Ops Mediobanca, l’assemblea di Mps dice sì all’aumento con l’86% dei voti
A Siena presente il 73,6% del capitale. Caltagirone primo socio privato con il 9,96%. Ok al bilancio con il 99%
di L.D.
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Via libera dall’assemblea degli azionisti di Mps alla scalata per Mediobanca. L’aumento di capitale a servizio dell’Ops su Mediobanca è stato votato dall’86,48% dei presenti. Un voto a larghissima maggioranza, che ha permesso di approvare la delega al Cda per l’aumento che necessitava nella parte straordinaria del voto favorevole dei due terzi dei presenti. Contrari l’11,81% dei presenti.
Da questa mattina, a Siena, era presente il 73,6% del capitale. Una quota questa di poco inferiore al 75%, considerata soglia di «sicurezza» per il management per far sì che il penultimo punto all’ordine del giorno, quello relativo all’aumento di capitale, potesse passare con relativa sicurezza. Il presidente Nicola Maione, in apertura, ha sottolineato la scelta della banca di svolgere l’assemblea ’a porte aperte’: «la scelta della modalità in presenza è un segnale di attenzione della nostra banca agli azionisti». Maione ha quindi aggiunto: «Mps è un patrimonio del Paese, i risultati positivi sono frutto di un impegno costante del cda, dell’amministratore delegato e di tutti i nostri dipendenti, uomini e donne con un grande attaccamento al Monte e ai quali va il mio più sincero ringraziamento».
Ok al bilancio con il 99,98% del capitale
L’assemblea ordinaria di Monte dei Paschi di Siena ha approvato i risultati di bilancio relativi al 2024. Presente alla votazione il 73,59% del capitale, ha votato a favore il 99,98% circa, contrario lo 0,02%, astenuto lo 0,010% e non votante lo 0,0001%, come comunicato dal presidente Nicola Maione.
Caltagirone primo socio privato
Al passaggio assembleare si configurano intanto con precisione i pesi nell’azionariato. Delfin e il gruppo Caltagirone, i maggiori azionisti privati della banca, hanno aumentato le rispettive partecipazioni proprio in vista dell’appuntamento assembleare odierno. Delfin passa dal 9,7% al 9,86% del capitale, mentre conferma il proprio rafforzamento il gruppo Caltagirone, che sale dal 5,02% al 9,96% del capitale assume così il ruolo di primo socio privato di Rocca Salimbeni. Invariate le partecipazioni di Mef (11,73%) Banco Bpm (5%) e Anima (3,99%).
Gli azionisti favorevoli
I vertici della banca possono contare sul supporto pressochè certo di una quota attorno al 55% del capitale della banca. Poichè la delibera passi servirà l’appoggio dei due terzi dei soci presenti. L’affluenza contenuta entro il 75% del capitale, rende quindi il voto favorevole all’aumento molto probabile. A votare a sostegno dell’aumento saranno infatti i principali azionisti, che con i loro rappresentanti sono presenti nel board che ha votato all’unanimità per il progetto: si tratta del Mef (11,7% del capitale), Caltagirone (9,96%) e Delfin (9,86%). Fuori dal Cda, ma dichiaratisi favorevoli alla ricapitalizzazione e quindi all’Ops su Mediobanca, sono Banco Bpm (5%) e Anima (4%), così come le fondazioni bancarie (1,5%) e Algebris (1%). Voto favorevole atteso anche dall’Enpam (2%) e Inarcassa (3%). Tra i fondi Pimco (1,5%) e Norges Bank (2,6%) hanno anticipato il loro voto positivo, come pure il fondo pensione degli insegnanti della California, mentre alcuni grandi investitori Usa con piccole quote (New York City Comptroller, Sba Florida, Calvert, Calstrs, Cpp Investments) bocceranno l’operazione.


