Sogno di mezza estate in sette angoli del Mediterraneo
Minorca: natura protetta e una storia vecchia di 4.000 anni
Mare, calette, sentieri, aree verdi, archeologia e un modello turistico meno aggressivo rispetto alle altre perle delle Baleari più esposte al turismo di massa. Minorca è un esempio perfetto di Mediterraneo da vivere oltre la sola balneazione e fra i suoi tanti pregi c’è, non a caso, quello di aver costruito la propria identità sulla tutela del paesaggio. Dichiarata Riserva della Biosfera dall’Unesco, l’isola vanta oltre 200 chilometri di costa, più di cento spiagge e calette e un entroterra dove boschi, pascoli e muri a secco si alternano ai villaggi. L’itinerario più interessante per scoprirla è il Camí de Cavalls, storico percorso che permette di raggiungere a piedi alcune delle baie più isolate, dalla costa settentrionale modellata dalla tramontana e caratterizzata da rocce rossastre alle calette turchesi e più tranquille del sud dell’isola, dove dedicarsi alle attività di mare fra canoa, snorkeling e uscite in barca. La Minorca più antica offre invece un patrimonio archeologico di oltre 1.500 siti, con costruzioni megalitiche che risalgono a più di 4.000 anni fa: la Naveta des Tudons, la necropoli di Cala Morell e gli insediamenti di Torre d’en Galmés e Talatí de Dalt, in alcuni casi raggiungibili seguendo sentieri rurali, sono le tracce di questa civiltà preistorica. La scoperta dell’isola si completa con le feste patronali, i mercati artigianali e gli appuntamenti legati alle tradizioni equestri minorchine, che accompagnano la stagione fino a settembre (il calendario degli eventi è pibblicato sul portale ufficiale delle Baleari). A tavola, infine, l’isola si apprezza con piatti come la caldereta de langosta, chiudendo l’esperienza con un bicchiere di gin di Minorca.

