Riguardo ai vantaggi, poi, «La combined entity genererebbe un fatturato di circa 5,8 miliardi di euro e un EBITDAaL di circa 1,6 miliardi di euro per l’esercizio finanziario che si concluderà a marzo 2024. Inoltre, beneficerebbe di sinergie annuali previste di oltre 600 milioni di euro in Opex + Capex».
Arriva così al dunque il primo colpo di un possibile consolidamento sul mercato italiano dove convivono 5 grandi operatori di rete mobile (Ti, Vodafone Italia, wind Tre, Iliad e Fastweb), oltre a tutta una serie di operatori virtuali (a partire dal più grande: Poste italiane) e a 10 fornitori di broadband fissa. Gli occhi del mercato erano puntati Vodafone. Del resto la ceo Margherita Della Valle , sotto pressione per migliorare la redditività, il mese scorso durante la presentazione dei conti aveva indicato che il gruppo britannico stava rivedendo le opzioni per la sua attività in Italia, l’ultimo dei tre mercati europei in difficoltà che secondo lei dovevano essere sistemati.
Nel frattempo, dopo l’offerta da 11,25 miliardi di euro per acquistare Vodafone Italia, respinta, dello scorso anno Xavier Niel , fondatore e proprietario di maggioranza di Iliad, ha acquistato una partecipazione del 2,5% in Vodafone attraverso un veicolo di investimento.
La mossa di Vodafone finisce così per anticipare anche un altro possibile scenario, visti i contatti, mai confermati ma di cui Il Sole 24 Ore ha dato conto, fra Swisscom e il gruppo Vodafone per un’operazione in Italia con protagonisti Vodafone e la controllata del gruppo svizzero, Fastweb.
La reazione di Vodafone Group
In mattinata è poi arrivata anche la nota di Vodafone Group che afferma di aver preso atto dell’annuncio di Iliad in merito a una proposta di fusione tra Vodafone Italia e Iliad Italia. Il gruppo inglese, che in passato aveva già dichiarato di essere «favorevole al consolidamento nel mercato nei paesi in cui non sta ottenendo adeguati ritorni sul capitale investito», dopo l’annuncio di Iliad e i rumors che si inseguono da settimane sull’interesse di Swisscom (la capogruppo di Fastweb), ora conferma che «sta esplorando opzioni con diverse parti per raggiungere questo obiettivo in Italia, anche attraverso una fusione o una cessione».