Sull'azionario, vola il titolo di United States Steel, che tocca i massimi dell'ultimo anno grazie alla notizia che la società sarà acquistata da Nippon Steel, il più grande gruppo siderurgico giapponese e uno dei maggiori del mondo, per circa 14,1 miliardi di dollari, esclusa l'assunzione di debiti. Cede invece Ibm, dopo che la società tech ha annunciato che comprerà le divisioni web Methods e StreamSets dalla società tedesca Software AG per 2,13 miliardi di euro (2,32 miliardi di dollari). Sale Adobe, alla notizia che è saltata l'acquisizione per 20 miliardi di dollari della società di software Figma, dato che non ci sono le condizioni per far approvare l'operazione dalle autorità antitrust di Unione europea e Regno Unito. Realizzi anche per Nio, dato che la casa automobilistica cinese, specializzata in auto elettriche e uno dei rivali di Tesla in Cina, ha raccolto 2,2 miliardi di dollari, grazie all’acquisizione del 20,1% del suo capitale da parte di Cyvn, una holding con sede ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti.
Giù Diasorin, focus su Telco con blitz Iliad su Vodafone Italia
Tra i titoli a maggiore capitalizzazione a Piazza Affari, vendite su Ferrari dopo il taglio di valutazione e dell’obiettivo di prezzo degli analisti di Intermonte. Chiude pesante anche Diasorin, che venerdì a mercati chiusi ha presentato il piano industriale al 2027. In cima al listino svetta Telecom Italia dopo la proposta di Iliad a Vodafone per una integrazione delle attività italiane. In rialzo anche i titoli petroliferi Tenaris, Eni e Saipem, a causa della spinta del petrolio. Viaggia in rosso Brunello Cucinelli che entra nel Ftse Mib al posto di Cnh Industrial.
Spread in calo sotto i 170 punti
Andamento in leggero calo per lo spread BTp/Bund. Il BTp decennale benchmark rispetto al pari scadenza tedesco segna un differenziale di rendimento che si attesta a 168 punti base dai 171 della chiusura di venerdì. In aumento il rendimento del BTp decennale benchmark che si attesta al 3,73% dal 3,72% del closing precedente.
Petrolio sale su preoccupazioni per la rotta del Mar Rosso
Il petrolio è in netto rialzo, spinto delle preoccupazioni per l’approvvigionamento sulla rotta commerciale del Mar Rosso, dopo che diverse compagnie di navigazione hanno annunciato che non la utilizzeranno più. Il Wti Gennaio è oltre i 73 dollari al barile, mentre il Brent febbraio è vicino ai 79. Nei giorni scorsi diversi giganti del trasporto marittimo mondiale hanno dichiarato che avrebbero evitato di inviare navi nel Mar Rosso, a causa del crescente numero di attacchi registrato nelle ultime settimane, ad opera dei ribelli Houthi dello Yemen.
Tra questi ci sono la danese Maersk, la tedesca Hapag-Lloyd, la francese Cma Cgm e l'italo-svizzera Msc. Anche la compagnia petrolifera Bp ha annunciato poco fa la sospensione di tutti i transiti nell’area, per “il deterioramento della situazione di sicurezza”. La decisione "evidenzia il rischio per un’arteria vitale considerata per il commercio internazionale di petrolio", hanno affermato gli analisti di Dnb Markets. Ogni anno sono 20.000 le navi che passano dal Canale di Suez, attraversando il Mar Rosso dall’Europa verso l’Asia. "I mercati sono ben consapevoli delle implicazioni in termini di disponibilità di navi e di prezzi", ha aggiunto Joshua Mahony, analista di Scope Markets. Il greggio è in leggero guadagno già dalla scorsa settimana, spinto dai possibili tagli dei tassi d’interesse della Fed nei primi mesi del 2024.