Compagnie aeree

Ryanair chiude la base a Berlino a causa delle tasse troppo alte

Da ottobre il vettore low cost trasferirà personale e aerei nelle altre basi europee, tra cui quelle italiane

di Mara Monti

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La compagnia aerea low-cost europea Ryanair chiuderà la propria base a Berlino al termine della stagione estiva Iata, trasferendo i sette aeromobili attualmente basati nella capitale tedesca verso altre sedi operative. Pur continuando a servire Berlino, la compagnia utilizzerà aeromobili provenienti da altre basi europee, garantendo così la connettività con la città, sebbene con una capacità ridotta.

Secondo Ryanair, dal 2019 le tariffe e i costi aeroportuali sono aumentati costantemente, mentre il traffico passeggeri è diminuito di circa il 30% nello stesso periodo. La compagnia ha quindi criticato l’aumento «ingiustificato» delle tariffe, scegliendo di riallocare i propri aeromobili verso aeroporti più competitivi.

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La decisione di chiudere la base presso l’aeroporto di Berlino Brandeburgo è, secondo quanto dichiarato dalla compagnia, direttamente collegata al piano dello scalo di aumentare le tariffe del 10% a partire dal 2027. Considerando il modello di business low-cost, un incremento delle tasse aeroportuali obbligatorie comporterebbe inevitabilmente un aumento dei prezzi dei biglietti.

La chiusura è prevista per il 24 ottobre, data che coincide con la fine della stagione estiva Iata. I sette aeromobili saranno trasferiti in altre basi europee di Ryanair, in aeroporti caratterizzati da costi operativi inferiori, situati in paesi come Svezia, Slovacchia, Albania e Italia. La compagnia continuerà comunque a operare voli da e per Berlino tramite altre basi.

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Aumento delle tariffe aeroportuali «ingiustificate ed eccessive»

Come già evidenziato, la decisione è fortemente influenzata dall’aumento delle tariffe previsto per il 2027, ma si inserisce in una tendenza più ampia osservata dal 2019. Ryanair sostiene infatti che le tariffe aeroportuali siano già aumentate del 50% in questi anni e che subiranno ulteriori rincari, definiti «ingiustificati ed eccessivi».

Parallelamente, la compagnia sottolinea come il traffico passeggeri dell’aeroporto sia diminuito di quasi il 30%, passando dai 36 milioni del 2019 ai circa 26 milioni registrati lo scorso anno.

A causa dell’aumento dei costi aeroportuali in Germania, Ryanair ha progressivamente ridotto la propria presenza nel paese negli ultimi anni. Dall’inizio della pandemia ha infatti chiuso le basi presso gli aeroporti di Francoforte Hahn e Francoforte, mentre la controllata Lauda ha cessato le operazioni a Düsseldorf nel 2020.

Nonostante la ripresa del traffico negli aeroporti tedeschi, la capacità complessiva resta ancora inferiore ai livelli pre-pandemia, rappresentando uno dei pochi casi in Europa.

L’annuncio della chiusura della base di Berlino arriva inoltre in un contesto di forte aumento dei costi del carburante, più che raddoppiati da febbraio. Il Ceo di Ryanair Michael O’Leary, ha recentemente dichiarato che i costi del carburante sono aumentati di 50 milioni di dollari nel solo mese di aprile e che, qualora il prezzo dovesse mantenersi intorno ai 150 dollari al barile, l’incremento annuale potrebbe raggiungere i 600 milioni di dollari.

Il sindacato tedesco Verdi ha criticato la decisione, definendola una «strategia aziendale puramente orientata al profitto», mentre gli ambientalisti hanno sottolineato l’opportunità di favorire il trasporto ferroviario, ritenuto meno impattante per l’ambiente.

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