesla se la deve vedere con una maggiore concorrenza delle case europee (il Gruppo Volkswagen è nettamente in testa nel ranking delle immatricolazioni) e con l’ingresso in campo dei nuovi player cinesi, nel medio periodo soprattutto BYD.

«Il vantaggio tecnologico di Tesla - sostiene Andy Leyland, cofondatore di SC Insights - è stato in gran parte eroso con l’attuale gamma di modelli, La concorrenza peserà sulle vendite».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti