Energia

Nord Stream riparte, ma il gas russo rimane a rischio: Putin minaccia nuove strette

Il Cremlino avverte che se non avrà garanzie tecniche e legali sulla turbina restituita dal Canada i flussi nel gasdotto dal 26 luglio potrebbero ridursi al 20%

di Sissi Bellomo

Gazprom gela l'Ue, 'non garantiamo sul Nord Stream'

3' di lettura

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Nord Stream è ripartito come previsto dopo il periodo di manutenzione, durato dieci giorni, restituendo all’Europa forniture di gas russo paragonabili a quelle che arrivavano prima della fermata del gasdotto. Gazprom ha riaperto i rubinetti nelle prime ore del mattino del 21 luglio (alle 6 ora di Mosca, le 5 in Italia) e i flussi sono aumentati piuttosto rapidamente, confermando che nell’intera giornata dovrebbero essere esportati circa 65 milioni di metri cubi di gas attraverso la pipeline, che dunque continua ad essere utilizzata al 40% della capacità.

Forniture in aumento anche per Eni, che dalla Russia si aspetta di ricevere 36 milioni di metri cubi rispetto ai 21 milioni che arrivavano durante lo stop di Nord Stream, iniziato l’11 luglio, e ai 32 milioni di metri cubi che riceveva poco prima. 

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Il mercato ha reagito con sollievo: al Ttf il prezzo del gas ha registrato ribassi fino al 6,5% in apertura, toccando un minimo di 145 euro per Megawattora, per attestarsi in seguito intorno a 150 euro.

A fronte della buona notizia della riapertura di Nord Stream, le preoccupazioni sono però tutt’altro che scomparse: i flussi nel gasdotto del Baltico non solo rischiano di non tornare al 100% della capacità, ma nel giro di pochi giorni potrebbero crollare ulteriormente.

È stato direttamente il Cremlino a ventilare questa possibilità: possibilità di cui peraltro chiunque in Europa è ormai consapevole, a cominciare dalla Commissione Ue, che ha appena presentato la sua ricetta per tagliare i consumi di gas a fronte del crescente pericolo di carenze.

Il presidente russo Vladimir Putin ha lanciato un avvertimento tanto preciso da sembrare un vero e proprio ultimatum: dal 26 luglio il Nord Stream potrebbe non essere in grado di trasportare più di 30 milioni di metri cubi di gas al giorno, un quinto della sua capacità nominale e meno della metà dei flussi di fine giugno, che erano già ridotti del 60% rispetto alla norma.

Ad essere chiamata in causa è ancora una volta la turbina di Siemens Energy revisionata in Canada. «Ci dicono che la riceveremo presto ma finora Gazprom non ha documenti ufficiali», ha ribadito Putin, precisando che a Mosca non basta «la restituzione del metallo» ma che pretende garanzie «sulle condizioni tecniche del macchinario e sul suo status legale, se rimane o meno soggetto a sanzioni e cosa possiamo farci, perché magari un domani se lo riprenderanno».

Un’altra turbina del gasdotto, ha aggiunto il presidente russo, necessita di revisioni «alla fine di luglio, credo il 26 luglio» e una terza «è già fuori uso perché è caduto qualche circuito interno, come ci ha confermato anche Siemens». Di qui la necessità di riavere in fretta, con tutti i documenti in regola, almeno quella riparata in Canada. In caso contrario Mosca darà una nuova stretta ai flussi di gas.

«Avremmo una rotta alternativa già pronta, il Nord Stream 2, ma non può essere avviata», ha ricordato Putin, con riferimento al raddoppio del gasdotto del Baltico, ultimato lo scorso settembre ma fermato dalle sanzioni.

La situazione per le forniture europee di gas rimane quanto mai precaria. Ma per adesso il mercato, benché volatile, sembra vedere il bicchiere mezzo pieno. Gli operatori si sono concentrati sull’aspetto positivo della riapertura dei rubinetti del Nord Stream (e forse anche sulla prospettiva di un taglio dei consumi europei), così il prezzo del gas – che col fermo del gasdotto era tornato a superare 180 euro per Megawattora al Ttf – è rimasto intorno a 155 euro tra lunedì 19 e martedì 20.

La scadenza da tenere d’occhio adesso è quella del 26 luglio, citata da Putin. Ma ormai si vive alla giornata e il 21 luglio ha smesso di far paura: dopo dieci giorni di chiusura per manutenzione il Nord Stream dovrebbe ripartire davvero.

Non ci sono certezze assolute, ma a rassicurare sul puntuale riavvio – confermando indiscrezioni che stavano già circolando – è intervenuta anche la prenotazione da parte di Gazprom di capacità di trasporto in Germania sui gasdotti Nel e Opal, che ricevono le forniture dal Nord Stream per inoltrarle sul mercato interno e verso altri Paesi europei, in direzione ovest e sud.Il gestore della rete tedesca Gascade stima che i flussi saranno comunque al 40% della capacità, come prima dello stop.

(aggiornato il 21 luglio 2022 alle ore 10,25)

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