Forniture in anticipo
Algeri ora si dice pronta ad anticipare al 2022 due terzi delle forniture extra che aveva promesso all’Italia: fin da quest’anno ci arriveranno 6 miliardi di metri cubi (Bcm) in più, invece dei 2 Bcm messi a disposizione ad aprile. Volumi aggiuntivi rispetto ai 21 Bcm di gas che avevamo importato nel 2021 (quando già erano cresciuti dell’80 %) e ai 13,9 Bcm che abbiamo finora ricevuto quest’anno.
In seguito dovremmo ottenere altri 3 Bcm, visto che l’obiettivo – secondo quanto aveva riferito Eni ad aprile – è di arrivare per gradi a un incremento di 9 Bcm entro il 2023-24, in modo da sfruttare appieno la capacità del gasdotto Transmed.
Sonatrach in verità non aveva citato alcuna cifra.Il suo comunicato di aprile (a differenza di quello di San Donato) evidenziava in compenso che l’Italia aveva accettato di pagare un prezzo più alto per il gas: un ritocco «in linea con le condizioni del mercato» e «in conformità con le clausole contrattuali».
Quei 9 Bcm extra di gas, per riempire il Transmed, sollevano qualche dubbio tra gli analisti: la capacità libera sul gasdotto – se si considerano anche le consegne alla Tunisia, Paese di transito – è solo di 7,8 Bcm stima Aydin Calik, North Africa editor del periodico specializzato Mees.
Ma il punto è soprattutto un altro: perché Algeri possa davvero aumentare le forniture all’Europa (e non solo spostare i flussi da un Paese all’altro) bisogna sperare nel rapido sviluppo di nuove risorse: più rapido di come stanno correndo i consumi interni nel Paese, che salgono del 4-5% l’anno.