Tesla, le vendite in Europa crollano anche in aprile. Italia in controtendenza
Rimbalzo tecnico in Borsa. Intanto si discute sulle ipotesi (finora smentite) di addio da parte di Musk. Wedbush: «Crediamo che rimarrà ceo per almeno 5 anni»
5' di lettura
I punti chiave
5' di lettura
Mentre la rivale cinese BYD macina mesi migliori dell’anno uno dopo l’altro (ad aprile 380mila unità vendite, +20%), per Tesla arrivano segnali chiari e sempre più preoccupanti dall’Europa. In Svezia, uno dei Paesi con la maggiore penetrazione dell’auto elettrica, i dati del mese scorso parlano chiaro: solo 203 nuove immatricolazioni, un tonfo dell’80,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Una battuta d’arresto che, seppur su volumi assoluti limitati, assume un significato simbolico potente in un mercato che ha spesso fatto da apripista nella transizione elettrica.
In Borsa un rimbalzo dopo i recenti ribassi, ecco perché
In Borsa la giornata ha offerto un rimbalzo tecnico vicino al 4% dopo le recenti pressioni ribassiste, con possibili ricoperture di posizioni short. Il consensus degli analisti rimane complessivamente positivo: su 92 analisti, la maggioranza mantiene un rating di “buy”, con un target price mediano di 293,17 dollari, vicino ai valori attuali. Inoltre Tesla è un componente di peso negli indici tecnologici americani e oggi il mercato tech statunitense ha mostrato segnali di forza.
Tornando ai dati del mercato europeo, non c’è solo la Svezia. In attesa del dato tedesco (molto negativo nei mesi scorsi), un’indicazione molto chiara del momento difficile attraversato dalla casa di Elon Musk arriva dalla Francia, secondo mercato continentale per l’elettrico. In aprile Tesla, raccontano i dati dell’associazione dei produttori Plateforme Automobile, ha venduto appena 863 auto, un calo del 59,4% su base annua e il peggior risultato degli ultimi due anni. A impressionare però è anche il tracollo nella classifica dei modelli più venduti: la Model Y, a lungo leader, è scivolata fuori dalla top ten, fermandosi all’undicesimo posto. Chi pensava che l’arrivo della nuova versione Juniper avrebbe segnato un rilancio, dovrà ricredersi. Model 3 non pervenuta.
Il peso del Musk politico
Davanti a un crollo di questo genere è inevitabile pensare che, oltre alla gamma datata e ai ritardi iniziali sulla produzione del restyling della Model Y (le consegne in Europa dovrebbero prendere quota da giugno), pesino anche le posizioni politiche sempre più divisive di Elon Musk, il cui sostegno all’estrema destra e a Donald Trump ha sollevato proteste sia negli Stati Uniti che in Europa. La classifica francese è oggi dominata da modelli nazionali: Renault piazza tre auto nella top 10, con la nuova R5 in testa sia in aprile sia nel cumulato del primo quadrimestre (11.454 unità). Seguono la Scenic e la Citroën e-C3, quest’ultima ancora rallentata da problemi produttivi. Solo tre i modelli stranieri in top 10: due tedeschi (Vw ID.3 e Bmw iX1) e la coreana Kia EV3.
Un ulteriore elemento di riflessione: se le vendite Tesla crollano, il mercato elettrico francese nel suo complesso non è in crisi. Ad aprile, le immatricolazioni di Ev sono cresciute del 2,78%.


