Sogno di mezza estate in sette angoli del Mediterraneo
Kimolos e Milos: baie e sentieri nelle Cicladi meno battute
Chi è in cerca di un Mediterraneo appartato e lento che non rinuncia alla componente geologica e rurale deve probabilmente puntare il mirino sue due isole delle Cicladi meno famose delle isole greche più celebri, come la vicina Santorini. A pochi chilometri di mare l’una dall’altra, Kimolos e Milos raccontano due versioni complementari di questa porzione dell’Egeo. La prima, molto più piccola e meno conosciuta, è fatta di poche strade, villaggi tradizionali, baie raggiungibili a piedi e un territorio brullo che alterna rocce vulcaniche, cappelle e antichi sentieri (il sito ufficiale del Comune segnala una rete di itinerari escursionistici e invita a esplorare anche la grande isola disabitata di Polyaigos). L’esperienza Walk the Hidden Paths, proposta quest’estate da Espera Suites (resort cinque stelle dell’isola), accompagna gli ospiti lungo percorsi guidati e poco frequentati, tra cappelle nascoste, viste panoramiche e tracce della storia locale. A proposito di tradizioni, anche la gastronomia locale contribuisce al racconto di Kimolos, dove restano vive celebrazioni religiose e feste tradizionali, con un appuntamento particolarmente sentito il 15 agosto, festa dell’Assunzione. Milos, invece, offre un paesaggio più spettacolare e plasmato dall’origine vulcanica dell’isola, fatto di grotte marine (un tempo nascondiglio per i pirati), formazioni rocciose e spiagge dai colori insoliti che si alternano a villaggi di pescatori e siti archeologici. Una giornata al mare nelle sue splendide spiagge di sabbia e ciottoli fini (come la selvaggia Palaiochiori) si alterna alla navigazione lungo la costa alla scoperta di luoghi da cartolina come Kleftiko, una delle località più spettacolari dell’isola, dove a farla da padrone sono le scogliere e i faraglioni di roccia bianca che sovrastano e circondano il mare cristallino.

