Banche

Ops Mediobanca, l’assemblea di Mps dice sì all’aumento con l’86% dei voti

A Siena presente il 73,6% del capitale. Caltagirone primo socio privato con il 9,96%. Ok al bilancio con il 99%

di L.D.

FILE PHOTO: View of the logo of Monte dei Paschi di Siena (MPS), the oldest bank in the world, in Siena, Italy, August 11, 2021. Picture taken August 11, 2021. REUTERS / Jennifer Lorenzini/File Photo

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Via libera dall’assemblea degli azionisti di Mps alla scalata per Mediobanca. L’aumento di capitale a servizio dell’Ops su Mediobanca è stato votato dall’86,48% dei presenti. Un voto a larghissima maggioranza, che ha permesso di approvare la delega al Cda per l’aumento che necessitava nella parte straordinaria del voto favorevole dei due terzi dei presenti. Contrari l’11,81% dei presenti.

Da questa mattina, a Siena, era presente il 73,6% del capitale. Una quota questa di poco inferiore al 75%, considerata soglia di «sicurezza» per il management per far sì che il penultimo punto all’ordine del giorno, quello relativo all’aumento di capitale, potesse passare con relativa sicurezza. Il presidente Nicola Maione, in apertura, ha sottolineato la scelta della banca di svolgere l’assemblea ’a porte aperte’: «la scelta della modalità in presenza è un segnale di attenzione della nostra banca agli azionisti». Maione ha quindi aggiunto: «Mps è un patrimonio del Paese, i risultati positivi sono frutto di un impegno costante del cda, dell’amministratore delegato e di tutti i nostri dipendenti, uomini e donne con un grande attaccamento al Monte e ai quali va il mio più sincero ringraziamento».

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Ok al bilancio con il 99,98% del capitale

L’assemblea ordinaria di Monte dei Paschi di Siena ha approvato i risultati di bilancio relativi al 2024. Presente alla votazione il 73,59% del capitale, ha votato a favore il 99,98% circa, contrario lo 0,02%, astenuto lo 0,010% e non votante lo 0,0001%, come comunicato dal presidente Nicola Maione.

Caltagirone primo socio privato

Al passaggio assembleare si configurano intanto con precisione i pesi nell’azionariato. Delfin e il gruppo Caltagirone, i maggiori azionisti privati della banca, hanno aumentato le rispettive partecipazioni proprio in vista dell’appuntamento assembleare odierno. Delfin passa dal 9,7% al 9,86% del capitale, mentre conferma il proprio rafforzamento il gruppo Caltagirone, che sale dal 5,02% al 9,96% del capitale assume così il ruolo di primo socio privato di Rocca Salimbeni. Invariate le partecipazioni di Mef (11,73%) Banco Bpm (5%) e Anima (3,99%).

Gli azionisti favorevoli

I vertici della banca possono contare sul supporto pressochè certo di una quota attorno al 55% del capitale della banca. Poichè la delibera passi servirà l’appoggio dei due terzi dei soci presenti. L’affluenza contenuta entro il 75% del capitale, rende quindi il voto favorevole all’aumento molto probabile. A votare a sostegno dell’aumento saranno infatti i principali azionisti, che con i loro rappresentanti sono presenti nel board che ha votato all’unanimità per il progetto: si tratta del Mef (11,7% del capitale), Caltagirone (9,96%) e Delfin (9,86%). Fuori dal Cda, ma dichiaratisi favorevoli alla ricapitalizzazione e quindi all’Ops su Mediobanca, sono Banco Bpm (5%) e Anima (4%), così come le fondazioni bancarie (1,5%) e Algebris (1%). Voto favorevole atteso anche dall’Enpam (2%) e Inarcassa (3%). Tra i fondi Pimco (1,5%) e Norges Bank (2,6%) hanno anticipato il loro voto positivo, come pure il fondo pensione degli insegnanti della California, mentre alcuni grandi investitori Usa con piccole quote (New York City Comptroller, Sba Florida, Calvert, Calstrs, Cpp Investments) bocceranno l’operazione.

Il ceo Lovaglio: «Più che pronti a unire le forze con Mediobanca»

«Il set di risultati che abbiamo raggiunto mostra che la nostra banca è più che pronta per guidare un nuovo processo di sviluppo industriale che unendo le forze con Mediobanca può creare valore da subito a vantaggio di tutti gli azionisti e gli stakeholder», ha detto l’ad di Mps, Luigi Lovaglio, intervenendo all’assemblea. «Penso che questa assemblea - ha detto - sia destinata segnare una tappa molto importante nel percorso di sviluppo industriale e strategico della nostra banca, che ha nel suo Dna una forte vocazione all’innovazione e alla crescita».

Rossi (Fond. Mps): «Ops coraggiosa innovazione e grande occasione per creare terzo polo»

«Accogliamo con totale favore l’offerta pubblica di scambio con azioni Mediobanca proposta all’assemblea straordinaria di oggi, che rappresenta una coraggiosa innovazione in un panorama spesso omologato qual è quello bancario, oltre che una grande occasione per la creazione di un terzo polo bancario italiano, indispensabile a nostro giudizio in un contesto di necessario consolidamente europeo» ha commentato, nel suo intervento all’assemblea di Mps, il presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Carlo Rossi.

Offerta su Mediobanca «già adeguata»

Intanto, come si legge nelle risposte alle domande scritte pervenute dai soci Mps, emerge come Mps ritenga «che, allo stato, l’offerta» su Mediobanca «sia già adeguata, e vi è ferma convinzione che questa sia una grande opportunità per gli azionisti di entrambe le entità con un forte profilo accrescitivo sia a livello di utile che di dividendo. Pertanto, al momento, non sono state assunte decisioni in merito a eventuali incrementi del corrispettivo dell’offerta». Nel caso in cui «si dovesse deliberare in tal senso, saranno valutate attentamente le diverse ipotesi e le relative implicazioni, fornendo al mercato la più completa e trasparente informativa al riguardo».

E sui target in termini di adesioni, Mps «conferma l’obiettivo di conseguire almeno il 66,67%» del capitale di Mediobanca, partecipazione «che rappresenta altresì una delle condizioni di efficacia dell’offerta», seppur rinunciabile ma ritiene che «gli obiettivi strategici» della stessa «saranno realizzabili anche nel caso di uno scenario che preveda l’acquisizione del 51% del capitale sociale di Mediobanca».

«Nessun accordo con Caltagirone»

«Non vi è alcun accordo con il Gruppo Caltagirone». Così Mps in una risposta scritta, pubblicata in vista dell’assemblea, alla domanda di un socio che chiede se la dichiarazione sulla non crucialità di Generali nel terzo polo con Mediobanca non sia dovuta all’esistenza di accordi di fatto tra Mps e il gruppo Caltagirone e se tra Mps e Caltagirone non ci sia un progetto di spartizione dopo l’acquisizione di Piazzetta Cuccia. A una domanda ulteriore se Mps intendesse alienare, in tutto o in parte, la quota azionaria di Generali detenuta da Mediobanca, l’istituto senese ha spiegato: «la partecipazione in Generali rappresenta una quota diversificata di ricavi per il nuovo gruppo. Qualsiasi decisione riguardo a tale quota azionaria sarà presa a tempo debito nel migliore interesse della Società e dei nostri azionisti».

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