Risiko bancario

Mediobanca lancia l’Opa da 6,3 miliardi su Banca Generali

Il rapporto di scambio tra è stato fissato in 1,7 azioni Generali per ogni azione di Banca Generali, sulla base delle quotazioni del 25 aprile, per un prezzo implicito di 54,17 euro per azione

di Antonella Olivieri

ESTERNO TORRE GENERALI LOGO MEDIOBANCA LANCIA OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO DI 6,3 MILIARDI SU BANCA GENERALI - FOTO ARCHIVIO -

3' di lettura

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Anche Mediobanca entra nel risiko bancario. Un consiglio straordinario che si è tenuto domenica ha deciso (con due astensioni) di promuovere un’Opa su Banca Generali che sarà pagata con le azioni Generali possedute da Piazzetta Cuccia, pari al 13,02% del capitale.

E poiché a sua volta Mediobanca è in passivity rule, per l’Ops lanciata da Mps, sarà necessaria l’approvazione di un’assemblea ordinaria già convocata per il 16 giugno.

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Il minimo di adesione per l’efficacia dell’offerta è stato fissato nel 50% del capitale più un’azione. Altre condizioni di efficacia sono, oltre a quelle di prassi (l’ottenimento delle prescritte autorizzazioni regolamentari, incluso l’ok ai fini del golden power), il perfezionamento degli accordi di collaborazione con Generali e Banca Generali, e «l’assunzione da parte di Generali di un impegno sulle azioni proprie ricevute come corrispettivo di un lock up di 12 mesi a partire dal perfezionamento dell’offerta, con riguardo a operazioni di offerta e collocamento presso il pubblico indistinto».

Il rapporto di scambio tra è stato fissato in 1,7 azioni Generali per ogni azione di Banca Generali, sulla base delle quotazioni del 25 aprile, per un prezzo implicito di 54,17 euro per azione, pari un premio dell’11,4% sulle ultime quotazioni, del 9,3% sull’ultimo mese e del 6,5% sugli ultimi tre mesi.

Operazione da 6,3 miliardi di euro

L’operazione da 6,3 miliardi creerebbe un operatore leader nel wealth management con 210 miliardi di totale attivi e 2 miliardi di ricavi.

Per Mediobanca l’operazione si tradurrebbe in un aumento del Rote (ritorno sul capitale tangibile) dal 14% al 20%.

L’utile netto consolidato salirebbe del 15% a 1,5 miliardi, con un aumento dell’utile per azione “mid single digit”.

Le sinergie sono stimate in 300 milioni, 50% in termini di costi, 28% di ricavi, 22% derivante dal funding. Il parametro di vigilanza Cet1 si attesterebbe al 14%.

L’operazione, ha spiegato l’ad di Mediobanca Alberto Nagel, mira a fondere Banca Generali. Le eventuali azioni Generali in portafoglio a conclusione dell’offerta, ha precisato Nagel in risposta alle domande, sarebbero utilizzate per sostenere l’acquisto di altre azioni di Banca Generali ancora in cirolazione. Chiaro che l’offerta non potrebbe avere successo senza l’assenso di Generali, che detiene il 50,17% del capitale di Banca Generali.

Un’azione difensiva per sottrarsi all’Ops di Mps, bollata come ostile dal cda di Piazzetta Cuccia? In realtà si tratta di un’operazione che Mediobanca sta studiando da cinque anni. Ai tempi non se ne fece nulla, anche se anche allora si era ipotizzato di finanziare l’acquisizione almeno in parte con le azioni Generali in portafoglio. Nagel ha spiegato che da oggi discuterà con Generali e Banca Generali il progetto che amplierebbe al wealth management di Mediobanca il raggio d’azione e al contempo potrebbe ampliare l’offerta di prodotti asssicurativi e di asset management verso i clienti di Mediobanca. Mediobanca raddoppierebbe di dimensioni nell’area del wealth management, ottenendo un rendimento analogo a quello offerto dalla quota in Generali cui si aggiungerebbero le sinergie, sprigionabili nell’arco di tre anni. Il 50% di ricavi e utili della nuova entità deriverebbero dal wealth management, il 30% dal credito al consumo, il 20% dall’attività di corporate and investment banking, un mix comune in Europa solo a altre due realtà, Ubs e Julius Baer.

Contemporaneamente l’offerta sarà illustrata a tutti gli azionisti, che potranno scegliere - ha sottolineato l’ad - tra tre opzioni: mantenere Mediobanca così com’è, approvare il progetto di crescita con Banca Generali, o aderire all’offerta di Mps. Quest’ultima non necessariamente esclude la mossa su Banca Generali.

Si prevede che l’offerta sia completata entro ottobre, con la piena integrazione entro i 12 mesi successivi.

Banca Generali: operazione Mediobanca non sollecitata nè concordata con noi

Il consiglio di amministrazione di Banca Generali, riunito oggi in una seduta straordinaria, ha preso atto della comunicazione di Mediobanca relativa all’ops sulla totalità delle azioni di B.Generali. «Fermo restando che l’analisi più dettagliata dei termini e delle caratteristiche dell’offerta è in corso - si legge in una nota - Banca Generali si esprimerà sull’offerta con le tempistiche e secondo le modalità previste dalla legge». La banca precisa che l’offerta «non è stata sollecitata né preventivamente concordata con Banca Generali». Pertanto, «proseguono le attività del gruppo secondo quanto pianificato o già comunicato al fine di continuare a contribuire alla creazione di valore per tutti gli azionisti e gli stakeholders».

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